Contro l’Islam, l’estrema destra europea con Israele

Rubo questa traduzione al sito Aurora, in modo da riunire qui la maggior quantità possibile di materiale sul tema del rapporto tra islamofobia contemporanea, destra, sinistra e reti filoisraeliane.

In fondo al post ho lasciato un commento del traduttore sulla morte di Haider, che non è mio; e il link a un video su Youtube, per un libro che non ho ancora letto e per cui evito quindi di garantire.

Miguel Martinez

By sitoaurora

Jean-Yves Camus Rue89 12/23/2010

Il 22 e 23 dicembre, nonostante le proteste da parte dei leader della comunità ebraica di Vienna, Ayoub Kara [1], il Vice Ministro israeliano per lo sviluppo del Negev e della Galilea (Likud [2]), si sono incontrati in Austri, con Heinz-Christian Strache, capo del Partito della Libertà austriaco (FPÖ [3]), partito di estrema-destra in passato guidato da Jörg Haider [4]. *

Ayoub Kara, un “falco” che non è ebreo, ma druso, riassume: “Secondo la mia ricerca, la FPÖ è l’unico partito in Austria che ha sostenuto Israele dopo il raid contro la flotta turca [5]“, ha detto al quotidiano israeliano Yediot Aharonot. Ha poi aggiunto:  “Strache conta di accompagnarmi a una cerimonia al memoriale dell’Olocausto a Vienna, e chiede di rafforzare il popolo ebraico e lo Stato di Israele.”  L’arabo israeliano vicino a Netanyahu [6], che ha elogiato il Partito della Libertà (FPÖ), una formazione che ha riciclato tutto gli epurati (e i non epurati!) del nazionalsocialismo, è un visionario marginale o annuncia la riconciliazione sostanziale tra la destra nazionalista israeliana e l’estrema destra in Europa?

Supportare Israele per rovesciare le accuse di antisemitismo radicale

Per capire, torniamo di nuovo a Gerusalemme, il 4 dicembre. Quel giorno il leader del Partito della Libertà (PVV [7]), l’olandese Geert Wilders [8], dialoga con il ministro degli Interni Avigdor Lieberman [9]. Viaggio mondano: l’uomo che vuole mettere al bando l’Islam [10] in Olanda è abituato alle visite in Israele. Più sorprendente è la visita del giorno dopo, una delegazione dell’Alleanza dei partiti europei per la libertà e l’organizzazione ombrello dei diritti civili che riunisce i partiti di estrema destra della quarta generazione.

Focalizzatisi contro l’Islam (e non contro l’Islamismo), affondando le loro radici nella teoria dello “scontro di civiltà” [11], sostenitori della democrazia diretta contro l’élite, questi movimenti vogliono, per motivi di immagine e di credibilità liberarsi degli orpelli ingombranti dell’antisemitismo. Per collegarsi con questi interessi la tattici, condividono una convinzione: nel complesso, Israele merita il sostegno perché è un baluardo dell’Occidente contro la diffusione dell’Islam.

Una delegazione di filosemiti…. convertiti

In questa delegazione, il cui arrivo in Israele è un evento nella storia dell’estrema destra dal 1945, non tutti sono, o non sono sempre stati, convinti filosemiti.

L’eurodeputato austriaco Andreas Mölzer pubblica il settimanale Zur Zeit di Vienna, che continua a vendere ai lettori i libri del negazionista David Irving [12] e le agiografie delle Waffen SS.

Il ricco immobiliarista tedesco Patrick Brinkmann, prima di diventare presidente del movimento anti-Islam Pro NRW e di attuare una drammatica conversione filosemita, militava nell’orbita della DVU e del NPD, i più radicali partiti “antisionisti“.

Filip Dewinter e Frank Creyelman sono stati eletti nel fiammingo Vlaams Belang [13] che da diversi anni persegue una operazione di seduzione nei confronti della importante comunità ebraica di Anversa, in Belgio, che affronta un notevole aumento dell’antisemitismo nella gioventù immigrata marocchina.

Una realtà che non deve far dimenticare che, in origine, il partito Vlaams Belang chiedeva l’amnistia per i collaborazionisti fiamminghi del nazismo. Questo dà un certo sapore alla loro dichiarazione resa in Israele: “Israele vive ed esiste sulla prima linea del conflitto tra civiltà. Il conflitto arabo-israeliano rappresenta la lotta tra la civiltà occidentale e l’Islam radicale. La battaglia tra coloro che hanno a cuore la libertà e coloro che vogliono sottoporre il mondo alla teocrazia musulmana.”

