Haim David Fisher a Dubai. Dove incontriamo sceicchi, torri rotanti e torri cadenti, vinai, bancarottieri fraudolenti, la Creatività Italiana, Ferrari rombanti, camerieri re di Scozia e molti, molti giornalisti cialtroni

“Quelle Ferrari valgono oltre 5 milioni di euro e sono arrivate da Dubai. E’ la gita del Ferrari Owners Club di Dubai: prima tappa la Versilia per poi proseguire per maranello. Per una sera Forte dei Marmi è stata bloccata per permettere ai proprietari delle Ferrari di cenare al mitico ristorante Lorenzo. I fans del Cavallino erano in visibilio”

Ventisette Ferrari da Dubai in giro per la Versilia, Il Tirreno, sabato 08.05.2010

Arrivano gli arabi, bloccano Forte dei Marmi, e nessuno si lamenta.

Non è affatto vero che cristiani, ebrei e musulmani non possano convivere felicemente. Basta che tutti e tre abbiano i soldi, comunque procurati.

E che i giornalisti si limitino a prendere per oro colato i comunicati stampa degli interessati, lasciando a noi blogger l’ingrato compito di indagare, senza essere pagati da nessuno e rischiando querele.

Prendiamo il caso delle Torri Dinamiche del signor Haim David Fisher, nato a Tel Aviv e laureatosi nel 1976 a Firenze, una città che è diventata la sua seconda patria. Anzi, per motivi che capirete alla fine di questo post, la sua unica patria.

Le Torri Dinamiche dovrebbero sorgere prima di tutto a Dubai, poi a Mosca, New York, Miami e Milano. La torre di Dubai avrà un bel po’ di piani (59 secondo i conservatori, 68 per i moderati,  80 secondo gli estremisti). Ogni piano girerà su se stesso, per cui tutto il grattacielo avrà una forma continuamente fluttuante, non turbata dall’eliporto a scomparsa.

Un sistema di ascensori porterà le auto direttamente nelle case dei proprietari, che potranno così provare la suprema felicità di guardare il deserto o il mare inquinato di Dubai da dietro la propria Ferrari.

dubai-tower-ferrariDove sorgerà la Torre non è chiaro – alcuni dei bellissimi modelli ce la fanno vedere sulla terraferma,

dubai-torre-terra
altre in mezzo al mare.

dubai-waterNon solo: la torre funzionerà esclusivamente con energia eolica, diventando totalmente ecosostenibile, anzi produrrà pure energia in eccesso; e richiederà pochissima manodopera, perché verrà prefabbricata dal Gruppo Gedi di Altamura, in Puglia  e assemblata sul posto.

E così,

“«Se, infatti – ha spiegato Fisher – un piano di un grattacielo ‘normale’ si costruisce in tre settimane, quello della Rotating Tower è pronto in soli tre giorni e, anziché 2000 operai ne servono solo 90».

In un articolo dal significativo titolo, “La creatività italiana porta a Dubai una nuova era dell’architettura“, leggiamo:

“Un’altra novità che caratterizza la Rotating Tower è il suo uso dinamico dello spazio, che si adatta alla natura ma anche alle nostre esigenze e, perché no, ai nostri capricci. Grazie ad un meccanismo che consente ad ogni piano di ruotare in modo autonomo, in ogni momento sarà possibile scegliere il panorama che vogliamo vedere dalla nostra finestra, decidere come sfruttare la luce del giorno o lasciare che sia una lenta rotazione a farci godere della natura circostante. La forma e il profilo esterni della Torre potranno così mutare costantemente, dando vita a un nuovo modo di concepire l’architettura: non più fissa e immutabile, bensì dinamica.”

Come dice Repubblica, “l’idea è semplice ma meravigliosa”.

Per Panorama: “La prossima meraviglia di Dubai, una torre rotante che parla italiano”

Per Repubblica (ancora): “Quando la tecnologia pugliese conquista Europa e Oriente”

Per Archimagazine: “L’architettura del futuro parla italiano.”

