Alternativa, di Giulietto Chiesa

Sabato e domenica sono stato a Genova, per dare un’occhiata all’assemblea nazionale di Alternativa, che si definisce un “laboratorio politico”, raccolto attorno a Giulietto Chiesa.

Giulietto Chiesa lo conosco soprattutto come autore del libro, La Guerra Infinita, uscito nel 2003, che è veramente un buon libro. Che spiega con chiarezza e documentazione il quadro politico ed economico che ha portato alle guerre statunitensi dell’inizio di questo secolo.

So che in seguito, Giulietto Chiesa si è occupato di vari temi, tra cui l’11 settembre, cosa che ha suscitato una valanga di polemiche. Come spiega un sito legato alle iniziative di Giulietto Chiesa su questo tema,

“non diciamo cosa è accaduto quel giorno di settembre negli Stati Uniti d’America, ma diciamo che quello che ci hanno raccontato è chiaramente falso.”

Metto in nota cosa ne penso io della questione, e vado avanti.[1]

Giulietto Chiesa, nella sua qualità di eurodeputato, è riuscito a ottenere informazioni inedite sulla complicità europea nei sequestri di persona compiuti dai servizi segreti statunitensi; e ha raccolto anche qualche chicca straordinaria, come i corsi che l’apparato di intelligence degli Stati Uniti ha organizzato, su suolo americano, subito dopo l’11 settembre, non solo per i servizi segreti italiani ma anche per i pubblici ministeri. Ribadisco il concetto: dei magistrati italiani portati negli Stati Uniti, a spese del governo americano, per imparare come dare la caccia ai presunti “terroristi islamici”.

La scorsa primavera, Megachip, rivista telematica vicina a Giulietto Chiesa, mi ha invitato a parlare a Cagliari al convegno Blogosferatu, accanto a Glauco Benigni, Michela Murgia, Federica Sgaggio e Felice Capretta. Io sono abituato ad ambienti politici che combinano la massima disorganizzazione con un linguaggio oscuro che capiscono solo loro. Qui invece, un’organizzazione efficiente e una vera curiosità di capire.

A maggio, Giulietto Chiesa mi ha invitato a parlare a Roma assieme all’avvocato Carlo Corbucci sulla costruzione del terrorismo islamico in Italia.

Si tratta di una questione che mette alla prova le persone: nell’estrema sinistra, ho visto una solidarietà, a volte cieca, con i “compagni”; una simpatia verso gli “immigrati”; ma – con alcune nobili eccezioni – un imbarazzato silenzio quando si tratta della persecuzione dei musulmani: i musulmani non si divertono alle battute di Nanni Moretti.

Giulietto Chiesa ha superato benissimo questa prova musulmani.

Torniamo alla riunione di Genova.

Una sessantina di persone, che non sono poche dati i tempi. Limiti: l’età media non è giovane; il gruppo sociale prevalente è probabilmente quello degli insegnanti.  Aspetti positivi: sono persone serie, che agiscono e che non si perdono in baroccate gergali. Una curiosità: scopro che molti leggono questo blog, cosa che indica una certa affinità istintiva.

Giulietto Chiesa ha aperto l’incontro con a fianco Franco Cardini, un segnale per indicare come  i tempi nuovi richiedono a tutte le persone migliori di unire i loro sforzi.

La tesi di Alternativa è chiara e la condivido: non stiamo attraversando una semplice crisi, ma una transizione di civiltà, qualcosa che non ha precedenti, almeno da qualche secolo a questa parte. E alla base di questa crisi, c’è l’illusione del progresso e della crescita infinita, materiale e ancora di più finanziaria, in un mondo dalle risorse finite. Una crescita in cui una minoranza sempre più ristretta dell’umanità si appropria, privatizzandole, delle risorse in diminuzione.

Di fronte a questa crisi la gente è spaventata, ma non capendo, si ritira o cerca capri espiatori.

Alternativa cerca di mettere insieme le persone, con ogni o nessun passato politico alle spalle, che abbiano coscienza di questo: “i problemi che abbiamo non possono essere risolti con lo stesso tipo di pensieri che li ha creati“.

Contro la privatizzazione del mondo, occorre promuovere la protezione della natura e della conoscenza come bene comune.

Alternativa dichiara esplicitamente di non essere di Sinistra: un’affermazione cruciale, su cui mi soffermo.

Certa gente non ha difficoltà a rinunciare a dirsi marxista, mentre reagisce in modo irrazionale quando viene messa in dubbio l’identità di Sinistra. Questo è un fatto interessante, perché “marxista” ha un significato preciso, “Sinistra” invece no.

Innanzitutto, Sinistra in Italia (non parlo per altri paesi) significa alcuni ideali ottimi ma vaghi, cose come “giustizia” o “uguaglianza”, che troverebbero d’accordo tanti, compresa probabilmente la maggior parte di coloro che sono considerati di “destra”.

Più concretamente, però, Sinistra significa alcune organizzazioni politiche realmente esistenti.

E la Sinistra realmente esistente – gente come Bertinotti, Diliberto o Vendola – finisce sempre per offrire una copertura al centrosinistra; e il centrosinistra non è altro che il braccio sinistro del capitale, per usare una metafora sintetica. A parte qualche innocua setta, ci sono poche eccezioni.

Ma è il terzo significato che suscita reazioni emotive: Sinistra indica un’inconfessata ma precisa identità antropologica.

Non ho nulla contro le persone “di Sinistra”, che sono ottime o pessime come tutte le altre. Personalmente, ho probabilmente più cose in comune con loro che con tante altre categorie sociali.

Il problema è che si tratta di un piccolo mondo in cui si entra solo da giovanissimi, cioè quando ancora non si capisce niente. In linea di massima, le iscrizioni al club sono chiuse da qualche decennio, per cui il giro è sempre quello, ed è in via di estinzione per banali motivi anagrafici.

Nel club, ci si fa strada in base al possesso di un codice particolarissimo, fatto di certe parole, certi gusti e comportamenti e certi ricordi condivisi.

Chi non ha questa storia personale viene tenuto ai margini (nel caso di un ambiente sano) o cacciato come infiltrato (nel caso di un ambiente patologico).

A differenza di altri circoli chiusi, come ad esempio i valdesi, la Sinistra pretende però di cambiare la società. Nei fatti, questo significa che un gruppo di ex-sessantottini [2] pretende di avere il monopolio dell’opposizione sociale. Comprensibilmente, la società non ha alcuna intenzione di farsi dire da loro cosa deve fare: è uno dei motivi per cui la Sinistra viene espulsa dalle fabbriche e dai quartieri popolari, e non significa nulla per i migranti. Eppure la gente è  disperata e terrorizzata. Ne risulta un fenomeno curioso: non solo i leghisti (al governo) parlano come se fossero opposizione - lo fa spesso lo stesso Berlusconi.