Questo viaggio ha anche mobilitato altri due eletti:

Il deputato di Berlino Rene Stadtkewicz, che ha lanciato il partito Die Freiheit dopo essere stato espulso dalla CDU per aver invitato Geert Wilders;

Il deputato svedese dei Sverigedemokraterna [14], Ekeroth Kent. Quest’ultimo, uno stagista volontario presso l’ambasciata svedese a Tel Aviv nel 2006, è stato rapidamente trasferito quando dagli affari esteri svedesi, quando avevano scoperto il suo attivismo in un partito che ha le sue radici nell’ultra-destra più razzista. Una decisione poi ritenuta illegittima dalla corte svedese, che ha concesso una compensazione finanziaria a Ekeroth…

Visita nella Striscia di Gaza e ricevimento alla Knesset

Che ha fatto questa delegazione in Israele? Ha partecipato ad un simposio presso il Collegio Accademico di Ashkelon, sul tema “La pienezza legale delle azioni militari applicate da uno Stato sovrano contro gli attacchi terroristici dei fondamentalisti islamici”. Tra gli organizzatori vi erano il sindaco di Ashkelon, Benny Vaknin, e da un rappresentante della frazione Yehudit Manhigut, l’ala radicale identitaria nazionalista del Likud. Poi s’è recata alla frontiera tra Israele e la Striscia di Gaza, dove un alto ufficiale dell’esercito israeliano ha spiegato la situazione del posto. E’ stata ricevuto dal sindaco di Sderot, David Bouskila. Infine, il 7 dicembre, fu ricevuta privatamente alla Knesset dal membro Aryeh Eldad del partito di Unione Nazionale, che propugna il trasferimento in Giordania della popolazione palestinese.

Per Strache, Mölzer e Dewinter, importanti personalità della vita politica nel loro paese e appartenenti alla destra estrema, questa visita è una “prima“. Sia il FPÖ come il Vlaams Belang non erano affiliati con l’Alleanza dei movimenti nazionali europei creata da Gollnisch [15] e dal Fronte Nazionale [16] nell’ottobre 2009. La visita in Israele indubbiamente accentuerà il divario.

“Una responsabilità particolare nei confronti di questo paese prospero”

La domanda che spesso è posta è: tale cambiamento pro-Israele è sincero?  Credendo alle dichiarazioni ufficiali, non c’è dubbio. Così Strache ha detto:

Abbiamo una responsabilità speciale nei confronti di questo paese prospero. E’ stato costruito da persone che provengono dall’Europa, alcuni volontariamente, ma la maggior parte dopo essere stato perseguitato dai nazisti.”

La Dichiarazione di Gerusalemme, firmata dai visitatori il 7 dicembre, è il piano perfetto che ha sancito la nuova alleanza tra l’ultra-destra nazionalista israeliana e le sue controparti europee:

Abbiamo sconfitto i sistemi totalitari come il fascismo, il nazismo e il comunismo. Ora ci troviamo ad affrontare una nuova minaccia, quella del fondamentalismo islamico, e prendiamo parte alla lotta globale dei difensori della democrazia e dei diritti umani.”

Tali osservazioni non dovrebbero mancare di suscitare reazioni contrastanti all’interno di partiti come il FPÖ il Vlaams Belang, dove gli “occidentalisti“, sostenitori di un riavvicinamento con Israele in nome della lotta contro l’Islam, a affiancano degli anti-sionisti spesso vicino al tradizionale antisemitismo dell’estrema destra.

Al Yad Vashem, zucchetto pangermanista invece della kippa

I piagnucoloni spesso fanno notare che il filosemitismo di questi pellegrini di  nuovo genere, non esclude il loro appetito per le memorie del passato.

Come l’indica, foto alla mano [17], il quotidiano di Vienna Der Standard, Heinz-Christian Strache ha pensato bene di visitare il memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, col capo coperto, come è nella tradizione ebraica. Solo che invece di utilizzare la kippa che viene proposta all’ingresso del monumento, ha indossato il cappello della corporazione di studenti cui appartiene, la Vandalia Burschenschaft. Le corporazioni studentesche austriache rimangono dei bastioni dell’ideologia pan-tedesca e di destra.

