Le Torri della Mecca ai tempi dell’Islam Business

L’Islam è una fede incorporata, che si può vivere a occhi chiusi. E quindi può vivere nelle circostanze estetiche più incredibili.

Avete presente l’immensa spianata che circonda la Kaaba alla Mecca e che potete ammirare nelle raffigurazioni che decorano le parati di negozi di kebab di mezza Europa.

Ma non vediamo mai una cosa ancora più immensa, che sorge a un isolato dalla spianata: le Torri di Abraj al-Bait, che dovrebbero essere terminate tra un anno.

Saranno il più grande albergo del mondo (a sette stelle, che nemmeno sapevo che esistevano), con un immenso centro commerciale. Il tutto costruito sulle rovine della storica fortezza ottomana di Ajyad, rasa al suolo otto anni per far posto alle Torri.

Dimenticavo: le torri le sta costruendo il Saudi Binladin Group (SBG). Una famiglia che sembra avere un fascino tutto particolare per le torri. Questa volta in versione Islam Business.

L’immagine sotto è una ricostruzione artistica, ma piuttosto plausibile: l’edificio è già quasi completo.

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Dove il profano torreggia sul sacro

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13 Responses to Le Torri della Mecca ai tempi dell’Islam Business

  1. Andrea Di Vita says:

    Per Martinez

    Ma è identico al Palac Kultury di Varsavia (http://en.wikipedia.org/wiki/File:074_Palace_of_Culture.jpg), dono di Stalin alla Polonia in ringraziamento dei 600 Km di terra Polacca sequestrati dall’URSS.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. PinoMamet says:

    Andrea Di Vita mi ha preceduto!
    Puro gigantismo “sovietico”, tranne che in questo caso è un albergo (altra ossessione del Golfo, direi). Peccato per la fortezza ottomana.
    Ma non esiste un equivalente Saudita delle varei Sovrintendenze, o di Italia nostra?

    PS
    Qua in una cittadina del parmense (ma che auspico abbia presto una provincia a sè) l’anno scorso è stata abbattuta una bella villetta liberty per lasciar costruire la solita orrenda palazzina ai soliti noti palazzinari/appaltatori amici della giunta (di centrosinistra, ma a Parma è di centrodestra e fanno esattamente le stesse cose).
    Ci si è accorti che non era possibilmente abbatterla, perché in qualche modo tutelata, solo quando ormai era già abbattuta a metà. Non so come se la siano cavata gli appaltatori, dubito però che abbiano subito conseguenze serie.
    Di queste cose, una volta, dicevano che succedevano nelle corrotte amministrazioni democristiane del sud mafioso…

    • Andrea Di Vita says:

      Per Pinomamet

      ”preceduto”

      Beh, con la mia frequentazione dei paesi exOltrecortina avevo pochi rivali. :-)

      ”parmense”

      Era intervenuto pure Sgarbi, se non sbaglio. Una delle tre volte in vita mia in cui mi sono trovato d’accordo con lui. (La seconda e la terza sono state rispettivamente quando ha dato via per prezz simbolici le case del centro di Salemi a chi fosse intenzionato a ristrutturarle e quando ha sponsorizzato la bela mostra sulla pittura marchigiana a S.Severino Marche)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  3. Tra l’altro, abràj è il plurale di burj, che quasi certamente è il nostro borgo e il tedesco Burg, uno dei pochi termini germanici entrati nell’arabo in epoca addirittura preislamica, tanto che compare nel Qur’an.

    • Luke says:

      Burj significa semplicemente torre…
      Ogni grande grattacielo della ridente Dubai, per esempio, comincia con questo appellativo: Burj Dubai, Burj Khalifa, Burj al-Arab, eccetera…
      Luke

  4. athanasius says:

    Ricorda un po’…Big Ben?

  5. Luke says:

    Aggiungo:
    tutto cio’ e’ assolutamente normale per un popolo che da l’impressione di non avere nessun senso della storia, cosi’ almeno come lo abbiamo sviluppato in Europa.
    (in Italia poi, si e’ arrivati all’opposto, ma questa e’ tutta un’altra storia)

  6. mirkhond says:

    Per Miguel Martinez

    Ma il costosissimo e brutto albergo è destinato ai pellegrini musulmani ricchi?

  7. mirkhond says:

    Povera Arabia, schiacciata dagli abusi di potere….

  8. PinoMamet says:

    Minchiate sparse di un ignorante, da prendere con beneficio di inventario:

    -interessante lo slittamento di significato del prestito tedesco: da “borgo” (verosimilmente fortificato) a un’isolata torre;

    -la famiglia Bin Ladin non ha agganci o origini yemenite? Non stanno in Yemen le città turrite, dove alte torri sono simbolo di potere?

    -“link” mentale alla situazione della penisola greca del Mani di cui ho letto recentissimamente, dove le torri- secondo me lascito “franco” più che eredità spartana, visto che gli Spartani costruivano pochissimo- svolgono la stessa funzione in quella specia di pseudo-feudalesimo locale- e si tentava di abbattere le torri degli avversari, magari a cannonate; l’autore del libro la paragona alla situazione di certi comuni italiani, San Gimignano ecc.;
    di nuovo ecco saltare fuori un paragone “germanico” (franco, longobardo, boh?) non mi risulta, in Italia, che le famiglie Romane infatti si fortificassero in torri, al limite costruivano ville;

    -infine, mentre il Palazzo della Cultura polacco (e altre architetture analoghe nei paesi dell’ex blocco sovietico) danno una solida impressione di durevolezza nei secoli, e sono legate ad apparati istituzionali (ministeri, telecomunicazioni ecc.), questa torre saudita qua, con tutti quei vetri e con la sua funzione di albergo, dà una grandissima idea di fragilità e di impermanenza;

    parla di un impero, ma di un impero veloce e mutevole, che oggi c’è e domani chissà; come il rapido flusso capitalista del denaro; sorto sicuramente in tempi più brevi dei palazzi est-europei, ma destinato anche a durare molto meno, sia come struttura, ma a maggior ragione come dimora.

    Non è una reggia, ma un caravanserraglio.

    vabbè, fine minchiate :-)

    • Andrea Di Vita says:

      Per PinoMamet

      ”turrite”

      Chi di minchiata ferisce di minchiata perisce :-)

      La torre di Babele non era in Medio Oriente?

      Che se di questi tempi di crisi della finazna internazionale la costruzione di quella mostruosa iitazione del socialismo reale alla Mecca abortirà per mancanza di quattrini sai come ci marceranno gli integralisti: la confusione delle lingue avrà colpito ancora…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  9. Sull’etimologia di burj credo di essermi lasciato un po’ prendere la mano.

    C’è una discussione interessante sul tema qui.

    Molto più probabile è la derivazione dal greco πύργος. Casomai, c’è da chiedersi se πύργος è parente di burg.

    • PinoMamet says:

      “Molto più probabile è la derivazione dal greco πύργος. Casomai, c’è da chiedersi se πύργος è parente di burg.”

      A giudicare da quello che leggo nella discussione linkata, non sarebbe comunque da escludersi, ma dovrei ripassarmi bene le “rotazioni consonantiche”!

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