Buon Natale!

Per coloro che ci ricordano che il cristianesimo è una religione orientale. E un invito a leggervi il libro di William Dalrymple, Dalla montagna sacra. Un viaggio all’0mbra di Bisanzio, il migliore antidoto in tempi di guerra di civiltà.

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Messa della vigilia di Natale, Kasr el Dobra, Egitto, una signora con niqab e bambino in primo piano (grazie a Egyptian Chronicles)

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Zagazig, i Fratelli Musulmani e l'opposizione di el-Baradei portano la loro solidarietà alla messa di Natale (grazie a Egyptian Chronicles)

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46 Responses to Buon Natale!

  1. Athanasius says:

    Buon Natale!

    (da un cattolico di rito bizantino, oramai noi celebriamo il Natale secondo il calendario gregoriano, ma comunque…)

  2. matteo says:

    Letto! Tra l’altro proprio spinto dalla curiosità dopo aver letto un tuo post di qualche tempo fa…. e come sempre la Siria si conferma er mejo (ho fatto anni fa un corso di arabo a Damasco e ci ho lasciato il cuore) :D

  3. mirkhond says:

    Per Athanasius

    Il rito bizantino è ancora presente in Croazia? Esistono Croati uniati e/o ortodossi?
    ciao

  4. Peucezio says:

    Sarà pure un antidoto, ma a me mi ha fatto l’effetto opposto. Un conto è sapere vagamente che in Medio Oriente ci sono una serie di chiese cristiane molto antiche che si stanno estinguendo, un conto è leggere una descrizione così ravvicinata e viva di certe realtà e della marginalità e l’accerchiamento che vivono. E se la situazione era così quindici anni fa, chissà adesso a che punto sarà!
    Insomma, io mi sono incazzato più di prima.
    Se poi parliamo dei maroniti, diciamo dei falangisti, anche se i buoni borghesi con malcelate simpatie israeliane non è che siano da meno, allora il discorso è diverso, anche se d’altra parte c’è sempre Aoun.

  5. mirkhond says:

    Bellissima l’immagine della CRISTIANA in niqab. Tempo fa vidi su youtube dei documentari sui Copti, non quelli cittadini e franchizzati nell’abbigliamento come si sono visti in tivù, ma quelli dei villaggi di campagna, in cui i Cristiani, uomini donne e bambini, sono vestiti ALLO STESSO MODO dei Musulmani, gli uomini col turbante e jellaba, le donne col VELO. Nelle chiese vi sono i tappeti come nelle moschee, e gli uomini si mettono da una parte e le donne dall’altra, come secondo la tradizione generale delle chiese orientali, retaggio dell’antica sinagoga.
    E’ bello vedere una Cristianità così vicina alle sue origini MEDIORIENTALI.
    grazie a Miguel Martinez per questa immagine!

  6. PinoMamet says:

    Non so però Mirkhond se si tratta di una cristiana in niqab: può essere, non saprei.

    Forse è una musulmana andata in chiesa per testimoniare rispetto e vicinanza.

    Del resto persino da queste parti (centronord Italia), un paio di generazioni fa, l’uso cristiano era che le donne andassero in chiesa velate (non col niqab, certo, ma con un velo del tutto simile all’hijab).
    E quando avevano partorito, trovandosi in stato di impurità, dovevano aspettare un certo periodo di tempo (non so quanto) prima di poter rientrare a frequentare la chiesa: il prete doveva prima andare a casa loro e “purificarle”.

    Ciao!

  7. mirkhond says:

    Si, probabilmente hai ragione, ma tempo fa su un sito nestoriano vidi l’immagine di una suora vestita COME la signora della foto. Una monaca in…niqab!
    Del resto non mi meraviglierei date le immagini viste nel tubo e che in fondo mi piacciono…
    Quanto alle emiliane di una volta, confermi su quanto si parlava con Armando e Daouda e sulla consapevole malafede di certi gerarchi cattolici nel presentare il Cristianesimo come un femminismo liberatore/eversore di società non e anticristiane.
    ciao e grazie per la preziosa informazione!

  8. Armando says:

    Quod bonum fastumque sit

  9. Furio Detti says:

    però che folla oceanica quella dei musulmani solidali alle vittime.
    cavolo: il cordone fatica a contenere le masse!
    innumerevoli… certo se per voi la numerazione finisce con le dita dei piedi e delle mani.

    queste foto testimoniano la solidarietà islamica. siamo onesti: è una guerra di religione rinforzata da precisi calcoli politici.

  10. Per Furio Detti

    sulla folla… non so sei hai mai visto la foto di una manifestazione in Egitto in solidarietà con la Palestina, i numeri sono sempre pochi. Come in ogni regime basato sul terrore poliziesco.

    Ciò che è importante è invece che la manifestazione rappresenta tutta l’opposizione al regime, dai fratelli musulmani ai liberali e ai socialisti. Cioè indica una precisa presa di posizione da parte di persone che peraltro in questo periodo sono sottoposti a una repressione particolarmente violenta (non se hai seguito le ultime notizie dall’Egitto).

    Lasciamo perdere i giudizi umani, il segnale politico è chiaro: le opposizioni hanno una gran paura della guerra civile per religioni, che ovviamente finirebbe per rafforzare il regime. E per questo sono ormai anni che mandano messaggi di amicizia ai cristiani. A partire dai Fratelli Musulmani, che hanno anche presentato candidati cristiani alle elezioni.