In Austria, l’estrema destra ha i suoi legami col neo-nazismo [18]

Austria: l’estrema destra, in campagna elettorale, lancia un gioco anti-Islam [19]

Islamofobia, business elettorale della paura in Europa [20]

*Toh! Ecco chi ha ammazzato Heider, e perchè. NdT

Traduzione Alessandro LattanzioAurora03.da.ru

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22 Responses to Contro l’Islam, l’estrema destra europea con Israele

  1. Qûr Tharkasdóttir says:

    ¡Holá Miguel! Il articolo originale, come l’hai notato, è da rue89.com, il sito di stampa “alternativa” francese di referenza. Affidabile al 95%, raccomandabile al 100% a tutti che sanno leggere il francese (anche se non ci mancano né il gergo né il slang).

  2. Qûr Tharkasdóttir says:

    Scusate, andato via il tag </b>.

  3. mirkhond says:

    “non è ebreo, ma druso,”

    I Drusi sono filoisraeliani?

  4. PinoMamet says:

    Più che filo-israeliani, i Drusi sono israeliani proprio.
    Almeno la parte di loro che viveva sul territorio dello Stato di Israele ci è rimasta, ha la cittadinanza e fa il servizio militare
    (credo in modo obbligatorio, come i Circassi ma a differenza di Arabi cristiani e musulmani che hanno ricevuto l’esenzione dall’obbligo, ma qualche volta lo fanno lo stesso volontariamente).

    Ciao!

  5. mirkhond says:

    Per Pino Mamet

    Grazie. Non sapevo dell’esistenza dei Circassi in Israele, a differenza che nella contigua Giordania. Purtroppo l’impossibile soluzione della questione palestinese, impedisce una più positiva valutazione di queste minoranze nel sistema israeliano.
    Quanto ai Drusi, credo che la loro integrazione sia facilitata dal carattere di gruppo religioso chiuso, dopo la rottura con gli Ismaeliti Fatimidi egiziani di cui fino all’XI secolo erano una branca.
    ciao

  6. Athanasius says:

    Interessante la trasformazione del FPO austriaco, un tempo partito xenofobo, che propugnava il divieto dell’immigrazione e denunciava la presenza ed il comportamento sociale (criminalità ecc) di TUTTI GLI IMMIGRANTI non-austriaci nell’Austria, islamici o no. La vecchia linea del partito di Haider fomentava diffidenza soprattutto contro gli Slavi: Croati, Serbi, Bosniaci, ma anche Sloveni, Cecchi, Polacchi (le vecchie animosità porvenienti dalla Monarchia Austro-Ungherese si mescolavano con la nuova paura degli immigranti). Dopo gli “slavi”, il secondo bersaglio del loro attacco erano i Turchi. Qui era presente una certa implicita islamofobia, si facevano campagne contro moschee e cose del genere, ma tutto questo era innescato dentro di un contesto più largo della xenofobia, dell’insofferenza della presenza di stranieri qualsiasi nell’Austria. Cioè, l’islamofobia non era a fuoco delle loro attività. Ed esisteva un certo antisemitismo in quel movimento.

    Negli ultimi anni tutto è cambiato: adesso Strache non ha niente contro immigranti culturalmente “cristiani”, mentre inveisce contro quelli “islamici”, siano Bosniaci, Albanesi (Kosovo), Turchi o Arabi. Ha anche abbracciato la causa serba riguardando Kosovo, tenendo discorsi patetici, davanti alle organizzazioni di immigranti serbi nell’Austria (ma anche a Belgrado stesso), su come in Kosovo viene difesa la fantomatica “cristianità europea” ovverossia “l’occidente”, su come “l’occidente” avrebbe tradito i suoi “difensori”. Dieci anni fa, la gente di FPO si fregava del tema di Kosovo.

    Oltre al filoserbismo, anche il filoisraelismo (le due cose sono spesso combinate, specie nella destra estrema, ma non solo), la precondizione di cui è stata la cancellazione del vecchio antisemitismo (almeno nel pubblico) e la nuova concezione dell’Israele come “baluardo dell’ Occidente” contro il nemico comune. Anzi, in alcune interpretazioni non si tratta più del nemico comune delle due entità diverse (Israele ed Occidente/Europa), ma gli Israeliani sarebbero, loro stessi, totalmente occidentali, quanto lo siano Austriaci.

  7. Moi says:

    Ci sono molti siti che fanno la propaganda manipolatoria opposta, mostrando Hitler con Al Husseini … e presunte ispirazioni coraniche per il Mein Kampf: propaganda alla Geert Wilders, per intenderci.

