L’Immagine d’Israele

Oggi, a Roma, una folla di guitti mediatici, con contorno di House Arab e di politici sgomitanti per avere un posto sul palco, manifesterà al Tempio di Adriano “per la verità, per Israele”, seguendo l’invito dell’onorevole berlusconiana Fiamma Nirenstein.

E’ una manifestazione, in sostanza, per l’Immagine d’Israele.

Non serve una manifestazione, l’unica potenza nucleare del Medio Oriente già possiede il controllo dell’immagine.

Basta questo video , che trovo su 30 Secondi e dice tutto quello che c’è da dire.

Non sul conflitto tra israeliani e nativi palestinesi, ma proprio sull’Immagine di Israele.

Lasciamo perdere la brutalità della scena del soldato che balla addosso alla prigioniera palestinese – in fondo, di cose peggiori ne succedono al mondo.

No, il video è importante per un altro motivo: ci dice tutto sul Monologo Occidentale, che culmina nella nostra visione del conflitto israelo-palestinese.

Lui ha un volto, e sta nella luce. L’Immagine è tutta sua.

E’ giovane, piuttosto bello si presume, pieno di vitamine e voglia di divertirsi.

Ha una divisa legittimata, cioè rientra tra coloro cui riconosciamo il diritto di girare armati e uccidere.

Lui lo conosciamo bene. Lo abbiamo incontrato quando faceva i gavettoni a scuola, lo abbiamo visto ballare nelle discoteche, lo abbiamo sentito bestemmiare per l’aria condizionata che funziona male.

Abbiamo ascoltato le sue barzellette, e magari riso pure. Forse è riuscito anche a venderci un aspirapolvere. E tra un po’, gli arriverà la Hot Hearty Healthy Soup, forse.

L’uomo-di-luce balla sulla donna-di-ombra.

Lei è sempre oscurata dal soldato che sta riprendendo la scena.

Lei ha le mani legate, perché non possa agire.

Ha il volto mascherato, perché non possa vedere, né essere vista.

Ha la bocca tappata, perché non possa urlare.

Di suo, porta anche un foulard sulla testa, quasi a dire di non voler nemmeno fare spettacolo.

Lei non ha bisogno di alcuna immagine, perché in un profondo recesso, inaccessibile a tutte le telecamere del mondo, cova un fuoco che nessuno potrà mai spegnere. Qualcuno lo chiama odio, altri amore.

ساظل فوق الصخر.. تحت الصخر صامد
Io resterò, sopra le rocce… sotto le rocce, impenetrabile [1]



Note:

[1] Breve riassunto di Fiamma Nirenstein.

Giuseppe Ciarrapico, che non è nessuno, bofonchia qualcosa di sgradevole sui copricapi ebraici.

Fiamma Nirenstein scrive sul proprio blog:

“Tutti, e penso che i deputati del mio gruppo condividano la mia posizione, condanniamo le affermazioni di Ciarrapico. La guerra contro l’antisemitismo e’ una questione di civilta’.”

Silvio Berlusconi, che è qualcuno, racconta una ributtante barzelletta sull’avidità e furbizia degli ebrei.

Fiamma Nirenstein scrive sul proprio blog:

“Berlusconi a sua volta, nel momento delle repliche durante il dibattito in Senato, ha dichiarato il suo consueto e sincero attaccamento al mondo ebraico e a Israele.”

[2] Abbiamo tradotto con la parola “impenetrabile” il participio arabo sâmid, da un termine che indica la cammella che non cessa di dare latte anche nella siccità, la radice che non si può strappare, la roccia che non si lascia intaccare dall’acqua.

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54 Responses to L’Immagine d’Israele

  1. PinoMamet says:

    Fiamma Nirenstein, volesse fare qualcosa per l’immagine di Israele, potrebbe impegnarsi perché:

    -il soldato sia punito per il suo comportamento stupido e offensivo (oltre che assolutamente non professionale; naturalmente il fatto che lui stia lì a fare il coglione davanti a una donna immobilizata a un muro dimostra che lei non costituiva alcun pericolo, quindi niente “terrorista con la cintura di esplosivo” come si favoleggia nei commenti di Youtube, alcuni deliranti)
    -si pubblichino le scuse dell’esercito israeliano e la condanna, quale che sia, inflitta al soldato;
    -si fermi l’assurdo meccanismo della “giustificazione automatica a Israele” (“in fondo la donna è ancora viva, gli arabi cattivi la vogliono velata, i poveri soldati sono morti per combattere ecc. ecc.”), che cancella in modo implicito ma fortissimo qualunque proclama di “unica democrazia del medioriente”, e “accettiamo le critiche purché siano giuste”.

    Invece mi pare che il meccanismo dell’ hasbara sia esattamente il contrario.

    Funziona quindi solo per la continua ossessiva ripetizione di luoghi comuni.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Pinomamet

      ”Funziona quindi solo per la continua ossessiva ripetizione di luoghi comuni.”

