Roshonara Choudhry, la Charlotte Corday dell’Islam metropolitano

“Che all’universo sorpreso questa grande azione,
Sia oggetto d’orrore o d’ammirazione
Il mio spirito, poco interessato di vivere nella memoria,
Non considera affatto il rimprovero o la gloria.”

Parole scritte su un biglietto trovato addosso a Charlotte Corday, dopo aver accoltellato Marat

roshonara-choudhry-spidermanQuesta ragazza, fotografata al museo delle cere con un noto giustiziere, si chiama Roshonara Choudhry, è inglese, figlia di un sarto immigrato dal Bengal, e ha 21 anni.

L’altro giorno, una giuria ci ha messo venti minuti per condannarla all’ergastolo, con la raccomandazione di non concederle alcuna forma di libertà per i prossimi quindici anni.

Lo scorso 27 aprile, Roshonara, che parla inglese, arabo, bengali e francese, aveva abbandonato l’università in cui studiava per diventare insegnante (era la più brava di tutti gli studenti della facoltà), perché  l’istituzione aveva creato un’unità per la sorveglianza degli “estremisti” e aveva concesso un’onorificenza a un ex-primo ministro israeliano.

Il 14 maggio, Roshonara Choudhry aveva fissato un appuntamento per farsi ricevere dal  deputato locale, Stephen Timms.

Stephen Timms è un ex-manager diventato vicepresidente del Partito Laburista, nonché ex-ministro per l’E-commerce and Competitiveness (sic!) e poi per la riforma delle pensioni, molto stimato dai finance professional.

Timms a suo tempo aveva messo la propria firma sotto la condanna a morte di alcune centinaia di migliaia di iracheni, votando a favore della partecipazione inglese all’attacco contro l’Iraq. Credo che Lombroso avrebbe trovato nella faccia di Timms tutte quelle qualità positive che tanto mancavano ai briganti terroni.

timm-stephens

Stephen Timms

Roshonara Choudhry, vestita di nero e con il hijab, si è avvicinata a Stephen Timms e lo ha accoltellato due volte allo stomaco, prima di venire trascinata via dal personale di sicurezza.

Stephen Timms è uscito dall’ospedale, pimpante come sempre, cinque giorni dopo.

Arrestata, Roshonara Choudhry si è rifiutata di riconoscere il diritto del tribunale a giudicarla. Per evitare di subire l’umiliazione di continue perquisizioni personali, non ha voluto ricevere visite in carcere.

“Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiam deciso di imprigionarli
durante l’ora di libertà”

In un raro dialogo con un interrogatore, ha detto

“Mi sento come se mi fossi rovinata il resto della mia vita. Ma sento che è giusto, perché milioni di iracheni soffrono, e dovrei fare ciò che posso per aiutarli, e non restare inattiva e non fare nulla mentre soffrono”.

Durante il processo, il giudice Cooke ha contrastato la fede cristiana di Stephen Timms con quella islamica di Roshonara Choudhry:

“‘Io capisco che lui si basa sulla propria fede, che sostiene valori molto diversi da quelli che sembrano avere spinto l’accusata.

Voi siete una giovane intelligente, che ha assorbito idee immorali e modelli di pensare e atteggiamenti errati.

Non è solo una possibilità, io spero che arriverete a capire la natura distorta del vostro modo di pensare, il male che avete fatto e che avevate intenzione di fare, e che ve ne pentirete.

Voi non soffrite di una malattia mentale. Avete semplicemente commesso azioni malvagie, freddamente e deliberatamente”.

Dicono che al momento della condanna, Roshonara Choudhry, collegata in video perché si rifiutava di essere presente, abbia sorriso.

Secondo un forum, l’indirizzo per scriverle – ovviamente a vostro rischio e pericolo – dovrebbe essere:

Ms Roshonara Choudhry
HMP and YOI Holloway
Parkhurst Road
London
N7 0NU

Né per giudicare, né per esaltare, ma solo per sapere, di cosa possa aver bisogno un essere umano.

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33 Responses to Roshonara Choudhry, la Charlotte Corday dell’Islam metropolitano

  1. Francesco says:

    Un genio la fanciulla.
    Il povero Timmons, essendo laburista, conta oggi quanto un due di spade quando la briscola sta a bastoni.
    L’Iraq si sta malamente arrabattando a dimostrate che può esistere ed essere governato in modo diverso dal saddamismo.
    E lei cerca accoltella lui per una guerra già finita, di cui non era stato uno dei fautori importanti.
    Posso fare dell’umorismo macabro? fortuna che NON è diventata un’insegnante.

