Westboro Baptist Church: perché amo l’America

Scusate, non mi piace fare due post in un solo giorno. Ma siccome sono certo  delle falsificazioni che compariranno domani nei media italiani, e ho un attimo di tempo, li scrivo.

Quale cattolico italiano saprebbe apprezzare la potenza di questa frase, che compare sul sito della Westboro Baptist Church:

“Chi è colei che appare come l’alba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate?” Cantico dei cantici, 6.10. Il Cantico dei Cantici non era quello ammiccante, in cui Dio cercava di far vedere che gli sono simpatici i fidanzatini, prima che arrivi il prete a far finta che non si siano mai visti da soli prima?

L’11 settembre del 2001, come giustamente disse il compositore Karlheinz Stockhausen, costituisce «l’opera d’arte più grande mai esistita».

Tra le onde del flutto mediatico, il palcoscenico dell’11 settembre 2010 spetterà – se il Sommo Regista è giusto – alla Westboro Baptist Church di Topeka, Kansas, che si è aggregata con abile mossa al circo planetario, annunciando che oggi a mezzogiorno brucerà sia il Corano, sia una bandiera americana.

Per la maggior parte degli italiani, la proposta incendiaria risulterà del tutto incomprensibile. “Ce ne sono di matti al mondo“, e giù a tagliarsi una bella fetta di arrosto di maiale. Ma gli americani, oltre a essere circoncisi, notoriamente non mangiano la carne di maiale.

La Westboro Baptist Church è un fantastico compendio dell’immaginario americano, e forse vi può aiutare a capire perché in fondo amo gli Stati Uniti, anche se certo a modo mio.

I membri della Chiesa sono esattamente settantadue, e sono quasi tutti parenti del pastore Fred Phelps, un signore che si presenta con cravatte sgargianti, un cappello texano e uno splendido sorriso. Tradotto in italiano, significa che sono quattro gatti. Tradotto in americano, vuol dire che ogni famiglia di liberi pionieri ha diritto a crearsi un proprio mondo; e che il capo non avrà particolari titoli e sarà riconosciuto solo con un affettuoso Fred. Questa è la liberazione dal feudalesimo, che in Europa ancora si sognano.

I settantadue membri della Chiesa si dedicano a un attivismo incessante, e anche qui siamo nel solco profondo della cultura americana.

Sulla colonna sinistra, il loro sito presenta una collezione di statistiche:

Numeri:

* 5,697 – i soldati che Dio ha ucciso in Iraq e in Afghanistan.
* 44,038 – presidi di protesta condotti dalla WBC.
* 789 – città visitate dalla WBC.
* 23 – persone che Dio ha gettato nell’inferno da quando hai caricato questa pagina.
* 218,400,000+ – galloni di petrolio che Dio ha riversato nel Golfo.
* $13.4 trilioni+ – il debito nazionale dell’America condannata.
* 8 – persone che Dio salvò nel Diluvio.
* 16,000,000,000 – persone che Dio ha ucciso nel Diluvio.
* 144,000 – Ebrei che saranno salvati negli ultimi giorni.
* 0 – nanosecondi di sonno che i membri della WBC perdono per le tue opinioni e seeeeeeentimeeeeeeenti.

Si potrebbe scrivere un volume su queste affermazioni, la cui fondatezza fattuale è del tutto irrilevante. L’Italia è stata creata dai notai, gli Stati Uniti dai geometri, e la verità risiede quindi nei numeri e nella stringatezza del discorso, alla Hemingway, insomma.[1]

Le varie statistiche seguono una logica precisa, che analizzeremo meglio; ma fondamentale è il concetto – noto a chiunque abbia frequentato il cinema d’azione statunitense – per cui lo sterminio dei malvagi non fa perdere un nanosecondo di sonno agli eletti. Termine non a caso preso dalla fisica, roba concreta quanto le punizioni di Dio, del tutto aliene ai diplomati dei licei classici italiani imbevuti di spirito.

Gran parte della retorica americana consiste nel deridere la debolezza sentimentale, la mancanza di determinazione nell’eroe-imprenditore: con la genialità dei pubblicitari nati, i membri della Westboro Baptist Church rendono il concetto semplicemente moltiplicando le vocali. Il Superuomo Democratico, che sputa sullo Stato e i suoi vigili ed esattori delle tasse, riconosce un’unica autorità. A patto che resti invisibile. Un modo di sentire che si estende ben oltre i settantadue parenti di Fred Phelps. Né Preti né Padroni, ma solo Yahvè.

