Renata Polverini, palloni e lager, saluti e divieti

Renata Polverini è una nota coatta, che si è trovata tra le mani il grande tesoro della Regione Lazio, grazie alle spettacolari disavventure erotiche del suo predecessore e alle trasversali abilità del di lei manager, Claudio Velardi, che l’ha mandata a tradire la sua Roma, spingendola a esibirsi tra i laziali della Curva Nord.

Renata Polverini è reduce dei campi di concentramento nazisti, nel senso che ha portato in un’allegra gita in Polonia i giocatori di Fiumicino Calcio e Roma Futbol Calcio.

I partecipanti sono stati scelti con un vero e proprio torneo, in base al principio, chi vince finisce ad Auschwitz, che sembra una barzelletta del Presidente del Consiglio, ma non lo è. Comunque, hanno avuto l’onore di viaggiare in compagnia non solo della laziale pentita, ma anche di due individui di nome Adriano e Rocchi, che i media definiscono testimonial.

Il primo è un extracomunitario, molto rispettato però dai souchien italici perché, come ci informa Wikipedia, ha “un tiro estremamente potente, limitato però al piede sinistro“. Infatti,  il suo piede è stato venduto all’asta alla cifra di 15 milioni di Euro, un po’ come avveniva ai suoi meno fortunati avi neri in Brasile.

Tommaso Rocchi, invece, come molti di coloro che lo hanno preceduto sulla via dei lager, ha sofferto nella vita: nel 2008, ha avuto una microfrattura al perone.

La ragioniera Polverini si è esibita sui prati di Birkenau in un poderoso calcio a un pallone, davanti allo sguardo compiaciuto di Riccardo Pacifici.

La signora Polverini ha inoltre approfittato della gita per dire che è d’accordo con la proposta di Storace di istituire una fascia per la presidente della Regione: «Ottima idea. L’arancione mi piace, ma sul colore vedremo. Si applica un articolo dello statuto. E non sarò più invidiosa di Alemanno e Zingaretti che nelle cerimonie ufficiali indossano sempre la fascia».

L’atmosfera della gita ce la rende questa foto. Tutto sommato, un po’ meno peggio dello stile sadomaso-lapdance di certi turisti inglesi da quelle parti.

polverini-in-gita-a-birkenau

"Fatece largo che passamo noi, li giovanotti de sta Roma bella..." La ragioniera Polverini in gita calcistico-memoriale

Comunque, dalla gita la signora Polverini ritorna con l’idea, non molto originale, di dare un ulteriore giro di vite alla libertà di espressione in Italia. Facendo seguito al noto discorso dell’africanista marxista, Claudio Moffa (vedere qui e qui), sul revisionismo storico,[1] la Polverini ha inventato una nuova competenza per la Regione Lazio:

Leggiamo infatti:

Politica | 19/10/2010 | ore 12.35 »

Shoah: Polverini, da Giunta appoggio a legge reato di negazionismo

Auschwitz, 19 ott. – (Adnkronos) – “Domani formalizzero’ per iscritto la posizione della Giunta a sostenere con forza il percorso per arrivare ad una legge che istituisca il reato di negazionismo, come proposto dal presidente della Comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Pacifici“. Lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, in occasione della visita ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, insieme a un gruppo di ragazzi che, dopo aver partecipato al ‘Trofeo della memoria’, un torneo di calcio dilettantistico sono risultati vincitori e per questo sono venuti a visitare i luoghi dell’Olocausto in Polonia.

“Dobbiamo introdurre questo tipo di reato anche in Italia -ha sostenuto Polverini- come gia’ accade in Francia, Germania e Austria, perche’ abbiamo avuto una parte di storia molto brutta, come il fascismo, e per questo dobbiamo sostenere con forza una proposta del genere che faccia diventare reato il negazionismo”.

Qui sotto vediamo la signora Polverini in una foto ripresa qualche mese prima della gita pallonara.

La faccia triste sotto la Polverini, ovviamente, è il nostro vecchio amico Andrea Ronchi detto amichevolmente Gollum.

saluto-romano-polverini_fondo-magazineNota:

[1] La nostra posizione in merito a tutte le leggi di questo tipo è ben nota, e coincide con quella di Pierre Vidal-Naquet. Un signore che sarà meno bravo a tirare calci ai palloni, ma è più ferrato in storia della ragioniera Renata Polverini.