    Ma l’ errore di fondo, alimentato ahimé anche da certi musulmani stessi con il “mito identitario” (per dirla con Mircea Eliade) della Umma, è appunto che “Islam” vuol dire un millennio e mezzo e decine se non centinaia di popoli, di cui molti “non-arabi” … e avrei dei dubbi anche sull’ “arabicità veramente vera” del Maghreb e del Mashrek.

    • Athanasius says:

      “Arabicità”? Una cosa del genere non esiste. Il nazionalismo arabo è stato inventato nell’Ottocento, sul modello dei nazionalismi europei. Teoretici del nazionalismo arabo erano spesso cristiani del Libano e della Siria, provenienti, certamente, da quell’area culturale, ma anche in un certo senso estranei alla corrente dominante e maggioritaria di quel mondo (cioè, l’islam).

      L’unica cosa che unisce gli “Arabi” e la lingua comune. Comunque, non si tratta della lingua parlata, divisa in innumerevoli dialetti (un Iracheno ed un Marrocchino non si comprendono quando ognuno di loro parla la sua varietà locale dell’arabo), sino della lingua letterale, al-Fusha, la lingua del Corano e dell’ alta cultura araba. Tutti gli “Arabi” devono imparare questa lingua a scuola.

      La religione islamica (cioè, la comunità di tutti i musulmani del mondo, l’umma) è un punto di riferimento identitario infinitamente più potente di quanto sia (o possa essere) quell’artificiale nazionalismo arabo. Altra apparteneza è quella locale (a qualche, tribù, clan, comunità nel senso largo). Alcuni si sentono soggetti leali di stato (Egiziano, Siriano ecc), ma non credo che neanche questo sia troppo forte e che abbia radici profonde nella psiche degli “Arabi” (si tratta piuttosto dell’opportunismo).

  8. mirkhond says:

    Concordo con Athanasius. La religione come collante è un fattore che contribuisce ad impedire anche l’unione tra Curdi sunniti e alevi all’interno della Turchia, come mi confermò il kebabbaro alevi di cui ho parlato in un altra discussione.

  9. Daouda says:

    La religione islamica è un collante fortissimo ma il mondo islamico ha tante sfaccettature e varie molteplicità.

    C’era qualche premio in palio? :-)

    saluti

  10. ettore says:

    Per Miguel. di questa famosa dichiarazione di gerusalemme, mi puoi far trovare il testo originale? Se digito su GOOGLE dichirazione di Gerusalemme sette dicembre, oltre alla nota di Lattanzio su FB, mi viene un link dell’IRAC ( israel religious action center) in cui si dice che Bibi Netaniahu abbia cazziato un gruppo di rabbini che avevano detto che non bisogna vendere ne case ne terreni agli arabi, poi come Jerusalem declaration una dichirazione delle varie chiese cristiane site in Terra Santa, dove si condannano i Cristiano sionisti. Non c’è nulla sui simpatici allegroni amici di Brinkman , ed invece mi piacerebbe saperne qualcosa di più…

    • trovo solo questo testo in tedesco:

      http://sosheimat.wordpress.com/2010/12/07/jerusalemer-erklarung-verabschiedet/

      “Jerusalem/Israel, den 7. Dezember 2010

      Anlässlich unseres gemeinsamen Besuches und der erfolgten Einladung nach Israel erklären wir:

      Die Grundlage unserer politischen Tätigkeit ist unser unverbrüchliches Bekenntnis zu Demokratie und freiheitlichem Rechtsstaat, zu den Menschenrechten im Sinne der Allgemeinen Erklärung der Menschenrechte, zum Völkerrecht und zum Wertekanon der westlichen Zivilisation, der auf dem geistigen Erbe der griechisch-römischen Antike, der jüdisch-christlichen kulturellen Werte, des Humanismus und der Aufklärung basiert.

      Nachdem die totalitären Systeme des 20. Jahrhunderts überwunden wurden, sieht sich die Menschheit gegenwärtig einer neuen weltweiten totalitären Bedrohung ausgesetzt: dem fundamentalistischen Islam. Wir betrachten uns als Teil des weltweiten Kampfes der Verteidiger von Demokratie und Menschenrechten gegenüber allen totalitären Systemen und deren Helfershelfern. Damit stehen wir an vorderster Front des Kampfes für die westlich-demokratische Wertegemeinschaft.

      Dabei lehnen wir jenen kulturellen Relativismus ab, der unter dem Vorwand der Achtung fremder Kulturen und Traditionen toleriert, dass Menschen, insbesondere nicht-islamische Minderheiten, in Teilen des muslimischen Kulturkreises in ihrem Recht auf Freiheit, Gleichheit und Mitbestimmung eingeschränkt werden. Dies gilt für alle Teile der Welt, selbstverständlich in erster Linie auch für Europa, da die Menschenrechte universell und geografisch unteilbar sind.