    I Fratelli Musulmani, poi, hanno un po’ la mentalità del vecchio PCI da noi, cioè di prevenire i conflitti, di fare in modo che si creino alleanze molto grandi e anche – visto che rappresentano buona parte del ceto professionale del paese – per evitare il collasso economico.

    E qui si scontrano ovviamente in pieno con certi salafiti.

  11. mirkhond says:

    Per Miguel Martinez

    Come si pongono i Cristiani, i Copti in particolare di fronte a queste proposte di alleanza da parte dei Fratelli Musulmani?

  12. Athanasius says:

    Per Mirkhond

    “Il rito bizantino è ancora presente in Croazia? Esistono Croati uniati e/o ortodossi?”

    Si, certo. Esistono Croati greco-cattolici (“uniato” è oggi considerata una parola derogatoria), c’è anche un vescovato greco-cattolico, a Križevci. Una parte dei credenti sono Croati di Žumberak (una regione nel nordovest della Croazia, ai confini con la Slovenia), l’altra parte sono la gente che appartiene alle minoranze ucraina e russina (non è la stessa cosa) e vive in alcuni paesi di Slavonia. Ci sono parrocchie greco-cattoliche anche in certi centri urbani, dove vive la gente che è originariamente venuta da Žumberak o dalla Slavonia. Il vescovato di Križevci è specifico in quanto ha la giurisdizione non su qualche territorio compatto, ma in tutta la Croazia, su tutte le “enclavi” greco-cattoliche, ovunque siano. La giurisdizione di questo vescovato si estende anche alla Slovenia (ad alcuni paesi di confine dove vive la minoranza croata di religione greco-cattolica) ed alla Bosnia ed Erzegovina (alcuni paesi di ucraini nella Bosnia del Nord). Una parte della liturgia si svolge nel paleoslavo, l’altra nel croato (o nell’ucraino/russino). E identica alla liturgia ortodossa.

    Credo che ci siano adesso 10 000 cattolici bizantini in Croazia, massimamente.

    Quanto agli ortodossi in Croazia, la situazione è un po’ più complessa. La maggior parte di loro appartiene alla Chiesa Ortodossa Serba (sotto la giurisdizione del patriarcato serbo, di Belgrado), cioè sono della minoranza serba (4,5% della popolazione). Sono divisi in cinque vescovati. Ci sono parecchie migliaia di ortodossi macedoni, appartenenti alla Chiesa Ortodossa Macedone, che non è (ancora?) stata canonicamente riconosciuta dal resto del mondo ortodosso.

    Negli ultimi tempi si parla di una iniziativa per la fondazione di qualche “comunità ortodossa croata”, separata dalla chiesa serba, ma non so ancora quanto seria è l’iniziativa in questione.

  13. mirkhond says:

    Per Athanasius

    Grazie per le preziose notizie su una realtà che non conoscevo.
    ciao

  14. Daouda says:

    Ricordo che è OBBLIGATORIO il velo in Chiesa per le donne in Chiesa, che le donne devono stare a sinistra e gli uomini a destra in riferimento all’Apocalisse di san Giovanni, che le donne non si devono vestire da uomini e gli uomini da donne.

    Già questi tre precetti sono disattesi in quella foto e ciò non può che far riflettere soprattutto chi vuole vedere nei Copti in sé stessi un chissà quale baluardo alla degenereazione occidentale o cristiana in senso generico.

    La verità è che la degenerazione ha varie sfaccettature innanzitutto, e poi guardacaso è ovunque.

    p.s il cristianesimo ha ANCHE origini del vicino oriente ma non solo. Reputare che tali usi siano “folkloristici” ergo “culturali” invece di rispecchiare la dottrina al riguardo è questo sì alquanto bizzarro.

  15. Vittorio Messori è un cattolico assai agguerrito, ma che non ha mai ceduto alla tentazione dello scontro di civiltà, e credo che sia giusto dargliene atto. Piccolo particolare, quando distingue tra “Dio” e “Allah”… ovviamente i cristiani arabi chiamano il loro Dio “Allah”….

    Oggi sul Corriere della Sera Messori scrive:

    Credo che tutti, anche i cristiani, avrebbero da imparare da quell’agnostico — ma non ateo —, da quell’anticlericale— ma rispettoso del Vangelo —, che fu Benedetto Croce. Sosteneva, quel grande realista, che la conoscenza della storia è il miglior antidoto a ogni estremismo, a ogni spirito di crociata. La storia— ricordava Croce— non è mai in bianco e in nero, non è la lotta dei cattivi contro i buoni, ma è un palcoscenico dove vittime e carnefici si scambiano i ruoli appena possono. Così, per stare a noi, anche la solidarietà per le vittime, l’orrore per la violenza omicida di Alessandria d’Egitto hanno diritto a un inquadramento storico che non giustifichi, certo, ma eviti di sbagliare prognosi e diagnosi. Restiamo, dunque sulle sponde del Nilo, cominciando da quando — circa a metà del settimo secolo— vi giunsero i cavalieri di Allah che sbucavano dai deserti d’Arabia. Erano coraggiosi ed esaltati dalle parole di Muhammad il profeta, ma erano ben pochi, non avevano né vera organizzazione militare né macchine da guerra. I mille garibaldini, insomma, contro i duecentomila soldati dei Borboni. Mai, quegli incursori, avrebbero potuto vincere l’esercito di Bisanzio, alla quale apparteneva l’Egitto, se le truppe cristiane non si fossero sbandate prima ancora dell’urto e se le popolazioni non avessero acclamato gli invasori come liberatori. L’Egitto, infatti, aveva accettato presto il cristianesimo, con un fervore persino eccessivo. Ne nacquero le vette ascetiche degli eremiti nel deserto, ma ne venne anche un pullulare di eresie in guerra, spesso sanguinosa, tra loro. Tutti gli egiziani, comunque, erano uniti quando si trattava di lottare contro la dipendenza dall’odiata Costantinopoli. Sta di fatto che alla notizia che contro l’Impero romano d’Oriente si erano avventati quegli arabi, le truppe, formate in gran parte da mercenari egiziani, si rifiutarono di combattere e, soprattutto ad Alessandria, si giunse a preparare archi di trionfo per gli invasori. Del resto, non saranno dei cristiani a chiamare in Spagna la Mezzaluna per faide interne tra visigoti? E la Francia non sarà sempre, persino a Lepanto, dalla parte del Turco? L’entusiasmo degli egiziani doveva presto spegnersi: i musulmani non forzavano alla conversione (anzi, spesso tentarono di frenarla, perché ogni convertito in più era un sottomesso da spremere in meno), ma il loro regime spietato di sudditanza del credente nel Vangelo al credente nel Corano indusse la maggioranza dei battezzati a cambiare fede. Quelli che non vollero apostatare furono detti «copti» , deformazione araba del termine greco «egizi» , ad indicare che si trattava dei discendenti di coloro che gli arabi avevano trovato in quella terra. La resistenza di questo zoccolo di battezzati, che dopo qualche secolo si stabilizzò su una percentuale simile a quella attuale — circa il 10 per cento — suscita ammirazione e riconoscenza da parte di ogni cristiano ed è il segno della fortezza della fede, malgrado il cedimento di tanti. Ma va pur detto che, per ogni regime musulmano succedutosi in Egitto, i copti furono in qualche modo la spina dorsale. In effetti la loro cultura maggiore della media, la loro intraprendenza, il loro desiderio di mostrarsi zelanti per allentare i carichi da cui erano gravati, fecero sì che fosse essenziale la loro presenza nella politica, nell’amministrazione, nell’economia. Così, le guerre sostenute contro i cristiani –a cominciare dalle crociate— furono vinte dagli islamici anche grazie al sostegno fedele dei copti ortodossi. Questi, tra l’altro, non furono affatto fraterni, bensì spietati, contro i copti cattolici e anche contro gli altri ortodossi, greci e slavi, che rifiutavano il monofisismo.

    Così , sin dai lontani inizi, la storia dell’Egitto musulmano è un intreccio — anche se spesso fecondo e culturalmente prestigioso — di complicità reciproche tra Dio e Allah. Ma è, purtroppo, anche una storia di contrasti sanguinosi tra i cristiani di varia obbedienza. In ogni caso, sino a tempi recenti la convivenza, cementata da tanti secoli, non è mai stata messa seriamente in discussione.

    Che è avvenuto, dunque, da qualche tempo? Credo non abbia torto— almeno in questo— il Grande Imam del Cairo, Al Tayyeb, nell’intervista di ieri al Corriere: «L’attentato criminale di Alessandria non è un attacco ai cristiani ma all’Egitto intero» . In effetti, tutti i governi di tutte le nazioni islamiche sono sotto lo tsunami che ha avuto come detonatore l’intrusione violenta del sionismo che è giunto a porre la sua capitale a Gerusalemme, città santa per i credenti quasi alla pari della Mecca. Ira, umiliazione, senso di impotenza hanno dato avvio a un panislamismo che intende demolire le frontiere e i regimi attuali per giungere a un blocco comune e ferreo di fedeli nel Corano. Una sorta di superpotenza che possa sfidare persino gli Stati Uniti, padrini di Israele. Il successo indubbio dell’azione dell’ 11 settembre 2001 ha infiammato gli entusiasmi, mostrando che la guerra vittoriosa è possibile. Se in Egitto, e altrove, si attaccano i cristiani, in Iraq si ammazzano gli sciiti che, per i panislamisti, non sono veri musulmani e dunque non possono far parte del Grande Fronte. I cristiani vanno messi in fuga, alla pari di ogni altro che non faccia parte della sacra Umma. Se la diagnosi è questa, ci sono «cure» , come quelle alla Bush, che aggravano ed esasperano il male. Onore ai cristiani uccisi, memoria sincera alla loro testimonianza: ma proclamare crociate contro Paesi, come l’Egitto, vittime anch’esse di un disegno imperiale, significherebbe — come constatano gli americani, ormai sconfitti in Iraq e in Afghanistan— aggiungere solo altre vittime e gettare benzina sul fuoco coranico.

  16. PinoMamet says:

    Bravo Messori.
    A parte qualcosa su cui i frequentatori di questo blog potrebbero correggerlo (non solo la contrapposizione Dio-Allah, che può essere vezzo giornalistico- ma pericoloso!
    anche l’errata identificazione della chiesa copta come monifisita, retaggio di un vecchio superato malinteso cattolico).
    Immagino che Messori, che mi sembra, dal poco che ho letto di lui, abbastanza ben preparato sulle questioni dell’antichità, parlando delle truppe egizio-romee che accolsero senza troppo combattere gli arabi, avrà pensato alla semimitica “legione Tebea” (di Tebe d’Egitto) che ha dato tanti martiri alla Chiesa (ancora unita), e che ha salde basi in due vere legioni egiziani (Secunda Flavia Constantia Thebaeorum una, l’altra non ricordo ma sempre di “Tebei”, basta guardare sulla Notitia Dignitatum comunq