    • Giordano says:

      Francesco, se noi due si vive nel medesimo emisfero e nel medesimo tempo, forse le sarà sfuggito che la guerra in Iraq non è proprio per nulla finita.
      Ma forse lei scrive dal futuro…

      • Francesco says:

        Chiedo scusa e chiarisco: la guerra di USA e UK in Iraq è quasi finita, resta la guerra civile irachena (a intensità molto diminuita), la campagna di terrore della inesistene Al Quaida, le operazioni di disturbo dei cari fratelli islamici …

        Ma qui si parlava soprattutto di fatti inglesi e sono stato sintetico

  2. Peucezio says:

    Ma le dava del voi il giudice?

    La morale che si può trarre da questa triste storia è che, in un paese che condanna all’ergastolo per TENTATO omicidio, se si deve assassinare uno bisogna farlo bene e sincerarsi che schiatti.

  3. Bel ragionamento! Merita una strofa:
    “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…
    chi ha dato, ha dato, ha dato…
    scurdámmoce ‘o ppassato,
    simmo ‘e Napule paisá!…”

  4. mirkhond says:

    Con questo gesto la ragazza ha soltanto portato argomenti a favore dell’islamofobia gia dilagante in occidente….
    Ecco vedete che abbiamo ragione noi? Vedete che sono tutti dei tagliagole?
    Poteva usare meglio la sua intelligenza….

  5. mirkhond says:

    Nel 1878, l’anarchico Passannante tentò di accoltellare il re Umberto I in visita a Napoli ex capitale delle Due Sicilie, ex regno ridotto in condizioni pietose dai piemontesi.
    Passannante riuscì solo a ferire leggermente il sovrano piemontese e il primo ministro Benedetto Cairoli.
    Venne condannato a morte, sentenza commutata nell’ergastolo (mi chiedo se coloro che urlano contro la pena di morte, preferiscano che uno viva a tutti i costi, anche se in un inferno carcerario a vita…).
    La famiglia dell’anarchico venne invece rinchiusa nel manicomio di Aversa e in ciò il liberale Piemontitalia anticipò la repressione del dissenso sovietica….
    Passannante, detenuto in condizioni spaventose in una celletta e ricoperto dei suoi stessi escrementi, venne infine trasferito nel manicomio di Montelupo fiorentino, per le pressioni di una giornalista e di un deputato, essendo ormai diventato pazzo, manicomio dove morì nel 1910.
    Cosa ottenne con questo gesto? Gli abitanti dell’ex Regno (re)insorsero contro i piemontesi?
    I Savoia ce li siamo levati dai coglioni solo nel 1946, e se fosse stato per i miei connazionali dell’ex Regno delle Due Sicilie, stavano a regnare qui ancora….

    • athanasius says:

      Ed i motivi di quest’attentato erano…quali? Dici che era anarchico, dunque non qualche legittimista borbonico che voleva capovolgere il regno dei Savoia. Gli anarchici si opponevano al potere dello stato in generale.

  6. falecius says:

    Io direi di osservare come l’omicidio politico in generale ed il tirannicidio in particolare siano da considerarsi un Valore dell’Occidente a pieno titolo, e che la signora ha mostrato di essersi perfettamente integrata in un universo valoriale che rivendica padri illustri quali Armodio, Aristogitone, Bruto (il primo), Machiavelli, de Mornay, Ravaillac, Cromwell, Felice Orsini, Guglielmo Oberdan, Gaetano Bresci, ecc…

  7. mirkhond says:

    Per Athanasius

    Dopo il 1870 gli anarchici tentarono di inserirsi nel malcontento degli abitanti dell’ex Regno delle Due Sicilie e di sfruttarlo a favore di un’azione rivoluzionaria. Vi furono gesti dimostrativi come l’occupazione di Castel del Monte nel 1874, il tentativo insurrezionale del Matese del 1877, tentativo che portò il clero e la popolazione di quest’ultima zona a simpatizzare con gli anarchici durante e soprattutto dopo, al processo.
    Ci fu il caso Passannante sopracitato.
    Ora le autorità piemontesi pensarono ad un collegamento tra la pista anarchica e quella del legittimismo borbonico. Del resto i rapporti di polizia per la Terra di Bari del 1876 e 1883, raccolti in uno studio di Tommaso Pedio, dimostrano che molti anarchici e protosocialisti napoletani (qui inteso come meridionali del continente) in realtà erano stati borbonici e, sempre stando a questi rapporti, in realtà più che un’adesione ad ideali rivoluzionari che gli erano incomprensibili, costoro cercavano in forme nuove, una possibilità di continuare una lotta contro lo STESSO oppressore.
    Infine la recente pubblicazione delle memorie del duca Giovanni Maria d’Alessandro, ufficiale borbonico, dimostrerebbero quantomeno un collegamento tra anarchici e borbonici.
    Il duca infatti, accenna all’attentato Passannante del 1878, e a quello riuscito del 1900 di Bresci. Riguardo a quest’ultimo il duca accenna a riunioni del partito borbonico che, dunque era ancora vivo, e alle possibilità di sfruttarlo per i propri fini.
    Quindi, pur partendo da ideali contrapposti, pare che i due gruppi nel periodo 1870-1900 abbiano avuto quantomeno una CONVERGENZA di interessi.
    ciao

