“strapperemo dai loro corpi ancora vivi le viscere e le useremo per ungere i cingoli dei nostri carri armati”

La voce è di James De Vito, un ex-marine di Brooklyn, le parole di Sean Householder.

La canzone si intitola The Warrior Song.

E’  dedicata ai militari statunitensi in giro per il mondo; il video su Youtube – ma si trova anche altrove – è stato visto quasi due milioni e mezzo di volte.

Segue la mia traduzione del testo della canzone e dei due brani parlati, che provengono – almeno il primo – dai discorsi del generale Patton.

Il lettore italiano difficilmente cogliere i numerosi riferimenti biblici.

“Ho la presa e i denti di una macchina per uccidere
devo farti sanguinare quando si accende la luce verde
meglio credermi, sono in una zona che deve ancora esistere,
dal mio Yin al mio Yang al mio Yang Tze
sorridi quando arrivi da me,
perché io vincerò, sono unico nel mio genere e porterò la morte
al luogo in cui ti troverai: un altro fiume di sangue scorrerà ai miei piedi
forgiato in un fuoco acceso tanto tempo fa, stammi accanto, non starai mai da solo
sono l’ultimo ad andarmene, ma il primo a venire
Signore, fammi morire prima di farmi invecchiare
io mi nutro della paura del diavolo che vedo nelle facce dei nemici nel mio mirino:
mira con la mano, spara con la mente, uccidi con un cuore come il ghiaccio dell’Artico.

Sono un soldato, e sto marciando
sono un guerriero e questa è la mia canzone

Mi crogiolo al calore di una guerra che sorge, devasto il terreno della spiaggia nemica
sguazzo nel sangue versato a terra, e se qualcuno resta in piedi ucciderò ancora
colpo in canna e un fuoco dentro di me, come una sigaretta gettata nella benzina
se la morte non ti fa paura, lo giuro, avrai paura di questi piedi che marciano

Vieni all’incubo, vieni da me, giù in fondo al buio dove si trova il diavolo
tra le fauci con le mascelle e i denti di acciaio
dove arde la pece e piange l’angelo
invoca gli dèi se io attraverso la tua strada e la mia figura sta appesa come un sacco per cadaveri
la speranza è da lungo tempo scomparsa, l’ombra della morte è quella che getto.

Sono un soldato, e sto marciando
sono un guerriero e questa è la mia canzone
i miei occhi sono di acciaio e il mio sguardo è lungo
sono un guerriero e questa è la mia canzone

Sono uno cattivo e voglio portare il lutto
e la più piccola parte di me è ancora fuori dalla tua portata
la macchina per uccidere compierà il gesto
finché i fiumi non si prosciugheranno e se ne va il mio ultimo respiro
mento all’aria e la testa in alto
mi metterò di traverso alla fila del nemico
non provare paura, conosci il mio orgoglio:
per Dio e la Patria porrò fine alla tua vita

Sono un soldato, e sto marciando
sono un guerriero e questa è la mia canzone
i miei occhi sono di acciaio e il mio sguardo è lungo
sono un guerriero e questa è la mia canzone

(parlato)

Andremo e spareremo a quei bastardi, strapperemo dai loro corpi ancora vivi le viscere e le useremo per ungere i cingoli dei nostri carri armati, assassineremo quei bastardi pidiocchiosi… conosci quei figli di puttana, sapete quanto li odio.

I’ve got the reach and the teeth of a killin’ machine,
with a need to bleed you when the light goes green
best believe, I’m in a zone to be, from my Yin to my Yang to my Yang Tze
put a grin on my chin when you come to me,
‘cuz I’ll win, I’m a one-of-a-kind and I’ll bring death
to the place you’re about to be: another river of blood runnin’ under my feet
forged in a fire lit long ago, stand next to me, you’ll never stand alone
I’m last to leave, but the first to go, Lord, make me dead before you make me old
I feed on the fear of the devil inside of the enemy faces in my sights:
aim with the hand, shoot with the mind, kill with a heart like arctic ice

