Enel Energia Truffa I

Preciso per eventuali avvocati aziendali, che il titolo non è una mia definizione, ma una frase che, se la digitate su Google, vi darà oltre 33.000 risultati.

Sono alcuni mesi che mi trovo costretto a sbattere regolarmente la porta in faccia a qualche giovinastro incravattato che sostiene di venire da parte dell’Enel, chiedendomi una piccola firma “per avere lo sconto”, o almeno di vedere una mia vecchia bolletta.

La mia istintiva diffidenza verso questa gente ha trovato ampia conferma: conosco ormai decine di persone che si trovano in causa presso varie autorità con un’azienda privata che si chiama Enel Energia, diversa dall’Enel con cui tutti abbiamo avuto a che fare.

Persino se non firmi, a loro basta un’occhiata a una vecchia bolletta per tirare giù il tuo codice cliente e fare una firma falsa, per cui ti trovi a essere cliente di un’azienda che ti manda bollette esorbitanti, mentre l’Enel “vera” continua a mandarti le sue di bollette.

Ciò che colpisce è la dimensione della truffa: se io da solo avrò mandato via forse dieci venditori, e moltiplichiamo questa cifra per il numero di case che ci sono in Italia, siamo presumibilmente di fronte alla mobilitazione di diverse centinaia di migliaia di giovani. Più degli operai della FIAT ai tempi del massimo splendore, ad esempio.

Questi giovani non sono certamente dipendenti della fantomatica Enel Energia, per cui presumiamo che vengano reclutati per l’occasione da apposite agenzie private; che devono essere tutte in concorrenza tra di loro, altrimenti non manderebbero i ragazzi a coprire lo stesso territorio tante volte.

Ci dicono che i giovani spacciatori a volte non vengono nemmeno pagati; e probabilmente farebbero fatica a capire chi è che dovrebbe pagarli, tra misteriosi giri di ditte che cambiano nome e responsabile, fallimenti pilotati e uffici introvabili.

Però i venditori adoperano tutti gli stessi trucchi – dire semplicemente che “sono dell’Enel”, chiedere le vecchie bollette e rifiutarsi di lasciare una copia del contratto che si dovrebbe firmare, ad esempio. E le denunce e le proteste per gli stessi metodi illegali provengono da tutta Italia, per cui la colpa non è di qualche singolo venditore.

Quindi dietro queste diverse agenzie, che non saranno state messe in piedi da esperti psicologi o comunicatori, c’è evidentemente un‘unica scuola di formazione, che utilizza metodi tipicamente statunitensi di manipolazione psicologica e verbale; e possiamo presumere che questa scuola non lavori solo per Enel Energia, ma si occupi di tante analoghe imprese di spaccio di massa che hanno sostituito il lavoro in Italia. Una cultura descritta in maniera magistrale dall’ottima Michela Murgia nel suo libro, Il mondo deve sapere.

E dietro le anonime agenzie e l’anonima scuola di formazione, c’è qualcosa di ancora più anonimo: Enel Energia, che incassa allegramente quelle che devono essere ormai migliaia di denunce penali, senza che si sappia bene chi sia e nemmeno dove abbia realmente, umanamente sede.

Sappiamo solo che ha un call center a Potenza e una sede a Roma, e che Enel Energia è e non è la nostra vecchia Enel: ne è infatti una sorta di gemello privato, che non produce nulla, ma compra e rivende i servizi della vecchia Enel, mentre ruba clienti al proprio gemello con i metodi che abbiamo visto. E infatti, l’Antritust ha sanzionato ben quattro aziende Enel per queste pratiche, due anni fa.  Pratiche che continuano immutate.

Un tecnico del settore oggi mi ha spiegato qualcosa in più. La liberalizzazione del mercato dell’energia significa che una parte del mercato – quella dell’Enel storica, per intenderci – resta ancora tutelata dallo Stato, con un minimo di garanzie per l’utente.