Si può benissimo essere contro la svendita del mondo, la mercificazione degli uomini e delle cose, contro le guerre imperiali e a favore del bene comune senza dover farsi giudicare o inquadrare dal club degli ex-sessantottini. Va benissimo che ci siano persone che provengono da Sinistra o si sentono di Sinistra, come lo stesso Giulietto Chiesa. Ma dirsi collettivamente “di Sinistra”, significa affondare assieme al club in via di estinzione.

Un movimento in grado di fare qualcosa nella nostra società deve partire dal presupposto che chiunque ci si avvicini, sia uguale in partenza. Rinunciare pubblicamente ed esplicitamente a essere “di Sinistra” significa rinunciare all’idea che debbano contare solo coloro che provengono dal club.

Alternativa non mira a fare concorrenza ai movimenti esistenti: casomai potrebbe offrire proposte sensate alle masse di persone che – in mancanza di meglio – seguono le confusionarie esternazioni di Beppe Grillo. E forse (è una mia speranza) anche a chi finisce per sostenere la Lega Nord, se solo si trovasse il linguaggio per far capire che chi ti deruba e mette in pericolo non è certo il migrante.

Negli ambienti politici, è quasi la regola che il Capo parli e il Popolo ascolti; di conseguenza, il Capo tende a circondarsi di persone, se non stupide, almeno mute. Negli incarichi attorno al capo, ci sono di solito i Servitori Zelanti.

Mi sembra piuttosto diversa l’atmosfera in Alternativa – Giulietto Chiesa non solo ascolta le persone intelligenti e indipendenti, anzi le cerca attivamente. Ad esempio, proponendo come segretario del movimento Marino Badiale, una delle menti migliori e più libere dei nostri tempi.

Insomma, per ora, Alternativa mi sembra una buona cosa; certamente più interessante di qualunque altra cosa ci sia in giro.

Note:

[1] Quello dell’11 settembre è un tema curioso, che suscita passioni tremende.

Non parlo di quelle legittime riguardanti i morti nella strage, bensì il groviglio di dubbi riguardanti ciò che è successo. Anche accennare al tema porta sempre con sé una valanga di commenti: da una parte, persone che ti chiedono, “ma allora come mi spieghi il fatto che al quindicesimo piano della seconda torre quel giorno la quarta porta a sinistra fosse chiusa a chiave?” e dall’altra, sghignazzanti cinici che confondono questo tipo di domande con cose come i rettiliani di David Icke.

Riassumo quindi la mia posizione personale (sapendo di scatenare così la rissa che vorrei evitare) : non so perché quella porta era chiusa a chiave e non voglio dedicare il resto della mia vita a scoprirlo; non confondo chi pone domande sull’11 settembre con chi crede ai rettiliani. Ritengo lecito mettere in dubbio la versione ufficiale.

Però non voglio entrare nel dibattito tecnico-tecnologico che sembra occupare il 90% della discussione sull’11 settembre. Perché sono laureato in lingue orientali e non in ingegneria.

Penso che, quando può impunemente manipolare i media, un gruppo di potere non correrebbe tutti i rischi che richiederebbe l’organizzazione di un autoattentato di quella portata; e mi sembra difficile che la stessa cricca, se non è riuscita a mettere una sola “arma di distruzione di massa” nel remoto Iraq, militarmente occupato, abbia potuto preparare un autoattentato al centro di New York.

Mi posso sbagliare, ovviamente, ma ho il sospetto che le contraddizioni che compaiono nella versione ufficiale siano dovute soprattutto alle dimensioni di ciò che è successo: basta pensare alla fretta, alle incomprensioni, ai ricordi falsati e confusi, alle infinite piccole magagne che la gente ha da nascondere.

[2] Ex-sessantottini in senso ampio – Bertinotti ha qualche anno in più, Vendola qualche anno in meno, ma il giro resta quello.

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45 Responses to Alternativa, di Giulietto Chiesa

  1. anonimo codardo says:

    Scusa ti segnalo un ot. I media nostrani hanno ripreso con la cazzata della lapidazione di Sakineh.
    http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/02/news/sakineh_2_novembre-8655468/

    • Ritvan says:

      Beh, veramente, caro codardo, se tu leggessi anche gli articoli che linki ti accorgeresti – forse:-) – che Sakineh sarà spedita all’altro mondo mediante impiccagione, non lapidata. E questa, purtroppo, non è una cazzata…..

      • paniscus says:

        Ah, ‘mbe’, giustissimo: allora facciamo una campagna serrata contro la pena di morte in generale, per qualsiasi reato e con qualsiasi metodo. Io ci starei immediatamente, se sono stata dieci anni in Amnesty International non è mica un caso…

        Lisa

        • Ritvan says:

          E chi te lo impedisce, cara Lisa? Però, a mio immodesto:-) avviso, prima che tu salga sulle barricate della Santa Battaglia Contro La Pena Di Morte Contemporaneamente In Tutto Il Mondo Senza “Se” E Senza “Ma”, Sennò Chissenefrega Dell’Iran:-), forse dovresti fare una piccola riflessione, tipo la seguente.
          Poniamo che c’è una piccola isoletta del Pacifico che si chiama Bunga-Bunga:-), dove è prevista la pena di morte solo per chi compie stragi od omicidi seriali. E c’è un altro non meglio precisato:-) Stato (per maggiori dettagli vedere http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_in_Iran ), in cui, fra l’altro il Codice Penale prevede la pena di morte per delitti sanguinosi ed efferati:-) del tipo:”…omosessualità, pratiche non sessuali ma erotiche tra uomini per 4 volte, bacio con lussuria in pubblico per 4 volte, reati legati alla prostituzione…. blasfemia, apostasia dall’Islam,….. consumo di alcool per 3 volte,…. atti incompatibili con la castità, pornografia.”

          Allora, dici forse che fintantoché la fetentissima:-) isola di Bunga-Bunga non offrirà a pluriassassini e serial killer comodi alloggi e vitto ottimo ed abbondante vita natural durante a spese del magro bilancio statale, invece del cappio al collo, non è permesso menzionare il Fiero Nemico Del Grande Satanasso (e dillo che anche a te piacciono i Fieri Nemici Del Grande Satanasso, cribbio!)che ti manda al Creatore per non meglio precisati “atti incompatibili con la castità”???!!!
          P.S. Neanch’io sono disposto a fare le barricate per salvare dal cappio una donna che ha ucciso il marito, ma ho molti dubbi sulla sentenza, emessa in un Paese in cui si va al patibolo pure per “consumo di alcool per 3 volte”…..

  2. Avenarius says:

    Una crescita in cui una minoranza sempre più ristretta dell’umanità si appropria, privatizzandole, delle risorse in diminuzione.
    Di fronte a questa crisi la gente è spaventata, ma non capendo, si ritira o cerca capri espiatori.

    Ottimo post, come tuo solito. Non concordo però pienamente con l’affermazione sopra riportata; penso che molti occidentali siano in realtà pienamente coscienti delle guerre di rapina dei propri governi (e, pertanto, delle proprie guerre di rapina) e temano un mondo altro da sé che cerca, sinora inutilmente, di opporsi a queste, così come ai “valori” della società del bunga bunga, così cari a questi poveri “spaventati”.