      Der polemische und unberechtigte Vorwurf, wir würden mit dieser Haltung Islamophobie fördern, kann uns nicht dazu bewegen, auf den kritischen Geist der Aufklärung zu verzichten. Ein solcher Verzicht wäre verhängnisvoll. Dadurch würde die Kritik am Islam als ein totalitäres System mit dem Ziel der Unterwerfung der Welt, mit der Stigmatisierung der moderaten Muslime verwechselt werden.

      Insbesondere wenden wir uns aber gegen den Missbrauch der Demokratie, wie er selbst von angeblich gemäßigten Islamisten proklamiert wird. “Die Demokratie ist nur der Zug, auf den wir aufsteigen, bis wir am Ziel sind. Die Moscheen sind unsere Kasernen, die Minarette unsere Bajonette, die Kuppeln unsere Helme und die Gläubigen unsere Soldaten”.

      Wir lehnen jedweden Fundamentalismus, gleich in welcher Religion oder in welcher politischen Bewegung entschieden ab. Wir bekennen uns zu den humanistischen Idealen der Aufklärung, einer absolut notwendigen historischen Entwicklungsphase, die der Islam bisher noch nicht durchlaufen hat. Terror ist, egal von wem und aus welchem Zweck er ausgeübt wird, absolut abzulehnen.

      Israel als einzige wirkliche Demokratie im Nahen Osten ist uns wichtiger Ansprechpartner in dieser bewegten Weltregion. Eine Region, die sich in den letzten Jahrzehnten immer wieder mit Extremismus und Terror auseinander setzen musste. Ohne jede Einschränkung bekennen wir uns zum Existenzrecht des Staates Israel innerhalb sicherer und völkerrechtlich anerkannter Grenzen. Ebenso ist das Recht Israels auf Selbstverteidigung gegenüber allen Aggressionen, insbesondere gegenüber islamischem Terror, zu akzeptieren. Wir glauben, dass dies bei gleichzeitigem Respekt gegenüber den Menschenrechten und auch den politischen Rechten der arabischen Bevölkerung möglich sein muss.

      Die hier aufgeführten Grundlagen unseres politischen Wirkens sind für uns unveräußerlich und unverhandelbar. Totalitäres Gedankengut, gleich ob von extrem linker oder extrem rechter Seite, ob rassistisch oder islamistisch, lehnen wir in jeder Form ab. Grundsätzlich respektieren wir jedes Volk, jede Kultur und jede Religion. Wir wenden uns jedoch klar gegen jede Form von Gewalt, gegen Terrorismus und Totalitarismus und gegen den politischen Missbrauch von Religionen. Das Recht auf Heimat ist ein Menschenrecht, welches für alle Völker zu wahren und umzusetzen ist.

      Der Erklärung ist ein “Anhang der FPÖ” beigefügt mit dem Wortlaut: “Für die österreichischen Vertreter (FPÖ) ist es überdies wichtig zu betonen, dass die österreichische Neutralität und die politischen Traditionen seit Bruno Kreisky eine glaubwürdige neutrale Vermittlungsposition zur Durchsetzung des Friedens in dieser Region in staatlich gesicherten Grenzen für beide Teile möglich machen sollte und wir uns dieser neutralen Position verpflichtet fühlen.”

      • ettore says:

        me lo faccio bastare. Me lo farò tradurre dal tedesco da un mio amico..

      • Andrea Di Vita says:

        Per Martinez

        ”bekennen wir uns zum Existenzrecht des Staates Israel innerhalb sicherer und völkerrechtlich anerkannter Grenzen.”
        […] Das Recht auf Heimat ist ein Menschenrecht, welches für alle Völker zu wahren und umzusetzen ist.”

