Intervista con Mahmoud Zahar, dirigente di Hamas

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13 Responses to Intervista con Mahmoud Zahar, dirigente di Hamas

  1. Francesco says:

    “ma non si massacravano” è una bugia bella e buona.

    anzi, brutta e cattiva.

    mica che sia un agente del Mossad infiltrato? per screditare Hamas intendo

  2. è vero invece, c’è sempre stata una relativa pace interconfessionale in Iraq, nella migliore tradizione di tolleranza araba e ottomana. La cosiddetta “oppressione” del Baath a danno degli sciiti è una colossale balla. le stragi tra le due fazioni sono cominciate grazie all’opera di El-Hakim, Al-Jafaari, Al-Sadr, che Allah li punisca.
    Piuttosto, come si fa a verificare se è vero che HAMAS a Gaza sta perdendo terreno?

    • Francesco says:

      quindi anche le stragi di decine di migliaia di sciiti iracheni dopo la prima guerra del golfo sono una balla propagandistica?

      e il fatto che gli sciiti fossero la maggioranza della popolazione ma praticamente assenti dal potere una coincidenza?

      sulla pace con i curdi non c’è bisogno di spendere parole, è ormai un fatto assodato

      di Babbo Natale sai niente?

  3. roberto says:

    francamente mi sembra inverosimile che i paesi arabi abbiano “l’esigenza comune di difendersi da israele”, come pure dare le colpe delle divisioni fra hamas et fatah a israele e usa mi pare piuttosto infantile

  4. Caro Francesco,
    io credo in Dio, non Babbo natale. Dio è Verità. La Verità è accessibile a tutti, tranne che ai pigri.
    Se sei così pigro da accettare la narrazione occidentale degli eventi, fa pure. Contento tu. Se approfondisci, scoprirai che le decine di migliaia di sciiti uccisi nel 91-92 sono in realtà alcune centinaia di TERRORISTI TRADITORI DEL LORO PAESE (oggi sono al governo). Scoprirai inoltre che le decine di migliaia di sciti c’erano, ma nei ranghi dirigenti del partito Baath, partio laico e socialista,insieme a sunniti, turcomanni, cristiani, curdi.
    Leggiti “L’impero si è fermato a Baghdad” di Valeria Poletti, oppure vai negli archivi di uriknet.info, sempre che tu sappia l’inglese.
    Fatti una cultura, caro Francesco.

    • Francesco says:

      Ci sono molte culture, e anche più subculture. Ancora più in basso, la propaganda e le favole.

      Quelle moderne, che quelle antiche appartengono alla cultura.

      Solo per curiosità: quanti erano i ranghi dirigenti del Baath?

    • Andrea Di Vita says:

      Per Claudio Martini

      Francesco non ha certo bisogno che io prenda le sue difese. Ma mi riesce difficile accettare una narrazione speculare a quela che accetta lui, solo perchè meno filoStatunitense della sua. Come ho già avuto modo di scrivere su questo blog, un argomento falso serve male anche la migliore delle cause. Il governo di Saddam non era un governo laico ed interconfessionale come ad esempio quello Francese o Svedese. Giocava sulle rivalità fra le varie etnie del paese a maggior gloria del Capo, nè più nè meno che in in Somalia prima della morte di Siad Barre. I governanti golpisti dell’Afghanistan cercarono di fare lo stesso prima dell’arrivo dei Sovietici: fu appunto il loro fallimento a trascinare Brezhnev in quell’avventura. In Iraq questa rivalità interetnica risaliva a prima del genocidio operato dai Curdi a danno dei Cristiani nei primi anni Trenta. Il fatto che sotto Saddam prestassero servizio anche gerarchi Sciiti o Cristiani vuol dir poco. Anche Kaganovic era Ebreo, ma cio’ non rese Stalin meno antisemita, all’occorrenza. Nè i funzionari Armeni del tardo Impero Otomano poterono evitare il Grande Male.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        grazie

        ma io non è che accetto tutto, la propaganda statunitense mi è abbastanza ben presente, anche perchè è una roba al risparmio che ripete sempre quelle stesse cose

        come dico spesso, è difficile raccontar palle a uno che vota Berlusconi e tifa Milan, è ormai mitridizzato e scettico :D

        ciao

        • Andrea Di Vita says:

          Per Francesco

          Beh, il Milan non so, ma il berlusca a te palle te ne racconta in modo molto convincente! :-))

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            diciamo che scelgo chi votare in base al tipo di bugie che mi racconta, non perchè creda ad uno e non a un altro

            ;)

  5. Caro Di Vita,
    apprezzo il suo intervento, sempre che gliene freghi qualcosa. Solo un appunto: non ho mai sostenuto che il governo irakeno fosse come quello svedese; sarebbe ridicolo paragonare simili entità. Quello di Saddam era il governo di una tribù diTikrit. ma quella tribù ha rappresentato per milioni di irakeni e di arabi il riscatto, l’orgoglio, la dignità, la proprietà della terra, l’alfabetizzazione, la luce e l’acqua in casa, la fine del razzismo in nome dell’unità della nazione. Tutto qui.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Claudio Martini

      Ringrazio per l’apprezzamento. Mi limito a constatare che l’aver risvegliato l’orgoglio di appartenere ad una comunità nazionale è il primo merito che avocano a sè i dittatori. A parte la propaganda mussoliniana, ricordo il bel monologo dell’imputato Burt Lancaster nel secondo tempo di ‘Vincitori e vinti’ (‘..siate orgogliosi di essere Tedeschi!’). L’esempio più ridicolo l’ha forse dato lo stesso Stalin, quando nell’attaccare i Giapponesi della Manciuria del 1945 rivendicava all’URSS il diritto di vendicare la sconfitta di Tsushima del 1905 -sconfitta che all’epoca lo stesso giovane bolscevico Stalin aveva salutato come un salutare ceffone alla propaganda zarista.

      Brrrrrr.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  6. con orgoglio e fierezza di essere italiano,
    ciao!

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