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35 Responses to Renata Polverini, palloni e lager, saluti e divieti

  1. Andrea Di Vita says:

    Per martinez

    Permettimi di essere provocatorio. Ho pochissima simpatia per Polverini e affini. Ma gradisco che ad Auschwitz qualcuno vada comunque, magari anche solo per fare casino. Il rischio è che non ci vada nessuno. Chi non ricorda la storia è condannato a ripeterla. Con questo quello che si pensa dello Stato di Israele non c’entra, nè c’entrano cristianisti e sionisti. Magari uno su cento che va ad Auschwitz ricorderà anche il samudaripen e i triangoli rosa e di vari colori. Chi non ci va certo non lo ricorda.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. Per Andrea

    Nessun problema, qui i commenti provocatori, purché ragionati, sono sempre benvenuti.

    Il problema è che la Polverini la storia la sta ricordando (a pallonate) e la sta ripetendo.

    Tutti e due insieme.

  3. Fausto Carbonaro says:

    Ho girato quest’estate in lungo e in largo la Polonia, ma non ho sentito nessun bisogno di andare ad Auschwitz o a Rosen Rosen, dove mi trovavo assai vicino. Sono stato invece a Krzyżowa, un centro finanziato dalla UE, che dovrebbe promuovere la riconciliazione dei popoli. Poichè il buon Pigi Battista ha avuto suo malgrado la saggezza di deprecare il “turismo dell’orrore” (quello di Irving…), io sarei dell’avviso che il governo polacco farebbe meglio a demolire siffatti luoghi, la cui funzione è essenzialmente ideologica e contraria ad ogni autentica pacificazione degli animi, i quali intanto non sono neppure liberi di indagare su eventi di anno in anno più remoti. Il luogo di per sè non dimostra nulla riguardo agli aspetti più controversi della questione storiografica, allo stesso modo in cui se vado al Colosseo non vedo certo i leoni che mangiano i cristiani. Sarebbe più proficuo invece poter visitare il Lager di Gaza (inibito dal governo israeliano), o i numerosi campi profughi dove ancora vivono i “sopravvissuti” della pulizia etnica della Palestina dal 1948 in poi… È ipocrita stracciarsi le vesti per le tragedie del passato remoto e chiudere gli occhi davanti agli orrori del presente, dove la nostra responsabilità è molto più rintracciabile che non per eventi svoltisi prima che noi nascessimo.

  4. Fausto Carbonaro says:

    Aggiungo ancora per Andrea e senza nessuna esagerazione o intento polemico. Se anche lui si attarda sulla retorica del “mai più”, “perché non si ripeta”, e simili, potrà facilmente verificare lui stesso come l’orrore post 1945 supera di gran lunga sotto tutti i parametri l’orrore di prima del 1945. E per prevenire facili obiezioni dico che con ciò non esprimo nessun nostalgismo: non sono e non mi sono mai dichiarato né fascista né nazista, anche se ritengo che queste epoche definitivamente trascorse dovrebbero essere libere al nostro giudizio storico. Invece, la classe politica del post 1945, incapace di trovare in sé stessa un principio di legittimazione, cerca la legittimazione di cui è prima solo nella demonizzazione del passato! E questo fatto spiega molte cose, fra cui anche i pellegrinaggi e i viaggi di istruzione in Auschwitz.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Fausto Carbonaro, Martinez e Athanasius

      Concordo con Fausto Carbonaro e con Athanasius. Pero’ non siete in contraddizione con me. Sono stato ad Auschwitz in pellegrinaggio e mia moglie è di Bialystok -la cui stazione ferroviaria servì al vicino orrore di Treblinka. Sono stato a Jedwabne, dove un pogrom Polacco risparmio’ alle SS la fatica di bruciare vivi milleseicento Ebrei, e il cui cimitero conserva in ugual numero le tombe di chi è stato fucilato dai nazisti e le lapidi commemorative dei tanti deportati senza ritorno in Siberia. Con lo stesso spirito sarei andato a Magadan se le finanze (e la mia patologica insofferenza al freddo) me l’avessero consentito. Più vicino a casa mia, a Genova non è del tutto morto il ricordo di Campopisano (dove morirono di stenti i priginieri Pisani della Meloria) e tanto meno quello della bestiale repressione Sabauda del 1852.

