Dal Kashmir al Giornale, l’universalismo cialtrone

Qualche aggiornamento sul rogo virtuale del Corano, che il pastore Terry Jones, dopo essersi fatto conoscere in tutto il pianeta, ha evitato accuratamente di compiere.

A Tangmarg, nel Kashmir, una folla ha preso d’assalto vari edifici governativi e anche un’elitaria scuola gestita dalla Chiesa dell’India Nord – per semplificare, gli anglicani (episcopaliani) dell’India settentrionale.

Un’istituzione lontanissima dall’aggressività di certe chiese-spettacolo evangeliche statunitensi, anche se non si può parlare di un’assoluta innocenza, visto che sulla sua pagina di facebook,  il vescovo locale proclama la sua simpatia per l’organizzazione estremista dei Christians United for Israel. Dubitiamo però che gli assaltatori si fossero informati prima.

La scuola era stata fondata da Cecil Tyndale-Biscoe, un missionario inglese, pieno di buone intenzioni sociali ma anche convinto della missione civilizzatrice dell’impero inglese. Invitato dal Maharaja induista del Kashmir, che governava su grandi masse sottomesse di musulmani, Cecil Tyndale-Biscoe aveva costituito una rete di scuole che miravano a promuovere virtù civiche e virili, secondo i principi delle public school inglesi. Scuole comunque rispettose – come è stato in genere l’impero inglese – dei valori religiosi e del diritto locale.

Gli alunni e gli insegnanti della scuola, quasi tutti musulmani, non hanno subito danni; ma l’edificio – costruito tutto in legno – è stato interamente distrutto. La polizia indiana ha sparato sui manifestanti, compiendo una strage: a Tangmarg e in tre altri comuni, ha ucciso almeno sedici persone. Tra i morti, anche una donna e un bambino di sette anni.

kashmir-children

Bambini del Kashmir, profughi interni dalla repressione indiana

Syed Ali Geelani, considerato un terrorista negli Stati Uniti, dirige il Movimento di Liberazione (tahrik-e hurriyat) del Kashmir, il più combattivo dei movimenti non violenti, che ha promosso molte manifestazioni in questi giorni. E’ quindi significativo sapere che abbia dichiarato:

“Condanniamo con forza le persone coinvolte nel rogo della scuola missionaria. Invito i musulmani a proteggere i membri delle comunità minoritarie e i loro siti religiosi. A tutti i costi dobbiamo preservare l’antica armonia comunitaria e fratellanza per cui il Kashmir è noto in tutto il mondo.”

Una dichiarazione conforme alla politica del suo movimento, che vorrebbe cacciare gli occupanti indiani, ma non gli abitanti induisti e buddhisti.

I manifestanti hanno fatto malissimo a confondere il gesto di un evangelico della Florida con gli episcopaliani indiani. Ma siccome l’umanità è uniformemente cialtrona, basta vedere come i lettori del Giornale commentano l’episodio per capire quali fossero i loro ragionamenti.

Sia chiaro, non vanno a commentare sui siti dei missionari cristiani in Kashmir, dove non va a commentare nessuno (invito tutti a scrivere qualche rispettosa nota di solidarietà sul blog Wandering For Love of God).

I lettori del Giornale non sanno ovviamente dove si trovi il Kashmir. E quindi non sanno che sono vent’anni che la più grande democrazia del mondo ha abolito gran parte dei diritti umani in quella regione e ha provocato quasi 50.000 morti nella repressione.

I lettori del Giornale non sanno che negli ultimi mesi, la polizia ha fatto oltre 80 morti nella regione, per cui – dal punto di vista dei kashmiri – l’episodio di Tangmarg non è certo così importante.

I lettori del Giornale sanno meno della Florida di quanto ne sappia il giovane kashmiri medio (che indubbiamente conosce l’inglese meglio di loro).