Per Edilportale: “La creatività italiana debutta a Dubai.”

David Fisher non trascura nemmeno la propria città d’elezione. Al Salone del Mobile di Firenze, Fisher ha messo a nudo il proprio cuore:

“Il suo desiderio più grande è costruire anche nella sua Firenze un grattacielo rotante, «se non di 70, almeno di 10 piani».”

Coniugando furiosamente Modernità e Tradizione, il giornalista aggiunge:

“Ma perché proprio a Firenze, culla del Rinascimento, è nato il grattacielo del futuro? «Perché solo dove c’è la storia – ha detto Fisher – ci può essere il futuro».”

Nel novembre del 2008, il progetto ha fruttato a Haim David Fisher il titolo – sulla fiducia – di  Worldwide Architect of the Year per il 2008 dalla DBA (Developers & Builders Alliance), una misteriosa associazione patrocinata da Donald Trump.

Il 6 ottobre 2009, David Fisher ha tenuto anche una lectio magistralis” al Portici Hotel di Bologna.

“Lectio magistralis” è un termine che associavamo di più alle università che agli alberghi; comunque, se mancava l’accademia, l’impresa era ampiamente rappresentata dalla CNA Emilia Romagna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa Regionale dell’Emilia Romagna), da Vasco Errani, Presidente della Conferenza Stato Regioni e dal Sottosegretario alle Infrastrutture Mario Mantovani.

All’evento, David Fisher ha esposto una filosofia che deve aver esaltato gli imprenditori romagnoli:

“Il suo interesse per la tecnologia edilizia rimanda alla sua Firenze, città d’arte, città che ha dato al mondo scienza, tecnologia e invenzioni che hanno cambiato il mondo. L’idea di dare movimento agli edifici è una risposta filosofica alla vita che cambia così in fretta, maturata forse fin dalla sua infanzia guardando il tramonto del sole che scendeva sul Mediterraneo.

Secondo l’Arch. Fisher, il tempo è la dimensione più importante della vita poiché strettamente legata alla relatività. Il suo nuovo grattacielo, la Rotating Tower, “forgiata dalla vita, progettata dal tempo, deve essere considerata l’inizio di una nuova Era dell’architettura”.”

Curiosamente, lo studio di Fisher è stato fondato nel 2006, cioè lo stesso anno a cui risale il primo annuncio della torre. Dice Fisher:

“Mi trovo circondato da quelli che probabilmente sono i più famosi ingegneri di grattacieli. I miei consulenti sono, probabilmente, i nomi migliori del mondo”.

Gli unici nomi associati al progetto sono sempre gli stessi quattro: David Fisher, ideatore; Fabio Bettazzi e Marco Sala, “con la collaborazione” di Leslie Robertson.

Leslie Robertson è un anziano signore, che ha l’ambigua reputazione di aver ideato l’incrollabile struttura delle Torri Gemelle, anche se dopo l’11 settembre, sembra che sia diventato più modesto nel vantarsene.

Non posso passare la vita a cercare su Google, ma finora di Marco Sala e Fabio Bettazzi, ho trovato tracce unicamente in relazione al progetto delle Torri Dinamiche: per il resto, nemmeno un garage a Scandicci, a quanto pare (prontissimo comunque a correggermi).

Il Gruppo Gedi di Altamura, del geometra Graziantonio Pallotta, indubbiamente esiste, e opera nel campo degli appalti pubblici e della generale cementificazione del territorio da vent’anni. E certamente tiene in piedi il locale gruppo basket, di cui è presidente onorario il senatore del PD, Salvatore Tomaselli. Nichi Vendola si è pure portato dietro il geometra Pallotta e l’architetto Fisher in un viaggio in Cina, che un invidioso giornalista di destra ha chiamato una “spedizione blindata”.

