Non lasciate fuggire il tiranno Ben Ali… e non lo accogliamo in Italia!

Forse forse, il primo dei tiranni sta per andarsene.

Forse sono ottimista, e magari domani mi toccherà rettificare.

Comunque, se fosse vero, mi sembra che l’Italia sarebbe il primo paese dove penserebbe a investire i suoi guadagni.

Teniamo gli occhi aperti!

Segnaliamo questo interessante post, nonché le notizie su Canale di Sicilia, e riportiamo un appello dell’opposizione tunisina. Il sito di Repubblica dedica alla rivolta una nota molto al di sotto di quella che dedica alla “lista” di Stormfront.

Ne laissez pas Ben Ali fuir!

Appel à l’armée nationale, la police, le service secret, les gardes du corps personnels de Ben Ali, à toutes les instances qui sont impliquées directement ou indirectement dans la protection de Ben Ali.

L’assassin Ben Ali prépare sa fuite hors du territoire tunisien. Il a déjà expatrié ces filles et leurs époux au Canada, preuve à l’appui (écoutez le petit extrait de l’émission de Paul Houde sur le 98.5 FM Montréal).

Nous savons tous que le soulèvement tunisien est arrivé à un point de non retour, peu importe les conséquences. Si vous n’agissez pas au plus vite, Ben Ali s’échappera après avoir plongé notre pays dans un bain de sang inutile. Et nul doute qu’aucun de vous ne souhaite porter sur la conscience un tel crime en voulant désespérément sauver un assassin arrivé au terme de son régime, et lequel n’hésitera à aucun moment à se servir de vous pour massacrer vos frères et sœurs, vos pères et mères, comme nous l’avons horriblement constaté ces derniers jours.

Et le comble de tout ça, c’est qu’il fuira par la suite, en vous laissant un lourd fardeau sur le dos après vous avoir impliqué.

Sachez que vous représentez son seul espoir de conserver le pouvoir. Assumez votre responsabilité historique et faites votre devoir envers vous-mêmes, vos familles et votre pays. Ne laissez pas Ben Ali fuir! Arrêtez-le tout de suite et en toute civilité, ne le brutalisez pas, qu’il soit jugé devant nos tribunaux.

Ceci est un appel à toute l’opposition tunisienne :

Ne vous arrêtez pas sur l’appel à un gouvernement de coalition. Préparez l’équipe qui formera ce gouvernement en toute urgence et le plus tôt possible et divulguez massivement l’événement. Le tunisien veut du concret, veut voir l’alternative, veut voir que vous êtes capables enfin de vous entendre et de porter l’espoir de ce mouvement populaire, il veut surtout percevoir de la lumière au bout du tunnel, suffisamment  pour l’encourager à mener son soulèvement jusqu’au bout.

Que la lutte continue et vive la Tunisie Libre!

Faites circuler largement cet appel. Si vous connaissez quelqu’un dans l’armée, la police… portez cet appel à leur connaissance.

Extrait de l’émission de Paul Houde sur le 98.5 FM Montréal

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22 Responses to Non lasciate fuggire il tiranno Ben Ali… e non lo accogliamo in Italia!

  1. Francesco says:

    Un paio di domandine che mi sorgono spontanee.

    Perchè lo definisci il primo dei tiranni?

    Perchè trovi positivo (ti dichiari ottimista) che fugga, quando possiamo aspettarci che gli succeda una tirannia peggiore? E priva del petrolio e gas che permette a quella degli ayatollah di non far morire di fame i persiani.

    Ciao

    Francesco

    • Ritvan says:

      France’ , non mi fare di ‘ste domande retoriche: tu lo sai che Miguel spera che la prossima tirannia tunisina sia “antimperialista”, cribbio!:-)

      • Francesco says:

        Vabbè, se basta appiccicarsi un’etichetta può ben farlo lo stesso Ben Alì, no?