La vera domanda non sarebbe, quindi, quanti centesimi vuoi risparmiare quest’anno (pochi, visto che il prezzo dell’energia è costituito per la maggior parte da tasse), ma vuoi essere un cliente tutelato o un cliente soggetto alle intemperie del mercato, tra cui in particolare l’andamento del mercato petrolifero.

Però pensare che un’azienda cerchi di guadagnare vendendo qualcosa, anche in maniera truffaldina, ai clienti è ancora un retrogrado pensiero novecentesco.

Infatti, mi spiega il tecnico, le aziende che sono entrate sul mercato della privatizzazione dell’energia mirano semplicemente ad accappararsi il massimo numero di contratti subito, in modo da gonfiare le proprie azioni in borsa.

Si tratta di un processo in corso da anni, in particolare negli Stati Uniti: un’azienda sana viene presa in mano da persone che gestiscono immensi capitali – molto spesso i fondi pensionistici – e sfruttata, non per produrre qualcosa, ma per operare qualche gigantesca speculazione finanziaria. Una speculazione che può implicare anche la distruzione dell’azienda stessa, nonchè danni tremendi verso i lavoratori e i clienti.

Quando avranno finito di giocare in borsa con Enel Energia, vedremo che fine faranno i clienti, volontari o involontari…

[continua…]

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3 Responses to Enel Energia Truffa I

  1. Francesco says:

    Post abbastanza datato, il primo film “Wall street” credo abbia almeno 20 anni.

    E già allora la cosa degna di nota era che l’eroe popolare divenne il cattivo, il finanziere disonesto, lo speculatore, che pure nel film finiva in prigione.

    Piuttosto, mica vivi in una zona di elettori di Berlusconi: vecchi, poveri, ignoranti? credo che gli spacciatori di queste truffe abbiano sofisticate radiografie sociali per concentrare gli sforzi dove rende. Magari frutto di esperienza storica, di quando si vendeva porta a porta pentole dal fondo sottilissimo o “grosse” di vernice.

    PS Berlusconi sta per cadere sotto i colpi del duo Napolitano-De Bortoli ma almeno il Milan è primo in classifica!

  2. flaz says:

    A Roma mi pare accada la stessa cosa con ACEA. Ultimamente sono venuti da me (varie volte) e da svariati conoscenti questi ragazzi, apparentemente a nome dell’azienda di cui hanno anche dei presunti tesserini, con la scusa di proporre condizioni più vantaggiose all’utente ACEA. Con me non hanno fatto in tempo, ma a degli amici hanno chiesto esattamente di vedere le passate bollette. La cosa che mi ha insospettito è il modo di presentarsi informale, diciamo così “giovanile”, più simile a quello dei venditori di strada. Per quanto non abbia tutta questa fiducia nello stile dell’azienda in questione mi era sembrato comunque strana questa modalità di porta a porta truffaldino per recapitare le proposte commerciali.

  3. Moi says:

    Caro Miguel,

    generalmente funzia che il giovine che prova a venirti in casa ha solo delle provvigioni sui contratti che ottiene se (!) li ottiene … altrimenti ci rimette pure le spese di bus o di benza per esser venuto sotto casa tua.

    Chi non riesce a vendere di solito non ci riesce perché non ha un volto sufficientemente da dertano con gli estranei, insomma parafrasando un po’ maccheronicamente e non molto finemente ma efficacemente l’ antico detto latino mors tua vita mea otteniamo inculata tua panis meus .

    I Capoccia fingono di non saperlo e colpevolizzano chi non vende con parametri etici da protestantesimo gringo secolarizzato d’ importazione.

    Le persone più esposte sono gli anziani, che non devono mai dire nemmeno un “sì” di funzione linguistica fàtica per telefono. C’ è gente che ha difatti così truffaldinamente venduto modem ADSL a ignare coppie umarell-zdàura che a sentir dire “PC” pensavano soltanto malinconicamente al Partito che fu.

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