    • athanasius says:

      Ora capisco…

      La destra d’ieri può diventare la “sinistra” d’oggi.
      O la sinistra d’ieri può diventare destra (questo accade specie se la sinsitra s’arrampica al potere).

      Reazionari e rivoluzionari (metafisicamente intesi) possono collaborare contro un nemico comune (questo fu, del resto, il principio su cui si è creata la “coalizione antifascista” nella seconda guerra mondiale).

      Puoi racommandare qualche buon libro sul fenomeno del cosiddetto brigantaggio (post-garibaldino)? Forse anche accessibile (da scaricare) in linea?

  8. Riccardo Giuliani says:

    Ho avuto modo di visionare i video di Emilio Del Giudice, fisico teorico italiano: in uno di questi egli è finito ad accennare al fatto che secondo lui il ‘900 è stato caratterizzato da 3 grandi mostri: “il nazismo, lo stalinismo… e poi un terzo che nessuno osa mai criticare”.
    Io già stavo pensando al Vaticano, ma lui afferma :”e i regimi liberal-democratici”; quelli dalla pistola più facile della morale che impongono, tanto per intenderci.

  9. mirkhond says:

    Per Athanasius
    Per Athanasius

    Sul brigantaggio postunitario puoi visionare il sito Eleaml.
    Vi troverai articoli, e anche pubblicazioni di testi dell’epoca, alcuni scritti in un italiano un pò ostico, comunque interessanti.
    Quanto a pubblicazioni sul brigantaggio postunitario, le mie conoscenze me le sono formate su testi come quelli di Michele Topa e Franco Molfese, quest’ultimo il più grande storico del brigantaggio. Non so però se le opere di questi autori sono presenti in internet.
    ciao

  10. p says:

    siamo al ritorno della lesa maestà. era meglio quando ce n’era una sola.p

  11. Peucezio says:

    Siamo sempre lì: gli attivisti o gli utopisti pronti a rischiare tutto, che potrebbero fare qualcosa di buono, fanno sempre gesti simbolici, è rarissimo che facciano qualcosa che davvero aiuti a inceppare i meccanismi, che crei problemi seri al potere, cosa che si potrebbe benissimo fare. Ci sono sempre, nella storia, alcuni personaggi chiave davvero perniciosi e la cui eliminazione cambierebbe davvero le cose.
    Solo che si identifica, stupidamente, il potere con il potere più visibile, rappresentativo, simbolico. Se uno oggi facesse fuori Obama, oltre ad avere un morto ucciso sulla coscienza, passerebbe in galera il resto dei suoi giorni o finirebbe su una sedia elettrica, ma cosa avrebbe concluso? Non avrebbe toccato i poteri lo hanno messo lì e che lo rimpiazzerebbero facilmente.
    Nel paese di origine della mia famiglia si diceva: “E’ morto zio Nicola di Ruvo e non si paga più la tassa sui fondi agricoli”, l’ingenuo cioè crede che la morte dell’esattore delle imposte (un forestiero rubastino in questo caso) comporti la liberazione dalle imposte stesse. Quasi sempre i capi di stato, i sovrani, i politici in genere (ministri, parlamentari…) soprattutto nel mondo contemporaneo sono come zio Nicola di Ruvo: intercambiabili, fungibili, morto uno se ne fa un altro.

  12. Guido says:

    Credo che il gesto vada valutato e assaporato per quello che è: vendetta. Un assassino o un complice uccide i tuoi amici e i tuoi parenti devastando la terra da cui vieni e rapinandone i beni. La questione religiosa è evidentemente irrilevante o secondaria. In casi come questo e come quelli citati più in alto di Passanante e di Bresci, la vendetta non è un’azione di guerra ma, agli occhi del vendicatore, un semplice riequilibrio etico: l’offesa è il movente che sprona all’azione. Interessante che, come tutti gli eroi mascherati, anche Roshonara Choudhry era a suo modo “mascherata”, cioè vestita di nero e con il hijab: voleva evidentemente evidenziare che dietro la sua vendetta non c’era solo la sua specifica persona.
    Nel finale di V per Vendetta, alla domanda del poliziotto Finch sull’identità del personaggio mascherato, Evey risponde: “Era Edmond Dantès. Ed era mio padre e mia madre, mio fratello, un mio amico, era lei, ero io, era tutti noi”.