        La solita fuffa. Con nemici così, i terroristi drmiranno sonni tranquilli.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Cosimo says:

        Opperbacco. Un documento di rilevanza epocale, i Protocolli dei Savi di Sion della Alleanza tra camicie verdi, baschi neri, manganelli in mano e stelle di David del mondo. Il manifesto della nuova alleanza dei malvagi contro i candidi e buoni (e un po’ neri). Ma, ma … di tale testo fondamentale esiste solo il testo in tedesco? Accidentaccio, i perfidi sionisti si sono dimenticati di tradurre in inglese il loro piano per il dominio mondiale!
        Pero’, pero’… potenza di Internet: abbiamo delle fonti in inglese, che il Martinez, birboncello, si e’ dimenticato di segnalare. Si tratta, nientepopodimenoche, di Arutz 7, la radio della destra israeliana. Che in Israele e’ illegale (vedi wikipedia), ma trasmette via internet. Sul sito, appunto, si puo’ ascoltare per esempio una intera trasmissione dedicata alla questione – in inglese:
        Should Israel Be Friends with the Fascists?
        http://www.israelnationalnews.com/Radio/News.aspx/2759
        E per chi ha consuetudine con la lingua della perfida Albione, sono disponibili anche degli articoli:
        http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/141103
        http://www.israelnationalnews.com/News/news.aspx/141016
        Leggendoli si scopre non solo che ben pochi parlamentari israeliani hanno incontrato la delegazione in questione, ma che perfino l’idea stessa di alleanza con l’estrema destra europea ha pochi seguaci. Si tratta infatti di poco piu’ della balzana idea di un certo David Ha Ivri, che e’ boicottata da Michael Ben Ari ed altri, piu’ popolari, esponenti dello stesso campo sionista nazionalista. HaIvri non e’ mai riuscito a raccogliere il paio di migliaia di voti che servono per farsi eleggere alla Knesset, mentre Ben Ari e’ un parlamentare. E insomma, questa roba e’ una bega interna a un partito (l’Unione Nazionale), che del governo non fa parte ed e’ anzi piuttosto litigioso al suo interno. Come spesso succede nella politica israeliana, quando uno prende batoste in patria, si rivolge all’estero. Italia compresa: vedi Uri Avnery, con i suoi pallosissimi articoli sul Manifesto, vedi il rabbino dei Neture Karta che ha visitato gli antimperialisti, vedi i laburisti che -ora che sono al lumicino- intensificano la loro collaborazione con la sinistra europea.
        Vale per la sinistra, vale per i sionisti nazionalisti. O rivoluzionario, come dicono loro. (siccome Martinez e’ molto attento a lasciare che ognuno si definisca come gli pare, mi sembra opportuno rispettare la volonta’ di David Ha Ivri et similia, e chiamarli come loro desiderano essere chiamati: sionisti rivoluzionari, al pari dei nazionalisti rivoluzionari di terza posizione)
        Credo proprio che il lunghissimo pippone sferruzzato dai lettori di questo sito, debba cercare un gancio, come dire, piu’ consistente. Non temete, pero': e’ scritto nelle stelle e nei geni. La alleanza tra sionisti e nazisti, discendera’ presto, prestissimo, dall’Iperuranio delle vostre paturnie, per dilagare nel mondo intero. Magari appoggiandosi su estremisti un po’ meno sfigati, capaci di raccattare quel paio di migliaia di voti che servono a venire eletti alla Knesset. HaIvri non ci riesce, e questa idea balzana fa ben poca strada.

        • Per Cosimo

          Ritieni che la Jerusalem Declaration sia un falso, come certamente lo furono i Protocolli dei Savi di Sion? Comunque è una dichiarazione politicamente molto moderata e “corretta”, e tutti i partecipanti alla spedizione in Israele dichiarano indipendentemente di averla firmata. Se hai motivo di credere che si tratti di un falso, fammi sapere, sarebbe un argomento interessante.

          Qui trovo un pezzo di una citazione in francese, che indica come fonte l’APA http://lionelbaland.hautetfort.com/archive/2010/12/06/ce-mardi-7-decembre-2010-hc-strache-emettra-la-declaration-d.html

          Non mi risulta che il viceministro Ayoob Kara, che ha voluto incontrare l’FPO a Vienna, sia dell’Unione Nazionale, né che lo sia il Ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, che ha voluto ricevere personalmente Geert Wilders, il quale – ricordiamo – è semplicemente capo (e unico membro) di un partito in Olanda che non ha alcun incarico ufficiale.

          Detto questo, non è facile capire dove tu voglia parare con il tuo commento. Se vuoi dire che alla maggioranza dei cittadini israeliani importa ben poco della politica interna dei paesi europei, perché ognuno ha da badare ai fatti suoi, tipo genitori anziani malati, figli che vanno male a scuola e simili, sono pienamente d’accordo con te. Ma il mio non è un articolo sul comportamente politico dell’elettorato israeliano, ma sulla diffusione dell’islamofobia in Europa.