      Come il vero amore, il vero odio è impolitico -o almeno trascende la politica com’e’ solitamente intesa. Non condannero’ chi almeno fa mostra di portare un fiore. Di questi tempi non è poco. So di laureati che ignorano chi fosse Pinochet, e altri mi hanno chiesto di tradurre dal Tedesco canzonacce che iniziano con ‘Noi berremo il sdangue degli Ebrei…’

      Per Martinez

      Non parteggio certo per lo schieramento per la Pooverini, ma da qui ad accusarla di pogrom ce ne corre. Si accompagnerà magari a dei sionisti di complemento come gollum. Ma di questo passo dovremmo allora considerare tanto Frank Sinatra quanto Franco Franchi dei mafiosi perchè alle feste che loro allietavano presenziavano esponenti dell’ ‘onorata società’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  5. mirkhond says:

    Prima che ci costringano al silenzio forzato, consiglierei per chi volesse saperne di più sul periodo nazista, almeno in una certa zona d’Europa, e cioè l’area tra l’Austria, la Slovenia, l’Istria, Trieste e il Friuli, consiglierei dicevo il libro di Pier Arrigo Carnier Lo Sterminio Mancato, un vecchio testo pubblicato nel 1982, che a mio modesto parere apre squarci per comprendere queste vicende in modo davvero alternativo e senza negare stermini di alcun tipo.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Mirkhond

      ”sterminio”

      Ma tu vieni nel mio carrugio :-)

      Fu mio padre a raccontarmi della sorte dell’armata di Vlasov tradita dagli Inglesi. Fu lui a scrivere alla BBC protestando, in una lettera in cui affermava che il famoso documentario BBC sui crimini di guerra Italiani in Yugoslavia era stato tirato fuori al momento opportuno per tacitare le polemiche che erano nate appunto in quei giooni sulla responsabilità Inglese al riguardo dei seguaci di Vlassov. Se ne parla, ironia della sorte, in un film di 007, nel quale il superkattivo che vuole distruggere la City è appunto il figlio di uno di quei seguaci (al che lo 007 di turno risponde: ‘non fu la pagina più gloriosa della storia d’Inghilterra’). Aggiungo per completezza che pochi personaggi storici sono così profondamente odiati in Polonia come Vlasov.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  6. Un piccolo gioiello dal blog di Ugo Maria Tassinari che parla di Giuliano Castellino, un personaggio del mondo pallonaro-politico di cui abbiamo già parlato qui.

  7. athanasius says:

    Forse alcuni hanno dimenticato, ma ci fu una guerra nell’ Asia sudorientale, la Guerra di Vietnam. Almeno un millione e mezzo di morti, stragi da napalm ed alte amenita della stessa civilta giudaico-cristiano-atea (fallacianamente parlando), che partori anche il nazismo. Perche i grandi sacerdoti culturali, politici, giornalistici, religiosi ecc. dell’ Occidente non vanno li a stracciarsi le vesti e gridare “mai piu” et similia?

    Mi pare da tempo che l’ossessione con la seconda guerra mondiale e con la colpa della Germania, voglio dire, l’ossessione eccessiva, sia frutoo di un certo razzismo eurocentrico, appena malcelato. Si dichiara qualcosa di peggiore mai avvenuto, imparagonabile con qualsiasi altro conflitto dell’eta moderna, soltanto perche le operazione belliche di questa guerra si svolgevano in Europa. I giapponesi hanno compiuto atrocita piu orrende nell’Asia orientale che i tedeschi in Europa (e su una scala molto maggiore), ma non se ne parla molto oggi, per due ragioni: 1) le vittime provengono da un’umanita considerata, implicitamente, di secondo (se non terzo) ordine; 2) gli ebrei (oggi il popolo santo della religione civile dell’occidente moderno) non si trovavano tra le vittime dei giapponesi.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Athanasius