David Fisher, invece, vanta a proprio credito un’unica opera: l’ideazione di un bagno, denominato “Smart Bathroom by Leonardo da Vinci“, attualmente sciacquante e scaricante in un albergo di Dubai il cui nome viene variamente scritto come “Le Meridian” (nei testi pubblicitari di David Fisher) e “Le Méridien” (sul sito dell’albergo stesso).

Haim David Fisher si è vantato di aver ricevuto una “laurea presso l’Istituto Pro Deo dell’Università di Harvard” , un riferimento che è scivolato via dal suo sito quando qualcuno ha fatto notare che non esisteva all’Università di Harvard alcun “Istituto Pro Deo”.

Noi invece conosciamo molto bene qualcosa che si fa chiamare Pro Deo University of Albany, con varie latineggianti varianti, ad esempio, la “Patriarchal Studium Generale Universitas Pro-Deo”.  [1]

Un’università di cui ci siamo già occupati ampiamente su questo blog.

Questa università opera in tutto il mondo – il laureato più noto è George Popper (Popper György), un ungherese-israeliano che dirige la federazione mondiale delle guardie del corpo (IBSSA), coinvolta non si sa quanto a ragione nelle inchieste della magistratura italiana sui traffici di mercenari e nel presunto complotto per uccidere Evo Morales.

Ma forse ancora più famoso è Sua Maestà, Michael James Alexander Stewart Count of Albany, nella vita reale Michel Roger Lafosse, un ex-camieriere belga che rivendica il trono della Scozia, in fuga dall’Inghilterra dove è accusato di aver falsificato il proprio certificato di nascita.

La Pro Deo University ha numerosi “laureati” in Italia. Alcuni sono piuttosto noti, come l’on. Alfredo Biondi o   Mons. Elio Sgreccia, della cui opera come distributore di lauree potete leggere un resoconto – involontariamente esilarante – sul sito di qualcosa che si chiama Accademia Bonifaciana di Anagni, che si vanta di essere gemellata con i Papafriends.

Molti laureati della Pro Deo sono imprenditori, come Severino Barzan,  titolare della “Bottega del Vino” di Verona, che dopo aver confessato la propria scarsa propensione allo studio, racconta:

“però ho fatto felice lo stesso mio padre, perché la Prodeo University di Albany (New York), dieci anni fa, mi ha conferito una laurea Honoris Causa in Scienze Economiche e Commerciali.”

Una laurea che lo accomuna al signor Duilio Gego della Gego Motors di Catania, che ha ottenuto anche “la Benemerenza dell’Anno Mariano della Madonna della Consolazione rilasciata dal Monsignor Giuseppe D’Ascola prelato del Papa“.

Antonio Meneghetti - Associação Internacional de Ontopsicologia - Ucrânia - 2009 - entrada auditório

Antonio Meneghetti (quello che somiglia a Funari) ottiene un'altra Laurea Honoris Causa, questa volta in economia dall'Università di Dnepropetrovsk

La Pro Deo ha concesso una laurea ad honorem in fisica al creativo psico-ufologo italiano, l’ex-frate Antonio Meneghetti, fondatore dell’Ontopsicologia, di cui abbiamo già parlato qui.

Dietro la Pro Deo, troviamo sempre la figura dell’ormai anziano, ma sempre sorridente, Sua Beatitudine Dom Lorenzo Michael de Valitch, Capo di qualcosa che si chiama “Chiesa Cattolica Ortodossa Americana”, una delle più produttive fabbriche di titoli universitari, cavallereschi ed ecclesiastici al mondo. Il mistero lo svela il Corriere della Sera:

“L’ Universitas internationalis studiorum superiorum Pro Deo,  con sede a New York sulla settima Avenue, e’ in testa all’ elenco del ministero dell’ Universita’ sugli istituti stranieri che rilasciano titoli non validi per il nostro ordinamento. La sua attivita’ comunque, piu’ che didattica, e’ assimilabile a quella di un’ agenzia viaggi. Individuati gli aspiranti dottori, la Pro Deo li carica su un “charter” con destinazione USA. Viaggio, soggiorno e cerimonia costano poco meno di 10 milioni [di lire] a testa.”