    • Francesco says:

      Sai che non riesco a ritrovare traccia di questa importante affermazione nei dati sulla crescita del PIL globale per merito di una ampia serie di paesi in via di sviluppo?

      è come se, misteriosamente, la maggior parte del mondo fosse ancora nella fase in cui i miglioramenti nell’efficienza dell’uso delle risorse limitate, e l’utilizzo della risorsa non limitata chiamata essere umano, permettono di crescere davvero.

      Dici che dipende dalla TV berlusconiana che ho visto da piccolo?

      Ciao

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        Credo che tu abbia toccato un punto cruciale.

        Un mio amico medico mi sintetizza la situazione dicendo che 4/5 dell’umanità muore perchè mangia troppo poco, e 1/5 muore perchè mangia troppo.

        Per il generale benessere conta cioè meno l’ammontare delle risorse e più la distribuzione delle risorse.

        Ora, il modello liberista della Mano Invisibile è stato formulato all’epoca in cui pochi pensavano che il mondo avesse risorse limitate. In quel mondo si poteva davvero pensare che il perseguimento del massimo vantaggio individuale da parte del maggior numero possibile di persone portasse automaticamente al bene comune. La Corsa all’Oro è un esempio: chi arrivava prima era sicuro di trovarlo, l’oro.

        In un mondo di risorse limitate il perseguimento del bene comune è incompatibile col perseguimento del massimo vantaggio individuale. L’oro è finito: continuare a cercarlo significa inquinare (col mercurio usato dai cercatori) il poco terreno ancora disponibile per altri scopi (il grano non cresce nelle miniere abbandonate). Ad esempio, se ciascuno per risparmiare continua a bruciare carbone perchè costa meno alla fine il clima diventa impossibile per tutti.

        Fu Marx a prevedere che in regime di libero mercato le disuguaglianze sarebbero alla lunga aumentate, non diminuite. Questa sua previsione (almeno questa :-) ) fu azzeccata. Oggi nel mondo governato dal capitalismo cinquecento persone hanno a disposizione una ricchezza pari a quella di tutti gli altri abitanti del pianeta messi insieme.

        Se si vuole continuare a produrre richezza occorre innanzitutto pensare a come ridistribuirla: i poveri non comprano. Cio’ a sua volta implica abbandonare il liberismo, che invece pompa nella direzione della disuguaglianza.

        E’ rimarchevole che dei Paesi in più rapido sviluppo almeno due, cioè Cina e Brasile, hanno governi che praticano anche politiche dirigiste o anti-liberiste.

        E’ ancora più rimarchevole che queste politiche siano abbracciate tanto da regimi autoritari come quello Cinese quanto da governi democatici come quello Brasiliano. La democrazia non è dunque necessariamente figlia di questo o di quel modello economico.

        L’identificare democrazia e liberalismo è dunque una celta aprioristica, ideologica, tanto quanto lo era identificare democrazia e regime a partito unico come nelle ‘democrazie popolari’ di stampo Sovietico.

        Come tale, una ideologia è irreformabile: puo’ essere abbarcciata o abbandonata, non modificata. L’irreformabilità di un’ideologia la si è vista col fallimento della perestrojka prima della cadua del Muro, e la si vede oggi con l’annunciata vittoria repubblicana nelle eezioni di midterm Statunitensi.

        Questa irreformabilità porta ad una progressiva sclerosi, che è il contrario dela leggerezza che Calvino propugnava come virtù necessaria alla sopravfvivenza nel nuovo millennio.

        Grande è il disordine sotto il cielo. La situazione è eccellente. :-)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Hai proprio capito tutto, direi! :D

          1) il tuo amico medico parla di un altro pianeta, quasi privo di punti di contatto con questo
          2) la distribuzione “statica” delle risorse deve essere correlata alla produzione “nel tempo” delle risorse. E’ dimostrato che troppa redistribuzione azzoppa, quasi uccide, la produzione e la sua efficenza.
          3) in un mondo di risorse illimitate ogni preoccupazione è superflua. in un mondo di risorse limitate, il mercato e i prezzi le distribuiscono – ogni giorno – nel modo migliore
          4) una previsione di Marx azzeccata? credevo fosse stato attento a fare solo previsioni non verificabili (in senso popperiano)
          5) i poveri non comprano? una volta pagati, sono abbastanza ricchi da comprare, lo sappiamo benissimo. sono i poveri non sfruttati/pagati che non comprano
          6) il dirigismo economico cinese e brasiliano è molto poco dirigista, e lo è per nulla nel senso della redistribuzione. finchè lo è stato, i due paesi sono stati poveri e poco influenti
          7) concordo sulla confusione ma la vedo in un altro posto

          ciao

          • falecius says:

            “il mercato e i prezzi le distribuiscono – ogni giorno – nel modo migliore”

            Francesco: mi pare di ricordare che Amartya Sen abbia dimostrato, nel senso di dimostrare un teroema, che questo non succede. Ma non sono particolarmente ferrato sul punto, potrei avere capito male.

            • Francesco says:

              qui mi cogli su un fianco scoperto, che Sen gode di ampia stima. preciso che il mercato funziona (e bene) in moltissimi casi ma non in tutti. e tra questi ci sono ambiti anche economici di primaria importanza (penso alla salute). ma i socialisti non si accontentano di tanta manna e vogliono allungare le grinfiette su tutto. una nota a margine: di solito, per lucrare extraprofitti, i cattivi ottengono delle eccezioni al libero mercato, con argomenti degni della FIOM-CGIL

            • Valerio says:

              Anche tu non vai male, però. Negli anni ’40 la scuola di Keynes dimostrò matematicamente l’inconsistenza dell’economia di libero mercato. Mentre economisti russi ci misero quasi 50 anni di più per giungerè allo stesso risultato sull’economia del socialismo reale. E lo studiavano senza sosta. Ergo, la seconda ha più consistenza teorica della prima, ed è tutto dire.
              Decadono dunque le osservazioni 2), 3), 5).
              1) il suo amico medico applica semplicemente il diagramma di Pareto. Per cui, se il suo pianeta è in questo mondo (mediando nel tempo e nello spazio) la sua affermazione è vera e dimostrabile
              2) decade per la dimostrazione della scuola keynesiana. A corollario, di fatti realmente accaduti. A cavallo del secolo, i governi laburisti neozelandesi, introdussero, in un sistema fortemente redistributivo degli elementi per creare disuguaglianza economica in modo da creare ricchezza. Risultato: il PIL cresceva, ma la disuguaglianza di più. Del resto la crescita dei redditi alti apportava meno entrate fiscali rispetto alla perdita di entrate dovute alla diminuzione di redditi (la gente era sempre meno invogliata a lavorare). Ma la diminuzione di entrate statali faceva diminuire la possibilità di sussidi costringendo ad entrare nel mercato del lavoro a prezzi antieconomici per loro stessi, ma aumentando ancora i profitti per le fasce alte di reddito. E qui l’efficienza faccio fatica a vederla. A meno che “efficienza” non voglia dire fregare i molti a vantaggio di pochi. Ma sul dizionario questo significato non lo trovo.
              4) in realtà le previsioni economiche le ha azzeccate quasi tutte (tranne alcune, non ancora realizzate, ma che vediamo, arcigne all’orizzonte). Su tutte la previsione dei cicli economici strutturali del capitalismo. Che, però, gli economisti ortodossi (=neoliberisti) negano, in quanto colpa degli avidi lavoratori, dei
              5) decade per la dimostrazione della scuola keynesiana. Ma qui scatta la prova pratica. Compra giubbottino (perché lo comprano), mettiti mollette a tirare gli occhi e vai a lavorare
              6) la Cina non è mai stata poco influente, nemmeno ai tempi Jieng Jeshi, punto mai raggiunto nella plurimillenaria storia. Il Brasile diventa influente perché il guinzaglio degli Stati Uniti diviene più corto. E rimane povero perché non attua la riforma agraria. Le Tigri asiatiche, poi, sono rimaste tali finché avevano governi dirigisti, ma sono divenute di carta quando l’FMI le ha costrette alle classiche ricette neoliberiste. E lo stesso vale per l’Argentina. Il dirigismo non implica la redistribuzione. Implica che tutti gli imprenditori fanno quello che dice il governo. E se qualcuno non lo fa, va 10 anni in gita in Siberia. E, se nel frattempo finanzia media servili per farsi dipingere come un santo, gli viene prolungata la permanenza di 10 anni. E se finanzia 4 tagliagole ceceni per fare danni, si incenerisce la Cecenia. Dal punto di vista etico si può pensare quel che si vuole, ma questo è efficiente.
              7) la confusione tu la vedi in un altro posto, io la vedo nel tuo post

            • Francesco says:

              Sarò breve.
              1) la scuola di Keynes non ha dimostrato quanto tu affermi, era negli auspici ideologici ma non ci sono riusciti. la diatriba teorica la riguardo può continuare per secoli, volendo, ma non può portare da nessuna parte. x’ nasconde una diatriba di valori, non un problema “verificabile”
              2) dimostrabile ma, essendo falsa, caduta. dove sono i numeri?
              3) stupenda la conclusione logica: i ricchi lavorano per amore delle tasse …
              4) mai vista un’economia di comando efficiente, oltre il brevissimo periodo. aspettiamo con fiducia

              saluti

  3. Per Avenarius

    Precisazione assai giusta. Sarebbe bello poter fare dei post riservati ai soli commentatori e poi riscriverli in base ai commenti, prima di renderli pubblici.

  4. PinoMamet says:

    Declino subito l’offerta:
    per quanto tenga in grande stima il metodo laboratoriale e il sistema democratico, quando correttamente applicati, penso che un blog debba rimanere uno spazio personale in cui si sia liberi di esporre il proprio pensiero nel suo divenire, con tutte le scorie, le imprecisioni, le dimenticanze che ci rendono umani.

    Già, come mio carattere, mi troverei assai poco a mio agio nel ruolo di membro di una qualunque commissione di “precisatori”, per non dire di censori o, peggio di tutti, di saggi;
    ma potrei accettarlo per qualcosa che abbia valenza pubblica: un articolo scientifico, un manifesto politico di qualche organizzazione di cui faccia parte, al limite le regole del club.

    Ma per una cosa così personale, no, non fa per me; mi sembrerebbe di essere chiamato all’interno del cervello di qualcuno per dirgli cosa deve dire o come sia meglio dirlo, e non ho mai avuto questa passione.

    Invece, una volta “detta” la cosa, mi riservo il ruolo di rompicoglioni e spulciatore ;)
    me lo posso riservare, beninteso, proprio perché di regola sono d’accordo con quanto viene scritto.

    Ciao!!

  5. Andrea Di Vita says:

    Per Martinez

    Come prevedevo, non sono riuscito a venre (e sì che abito nelle vicinanze) :-(

    Cosa si propongono di fare, quelli di Alternativa?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  6. maria says:

    Certa gente non ha difficoltà a rinunciare a dirsi marxista, mentre reagisce in modo irrazionale quando viene messa in dubbio l’identità di Sinistra. Questo è un fatto interessante, perché “marxista” ha un significato preciso, “Sinistra” invece no. Miguel

    maria
    in genere, a dire il vero, si parla più di centro-sinistra che di sinistra, il termine “sinistra” sarebbe già più circoscritto, ma certo rimane abbastanza vago, non mi ricordo più chi disse nel secolo scorso che per essere comunisti non importava essere di sinistra, così per fare un esempio.

    La parola sinistra ha avuto un’espansione notevole dopo la scomparsa dei comunisti e l’implosione dell’unione sovietica, tutt’al più si parlava di sinistra storica per distinguerla dalla nuova sinistra e cioè dalla sinistra extraparlamentare ed altri gruppi.
    Oggi invece tutti parlano di sinistra presa come sinonimo di cambiamento non necessariamente rivolto ai ceti più deboli, infatti chiunque si opponga a certe “riforme” del lavoro per esempio viene definito conservatore.
    Insomma il lessico, e non solo, del Novecento non corrisponde più alla realtà materiale del nostro tempo.

    Miguel
    , Sinistra in Italia (non parlo per altri paesi) significa alcuni ideali ottimi ma vaghi, cose come “giustizia” o “uguaglianza”, che troverebbero d’accordo tanti, compresa probabilmente la maggior parte di coloro che sono considerati di “destra”.

    Maria
    hai opportunamente scritto “probabilmente” perchè in realtà molti di quelli considerati di “destra” mentre non hanno nessuna difficoltà a dichiararsi favorevoli e giustizia e uguaglianza declinate genricamente , non sarebbero più d’accordo con giustizia sociale o uguaglianza sociale che rimanda in un certo senso al concetto di classe e quindi al marxismo.

  7. Riccardo Giuliani says:

    Senza alzare polveroni.

    L’Irak ha subito più o meno quanto ambienti militari israeliani – così si legge in giro – si auspicavano pubblicamente già dai primi anni ’80.
    Gli Stati Uniti hanno subito una nuova Pearl Harbour che era stata auspicata nel documento del PNAC (Progetto per un Nuovo Secolo Americano), se non sbaglio del 2000.
    Tutte cose che combaciano bene con l’idea di pochi disposti a tutto pur di concentrare le risorse nelle proprie mani.

  8. Peucezio says:

    Se son rose fioriranno. Giulietto Chiesa mi pare una persona rispettabile e con una certa onestà intellettuale, cosa già rara fra la gente di sinistra e fra la gente in genere (specialmente i giornalisti).