      Attento! :-)

      Chi era che diceva che a furia di ripeterla una menzogna sembra la verità?

      Himmler?

      Non vorrai beccarti una condanna per antisemitismo! :-)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Ritvan says:

        —-Chi era che diceva che a furia di ripeterla una menzogna sembra la verità? Himmler?…ADV—-

        Credo fosse Goebbels, Ministro della Propaganda del III Reich.

        Ciao
        Ritvan

  2. PinoMamet says:

    Ecco, facciamo qualcosa per l’immagine di Israele, va:
    http://www.abc.net.au/news/stories/2010/10/07/3031657.htm?section=justin

    tutto da solo devo fare, e i bonifici del Mossad non arrivano mai ;)

  3. Per PinoMamet

    Stupendo il commento di Netanyahu, nell’articolo di cui hai fornito il link:

    “Prime minister Benjamin Netanyahu says the video has shamed Israel because the IDF is one of the world’s most ethical armies that treats detainees with respect.”

    E’ proprio qui l’essenza del Monologo.

  4. mirkhond says:

    Umiliante e disgustoso!
    Spero che non le abbiano fatto altro.

  5. PinoMamet says:

    “E’ proprio qui l’essenza del Monologo.”

    Sai che è proprio quello che stavo pensando?
    Giuro, pensavo appunto di postare che (io parlo un po’ come magno) l’esercito israeliano, quando dice di essere “l’esercito più etico del mondo”, se la canta e se la suona da solo.

    Assai meglio farebbe, secondo me, ad ammettere: siamo un esercito come tutti gli altri (capiscano che omettano di dire “impegnato nell’occupazione illegale di territori altrui”) con dentro i suoi regolari e inevitabili pezzi di merda.
    Facciamo quello che possiamo.

    Invece no, sempre questo insopportabile primodellaclassismo.

    Eppure in qualche modo queste cose, che allontanano e schifano anche un po’ la reazione di tutti quelli che conosco
    (non solo il video del ragazzotto idiota che umilia la donna, ma anche il “siamo i più bravi, pappappero”)
    in qualche modo funziona con un certo tipo di pubblico.

    A forza di sentirselo ripetere, vari automi da tastiera seguiranno a credere alla balla dell’ “esercito più morale del mondo”, come a quella del “deserto fiorito” e compagnia bella.

    Da notare che quel tipo di pubblico lì (quello che quando vede il soldato ballerino si esalta perché si riconosce) è l’opposto, per abitudini cultura modo di vedere le cose, della persona media di sinistra.
    Ecco lo scollamento sinistra-Israele di cui sembrava stupirsi Rosa.

    Ciao!!

  6. PinoMamet says:

    Errata corrige :
    “capiscano” è ovviamente “capisco”

  7. PinoMamet says:

    Però sbaglio io.

    Perché è un po’ come se chiedessi a Berlusconi (è tanto per fare un esempio, non è che mi freghi di parlare di lui): “dai, forza, convincimi. Sii un po’ come me”.
    A Berlusconi non frega niente di convincere me, tanto il suo pubblico lo raggiunge benissimo da solo, e il suo pubblico è molto più numeroso delle persone simili a me.

    Idem Israele.
    Sarò però libero di dire che si è scelto un pubblico di merda? :)

  8. PinoMamet says:

    E allora tiriamo un po’ le conclusione

    (scusami i troppi post, ma sto pensando e posto mentre scrivo, pessima abitudine;
    “ma io scrivo un po’ così, come viene… con l’anacoluto…” :) )

    se il discorso di immagine pubblica che si è scelto Israele, e che in effetti funziona (perchè il sostegno a Israele mi sembra davvero cresciuto) è tutto interno a questo che chiami il “monologo occidentale”, il cantarsela e suonarsela da soli, guardarsi allo specchio e trovarsi molto belli;
    e se le persone che troviamo belle, simpatiche, “più morali del mondo”, in fondo scusabili, un ragazzo normale, il mio vicino di casa ecc.
    sono come quel ragazzo idiota lì;

    se il “monologo” che ci piace è quella roba lì; se il discorso vincente è quello del soldato che umilia la donna;

    allora l’Occidente sta messo male forte; fa proprio un po’ cagare, diciamolo.

  9. Per PinoMamet

    L’immagine d’Israele convince l’Occidente (inteso come una specie di psicosfera, non necessariamente geografica).

    L’Occidente, diciamo, si riconosce nel soldato ballerino. Non del tutto, perché la divisione del lavoro porta la maggioranza degli occidentali a sentirsi molto poco soldati, un po’ come noi carnivori ci sentiamo poco macellai, c’è qualcun altro che fa il lavoro sporco per noi – in Israele, no. Ecco l’urgenza per Israele di lanciarsi come paese non militare, di fotomodelle e guitti simpatici, di gay accolti, ecc. Ecco che deve chiedere scusa per questo video, che a me non scandalizza particolarmente: i giovanotti con armi e videotelefonini si divertono normalmente così.