I am a soldier and I’m marching on
I am a warrior and this is my song

I bask in the glow of the rising war, lay waste to the ground of an enemy shore
wade through the blood spilled on the floor, and if another one stands I’ll kill some more
bullet in the breach and a fire in me, like a cigarette thrown, to gasoline
if death don’t bring you fear, I swear, you’ll fear these marchin’ feet
Come to the nightmare, come to me, deep down in the dark  where the devil be
in the maw with the jaws and the razor teeth,
where the brimstone burns and the angel weeps
call to the gods if I cross your path and my silhouette hangs like a body bag
hope is a moment now long past, the shadow of death is the one I cast.

I am a soldier and I’m marching on
I am a warrior and this is my song
my eyes are steel and my gaze is long
I am a warrior and this is my song

now I live lean and I mean to inflict the grief,
and the least of me is still out of your reach
the killing machine’s gonna do the deed,
until the river runs dry and my last breath leaves
chin in the air with a head held high,
I’ll stand in the path of the enemy line
feel no fear, know my pride:
for God and Country I’ll end your life

I am a soldier and I’m marching on
I am a warrior and this is my song
my eyes are steel and my gaze is long
I am a warrior and this is my song

we’re going to go and shoot the bastards, we’re going to cut out their living guts and use them to grease the treads of our tanks, we’re going to murder those lousy bastards, … you know them sonofabitches, you know how I hate ‘em

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38 Responses to “strapperemo dai loro corpi ancora vivi le viscere e le useremo per ungere i cingoli dei nostri carri armati”

  1. PinoMamet says:

    Di tutto quanto, quello che mi impressiona di più è che quando sento il cognome De Vito non penso neppure all’attore americano, ma al compagno di classe di mio fratello…

    comunque, al di là del genere musicale (non di mio gusto particolare) le canzoni “truci” sono una specialità militare non da ieri (me ne avevano linkata una di paracadutisti russi in Afghanistan, ma penso che gli esempi si sprecherebbero).

    (Non è il solo tipo di testi militari: quelle alpine italiane ad es. sono molto diverse nei contenuti e nei toni).

    Comunque, assodato che “ti strappo le budella, sono il diavolo in persona ecc. ecc.” come topos militare, la cosa interessante sarebbe paragonare le rispettive retoriche:
    disperata vs trionfante,
    biblica vs miscredente o blasfema,
    “credo nella mia patria” vs “non credo in niente” ecc. ecc.

    PS
    Non c’è bisogno di aggiungere che la canzone, ce ne fosse il bisogno, prova che “noi amiamo la vita, loro amano la morte”, è una cazzata pazzesca.

  2. PinoMamet says:

    Noto anche (non solo da questo link) che ai soldati americani piace definirsi “guerrieri”;

    non solo è una denominazione che avrebbe fatto ridere tutte le persone che ho conosciuto e che la guerra l’hanno fatta davvero;

    ma deve essere anche un segnale di qualche cambiamento sociologico che mi sfugge.

    Come al solito, penso che, specialmente trattandosi di americani, le spiegazioni siano più nella cultura “bassa” (fumetti e derivati) che di quella “alta”; però un senso deve pure averlo questa inflazione di “guerrieri”.

    • Francesco says:

      soldati professionisti, non militari di leva

      famiglie di ufficiali con lunga tradizione di servizio militare

      credo che molto della spiegazione sia in questo

  3. PinoMamet says:

    Per chiarezza (mi scuso per la pedanteria)

    la definizione di “guerrieri” applicata ai soldati di oggi avrebbe fatto ridere le persone che ho conosciuto che han fatto la guerra non perché queste persone fossero più “guerriere” dei soldati americani attuali;
    ma al contrario perché mi sono sembrate sempre persone assolutamente normali, che non si rispecchiavano affatto nei ruoli che la retorica ufficiale gli buttava addosso.

    “soldati” sì, certo;
    ma “guerrieri”? a chiamare così il vecchietto reduce dell’Abissinia vi avrebbe riso in faccia, probabilmente.