Sappiamo poi che David Fisher è stato console onorario d’Italia in Israele dal 1995 al 1998, per poi rinunciare, rifiutandosi di darne spiegazione, alla cittadinanza israeliana.

Noi una spiegazione ce l’avremmo: proprio mentre faceva da console onorario per il nostro paese, David Fisher è stato il protagonista di una delle bancarotte fraudolenti più clamorose nella storia d’Israele. Riassumiamo quanto scrive il sito dello studio legale che l’ha incastrato, la Kalmanson & Co. di Tel Aviv.

David Fisher avrebbe costituito una società, la Dunhill Concern, impegnata a costruire quattro fabbriche nel deserto attorno a Beer Sheva.

Avrebbe quindi contratto un grosso prestito dal Banco di Napoligarantito da un ente statale italiano (forse in un errore di trascrizione dall’ebraico, l’ente viene chiamato Sacche).

Senza nemmeno iniziare i lavori, David Fisher si sarebbe intascato i soldi (oltre 100 milioni di Euro) e avrebbe fatto dichiarare fallimento alla ditta, la cui proprietà era nascosta dietro un prestanome, Alan Katz, il quale è poi passato a testimoniare per l’accusa.

Nel maggio 2002, un tribunale israeliano accertò la responsabilità personale di David Fisher, ma si attende la sentenza della Corte Suprema per recuperare le somme nascoste in un’inestricabile rete di ditte immaginarie con sedi in posti come Lichtenstein e le Bahamas.

Da notare che la condanna ebbe luogo diversi anni prima che David Fisher iniziasse a spacciare al mondo le Torri Dinamiche di Dubai.

Comunque, lo scorso aprile, anche nella Culla del Rinascimento, un tribunale ha condannato il creativo architetto.

Leggiamo infatti sul sito della Nazione di Firenze:

“L’architetto fiorentino di origine israeliana, Haim David Fisher, noto per il progetto della «Rotating tower» di Dubai, primo esempio di grattacielo girevole, ha patteggiato davanti al tribunale di Firenze tre anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, pena condonata da indulto. Con Fisher ha patteggiato una pena a due anni, anche questa indultata, un imprenditore greco co-indagato. La vicenda è relativa al fallimento nel ’98 della Comit, società di costruzioni di cui Fisher era amministratore unico.

L’ACCUSA – Secondo l’accusa i due indagati avrebbero dissipato almeno 70 miliardi di vecchie lire, una somma legata ad un’operazione «chiavi in mano» per la realizzazione in Israele di quattro stabilimenti e di un centro direzionale nella zona industriale di Beer Sheva per conto della società committente S. Dunhill General Industries Tio Israel ltd. Inoltre, la somma pagata a Comit per i lavori venne distratta tramite un vasto giro di fatture tra società riconducibili ai due imputati per operazioni in tutto o in parte inesistenti e che facevano perno anche su contratti in subappalto.”

Ora, nessuno sostiene che le Torri Dinamiche di Dubai siano anch’esse “operazioni in tutto o in parte inesistenti“. Le fonti concordano nel sostenere che la nuova  Meraviglia del Mondo dovrebbe essere pronta “entro il 2010″ .

Mancano ancora 45 giorni, per cui i 600 clienti che già nel 2008 avrebbero pagato un anticipo – almeno secondo Fisher – non devono disperare: la torre, come ha precisato l’inventore, si può costruire a una velocità quasi miracolosa.

Il giornalista inglese, Johann Hari, racconta del suo incontro a Dubai con un’impiegata di un Pizza Hut di Dubai.

“Chiedo alla ragazza filippina dietro il bancone se le piace qui. “Va bene”, risponde cautamente. Davvero, chiedo… io non riesco a sopportarlo. Lei sospira con sollievo e dice, “Questo è un posto assolutamente terribile! Lo odio! Ci ho messo qualche mese per rendermene conto – tutto a Dubai è falso.Tutto ciò che vedi. Gli alberi sono falsi, i contratti dei lavoratori sono falsi, le isole sono false, i sorrisi sono falsi – persino l’acqua è falsa!”