    • Francesco says:

      a parte il giudizio opposto su Messori (delirante nella sua mania antigiudaica e antiamericana), avrei bisogno di qualche riferimento sulla questione del monofisismo e sull’appianamento teologico tra cattolici e copti.

      grazie mille

  17. PinoMamet says:

    Bravo Messori.
    A parte qualcosa su cui i frequentatori di questo blog potrebbero correggerlo (non solo la contrapposizione Dio-Allah, che può essere vezzo giornalistico- ma pericoloso!
    anche l’errata identificazione della chiesa copta come monifisita, retaggio di un vecchio superato malinteso cattolico).
    Immagino che Messori, che mi sembra, dal poco che ho letto di lui, abbastanza ben preparato sulle questioni dell’antichità, parlando delle truppe egizio-romee che accolsero senza troppo combattere gli arabi, avrà pensato alla semimitica “legione Tebea” (di Tebe d’Egitto) che ha dato tanti martiri alla Chiesa (ancora unita), e che ha salde basi in due vere legioni egiziane (Secunda Flavia Constantia Thebaeorum una, l’altra non ricordo ma sempre di “Tebei”, basta guardare sulla Notitia Dignitatum comunque; che peraltro è suppergiù coeva ai fatti di Ipazia… sempre da tenere presente anche per capire che razza di guazzabuglio di popoli fosse qualunque provincia romana, all’epoca, e che casino indecifrabile di cariche politiche…)

    Ciao!

  18. mirkhond says:

    Si, ottimo articolo in generale. Solo alcune precisazioni:

    1)I Borbone non avevano 200000 soldati ma circa 100000, così come i cosiddetti mille in realtà furono 50000 uomini.
    2) In Egitto i musulmani superarono per numero i cristiani intorno al 1000 d.C.
    3) La lunga resistenza linguistica della lingua copta, estintasi come lingua parlata, nel XVII secolo, testimonia effettivamente del profondo radicamento della fede cristiana nel paese.
    4) Lo stesso atteggiamento di ostilità nei confronti di Costantinopoli si verificò anche in Siria e Palestina, dove la popolazione siro-giacobita era ugualmente vessata dalle autorità romaiche calcedoniane e accolse gli Arabi come liberatori nel 636-638 d.C.
    Tra l’altro i Giacobiti non fecero MAI causa comune con i fratelli in Cristo, con i Romei, nuovamente presenti nella Siria settentrionale a partire dalle campagne degli imperatori Niceforo II Foca (963-969), Giovanni I Zimisce (969-976) e Basilio II (976-1025), i quali commisero gli stessi errori di prima dell’invasione araba, cercando pesantemente di convogliare la Chiesa Siriaca (come pure quella Armena), nell’Ortodossia di Calcedonia. Un patriarca, Giovanni VI Sarighta (965-985), fu deportato a Costantinopoli, mentre ad un suo successore venne addirittura fatta strappare la barba per ordine dell’imperatore Romano III Argiro (1028-1034), dopo la conquista di Edessa (Urfa) nel 1032.
    Questo clima di non rispetto, avrebbe favorito l’invasione turcomanna, vista, pur nei suoi atti di ferocia, come un male minore rispetto alla Romània.
    Ma i Giacobiti (a differenza degli Armeni), non fecero causa comune nemmeno con i Franchi all’epoca delle crociate e furono sempre dalla parte dei loro dominatori musulmani, arabi, turchi e curdi come il famoso Saladino che, potè contare su di essi per la riconquista di Gerusalemme nel 1187.
    Del resto già nel 1146, quando Edessa venne ripresa ai Franchi, dall’emiro turco Zinqi, costui vi massacrò ed espulse la comunità armena, ma permise a quella siro-giacobita di rimanervi.
    Infine, ancora alla vigilia dei massacri compiuti dai Giovani Turchi nel 1915-18, i Giacobiti rimasero in maggioranza TETRAGONI alle lusinghe dei missionari franchi, cattolici e protestanti.
    Comunque complimenti a Messori, nonostante le scivolate di questi ultimi anni.

  19. mirkhond says:

    Quanto infine al “monofisismo” della Chiesa Copta, nel 1973 Papa Shenuda III scrisse a Paolo VI, citando le apparizioni mariane di Zeitun, quartiere del Cairo, dell’aprile 1968.
    La Madonna apparve rivestita di luce sul tetto della cattedrale cristiana, prima ad alcuni operai MUSULMANI, e poi ad una folla mista.
    Citando queste apparizioni e collegandole giustamente a Lourdes e a Fatima, il successore di San Marco spinse il successore di San Pietro a fare chiarezza e a porre fine anche qui, a 1500 anni di scomuniche e incomprensioni teologiche reciproche, dovute anche in questo caso, a differenze linguistiche come per altre chiese del Medio Oriente.
    Sulle apparizioni di Zeitun, consiglio proprio un libro di Messori, Ipotesi su Maria, dove il nostro autore, ispirato pare, dal famoso Magdi Allam, vede la Madonna come elemento di pace e dialogo pur nelle rispettive differenze, tra Cristiani e Musulmani.

  20. Leo says:

    Buon Natale ! Христос се роди ! Алелуја !

