Dall’America al Kashmir, il Viaggiatore in questo basso mondo

I kashmiri di Tangmarg non si sono fatti massacrare dalla polizia in odio alle scuole cristiane.

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Studentesse universitarie del Kashmir protestano contro l'occupazione

L’ultima ondata di proteste risale al 2 agosto, quando la polizia indiana uccise un giovane manifestante. Quattro giorni dopo, la polizia sparò su un corteo di migliaia di persone, scatenando la rivolta. Nulla di sorprendente in un paese in cui la repressione indiana – circa 500.000 soldati e poliziotti occupano una terra di 10 milioni di abitanti – si è lasciata dietro qualcosa come 32.000 vedove e 100.000 orfani, nonché 400 “mezze vedove” di uomini scomparsi nelle mani delle forze di sicurezza. Cosa che spiega il ruolo in prima fila delle donne nelle manifestazioni.

il Kashmir non è un problema dell’India e del Pakistan; l’India e il Pakistan sono il problema del Kashmir” – i manifestanti espongono solo la bandiera kashmiri, mentre il Pakistan, di solito felice di dare addosso all’India, si mantiene defilato, pare anche a causa delle forti pressioni statunitensi.

Ma siccome la madre dei politici che fanno comunicati stampa è sempre incinta, ecco che si sveglia una nostra vecchia conoscenza: Andrea Ronchi, ministro per le politiche comunitarie, detto affettuosamente “Gollum” dagli amici. In un comunicato all’Ansa, il nostro ieri (ore 18.12) ha denunciato “massacri di cristiani enormi” e la “vera e propria caccia all’uomo perpetrata ai danni dei cristiani”. “Le stragi dei giorni scorsi in India” indicano che si vuole colpire i cristiani in quanto portatori di “dignità e libertà della persona”.

Che nel Kashmir occupato viga da ieri il coprifuoco, con l’ordine per le truppe indiane di sparare a vista su chi la viola, è un fatto molto oltre l’orizzonte del ministo per le politiche comunitarie. Il ministro Frattini, un signore più alfabetizzato di Gollum, invece invoca maggiore repressione. Ecco cosa ha da dire sulle diciotto vite stroncate dagli occupanti:

«Nell’ambito degli eccellenti rapporti di collaborazione che ci legano all’India, sono fiducioso – conclude Frattini – che il governo indiano continuerà a dedicare la necessaria attenzione al contrasto e alla prevenzione di ogni forma di estremismo e fanatismo, che colpiscono persone innocenti ed offendono quanti hanno a cuore quegli stessi principi di pacifica convivenza e tolleranza sui quali si fonda la grande democrazia indiana». (ANSA). KVI 13-SET-10 19:40

E’ vero che la scuola dei missionari episcopaliani (chissà se Gollum conosce il termine) non sarebbe stata toccata, se quel giorno i kashmiri non avessero visto una certa scena in televisione.

Precisiamo che ciò che è successo nel Kashmir non ha nulla a che fare con la minaccia rientrata da parte del pastore Terry Jones, di bruciare alcune copie del Corano (vabbene, è riuscito a segnare un morto a Kabul). Le misteriose leggi del fluido mediatico hanno fatto sì che solo il non rogo di Jones arrivasse anche in Italia, mentre bruciare copie del Corano è diventata una vera e propria moda, e non da adesso.

Con qualche breve esplorazione su Google, abbiamo messo insieme:

- il rogo del Corano e della bandiera americana effettivamente compiuto dalla Westboro Baptist Church, di cui avevamo già parlato qui.

- il pastore Bob Old di Nashville nel Tennessee, che ha bruciato il Corano nella sua parrocchia, nella più totale indifferenza del mondo.

- l’ anonimo incendio di una copia del Corano davanti alla moschea di East Lansing nel Michigan – le pagine rimaste sono state poi debitamente ricoperte di feci umane.

- un tale, rimasto anonimo, che ha bruciacchiato una copia del Corano davanti a Ground Zero, gridando I am Mapplethorping the Quran!” (un riferimento allo scandaloso artista omosessuale Robert Mapplethorpe).

– l’australiano, Alex Stewart, ateo militante, che ha diffuso un video su Youtube dove si lascia ammirare mentre utilizza le pagine sia della Bibbia che del Corano per arrotolarsi una canna.

- Clamoroso l’insuccesso del reverendo David Grisham, di mestiere guardiano in un impianto nucleare: mentre si apprestava a bruciare il Corano su una griglia da barbecue nel parco pubblico di Amarillo, un ragazzotto sugli skate gli ha sfilato di mano il libro sacro. Vale la pena ricordarsi il nome del giovane mujahid, Jacob Isom.

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Jacob Isom con sottobraccio l'arma del delitto

No, nella dura lotta per la sopravvivenza mediatica, quello che ha infilato il traguardo mediatico definitivo, coronato trionfalmente con 18 cadaveri, è stato un certo Andrew Beacham.