Ma lei adesso è in trappola, dice. Si è indebitata per arrivare qui, ed è incastrata per tre anni: ormai per me è una vecchia storia. “Credo che Dubai sia come un’oasi. E’ un’illusione, non è reale. Pensi di aver visto l’acqua in lontananza, poi ti avvicini e resti sola con una boccata di sabbia”.

Nota:

[1] Questa Pro Deo non va confusa – anche se probabilmente vorrebbe vorrebbe essere confusa – con l’Istituto di Studi Superiori “Pro Deo” di Roma,  attualmente la LUISS, che è un’entità per certi versi controversa, ma seria.

Print Friendly
This entry was posted in imprenditori, urbanistica and tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

21 Responses to Haim David Fisher a Dubai. Dove incontriamo sceicchi, torri rotanti e torri cadenti, vinai, bancarottieri fraudolenti, la Creatività Italiana, Ferrari rombanti, camerieri re di Scozia e molti, molti giornalisti cialtroni

  1. Francesco says:

    si possono avere anche a Milano?

    le promesse di Torri Dinamiche, intendo, che io sono un fan dei grattacieli ma qui non si costruisce mai nulla, solo promesse e cantieri aperti, pare di essere in Italia.

    ciao

  2. Per Francesco

    Vuoi le Torri Dinamiche anche tu? Sono sicuro che se chiedi al signor Fisher, te ne dà pure una in Piazza Duomo.

    • Francesco says:

      pensavo a valorizzare [bello eh?] qualche area dismessa

      poi con tutto il vento che c’è a Milano …

      PS contento che l’avvocato comunista abbia vinto le primarie a Milano?

  3. athanasius says:

    Dove sono i teocon islamici per denunciare tutto questo come un’attacco ai valori giudeo-musulmani? O qualcosa del genere.

  4. PinoMamet says:

    France’

    occhio a comprare torri in scatola di montaggio da questo Fisher, che mi sembra un tirapacchi fatto e finito!
    http://www.youtube.com/watch?v=8T1mv1XPQu4

  5. p says:

    Dovresti essere contento tu, francesco. Sulla magistratura pisapia è “berlusconiano” persino per gli imputati minori non solo per quelli maggiori. La cosa a me non dispiace, anche perché anch’io penso con berlusconi che i giudici non hanno qualche rotella a posto per fare quel mestiere.p

    • Francesco says:

      solo che non vedo come il sindaco di Milano possa essere utile al riguardo.

      peraltro, fare il giudice, come il prete e l’arbitro, è una pazzia necessaria, senza si vive peggio. fare il giudice come lo fanno in Italia è un altro genere di problema …

      ciao

  6. Jam says:

    …il disegno sarà di Pininfarina, ma la colla non so di chi?
    Speriamo non si portino direttamente sugli ascensori le ferrari esplosive, altrimenti comincia un’altro stress ed il panorama del deserto un po’ troppo caldo..
    Di fatto le ferrari si auto-infiammano, modello 458-Italia , rossa di vergogna

  7. Peucezio says:

    Sono stato ad Altamura proprio ‘st’estate, ma non ho avuto sentore della cosa, altrimenti, già che c’ero, insieme una bella “sckanata” di pane, mi rifornivo di un po’ di pezzi prefabbricati, per farmi a Milano un mini-grattacielo girevole, in modo da godermi alternativamente la vista della Madonnina e dell’Abbazia di Chiaravalle.
    Comunque dirò ai miei amici della zona di farmeli spedire per corriere con pagamento in contrassegno.

  8. Moi says:

    Ma Miguel ….

    anche gli Emirati sono wahabiti ? … nel caso, come conciliano uno sfarzo da Le Mille e Una Notte :-) , una tecnologia degna delle magie del Djinn* della Lampada ;-) con il wahabismo ? Non è un po’ “i Wahabiti non all’incirca la versione islamica degli Amish” ?