      Ci sono altri esempi che confermano quanto dici sui massacri condotti da Europei, e che ho dimenticato di aggiungere all’altro mio post. (Decido arbitrariamente di considerare la strage Francese di un milione e mezzo di Algerini negli anni ’60 di Omdurman e quella dei sepoy Indiani del 1855 come qualcosa di separato dale guerre coloniali in cui si svolsero). Mi limito a considerare stermini a freddo di innocenti indipedentemente dalle operazioni militari e da contrasti religiosi (se no ci dovremmo mettere pure le Crociate; e analogamente, considero arbitrariamente lo sterminio Inglese degli Irlandesi mediante carestia indotta nel 1840 come una guerra di religione)

      Uno è lo sterminio Tedesco degli Herero della Namibia. Il secondo è lo sterminio Argentino degli Araucani (c’e’ un libro che ne parla, ‘Patagonia rebelde’, di recente uscito alla Fiera di Francoforte). Il terzo è lo sterminio Francese di una intera tribù del Cameroun, dopo la seconda guerra mondiale (ne parlava Martinez in un suo post tempo fa).

      Il più rilevante ai fini del nostro discorso mi sembra tuttavia la morte per stenti, malattie ecc. di migliaia di civili Boeri nei campi di concentramento Inglesi nel Transvaal durante le guerre Anglo-Boere, morte con la quale il comandante Inglese Kirchener sperava di piegare l’ostinata resistenza avversaria.

      E’ ai fatti Boeri che la Arendt fa risalire l’invenzione del moderno concetto di ‘campo di concentramento’, inteso col triplice e simultaneo significato di ‘luogo geografico di morte con prolungato tormento per molti innocenti’, ‘oscura minaccia ai nemici tanto più grave perchè semisegreta’ e ‘strumento di pulizia etnica’ (lapsus rivelatore: avevo inizialmente scritto ‘polizia etica’).

      A differenza degli altri da me citati, quello a danno dei Boeri fu uno sterminio fatto da militari Europei di pelle bianca a danno di altri Europei non militari e di pelle bianca. Non se ne vedevano dal tempo delle guerre di religione, ed a differenza di quelle non ha avuto una motivazione religiosa. Ed è un misconosciuto antecedente della Shoah. Shoah che tra l’altro ha coperto con la sua memoria lo sterminio non meno gratuito di Rom, Sinti e testimoni di Geova.

      Sui Giapponesi, aggiungi che il Giappone serviva da avamposto anti URSS ( e oggi anti Cina), tant’e’ che gli Statunitensi salvarono Hirohito da ogni imputazione. Analogamente, il far parte dell’URSS non ha facilitato in passato all’Armenia il Grande Male ad essa procurato dal governo di una nazione alleata dell’Occidente come la Turchia. (Potremmo dire lo stesso degli Assiri Iraqeni e dei Greci del Ponto, che fanno sembrare le vicende degli sventurati ma pubblicizzatissimi ‘boat people’ Vietnamiti una quisquilia).

      Vale anche il contrario: se una nazione nemica degli USA ferma un genocidio dopo essere stata aggredita dal governo responsabile di quel genocidio allora è messa alla berlina e sottoposta ad embargo. E’ il caso dei Vietnam dopo che nel 1978 ha posto fine al regime dei Khmer Rossi. (Un esempio di un Comunismo che ferma il massacro compiuto da altri Comunisti, poco sbandierato dai nostrani Difensori Dei Valori).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • athanasius says:

        Credo – ma forse mi sbaglio – che non si parli molto di boeri perchè vengono considerati da molti sommariamente “razzisti”, dato che un tempo mantenevano il regime dell’Apartheid nell’Africa del Sud.

        • Andrea Di Vita says:

          Per athanasius

          Dubito che si parli poco dei Boeri perchè razzisti. Non si parla neanche del genocidio degli Irlandesi: e gli Irlandesi non erano razzisti. Il punto che i ‘cattivi’ in entrambi i casi (Boeri, Irlandesi) erano i nemici degli Inglesi, e la storia come viene narrata oggi -almeno escludendo Gandhi e Hamas- è quella dell’Anglosfera. Sarà probabilmente così finchè l’Anglosfera non prenderà qualche seria batosta militare – e difatti il terzomondismo è diventata una moda con la disfatta USA dal Vietnam.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  8. Per Andrea

    I tuoi ragionamenti, sul piano puramente teorico, li potrei anche condividere.