    Però tra il ragazzo che balla e il misterioso sacco di stoffa nera, l’Occidente si identifica decisamente nel primo.

    Israele vuole vivamente questa identificazione: è la “prima linea dell’Occidente in terra nemica”, “se cade Israele, cade l’Occidente”, come dice Aznar. Non si capisce perché, comunque il discorso che si cerca di far passare è quello.

    Il problema è che nel momento in cui l’Occidente si riconosce nel primo, l’Oriente (altra psicosfera, ci vorrebbero cinquanta libri per precisare meglio il contenuto) si riconosce automaticamente nel contrario.

    E quindi vedo l’immigrato africano che scarica i mobili sotto casa con la maglietta WE ARE GAZA. Che può essere perché nel Ghana, tutti leggono il Mein Kampf; ma se usiamo il rasoio di Ockham, è perché in Occidente, ti fanno una testa così che Israele è il simbolo supremo dell’Occidente stesso.

    Quindi, più Israele convince in Occidente, più si fa nemici in tutti gli Orienti del mondo. A questo, può reagire solo alleandosi sempre di più con gli oppressori stessi dell’Oriente. Come Hosni Mubarak, il cui governo ha annunciato l’altro giorno di aver distrutto 4 tunnel verso Gaza; o come il regime saudita che offre a Israele il proprio spazio aereo per bombardare l’Iran. Una cosa che chi non ama il governo egiziano o quello saudita si ricorderà.

  10. Grazia says:

    quotando Pino Mamet
    “se il discorso di immagine pubblica che si è scelto Israele, e che in effetti funziona (perchè il sostegno a Israele mi sembra davvero cresciuto)”

    Si e’ sicuramente cresciuto in Italia ma non all’estero, dove invece la critica e’ diventata molto piu’ acuta. Sarebbe molto interessante analizzare questo divario, personalmente sono convinta che l’Italia sia terreno piu’ fertile per la ripetizione dei luoghi comuni. L’italiano medio e’ caratterizzato da una notevole pigrizia mentale, un fondamentale analfabetismo politico e storico, piu’ (e questo ci rende particolari) ha un debole per i potenti specie se cialtroni.

    Israele e ‘ il potente di turno che affascina anche esteticamente, che non guasta, come giustamente dice Miguel “lui lo conosciamo”. Tra affermazioni dei sedicenti sostenitori d’Israele che mi fanno piu’ riflettere e’ proprio questo citare, come se fosse un motivo plausibile, le differenze estetiche, visive ( i manigoldi barbuti contro i rasati in doppiopetto, le donne intabarrate e le sexy soldatesse dell’IDF etc.)

    Molto diversa e’ la situazione in altri paesi dove, per esempio negli Stati Uniti, la condotta di Israele e’ diventata motivo d’imbarazzo per gli affermati ebrei americani (per citare Norman Finkelstein).

    In Inghilterra, paese dove risiedo e quindi conosco meglio, dei parlamentari ,ebrei e non, pubblicamente si dissociano dall’operato di Israele.
    (per esempio qui, in inglese)
    http://www.youtube.com/watch?v=qMGuYjt6CP8.
    http://www.youtube.com/watch?v=pzIL2ikCuew&feature=related
    Ma soprattutto la propaganda non attacca bene come in Italia per merito di molti giornalisti, che fanno il loro mestiere.
    http://www.youtube.com/watch?v=VdpcbgwjfEI&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=zIQZ1-RFq6A&feature=related

  11. Grazia says:

    Scusate se intervengo di nuovo ma sono appena andata a dare un’occhiata al sito della manifestazione.
    Due cose degne di nota (se cosi si puo’ dire):
    Nei titoli si ripete – Manifestiamo per porre fine alla valanga di bugie che ogni giorno si rovescia su Israele!- senza menzionare quali siano queste bugie.

    Nel volantino della manifestazione trovo finalmente qualche motivo:
    Perche’ Israele e’ l’unico paese che puo’ essere sicuro di essere attaccato qualunque cosa faccia; sia che i suoi atleti partecipino ad un torneo, sia che i suoi film concorrano ad un festival internazionale, sia che difenda la sua gente da missili e attentati terroristici.
    Basta con il doppio standard!
    L’Onu ha dedicato l’80% delle sue condanne soltanto ad Israele, mentre dimentica che l’Iran impicca gli omosessuali e lapida le donne, il Darfur dove si compie in silenzio una strage, la Cina che giustizia con un colpo alla nuca.
    Vieni per affermare che il diritto di Israele ad esistere e’ una garanzia per tutti noi.
    http://www.libertiamo.it/Multimedia/Volantino_7ottobre.jpg