    O forse il wahabismo è classista, per cui “da Amish” ci devono vivere solo i poveri ?

    ________________

    * la traduzione che va ancora per la maggiore è “genio”, ma mi pare che sia forviante …
    no ?

  9. Moi says:

    c’ è uno sfasamento di battitura nel mio messaggio precedente : chiedevo conferma se il wahabismo condanna la modernità come l’ amishismo … anche perché mi pare che nel wahabismo ci sia lo zampino albionico (per alcuni sinonimo d’ ipocrisia fra religione e secolarismo protestante), mi pare.

    E ovviamente la “scappatoia” teologica. ;-)

  10. Per Moi

    No, negli emirati non sono wahhabiti, ma l’atteggiamento di fondo credo che sia uguale tra Arabia Saudita ed Emirati: Dio ci ha fatti ricchi, godiamoci le Ferrari, ma niente carne di maiale, insomma.

    Non so se ti ricordi di un mio post di qualche settimana fa sulle Torri della Mecca.

  11. Moi says:

    Interessante quel post … in teoria in Occidente il prevalere del profano monetizzabile sul sacro gratuito si dovrebbe chiamare “laicizzazione e secolarizzazione”, no ?

  12. PinoMamet says:

    Moi

    però non tutti i tradizionalismi sono uguali.

    I Wahhabiti penso (mi correggano i meglio informati) che siano fondamentalisti e siano contrari alle “innovazioni religiose”, o ciò che loro ritengono tale; ma penso non abbiano proprio niente contro la luce elettrica, i computer, il velcro e le Ferrari;

    i vari gruppi Mennoniti, di cui gli Amish sono i più severi (a loro volta divisi in più o meno rigidi; vabbè, poracci, sono protestanti…) credo rifiutino di mescolarsi troppo con il mondo esterno, e per questo rimangono legati a uno stile di vita che a loro appare “sanamente” tradizionale; non hanno nulla contro le moderne tecnologie in sé, ma le evitano a livello di comunità se sono giudicate troppo rischiose per la sopravvivenza della comunità stessa, o al limite troppo frivole o mondane
    (per dire, magari hanno un telefono o un’automobile, ma il loro uso severamente disciplinato);

    infine nel mondo ebraico gli Haredim sono un po’ a metà tra Wahhabiti e Amish:
    come i Wahhabiti sono fondamentalisti, ma non proprio “tradizionalisti” perché in effetti non è che il loro stile di vita sia così tradizionale… e non hanno niente in particolare contro la tecnologia (anzi costituiscono un mercato di nicchia per tutti quelli che sperimentano tecnologie alternative tipo “il telefono che puoi usare di sabato”); per altro i loro abiti tipici sono spesso di fibre sintetiche (il che permette di bypassare alcuni divieti, nella lettura ultra-restrittiva che fanno loro di alcuni passaggi biblici);
    ma come gli Amish tendono a imporre uno stile di vita diciamo “modesto” (per usare un eufemismo).

    Ciao!

  13. Spot on says:

    Complimenti per il bel articolo!

    L’ho ripreso per farci un post sul mio blog… se vuoi contribuire con dei “david fisher facts” sei il benvenuto ;)
    ciao ciao

  14. Pingback: Musulmani ganzi, musulmani sfigati | Kelebek Blog

  15. Pingback: Osama bin Laden, la videocamera e il profumo di muschio | Kelebek Blog

  16. Incredibile! allora non le costruiscono piu’ le torri! Io credevo che ci fosse solo un ritardo nella costruzione. Che beffa!

  17. Pingback: Thor Steinar: fantasie del nazismo globale | Kelebek Blog

  18. Betel says:

    L’ho conosciuto personalmente, questo tizio é solo un mascalzone..non esiste nessun superstudio, é solo una grossa montatura…:-D :-D

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>