Eppure, l’incendio della scuola (trasformata miracolosamente in “chiesa”) eccita ugualmente le loro fantasie. Ascoltiamo qualche parere, senza troppo badare al discutibile italiano di certi difensori dell’italianità:

Luix: Se gli islamici,moderati (?) e non,sapessero cosa c’ho fatto io con una copia del Corano acquistato alla bisogna…

Random64; se l’occidente non avesse il cervello bruciato, anzi alcune parti del cervello: comunisti, chiesa(si pure loro, anzi soprattutto loro) intellettuali, la medicina sarebbe semplicissima . FUORI GLI ISLAMICI DALL’EUROPA! pensiamo forse che è democrazia avere paura di attentati nelle nostre città? è democrazia non poter dire fare qualcosa senza che “lor signori” non se la prendano sgozzando o facendosi esplodere? non mi pare con loro la NOSTRA democrazia si è dimezzata, quindi buttandoli fuori sarebbe antidemocratico? ma basterebbe applicare con costanza le nostre leggi e la costituzione che sono l’esatto opposto del loro “fantastico” libro

Highrise: Prendete nota: questa gente fa parte di coloro coi quali, secondo i nostri politici e religiosi, noi dovremmo convivere nel cosiddetto “multiculturalismo” …

franco.brezzi: Accogliamo e tolleriamo le “suorine” in gonnalunga che, a frotte, circolano per le nostre strade. Son contornate da marmocchi e spingono carrozzine: stanno allevando gli affossatori dei nostri figli! E quel giorno che avranno il voto, lo deporranno certamente a sinistra! Gli utili idioti esultano!

Gianni Croce: E’ questo l’Islam. Integralista e violento. Nessuna nuova moschea, anzi chiudiamo anche quelle che ci sono. Fuori gli islamici dall’Italia. L’Italia è un Paese cristiano, no un covo di delinquenti

migpao: che brutta razza di m…. PS: si, sono razzista.

pellini susanna: Ecco la risposta dell’Islam,qualcuno minaccia di bruciare il corano,loro invece non minacciano, bruciano semplicemente i Cristiani.Una linea diretta moderna e non equivoca.A quando qui qualcuno fara’ un arrostino con un islamico?E triste dover scherzare su un fatto tragico come questo,e speriamo che si diano una calmata tutti,altrimenti come aveva previsto MUSSOLINI la prossima guerra sara’ tra razze e tra religioni diverse.

Ascoltiamo invece la voce di John Martin, uno dei dirigenti dell’organizzazione missionaria della Chiesa anglicana, la CMS. Un signore che sa dove sta il Kashmir:

“Tutto ciò ci presenta una finestra molto interessante sulla scena americana.  John Chane, il vescovo di  Washington ha detto questa settimana che l’America è una nazione che ribolle d’ira per non aver potuto celebrare adeguatamente il lutto per l’11 settembre.

L’America è un luogo molto autoreferenziale. L’America profonda [Middle America ] non sa quasi nulla del proprio impatto su popoli e luogi che non conosce e non capisce.

I cristiani americani non hanno idea del fatto che ci sono cristiani altrove che assegnano agli Stati Uniti lo status di potenza imperiale. Alcuni applicano i riferimenti biblici, indirizzati in origine a Babilonia e a Roma, agli Stati Uniti.

Quando i cristiani americani sentono cose di questo tipo, si sentono feriti e confusi, perché vedono la propria nazione come un bastione della libertà, mentre molti al di fuori degli USA direbbero il contrario.

Un africano mi ha detto tempo fa che uno dei pochi sfoghi rimasti alla gente del suo continente, per esprimere il proprio dolore e rabbia contro gli USA, consiste nell’usare violenza contro qualche bersaglio debole, come la Chiesa episcopaliana.”

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20 Responses to Dal Kashmir al Giornale, l’universalismo cialtrone

  1. mirkhond says:

    E pensare che fino a pochi anni fa il Kashmir era considerato l’Eden dell’India, un luogo associato alla pace.
    Viaggiatori europei e russi ne rimasero talmente affascinati, da creare la leggenda di Gesù che vi avrebbe trascorso il periodo dai 12 a 30 anni, nutrendosi della locale spiritualità buddista e induista, e qui sarebbe ritornato con un viaggio rocambolesco dopo esser stato staccato ancora vivo dalla croce….
    leggenda che costituì la base del credo Ahmadiyya, e basato sulla tomba a Srinagar di un santo musulmano, scambiata da Ahmadiyya e buontemponi occidentali per la tomba di……Gesù!
    Mi chiedo se tra il lettori indignati e scarsamente informati dei nostri giornali, vi siano anche dei cultori di questa “sacra” patacca….
    ciao

  2. Per Mirkhond

    I lettori del Giornale suscitano sicuramente ribrezzo. Però non bisogna lasciarsene sopraffare: il punto importante è che esprimono atteggiamenti universalmente diffusi – l’italiano medio, il sovietico medio di una volta, l’americano medio, il nazista medio, l’islamista medio, il liberale medio, il Medio insomma è fatto di quella stoffa lì.