  12. PinoMamet says:

    Incuriosito dal nome di Pezzana sul manifestino, che mi ricordava qualcosa, ho googlato e sono arrivato a Informazione Corretta, che posta questi articoli uno sopra l’altro (bellissimo l’accostamento):

    Antisemitismo arabo attraverso le vignette; come nel Terzo Reich 12/09/2010
    La cancelliera premia il vignettista di Maometto 09/09/2010

  13. Grazia says:

    @Pino
    Incredibile che il blog si chiami Informazione corretta :-)

  14. Andre says:

    Aggiungo solo che quelli di Informazione Corretta sono soliti girovagare per la blogosfera e i forum italiani con la sacra missione di propagandare l’equazione “sei in disaccordo con noi=antisemita” e di, appunto informare correttamente su Israele, con contorno di minacce di querela e tentativi di far censurare le opinioni degli altri utenti.

  15. mirkhond says:

    Antisemitismo arabo, mi sembra l’equivalente delle convergenze parallele.
    ciao

    • Ritvan says:

      No, il paragone con l’ineffabile ed incomprensibile creatura morotea non regge se tieni presente che il termine “antisemitismo” non è “etimologicamente corretto” ed è stato coniato per sostituire “odio verso gli ebrei”.
      Ciao
      Ritvan

      • mirkhond says:

        Per Ritvan

        Pienamente d’accordo sul termine antisemitismo….riferito a semiti! Più corretto giustamente il termine odio contro gli Ebrei.
        ciao e grazie.

  16. Chiaramente non tutti i sionisti sono uguali. Esiste ancora una scuola alla Gad Lerner, che indubbiamente difende Israele in quanto stato etnico, ma pensa che il miglior modo per conservarlo consista nella ragionevolezza; e che sia un bene per tutti combattere la xenofobia dilagante in Occidente. Mi dicono che questa sua posizione gli costa non poco all’interno della comunità ebraica organizzata.

    Ma oggi credo che prevalga nettamente il modello statunitense: qualunque sia l’orientamento generale delle persone di origine ebraica negli Stati Uniti, le organizzazioni che contano sono tenute in piedi per la maggior parte da ricchi uomini d’affari, molto lontani dalla mentalità illuminista che una volta veniva associata alle comunità ebraiche dell’Europa occidentale post-emancipazione. E grazie ai loro fondi, riescono a cooptare anche buona parte delle organizzazioni ebraiche nel resto del mondo.

    Gente profondamente americana nei modi, che hanno scarsi interessi religiosi, ma adoperano una collante per le loro organizzazioni – Israele.

    Hanno un Problem (“far vincere sempre Israele”) e una Solution (“attaccare sempre”).

    Il nemico sono gli arabi/musulmani? Bene, scateniamo addosso a loro lo stesso complesso di odio etnico, paura, complottismo e pulsioni genocide che ha usato il nazismo. Ha funzionato allora, può funzionare anche adesso.

    Con questo non voglio assolutamente dire che l’islamofobia sia una loro esclusiva invenzione: diciamo che arriva al momento giusto, con la crisi economica mondiale, il crollo di ogni sistema sociale di riferimento e il Nemico fa comodo a tanti: lo stesso ragionamento lo fanno in sinergia tanti, compreso il sindachello leghista della provincia di Bergamo o il giornalista francese che vuole fare lo scoop sui matrimoni poligamici.

    Ora, immaginiamo un giovane figlio di immigrati che si sente ogni giorno dire dai media che Israele = tutti gli ebrei = tutto l’Occidente, e l’Occidente è l’unica civiltà al mondo, perché consacrata dall’unico Evento metafisico della storia, che è stato Auschwitz. E chi non è d’accordo dovrebbe essere messo a tacere, quando non spedito a Guantanamo.

    Ora, questo è sostanzialmente lo spirito della manifestazione filosionista di oggi – non, ripeto, di Gad Lerner o di alcuni altri.

    Ed è normale quindi che la questione israeliana si ingigantisca e che si confondano tanti piani: ma la confusione non l’hanno certo iniziata i giovani immigrati.

    Però, la stessa confusione – che so, l’immigrato caraibico che dice “sì, la Shoah, che mi importa a me, io penso allo schiavismo” – genera prove per il discorso di partenza: visto, gli immigrati offendono gli ebrei… E quindi il discorso si rafforza.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      ”Mi dicono che questa sua posizione gli costa non poco all’interno della comunità ebraica organizzata.”