        Così ci si risparmia un pò di morti per un motivo così futile

        Anche perchè chi la vuole una seconda Corea del Nord a pochi kilometri da un paese straniero ma vicino come la Sicilia? :)

        Ciao

        PS certo, diventasse come Cuba, un grande bordello ben custodito potrebbe avere un qualche interesse …

    • Andrea Di Vita says:

      Per Francesco

      ”primo dei tiranni”

      Se sia il primo lo ignoro. Comunque, non e’ forse lui che ha ospitato il delinquente craxi?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Ecco, te pareva…
        Anch’io ho subito pensato a Craxi, ovviamente in una prospettiva opposta alla tua.
        Non so quanto Ben Alì fosse interessato a proteggere l’uomo di Sigonella e a volersi fare paladino dell’autonomia dalla prepotenza americana, ma nei fatti lo ha fatto e tanto mi basta.
        Il problema di voi persone di sinistra, anche di uno, quale tu sei, incommensurabilmente più acuto dell’uomo di sinistra medio, è che in nome di certi dogmi della sinistra stessa (l’anticraxismo, l’antiberlusconismo), che poi di solito consistono appunto nell’ostilità verso gli avversari, indipendentemente dal merito di ciò che fanno, siete sempre pronti a trattare per indifferenti le vere contrapposizioni di potere nel mondo e a trovarvi dalla parte peggiore del capitalismo imperialista più aggressivo e spregiudicato, senza che questo vi crei il minimo imbarazzo.

        • Andrea Di Vita says:

          Per peucezio

          Capitalismo o no, da che mondo e’ mondo il complice della latitanza di un delinquente è un delinquente. Qui non mi sembra vi sia una questione di destra o di sinistra, ma di lessico. Tra l’altro la mia era una domanda: come molti, io ignoro se sia proprio l’attuale capo della Tunisia ad avere ospitato il latitante craxi.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            e come si chiama chi accoglie un perseguitato? che tutti i perseguitati sono dei delinquenti, per chi da loro la caccia …

            e smettila di farmi difendere quel socialista laico e antiamericano di Bettino Craxi, per favore!

            :)

            • Andrea Di Vita says:

              Per Francesco

              craxi un perseguitato?

              Per citare uno delle tue parti: mavalà!

              :-)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Peucezio says:

            Mi risulta di sì, era lì almeno dall”86.
            Un altro problema della sinistra contemporanea, molto serio secondo me, è il legalismo. Le questioni di sostanza e i veri interessi e poteri in gioco sono indifferenti, quello che conta è l’adesione pedissequa alla lettera delle leggi positive, o meglio, la sua visibilità: la colpa non è commettere illeciti ma essere beccati, essere cioè indagati e condannati da qualche giudice, in perfetta sintonia coll’ipocrisia anglosassone imperante ormai in tutto l’Occidente.
            In America infatti avvengono le porcate peggiori e i poteri finanziari e politici commettono impunemente crimini enormi, ma se qualcuno, di solito un pesce piccolo, viene beccato, o per caso o perché un altro pesce più grosso aveva bisogno di disfarsene, apriti cielo!

            • Andrea Di Vita says:

              Per Peucezio

              Come dimostra Socrate nel dialogo Platonico ”Le Leggi”, non si dà società organizzata senza rispetto formale dele regole.

              E siccome la sinistra predica l’uguaglianza e l’uguaglianza comincia evidentemente dalla frase ‘La legge è uguale per tutti’, ecco spiegata la passione della sinistra per il rispetto delle regole.

              Come ricorda Bobbio -ne ho scritto in post sul vecchio blog- la sinistra ama cominciare i discorsi col ‘Noi’, la destra con l’ ‘Io’.

              Ecco perchè sovente chi pratica il razionalismo agnostico e il corrispondente relativismo etico viene giustamente posizionato dalla pubblica opinione a sinistra (penso a Bertrand Russell e a molti liberal Statunitensi di oggi): perchè non accetta che ci sia un Io privilegiato rispetto agli altri -e, se è coerente con se stesso, nemmeno il proprio. (Una volta lessi che le bandiere rosse erano in origine la decorazione di uno dei Giardini di Epicuro. Chissà se è vero: di certo è plausibile).

              In contrasto, altri preferiscono i vari Messia, Uomini della Provvidenza ecc. con o senza Infallibilità Ex-Cathedra e Legittimi Impedimenti.

              Ad esemio, il Tradizionalista ammette l’esistenza di Valori Eterni l’adesione ai quali renderebbe ‘più autentica” (qualunque cosa cio’ voglia dire) l’esistenza di un individuo o di una comunità di individui (comunità definita appunto dall’adesione a tali Valori).

              Un caso particolare di tradizionalista è ovviamente il prete (cattolico o stalinista o islamico poco conta).