    Invece sono decisamente scettico sull’estinzione anagrafica della sinistra antropologica italiana. C’è tutta una generazione di giovani e giovanissimi che non sono forse di sinistra nel senso classico, cioè preoccupati del sociale, delle lotte degli sfruttati, della povertà nel mondo e dell’imperialismo occidentale (preoccupazioni di per sé condivisibili peraltro), ma di una sinistra molto tipica di questi ultimi anni, che rilegge in chiave progressista e con una superficialissima patina sociale e solidaristica (non più populista) il più ottuso e bigotto puritanesimo anglosassone. Il Politicamente Corretto è l’espressione mondiale (meglio: occidentale) di questo connubio e l’Antiberlusconismo (in maiuscolo, perché è la dottrina ufficiale della sinistra italiana e merita il rispetto che si deve a ogni dogmatismo dottrinario consolidato e venerato dalle élites illuminate) ne è la versione italiana.
    Questa ideologia, i cui propagandisti sono in molti casi lontani dalla storia politica della sinistra (Di Pietro, Travaglio, con più disinvoltura trasformistica lo stesso Fini coi suoi accoliti…) è molto radicata fra ampi strati di giovani e giovanissimi, per i quali i milioni di bambini africani falcidiati da malattie banali o gli iracheni devastati da anni di guerra e dalla diffusione di tumori per l’uranio impoverito sono problemi molto secondari rispetto al formalismo legalista di qualche procedura ufficiale o alle avventure erotiche di Berlusconi.
    Questa è gente da cui non si può cavare nulla di nulla, perché è completamente omologa, direi organica, al sistema. Io sono un berlusconiano, ma sono sufficientemente obiettivo da riconoscere che ci sono anche persone intelligenti che non amano affatto Berlusconi – ovviamente sono poche, come sono pochi gli intelligenti in genere – ma questi no, questi sono una pletora di deficienti, conformisti, privi di qualsiasi capacità critica.
    E questi, ahimé, creperanno fra un bel po’ di tempo, sicuramente dopo di noi, né è detto che le generazioni che seguiranno saranno più decenti.
    Non rappresentano la totalità della gioventù italiana, forse nemmeno la sua maggioranza assoluta, ma rappresentano la stragrande maggioranza degli alfabetizzati, di quelli che hanno una laurea o hanno fatto il liceo, che sbagliano i congiuntivi meno spesso.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Peucezio

      ”formalismo legalista ”

      Facciamo così.

      Tiro una bestemmia davanti ad una processione, e invito gli astanti a ‘contestualizzare’.

      Mando soldatini a fare gli àscari degli altri, e la chiamo ‘difesa dei valori’.

      Organizzo festini con donnine fornite dai fornitori dell’ente pubblico per cui lavoro, e do del ‘giustizialista’ a chi trova qualcosa da ridire.

      Faccio scacciare i miei critici dai telegiornali pagati coi soldi degli abbonati, premio con laute carriere i dirigenti compiacenti, e grido al ‘complotto comunista’.

      Milito nella P2, ed elogio il dellutri che protegge tacendo gli amici degli amici.

      Faccio scudi fiscali pro evasori per ringraziarmi i ceti parassiti, e la chiamo ‘libertà’.

      Invoco la legalizzazione della censura, e la chiamo ‘difesa della libertà’.

      Faccio organizzare il tiro al segno ai disperati dai miei amici beduini, e la chiamo ‘sicurezza’.

      Elogio Lukashenko come difensore della democrazia.

      Mi faccio una legge elettorale su misura.

      Blatero della superiorità della Cristianità sull’Islam.

      Minaccio di azzerare i processi da cui i truffati della Parmalat aspettano un risarcimento, per salvarmi il didietro.

      Faccio battutine priapiche,
      prometto di fare sparire la spazzatura col solito tocco di bacchetta magica, invito a terremotati nelle tende a sentirsi in vacanza al campeggio,
      ironizzo sulle vittime del fascismo…

      la sinistra Italiana ha smesso di essere Sinistra quando si è rifiutata di ostracizzare uno così quando poteva farlo.

      L’unica cosa peggiore di una Rivoluzione non fatta è una Rivoluzione detta e non fatta.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Dai, Andrea, tu sai fare di molto meglio del tirare fuori l’armamentario completo dei luoghi comuni antiberlusconiani. Potrei mettermi ad obiettare punto per punto, ma è come obiettare a un credente i suoi articoli di fede: non ha senso.
        Anche un credente, per la verità, dovrebbe sapersi astrarre dalle sue credenze (che non ti chiedo certo di rinnegare) nel fare un ragionamento.
        Tu di ragionamenti ne hai sempre fatti, ora scopro che quando c’è di mezzo Berlusconi diventi come un toro di fronte al colore rosso, d’altronde essere capaci di astrarsi dalle proprie passioni e valutare serenamente non significa avere l’obbligo di esercitare tale capacità sempre. Ognuno ha le sue debolezze, che chi ha il vizio del fumo; chi, come il Berlüsca, ama le donne; chi invece non ama affatto il Berlüsca e se se ne parla parte con l’invettiva – un’invettiva civile, non scomposta, devo dire, conformemente al tuo stile pacato – sciorinando il classico repertorio.
        Pazienza. Nessuno di noi è perfetto.

      • Francesco says:

        io non ho molta classe e quindi ribatto (dove possibile)
        1) tra una processione e una caserma c’è una certa differenza, vero mio capitano?
        2) il giudizio sulle guerre in corso è aperto, ascari di noi stessi sarebbe una definizione migliore
        3)
        4) “pagati coi soldi degli abbonati” e “tribuna elettorale permanente di una sola fazione” sono sufficienti a promuovere l’iniziativa
        5) ho sentito con le mie orecchie le parole di Dell’Utri e non c’è molto da criticarci
        6) “ceti parassiti” mi pare una boutade da tipico radical-chic, in questo caso
        7) di che parli? l’unica forma di censura in questo paese è la Par Condicio e non l’ha fatto Berlusconi
        8)
        9)
        10) su misura di Prodi, che infatti ha governato due anni solo grazie al premio di maggioranza. quella legge è una prova della provvidenza del Cielo per l’Italia, infatti Casini la vuole abolire
        11)
        12) alla faccia della demagogia
        13) hai qualcosa contro l’umorismo?
        14) e quando mai? sarei curioso di sapere in che momento collochi questa fanstasmagorica possibilità. in ogni caso la sinistra era già altro prima del 1989

        • Rocco says:

          Poverino Silvio… meno male che ci siete voi a difenderlo, povero essere indifeso, senza potere (tutto nelle mani dei giudici), senza voce, senza gnocca (è vecchio), senza idee, solo una corte di mendicanti che lo seguono pur di avere un po’ di ossa da rosicchiare. E’ una metafora eh… Dai su, non facciamo i Berluscones saccenti che voi ce l’avete con lui e schiumate di rabbia e invidia. Se avete idee esprimetele, altrimenti dire sono un Berlusconiano e come dire sono D’Alemiano o altriano, che senso ha? Vi paga?