      Il mio amico Ebreo milanese conferma. Dice che Lerner, Moni Ovadia e i pochi come loro vengono chiamati ‘babbrei’ dai correligionari.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  17. maria says:

    La manifestazione di oggi è del tutto infondata, tra l’altro non capisco nemmeno quale sia il motivo, cosa è successo in questi giorni rispetto alle settimane passate, nulla di nulla, tra l’altro l’appello della Nirestein è quanto meno imbarazzante per le sciocchezze, chiamamole così, che dice a proposito dell’universalismo dello stato israeliano, come se israele non fosse al pari di tutti gli altri stati del mondo una formazione giuridica storica e non una cosa assoluta ferma nel tempo e per di più faro delle nazioni e del mondo, glisso sull’invidia verso gli ebrei ed altre bischerate non degne di nota se a pronunciarle non fosse una senatrice della repubblica sostenuta di fatto da altri personaggi non proprio sconosciuti.

    Riguardo al video invece ho dei dubbi, è strano, non si riesce a vedere bene se l’immagine nera sia davvero una donna, non si vede il luogo dove è stato girato, la visione è tutta sgranata, potrebbe essere anche un falso secondo me.
    Oggi tutti possono fare di tutto.

    maria

  18. PinoMamet says:

    “Gente profondamente americana nei modi, che hanno scarsi interessi religiosi, ma adoperano una collante per le loro organizzazioni – Israele.

    Hanno un Problem (“far vincere sempre Israele”) e una Solution (“attaccare sempre”).”

    Ho un amico- a sua scusante molto giovane- che in questo periodo ci sta provando con una ragazza proprio così: “in avanti e fuoco”. Lei si è già rotta le palle, non risponde alle telefonate, si finge impegnatissima.

    Voglio dire, nel lungo periodo dubito che l’approccio ora maggioritario sia vincente
    (prendiamo un blogger a caso, tal Nahum:
    per l’immagine di Israele ha fatto più lui di Hamas…)

    e fossi lo stato di Israele, aiuterei a manetta l’approccio Gadlerneriano.

  19. Per Maria

    sul video ero il primo ad avere dei dubbi. Poteva essere un falso palestinese, oppure un falso di un israeliano esaltato che aveva messo lì un fagotto nero per godersi il senso del trionfo.

    Invece, l’autenticità è garantita personalmente da Netanyahu (vedi link messo da PinoMamet http://www.abc.net.au/news/stories/2010/10/07/3031657.htm?section=justin) per cui non inserito un disclaimer, come stavo pensando di fare.

  20. Per PinoMamet

    Beh, se a fare il discorso “per Israele” fosse solo Gad Lerner, non avrei di più da dire sulla questione, di quello che dico, che so, del conflitto turco-curdo.

    Il problema per me sorge con le fiammanirenstein, cioè le persone che ti dicono che Israele Non E’ Come Nessuno Stato al Mondo. In realtà, lo dicono anche i turchi, ma mica esigono che tu sia d’accordo.

    A Milano, ho un conoscente sfigatissimo, che chiameremo W., che fa l’artigiano ed è di famiglia ebraica. A volte lo considero simpatico, a volte no, comunque non ho mai pensato che avesse qualche virtù o difetto paranormale.

    Ma se arriva da me qualcuno e mi dice:

    “se dici che lo stato d’Israele non deve esistere, vuol dire che tu odi e vuoi mettere nella camera a gas il signor W.,”

    beh, reagisco.

    Se fanno di Israele una Questione Universale, si aspettino contestazioni universali. Loro, mica il signor W., cui auguro di vendere tutte le cornici che riesce a fare.

    Su quale sia la politica che più conviene a Israele, ho i miei dubbi. Se dici, cosa conviene a una famiglia di arabofoni che viene dall’Iraq e che non vuole che il loro figlio sprechi la vita facendo la guerra, conviene certamente la mentalità alla Gad Lerner.

    Se dici, cosa garantisce nuovi immigrati spaventati dalla Francia, cosa garantisce che le collette tra la comunità ebraica statunitense portino soldi, cosa garantisce che i senatori americani promettano nuovi missili a Israele, beh, in effetti conviene la politica alla Nirenstein.

  21. Sul Foglio di oggi, Bruce Bawer conferma tutti i complottismi che potrebbero mai girare per la testa di un musulmano complottista:

    “Vogliono distruggere Israele perché vogliono distruggere noi. Quando gli israeliani lottano per difendere la libertà della propria terra, lottano per tutti noi”

  22. Altro esempio di retorica, sempre dal Foglio.

    Yuli Edelstein, Ministro per la Diaspora d’Israele (cioè il Ministero che dice che se tu hai avuto il nonno che mangiava alla giudìa, fai automaticamente parte della “Diaspora” dell’unica potenza nucleare del Medio Oriente, che ti piaccia o no), scrive:

    “Solo a noi ebrei viene negato il diritto fondamentale di un popolo all’autodeterminazione, siamo gli unici a non poter avanzare rivendicazioni su nessuna parte del mondo”.

    A parte che a me, quelli che “avanzano rivendicazioni” su parti del mondo, a partire dagli italiani, stanno antipatici, questo ha mai visto una mappa dell’Africa, dove la carta politica si sovrappone a quella etnica?

    Ha mai sentito parlare dei baschi?