              Un altro caso particolare, con una liturgia di solito scimmiottata dal prete, è il fascista. I fascisti – e ancora di più i nazisti- insistevano molto sulla ‘comunità di popolo’ (=’Volksgemeinschaft’). Varianti di questi slogan sono le ‘piccole patrie’ dei vari legaioli nostrani e non. Una sintesi fra ‘Volksgemeinschaft’ e ‘piccola patria’ è il ‘cuib’ delle ‘camicie verdi’ Rumene di codreanu, scimmiottate dai legaioli nostrani oggi

              Un terzo caso, molto più rozzo e diffuso, è il liberista dell’ ”Atlas shrugged’ di Ayn Rand, quello che dice ”coi soldi miei ci faccio quello che voglio ed è giusto così”.

              Questa distinzione di fondo fra destra e sinistra riconduce allora alla distinzione fra delinquenza (=spregio delle regole comuni) e chi alla delinquenza si oppone. Questa distinzione che sta alla radice della ‘questione morale’ di Berlinguer, il cui ricorrere nel discorso della sinistra è stata distorta dall’apparato propagandistico della destra in ‘spocchia intellettuale sinistroide’ sia in USA sia in Italia.

              Il riferimento alla parola ‘intellettuale’ con una connotazione negativa fa diretto appello al fastidio provato da ragazzi verso i secchioni primi della classe, e al più generale sospetto tradizionalista verso la cultura in genere: la cultura, aprendo la mente, rischia di snebbiarla e di mostrare di che lacrime grondi e di che sangue la tradizione propinata al popolo. E’ così democratica l’ignoranza: è aperta a tutti senza sforzo.

              Da noi in Italia, il concidere quasi perfetto della congruenza fra delinquenza e politica da una parte e dall’altra parte le forze politiche antiPCI -inamovibili per decenni al governo del Paese- ha rafforzato la contrapposizione fra dispregio de rispetto delle regole.

              Un esempio concreto oggi: chi si batte per il rispetto delle regole (parità di salario a parità di lavoro, no a gabbie salariali, regolarizzazione del clandestino) è la CGIL giustamente intesa ‘a pelle’ da tutti come erede del vecchio PCI. Non è fumisteria: solo se non ci sono guerre fra poveri e se tutti seguono le regole si evita di mettere di volta in volta alcuni sotto schiaffo e si difendono i diritti -senza i quali, giova ricordarlo, siamo solo schiavi.

              Un altro esempio è la battaglia in difesa della cultura e della scuola pubblica: i tagli alle queli sono decisi da chi finanzia le scuole dei preti (appunto) arricchendosi contestualmente col Grande Fratello.

              E anche lasciando stare per il momento la politica: qual’e’ in Italia la sintesi perfetta di tali atteggiamenti -riassunta nel comune disprezzo delle regole, nel comune sentirsi parte di un gruppo che garantisce la libera pratica dell’egoismo, nella comune e ostentata superficialità di maniere e atteggiamenti, nel fedele e diffuso rispetto dei idoli religiosi e santini affini? E’ il camorrista -come ricorda Saviano in ‘Gomorra’.

              Tra l’altro, ecco perchè in molti dei discorsi dei dirigenti del partito democratico di oggi in Italia si fa fatica a riconoscere ‘qualcosa di sinistra’. Oggi di ‘democratico’ è rimasto poco più del referendum-ricatto di marchionne: con bersani che invita la FIOM a ‘rispettare’ l’esito del ricatto.

              Sparita nel pd la preminenza del ‘Noi’ sull’ ‘Io’, è rimasta la spocchia.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Ritvan says:

            —-Capitalismo o no, da che mondo e’ mondo il complice della latitanza di un delinquente è un delinquente.ADV—

            Ti riferisci anche a Lula e Battisti, vero?:-)

            • Andrea Di Vita says:

              Per ritvan

              Sì. Anche a loro.

              Detto questo, e visto che hai tirato fuori la questione, io un dubbio lo nutro.

              Non ci sta solo battisti.

              Abbiamo tanti condannati per terrorismo rosso e nero in giro epr il mondo che non c’e’ verso di farci riconsegnare.

              Ad esempio, uno degli assassini di Moro (in Nicaragua), degli assassini dela strage di Peteano (in Francia), degli stragiti della strage di Peteano (in Giappone) più vari fiancheggiatori in Svizzera, Francia e Canada.

              Io vedo tre possibili spiegazioni di questo fatto.