    Grazie dell’articolo-testimonianza. Se da un lato è giusto indagare su risvolti storici, politici, culturali, bla bla (come giustamente fanno Messori e Miguel) è ancora più giusto risaltare gli aspetti quotidiani che sono fatti anche di amicizia e solidarietà.
    Riguardo al “numero” credo che stigmatizzare la quantità di persone che solidarizzano (di quanti ne avete bisogno per essere soddisfatti ?) significhi avere ancora una mentalità ristretta e poco costruttiva.
    La testimonianza anche di poche persone che sfuggono alla logica del cosidetto ed artificialmente costruito “scontro di civiltà” è già inaccettabile per chi detiene il controllo della comunicazione. Anche la testimonianza di uno solo, ma convinto della bontà di ciò che sta facendo trascina e coinvolge. Se poi ciò che fa è effettivamente buono e vero può davvero scatenare un cambiamento inarrestabile.

  21. Moi says:

    Segnalo i 7 milioni (!) in 2 (!) giorni di spettatori per il film sul “Mussulmanesimo” [sic] e il terrorismo di Checco Zalone ! … Probabilmente in molti spettatori saranno usciti un po’ meno islamofobi ;-)

  22. Daouda says:

    Ridurre così le crociate però ( o la reconquista ) non mi piace affatto.

    Vi invito poi a rendervi conto che COSTANTINOPOLI è e rimane , ad essere rigorosi, un patriarcato ABUSIVO.

    Bene ricordare la politica fiscale musulmana e non solo sta presunta spada…vi invito a non sottovalutare poi i copti ed i serbi che ritengono i loro compaesani figli del TRADIMENTO ( quindi non si può considerare nessun egiziano attuale traditore ecc ecc ) perché effettivamente la conversione , a meno che non si sia atei, è un tradimento.
    ( rispetto la pena di morte per apostasia da parte dell’Islam ade esempio )

    p.s. Ecco a dove porta l’ingordigia statuale, a Roma come a Costantinopoli…

    p.p.s attenzione alla questione della beata Vergine Maria. E’ da un po’ che circola il cosidetto marianesimo.

  23. Non ho un amore sfrenato per preti, imam e affini, in particolare quando sono legati per mille sottili fili ai regimi politici.

    Comunque, è anche una categoria estremamente sensibile alla comunicazione. Ora, Ahmed al Tayyeb, imam della moschea-università di al-Azhar al Cairo, ha molto lucidamente capito che – accanto alle dinamiche socio-economiche di conflitto interno tra copti e musulmani – il problema principale è la percezione diffusa che tutti i cristiani del mondo siano dei Borghezio-OrianaFallaci-Bush che vogliono annientare i musulmani.

    E quindi è importantissimo che parta un segnale di rifiuto di questo scontro da quello che è percepito come il più rappresentativo dei cristiani, cioè il Papa cattolico.

    Mi pare il massimo del buon senso, ma l’imam è stato linciato nei media italiani per aver osato dire una cosa del genere al Papa.

    Corriere della Sera-Antonio Ferrari: ” ” Il Papa invii un messaggio di pace ai musulmani ”

    Ahmed al Tayyeb

    «Spero che Sua Santità Benedetto XVI, che gode di un’autorità morale universale e che porta dunque una responsabilità di importanza straordinaria, decida di inviare un messaggio al mondo islamico. Un messaggio che possa ristabilire i ponti della fiducia e che dissipi le origini dei malintesi. Sarebbe un’iniziativa molto apprezzata» . Con la mano tesa ma anche con la convinzione che viene dal suo ruolo di capo spirituale della moschea di Al Azhar, culla teologica sunnita, dal Cairo il Grande imam Ahmed Al Tayyeb risponde al Pontefice attraverso questa intervista al Corriere della Sera. Con prudenza, coniugata alla ferrea volontà di cementare il dialogo e la collaborazione tra le religioni, Al Tayyeb indica quale può essere la strada per riprendere il cammino dopo il feroce e sanguinoso attentato di Alessandria d’Egitto contro la chiesa copta dei Due Santi. Chiesa copta che in queste ore si prepara al proprio Natale. Le sue parole, pronunciate a caldo dopo il discorso di Benedetto XVI all’Angelus di domenica 2 gennaio, hanno creato qualche equivoco. A volte si ascoltano dichiarazioni ma non se ne comprende appieno il senso. Ci vuole spiegare che cosa voleva dire con la sua dichiarazione? «Come lei sa, ho ascoltato le parole di Sua Santità sull’attentato di Alessandria, che è stato un crimine condannato da tutte le religioni e dagli uomini di buona fede del mondo intero. Ho sentito che il Papa ha chiesto protezione per i cristiani d’Egitto. Ora, temendo che le parole di Benedetto XVI possano creare una reazione politica negativa nell’Oriente in generale, e in Egitto in particolare, tengo a precisare tre cose: che i cristiani d’Oriente sono una componente essenziale delle loro società di appartenenza e una fonte di ricchezza della civilizzazione orientale e della tradizione arabo-islamica; che la loro protezione e la sicurezza sono garantite dai loro diritti di cittadini e, secondo la tradizione islamica, attraverso una lunga storia di vita comune basata sul rispetto dell’altro e sulla diversità religiosa e culturale; che queste azioni terroristiche non sono dirette soltanto contro i cristiani ma contro l’intero Egitto con l’obiettivo di destabilizzare il Paese e di attentare alla sua sicurezza e all’unità nazionale» . Conoscendola per averla incontrata più volte agli incontri interreligiosi organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio, le chiedo che cosa si può fare per eliminare o almeno attenuare gli effetti di questa pericolosa atmosfera che si respira. «Io credo profondamente che la libertà religiosa, etnica e culturale sia una legge divina. Dio ha creato l’Uomo libero di scegliere e libero di decidere secondo coscienza. Di conseguenza non sta a noi, creature di Dio, imporre ai nostri fratelli umani una sola religione o un solo modo di vivere. Nonostante le nostre differenze, abbiamo tutti molti valori comuni: di giustizia, di bene, di compassione, di libertà. Dobbiamo quindi approfondire la mutua comprensione ed eliminare le fonti di pregiudizio e malinteso. Il rispetto dell’altro e del suo diritto alla diversità è una condizione indispensabile per quel dialogo costruttivo che possa riavvicinarci. Il grande saggio musulmano El Gazali diceva: “L’uomo più saggio è colui che conosce meglio le differenza tra gli uomini”» . Ma che cosa propone lei per cementare e quindi consolidare questo dialogo costruttivo? «Glielo ho detto prima con la domanda al Papa di un’iniziativa. Questa iniziativa, questo messaggio potrà aprire la via a un dialogo serio ed efficace tra le civiltà orientali e occidentali che ci spinga a rafforzare la pace e la sicurezza nel mondo» . Pensa che in Egitto le relazioni tra musulmani e cristiani si normalizzeranno in fretta? In altre parole, che la tensione di questi giorni svanirà? «Sì, senza alcun dubbio, perché credo sinceramente che la tragedia di Alessandria sia nata come un attentato diretto contro cristiani e musulmani, e quindi contro l’intero Egitto. Il popolo egiziano non ha mai vissuto, durante 14 secoli di vita comune, un conflitto interno per una ragione religiosa o razziale. Questi attentati hanno risvegliato la coscienza collettiva contro i comuni pericoli. Il popolo egiziano ha riaffermato la sua unità nazionale organizzando manifestazioni comuni e spontanee, sollevando, assieme, la croce e la mezzaluna. E’una dichiarazione di incrollabile volontà di vivere assieme. Un solo popolo in una patria eterna» .