“Allora, se noi tante iniurie, tanta crudeltà et tanti commiati sosterremo con pazienzia senza turbazione et senza mormorare, et caritativamente et humilmente penseremo che quel portinaio di certo ci conosca, et che Iddio lo fa parlare contra di noi: scrivi, frate Lione, che qui è perfetta letizia.”

San Francesco, negli Stati Uniti, sarebbe stato un fallito, e pure per colpa sua. Uno scontro di civiltà, di quelli seri, insomma.

La minuscola congregazione della WBC sostiene di aver condotto 44.038 pickets, o presidi di protesta: due, tre membri della congregazione vanno a qualche evento mediaticamente visibile, portando dei cartelli con uno slogan chiarissimo, in cui dicono in due parole l’esatto contrario di ciò che si dovrebbe dire in simili circostanze.

Qui vediamo un giovane militante della Chiesa che si presenta ai funerali della nonna del Presidente Obama con due messaggi di indiscutibile chiarezza: Dio ti odia e Tu andrai all’inferno.

westboro2

In questo modo, la WBC si garantisce una copertura mediatica gigantesca, che ha un preciso significato teologico: negli Ultimi Giorni, il messaggio di Gesù arriverà in tutto il mondo, e la televisione è il mezzo che lo permette, purché si sappia carpire tutti i segreti della pubblicità. Ora, si può dire che, presentato così, il messaggio alienerà molti. Ma poiché la Bibbia dimostra effettivamente che Yahvè vorrebbe sterminare l’immensa maggioranza della specie umana, preferibilmente nella maniera più atroce, che importanza ha?

Infatti i settantadue membri della WBC si dichiarano profeti, gli unici profeti di Dio al mondo in questo momento; e quindi sono già salvati – un concetto che ha un’immensa storia nella cultura degli Stati Uniti, mai portata all’umiltà autentica o ipocrita del mondo cattolico.

Ma cosa vogliono quelli della WBC? Già sentiamo gli strapagati imbecilli dei media italiani che parleranno di “razzisti” e cose simili, senza capire assolutamente nulla.

Tutta la teologia del secondo paese più religioso del mondo (dopo l’Afghanistan, certo) è costruita attorno al Regno, The Kingdom. Il mito di un paese senza passato si proietta infatti tutto nel futuro.

La promessa di un governo divino sulla Terra assume due forme. Per i benestanti, il Regno verrà attraverso gli sforzi umani, il lavoro degli imprenditori e le attività dell’esercito americano. Per i più poveri e sfortunati, il Regno verrà dopo che Dio avrà tritato il mondo intero nelle sue presse e versato fuoco e zolfo sugli esseri umani.

Leggevano i pionieri – Levitico, 26:

manderò contro di voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno languire gli occhi e vi consumeranno la vita. Seminerete invano il vostro seme: se lo mangeranno i vostri nemici. 17 Volgerò la faccia contro di voi e voi sarete sconfitti dai nemici; quelli che vi odiano vi opprimeranno e vi darete alla fuga, senza che alcuno vi insegua.”

Da venti secoli, i nostri parroci, che non hanno certo voglia di una tempesta che distrugga le loro mangiate, ci insegnano a diffidare dall’Apocalisse (“passami la mortadella, va…”). Che invece è l’essenza stessa dell’immaginario americano, sottostante tanto alla retorica di un mondo democratico e migliore quanto alle ansie di un’imminente catastrofe su cui si fonda tanta produzione hollywoodiana.

Siccome gli italiani hanno un bisogno maniacale di dividere tutto in “destra” e “sinistra”, i media qui presentano in genere gli apocalittici della prima specie  (“stiamo costruendo il Regno”) come simpatici sognatori progressisti (il sogno di Wilson, di Martin Luther King o di Obama…), gli apocalittici della seconda specie (“Dio distruggerà il mondo per ricrearlo”) come orrendi detriti reazionari, se non “fascisti”. Come se ci potesse essere qualcosa di “fascista” in chi non crede ad alcun governo umano e auspica che Dio distrugga la propria patria. Le guerre le fanno assai più volentieri gli apocalittici del primo tipo che quelli del secondo.

Le foto dei picchetti della WBC diffondono tutte lo stesso tipo di immagine, anch’essa radicalmente americana.

westboro_baptist_church-3801Siccome domani siamo sicuri che leggeremo qualche Moralizzatore Laico Italiano che inveisce contro il “ritorno al Medioevo” (una delle frasi più orrende che conosciamo), diciamo che l’immagine della WBC è quanto di più anticlericale e antimedievale ci possa essere.

Non c’è nulla del superfluo europeo nelle scarpe da  ginnastica, i pantaloncini corti e  comodi, la risata da donna emancipata delle militanti della Chiesa, che è quella di tutte le trionfanti surfer d’America.

