Il principe coatto: Vittorio Emanuele Savoia, imprenditore ginevrino, accompagnato con la forza in tribunale

Ci sono notizie che riempiono di stelle anche le notti più piovose.

Uno dei più spocchiosi frequentatori di locali notturni usi a impestare l’Italia sarà trascinato con la forza in tribunale, per una causa che lui stesso si è cercato.

Un imprenditore dalla dubbia nazionalità, tale Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria di Savoia, già indagato per traffico internazionale di armi, accusato di omicidio nel contesto di una sparatoria tra imprenditori oziosi su una fila di yacht (ma lui dice che, come è normale nel suo ramo professionale, sparavano tutti quella sera), tessera n. 1621 della Loggia P2, successivamente arrestato per “associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, e associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nell’ambito di un’inchiesta da cui risulta che aveva stretti legami con il fantastico Massimo Pizza

…insomma, un normalissimo imprenditore più o meno italiano (a essere pignoli, i suoi avi,  che parlavano solo francese, l’Italia l’hanno fatta loro, sui cadaveri di alcune decine o forse centinaia di migliaia di italiani meridionali)…

…è venuto a sapere che a Carrara, nel 2003, si era svolto un piccolo concerto per onorare la memoria dell’operaio tessile Gaetano Bresci, che aveva giustiziato un antenato del suddetto imprenditore ginevrino.

Durante tale concerto, il tenore Joe Fallisi (quello che sarebbe poi stato rapito dagli israeliani sul Mavi Marmara), avrebbe detto qualcosa che qualche solerte testimone auricolare ha interpretato come un’accusa di omicidio contro l’imprenditore Savoia.

Dall’alto della sua villa a Ginevra, l’imprenditore Savoia ha quindi querelato, chiedendo 50.000 euro di danni, il prezzo di un paio di escort secondo gli standard di certuni, una vita di fatica per altri.

Solo che l’imprenditore Savoia pensava di cavarsela, delegando il contatto con la plebe ai propri avvocati, mica presentandosi di persona; e disertando quindi la causa da lui stesso promossa.

E così

“Il giudice di pace penale del Tribunale di Carrara, dott. Rino Tortorelli vice procuratore onorario, ha disposto ai sensi del codice di procedura penale (se non erro art. 133 e 377) l’accompagnamento coattivo di Vittorio Emanuele di Savoia, nell’ambito del procedimento a carico del tenore italiano Joe Fallisi.”

E per aggiungere qualche stella a questa notte,

“Servirà una rogatoria internazionale visto che Vittorio Emanuele risiede a Ginevra, in Svizzera” – ha commentato a caldo Gabriele Fuga, avvocato dell’Artista e pacifista Joe Fallisi – “però e’ gia’ una nostra vittoria quella di vedere accompagnato con la forza il principe”.

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31 Responses to Il principe coatto: Vittorio Emanuele Savoia, imprenditore ginevrino, accompagnato con la forza in tribunale

  1. Riccardo Giuliani says:

    Carletto, il principe dei mostri.

  2. mirkhond says:

    Imprenditore ginevrino

    Da quelle parti ebbero origine i Savoia e se non si fossero trovati la Francia davanti, la storia d’Italia avrebbe potuto essere diversa….

  3. Ritvan says:

    Caro Miguel, a costo di provocare la comparsa del mio caro troglione ad personam che mi accusa di essere un sagace angelico:-), vorrei entrare nel merito della questione leguleia.
    E’ vero che ai sensi dei citati articoli del CPP italico il giudice e il PM hanno facoltà di portare – anche coattivamente, in caso di rifiuto – davanti al tribunale chiunque sia in un modo o in un altro implicato nella vicenda da giudicare o informato su fatti ad essa riguardanti, ma se non erro anch’io:-), l’art.377 del CPP, dal titolo significativo “Citazioni di persone informate sui fatti” recita anche “Il pubblico ministero può emettere decreto di citazione quando deve procedere ad atti che richiedono la presenza della persona offesa e delle persone in grado di riferire su circostanze utili ai fini delle indagini.”.
    Ovvero, tradotto dal leguleiese stretto:-), non è che la presenza della persona presumibilmente offesa sia obbligatoria, a meno che non ci siano degli “atti” che richiedano per forza la sua presenza: a ‘sto punto la domanda sorge spontanea “quali sarebbero questi atti?”. D’altra parte non vedo l’utilità della presenza del principe come “persona in grado di riferire su circostanze utili ai fini delle indagini”, visto che lui non era presente all’evento in cui la controparte l’avrebbe definito “assassino”.
    Insomma, a mio immodesto:-) avviso la faccenda potrebbe essere benissimo giudicata anche senza la presenza del principe.