    • Francesco says:

      >> la tragedia di Alessandria sia nata come un attentato diretto contro cristiani e musulmani, e quindi contro l’intero Egitto.

      a me questa frase pare, sinceramente, una mezza porcata. come quelli che le BR erano sedicenti e burattini della CIA e della Reazione in Agguato e quindi la predicazione infantilmente estremista da cui le BR nacquero poteva liberamente e decentemente proseguire

      ma sarò troppo conservatore …

  24. PinoMamet says:

    “Vi invito poi a rendervi conto che COSTANTINOPOLI è e rimane , ad essere rigorosi, un patriarcato ABUSIVO”

    Ti riferisci ai fatti di Fozio?
    Allora:
    1- avevano ragione i Greci;
    2-le scomuniche reciproche sono state revocate;
    3-abusivo semmai era il “patriarcato latino”, che infatti la Chiesa di Roma ha poi abolito;
    4-non c’è bisogno di gridare!

    :)

  25. Daouda says:

    No ma uso lo stampatello solo per certe parole chiave :-)

    Scritto fra noi , il patriarcato di Costantinopoli è divenuto legittimo solo nel VII Concilio Ecumenico.
    Non c’entra Fozio che aveva d’altronde le sue ragioni.

    p.s. se ci fai caso i patriarcati antichi e veri sono 4 , tutti di derivazione petrina ( S. Marco è discepolo di Pietro ). Calcolando che è Cristo il capo della Chiesa e pietra angolare dell’edificio ecclesiastico ( 4 pietre fondamentali / 4 patriarcati )… simpatica congettura v’è?

    Un saluto, buona giornata

  26. PinoMamet says:

    Mmm Daouda

    ma poi detto tra noi (sarà che sono influenzato da certe frequentazioni ecclesiastiche romene, e certi incontri casuali bulgari… oltre che dal filoellenismo mio ;) ) non sono così sicuro che il vescovo di Roma sia automaticamente il successore di Pietro;
    e poi, questa cosa di tu sei Pietro ecc.;
    sarà poi vera? (ma chiederselo pone automaticamente fuori dalla Chiesa, voglio dire, se uno accetta i Vangeli dovrebbe accettare anche questa).

    Ciao!

    PS
    Sempre un piacere parlare con te, come con moltissimi altri frequentatori del blog :)

    • Athanasius says:

      “e poi, questa cosa di tu sei Pietro ecc.;
      sarà poi vera? (ma chiederselo pone automaticamente fuori dalla Chiesa, voglio dire, se uno accetta i Vangeli dovrebbe accettare anche questa)”

      Accettare questa frasi di Gesù non vuol dire automaticamente che si consenta al primato del pontefice romano inteso come potere monarchico dentro la chiesa e al titolo del “Vicarius Christi”. Non credo che ci sia alcun ortodosso che non accetti questa frasi, giacchè gli ortodossi accettano il Vangelo nella sua totalità, solo che ne fanno un’interpretazione diversa.

      • PinoMamet says:

        Beh, mi sono espresso male evidentemente, ma è quello che ho detto io.

        Certo che gli ortodossi accettano i Vangeli nella loro totalità, e interpretano, ovviamente, la frase in questione diversamente dai cattolici (e io credo meglio);

        intendevo però aggiungere che la frase stessa mi sembra, a conti fatti, “papabile” ;) per essere considerata un’aggiunta posteriore alle vere parole di Cristo;

        ma è ovvio che pensare questo significa automaticamente mettere in dubbio l’autorità dei Vangeli canonici.

        Ciao!