    Se un lettore del Giornale potesse a un certo momento lasciar cadere i propri pregiudizi, potesse guardare negli occhi il primo kashmiro di Tangmarg che ha urlato, “ahò, annamo a’ ‘bbrucia’ la scola dei cristiani!”, si capirebbero improvvisamente e meravigliosamente.

  3. Wbb says:

    “ha ucciso almeno sedici persone. Tra i morti, anche una donna e un bambino di sette anni.”

    Piccola lezione di vittimistica: fra i sedici morti solo 1 pare avere un genere sessuale, la femmina. E questo va menzionato, perchè la morte di una femmina, nell’occidente ipocrita e femminista, vale più della morte di 15 maschi (il cui genere sessuale non viene nemmeno menzionato, ma nascosto nel neutro “persone”… giusto per “disumanizzare” un pò, i “maschi non esistono”):

    http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/morti_lavoro.htm
    http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/morti_lavoro2.htm

    L’indottrinamento femminista purtroppo sembra fare danni irreparabili nelle menti dei suoi tanti brainwashed, tanto che persino certi “ragionamenti automatici” totalmente fallaci non vengono riconosciuti come tali dagli stessi brainwashed.

    • Veramente il bambino era un maschio, il che fa un maschio e una femmina.

      Sul forum del Giornale, un lettore scriveva qualcosa sul tipo, “nel kashmir succedono queste cose, e in Italia cosa fanno? vogliono reintrodurre le preferenze nelle schede elettorali?!”

      Insomma, tu dici “Kashmir!”, oppure “Milan!”, oppure “fa freddo!” e quello risponde, “no alla reintroduzione delle preferenze elettorali!”, insomma ha una sua fissazione personale che emerge, a prescindere dall’argomento di cui si sta parlando.

      Ora, se tu non avessi in mente “l’indottrinamento femminista”, avresti notato l’esatto contrario. Cioè che in una società in cui le donne hanno una visibilità pubblica ridotta, la polizia spara pure su di loro, come spara sui bambini.

      E quindi avresti potuto accusarmi di fare un ragionamento da Maschilista Musulmano.

      Ma va bene così, figurati, qui c’è la massima libertà di espressione.

  4. Pingback: Caro Panebianco, aprili tu gli occhi « Tutto in 30 secondi

  5. karakitap says:

    Ho il sospetto che i lettori del Giornale (ma non solo loro, s’intende) ragionino per “appartenenza”, probabilmente sanno poco o nulla del Kashmir (a parte quello che si vende nei negozi), ancor meno della situazione dell’India in generale (paese che aspira ad essere grande potenza ma che ancora ha sacche spaventose di povertà, e questo per tacrre delle violenze su scala etnica e religiosa), di più, forse non sanno nemmmeno che l’istituzione che gestiva la scuola era anglicana (quindi se sono cattolici quelli dovrebbero essere “eretici & scismatici”, per quello che ricordo degli studi di storia delle religioni per il cristianesimo è più tollerabile un infedele che un eretico, il primo purtroppo vive nell’ignoranza della fede, l’altro la distorce).
    Ma se per strada vedessero un kashmiro (ammesso che lo riconoscessero come tale) difficilmente si chiederebbero se è cristiano, musulmano o indù, probabilmente vedrebbero solo l’extra da evitare e/o sfruttare.
    Salutoni, Karakitap

    • Francesco says:

      Solo scismatici, non mi pare siano eretici.

      Ccomumque poco poco, molto meno di luterani e calvinisti

      Mettitii nei panni di un lettore del Giornale, che scopre che da qualche parte c’è un posto chiamato Kashmir in cui bruciano le scuole (e anche le chiese, secondo AsiaNews) cristiane.

      Hai voglia a spiegargli che fa parte della lotta per l’indipenenza dall’India, come insinua MM

      ciao

      Francesco

      • Andrea Di Vita says:

        Per Francesco

        ”hai voglia”

        A parte che un lettore de Il Giornale se lo merita, è proprio questa la differenza fra un pennivendolo e un giornalista: il secondo si mette lì con santa pazienza proprio a cercare di spiegare (e spiegarsi) il fatto di cronaca che riporta. Pensa solo a che corsivi ti avrebe tirato fuori un Montanelli, sul Kashmir.