  4. Pierluigi says:

    ho pubblicato un commento ironico su youtube e mi hanno massacrato di insulti.
    Brutta gente. Le SS cantavano qualcosa di molto simile, in tedesco, 70 anni fa.

  5. rosalux says:

    Beh, molto nel tuo stile, no? Bella furia, bella passione per la morte, un piccolo switch e se ci metti quale riferimento diverso diventa una delle tue canzoncine di Hamas sputata. Il testo non è neppure poeticamente malvagio, al di là dei contenuti…

  6. Per Rosalux

    Non mi ricordo di aver pubblicato canzoncine di Hamas, forse mi sbaglio. A me non piacciono particolarmente.

    • Ritvan says:

      Sì, Miguel, le “canzoncine” di Hamas non le hai pubblicate e forse è vero che non ti piacciano “particolarmente”:-) (dal solo punto di vista estetico?) , ma credo che l’aggettivo possessivo usato da rosalux fosse riferito al fatto che Hamas ‘O Resistente, invece, indubbiamente ti piace (particolarmente o meno:-) ). Ecco, molto immodestamente:-) mi permetto di riformulare la frase “incriminata” di rosalux così:”Bella furia, bella passione per la morte, un piccolo switch e se ci metti quale riferimento diverso diventa una delle canzoncine del tuo Hamas sputata”.
      P.S. E, per favore, non mi rispondere che non sei il proprietario di Hamas, eh!:-)

  7. Per PinoMamet

    Certo che esiste da sempre una retorica canora bellica.

    Quello è l’elemento comune, già noto e quindi il meno interessante.

    La cosa interessante è cogliere ciò che distingue questa canzone da altre canzoni di combattenti, ad esempio inglesi, tedeschi, francesi, israeliani, islamisti, nazionalisti arabi, turchi, cubani, messicani (dei russi non so nulla).

    Ci sono diversi punti, e sono tutti decisivi per cogliere la particolarità della cultura statunitense. Uno – il riferimento al “guerriero” – lo hai colto bene.

  8. Moi says:

    Nessuno si è soffermato sull’ Immaginario del primo link di Miguel, ci penso io

    : MMA (sport da combattimento in cui si autodefiniscono tutti “striker + grappler = warrior” nel senso che sono botte di ogni tipo e arto in piedi e lotta a terra con “chokes” e “locks” ) , con energumeni tatuati e pelati.

    E’ un mondo in cui, per riallacciarsi a un vecchio intervento di PinoMamet sulle moschee profanate … vede “miracolosamente” rispetto profondo tra “fascisti” e “comunisti” purché i secondi siano dell’ “ex Europa dell’ Est”.

    Mi spiego meglio: come fece giustamente notare Pino, ragazzi ventenni dell’ Est (da non confondersi con “Oriente”… sarebbe interessante notare questo uso ben netto e inconciliabile fra “Est” e “Oriente”, geograficamente invece quasi simonimi) “nati mentre il Bolscevismo moriva” (sintetizzo io) non hanno nessun ricordo dell’ URSS & Paesi-Satelliti quindi sono liberi di mitizzarli a piacimento … a loro non frega più di tanto di cosa hanno patito nonni e genitori: basta solo sapere che dagli anni ’20 agli anni ’80 le loro città non evocavano Paradisi del Sesso High Quality Lower Cost … ma scatenavano timori e paure di una “Super Potenza”, come scrivevano i giornalisti una volta. E a loro interessa solo questo.

    I “fasci” di ultima generazione sono invece convintissimi che il Fascismo fosse un periodo di grande splendore e rispetto all’ estero per l’ Italia … da contrapporre allo sfacelo morale de “La Casta” e dei “Bunga Bunga”. In fondo erano in prima elementare quando Prodi vinse nel 1996 e non ne hanno perciò alcuna memoria storica.

    Il termine “guerriero” pesca a piene mani dai cartoni animati e dai telefilm ambientati in periodi pre-industriali … nonché scenarii post-atomici.