  27. mirkhond says:

    Il potere monarchico del papa è frutto di uno sviluppo storico all’interno dell’Occidente.
    ciao

    • Athanasius says:

      Si, hai ragione. A me personalmente dispiace il papismo, cioè troppa insistenza sul ruolo del pontefice dentro la Chiesa Cattolica. Anche gli ortodossi chiamano se stessi “cattolici” senza riconoscere il papa come il loro capo.

  28. mirkhond says:

    Sono convinto che più che per questioni dogmatiche, fu proprio il crescente papo-cesarismo a provocare lo scisma del 1054 con Costantinopoli, scisma aggravato dalla conquista della stessa Costantinopoli e di parte della Romània nel 1204, da parte dei Veneziani e dei Franchi. Crociata inizialmente sconfessata da Innocenzo III, ma infine accettata, perchè sperava in questo modo di ricomporre lo scisma, col risultato invece di aggravarlo durevolmente.
    ciao

  29. mirkhond says:

    “Vittorio Messori è un cattolico assai agguerrito, ma che non ha mai ceduto alla tentazione dello scontro di civiltà, e credo che sia giusto dargliene atto.”

    E infatti Socci non ha perso tempo nel criticare il correligionario, accusandolo di stare dalla parte dell’Imam, contro il pasticcione biancovestito e combinaguai, ricordandogli proprio gli sproloqui di Ratisbona.

  30. jam hara berezaiti says:

    …infatti dire
    “tu sei Pietro e su questa Pietra costruiro’ la mia Chiesa” ha molte sfaccettature: pietra é una metafora e significa “il Patto stipulato con l’Altissimo”.
    Non a caso anche il punto “centrale” della Ka’ba é la pietra nera, posata in un angolo dell’entrata, e che i musulmani baciano in segno di rispetto, e sulla quale esistono molti miti e leggende.
    “Non sono forse Io il vostro Signore? ” (Cor: 7.172)
    Già nella pre-eternità dell’eternità, quando non esistavamo ancora come corpo di materia, Iddio Grandissimo ci poso’ questa domanda, e noi tutti rispondemmo si!
    Ecco, la Pietra é il ricordo di quel ,SI, che ognuno di noi, ha rivolto a Dio.
    La Pietra di San Pietro, cosi come quella della Ka’ba, sono la certezza che soltanto con Dio si puo’ essere dei conoscenti, portatori dello Spirito Cristico, e raggiungere il Sé Divino….
    ciao

  31. Moi says:

    SE volete un cattotradizionalista che scimmiotta il Cristianesimo Rinnato dei Gringos … dovete spostarvi su Rino Cammilleri, che poi dice dell’ Islam ciò che alla UAAR dicono del Vaticano … solo che se lo fa il Vaticano (gli) va bene, se lo fa l’ Islam no ! ;-)

  32. mirkhond says:

    “se lo fa il Vaticano (gli) va bene, se lo fa l’ Islam no !”

    Tutta invidia!
    ciao

  33. Athanasius says:

    Per Pino Mamet

    Credo che le opinioni gli ortodossi si possano, sommariamente, dividere in tre gruppi, per quanto riguarda la loro opinione sul pontefice romano e la sua posizione dentro della chiesa:

    1. coloro che sostengono che Pietro non era affatto il primo vescovo di Roma e che la storia del suo soggiorno a Roma è assai spuria. Questo, certamente, non vuol dire nessun ripudio a Pietro in quanto apostolo, figura molto onorevole accanto a Gesù Cristo. Un approccio di questo genere elimina tutti i dilemmi sul della frasi “tu sei Pietro ecc” e della sua relazione con il primato del papa. Questo gruppo è una piccola minoranza, un po’ “estremista”, diciamo così.

    2. coloro che credono che Pietro davvero era il primo vescovo di Roma e gli altri, che gli succedettero, i suoi eredi, ma che pensano, allo stesso tempo, che il pontefice romano non ha alcun “primato” sugli altri patriarchi. La suddetta frasi viene interpretata come qualcosa che si riferiva a Pietro soltanto ed alla Chiesa delle origini, guidata dagli apostoli, il cui capo, in un certo senso, era Pietro.

    3. Il terzo gruppo, quello più numeroso (secondo che mi pare), in cui sono quegli ortodossi che pensano che, a causa di esser erede di Pietro, il vescovo di Roma abbia un certo primato nella chiesa, ma questo primato sarebbe soltanto un primato di amore, un posto onorifico, di primus inter pares, senz’alcun potere monarchico. Il patriarca di Roma sarebbe uguale agli altri patriarchi, soltanto che goderebbe di un prestigio di natura puramente simbolica.

    Ma attenzione: la terza opinione non è qualche atteggiamento più molle nei suoi effetti, più filoromano dei due primi. Questi ortodossi credono soltanto che il Papa romano teoreticamente DOVREBBE essere così, che dovrebbe accettare il primato di questo genere. Ma siccome il Papa non accetta questo principio e pretende avere il potere supremo monarchico su tutta la Chiesa universale (cioè, cattolica, il significato originale di questa parola: anche gli ortodossi ritengono se stessi “cattolici”), assume il titolo di Vicarius Christi, pensa di aver diritto dell’interpretazione esclusiva dei dogmi della fede cristiana ed altre cosa inaccettabili per gli ortodossi, il pontefice romano non viene riconosciuto dal terzo gruppo, nello stesso modo in cui neanche viene riconosciuto dai due primi.

    Ciao!

  34. daouda says:

    Grazie Jam. C’è da pensare anche agli omphalos greci ed al lapis niger romano!