  9. Ritvan says:

    Giulietto Chiesa…chi era costui?….Ah, adesso ricordo, era quel giornalista inviato dell’Unità a Mosca ai bei tempi:-) dell’URSS che – come tutti gli inviati dell’Unità – riceveva doppio stipendio, uno pagato dall’Unità e uno dall’URSS.
    P.S. Miguel, per caso il buon Chiesa ha anche (ri)fatto fuoco e fiamme contro quei biekissimi “servi dell’imperialismo amerikano” (oltre che, naturalmente:-) fondamentalisti islamici&trafficanti di droga&organi umani) che sono i kosovari, i quali tanto dispiacere recarono alla Santa Serbia, Piccola Sorella Della Grande Madre Russia, Erede dell’Amatissimo URSS, Nonché Fiera Nemica Del Biekissimo Sullodato Imperialismo Amerikano?

  10. Guido Battisti says:

    Per Miguel

    A differenza di te non ho alcuna fiducia in iniziative del genere, forse perché ritengo la critica della “sinistra” sostanzialmente corretta ma purtroppo monca, lacunosa e insufficiente nelle deduzioni. E che sia monca e lacunosa lo si deduce dal fatto che finora l’operato di G. Chiesa, a cui riconosco una certa onestà, si è posto in atteggiamento interlocutorio con partiti e partitini facendone anche parte in tempi recenti. Spero che si sia ricreduto, ma temo che certe illusioni siano dure a morire. Se si assume, come tu giustamente fai, che il centrosinistra non è altro che il braccio sinistro del capitale, come potremmo dare alcun credito alle piccole formazioni che si pongono “alla sinistra” del centrosinistra e che non fanno che rincorrere i cugini nella ricerca di scampoli di postazioni governative da ricoprire (per il bene del popolo, per carità!)? Oltretutto, è sufficiente un minimo di comprensione storica per capire che l’unico scopo della “sinistra” è stato sinora il disarmo e la resa del proletariato davanti alle mirabili sorti del capitale e del suo stato. Ne sanno qualcosa gli anarchici e la corrente detta “della sinistra comunista”. Ma preferisco tagliare corto e riferirmi a tempi che ho avuto la fortuna di vivere: ancora brucia a lorsignori, dopo più di 30 anni, l’umiliante cacciata di Lama dall’università di Roma dove costui era venuto a predicare la politica dei sacrifici per salvare l’Economia (l’econosua!). Fece seguito una repressione micidiale con il nulla osta della “sinistra”, fatto storico ancora oggi censurato o, peggio, travisato (aiuto, arrivano i barbari!). Lorsignori si sono sempre resi garanti della compatibilità di sistema.
    Sono molto scettico. Si possono fare tutti i convegni che si vogliono, ma ritengo che siano i movimenti a dover esprimere il livello politico più confacente al loro agire, ma non si può evitare di fare i conti con la presa d’atto che viviamo tempi in cui l’ostilità non è nemmeno una scelta ma l’ambiente stesso in cui ci troviamo a vivere.

    Riguardo a “essere di sinistra” ancora oggi sottoscrivo in pieno quanto asseriva Riccardo d’Este nel 1976:
    “Le definizioni “sinistra” (anche “ultra”), “centro”, “destra” e così via rappresentano solo le forme spettacolari che si danno i vari rackets alla ricerca del proprio potere. E nel gioco della perpetuazione del sistema di dominio capitalista è importante che vi siano continue false contrapposizioni, falsi scontri per celare sotto le cortine fumose delle ideologie il senso del vero scontro: tra umanità e capitale. Le lotte politiche sono esemplari in questo senso. Sono lotte tra rackets, come dicevo, che non mettono minimamente in discussione la natura stessa del racket, né potrebbero farlo poiché combattere contro ogni forma di rackettizzazione significa combattere il cuore stesso del sistema sul terreno sociale ed all’interno di ciascuno di noi, per far esplodere il bisogno di socialità, di vita, di comunismo, ciò che è realmente irrecuperabile dal capitale.”

    http://www.nelvento.net/riccardodeste/index.html

  11. p says:

    Cosa significa “transizione di civiltà”? C’è già un’idea precisa di come sarà la civiltà (che brutta parola) successiva? Se no, tutt’al più si deve parlare di cambiamento al buio.p

  12. PinoMamet says:

    “era quel giornalista inviato dell’Unità a Mosca ai bei tempi:-) dell’URSS che – come tutti gli inviati dell’Unità – riceveva doppio stipendio”

    Beato lui! :-)

    • Ritvan says:

      Beh, caro Pino, dire “beato lui” mi sembra un tantinello esagerato. Come ha precisato in seguito il buon Giulietto lo stipendio che gli passava mamma URSS era più o meno equivalente a quello di un operaio russo, ovvero una miseria.
      Ciao
      Ritvan

  13. E.M. says:

    “…ci sono anche persone intelligenti che non amano affatto Berlusconi…”

    Mi auguro per lui che le persone intelligenti che lo amanosiano ancora di meno!

    Sono d’accordo che una buona parte dei grillini e dei popoli viola agisca per automatismi e facili slogan di superficie. Di sicuro, però, Berlusconi è indifendibile da qualsiasi parte lo si prende. L’unico argomento che si potrebbe chiamare in causa per salvarlo, e peraltro io non lo condivido, è quello del “meno peggio”, ma è un po’ triste.

    Non conosco abbastanza come si muove Alternativa per esprimere un giudizio, ma riconosco a Chiesa un notevole coraggio e non ho motivo per mettere in dubbio la sua onestà intellettuale. Sarà pure complottista ed ex filosovietico, ma se si deve fare una rivoluzione è bene che per il momento sia una rivoluzione copernicana che consista nell’ascoltare di volta in volta quello che una persona può portare al dibattito, lasciando sullo sfondo il problema di chi sia quella persona. E non è facile!

  14. Moi says:

    Secondo certi apologeti cattolici “di sinistra” è chi al Peccato Originale non ci crede affatto , mentre “di destra” è chi al Peccato Originale ci crede troppo … definizione molto suggestiva, se la si prende “con le pinze”, forse, persino intelligente e interessante. Forse.

  15. Moi says:

    Ovviamente la citazione finisce prima (!) dei ” … ”

    PS

    sarebbe meglio un bel “pannello comandi”, per commenti …

  16. karakitap says:

    Anni fa (erano i primi anni ’90) acquistavo regolarmente il settimanale Cuore, settimanale che si autodefiniva di “resitenza umana”, per quel che ricordo, i temi toccati erano un futrente anti- craxismo, la critica al sistema di potere della Dc e dei suoi alleati, l’antiamericanismo (sia con Bush sr che con Clinton) e poi dopo Tangentopoli l’avvento di Berlusconi (già satireggiato prima perché amico di Ghino di Tacco), quesa presentazione mi è parsa utile per spiegare che già all’epoca essere di sinitra sembrava qualcosa di profondamente masochistico, praticamente si doveano seguire leader che annunciavano mari e monti per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano (in questo Occhetto era impareggiabile), essere portatori di grandi ideali sull’uomo e sul mondo per poi vederli calpestare da una serie di “nemici” che potevano essere il presidente USA che mandava i marines ai quattro angoli del mondo al condigliere ciroscrizionale Dc accusato di raccogliere tangenti, insomma, ci si considerava la parte sana del paese, del mondo, forse dell’universo.
    Credo che ancora oggi questo sentimento persista, nonostante i vari rovesci, e che s’identichi (anche) in gente come Chiesa (che tra l’altro stimo) che ripercorre certi passi più tradizionali della prassi politica, e in nuovi movimenti con meno contatti con gli apparati storici (ad es. Grillo). Dove porterà a questo, beh, non so, ma posso dire che forse di una nuova assemblea dell’ennesimo partito/associazione/area tematica/ nucleo/ movimento/iniziativa ecc (eh, il sinistrese offre ottime sfumature in questo campo) non so se ci fosse bisogno. Comunque auguri.
    Salutoni, Karakitap

  17. Pingback: Alternativa « R&M

  18. Raffaele says:

    Non ci posso credere, Miguel, che credi alla versione ufficiale dei fatti sull’ 11 settembre. Una versione stolta, mendace fornita da quei criminali NeoCons.