    Il punto è che qui abbiamo una signora piuttosto incolta, che sa fare un solo mestiere, la politica.

    E che si trova davanti a un bivio:

    1) diventare presidente della regione-capoluogo della settima potenza industriale del mondo

    2) restare all’opposizione, continuando ad attaccare manifesti abusivi la notte e schivando le botte degli avversari, finché i capelli non le diventano tutti grigi.

    Passa Babbo Natale e dice, puoi diventare 1) se vieni con me in una gita, ti fai fotografare e quando torni a casa chiedi che si faccia una legge che dico io perché fa comodo a uno stato mediorientale che dico io.

    Se non vieni, racconto a tutto il mondo che sei una mezza nazista, ti tolgo la scarpina di cristallo e ti rimando a casa su una zucca con quattro topi.

    Non credo che sia esattamente la stessa cosa che andare a Birkenau perché gliene importi qualcosa di chi ci è morto.

    • Andrea Di Vita says:

      PerMartinez

      Renata Polverini non era un’attacchina sfigata come la dipingi tu. Era la segretaria generale dell’UGL, l’ex CISNAL, sindacato confederale di area e-MSI con aderenze soprattutto fra statali e parastatali, e dunque fortissima a Roma e dintorni. Come molti segretari sindacali prima di lei, ha avuto una forte base da cui partire per la sua avventuira politica. Era un candidato ideale di uno schieramento come il nostro centrodestra, di solito maggiormenente presente fra evasori, autonomi e simili. Il palese imbarazzo dell’area cattolica del PD a sostenere una mangiapreti dichiarata come la candidata avversaria della Polverini, Emma Bonino, ha fatto il resto. Tra l’altro, tra Emma Bonino e Renata Polverini la sionista senza se e senza ma semmai è sempre stata Emma Bonino, il cui nume di riferimento Pannella ha chiesto ormai da anni addirittura l’ingresso di Israele nella UE.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  9. Per Andrea

    In effetti, quello che dici sulla Polverini non fa una grinza.

    Però rimane il fatto che è meglio avere accesso al sistema sanitario laziale, che fare il segretario dell’UGL.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      ”sistema sanitario laziale”

      E’ del tutto verosimile che la Polverini sia andata ad Auschwitz più che altro come molti vanno a messa la domenica: per farsi vedere, più che per pregare. O, come si dice oggi, per curare la propria immagine pubblica.

      Condivido anche il sospetto di alcuni, secondo cui che molta della simpatia per Israele oggi professata da tanti politici Italiani somigli un po’ all’atteggiamento di quei ministri democristiani che quando ero piccolo si facevano riprendere dalle telecamere di mamma Rai mentre prendevano la comunione alla messa. Magari ci credevano davvero. Ma certamente ostentavano; e una fede sincera non ha bisogno di ostentazione.

      Per chi ci crede, nè l’arrivismo nè l’ostentazione di chi agisce toccano il valore oggettivo del gesto. Non più almeno di quanto l’eventuale pedofilia del sacerdote alteri la Reale Presenza nell’Eucaristia somministrata ai fedeli da quello stesso sacerdote. (E visto che alcuni parlano di Religione Olocaustica, il paragone non è peregrino).

      Della sincerità della Polverini non mi importa granchè. Per l’Italia e l’umanità e’ sempre meglio che un politico scelga di farsi vedere mentre visita Auschwitz (o prende la comunione in chiesa) che mentre spala sterco di maiale sui siti delle costruende moschee.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  10. mirkhond says:

    Per Andrea Di Vita

    Come avrei voluto conoscere tuo padre per chiedergli tante cose, dall’unità d’Italia ai Cosacchi anticomunisti.
    Anni fa, tornando da Milano a Bari, in treno, mi stavo leggendo il libro di Adriano Bolzoni, I Dannati di Vlassov.
    Tra i miei compagni di viaggio c’era una signora polacca, la quale mi prese subito in simpatia e mi chiese cosa stessi leggendo.
    Le parlai del dramma di questi sudditi sovietici passati dalla parte di Hitler e lei fece un’espressione meravigliata di chi non sapesse di cosa parlassi, e ricordo ancora che mi
    fece capire che per i Polacchi la dominazione nazista era stata peggiore di quella sovietico-comunista.
    ciao