    • Peucezio says:

      In questo senso è stato ancora più disastroso: pretendi di vendicare migliaia di persone tentando di ucciderne una e alla fine non le fai nemmeno niente di serio.
      A questo punto avrebbe più senso far scoppiare una bomba atomica nel cuore di Londra (o, meglio, di New York): così almeno la vendetta sarebbe un po’ più proporzionata all’offesa.

  13. mirkhond says:

    “Sanfedismo certamente non è la stessa cosa che il brigantaggio postunitario, ma c’è qualche trama che lega questi due fenomeni?”

    Beh, sì. Il malcontento, soprattutto dei ceti popolari verso tre invasioni straniere, le prime due francesi rivoluzionarie, repubblicana la prima del 1799, bonapartista la seconda del 1806-1815, e la terza infine piemontese liberale del 1860-61.
    Secondo il sostanziale affetto della popolazione regnicola, soprattutto quella del Regno di Napoli per la dinastia borbonica.
    ciao

  14. mirkhond says:

    Concordo con quanto dice Peucezio. Del resto sempre riguardo all’ex Regno di Napoli, lo aveva capito anche Ignazio Silone, il quale partendo da alcuni fatti storici, e cioè una serie di tumulti contadini, avvenuti nel 1929-33 in seguito alla crisi economica americana, Silone dicevo, crea l’ambientazione per i suoi capolavori letterari, Fontamara, Vino e Pane e Il Seme sotto la Neve, e in cui, soprattutto nel secondo e nel terzo, appare chiara l’impossibilità di un’azione rivoluzionaria per cambiare davvero le cose.
    Negli stessi anni, alle stesse conclusioni giunse anche Carlo Levi nel suo confino lucano nel 1935-36.
    Qui se qualcosa è cambiato, è stato dovuto al timore del comunismo sovietico e alle lotte operaie e sindacali, soprattutto della classe operaia del Nord.
    Del resto, anche il meridionalista Nicola Zitara, nella sua ultima intervista su youtube dello scorso 2 giugno, ha ribadito che il Sud non è pronto ad un’indipendenza, proprio perchè i gangli del potere non sono cambiati e qui, l’unica forza viva è la mafia purtroppo….

  15. Moi says:

    SE in UK ci fosse qualcosa come la Lega parlerebbero di “Richiamo della Foresta” come fece Carlo Taormina (va be’, leghista “honoris causa”) poco più di 5 anni fa :

    “Gli attentati di Londra dimostrano che se li accogli in casa, riconosci loro tutti i diritti della civile società occidentale, li consideri totalmente integrati, anche se passano generazioni, sono sempre islamici e a un certo momento sentono il richiamo della foresta. ” [sic]

    … ma in UK non potrà mai accadere, giusto ?

  16. Moi says:

    Cmq, quell’ intervento militare l’avranno votato in molti, perché la ragazza ha scelto di attaccare proprio Stephen Timms e solo lui ? … c’ era qualcosaltro di più personale ?

  17. Jam says:

    anoressia mentale
    stupidità cronica
    vendetta mafiosa
    ancora un gesto che invece di “aiutare l’iraq”, ottiene l’effetto contrario.
    Questa ragazza é una pedina indispensabile x chi non ama l’islam, non x chi lo ama!
    Pur agendo mascherata,
    non rappresenta quella maschera particolare,
    non é il simbolo di altre persone che portano la stessa maschera,
    ma di persone che soltanto mascherate possono agire, ( si é nascosta a sé stessa!) perché hanno dimenticato cos’é Umanità.
    In realtà ha anche accoltellato sé stessa! Quel dommage!
    ciaobye!

    • Francesco says:

      ci vogliono Fede e Umiltà per raccogliere fondi per le vedove e gli orfani dell’Iraq.

      mentre il Bel Gesto soddisfa la vanità umana.

      alla fanciulla è mancato un bravo maestro.