    • Z. says:

      Effettivamente, dalle mie parti, nessuno avrebbe disposto l’accompagnamento coattivo di Sua Eccellenza il Puttaniere. Il giudice avrebbe semplicemente verbalizzato quanto segue: o il Puttaniere si presenta alla prossima udienza, o seguirà declaratoria di non doversi procedere per fatto di particolare tenuità (altri giudici, addirittura, considererebbero implicitamente rimessa la sua querela).

      Fine del processo, nessun colpevole, tutti amici :-)

      Z.

      • roberto says:

        giusto un appunto, si tratta di un pappone non di un puttaniere

        • Z. says:

          Oddio, mi pareva che dall’accusa di sfruttamento della prostituzione fosse stato assolto, ma posso sbagliarmi.

          Z.

          • Ritvan says:

            Ma che c’entra, caro Z., anche dall’accusa di omicidio era stato assolto, ciononostante il buon Fallisi gli dà allegramente dell’ “assassino”:-)

            • Z. says:

              Direi che il Fallisi ha perfettamente ragione a chiamarlo “assassino”, dato che il Papponiere è precisamente questo: un assassino.

              O quanto meno, questo è ciò che egli stesso dichiarò, quando si vantò di avere ottenuto l’assoluzione coglionando la giustizia francese.

              Z.

              PS: dite che ce la becchiamo pure noi, una querela dal Papponiere? nel caso, difendo tutti aggratise. Beh, insomma, quasi aggratise :-)

          • roberto says:

            si era stato assolto,ma vuoi mettere lo sfizio di chiamarlo Pappone I? :-)

      • Ritvan says:

        Caro Z., non per sminuire L’Impegno Civile Equo&Solidale dei giudici delle “tue parti”, ma chi ti dice che anche i giudici di quelle altre parti, quelli che stanno giudicando la querela del Savoia, dopo averlo trascinato a forza in un paio di udienze sentenzino poi “di non doversi procedere per fatto di particolare tenuità” oppure considerino “implicitamente rimessa la sua querela”?:-)
        P.S. Sì, lo so, mi dirai che quelli “delle tue parti” avrebbero risparmiato al contribuente le spese di accompagnamento (o le paga lo stesso “l’accompagnato”?), ma vuoi mettere la soddisfazione di noialtri “progressisti” nel vedere un Savoia entrare in tribunale fra due poliziotti?:-)

        • Z. says:

          Ritvan,

          — Caro Z., non per sminuire L’Impegno Civile Equo&Solidale dei giudici delle “tue parti” —

          Lo chiamerei piuttosto Disimpegno Civile: meno spese, meno menate, meno sbatto per tutti. La politica dei meno, diceva un tizio basso qualche lustro fa. Del resto, come direbbe p., per me anche giustamente, libertà è spartecipazione :-)

          — ma chi ti dice che anche i giudici di quelle altre parti, quelli che stanno giudicando la querela del Savoia, dopo averlo trascinato a forza in un paio di udienze sentenzino poi “di non doversi procedere per fatto di particolare tenuità” oppure considerino “implicitamente rimessa la sua querela”?:-) —

          Alla declaratoria di particolare tenuità del fatto osterebbe, verosimilmente, l’opposizione della persona offesa. Quanto alla remissione implicita, già la Cassazione non è molto d’accordo ad ammetterla in assenza del querelante, figurati quando è presente e dichiara di voler proseguire ;-)

          Z.

          PS: Le spese possono essere messe a carico dell'”accompagnato”, effettivamente, ma di norma non accade. Già l’accompagnamento coattivo non è tra le eventualità più comuni…

  4. PinoMamet says:

    Dove risiedo io, c’è un tale (giuro) che negli anni ha svolto le attività di combina matrimoni, giocatore d’azzardo, pappone (con sombrero, pelliccia e Harley Davidson rosa, mica cazzi) e mago;
    ma nemmeno lui è arrivato a proclamarsi re d’Italia!

  5. giuseppe says:

    articolo pieno di falsita’ :
    – traffico internazionale d’armi???? ma se era regolarmente un intermediatori di affari tra la Augusta (elicotteri) e l’Iran del beneamato Scia’ in Scia’ Reza Mohammed Pahlevi
    L’Italia ne ha tratto profitto da questo nobile di spirito e di anima!
    -prosciolto per la morte del ladro Hammer( va a leggere le sentenze)congiura nel 1978
    -prosciolto per i fatti del 2006 perche’ non sussistono ( va a leggere le sentenze)
    -vittima di un terrosrista anarchico
    “sui cadaveri di alcune decine o forse centinaia di migliaia di persone)”…

    se non c’erano i Savoia, saremmo ancora sotto i Borboni o sotto il Papa-Re!
    vergogna! W l’Italia unificata da Vittorio Emanuele II, da Cavour e da Garibaldi!