    Tu dici: “un gruppo di potere non correrebbe tutti i rischi che richiederebbe l’organizzazione di un autoattentato di quella portata; e mi sembra difficile che la stessa cricca, se non è riuscita a mettere una sola “arma di distruzione di massa” nel remoto Iraq, militarmente occupato, abbia potuto preparare un autoattentato al centro di New York.”

    Miguel, invece, è possibile, non vi è nulla di strano e illogico. Infatti, un conto è fare un imbroglio a “casa propria”, senza quindi essere soggetti a rendere conto agli altri delle cose dubbie,un altro conto farlo in “pubblico”, cioè in Iraq, in pieno scenario internazionale. Se avessero fatto questo imbroglio in Iraq, cioè mettere di nascosto le armi di distruzione di massa nel paese occupato, le forze e gli organi preposti(Onu, forze alleate, forze politiche e militari irachene, ecc)avrebbero chiesto e preteso di esaminare le prove, e in quel caso, per gli usa, sarebbe stata una brutta gatta da pelare.

    • Francesco says:

      Che quella gente lì non fosse in grado di FAR TROVARE all’ONU un convoglio di camion militari russi o francesi o brasiliani, carico di ingredienti di una qualche AMD, come prova da esibire al mondo mi pare molto strano

      Anzi, mi sarei aspettato che, pur credendo veramente che Saddam avesse per le mani qualcosa, ci fosse qualche uomo prudente che preparasse un bel “piano B”

      Invece niente di niente, e i cinesi e russi (altro che i pacifisti) a ridergli dietro

      Mi sa che il mito non è l’11 settembre ma le capacità macchinatorie dei neocon

      A meno che non abbiano organizzato tutto solo per convincere me!

  19. Per Raffaele

    Riguardo all’11 settembre, evito accuratamente ogni discussione, ho voluto solo precisare la mia posizione.

    Però qualche nota di metodo:

    1) io non “credo” ad alcuna versione. Ritengo che in linea di massima l’ipotesi dell’azione militare sia più plausibile di quella dell’autoattentato, ma so perfettamente che posso sbagliare.

    2) attenzione all’idea, “se i neocon hanno commesso un autoattentato, allora sono dei criminali”, perché se non lo avessero commesso, cesserebbero di essere criminali. E invece sono dei criminali, per incontestabili motivi di altro ordine.

    3) il fatto che i neocon siano dei criminali, a loro volta non li rende automaticamente colpevoli anche di questo delitto; come il fatto che Berlusconi sia un ladro puttaniere non lo rende necessariamente anche un serial killer, ad esempio.

    4) in ogni caso, credo che dovremmo affrontare la questione, non in base a simpatie e antipatie. Io ho la mia ipotesi, altri hanno la loro, e nessuno di noi ha la verità, perché nessuno possiede dei dati segreti inaccessibile all’altro.

    5) dire che ritengo che non sia stato un autoattentato, non significa necessariamente accettare “la versione ufficiale”, che può benissimo essere piena di buchi e falsificazioni.

    6) se si è trattato di un’azione militare, come tendo a ritenere, non vuol dire che non esistano altre mistificazioni o altri complotti reali.

    • Rocco says:

      Miguel, dire che la versione ufficiale può benissimo essere piena di buchi e falsificazioni vuol dire che il Governo ha compiuto omissioni e falsificazioni e che sarebbe auspicabile un’indagine vera per quanto possibile. Vuol dire che il Governo ha mentito e non solo per le conseguenze (la guerra), ha mentito sulle cause, sugli esecutori, sui mandanti, sulle modalità. Mentire vuol dire coprire la verità, coprire i colpevoli. Lo sappiamo benissimo cosa vuol dire quando uno Stato è complice perché mantiene segreti e non rivela cosa sa. Non stiamo lì a tergiversare. Il 9/11 ha dato il via a questo nuovo secolo, Obama non ferma l’andazzo, nessuno lo ferma. Bisogna cercare di prendere posizione, perché capire il passato potrà permettere ai posteri di non leggere sui testi di scuola le baggianate della Commissione Ufficiale.

  20. http://www.marxist.com/images/stories/britain/charles_hope-thatcher_tina.jpg

    in questa immagine sta tutta l’esigenza del nostro movimento, Alternativa.

  21. Per Rocco,

    Attenzione sempre ai passi logici.

    Tu scrivi:

    “Miguel, dire che la versione ufficiale può benissimo essere piena di buchi e falsificazioni vuol dire che il Governo ha compiuto omissioni e falsificazioni e che sarebbe auspicabile un’indagine vera per quanto possibile.”

    Il fatto che io dico che la versione ufficiale può avere buchi e falsificazioni, non significa che ciò sia necessariamente vero.

    Però se li ha, siamo nella norma della politica. Può darsi benissimo, ad esempio, che qualcuno avesse fregato alla grande sui materiali di costruzione per le Torri Gemelle, e abbia fatto carte false per nascondere il fatto; o che qualcuno si sia fatto le vacanze alle Hawaii con i soldi che dovevano servire per comprare delle telecamere; o che il capo della polizia di turno quel giorno era in giro con l’amante, ad esempio; o che chi doveva stendere un rapporto doveva far finta di aver sentito cento testimoni, mentre ne aveva sentiti solo novanta.

    Sommi mille cose di questo tipo, e ti vengono fuori centomila contraddizioni.

    Ma io non ho tanti soldi, tanto tempo o tanta possibilità di indagare. E quindi tendo a concentrarmi su un’altra cosa, molto più sicura: l’esistenza del complesso militare industriale statunitense, che deve per forza di cose scatenare guerre e fare stragi.