Il giovane Beacham ha approfittato dello tsunami televisivo per strappare alcune pagine di una traduzione del Corano (che, come sottolinea 30 Secondi, non è certo il Corano) davanti alla Casa Bianca: è stata questa la scena che casualmente è stata vista alla televisione nel Kashmir.

Mentre si impegnava nell’esercizio, Andrew Beacham proclamava,

“Io non temerò alcun uomo; io temo solo Dio. Non vivrò nella paura dell’Islam, e non rinnegherò il mio Dio. Io predicherò la fede cristiana e non permetterò che gli insegnamenti oppressivi di Muhammad restino senza sfida”.

Andrew Beacham sarà un eccentrico, ma è su questa filosofia che si fonda l’immaginario del Nuovo Mondo, che non accetta intermediari o sacramenti tra il libero credente eletto e il suo austero Creatore: ecco perché gli incendiatori di Corani sono quanto di più antimedievale ci possa essere.

Unanimente, i media hanno descritto Beacham come un “dirigente del Tea Party dell’Indiana”. Il Tea Party, ricordiamo, è l’enorme movimento antistatale che sta scuotendo gli Stati Uniti, travolgendo la timida e odiatissima riforma sanitaria di Barack Obama.

Se Andrew Beacham simpatizzi o no per il Tea Party, non ne è certamente un dirigente: questo ragazzo dal mestiere incerto, che viene periodicamente fermato mentre contesta Obama, è casomai un seguace di Randall Terry, pittoresco e rumoroso antiabortista,  convertitosi dall’evangelismo al cattolicesimo quattro anni fa (due anni prima di Magdi Allam).

Sebbene convertito, Randall Terry conserva tutta la mentalità di chi nel Cinquecento si dedicava a mozzare le teste sulle statue che decoravano le cattedrali:

“Le prove storiche e teologiche giudeocristiane sono chiare: i libri “sacri”, le immagini e i sacrari delle false religioni, assieme ai loro profeti e sacerdoti, sono destinati alle fiamme di questo mondo o del prossimo.

Dovremmo forse condannare San Paolo per aver dato fuoco ai libri di stregoneria? Dovremmo condannare Giosuè per aver incendiato le città pagane di Canaan? Dovremmo condannare gli eroi dell’Antico Tetamento per aver messo al rogo i carri e gli idoli dei pagani e aver dissacrato i templi pagani? Dovremmo condannare la Chiesa Militante che trionfò sulle divinità greco-romane pagane, distruggendo i loro idoli e saccheggiando i loro templi?

E dovremmo forse – scusate la sciocchezza che dico – condannare Dio stesso per aver dato fuoco a Sodoma e Gomorra, per aver ordinato il rogo di innumerevoli idoli e per aver mandato i propri nemici nel lago di fuoco per tutta l’eternità?”

Al di là del personaggio (i critici sghignazzanti notano che ha un figlio omosessuale e una figlia convertita all’Islam), le domande che pone Randall Terry non sono oziose. E tutti i moderati che lo condannano eviteranno accuratamente di rispondere.

E’ interessante sapere che Operation Save America, il gruppo evangelico da cui Randall Terry proviene, brucia copie del Corano da almeno il 2004, senza che se ne accorga nessuno, al di fuori dei media locali:  nessuno può prevedere quando la tempesta mediatica arriverà.

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Flip Benham e Norma McCorvey

Con una trionfale allegria tutta americana, qui vediamo l’attuale direttore di Operation Save America, il Reverendo Flip (Philip L. Benham), ex-proprietario di un saloon, mentre battezza una signora. Che non è una signora qualunque – è Norma McCorvey, la persona che ha fatto legalizzare l’aborto negli Stati Uniti.

Di Norma McCorvey, socialmente nessuno, sappiamo tutto: i genitori erano Testimoni di Geova, ha svolto lavori malpagati, pur essendo lesbica è rimasta incinta, l’aggressivo studio legale cui si affidò riuscì – un po’ tardivamente, ci vollero tre anni – a ottenerle il diritto di abortire legalmente, nel famoso caso di Roe vs Wade (la signora McCorvey è “Roe”);  oggi è militante antiabortista e rincorre Obama per gli Stati Uniti contestandolo.

Nell’incontro tra il proprietario di saloon diventato profeta, la redenzione drammatica sempre possibile perché altrimenti il Sogno perderebbe di senso, le telecamere che riprendono il clamoroso battesimo, l’immaginario di fuoco – fiamme dell’inferno, di Sodoma e Gomorra, di bombardieri e lanciafiamme – le contestazioni insieme falsamente spettacolari e autenticamente eroiche, l’assenza assoluta di ogni mezza misura o compromesso, un’ignoranza rischiarata solo dalla parola di Gesù e dai telegiornali, le catastrofi riversate sul mondo senza rendersene conto…

ecco la misteriosa America.