  11. Cosimo says:

    Mrtinez, Martinez… sei un pochettino maleducato, sai? Sei andato a leggere i link che ti ho segnalato, hai ascoltato il podcast? Quel che c’e’ da dire sulla Jerusalem Declaration sta tutto li’. Non farmelo ripetere, suvvia.

    I Protocolli dei Savi di Sion non sono solo un falso. Sono un falso che ha anche avuto enorme successo, perche’ ha soddistatto le richieste del pubblico. Che era ansioso di cercare una causa delle proprie sventure, e che dopo decenni di romanzi di appendice e secoli di propaganda antisemita, trovava del tutto plausibile che un conciliabolo di rabbini si fosse incontrato di notte in un cimitero per pianificare la conquista del mondo.

    Ed allo stesso modo tu, come quei tuoi lettori che sono -diciamo- allergici alle analisi di classe, immaginate che un conciliabolo di estremisti di destra e sionisti fanatici (e qualche rabbino, come possono mancare, quelli) possa pianificare il successo, purtroppo non solo elettorale, di una destra razzista e xenofoba, darwinistico-protezionista-meritocratica, ecc. ecc. Che e’ una ideologia composta di cazzate oltremodo contradditorie, ma non importa. Lo sai bene tu, che conosci l’ambiente, per averlo frequentato, no? E’ mica l’ideologia che vi interessa(va), e poi, quando senti(va)te parlare di cultura ecc. ecc.

    D’altronde a te, e mica solo a te, non importa il razzismo di questa destra, che travolge anche cinesi e rumeni, mica solo maghrebini. A te importa raccontare
    che l’antisemitismo non e’ piu’ un problema, che magari non lo era nemmeno quando militavi in Ordine Nuovo (o Terza Posizione), che erano solo ragazzi idealisti sensibili alla tragedia degli sconfitti, fossero essi i fedayn o i repubblichini. E per ribadire questa scemenza auto-rassicurante, hai costruito un castello di cazzate e di equivalenze, in cui l’islamofobia sarebbe la vera tragedia d’Europa, e gli ebrei eccessivamente previlegiati dal loro stato di vittime -una posizione davvero originale!- uno status che hanno rubato ad altri, e sai che novita’, islamici.

    Se e quando questa ideologia -che e’ anche, ma non solo, islamofoba- conquistera’ una qualche egemonia in Europa, e purtroppo non sembra una ipotesi remota, il sionismo non c’entrera’ nulla, nemeno nella variante transitoria impersonata da Lieberman. Il quale, e sta scritto nei quotidiani che leggiamo noi comuni mortali cerca solo in ogni possibile modo di non andare alle elezioni, perche’ le perderebbe. Il suo elettorato infatti si aspettava la soluzione dei problemi di status degli ebrei di origine russa e lui non le ha procurate, dal momento che Bibi ha tirato dentro la coalizione anche gli ultraortodossi di Shas, e li usa l’uno per annullare l’altro. E Shas si propone di allargare i benefici del proprio elettorato, proletario, tradizionalista e piccolo borghese, che vuole la propria parte di ricchezza dovuta alla situazione economica positiva di cui gode Israele. Benefici che si ottengono allargando i posti di lavoro per i loro rabbini.

    Nessuno dei due ha granche’ simpatici gli arabi, nessuno dei due ne vuole lo sterminio, ambedue sono cosi’ attaccati alla poltrona da rimanere che rimangono dentro il governo anche dopo che il premier ha annunciato che riconoscera’ uno Stato palestinese. Per te e per buona parte dei tuoi lettori questo sara’ solo il travestimento di un genocidio – e che vuoi aspettarti da un leader ebreo?- mentre nella politica israeliana e’ [stato] uno scompiglio non da poco. Decenni di storia ideologica del Likud messi in soffitta da Netanyahu, guarda la satira come ha reagito http://tinyurl.com/37pn777

    Eppure Shas e Beitenu, il partito di Lieberman, accettano di rimanere nella stessa compagine di Bibi, il traditore. Cadreghismo, si diceva quando eravamo giovani. E sai, sono cose che succedono nelle democrazie, soprattutto in quelle a sistema proporzionale. E che sfuggono a chi vive nell’Iperuranio, lassu’ dove e’ stata deciso che la alleanza tra sionisti e neonazisti, prima di tutto esiste e poi certamente di concretizzera’ e se appare ancora allo stadio di idea platonica -astratta- e’ perche’ si nasconde bene.