    Ora, io ho conosciuto numerosi ebrei, come ho conosciuto numerosi abruzzesi: la cosa in sé è abbastanza irrilevante. E quelli che ho conosciuto – non garantisco per quelli che non conosco – non erano affatto stronzi così. E se qualcuno lo era, era nella media anche degli abruzzesi.

    E poi sei ebrei su dieci che conosco sono antisionisti (d’accordo, io non faccio media); con tre non ho mai parlato di Israele e uno è sionista.

    Però come non aspettarsi che nei banlieues francesi, qualcuno un po’ meno riflessivo di noi confonda “ebrei” e “Israele”, almeno se legge Il Foglio (caso improbabile). E magari sfoghi la sua rabbia su qualcuno che non è affatto sionista?

  23. Sempre sul Foglio di oggi, una certa Phyllis Chesler scrive,

    “Nella guerra a Gerusalemme nessuno sarà risparmiato. Dopo gli ebrei vengono i cristiani”

    Il bello è che la Chesler si autodefinisce una militante femminista, di quelle che dovrebbe quindi avercela con cristiani antiabortisti e maschilisti… Ma una conversione in nome dell’Occidente non si nega mai.

  24. Dai, facciamo il pieno.

    Sempre sul Foglio, un dirigente del SPD tedesco, Gert Weisskirchen (che vuol dire “chiese bianche”), scrive,

    “Difendere Israele è difendere la nostra cultura”

    Personalmente, se mi capitasse di conoscere un sionista religioso militante con il mitra, che sostiene che Dio gli ha detto questa o quella collina, credo che riuscirei a parlarci alla fine. Con Gert Weisskirchen, no.

  25. athanasius says:

    “Il problema per me sorge con le fiammanirenstein, cioè le persone che ti dicono che Israele Non E’ Come Nessuno Stato al Mondo. In realtà, lo dicono anche i turchi, ma mica esigono che tu sia d’accordo.

    “Se fanno di Israele una Questione Universale, si aspettino contestazioni universali. Loro, mica il signor W., cui auguro di vendere tutte le cornici che riesce a fare.”

    La cosa molto interessante in questo contesto è che si esige, costantemente, clamorosamente ed aggressivamente, dai circoli israeliani e filo-israeliani, di affermare esplicitamente “il diritto dell’esistenza dello stato di Israele”. Questo non si esige mai per nessun’altro stato. Non sentirai mai un diplomata del, diciamo, Bangladesh proclamare che sia l’obbligo di ognuno che “conta” nella società di gridare istericamente che lo stato benglese abbia un diritto sacrosanto di esistere.

    Infatti, l’esistenza di stati è qualcosa che sta fuori dal dominio del diritto, è qualcosa che precede diritto in quanto tale. Gli stati (moderni e premoderni) vengono creati per varie ragioni, motivi e metodi, tramite l’unificazione di territori più piccoli, ovvero qualche ribellione o secessione da uno stato già esistente, o per la volontà di qulache re che conquistò un certo pezzo di terra, o per la volontà collettiva di qulache popolo ecc, per non enumerare tutte le diversissime circostanze in cui nascono entità chiamate “stati”. Gli stati (tutti) semplicemente…esistono (o non esistono ancora, mentre alcuni vorrebbero che esistessero, per esempio lo stato basco), non hanno nessun “diritto sacrosanto” di esistere. O non c’è nessun torto assoluto e metafisico perchè una certa formazione statale NON dovrebbe esistere. Almeno così si opina (implicitamente) quando si parla di tutti gli stati nel mondo. Tranne uno. E totalmente assurdo.

  26. Per Athanasius

    Infatti. Totalmente d’accordo.

    E’ una riflessione che mi è venuta in mente quando avevo 15 anni e guardavo dritto negli occhi la foto, in bianco e nero, di un ragazzo in un cimitero del Sudtirolo, nella sua divisa dell’esercito austroungarico. L’Austro-Ungheria ha ancora il diritto di esistere? E’ stata “delegittimata” (fantastica parola che gira ovunque, non si sa perché)?

  27. PinoMamet says:

    “Non sentirai mai un diplomata del, diciamo, Bangladesh proclamare che sia l’obbligo di ognuno che “conta” nella società di gridare istericamente che lo stato benglese abbia un diritto sacrosanto di esistere.”

    Assolutamente d’accordo.
    E se vai in giro a dire che secondo te il Bangladesh stava bene insieme all’India, o insieme al Pakistan, o con confini diversi, o che la parte di Etiopia che confina con la Somalia dovrebbe unirsi a questa, o che la Galizia dovrebbe unirsi al Portogallo e il Galles andare per conto proprio… insomma, tutto quello che ti pare…

    nessuno ti accuserà mai (a cazzo, ma con incredibile aggressività) di volere lo sterminio del tuo vicino indiano, bengalese, etiope ecc….

