Alla fiera di Fiamma Nirenstein e Aznar

L’altro giorno, vi abbiamo raccontato del curioso raduno “Per la Verità, per Israele” (nonché per l’Occidente), organizzato da Fiamma Nirenstein e José Maria Aznar.

Attendiamo ancora di sapere cosa ha detto Lucio Dalla; accontentiamoci per ora dell’intervento di una signora che c’era e di quello di una signora fisicamente assente, ma spiritualmente presente.

Quella fisicamente presente è la signora Rosa Matteucci, la quale – ci raccontano – farebbe di mestiere la scrittrice. Avrebbe infatti arricchito le lettere italiane con le opere Libera l’Anna Karenina che è in te, Cuore di  mamma e India per signorine, tre titoli che siamo sicuri saranno fedeli allo spirito delle relative opere.

rosa-matteucci

Rosa Matteucci, scrittrice di Orvieto

L’esordio del suo intervento alla manifestazione per Israele, “Tempo ove si malvive, già malvissuti ovvero sopravvissuti a un olocausto minimo, vittime corresponsabili di fascinazioni e di mode temporanee dello spirito“, ci permette anche di cogliere qualcosa dello stile letterario di questa signora, e valutare quindi se sia il caso o no di acquistare le sue opere.

Nel frattempo, si può consultare gratuitamente il suo blog, intitolato Cuoredimamma, ricco di riflessioni filosofiche:

Nella vita le donne necessitano di 4 animaletti: una giaguar in garage, una tigre a letto, un visoncello sulle spalle e un asino che paghi il conto.”

La signora Rosa Matteucci ha sfruttato i cinque minuti che il sionismo di destra ha messo a sua disposizione, per informarci delle sue competenze in merito alle questioni mediorientali, acquisite durante un viaggio in Terra Santa che lei descrive così:

“Fui a Gerusalemme, sola con una variegata pattuglia composta da cinque suore, di cui due di un ordine derelitto, monache vecchie con le calze lise sui talloni; due coppie quidam di sposi celebranti le nozze d’argento, col rito del diploma di riconferma del sacramento da riceversi in quel di Cana; e una popolana romana devota a ogni santo di noi italiani e le sue due figlie al seguito, di cui una impiegata delle Poste.”

In tale compagnia, la signora Rosa Matteucci ha tratto la lezione fondamentale – è ora di farla finita con il vomitevole rispetto per gli altri:

“L’abuso del falso rispetto per gli usi e i costumi altrui è diventato una pratica imbarazzante ancorché vomitevole, con mille scuse ai popoli, ma sarebbe meglio dire alle etnie, che conservano barbare tradizioni localistiche, soggette a esportazione, talora capaci di suggestionare gli ignoranti, ma commendevoli in quanto i popoli avrebbero da essere infine tutti fratelli, che uniti da uno stolido quanto impraticabile sinergismo religioso, che sia Manitù – da non confondersi con Manitoba luogo di produzione dell’omonima farina – o Geova non cale, dovrebbe essere sempre la stessa solfa.”

E siccome c’è troppo rispetto per i diversi (da non confondersi con Manitoba), allora Israele ha il Diritto di Esistere. Lascio a voi capire la logica, ecco comunque il sillogismo:

“In tutto questo carnasciale di “scusi tanto”, “ma si figuri”, “ma scusi lei”, se non alla luce fioca del lucignolo della Nemesi si giustifica la proterva ostinazione di molti nel non riconoscere lo stato di Israele e il suo diritto a esistere.”

Alle vertigini intellettuali di una Rosa Matteucci, corrisponde l’altrettanto notevole chiarezza e buonsenso di Deborah Fait, una signora che nella sua semplicità di nonna, ci regala sempre perle di saggezza, in questo caso da Tel Aviv:

Benissimo, sono proprio felice e rilassata!

La manifestazione “Per la verita’ per Israele” e’ andata benissimo, molta gente, molti relatori importanti di cui in questi giorni avete gia’ letto i nomi e che hanno dichiarato: “Siamo per Israele, siamo per la Democrazia, siamo per la Verita'”.

Fiamma Nirenstein puo’ essere soddisfatta perche’ erano anni che non si vedevano tanti amici  tutti insieme, uniti in un sogno, in una poesia d’amore per Israele.

Amore verso un paese su cui si e’ abituati a sputare disprezzo e menzogne in nome di un popolo che ha sempre rifiutato una vita decente in favore del terrorismo piu’ feroce e schifoso.