  11. maria says:

    Oggi su Repubblica c’è un’intervista allo storico Carlo Ginzburg che riconferma la sua contrarietà alla “certificazione” giuridica della verità storica. Ginzburg cita anche Pierre Vidal- Naquet e dice che il suo saggio, Un Eichmann di carta, contenuto nella raccolta, Gli assassini della memoria, è a suo parere “il documento sul negazionismo più profondo e più drammatico”, un libro che andava scritto e che soltanto Vidal -Naquet poteva scrivere.

    Ricorda anche l’appello che tre anni fa molti storici, lui compreso, firmarono contro il disegno di legge proposto dall’allora ministro Mastella.

    maria

    • Mirko Viola says:

      Pierre Vidal Naquet – sig.ra Maria – è un dilettante della storiografia olocaustica, il libro che ha citato è un’accozzaglia di copia incolla ed elucubrazioni senza capo nè coda, soprattutto senza metodologia storiografica, in quel libro c’è l’assoluto primato della testimonianza sul documento (in senso stretto) e l’accettazione aprioristica dell’attendibilità della testimonianza.
      Il revisionista italiano Carlo Mattogno ha demolito completamente il sedicente storico Pierre Vidal Naquet, bisogna solo sforzarsi di leggere Mattogno… ma attenzione, gente come la signora Polverini vorrebbero sbatterlo in galera.

  12. ettore says:

    La questione di Auschwitz mi sta un attimo tediando, oltre alla frase di Gilad Atzmon “Se c’è qualcosa che non dovremmo mai fare, questo sarebbe di non uccidere nessuno nel nome di Auschwitz. E’ invece esattamente ciò che stiamo facendo.”, che mi pare fotografi la situazione, vorrei sapere quanti cavolo sono sti famosi morti, prima che Pacifici e la Polverini mi impediscano di chiedermelo. La domanda nasce dal fatto che la storia dei sei milioni di ebrei c’era già da quando avevo 10 anni ovvero nel 1966, ahime son nato 54 anni fa, di cui 4 milioni solo ad Auschwitz. Nel 1990 “I direttori de “La Stampa” e di “Repubblica” , il 19 luglio per l’esattezza, informarono i loro lettori che il direttore del museo di Auschwitz, prof. Francisek Piper, aveva affermato che la cifra di 4 milioni di vittime che figurava sulla targa commemorativa del campo di concentramento polacco era falsa, in quanto i morti erano stati circa un milione e mezzo: cifra riconosciuta da Schomuel Krakowski, storico israeliano e al tempo direttore dell’ Istituto di ricerche di Gerusalemme dedicato alla shoah. Ammissioni che portarono alla revisione delle iscrizioni marmoree.Ora se la matematica non è negazionista e/o neonazista o assassina della memoria almeno due milioni e mezzo dei famosi sei milioni non sarebbero stati uccisi. Però dal 1990 si continua a parlare di sei milioni di morti mentre per Piper e Krakowski , sicuramente non dei revisionisti o dei negazionisti, (d’altronde se lo negassero dovrebbero cercarsi un altro lavoro!) logicamente dalle loro affermazioni ne sarebbero morti solo tre milioni e mezzo. Tanti, troppi, perchè anche fossero tre ad essere morti per qualcosa di cui non erano oggettivamente e soggettivamente responsabili ( nessuno chiede o sceglie di nascere in un’etnia) sarebbero per me inaccettabili, come erano inaccettabili le leggi razziali, in qualsiasi paese fossero in vigore, avessero o meno certi paesi vinto o perso la guerra! Però le sofferenze indubbie del popolo ebraico non possono essere utilizzate per giustificare e le sofferenze inflitte al popolo palestinese ne i tentativi a) di attentare alla libertà di parola, di ricerca storica b) di attentare alla libertà di criticare lo Stato di Israele c) la libertà di criticare l’eventuale interferenza di alcuni esponenti della comunità ebraica nella politica italiana. come giustamente viene criticata l’interferenza delle gerrchie ecclesiastiche cattoliche nella nostra politica interna.