    Per i fighters (altro termine, usato però in contesti MMA ufficiali) USA è l’ intera Storia del loro paese a essere “fica” … Storia fin’ora breve, ma sempre vincente (noostante tutto) e soprattutto sempre temuta.

    Ci sono anche molti maghrebini in questo ambiente MMA, un campione italiano a livello mondiale, tale Petrosyan” è di origine armena … cmq questi ventenni extracomunitari sono rispettati dai loro compagni di palestra “fasci”, che anzi li considerano integrati nella “Warriors Community” … chi ne è fuori sarebbe infatti un cagasotto, uno sfigato, una checca borghese che se lo provocano e/o attaccano per strada, anzicché farsi valere in una risa va a sporgere denuncia perché non avrebbe le palle.

    Infondo, un rispetto sincero, mentre i giovani di sinistra sostanzialmente vorrebbero il voto dei “Migranti” essenzialmente per cacciare Berlusconi per via urnale.

    • Moi says:

      Dimenticavo : nelle MMA (Mixed Martial Arts) NON sono consentite gimmick e drammatizzazioni prima del match come nel pro wrestling, nel puroresu giapponese o la lucha libre messicana … il tatuaggio è tutto ciò che un giovane ha per esprimere la propria personalità.

      Non saprei se ci sono combattenti del Maghreb con dei versetti coranici tatuati addosso … probabilmente no, ma se ci sono passano inosservati. Anche perché ben pochi del pubblico MMA (a parte i maghrebini stessi, ovviamente) sanno leggere e capire l’ Arabo, riuscendo a decriptare quelle “ondulate striscioline costellate di puntini”.

    • Peucezio says:

      Un solo appunto: i nonni e i genitori dei ragazzi dell’Est quasi sempre hanno un ricordo positivo dell’epoca sovietica, perché la associano a ordine, stabilità, occupazione, pane per tutti anche se senza lussi . C’è da dire che una grossa parte di chi ha patito a causa di quei regimi, non può più raccontarcelo (perché “patire” spesso si identificava con lasciarci la buccia).

  9. Moi says:

    Ovviamente: l’ Armenia NON è Maghreb … era per dire che l’ Armenia è cmq un paese “extra e povero” mentre gli USA e la Svizzera sono solo “extra”.

  10. Moi says:

    Scusate, ma come mai quel riferimento allo Yin e allo Yangnella canzone ?

    I ” mma fighters / warriors / marines ” [sic] come il Wes Combs del link conoscono il Taoismo ? Se ne interessano ? … Mi sorprenderebbe.

  11. PinoMamet says:

    I riferimenti biblici li vedo balenare qua e là, ma non sono così esperto di esegesi biblica da rintracciarli con esattezza
    (non solo la pece che brucia e l’angelo che piange, ma anche certe descrizioni di desolazioni di battaglie che fanno tornare vagamente alla memoria- vagamente per un italiano- alcuni passi profetici: Geremia?)

    Interessante anche lo Yin e lo Yang individuato da Moi (lo Yang Tze credo sia stato buttato lì per ragioni di rima, ed è anche un avvertimento alla Cina: l’avversario del futuro?) che fanno pensare alla cultura orientale ormai pienamente integrata nel sistema mentale americano, nella sua forma sputtanata/new age.
    E ovviamente il mondo delle “arti marziali”, grande forgiatore della retorica moderna dei “guerrieri” (anche in questo do credito a Moi).

    “Aim with the hand, shoot with the mind” sembra ripreso da qualche consiglio di istruttore di tiro new age, in effetti
    (“L’uomo che fissava le capre” penso possa essere un riferimento da tenere a mente per capirà la mentalità di queste persone, che esistono).

    Una cosa che distingue questa canzone da altre “da duri” che mi è capitato di sentire
    (francesi, spagnole, italiane e russe, quindi nessuna di Hamas :) )
    è che qui sembra quasi assente (c’è solo in qualche passaggio, ma appena appena) la retorica del “disperato”, del “bel perdente”, dello sconfitto dalla vita che non ha più nulla da perdere.