    W Vittorio Emanuele IV di Savoia

  6. Per Giuseppe

    Sei un grande.

    “ma se era regolarmente un intermediatori di affari”.

    Ho capito. Come in “troia -> escort”, “mercenario -> contractor”, abbiamo “trafficante d’armi -> intermediatore di affari”. Mi devo aggiornare.

    • mirkhond says:

      “beneamato Scia’ in Scia’ Reza Mohammed Pahlevi”

      Beneamato da…chi?

      • giuseppe says:

        beneamato da milioni di iraniani schiavi dell’attuale regime clericale che piaceva tanto alla sinistra nel 1979!

    • giuseppe says:

      non sono un grande difatti mi scrivo giuseppe con la g minuscola al contrario tuo! escort o puttane/concubine sono sempre esistite, come gli escort o concubini/puttani mercenarie/i del sesso, daltronde cosa erano la Du Barry, la Pompadour ecc, nei secoli scorsi? solo che c’era meno morale di oggi, se uno vuole fare quel mestiere: dare il corpo sessuale invece che le braccia ( nel caso di muratori, di baristi/e, ecc.), o dare il cervello (tipo ingegneri, insegannti o deputati….) e’ affare loro! solo chi e’ costretta/o e’ da compatire e da liberare.
      se per te essere un rappresentante di un’azienda come l’Agusta rappresenta un oltraggio e’ affare tuo, i pacifisti di ogg, ieri e domani sono sempre stati al servizio o dell’Urss o di qualche stato arabo socialista o di criminali come l’attuale regime iraniano

  7. PinoMamet says:

    Comunque quella degli elicotteri si chiama Agusta, non Augusta.

  8. mirkhond says:

    “se non c’erano i Savoia,”

    Piuttosto, se non c’era l’Inghilterra….

  9. mirkhond says:

    “saremmo ancora sotto i Borboni”

    Si chiamano BORBONE.

    • giuseppe says:

      mi scusi , la foga!!!! state dietro alle sottigliezze e vomitate odio sulle persone innocenti!

  10. mirkhond says:

    In una cosa i Savoia e i loro mentori furono geniali, nell’anticipare la neolingua, molto prima di Orwell!

  11. Alessandra says:

    Notizia esilarante. Mi era sfuggita, meno male che ci sei tu a far spuntare le stelle ;-)

    Grazie

    A.

  12. Pingback: Alessandra Colla » Il principe di Savoia accompagnato in tribunale

  13. giuseppe says:

    mi scusi , la foga!!!! state dietro alle sottigliezze e vomitate odio e falsita\’sulle persone innocenti!

    • PinoMamet says:

      Giuseppe
      (la maiuscola la metto perché la uso per tutti)

      ti assicuro che non sono al soldo di nessuno (ho fatto domanda al Mossad, ma non è arrivato ancora neanche uno shekel), però lo Shah o Scià o come ti pare, NON era affatto amatissimo quando mio zio abitava lì; questo posso dirtelo di sicuro.

      Quanto ai Borbone, dubito sia stato un gran miglioramento passare da loro ai Savoia: non saprei dire se e quanto il Sud ci ha perso, come sostengono i Neo Borbonici, ma di certo non ci ha guadagnato.
      Il Papa sta sul cazzo anche a me, quindi non dico niente su di lui ;)

      per il resto, ti riconfermo il mio più completo e assoluto disprezzo per la famiglia Savoia del presente e, con pochissime eccezioni, del passato.

  14. mirkhond says:

    Concordo.
    Cosa diceva tuo zio sullo Shah?
    ciao

  15. PinoMamet says:

    Che la gente comune non ne voleva sapere della sua “modernità”, che i poveri, con tutte le sue riforme, restavano poveri, e che invece il livello di religiosità e devozione della popolazione lo sconcertava.
    Ma lui era lì per lavoro, e non lo vedo da tanto.
    Però, ora che mi avete messo la curiosità, proverò a chiedere agli iraniani che conosco: un esule (?) baha’i e famiglia, un paio di studenti, un capoelettricista “der cinema”…

    ciao! :)

  16. mirkhond says:

    Facci sapere, che l’Iran mi interessa moltissimo!
    ciao

  17. klement says:

    Per gli spari da un natante la giustizia indiana non si fa fregare come quella francese

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