    Per quanto riguarda Pietro.
    La Chiesa è collegiale ed ogni vescovo è successore degli apostoli. I facevo notare che le massime autorità dovrebbero essere i Patriarcati e che quello di Costantinopoli è da considerarsi abusivo.
    Di conseguenza la terza opzione di Athanasius è vera sicuramente epperò un primato di onore è, in realtà, un primato de facto, da intendersi però in senso collegiale “Roma locuta, causa finita”.
    E’ chiaro che ci si dovrebbe riferire a casi eccezionali poiché ogni vescovo è padrone a casa sua ma solo nella retta dottrina.
    Inoltre questi 4 patriarcati che rappresentano le 4 pietre fondamentali dell’edificio sono sormontati dall’unica pietra necessaria affinché la costruzione non crolli, ossia la pietra angolare che è il Cristo stesso, capo della Chiesa.
    La prima pietra è, in vista dell’ultima, LA PRIMA prefigurazione. A ciò vi è il titolo di Vicarius poiché in virtù della prima vi è l’ultima e dall’ultima ha senso la prima ( vi ricordo l’importanza rituale della posa della prima pietra ).
    Quindi sì , Pietro è Vicario di Cristo; epperò a rigore tutti 4 patriarcati compartecipano al vicariato POICHE’ TUTTI PATRIARCATI PETRINI, ed ugualmente ogni vescovo poiché vale per estensione alla Chiesa tutta di cui Pietro in un certo senso è figura.
    Difatti c’è anche un’altra parabola da associare a questa ed è quella delle due case, una sulla sabbia e l’altra sulla roccia ossia su Gesù.
    Ciò è indicativo appunto per far capire come in Pietro è presente un significato da riferirsi alla Chiesa in sé.
    Non mi stupisco poi che a Roma Pietro avrebbe dovuto avere parola più alta ( piuttosto che a Gerusalemme dove vi fu tale “investitura”, oppure ad Antiochia oppure alla colta Alessandria dove inviò in sua vece il suo discepolo Marco ) poiché Roma è la Janitor , quel che introduce , ossia è ad occidente che si entra e ci pone per il giusto orientamento ad Oriente.
    Tutto ciò in termini diciamo esteriori ede exoterici , poiché per il lato interiore della santa chiesa vi è IL DISCEPOLO che il Signore amava ossia san Giovanni.
    Proprio per questo la Chiesa , anche se effettivamente lacerata dagli scismi, permane Una ed Indivisa.

    Gli ortodossi ad ogni modo si sono poi inventati le cavolate della città imperiale…Lo ripeto, che siano i nestoriani, gli armeni, i miafisti, od i latini, Costantinopoli fu il problema, indipendentemente dagli errori che poi si sono suggeguiti in ogni confessione per via della mancata unità.

    saluti

  35. Daouda says:

    X Pino : Anche per me!

  36. jam hara berezaiti says:

    …ogni pietra é anche la Prima pietra, cioé ha in sé un atomo di quella primaria- primizia, quindi ogni uomo ha in sé la potenzialità di Pietro e non so che senso abbia in questo contesto dire che Giovanni era l’apostolo preferito. Sia Giovanni che Pietro sono”preferiti” all’interno di una sfaccettatura particolare: il primo e l’ultimo (Apocalisse).
    Pietra, latino lapis, cioé caduta . Nella roccia é inscritta la caduta, qualcosa che viene da un’altrove, un altrove al quale dobbiamo fedeltà x’ é la nostra origine. Non a caso si dice che la pietra nera della Ka’ba sia una meteora, oppure una grande perla bianca che Adamo porto’ con sé al momento della caduta dal paradiso, diventata nera per le condizioni del clima spirituale terrestre, ma pronta a ritornare bianca. Fu Abramo che ricostruendo la Ka’ba la inseri’ nell’edificio, come pietra angolare del patto stipulato con Dio. E questa frase di Gesù sembra essere la conferma di qualcosa che gli uomini conoscevano già, ma che avevano un po’ dimenticato. Non a caso,anche nei posti più lontani, nelle religioni considerate pagane, vedi animismo o dream-time degli aborigeni australiani, la pietra é una base imprescindibile, la necessità. E’ l’antenato sacro, l’altare sul quale si compiono i riti x rendere la terra feconda. Quando gli agricoltori melanesiani piantano l’ignam, in un angolo del campo, interrano una pietra sacra che é stata benetta sull’altare ed ha un potere fertilizzante e che appartiene al clan da generazioni e generazioni . Cioé ogni famiglia di agricoltori possiede nel “cestino sacro”(cassaforte) sette pietre sacre a forma di ignam che vengono utilizzate al momento della semina-piantagione. Meglio, tre vengono portate al campo, ma quattro, restano sempre vicino all’altare, ed ogni famiglia porta in offerta all’altare pezzi di ignam vero offerte che marciranno, come per simbolizzare il seme che deve morire per rinascere e dare il frutto..le parole di Gesù…
    ciao

  37. daouda says:

    Jam io stavo scrivendo riguardo la sua struttura ecclesiale e l’ordinazione maggiore del vescovo.
    Riferendoci a ciò il tuo punto di vista , che peraltro condivido, non c’azzecca nulla.

    Mi riferivo a san Giovanni perché egli , nel cristianesimo , la dottrina interiore mentre Pietro la dottrina esteriore e quindi la struttura ecclesiastica.

    Santo Vangelo di san Giovanni 21, 20-22

    “Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi».”

    Saluti

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