Diffidenze di civiltà

Un piccolo capolavoro dell’illustratore statunitense Chris Johnston.

Scoperto in questo interessante articolo di Ellena Savage sul hijâb e altri veli e svelamenti.

cjohnstonspringracingl

Print Friendly
This entry was posted in islamofobia and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

20 Responses to Diffidenze di civiltà

  1. Francesco says:

    Ehm, cosa ha di particolare l’illustrazione?
    a parte il cappello della donna a destra e il fatto di sembrare la pubblicità di un rossetto?

    • Riccardo Giuliani says:

      Ma che domanda!!
      Mancano le controparti maschili: ergo la vera discriminazione è sì sul piano sessuale, ma non quello che appare immediatamente.

      • Francesco says:

        Nel senso che i mariti delle due poverette obbligate a usare i mezzi pubblici stanno scorrazzando in Cayenne a caccia di sgallettate?

        Mi pare un’interpretazione forzata.

        • Riccardo Giuliani says:

          Tanto è forzata che finora risulta solo tua. ;)
          Noto semplicemente che il confronto tra due civiltà, così come viene suggerito dalla vignetta, prevede l’utilizzo della rappresentazione solo di donne.
          Scelta che lungi dall’essere incorretta o miope, trovo incompleta.
          Tutto qui.

  2. mirkhond says:

    Tra le due donne, CHI ci ricorda di più le contadine e in genere le donne del Frangistan che c’era un dì?

  3. Rock & Troll says:

    Quella velata.
    E tenendo conto che nel Frangistan che c’era un dì le donne erano le schiave di casa utili solo per sfornare un figlio all’anno la metà dei quali moriva nei primi mesi di vita… e che appena per la donna arrivava la vecchiaia e al marito non piaceva più, questo andava a farsi impunito le ragazzine nel fienile, magari le sue stesse figlie, se non le nipoti… be’, allora viva la donna non velata!

      • Moi says:

        Non ho presente la scena … cmq SE è “stupro di classe” non sono per niente d’accordo. In quel caso chi è veramente (!) il più debole ?

        • PinoMamet says:

          Non è stupro di classe, tranquillo.

          è l’inizio di Giù la testa:
          un “povero peone” messicano chiede umilmente un passaggio su una diligenza di lusso, e per lunghissimi minuti se ne sta zitto mentre i ricchi, a bordo, lo deridono e lo umiliano immaginandosi le condizioni degradate nelle quali vive (loro borghesi illuminati e clero).
          Le cose che dicono di lui non sono tanto diverse da quelle che scrive Rock&Troll: all’epoca erano le cose che diceva forse la “destra” per giustificare il suo predominio, adesso forse le dice la “sinistra” per giustificare la sua guida dei movimenti ecc. ecc., ma il risultato non cambia: sempre palle sono.
          Perciò godibilissimo il momento in cui il peone si rivela peone-brigante e fa fare ai riccastri passeggeri della diligenza la conoscenza della sua banda a gestione famigliare:
          una famiglia degradata sì, ma tutta diversa e molto più dignitosa delle cose che si figuravano loro.
          E NON buonista :)

          (“…e mia mamma, puttana com’era, a te ti avrebbe sputato in faccia!”).

          Ciao!

  4. mirkhond says:

    be’, allora viva la donna non velata!

    Anche quando ti mette le corna e/o ti abbandona?

    • Peucezio says:

      Meh, vabbuò, Mirkhond, non esageriamo, mo’ non è che una donna basta che non è velata e automaticamente è una z…… che va mettendo le corna al marito.

      • mirkhond says:

        Non ho detto questo.

      • giovanni says:

        non è una z… ma sta esprimendo una disponibilità sessuale che una signore non dovrebbe avere. Insomma, non la vendo, ma se la paghi il giusto, non si sa mai..

  5. maria says:

    lì per lì ho pensato che le due donne si somigliassero, nel volto intendo, ho pensato anche che richiamassero stereotipi cari all’opinione pubblica maschile e femminile, quello che invece non mi è passato nemmeno un attimo per la mente è qualsiasi riferimento alla loro controparte :-)
    maria

  6. maria says:

    L’abbandono non ha nulla che vedere con il velo, puoi essere abbandonato anche da chi resta accanto a te Mirkond, il sentimento amoroso verso qualcuno non è certamente eterno, o una donna apparentemente sottomessa ti rassicura di più?
    maria

  7. mirkhond says:

    Per Maria

    Indubbiamente. Ma io invece, testardamente, all’amore eterno continuo a crederci….soprattutto perchè l’ho visto tra i miei genitori, tra i miei nonni e tra alcuni miei parenti che non erano quei mostri incestuosi descritti prima.
    Diciamo poi che fin da bambino mi è sempre piaciuta la donna velata, ma questo appunto è un mio punto di vista personale.
    Non amo le imposizioni, di nessun tipo e quindi nemmeno sull’abbigliamento femminile, non sono sposato e non ho nessuna con me, ma ugualmente non sarei capace di imporre abbigliamenti a me graditi, ma non sentiti dall’altra parte.
    ciao

    • jam says:

      … Riccardo dice: mancano le controparti maschili.
      Leggendo l’articolo si apprende che il boyfriend di quella con cappello “is just a drunk, and is urinating at a tram stop” cioé sta sfruttando il privilegio maschile valido in oriente ed in occidente di fare pipi’ dappertutto.
      La vignetta non é incompleta, le due donne rivelano il mondo maschile che hanno allle spalle: un mondo che sembra alienare sia l’una che l’altra.
      E direi anche che, una ha il velo, l’altra il cappello, hanno tutte e due la testa coperta e sono in definitiva la stessa persona messa grazie ad un fotomontaggio, sedute accanto sullo stesso tram.
      La stessa persona ad ore diverse della giornata, od ad ore diverse della vita …
      ciao, jamiyla

  8. Questa è simpatica, come gioco di significati:

    TURCHIA: COMMISSIONE UE, DIBATTITO SU VELO SIA TRASPARENTE (ANSAmed) – BRUXELLES, 20 OTT – «Speriamo che il dibattito avvenga con uno spirito europeo, trasparente e che tutte le voci vengano ascoltate». Questo il commento della portavoce del commissario Ue all’Allargamento, Angela Filote, rispondendo oggi ai giornalisti sulla questione del divieto del velo islamico nelle università, nelle scuole e negli edifici governativi, attualmente al centro della scena politica in Turchia. «La nostra posizione – ha spiegato la portavoce – non cambia: seguiamo da vicino quel che avviene in Turchia con le riforme costituzionali. Per quel che riguarda il velo, siamo ben informati di tutto il dibattito, che fa parte della politica interna della Turchia». Inoltre, ha precisato Filote «abbiamo avuto dei casi presentati alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha deciso che non esiste una regola valida per tutta Europa su questa materia: è per questo che la Commissione non intende esprimersi su questo argomento». Secondo la portavoce, i cambiamenti in corso ad Ankara fanno parte di «un processo in corso» e quindi «prenderemo tempo», prima di formulare un eventuale giudizio sulle modalità della discussione politica in corso. (ANSAmed) Y62-FPI 20-OTT-10 15:45 NNN
    FINE DISPACCIO

  9. Moi says:

    FORSE la vignetta vuol dire che anche un hijab può essere laicizzato, secolarizzato e commercializzato come strumento di vanità femminile. Ben venga !

    Laicizzazione , secolarizzazione, commercializzazione … la “resistenza pagana” combatte così.

  10. Moi says:

    Penso che ognuna delle due pensi chissà come starei vestita come lei … entrambi gli sguardi hanno il tipico languore dissimulato femminile.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>