Pamela Geller, Park 51, l’imam Armani Feisal Abdul Rauf e un tappeto-Lexus

La signora Pamela Geller, di cui abbiamo già avuto occasione di parlare qui, fa di mestiere la divorziata, nel senso che suo marito le ha dato ben 4 milioni di dollari, più un intero piano di un grattacielo di New York, pur di liberarsi di lei e dei loro quattro figli (dopo l’opportuna morte di lui, la signora Geller gestisce altri 5 milioni di dollari per i figli).

Nel suo molto tempo libero, Pamela Geller gestisce un blog, Atlas Shrugs, un titolo rubato alla tremenda Ayn Rand, che fantasticò come un giorno gli imprenditori che lei tanto esaltava avrebbero potuto entrare in sciopero, facendo crepare di fame il mondo di parassiti proletari; un po’ come se il mitico Atlante avesse deciso di scrollare le spalle. Nulla fa però pensare che Pamela Geller sia stata in grado di leggere le opere di Ayn Rand.

Il blog di Pamela Geller, stracolmo di  luoghi comuni e di foto in stile Daniela Santanchè della Jeune Fille Geller stessa, è dedicato a combattere l’Islam – della cui esistenza la signora Geller, che non brilla per cultura, si è accorta la mattina dell’11 settembre del 2001 – e cose affini all’Islam, come la riforma sanitaria di quel povero disgraziato del presidente Obama.

Pamela Geller è riuscita a porsi al centro esatto del ciclone che sta scoppiando negli Stati Uniti, nella grande e confusa rivolta dei disperati della crisi, che aggredisce contemporaneamente banche, tasse, migranti, guerre all’estero, multinazionali e la stessa unità degli Stati Uniti. Una rivolta tremenda e caotica, che può essere indirizzata ovunque.

Qui in Italia, mi sembra che quasi nessuno abbia colto la portata di ciò che sta avvenendo in questo periodo negli Stati Uniti, perché è incomprensibile secondo i metri nostrani. Comunque, sta succedendo e avrà effetti su tutti noi.

Il blog di Pamela Geller sta facendo, per certi versi, la storia degli Stati Uniti. Perché è riuscito a mettere al primo posto dei problemi di un paese devastato, la costruzione di Park 51, un centro culturale più New Age che  islamico, a diversi isolati da Ground Zero. Una fantastica valvola di sfogo che rimanda all’infinito la resa dei conti per i miliardari di Wall Street.

Casualmente, l’obiettivo di Pamela Geller è un signore non tanto diverso da lei, l’imam Feisal Abdul Rauf che dovrebbe dirigere il (limitato) aspetto islamico di Park 51. Abbiamo già raccontato come il signor Abdul Rauf – che si dichiara un “sostenitore dello Stato d’israele”  – si guadagni uno stipendio come propagandista per conto del Dipartimento di Stato, a favore dell’impero statunitense.

In realtà, non si tratta del principale lavoro di Abdul Rauf. E’ Pamela Geller, infatti, a raccontarci che Abdul Rauf campa soprattutto gestendo un gran numero di appartamenti fastiscenti nel New Jersey, facendo ampio uso di fondi pubblici, nella storica tradizione degli Stati Uniti. E siccome ha capito il principio base del libero mercato, è sempre presente quando si tratta di incassare l’affitto, e sempre assente quando si tratta di fare riparazioni.

Non solo. L’imam Rauf, di famiglia egiziana, nato nel Kuwait ma laureato in fisica negli Stati Uniti, ha rilasciato un’intervista a Forbes in cui ce la mette tutta per dimostrare di essere uno statunitense right to the core, fino al midollo. Del genere East Coast Snob, certo, che non piace molto al disgraziato statunitense medio.

Ascoltiamo alcune opinioni dell’Integrato Abdul Rauf:

“Io adoro l’abbigliamento che esemplifica la filosofia del design. […] Adoro i vestiti Armani perché Armani usa sempre le stoffe migliori. E poi, certo, Brioni, il famoso designer italiano, crea vestiti di livello mondiale con un’arte squisita”.

“Esiste forse qualcosa di più seducente di un’automobile ben disegnata? Io adesso guido una Lexus GS400 ma sto pensando a prendermi una 2010 Mercedes E550.”

“Pregare per me è la cosa che preferisco in assoluto. E la differenza tra pregare su un tappeto persiano meravigliosamente fatto a mano e pregare su un tappeto ordinario è come la differenza tra guidare una Lexus e guidare una Ford scalcagnata.”

Certo, la preghiera-Lexus deve essere in armonia con lo Spirito dei Tempi:

“C’è qualcosa di fondamentalmente errato adesso. Stiamo vivendo la crisi della globalizzazione commerciale, e abbiamo bisogno di una globalizzazione spirituale se vogliamo guarire”.

Insomma, ce l’ha messa tutta, ma propria tutta per Fare l’Americano.

A differenza di certi suoi confratelli arretrati, che al posto della Lexus della Preghiera si devono accontentare del cemento armato:

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Sento risuonare, da qualche parte, la voce di Sa’id al Ghamdi che recita la sura 104 del Corano, al-Humaza, “Il diffamatore”:

1. Guai ad ogni diffamatore maldicente,
2. che accumula ricchezze e le conta;
3. pensa che la sua ricchezza lo renderà immortale?
4. No, sarà certamente gettato nella Voragine.
5. E chi mai ti farà comprendere cos’è la Voragine?
6. Il Fuoco che Dio ha attizzato,
7. che consuma i cuori.
8. Invero [si chiuderà] su di loro,
9. in estese colonne.

بسم الله الرحمن الرحيم

وَيْلٌ لِّكُلِّ هُمَزَةٍ لُّمَزَةٍ ﴿١

الَّذِي جَمَعَ مَالًا وَعَدَّدَهُ ﴿٢

يَحْسَبُ أَنَّ مَالَهُ أَخْلَدَهُ ﴿٣

كَلَّا لَيُنبَذَنَّ فِي الْحُطَمَةِ ﴿٤

وَمَا أَدْرَاكَ مَا الْحُطَمَةُ ﴿٥

نَارُ اللَّهِ الْمُوقَدَةُ ﴿٦

الَّتِي تَطَّلِعُ عَلَى الْأَفْئِدَةِ ﴿٧

إِنَّهَا عَلَيْهِم مُّؤْصَدَةٌ ﴿٨

فِي عَمَدٍ مُّمَدَّدَةٍ ﴿٩

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6 Responses to Pamela Geller, Park 51, l’imam Armani Feisal Abdul Rauf e un tappeto-Lexus

  1. rafiqqqq says:

    Circonciderà i figli con delle forbici d’argento meravigliosamente cesellate a mano?

    Questi individui fanno ribrezzo.

  2. anonimo codardo says:

    Visto le foto della Geller. Un meraviglioso (!) pasticcio di tessuti molli e plastiche industriali. Mi accodo al giudizio dell’ amico sopra.

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