  28. @ Athanasius

    Si proclama ciò che è messo in dubbio: dato che c’è chi dice che Israele non dovrebbe esistere, chi vuole che esista vorrebbe che anche gli altri ne siano convinti. E visto che questa è anche la (ovvia) pretesa di Israele, chi vuole parlare di pace per forza dovrà riconoscere la legittimazione di quella nazione. Certo, magari se qualcuno aggiungesse che anche la Cisgiordania avrebbe diritto alla sua indipendenza e alla fine delle occupazioni militari, allora avrebbe perfino il pregio della coerenza.

  29. Per Athanasius

    Non vi preoccupate per i commenti doppi: questa nuova piattaforma ha un vantaggio notevole – la relativa libertù dalla censura – e parecchi difetti tecnici. Nonché un proprietario di blog poco competente.

    Vedo che spesso mandate doppi commenti, perché evidentemente manca la sensazione che il commento sia partito, e lo si manda due volte.

    Nessun problema e nessun bisogno di chiedere scusa. Dopo un po’ passo, e cancello il commento superfluo.

  30. Per Mauricius

    Ognuno afferma la propria esistenza. Lo fa, ad esempio, il movimento per l’indipendenza dell’Aceh,con motivazioni non peregrine.

    Semplicemente, io che vivo qui non ho alcun obbligo morale a riconoscere lo stato libero dell’Aceh.

    Allo stesso modo, io non ho il minimo obbligo di riconoscere lo stato d’Israele, o lo stato della micro-Palestina. Sono problemi che riguardano l’ufficio protocollo delle cancellerie, non certamente le persone come noi.

    Ho anche il diritto di immaginarmi la geografia come voglio, tanto cambia continuamente.

    Ad esempio, posso immaginarmi uno stato tra il Giordano e il mare, in cui tutti i cittadini abbiano uguali diritti, che siano nativi o immigrati, che si chiami in una lingua Filistin e in un’altra Yisrael, come esiste in Europa un paese che si chiama Finlandia o Suomi.

    E un Maurizio Gasparri che mi viene a dire che DEVO riconoscere la “legittimità” di Israele, senza portare il minimo motivo razionale, lo scaccio via con lo stesso fastidio con cui scaccio via una mosca qualsiasi.

  31. falecius says:

    Miguel: a questo punto suggerisco una manifestazione per il diritto sacrosanto di esistere dell’Austria-Ungheria.

    • Andrea Di Vita says:

      Per falecius

      E io auspico un ritorno dell’Impero Ottomano. Se non fosse crollato quello, non ci sarebbero oggi tutti questi problemi con Israele, i Palestinesi, Al Qada Gheddafi,… e non ci sarebbero stati Sarajevo e Shabra e Chatila.

      Mashallah :-)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        posso rilanciare con l’Impero Romano? diciamo dal Portogallo all’Iraq, dalla Scozia (esclusa) all’Arabia (esclusa)?

        un sacco di gente, soldi, industrie, risorse energetiche, armi atomiche, una bella potenza mondiale, insomma!

        e quasi tutti i calciatori del pianeta!

        :D

  32. Z. says:

    Pino,

    — Ho un amico- a sua scusante molto giovane- che in questo periodo ci sta provando con una ragazza proprio così: “in avanti e fuoco”. Lei si è già rotta le palle, non risponde alle telefonate, si finge impegnatissima. —

    Come diceva Yancy, ci sono piante che vogliono tanto sole, e piante che ne vogliono poco. Ciò che funziona in ambito politico non sempre funziona in ambito gnocca, e viceversa :-)

    Z.

    PS: Che poi, a lungo termine, potresti pure aver ragione tu. Ma com’è noto, nel lungo termine siamo tutti morti comunque…

  33. mirkhond says:

    Pienamente d’accordo con Falecius e Andrea Di Vita.
    ciao

  34. Grazia says:

    “E un Maurizio Gasparri che mi viene a dire che DEVO riconoscere la “legittimità” di Israele, senza portare il minimo motivo razionale, lo scaccio via con lo stesso fastidio con cui scaccio via una mosca qualsiasi.”

    Concordo. Ma e’ proprio questo il motivo per cui lo stato di allerta deve rimanere sempre altissimo (vogliono cancellare Israele dalla faccia della terra etc. – quindi tu DEVI riconoscere la sua legittimita’ ad esistere O vuoi il suo annullamento). Il motivo razionale, siccome obiettivamente non c’e’, deve essere creato.
    Ultimamente ho perso un po’ di amici in Italia su queste discussioni, dopo essere stata chiamata antisemita ovviamente…