        Oggi invece se la notizia non è incasellabile in un tifo da stadio, svanisce: basti pensare ai milioni (!) di morti nel Congo della storia recente.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Ritvan says:

          ADV, hai nominato Montanelli in positivo??!! Anatema su di te, Traditore Degli Ideali Kompagneschi: in Siberia, in Siberia!:-).
          P.S. (serio): Concordo con te. Oggi i giornalistucoli a destra pullulano. Pensa te che ancora oggi continuano a (stra)parlare di “moschea a Ground Zero”, quando quella non è una moschea bensì un centro culturale interreligioso e non si trova affatto a Ground Zero.
          Ciao
          Ritvan

          • Andrea Di Vita says:

            Per Ritvan

            :-))

            Beh. Montanelli (sulla cui Stanza ho praticamente imparato a leggere, nella Domenica del Corriere) è uno dei pochissimi che abbia fatto davvero autocritica, ad es. dopo avere tacciato di ‘antitaliano’ chi ricordava l’uso dai gas in Abissinia. Per non parlare dei giudizi sul berlusca.

            Un compagno che sbaglia, insomma :-)))

            Ciao!

            AndreaDi Vita

        • Francesco says:

          Diciamo che stavo sfottendo amabilmente Miguel: o lui sta minimizzando l’elemento religioso come al solito o tutto il mondo si sbaglia

          Voglio far notare che bruciare una scuola cristiana c’entra con l’indipendenza del Kashmir come i cavoli a merenda.
          E che il Kashmir ha problemi a stare in India perchè è la grande maggioranza dei suoi abitanti è islamica, non per altri motivi.
          Neppure Montanelli avrebbe potuto manipolare questi fatti per dipingere un quadro diverso, anche se non avrebbe mai fatto gli sgorbi posticci di questi tristi pennivendoli analfabeti.

          Francesco

          • “Voglio far notare che bruciare una scuola cristiana c’entra con l’indipendenza del Kashmir come i cavoli a merenda.”

            Concordo in pieno. Diciamo che è un po’ come lo scorso luglio a Dudley in Inghilterra, quando i militanti dell’English Defence League, che protestavano contro la costruzione di una moschea, hanno cercato di distruggere un tempio induista, sostanzialmente perché ci stavano passando davanti. Non mi ricordo di particolari dichiarazioni di Franco Frattini a riguardo.

            • Francesco says:

              Beh, no. Una scuola cristiana non è in nessun modo connessa all’India; mentre per dei leghisti inglesi un tempio induista è sempre un “pezzo” dell’invasione straniera nel loro paese.
              Concordi?

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  7. PinoMamet says:

    “Ma se per strada vedessero un kashmiro (ammesso che lo riconoscessero come tale) difficilmente si chiederebbero se è cristiano, musulmano o indù, probabilmente vedrebbero solo l’extra da evitare e/o sfruttare.”

    Verissimo; anzi, a dirla tutta non mi è mai risultato che quel tipo di persone lì, quelle per intenderci che commentano al Giornale, abbiano mai chiesto la religione di appartenenza al “maruchein”.
    Sai che gliene frega, del cristianesimo.

    I cristiani “etnici” piacciono se lontani, e magari perseguitati, in modo che siano “sventolabili”.
    Arrivassero in Italia, gli si direbbe “ma perché non torni a casa tua”.

  8. karakitap says:

    Per Francesco
    “solo scismatici, non mi pare siano eretici”
    per quel che ne so, la chiesa anglicana si definisce “cattolica ma non romana, riformata ma non protestante”, inoltre da tempo è divisa al suo interno in una “chiesa alta” molto vicina al cattolicesimo ed una “chiesa bassa” che invece prova molta simpatia per le idee più propriamente protestanti.
    Mi pare che sotto Enrico VIII il rito fosse uguale a quello romano, cambiava solo il nome del capo della chiesa, fu Elisabetta I a introdurre riforme nel culto.
    Comunque il Kashmir è una terra dove le tensioni non mancano, e basta poco per accenderle, c’entri o no un esaltato pastore della Florida.

    Per Pino Mamet,
    concordo in pieno, il cristiano perseguitato è preso in simpatia solo se resta al suo paese, una volta qui è solo un extracomunitario.
    Salutoni, Karakitap

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