  13. Pietro Eremita says:

    Brillante e spassoso articolo, come sempre.
    Pero’ credo necessiti di qualche complemento di informazione.

    La recente richiesta di introdurre leggi memoriali in Italia non e’ stata una sparata di quella signora, che io non avevo mai sentito nominare prima d’ora. Avanzata da ebrei professionisti come Riccardo Pacifici e’ stata subito accolta con favore dai presidenti di Camera [sic!] e Senato che hanno promesso un corridoio privilegiato per approvarla velocemente.

    Quanto a Vidal-Naquet e al suo liberalismo in storia, non e’ esattamente come si crede. Lo stesso Vidal-Naquet e’ arrivato ad invocare l’applicazione della legge Gayssot contro Henri Roques in un processo. I suoi saggi sull’argomento, tra cui quello citato da Maria, grondano di malafede e disinformazione. Non contengono nessun dato nuovo e nessuna analisi di documenti originali; per ogni questione tecnica si e’ sempre basato sul chimico Wellers (un ex-deportato ebreo, poi direttore del “Monde Juif”) e sul farmacista Pressac. E’ penoso, ma non sorprendente, vedere che lo “storico” Carlo Ginzburg prenda in considerazione Vidal-Naquet, evidentemente in mancanza di meglio.

    Per Ettore: non compiere l’errore tipico dei revisionisti dilettanti. Nessuno sterminazionista dotato di un minimo di serieta’ ha mai parlato di quattro milioni di morti ebrei a Auschwitz. Per esempio Hilberg si aggirava sul milione negli anni sessanta, arrivando comunque alla cifra globale di 5,1 milioni circa. Reitlinger se non erro era gia’ sceso sotto il milione. Quando hanno cambiato le famose targhette, hanno ufficialmente eliminato 2,5 milioni di vittime goym, lasciando intatta la quantita’ di vittime ebraiche. In seguito Pressac (la principale fonte tecnica dello “storico” Vidal-Naquet) e’ sceso ben sotto il milione di vittime globali.

    Per Andrea Di Vita:
    “Sono stato a Jedwabne, dove un pogrom Polacco risparmio’ alle SS la fatica di bruciare vivi milleseicento Ebrei”
    Davvero credi che le SS bruciassero vivi gli ebrei?
    Se quei pellegrinaggi fanno questo effetto, meglio una partita di pallone!

    Saluti,
    Pietro (un eremita che non crede alle camere, ai 6 milioni, al Fuehrerbefehl sterminazionista)

    • ettore says:

      ti ringrazio Pietro per aver corretto il mio errore, allora hanno hanno tolto due milioni e mezzo di gentili? Mi complimento per il rigore storico di Piper e Krakowsky anche se la Gassot fotterebbe anche loro perchè il testo della legge se ben mi ricordo punisce chi mette in dubbio la verità storica come accertatata al Processo Militare di Norimberga…

    • Andrea Di Vita says:

      Per Pietro Eremita

      Ho scritto che fu risparmiato alle SS il compito di bruciare vivi degli Ebrei a Jedwabne. Fu cosi’ perche’ a bruciarli furono alcuni Polacchi (uno dei quali fu in seguito pubblicamente disprezzato dal bisnonno di mia moglie). Altrove le SS non si videro risparmiare compiti simili.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  14. mirkhond says:

    Per Pietro l’Eremita

    Stando agli studi che hai citato, quante sarebbero approssimamente, le vittime dei nazisti, tra ebrei e gentili, nel 1941-45?
    Conosci l’opera di Carnier, Lo Sterminio Mancato?
    ciao

  15. Non entro in merito a questioni di cui so poco, e credo che esulino abbastanza dalle tematiche di questo blog.

    Concordo con il principio espresso da tutti gli storici dell’appello di Blois, tra cui Vidal-Naquet, a prescindere dalla singola legge memoriale cui si riferiscono – può riguardare il genocidio degli ebrei, la schiavitù, il genocidio degli armeni, i gulag, il genocidio dei nativi americani, le foibe… Il mio parere resta esattamente uguale.