Il conte Joseph Arthur de Gobineau, a confronto, era di una noia mortale.

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8 Responses to Alla fiera di Fiamma Nirenstein e Aznar

  1. Riccardo Giuliani says:

    Per fortuna il concetto di proiezione – nella sua valenza psicologica – è abbastanza ebraico da consentirmi di affibbiarlo a simili megafoni senza gambe, sicuro di non poter essere tacciato di antisemitismo (al più di anticretinismo).

    • Z. says:

      Riccardo,

      figurarsi se rinuncerebbero a darti dell’antisemita solo per questo. Chi critica Israele, com’è noto, lo è sempre :-)

      Z.

      • Riccardo Giuliani says:

        Ma io LOVO i-sraele, specie se è fèscion e castomizzabbbbbel come i-fon, ecco perché sembra che ne critchi i sostenitori domenicali (ops, sabbatali). Mi sembra logico, no?! :)
        Firmato
        Piccolo frènd ov i-srael.

  2. PinoMamet says:

    Già mi vedo gli spot dei palestinesi:

    “Fai come me! Dì anche tu NO a una vita decente!”

    Notevole la sintassi della Matteucci, quasi al livello di Paolo Frattini di Telemarket:
    “nulla di ostativo alla vostra capacità di cercare una piccola sfumatura che non sia in sintonia con il gradimento assoluto…”

    :)

  3. maria says:

    @pino

    un altro Frattini, sarà mica il fratello dell’altro? in ogni caso meno male , per nostra fortuna, lui si è fermato a telemarket-)

    maria

  4. anonimo codardo says:

    Ma la Deborah per “vita decente” ovviamente intendeva l’ “altra” vita. Quindi la frase tradotta suonerebbe così: “un popolo che ha sempre rifiutato di farsi ammazzare, e quindi ottenere la vita eterna, in favore del terrorismo piu’ feroce e schifoso.” :-)

  5. jean génois says:

    Ogni qualvolta leggo le dichiarazioni di un ebreo che, ha rinnegato le proprie origini, rimango con la bocca spalancata dalla meraviglia e, a dir poco perplesso. Che una persona faccia delle riflessioni e scelte che lo allontanano definitivamente dal suo popolo, potrebbe essere il frutto di una serie di considerazioni opportunistiche e ideologiche. buon per loro che la loro apostasia viene considerata dagli ebrei, un gesto infame non gravido di serie conseguenze, per la loro incolumità; vedere a tale proposito le pene inflitte dagli intolleranti fanatici musulmani. Tutto sommato, è un bene che simili individui si allontanino dal proprio popolo, smascherando al di fuori di esso, l’odio che nutrono per se stessi e i suoi simili.
    Non capisco invece e, rifiuto il loro disprezzo e l’ostilità impressionante accumulata in secoli di sofferenze dagli ebrei. E’ vero, la storia è piena di queste canaglie che diventano col tempo i più accaniti nemici e persecutori dell’ebraismo. Ma, qual è la molla che fa scattare in loro quest’odio profondo, superiore a quello dei consueti antisemiti storici, vecchi e nuovi. Scrittori, artisti, e quant’altro di variegato esistono nella società? Tiriamo fuori dal cassetto tutte le motivazioni psicanalitiche per valutare e “giustificare” il perché di tali prese di posizione. Sentire oppure leggere le giustificazioni di questi cialtroni, che non riescono a trovarne una plausibile sull’essere dei rinnegati. Denaro, ricchezza, notorietà, sono le molle del loro tradimento? Ma la cosa che più mi stordisce e l’alleanza con i nemici più acerrimi del popolo ebraico. I comunisti li accolgono a braccia aperte: “Se un ebreo accusa il popolo ebraico, è uno che ha compreso seppure in ritardo i Protocolli…”, a conferma delle nefandezze scritte su quel libello… Insomma, tali lestofanti hanno, il coraggio di sostenere le ideologie e le azioni omicide delle “anime candide dei terroristi”. Qualcuno più erudito può spiegarmi il perché di queste aberrazioni ideologiche che, insultano ulteriormente la memoria e le vittime degli attentati in Israele, quelle degli innumerevoli pogrom di questi secoli e per finire: l’apoteosi infernale della Shoà?
    Sia cancellato il loro nome!
    Shalom.
    Jean

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