  18. Martin V. says:

    dei motivi profondi che hanno spinto la giovane ad agire non ne so nulla… ma forse la giovane ha voluto porre rimedio all’inesplicabile ritardo del Tribunale Penale Internazionale nell’istruire un processo a carico degli scatenatori della guerra d’invasione dell’Iraq… insomma, un tentativo di esecuzione extragiudiziaria, come si direbbe se l’obiettivo fosse stato un palestinese e a colpire un agente del Mossad…

  19. Peucezio says:

    Inesplicabile ritardo…
    Nessun tribunale condannerà mai Bush e il resto della combriccola. I tribunali internazionali sono un altro mezzo dei vincitori per esercitare i loro soprusi, sono un modo per dare una veste di legalità ex post alle loro ragioni basate sulla forza e fornire loro una legittimazione morale: “sei un assassino, sei malvagio, quindi ho fatto bene a bombardarti, invaderti, distruggerti”.
    E’ vero che gli Americani non hanno vinto in Iraq né in Afghanistan, ma non hanno neanche perso e soprattutto, che è ciò che conta, non hanno perso la loro egemonia mondiale (anche se ultimamente si è un po’ ridimensionata). Non c’è cioè un’altra superpoteza che ha sconfitto gli Stati Uniti e ora può processarne i capi, come è successo a Saddam, Milosevic ecc.
    Se ciò potrà accadere nei prossimi anni o decenni, sarà probabilmente per opera dei Cinesi o di una coalizione di potenze, ma non credo che queste metterebbero in piedi dei processi: cinesi, russi ecc. vanno più per le spicce, ma non sono ipocriti: sono pragmatici e badano poco alla legittimazione morale.

  20. Giovanni Bonafin says:

    Mah! Io solidarizzo pubblicamente con Roshonara;

    sicuramente maggiore è il valore che lei ha dato alla sua azione, del valore che noi, da osservatori esterni, possiamo dare alla stessa, ma credo che proprio questo sia il punto:
    se io, cittadina inglese di origine, cultura, tradizione e religione musulmana, assistendo all’aggressione, ( basata su minacce campate per aria, pianificata dalle potenze occidentali, di cui il Paese in cui risiedo è un alto esponente) , contro lo Stato Sovrano della Repubblica Socialista Iraqena, ( che, pur seguendo una linea politica anti-americana, non ha nell’immediato passato compiuto alcun gesto contro la suddetta super potenza atlantica ), mi sento in dovere civile e morale di agire contro quello che percepisco come un crimine ingiustificabile, che cosa faccio?!

    Non credo di avere molte soluzioni:
    1) manifesto veementemente e inutilmente il mio dissenso partecipando a manifestazioni e cortei contro tale guerra d’invasione colonialista. > risultato=0 ;
    2) in virtù delle mie “conoscenze”, dei miei “agganci”, mi faccio invitatare a qualche talk show in cui si discute della guerra sì o guerra no. > risultato= -0;
    3) pubblicizzo e argomento le mie idee in Università (?), in uno o più blog/siti, in luoghi di aggregazione pubblica volti al dibattito politico. risultato=0 ;

    4) attingendo a piene mani dal senso d’impotenza che il mio “non-ruolo” di cittadina mi impone, con un atto di estremo coraggio, ardimento e sacrificio mi assumo la responsabilità di compiere un’azione che, alimentando le discussioni sul problema contingente, possa dare una violenta scrollata alle menti addormentate e rattrappite di coloro che mi stanno intorno aggregandosi con comportamento ignorante e complice, se non peggio ignavo, alla pappardella sciorinata quotidianamente dai media e dalle voci autorevoli di regime!!!

    Sì il mio atto, il mio tentato omicidio del signor Timms è un atto simbolico! deve esserlo, ( probabilmente ) vuole esserlo: nessuno sano di mente riterrebbe possibile risolvere un conflitto mondiale con l’accoltellamento di un illustre sconosciuto facente riferimento a una delle parti in causa.
    a ogni azione segue una reazione. bene, considerato questo, è mio dovere civile e morale agire contro tutto ciò che ritengo ingiusto e criminale. se l’unico mezzo che mi si prospetta è accoltellare Timms, quello è e quello va bene!!!

    Ancora SOLIDARIETA’ A ROSHONARA CHOUDHRY!!!

    Giovanni Bonafin

  21. Moi says:

    Scusate, ma è vero che per legge ancora oggi un Cattolico non può diventare Primo Ministro in UK ? … Ma quale legge poi, nel caso ?

    … E’ un refrain molto ricorrente quando gli apologeti del Cattolicesimo parlano di UK, assieme all’ immancabile citazione di G. K. Chesterton, molto più citato di Gesù.

  22. Per Moi

    “perché la ragazza ha scelto di attaccare proprio Stephen Timms e solo lui ? “

    Perché era il deputato eletto nel distretto di residenza di Roshonara, e lei – in quanto elettrice del distretto – aveva il diritto di farsi ricevere da lui.

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