Anche se non è in kashmiri, ma in urdu, non credo che esista commenta migliore del nasheed intitolato “Dunya ke ae musafir“:

“O viaggiatore in questo basso mondo/il luogo in cui scenderai sarà la tomba/ Questo viaggio cui ti appresti/ durerà appena due giorni/ Sin dalla creazione di questo basso mondo/ sono arrivati a migliaia e milioni/Di loro nessuno è rimasto/ sono stati inghiottiti dalla terra/ Non te ne dimenticare…

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24 Responses to Dall’America al Kashmir, il Viaggiatore in questo basso mondo

  1. roberto says:

    “massacri di cristiani enormi” nel senso che i cristiani più bassi di 1,80 sono risparmiati?

    (si lo so è un po cheap)
    roberto

  2. mirkhond says:

    Quello che non è chiaro è se tra le vittime di ieri vi siano anche dei cristiani, che poi è quel che interessa ai giornali e ai mestatori di torbidi nostrani.
    ciao

  3. Per Mirkhond,

    No, non risulta un solo cristiano anche lievemente ferito. Certamente, la scuola gestita dai missionari (ma frequentata da musulmani) è stata rasa al suolo; e pare siano stati “attaccati” 3 altri edifici riconducibili a cristiani: uso le virgolette, perché non ci sono stati danni, quindi sono incerto se sia trattato di veri tentativi di assalto, oppure semplicemente di qualche slogan.

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  5. mirkhond says:

    E’ sconfortante notare come l’uomo non cambia mai nonostante l’istruzione di massa e le moderne tecnologie comunicative.
    Anche quelle spedizioni di pellegrini e cavalieri franchi nel Levante mediterraneo, passate in seguito alla storia col nome di crociate, iniziarono con modalità simili.
    Fino ai primi dell’XI secolo ai Franchi non gliene fregava niente dei Cristiani di Terrasanta e del Medio Oriente, e gli unici musulmani con cui si aveva a che fare erano quelli contigui, come il Califfato di al-Andalus, l’emirato di Sicilia, e quei covi pirateschi di ghazi sparsi tra la Longobardia minor e la Provenza (questi ultimi si spinsero persino in Val di Susa e nella Rezia/Grigioni!).
    Dopo il 1000, alcuni cambiamenti all’interno della società franca, spinsero molti dei suoi abitanti ad intraprendere pellegrinaggi nei luoghi dov’era nata la fede cristiana.
    Ora i Franchi divennero più sensibili alla situazione dei Cristiani mediorientali, di cui però avevano una visione deformata e spesso in loco stentavano a riconoscerli in quanto non dissimili dai musulmani per lingua, tratti somatici, abbigliamento ecc.
    Con l’arrivo dei Turcomanni la situazione peggiorò e a costoro vennero attribuite colpe che non avevano, come la devastazione dei Luoghi Santi palestinesi, che sono invece attribuibili al fanatismo rasentante la follia, di un califfo fatimida egiziano nell’anno 1009, al-Hakim, il quale esasperando il suo credo ismaelita, di cui era l’Imam, si rese inviso anche a Sunniti e Shiiti Imamiti.
    Oppure il ricordo del saccheggio di un gruppo di pellegrini franchi guidati da un vescovo nel 1064, ad opera di beduini locali, attratti dalle merci e non dalla volontà d’imporre l’Islam ai malcapitati franchi; questi ricordi deformati dicevo, vennero attribuiti ai Turcomanni Selgiuchidi, giunti in seguito (in Terrasanta s’insediarono nel 1077), e contribuirono a creare quel clima che avrebbe poi portato alle cosiddette crociate.
    Se allora, notizie deformate come causa di conflitti potevano essere comprensibili, è stupefacente invece come oggi, con ben altri mezzi d’informazione a nostra disposizione, registriamo gli stessi comportamenti di chi ci ha preceduto in epoche più arretrate culturalmente e tecnologicamente.
    ciao

  6. Comunque potete seguire le notizie sul sito della CMS, i missionari anglicani, che sono persone serie e sobrie:

    http://www.cms-uk.org/NewsandViews/Latestnews/tabid/254/language/en-US/Default.aspx

  7. Francesco says:

    Miguel

    se mai mi capitasse di scordare perchè gli statunitensi mi piaccione, mi basta fare un voletto sulle tue farfalle!

    Per quanto riguarda gli spocchiosi anglicani del CMS, mi ricordano Tilda Swinton e suo padre …

    Ciao

    Francesco

  8. Per noi sono soltanto dei nomi, comunque ecco la lista delle persone uccise in Kashmir uccise dalle forze indiane da luglio in qua. Come si vede, il “rogo del Corano” non ha rappresentato certamente una novità.