  35. Francesco says:

    1) Se hanno fatto la manifestazione, ne avranno sentito il bisogno, giusto? forse il controllo dell’immagine è meno forte di quanto immagini, Miguel.
    2) Sul problema dell’identificazione, è evidente che se vedo uno vestito come me e uno vestito diverso mi identifico, prima di qualsiasi giudizio, con quello che mi somiglia. Infatti c’è poca identificazione coi coloni israeliani, che non ci somigliano molti, e ancora meno con gli ortodossi. Ma ce ne sarà ancora meno con le intabarrate. Ripeto, prima di qualsiasi giudizio.
    3) Arafat mi era “diverso” quanto Mastella. Molto meno lo erano i politici israeliani che ho avuto la ventura di vedere.
    4) La storia di Israele come prima frontiera dell’Occidente che se cade poi tocca a noi non la ho mai capita. Ma non ho letto nè Bin Laden nè Edward Said, per cui non sono sicuro di avere ragione. Certo, dopo la fanciullina indigenista francese i dubbi crescono.
    5) Non vedo cosa ha detto di male Nethaniau … non dicono lo stesso i governanti cinesi quando raccontano la storia di Tien an men o quelli iraniani quando spiegano le teste rotte dei loro studenti?
    6) “se dici che lo stato di Israele non deve esistere”, potresti fornire una indicazione su cosa pensi dovrebbe accadere gli Ebrei che ci vivono. Magari alla luce dei lievi problemi di convivenza avuti dagli Ebrei tra i cristiani e tra i musulmani. Sennò viene da pensar male (se sei un cristiano o un musulmano, non se sei un cinese, in questo caso viene da chiedersi quali interessi tu abbia). E’ la Storia, giusto?

    in generale, mi pare qui si getti il bambino con l’acqua sporca.

    ciao

    • L’alternativa alla teoria dei due stati è la teoria dello Stato singolo: gli abitanti di Israele e dell’ancora inesistente Palestina vivrebbero in un’unica entità territoriale, con uguali diritti e doveri. I problemi di convivenza tra cristiani e musulmani non sono granché: in Palestina esistono persone di entrambe le fedi da secoli. I problemi di convivenza con gli ebrei, invece, cominciarono durante il sionismo e, secondo i sostenitori della tesi, venuto meno l’innesco, cesserebbero.

      • Francesco says:

        “venuto meno l’innesco” posso tradurlo con “buttati a mare i sionisti” o ho capito male? che poi possiamo anche parlarne …

        ti informo inoltre che la frase “I problemi di convivenza tra cristiani e musulmani non sono granché” è un pochino (!) scaduta. OGGI sono grandissimi, anche se durano poco, come le comunità cristiane, per essere precisi.

        • Ritvan says:

          Caro Francesco, qui devo dar ragione ai fratelli “antisionisti”: in Palestina (non ho mica detto in Iraq o in Pakistan, eh!:-) ) i fratelli cristiani sono pappa e ciccia coi fratelli musulmani, contro i perfidi:-) fratelli giudei. Ma non credo sia una questione teologica, a mio immodesto:-) avviso è solo perché sono i perfidi:-) fratelli giudei a comandare: nell'(improbabile) caso che le posizioni si rovesciassero, credo che anche i fratelli cristiani cambierebbero posizione, alleandosi coi fratelli (seppur perfidi:-)) giudei contro i biekissimi:-) islamici al comando.

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  37. Premesso che qualche post fa dissi che non condivido l’idea dell’unico Stato, ti rispondo che no, l’innesco è semplicemente la volontà degli immigrati ebrei di creare una propria entità territoriale in Palestina. Quindi nessuno andrebbe buttato in mare, ma semplicemente dovrebber rinunciare a crearsi il proprio stato personale. Mi sembrava fosse chiaro…

    Sulle comunità cristiane nel Levante, mi piacerebbe sapere quale di esse sia stata spazzata via dai palestinesi musulmani. In compenso è stata l’occupazione israeliana ad accentuare il fenomeno migratorio, la fuga.

    • Ritvan says:

      Caro Mauricius, è lapalissiano che se gli ebrei della Palestina fossero stati zitti e buoni e alla fine del mandato inglese su quella terra avessero accettato di essere la solita minoranza ebraica al servizio e sotto la “protezione” dei magnanimi signori arabopalestinesi tutto sarebbe filato liscio come l’olio e nessuno rischierebbe di essere buttato a mare. Però, siccome da allora le cose non sono andate precisamente:-) così, mi permetti di non condividere appieno il tuo ottimismo sull’assenza di ogni rischio e pericolo per i perfidi giudei:-) nel caso rinunciassero allo Stato d’Israele (ammesso e non concesso che lo vogliano, beninteso) e “fondersi” nel bello Stato Unico della Palestina?

  38. Naturalmente questo è un timore decisamente fondato: chi assicura che la maggioranza palestinese del nuovo stato non si vendicherà sugli ex israeliani ormai non più difesi dalla macchina militare del loro ex Stato?
    Sicuramente la teoria dell’unico Stato è quella che, partendo da presupposti teorici di giustizia, è la migliore. Quella dei due stati, però, a mio avviso resta la più attuabile.

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