    • Rocco says:

      Mi ero accorto di aver fatto il salto logico. Ma ammettere che una cosa è possibile vuol dire che può essere successa. Non credo che una Commissione Governativa si prenda la briga di coprire responsabilità dei costruttori anni ’70, di falle nel sistema di sicurezza di un palazzo di proprietà privata, etc. Sono piuttosto disposto a pensare che le carenze della Commissione fossero funzionali a coprire qualcuno o qualcosa di più ampio. D’altronde il complesso militare-industriale non è roba recente. Denunciarlo è come dire che esce lava dai vulcani, forse qualcuno non lo sa, ma… La conseguenza dell’11/9 è la guerra di civiltà, è “loro non vogliono quello che vogliamo noi e ci fanno la guerra”. Va al di là delle beghe di politica produttiva americana, coinvolge la nostra relazione con il medio oriente, i mille allarmi terrorismo che ci tocca sorbire come un teatrino. La guerra al terrore è un modus vivendi che avvelena il mondo intiero.

  22. Per Rocco,

    non siamo così lontani.

    Semplicemente, mi muovo su un terreno che è insieme sicuro e sconosciuto: il meccanismo stesso che porta a questa situazione – giustamente dici che non si tratta di roba recente, anzi è da mezzo secolo che se ne parla; e proprio per questo è tragico che non sia diventata un’ovvietà.

    La “guerra di civiltà”, che è esattamente il mio campo, non si fonda solo sull’11 settembre, ma su un’infinità di cose, molto spesso fasulle, che cerco di denunciare, per quello che posso.

  23. nic says:

    Rispetto al 911, quando parli di “azione militare” sono assolutamente d’accordo con te. Del resto è altamente improbabile che le addette alla pulizia, alcuni fantozzi con cartellino da timbrare e un centinaio di pompieri siano in grado di organizzare un autoattentato di siffatte modalità.

    Mi piacerebbe però che specificassi quale Esercito avrebbe portato a termine questa sorprendente azione militare?

    Lo stesso “esercito” che di tanto in tanto ci rallegra la giornata con mutande esplosive e stampanti a base di PENTAERITRITILE TETRANITRATO (4,99 euro x 4 grammi in farmacia), shampoo collegati al ipod, zainetti con polvere da sparo e chiodini, “missili” di cartone a base di zucchero e fertilizzante?

    So che arrivo sempre troppo tardi (e/o forse dico cazzate immani che non meritano la tua attenzione) ma sarei molto felice che almeno una volta mi rispondessi.

    saludos

  24. Valerio says:

    Fai un errore grossolano a mostrare scetticismo a favore della versione ufficiale. Non solo perché la versione è smaccatamente grossolana (ma dai, ci vuole un tecnico per verificare che, se in un incidente aereo che distrugge anche le scatole nere, riescono a trovarsi i passaporti intatti, e dei dirottatori!). Non solo perché le regole della logica matematica giocano a sfavore. Ma perché è la versione ufficiale che è falsa in sé: è nata falsa, è stata ideata falsa, è stata creata falsa. E’ stata inventata. E’ una favola, come l’Olocausto, come la fine della storia. Hanno tutte le caratteristiche del racconto mitico e tutte concorrono nella stessa direzione: la colonizzazione dell’immaginario. Con la blandizie e con la paura. Come Barbablu.
    E’ inutile passare la vita, aprire blog, lanciare o inoltrare appelli, denunciare piccoli casi di islamofobizzazione forzata, se poi il mito fondante rimane lì e poco interessa capirlo, analizzarlo, sconfessarlo. Che tanto… sì, forse, ma in fondo non importa. O combattere i piccoli atti di razzismo, però i testi del razzismo biologico sì, forse, ma tanto non importa. O denunciare i crimini neoliberisti, però i testi di Milton Friedman… sì forse, ma tanto non importa.
    Invece importa. In fondo. Senza combattere il mito fondante, un’azione di disturbo non ha senso. Nel senso che non dà una direzione in cui muoversi, per rendere più forte l’azione. Perché si pensa che tante piccole azioni casuali possano deviare significativamente un proiettile direzionato ad altissima velocità.
    Non è possibile che se non è riuscita a mettere una sola “arma di distruzione di massa” nel remoto Iraq, militarmente occupato, abbia potuto preparare un autoattentato al centro di New York. Senonché il centro di New York il governo degli Stati Uniti lo può controllare (e si è visto come: per mesi non si è fatta entrare mosca nella zona), mentre l’Iraq no, con ribelli incazzati come biscie d’acqua nel deserto, alleati che non sai quanto affidabili (soprattutto quelli che non hanno mai terminato una guerra dalla parte da dove l’avevano cominciata), e russi e cinesi che ti sbucano dentro le armi di distruzione di massa, con microcamere microscopiche che metteranno i filmati su YouTube al primo attentato ceceno o in contemporanea al prossimo pistolotto sui diritti umani.
    Di Chiesa ho perso fiducia qualche anno fa, per cui non lo seguo quasi per nulla. Motivo per il quale preferisco non commentare la sua iniziativa.

  25. IL CANDITATO LETTONE DI GIULIETTO CHIESA

    Le gesta scrittòrie e le opinioni politiche di un giornalista italiano alieno monologante in Europa supportato da memorie e appunti

    Un libro zibaldone edito da Ponte alle Grazie, più che un saggio libresco socio-politico-etnico-economico e quant’altro similia: trascrittura del monologo di un giornalista italiano d’antan (nato nel 1940), sperimentato e documentato, canditato alle elezioni europee 2009 in Lettonia, perché non canditato in Italia da chi lo canditò nel 2004. Un monologo farcito con digressioni (parentesi) a iosa, su tutto e su tutti in relazione al se stesso homo politicus scrivente, giornalista russofono e russofilo, portavoce e paladino dei cittadini “Alien” lettoni russofoni (372.421), minoranza etnica discriminata dai cittadini lettoni etnici russofobi. Un monologo scritto saccheggiando (quasi certamente) ritagli stampa e taccuini con appunti personali, per riprodurre intenzionalmente “chiacchierate da bar alternativo” (p. 25) a ruota libera sprovviste di freni inibitori. Chiacchierate disapprovate e disprezzate dai cittadini lettoni etnici (1.348.000 nel 2007) memori della russificazione sovietica subita e sofferta. Chiaccherate variamente giudicate dai 937.000 lettoni componenti le minoranze etniche del resto della cittadinanza nazionale, comprensive dei pochi che hanno votato il loro autore fallendo la sua elezione. Chiaccherate di un giornalista italiano considerato durante la campagna elettorale in Lettonia faccendiere politico emarginato e archiviato nella sua patria di origine, al quale doveva essere impedito di usare il voto dei lettoni per curare (poi) i suoi affari personali come deputato europeo. Chiacchierate editate dopo essere state affidate per l’editing a Cristiano De Majo.
    ADDENDA (per i conoscitori del sistema elettorale lettone) – Giulietto Chiesa si è classificato secondo dei non eletti, poichè ha totalizzato 9.128 preferenze, dalle quali sono state sottratte 5.270 cancellature, conseguendo 80.294 punti elettorali: canditato nel 2009 in Lettonia per un seggio parlamentare europeo, da un partito denominato ZAPCHEL (oPCTVL) che è stato votato da 76.436 elettori, pari al 9,64 per cento.
    ————————————
    Post in: http://lampisterie.ilcannocchiale.it/post/2562016.html

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