              La prima spiegazione è che in nessuno dei paesi che ho indicato ci sono contemporaneamente 4 fattori che ci sono invece tutti insieme da noi. Questi 4 fattori sono:
              a) l’ergastolo
              b) la mancata ratifica della convenzione ONU contro la tortura
              c) la condanna in contumacia senza ripetizione del processo al momento del ritorno in patria
              d) la condanna all’ergastolo sulla base della dichiarazione di un solo pentito a distanza di decenni dai fatti.
              Se così è, logico che nè battisti, nè delfo zorzi nè altri ci siano riconsegnati: allo stesso modo l’Italia non riconsegna alcun condannato a morte, chè per noi la pena di morte è inumana. La lunghissima diatriba giuridica tutta interna alla Magisratura Brasiliana farebbe pensare ad una debolezza intrinseca di questa spiegazione. Dopo tutto, la consultazione dei codici non richiede che poche settimane di traduzione. Ma è anche vero che anche in Brasile ci sono varie correnti della Magistratura, e che non si esclude che una parte di essa abbia voluto in qualche modo metere il governo Brasiliano di sinistra in difficoltà. Semplicemente, non lo so.

              La seconda spiegazione è che tutti i paesi succitati siano in qualche modo complice dei terroristi, il che mi pare improbabile.

              La terza spiegazione -forse la più semplice- è che tutti questi latitanti sostengono da vent’anni di essere stati condannati da una Magistratura non indipendente e giusta, ma obbediente all’ideologia del vecchio PCI. Il che è esattamente, quasi parola per parola, quanto sostenuto negli stessi ultimi venti anni dal nostro premier. E vuoi che non abbia ripetuto questa idea fissa allo stesso Lula, che ha incontrato non più tardi di un anno fa? Logico dunque che gli stranieri, che non sono tenuti a conoscere in particolar modo i fatti di casa nostra, abbiano dato fiducia al premier e si rifiutino dunque di dare soddisfazione alla nostra Magistratura.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Ritvan says:

              —-Logico dunque che gli stranieri, che non sono tenuti a conoscere in particolar modo i fatti di casa nostra, abbiano dato fiducia al premier e si rifiutino dunque di dare soddisfazione alla nostra Magistratura. ADV—-

              E te pareva che non fosse sempre colpa del solito Berlusca?:-)
              P.S. Sugli altri non so, ma Delfo Zorzi non verrà mai estradato in Italia in quanto cittadino giapponese, poiché il Giappone non concede l’estradizione dei propri cittadini, a prescindere dal merito della loro vicenda. E a prescindere da quello che dice o non dice Berlusconi:-)

            • Andrea Di Vita says:

              Per ritvan

              Zorzi divento’ cittadino del pase che lo ospita tuttora dopo parecchi anni di tranquilla e indisturbata vita in quel paese. Lo stesso avvenne per il brigatista assassino di Moro, in Nicaragua.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • giovanni says:

      ettepareva se il camorrista Franceschiello non si dichiarava a favore di un dittatore che ha già fatto ammazzare centinaia di suoi sudditi ma ha il merito di essere amico di don Silbio?

      • Peucezio says:

        Quando sento qualcuno stigmatizzare i dittatori, mi torna alla memoria un certo Bush.
        Sarà un riflesso pavloviano mio?

  2. Moi says:

    Accolto in Italia ?!

    … Ma lo sa Ben Ali che in Italia c’abbiamo Calderoli* ?!

    ___________
    *è tornato alla carica con il maiale anti-moschea per Bologna:

    http://www.agenziami.it/articolo/7584/Il+ministro+Calderoli+e+il++maiale+day+/

  3. C’è un equivoco…. intendevo “primo” in senso temporale e non qualitativo. Se (se) sarà spazzato via, sarà il primo da molto tempo, e il primo, speriamo, anche di una lunga serie: c’è agitazione anche in Algeria, Marocco, Libia ed Egitto…

    • Francesco says:

      Come “primo in senso temporale”?

      Non è al potere da prima della famiglia Assad di Siria, per fare un esempio. Quindi non nel senso di “quello che si è insediato per primo”.

      Se tu intendessi “primo ad essere cacciato” abbiamo il precedente del simpaticissimo Saddam Hussein, cacciato, preso e impiccato. che poi gli iracheni stiano lavorando per convincere il resto del mondo che era meglio quando il paese era dominato da una tirannia mi pare una questione diversa.

      Devo riconoscere la che fede perinda ac cadaver ac contra factos et rationem dei giustizialisti è quasi commovente. Paiono i khmer rossi.

      Ciao

  4. falecius says:

    Miguel: in Libia? Non ne so niente (e non credo di essere l’unico).

  5. Ali says:

    E’ Craxi che lo ha mandato al potere, cosa volevate? che non ricambiasse il favore?

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