    Fonte: http://martyrsofkashmir.info/node/4

    1. Tufail Ashraf Mattoo, 17, of Saida Kadal killed by police tear gas canister at Gani stadium Rajouri Kadal on June 11.
    2. Muhammad Rafiq Bangroo, 24, of Dana Mazar Safa Kadal beaten by CRPF on June 12 near his residence. He succumbed to injuries on June 20.
    3. Javed Ahmed Malla, 19, of Palpora Noorbagh killed by CRPF or police on June 20 at Waniyar Srinagar.
    4. Aziz Malik of Chuntwari, Machill Kupwara, killed by armed forces on June 20 at Machill sector of LoC.
    5. Mazloom Malik of Chuntwari Kupwara, killed by armed forces on June 20 at Machill sector of LoC.
    6. Firdous Ahmed Kakroo, 16 of Niglee Sopore, Baramulla killed by CRPF on June 25 near Jamia Qadeem in Sopore.
    7. Shakeel Ahmed Ganai, 24 of Lalad Sopore killed by 177 batallion of CRPF at Chankhan Sopore.
    8. Bilal Ahmed Wani, 22, of Kraltaeng Sopore, killed by CRPF bullet in Kraltaeng on June 27.
    9. Tajamul Bashir Bhat, 17, of Wadoora Sopore, killed by CRPF or SOG at Kapra Cinema in Sopore outside headquaters of 92 battalion of CRPF.
    10. Tauqeer (Asif) Ahmed Rather, 09, of Rather Muhalla of Delina, Baramullah, killed by CRPF on June 28.
    11. Ishtiyaq Ahmed Khanday, 15, of SK Colony, Islamabad, killed by police on June 29.
    12. Imtiyaz Ahmed Ittoo, 17, of Watergam Dailgam Islamabad, killed by police in SK Colony Islamabad on June 29.
    13. Shuja’at ul Islam, 17 of Anchidora Islamabad, killed by police at SK Colony Islamabad on June 29.
    14. Muzaffar Ahmed Bhat, 17, of Gangbug, Batamaloo, and body recovered from Doodh Ganga Nallah in Baramullah on June 06 alegedly arrested by CRPF on July 05 and tortured to death.
    15. Fayaz Ahmed Wani, 24, of Gangbug Batamaloo, killed by CRPF or police firing at Batamaloo on July 06
    16. Yasmeen Jan, 25, of Lashmanpora Danderkha, Batamaloo, killed by CRPF/police firing at her residence in Danderkhah on July 06.
    17. Abrar Ahmed Khan, 16 of Maisuma Bund killed alegedly by police CRPF firing at Maisuma on July 06.
    18. Faizaan Ahmed Bhuhroo, 13, of Jalal Sahib Baramulla, died by drowning after SOG men were trying to arrest him on July 17.
    19. Fayaz Ahmed Khanday, 23, of Binner Baramulla, killed by CRPF in Baramulla.
    20. Tariq Ahmed Dar, 17 of Panzala, Rafiabad, Baramulla, killed in police custody on July 25.
    21. Muhammad Ahsan Ganai, 45 of Amargarh Sopore killed by CRPF at Krankshivan Colony on July 30.
    22. Showkat Ahmed Chopan, 17, of Amargarh Sopore killed at Kranshivan Colony on Juky 30.
    23. Adil Ramzaan Sheikh, 13 of Pattan killed by CRPF at Pattan on july 30.
    24. Nazir Ahmed Mir, 23, of Sheeri Baramulla killed by CRPF at Pattan on July 30.
    25. Javid Ahmed Teli, 20, of Bungalbagh Baramulla, killed by SOG at cement bridge baramulla on July 31.
    26. Mudassir Ahmed Lone, 17, of Herpora Naidkhai, Sumbal killed by CRPF/police at IRP camp in Naidkhai on July 31.
    27. Nayeem Ahmed Shah, 20 of Pampore killed by CRPF at Pampore on August 01.
    28. Rayees Ahmed Wani, 18 of pampore killed by CRPF at Pampore on August 01.
    29. Afrooza Teli of Khrew of Pampore killed by CRPF at her residence on August 01.
    30. Javed Ahmed Sheikh, 18 of Wuyen Pampore killed in blast in police station at Khrew on August 01.
    31. Muhammad Amin Lone, 22 of Shalnag Khrew killed in blast in police station at Krew on August 01.
    32. Basharat Ahmed Reshi, 14 of Wachi Sangam killed by police near his residence on August 02.
    33. Irshad Ahmed Bhat, 17 of Reshipora, Sangam tortured and killed alegedly by CRPF and police on August 02.
    34. Ashiq Hussain Bhat, 15, of Kulgam Islamabad killed by CRPF at Chawalgam on August 02.
    35. Rameez Ahmed Bhat, 16, of Kulgam killed by CRPF at Kulgam on August 02.
    36. Hafiz Muhammad Yaqoob Bhat, 22 of Zadoora Kakapora Pulwama killed by CRPF at Kakpora on August 02.
    37. Tariq Ahmed Dar, 17 of Semthan Bijbehara wounded by CRPF on August 01 and succumbed to injuries on August 02.
    38. Khursheed Ahmed War, 27, of Shumnag Kralpora Kupwara killed by CRPF at Khuzunmati bridge near Kralpora on August 02.
    39. Sameer Ahmed Rah, 09 of Batamaloo Srinagar killed by CRPF at Batamaloo on August 02.
    40. Mehraj ud din Lone, 23 of Barthana Qamarwai killed by CRPF at Qamarwari police station on August 03.
    41. Anis Ahmed Ganai, 17, of Dangerpora Narwara killed by CRPF at Eidgah on August 03.
    42. Suhail Ahmed Dar, 15, of Zainakote Srinagar killed by CRPF at Parimpora on August 03.
    43. Jehangir Ahmed Bhat, 23, of Chenigam Yaripora killed by CRPF at Kulgam on August 03.
    44. Riyaz Ahmed Bhat, 25 of Khrew injured by CRPF at Khrew on August succumbed to injuries on August 03.
    45. Muhammad Yaqoob Bhat, 20 of Nund Reshi Colony Bemina, killed by CRPF at Bemina on August 04.
    46. Muhammad Iqbal Khan, 22 of Lone Muhalla Chanapora injured by CRPF on July 30 at Chanapora succumbed to injuries on August 04.
    47. Shabir Ahmed Malik, 30 of Lonepora Newa Pulwama, killed by CRPF at Pulwama on August 04.
    48. Ghulam Nabi Badyari, 48 of Ganpatyar, Habba Kadal, killed by CRPF at his residence on August 05.
    49. Rameez Ahmed, 22, of Mundji Sopore killed by CRPF at Warpora on August 06.
    50. Aisha Sheikh of Ganpatyar Habba Kadal succumbed to sling shot injury at her residence on August 07.
    51. Fida Nabi Lone, 20, of Qamarwari, injured in CRPF action at Qamarwari on August 03 and succumbed to injuries on August 08.
    52. Farrukh Bukhari, 19, of Kreeri Pattan whose body was found at Kreeri on August 11 after 13 days of his disappearance.