  16. Pietro Eremita says:

    Per Mirkhond: Hilberg si e’ occupato esclusivamente degli ebrei (nel suo libro la Seconda Guerra Mondiale pare sia un “dettaglio della storia”). Pressac e Wellers si sono occupati solo dei campi di concentramento (almeno nei saggi che conosco) in particolare della questione camerale. Sulle cifre globali dei morti (ebrei + gentili, nei campi + fuori dai campi, uccisi + morti “naturali”) non conosco nulla di affidabile, ne’ da una parte ne’ dall’altra. Sul libro di Carnier: no, non l’ho letto, ma conosco un po’ la storia trattata (anche perche’ il mio eremo si trova nella Kosakkenland in Nord Italien). E’ un bel libro?

    Per Ettore: si’, infatti la gayssottina in teoria vieterebbe di attribuire ai sovietici i crimini di Katyn, visto che a Norimberga sono stati addossati ai tedeschi.

    Per il capo: scusa se ero uscito dal tema del blog. Naturalmente il punto fondamentale come dici tu e’ espresso dall’appello di Blois. Puo’ essere pero’ interessante il fatto che poi alcuni firmatari di quell’appello abbiano fondato un’associazione “Liberte’ pour l’Histoire” (in sigla LPH) che ha cercato di salvare la gayssottina condannando invece tutte le altre leggi memoriali. Questo, voglio specificarlo, e’ successo dopo la morte di Vidal-Naquet. E’ comico leggere quali acrobazie dialettiche abbiano operato per sostenere che la gayssottina, pur essendo una brutta legge, non andasse abolita.

    P.E.

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  18. Per P.E.

    Sul territorio cosacco del Friuli, ho una storia assolutamente inedita, che devo ricordarmi di scrivere.

  19. mirkhond says:

    Per Pietro l’Eremita

    Per me il libro di Carnier è molto interessante, proprio perchè, pur datato (è del 1982), pone davvero da un punto di vista alternativo, le vicende della dominazione nazista nell’area tra Austria, Slovenia, Istria, Trieste e Friuli, senza negare le crudeltà che pure ci furono.
    Ad esempio si parla del dottor Manzoni, un ebreo credo di Fiume, al servizio delle SS e che poi fu fatto liquidare insieme ad altri gerarchi nazisti, in una politica di “ammorbidimento” della questione ebraica, in vista di un possibile accordo con gli Alleati.
    Interessante inoltre, a mio modesto parere, è l’analisi che l’autore fa sul protagonista delle vicende dell’Adriatisches Kustenland nel 1943-45, il gaulaiter Friedrich Rainer, lasciando trasparire il progetto che vide coinvolti alcuni nazisti austriaci, esponenti della vecchia nobiltà asburgica e pare, dico pare, anche il Vaticano, di tentare, sulle ceneri del terzo reich, di convincere gli Alleati a ricostruire l’Austria imperiale.
    Progetto che, seppure fu abbozzato, non ebbe poi alcun riscontro nella fattibilità.
    Peccato che questo aspetto non sia stato, almeno in Italia, approfondito da pubblicazioni più recenti.
    ciao

    • Pietro Eremita says:

      Grazie Mirkhond, allora non ne sapevo nulla, pensavo ti riferissi solo ai Cosacchi sui quali Carnier ha scritto un altro libro. Vedro’ senz’altro di leggere Lo sterminio mancato, e naturalmente la pubblicazione di Martinez sui cosacchi quando apparira’.
      Ciao a tutti,
      P.E.

  20. mirkhond says:

    Anch’io sono molto curioso su quanto pubblicherà Miguel Martinez su questi argomenti interessantissimi e davvero poco conosciuti.

  21. ettore says:

    la Gayssot infatti in teoria prevederebbe almeno un anno di galera, come lo sta facendo Reynouard, per chi ” nega che l’eccidio di Katyn fu commesso dai Tedeschi, chi nega che a Belzec l’uccisione avvenisse mediante corrente elettrica e a Treblinka per mezzo di “camere a vapore”, chi nega che le vittime di Auschwitz furono 4 milioni e quelle di Majdanek un milione e mezzo (la cifra ufficiale attuale è 78.000) e anche chi nega che i Tedeschi usassero il grasso umano per fabbricare sapone. Tutte “verità” sancite a Norimberga”

  22. ettore says:

    la frase fra virgolette è di Carlo Mattogno

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