    No, questa qui dice chiaramente “io vinco”, chi la canta afferma di combattere non perché non crede più in niente, ma al contrario perché crede fermamente in qualcosa
    (for God and Country);
    inoltre c’è spazio anche per l’immancabile credo americano “io sono speciale, diverso dagli altri, un vincente” (“I’m a one-of-a-kind”)

    Ciao!

    • Moi says:

      E dire che questo personaggio del “Reduce Sfigato & Abbandonato” ha sempre accompagnato l’ Immaginario post Vietnam.

      Il famoso Rambo è diventato un’ icona del Reaganismo … ma il romanzo originario First Blood aveva ben altro epilogo.

      … paradossale il ” Rambo III ” oggi : l’ Eroe a Stelle & Strisce va in Afghanistan ad aiutare gli allora Valorosi Guerrieri Taliban contro i Cattivissimi Sovietici. Un film analogo lo fece praticamente subito dopo il Marc’Antonio Svedese, di nuovo nel ruolo di un Russo, Dolph Lundgren : Red Scorpion .

      Essendo oramai tempi di perestrojka _ e in effetti “Rambo III” aveva ormai un po’ il sapore d’una minestra scongelata e riscaldata_ fu scelto l’ espediente narrativo del Soldato Sovietico Pentito che si unisce agli indigeni dell’ Africa Nera contro l’ Export Guerrafondaio del Comunismo.

      ______________

      Evidentemente c’ è qualcosa oggi che rende improponibile un dibattito dell’ opinione pubblica sulle guerre USA come ai tempi del Vietnam, quando l’ Europa era “più furba” ed evitava il più possibile che i Nemici degli USA divenissero anche i suoi.

    • Francesco says:

      Guarda che dice anche “io muoio” e non lo fa perchè non cìè che il Nulla e vuole sfidarlo con maschio cipiglio guerriero ma per “God and the country”.

      Probabilmente è una contraddizione insita nel fare la guerra, la certezza di vincere e di essere più forti (sennò scappi) e la consapevolezza di morire (sennò sei proprio scemo).

      Non so se è peggio un guerrierio con una causa o uno senza: chi dei due si ferma prima?

  12. be’, la Wermacht non accettava tra le sue schiere soldati di colore. è già un progresso.

  13. OPS! Manco quello!

  14. Jam says:

    …Bob Marley:
    ” redemption song”
    Old pirates yes they rob I
    Sold I to the merchant ships
    Minutes after they took I from the bottom-less pit
    But my hand was made strong
    By the hand of the almighty
    We forward in this generation triumphantly
    Won’t you help to sing these songs of freedom
    Cause all I ever had redemption songs, redemption songs

    Emancipate yourself from the mental slavery
    None but ourselves can free our minds
    Have no fear for atomic energy
    Cause none a them can stop the time
    How long shall they kill our prophets
    While we stand aside and look
    Some say it’s just a part of it
    We’ve got to fulfill the book
    Won’t you help to sing these songs of freedom
    Cause all I ever had redemption songs, redemtion songs

    these songs of freedom songs of freedom…

  15. Leo says:

    If this is the imagination world of the Emperial Army..maybe it will be worth to give a look at those of their “adversaries”
    http://www.youtube.com/watch?v=_qmCwn3zOFM&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=NRjcFbBAPC8&feature=related
    Please Notice the difference in words and symobolisms…if there is a clash is not between civilisations.. more it looks against Civilisation.. and the “warriors” are not on the opposite site

  16. Leo says:

    Sorry I mean the “warriors” are on THE OPPOSITE site

  17. For Leo

    Thank you very much for the very interesting video. You understood exactly what I meant to say about looking at the differences.