    53. Mudasir Ahmad Zargar, 16, of Trehgam Kupwara, killed in police and CRPF firing on August 13.
    54. Ali Mohammad Khanday, 60, of Khanday Mohalla Pattan, killed in police and CRPF firing on August 13.
    55. Arif Mir, 19, of Lagropora, Sopore killed in CRPF firing on August 13.
    56. Sameer Lone, 18, of Lagropora, Sopore killed in CRPF firing on August 13
    57. Irshad Ahmad Latoo, 35, of S K Colony Islamabad killed by police and paramilitary CRPF troopers on 14th August
    58. Umar Ahmad Dar, 16, of Narbal Srinagar killed by CRPF on 14th August
    59. Muhammad Abbas Dhobi, 30, of Mattan Islamabad beaten up by police and CRPF succumbed on 17th August.
    60. Milat Ahmad Dar An eight-year-old boy of Harnag , Islambad, injured and later succumbed on 19th August. He was critically injured by paramilitary forces while playing in a field.
    61. Mudasir Ahmed Hajam, 19, Sopore, sustained bullet injury on 19th Aug by CRPF and succumbed on 20th August morning.
    62. Nazir Ahmed Sheikh, 25, Bijbehara in South Kashmir’s Islamabad district. Fired by CRPF on 20th August died on way to hospital.
    63. Bilal Ahmad Sheikh, 22 year old, succumbed to his injuries on 23rd Aug was seriously injured on 14 August. A resident of Singhpora Pattan.
    64. Omar Qayooom Bhat, 17 year old. Of Anchar Soura. Ruthlessly beaten by paramilitary CRPF troopers and police on 20th August. Admitted in Hospital on 23rd August after his release and Succumbed on 25th August.
    65. Irshad Ahmad Parray, 11, Old Eidgah Islamabad, sustained pellet injuries in his vital organs and succumbed on his way to hospital on August 30.
    66. Feroz Ahmad Malik, 17, Palhalan Pattan, fired by cops on 6th September and brought dead to sub district hospital Pattan.
    67. Mudasir Ahmad Mir, 23, Ussan Pattan, fired by cops on 6th september scummbed to his injuries on way to hospital same day.
    68. Noorudin Tantray, 26, Tantrypora Pattan, fired by cops on 6th september and scummbed to his injuries on way to hospital.
    69. Muhammad Ramzan Mir, 45, Ussan Pattan, fired by cops on 6th september and scummbed to his injuries on way to hospital. It was fourth killing on 6th September.
    70. Imran Ahmad Dar, 25, Zadibal, crtically injured by CRPF on 2nd Septemeber scummbed on 8th Septemeber at Soura Hospital.
    71. Ghulam Muhammad Guroo, 55, maloora Khujibagh Sumbal, received head injury in clashes on 8th September and scummbed on 9th Septemeber at Soura hospital.
    72. Muhammad Ashraf Mir,34, Palhallan Pattan, Sustained critical injuries in neck in indiscriminate firing by police on 6th September and scummbbed to his injuries at Soura hospital on 12th September.
    73. Nisar Ahmad Bhat, Ajas Bandipora, fired upon by Border Security Force (BSF) killing him onspot on 13th September.
    74. Nisar Ahmad Kuchay,22, Humhama , Fired upon by police injuring him critically. Taken to Soura hospital where he succumbs after few hours on 13th September.
    75. Ghulam Rasool Tantray, 50, sustained bullet injuries at Humhama on 13th September sccumbs on the same day at Soura hospital.
    76. Danish Nabi, 13, Charar-i-Sharief, was killed in CRPF firing near Hanwari near Char town on Sep 13. He was a seventh class student.
    77. Mudasir Ahmad Parray, Kreshama Tangmarg, Killed in Police and CRPF firing on Sep 13.
    78. Tariq Ahmad Ganai, Tillegam Tangmarg, Killed in Police and CRPF firing on Sep 13.
    79. Abdul Majid Kuzzar, Bonegam Kunzer, killed in Police and CRPF firing on Sep 13 in Tangmarg north Kashmir.
    80. Iqbal Ahmad Malik, Tumberhama Tangmarg, Killed when CRPF and Police opened fire on people on Sep 13.
    81. Abdul Qayoom Wani, Waniloo Tangmarg, Killed in Police and CRPF firing on Sep 13.
    82. Afaq Ahmad Khan, Iqbal Colony Tangmarg, Killed in Police and CRPF firing on Sep 13.
    83. Javaid Ahmad Rather, 24, Kadalbal Pampore, Killed in Police and CRPF firing on Sep 13.
    84. Ajaz Ahmad Wagay, 26, Kadalbal Pampore, Killed in Police and CRPF firing on Sep 13.
    85. Riyaz Ahmad Sheikh, 28, Tengan pampore, Killed in Police and CRPF firing on sep 13.
    86. Javaid Ahmad Teli, Humhama, Killed by troopers and Polce firing on Sep 13.
    87. Rafiqa Bano, (Female), Ompora Budgam, Killed when CRPF and Polce opened fire in Budgam to disperse protestors on Sep 13.
    88. Showkat Ahmad Mir, Budgam, Was district president of JKLF (R), killed by CRPF and Police firing when he was leading a procession in main Budgam town on Sep 13.
    89. Aqib Ahmad wagay, 14, Islamabad, Killed by CRPF and Polce men at Sarnal Islamabad outside the house of NC MP Mehboob Beigh in an unprovoked firing on Sep 13.
    90. Adil Ahmad, Humhama, Sccumbed to his injuries at SMHS hospital on Sep 13. It was a bloody monday (Sep 13) in which more than 17 people were killed in a single day with many crtical and many missing.
    91. Abdul Qayoom, Sangrama, injured in CRPF and police firing at Tangmarg on Sep 13 and sccumbed to his injuries on morning of 14th September.
    92. Arshad Khan, Mendhar Poonch, killed when CRPF and Police opned fire on students protesting against desceration of Quran in US and in Soldarity with Kashmir on Sep 15.
    93. Baghdad Hussain Shah, Mendhar Poonch, Killed in CRPF and Police firing at Mendhar Poonch on Sep 15.
    94. Shameem Ahmad, Mendhar Poonch, Killed in CRPF and Police firing in the frontier district on Poonch on Sep 15.
    95. Mudasir Ahmad Kana, 22, Batapora Sopore, killed when CRPF and Police opned fire on protestors in Sopore. Received bullet injury and died on way to hospital on Sep15.