    Quando si hanno di queste certezze, come te, Martinez, tu non ti abbassi certo a verificare. E chi sono io per scalfire la solidita’ delle tue convinzioni con qualche banale dato di realta’. Pertanto ti lascio alle tue farneticazioni, certo che di danni ne puoi fare pochi, perche’ a seguirti sono solo persone simili a te. Capaci di fare poco danno, voglio dire, perche’ incapaci di distinguere la realta’ dalla fantasia.

    Che’ la principale tua caratteristica, fin da quando eri un pischello dai capelli corti e la parlata bizzarra, sta nel fatto che ti devi sempre sentire un calimero piccolo e nero e dalla parte dei buoni. Pero’ i buoni li puoi identificare solo quando riesci a puntare il ditino dall’altra parte, in direzione dei cattivi. E’ cosi’ che ti metti alla ricerca dei cattivoni, che devono esistere, altrimenti tu contro chi combatti? Come fai a sentirti buono, senno’? Chi sei tu, camerata – compagno – fratello Martinez, se non hai un nemico cui opporti? Ed ecco che li trovi, i cattivi. Tra di loro c’e’ sempre qualche protestante, qualche americano e una buona percentuale di giudei (di ebraismo e protestantesimo non sai nulla. Ti getti pero’ in panegirici della affascinante complessita’ della dottrina tomistica). E sono tanto tanto cattivi e tanto tanto forti, mentre quelli che sono con te sono tanto tanto buoni, e tanto tanto deboli, pure quando maneggiano esplosivi.

    E somigliano a te, nevvero?

  12. Per Cosimo

    1) ovviamente ho seguito i link, non rispondono alla domanda specifica, se la Jerusalem Declaration sia un falso o no, come insinui associandola ai Protocolli. La Jerusalem Declaration è un documento che oltretutto ho citato per intero tra i commenti, solo perché un lettore me lo ha chiesto, e che mi sembra di una banalità notevole, che non rivela alcun “complotto”.

    2) Tema enorme e complesso invece il rapporto tra economia globalizzata, migrazioni, culture, organizzazioni, conflitti e convergenze di interessi, tra fenomeni spontanei e cavalcamento umano di ciò che spontaneamente avviene. Temo non abbia molto a che fare con i quadri che dipingi tu, ma credo che ti interessi poco discutere su questi argomenti.

    3) Per quanto riguarda la psicanalisi delle persone che non si conoscono, la trovo una pratica inutile che evito, in particolare quando combinata a un’ammiccante intimità (“fratello Martinez”). Non ho alcun amico che si chiami Cosimo. Inoltre gli errori che fai a proposito della mia biografia dimostrano ampiamente che non ci conosciamo.

    Non intendo dire che le analisi psicologiche siano di per sé errate; intendo dire che anche i professionisti più preparati difficilmente capiscono realmente le persone che pure conoscono bene. Figuriamoci una persona non preparata alle prese con una persona che non conosce.

    Va da sé che fa semplicemente illazioni tratte dai propri pre/giudizi personali, da libere associazioni mentali – e per questo motivo, la psicanalisi improvvisata in genere ci rivela molto più sull’improvvisato psicanalista che sul suo oggetto.

    Le sedute psicanalitiche improvvisate non hanno mai lo scopo di arrivare alla conoscenza, come si evince immediatamente dal tono con cui vengono condotte, che non ha nulla della neutralità/empatia di ascolto che ci si aspetta da un terapeuta.

    Non mi riferisco solo al tuo tentativo, che mi interessa relativamente, ma al meccanismo in generale, che è assai diffuso: anzi ti ringrazio, perché mi offri l’occasione per rifletterci.

    Le sedute psicanalitiche improvvisate costituiscono un’azione politica, perché permettono a chi le manipola di disarmare l’avversario e di giudicarlo allo stesso tempo.

    Poniamo che Tizia dica che Caio le ha rubato dei soldi. Un conto è indagare se effettivamente ciò sia successo. Un altro conto è dire, “Tizia soffre di invidia del pene, per cui sente che Caio le ha tolto qualcosa”. Da una parte si accantona così ogni discussione sulla veridicità dell’affermazione di Tizia, dall’altra si afferma implicitamente, “io che sono sano posso giudicare Tizia che è malata”.

    A questo punto, Tizia è costretta a perdere tempo negando di soffrire di tale problema, con l’ovvia e facile risposta per la controparte, “rimozione! rimozione!!”

    Certo, sotto sotto Tizia potrebbe avere questa, o altre motivazioni ancora più inconscie, per avercela con Caio; ma noi non siamo in grado di conoscerle.

    Per questo, io evito sempre questo tipo di analisi.

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