  18. PinoMamet says:

    Mo’ che mi ci fai pensare:
    si potrebbe paragonarla anche con quella del mercenario italiano in Africa, ricordi Miguel?
    La avevi postata nel vecchio blog, ma mi sfuggono i particolari…

  19. Moi says:

    Torno un attimo su una cosa accennata prima :

    ma se un giovane musulmano combattente (anche “solo” da ring, eh !) decide di tatuarsi addosso versetti del Corano sarebbe considerato un gesto “blasfemo” o “devoto” ? … la questione tatuaggi, sputtanatissima come moda ma tant’è, è sempre molto controversa : in teoria l’ Antico Testamento ne parlerebbe male, però il Nuovo Testamento e il Corano non mi pare che ne parlino, né tanto meno il Magistero della Chiesa.

    • Moi says:

      Levitico 19:28

      _____

      E’ interessante cmq secondo me notare come la Colonizzazione Culturale USA abbia dato frutti fecondissimi : se andate a vedere questo genere di dispute su siti e forum di “demicultura” basta sapere dell’ esistenza di un Magistero della Chiesa per passare da teologi !

      Molto anticlericalismo di ultima generazione accusa di ipocrisia i Cattolici che non applichino la Bibbia alla lettera parola per parola … senza distinguo alcuno con i Protestanti.

      • Moi says:

        Una volta avevo letto una pubblicità degli “henné” che diceva che si tratterebbe di un compromesso per poter continuare ad essere musulmani e “tatuati” … sì, insomma una cosa molto “all’ Italiana” del tipo :

        ” Fatta la Sharia trovato l’ Inganno ! ” ;-)

  20. PinoMamet says:

    Devo dire Moi che le tue curiosità a volte mi stupiscono!

    • Moi says:

      Pino … ti stupisci nel bene o nel male ?

      • PinoMamet says:

        Moi, mi stupisco semplicemente :)

        è che in un blog dove si parla di una canzone guerrafondaia americana, per finire a parlare di musulmani tatuati ci vuole un discreto talento ;)

        comunque non ho personalmente idea dei problemi che poni: per l’ebraismo i tatuaggi dovrebbero essere teoricamente proibiti, mi sa, per l’Islam non ne ho idea, poi ovviamente ognuno credo che si regoli come gli pare (esattamente come per le diverse regole alimentari).

        Ciao! :)

        • Moi says:

          Ma forse neanche troppo … :-)

          Guarda i tattoo di Wes Combs nel primo link di Miguel :

          mi pare che attingano a piene mani da quel Satanismo di paccottiglia della musica Heavy Metal … e anche la musica della canzone guerrafondaia mi pare che sembri un po’ una marcia suonata a percussioni che non mi sembrano tamburini ;-) e a chitarra elettrica.

          Sicuramente chi manda i Marines a fare i “World Police” si sente rassicurato ad avere energumeni simili a rappresentare la propria parte … però penso che in privato li disprezzi per quei modi e vezzi estetici che eufemisticamente possiamo definire “rudi”.

  21. Scusate, non riesco a resistere.

    1)http://www.youtube.com/watch?v=tLhLAO8lxnM&feature=related

    2)http://www.youtube.com/watch?v=RBrzLjJBZFU

  22. Moi says:

    Scusate, ma chi è questo Rucka Rucka Ali (che dall’ aspetto non si direbbe affatto un WASP) ?

    … la cosa che più mi sorprende è lo stile e l’ immaginario ” leghista ” di questa presunta “parodia” in Inglese con accento arabo (?) :

    http://www.youtube.com/watch?v=XNrsRfUxdSY

    … clickate solo se siete di stomaco molto forte, dimenticate il politically correct !