  9. Dal Washington Post:, parlando del pastore Jones:

    The old media enable this trend. A competitive news environment drives saturation coverage. Saturation coverage confers legitimacy — even as reporters themselves feel guilty in their complicity. Nearly 100 journalists stood sweltering outside the Dove World Outreach Center, waiting on developments from a man whom his daughter described as having “gone mad.” At one point, a reporter yelled to Jones, “Are you just toying with us to get attention?” — the most blindingly obvious question in recent journalism. Another yelled: “You’re just using us! We should all leave!” Fearing they might miss something, no one left.

    http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/09/13/AR2010091305289.html?hpid=opinionsbox1

  10. PinoMamet says:

    I templi pagani distrutti e saccheggiati… mah!

    Mi sembra un mezzo mito dell’anticlericalismo riletto curiosamente in chiave cristianista.
    Un po’ come se uno parlasse di “giusto sadismo dell’Inquisizione”, per capirci.

    Templi, statue e arredi pagani mi pare che (ovviamente) nella maggior parte non furono affatto distrutti, ma riconvertiti (sulla riconversione delle statue, si ricorda il da me già citatissimo Pallada); ad es. il Partenone fu chiesa e poi moschea…
    Ci sono anche gli esempi contrari (il Serapeo, ad es.) ma di solito la distruzione aveva cause diverse e più complesse dalla religione
    (come oggi con gli “scontri tra cristiani e musulmani”… non cambia niente).

    Quando i monaci si vantano (probabilmente esagerando) di aver distrutto questo o quel santuario montano, di solito si tratta di qualche albero sacro sradicato (o magari semplicemente ridedicato a un santo …)

    Se la “Chiesa Militante” fosse stata quella che dice questo tizio, dubito che il cristianesimo avrebbe mai attecchito… o comunque non nella sua forma tradizionale.

    Ma appunto, lui tradizionale non è; sarà anche battezzato cattolico, ma tradizionale proprio no.
    Io ho conosciuto le vecchiette convintissime che le Madonne fossero tre, sorelle tra loro; lui no.

    Ciao!!

    • Andrea Di Vita says:

      Per PinoMamet

      Quello che dici vale sicuramente nel Mediterraneo. Penso ad esempio alla cattedrale di Siracusa, dedicata alla Madonna: si vede chiaramente che era un tempio, che difatti era dedicato al cuto di Venere :-)

      Altrove era diverso. I Cavalieri Teutonici furono invitati dal Duca di Mazovia (un po’ come i Normanni e i Longobardi in Italia meridionale) per cristianizzare le terre occupate dai Prussiani di lingua baltica, definiti da Czeslaw Milosz ”i pellerossa d’Europa”. Eseguirono egregiamente il compito, rinchiudendo i Prussiani nelle loro stese capanne cui poi davano fuoco. (Si fecero pagare facendosene concedere il dominio dal Duca. Si formo’ così quella catena di castelli e possedimenti Teutonici, la cui espansione fu fermata secoli dopo da Polacchi e Lituani a Gruenwald)

      Non mi pare inoltre che le modalità della cristianizazione carolingia dei Sassoni adoratori del frassino Yggdrasil sia stata poi molto diversa.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  11. PinoMamet says:

    In effetti è probabilissimo che io parta da una prospettiva viziata, mediterraneo-centrica;

    però tutto sommato non credo che nell’Europa settentrionale o orientale le cose fossero sostanzialmente diverse.
    Che la cristianizzazione sia stata anche, quando ce ne fu occasione, un processo violento, non lo metto in dubbio.
    Ma è la stessa cosa del mezzo mito dell’ “Islam oppure la spada”. Gli uomini sono anche violenti, il desiderio di conquista o di controllo esiste, e se c’è di mezzo anche l’ottusità religiosa, peggio ancora.
    Per capirci, non mi sogno di dire che, secoli più tardi, l’Inquisizione non è esistita o non ha fatto delle porcate. E non descrivo certo la cristianizzazione (o l’islamizzazione, se è per questo) come un processo tutto rose e fiori. Anzi.
    Solo, lo metto in prospettiva.

    Ad es., nella distruzione del Serapeo, che ti dicevo, la cosa era un bel po’ più complessa di “cristiani cattivissimi” contro “poveri pagani martiri della filosofia”; c’era mi pare un post sul blog vecchio dove si analizzava assai meglio la situazione.

    Così anche nell’Europa settentrionale o orientale, dubito che siano stati solo massacri e sgozzamenti e guai a chi si muove;
    i riti pagani, del resto, mi sembra siano rimasti là “alive and kicking” quasi più che da noi, segno che tutto questo ferreo controllo forse non c’è mai stato; ma una “riverniciatura”, anche pesante, sì, e naturalmente tutte le fasi iniziali di riverniciatura prevedono uno scrostamento della vernice precedente, che può essere anche violento.

    Ma dire che il cristianesimo fosse tutto “templi pagani distrutti e saccheggiati” (e vantarsene pure) equivale proprio al mito di “l’Islam o la spada”.

    Ciao!

  12. mirkhond says:

    La germanizzazione e cristianizzazione delle terre ad est dell’Elba, slave e baltiche avvenne anche con l’assorbimento delle popolazioni sottomesse e cristianizzate a forza.
    Alcune casate principesche slave, una volta convertite, divennero parte dell’aristocrazia tedesca e mantennero il potere fino al 1918, come per la famiglia regnante degli Obodriti del Meclemburgo a partire dalla conversione del principe Pribislav nel 1167.
    Ancora oggi in Lusazia sopravvive un idioma slavo, il Sorabo, mentre un altro idioma slavo, il Polabo sulla sponda orientale dell’Elba, si estinse alla fine del XVIII secolo e vaste aree di quella che diventò la Prussia degli Hoenzollern erano bilingui fino a quella data.
    Anche il borussico o prussico, affine al lettone e al lituano, si estinse intorno al 1710, facendo in tempo a conoscere la riforma luterana grazie alla quale furono stampati dei catechismi in questa lingua così da poterla collocare nella famiglia linguistica baltica.
    Nel resto del Baltico, l’elemento tedesco era predominante solo nelle città costiere come Riga e Reval (Tallinn), mentre l’entroterra, pur cristianizzato sempre a forza, restò baltico e finnico.
    ciao

    • Andrea Di Vita says:

      Per mirkhond

      Vicino a Cheminitz, l’ex Karl-Marx-Stadt, ho fatto il pieno di benzina presso un benzinaio che teneva esposti cartelli contro il prelievo fiscale sui carburanti (tutto il mondo è paese…) in Tedesco e in Sorabo. Siccome parlo un poco di Tedesco e di Polacco, e siccome il Polacco e il Sorabo sono ragionevolmente vicini, ho potuto verificare di persona che i cartelli erano uno la traduzione dell’altro.