  23. mirkhond says:

    In Bosnia e in Albania il tatuaggio era presente anche in comunità musulmane ancora ai primi del XX secolo e viene interpretato come un retaggio illirico.
    Quanto al rapporto rudezza dei marines e approvazione/disprezzo da parte di chi se ne serve, anche nella Roma imperiale vi era qualcosa del genere da parte dell’aristocrazia senatoria nei confronti dei legionari stanziati sulle frontiere.
    Nel 193 d.C., Settimio Severo, governatore della Pannonia, fu acclamato imperatore dalle legioni locali, in prevalenza illiri più o meno romanizzati.
    Il senatore Cassio Dione, appartenente alla parte greca dell’Impero Romano (Bitinia), ci da una descrizione dell’arrivo a Roma di queste truppe che scortavano il nuovo imperatore:
    “Un’ accozzaglia di soldati dall’aspetto perlopiù selvaggio, che parlavano quasi tutti una lingua orribile ed erano zotici nella conversazione”.
    Teniamo conto che gli Illiri fin dall’epoca di Marco Aurelio (161-180 d.C.) fino a Giustiniano I (527-565), giocarono un ruolo sempre più fondamentale nella sopravvivenza della Romània, nell’esercito e fino al soglio imperiale.

  24. Jam says:

    …chez i musulmani (non talibani) il tatuaggio non é haram, anzi le donne nomadi afghane, ma anche quelle arabe, hanno sempre utilizzato piccoli tatuaggi sul volto; ideogrammi minimi con significati iper. L’henné nel suo tipico rosso non é per tatuaggi definitivi, e quando si é cercato di produrre un’henné nera per tatuaggi persistenti, si é rivelata essere molto tossica. L’henné é per i capelli e per i tatuaggi temporanei, senza incisioni, che si cancellano in alcuni mesi. In India sia le donne indù che quelle musulmane utilizzano tatuaggi decorativi all’henné, perché Allah ama l’henné, ma anche Brahma ama l’henné, e questi decori sono una benedizione.
    Nei mai del sud, adesso é diventato anche un business, ma il tatuaggio nella sua origine é sacro.
    Il tatuaggio é un’arte, un talismano protettore, un vestito ed anche un’iniziazione, un battesimo.
    Essendo un gesto iniziatico é impregnato di messaggi esoterici, i simboli ed il dolore, il modo e l’età fanno diventare l’adolescente un warrior, ma non inteso come nella canzone del post, ma un worrior in quanto eroe, ed eroe perché rilegato soprattutto tramite il disegno sulla pelle all’Avo mitico dell’inizio, al totem, cioé all’albero cosmico cioé alla croce. Io sono convinta che lo Spirito Cristico, fosse già fra gli abitanti del Sud Pacifico o Oceania, anche prima dell’arrivo dei missionari, i quali purtroppo hanno imposto esclusivamente il loro modo di vedere la croce, perseguitando ed impedendo agli autoctoni di vivere la loro croce, anche a modo loro. Invece di aprire un dialogo é cominciato uno sterminio, e l’arte del tatuaggio come quella della danza rituale, x sopravvivere ha dovuto nascondersi nelle caverne e nelle isole e atolli più remoti. Soltanto negli ultimi 20 anni stanno ritornando con fierezza alla luce del sole.
    Il tatuaggio é un linguaggio, un’appartenenza etnica, una benedizione: l’inchiostro non é altro il sangue dell’antenato (l’Uomo Universale) che illumina e disegna il vivente.
    E’ scandaloso e tristissimo accorgersi come questi popoli siano stati privati della loro storia, delle loro origini, ed abbiano subito lo sguardo disprezzante che li catalogava come inferiori anche perché tatuati! Hanno cioé subito una forma di crocefissione.
    I Maori di New Zeland, che non sono i Mahori di Tahiti, si tatuano soprattutto sul volto ed é dolorosissimo! Per alcuni mesi riescono a mangiare soltanto attraverso un imbuto! Questo x’ arrivando in New Zeland, dove il clima é più freddo, questi polinesiani hanno cominciaato a vestirsi, ma siccome i tatuaggi dovevano essere assolutamente visibili, evidenti, eclatanti, li hanno concentrati sul volto. Basti pensare ai giocatori all blacks, questo rugby guerriero, che utilizza le stesse tattiche rituali delle danze prima della battaglia volte a spaventare il nemico. Le smorfie terribili dei giocatori di rugby non sono altro che…
    Maururu, ia ora !

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