      Un mio collega tedesco, cui ho raccontato la cosa, mi ha confermato che esiste ancora una canzona antimilitarista in cui un sorabo si lagna di dover fare il servizio di leva …nell’esercito prussiano.

      Quanto al Baltico, la polarizzazione città germanofona e campagna baltica e slava valeva in Estonia e nella relativamente più arretrata Lettonia. Posso dire della lituana Vilnius -considerata Polacca tout court dai Polacchi, e dietro c’e’ tutta una lunga storia che va dalla biografia di Pilsudski agli ‘Amanti dell’Orsa Maggiore’ a Milosz- che all’inizio del Novecento vi si parlava e stampava in otto lingue: yddish (laici ebrei), ebraico (rabbini), russo (militari e burocrati), polacco (aristocratici e ricca borghesia), lituano (ontadini) bielorusso (contadini e piccoli proprietari) e tedesco (mercanti). E c’erano duecentomila abitanti.

      Fu proprio il feroce contrasto Polacco-Lituano sul controllo di Vilnius a spingere enrambe le parti a un esasperato nazionalismo che da parte lituana si eìè spinto fino a rimuovere ogni traccia di Polacco dalla lingua insegnata a scuola, mentre da parte Poacca ha portato all’ostracismo dei numerosi Lituani di lingua Polacca -che comprendono il Nobel Milopsz e l’equivalente placco del Manzoni, Mickiewicz. La tomba di Mickiewicz è in Lituania, e perfidamente i Lituani fanno trovare ai Polacchi che la visitano solamente scritte in Lituano, che per loro è incomprensibile.

      Oltre a tutto, pure gli Ebrei erano divisi: i Gaon di Vilnius si parlavano poco cogli Hassidim Polacchi, si per questioni di reciproca accusa di collaborazionismo con lo Z>ar sia per pesanti divergenze teologiche (più attenti al formalismo giuridico della Legge gli uni, più misti in senso quacchero gli altri).

      Nota personale: ho adottato il dolcissimo inno a Vinlius cantato da Moni Ovadia nel suo ‘Oylem Golem’ come ninna nanna per mia figlia. Quando glielo cantavo nel reparto maternità si addormentavano pure i bambini delle culle vicine…:-)

      Insomma, mai confondere un Polacco e un Lituano!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. Che mi dici del casciubo? So solo che Guenther Grass era di famiglia casciuba, anche se dubito che lui lo parli.

      • PinoMamet says:

        “Oltre a tutto, pure gli Ebrei erano divisi: i Gaon di Vilnius si parlavano poco cogli Hassidim Polacchi”

        Vuoi troppo bene agli abitanti di Vilnius e li fai diventare tutti “geni” o “eccellenti” (gaon)! ;)
        Il Vilna Gaon, che sappia io, era uno; risulta anche a me invece la rivalità tra ebraismo “lituano” e hassidim polacchi.
        Ciao!

        • Andrea Di Vita says:

          Per PinoMamet

          Giusto: per ‘Gaon’ io intendevo la successione temporale dei gaon nel tempo, un po come se avessi detto ‘i Papi di Roma’.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

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  14. mirkhond says:

    Per Andrea Di Vita

    Ciò che racconti assomiglia in modo tragico a ciò che è avvenuto nel litorale Adriatico da Trieste a Cattaro, dove gli opposti nazionalismi italiano e sloveno-croato e in misura minore serbo (i Serbi furono antiitaliani solo all’epoca della prima Jugoslavia 1918-1941);
    gli opposti nazionalismi dicevo, del XIX e XX secolo, hanno distrutto una splendida realtà meticcia e bilingue.
    A Lissa, pare che la nuovi lapide commemorativa posta nel 2004 dalle autorità croate, relativa ai caduti da parte austriaca del 1866, ometta i nominativi italiani dei marinai austriaci, lasciando invece quelli slavi e tedeschi.
    E pensare che tanti venetofoni avevano e hanno cognomi slavi, mentre vi erano (vi sono ancora?) croati con cognomi italiani.
    ciao

  15. mirkhond says:

    Sempre per Andrea Di Vita

    Gunter Grass è bilingue casciubo-tedesco?

    Riguardo ai Casciubi si sarebbero salvati dalla completa germanizzazione perchè nel 1919 e poi nel 1945 passarono alla Polonia, ma soprattutto perchè cattolici, cosa che permise loro di restare in quello che era ormai diventata Polonia.
    Sorte più tragica toccò invece ai contigui Slovinzi, luterani dal XVI secolo e praticamente germanizzati nel 1945, doppio “peccato mortale” agli occhi dei comunisti (o piuttosto nazional-comunisti?) polacchi che non concessero loro la nuova cittadinanza polacca e li costrinsero a fuggire in Germania (gli Slovinzi scelsero quella occidentale), esodo completato negli anni ’80.
    Almeno questo è cio che leggo dalla sacra wiki.
    ciao

    • Andrea Di Vita says:

      Per Mirkhond

      Casciubo per parte di madre. Il padre era tedesco.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

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