Bene, queste ragazze sono fondamentaliste, che significa gente che vuole andare alle fondamenta, alle cose essenziali: cioè vuole buttare a mare duemila anni di aggiunte pretesche e medievali,  di autoflagellazioni e di discipline, per cogliere l’essenza vittoriosa del messaggio cristiano.

E se togliamo di mezzo le liturgie e le tradizioni pretesche e orali, e rimescoliamo  il Nuovo e l’Antico Testamento, è difficile negare il racconto fondamentale: un certo Yahvè, dalla personalità fortemente emotiva, infierisce da quaranta secoli sulle sue creature, instaurando quello che abbiamo chiamato il Ciclo Deuteronomico.

Che non è, come la roba che narrano i preti postconciliari, un insieme di zuccherini sentimenti, ma un eccitante racconto della storia.

Yahvè elegge a caso un unico popolo, promettendo stupri, femmine fertili, pecore e bottino in cambio di assoluta fedeltà. Appena il popolo gli diventa infedele, Yahvè gli scaraventa addosso i popoli vicini; che poi punisce ancora più ferocemente per aver osato toccare il suo popolo eletto.

A questo ciclo ebraico, si aggiunge la promessa cristiana: Yahvè farà ardere all’inferno quasi tutte le proprie creature, e salverà solo coloro che maledicono chi Lui decide di maledire.

Se tutto questo non somiglia a ciò che i preti italiani raccontano durante le prediche, è un problema dei preti italiani. Sodomiti destinati all’inferno, come ci assicura un apposito sito della WBC. Notate la mediatica stringatezza:

La Chiesa cattolica è il gruppo pedofilo meglio finanziato e organizzato nella storia dell’umanità!

Al contrario esatto delle chiese italiane, calate dall’alto da sfuggenti vescovi dalle vesti volanti, la chiesa statunitense viene costruita in democrazia; si segue chi riesce a eccitare di più le emozioni, e spesso semplicemente anche a cantare meglio – il mondo religioso protestante (e anche ebraico) ha così legami stretti con il mondo dello spettacolo.

E quindi la WBC costruisce eccellenti video, pienamente coerenti con il flusso mediatico; e divertenti parodie di canzoni rock, che portano sempre lo stesso messaggio. Prendiamo uno dei tanti siti web, intitolato God Hates The World, “Dio odia il mondo”. Un titolo, se ci pensate, brillante e deuteronomicamente ineccepibile. Cito, per gli anglofoni, senza tradurre:

“Click a completed country (how do I zoom?) to find out why God hates that country, and why this world is doomed. “And out of his mouth goeth a sharp sword, that with it he should smite the nations: and he shall rule them with a rod of iron: and he treadeth the winepress of the fierceness and wrath of Almighty God.” Revelation 19:15. Read about John 3:16. “

Eccovi l’essenza degli United States of America: l’amichevole mano tecnologica che ti aiuta a zoomare, e quel secentesco goeth, accanto a citazioni rigorose dal Libro. Che come con tutti i manuali per geometri, deve essere esatta.

Milioni di predicatori negli Stati Uniti ogni giorno inveiscono contro i peccati della nazione: sodomia e darwinismo in primo luogo. E si sa che la Bibbia maledice in blocco le nazioni che peccano.

I predicatori costruiscono questo discorso nell’assoluta ipocrisia: mentre accusano l’America di peccare, esaltano i soldati americani e soprattutto esaltano il suo alleato israeliano, appoggiato con parole di fuoco nelle prediche domenicali di centinaia di migliaia di esaltanti animatori “cristiano sionisti”.

La WBC, con encomiabile coerenza, sostiene il contrario.

Se l’America pecca, Dio maledice l’America. E la Bibbia – libro per geometri e non per mistici –  dimostra che i peccati materiali subiscono punizioni materiali: è quindi Dio che uccide i soldati americani in Afghanistan. E’ un ragionamento in inoppugnabile coerenza con lo spirito dei libri profetici della Bibbia.

Da qui, l’idea, mediaticamente geniale, di disturbare – con quel grandioso diritto alla violenza che costituisce un pilastro degli Stati Uniti – uno dopo l’altro i funerali dei soldati americani morti in Afghanistan.

Immaginatevi la famiglia di un povero disgraziato delle montagne della West Virginia, o magari dell’Honduras, quando vede una bella ragazza bionda, con un gioioso sorriso sul volto, che compare ai funerali del tuo unico figlio con un cartello che proclama:

GOD KILLED YOUR SONS – PRAY FOR MORE DEAD SOLDIERS – THANK GOD FOR IEDs

“Dio ha ucciso i tuoi figli – Preghiamo perché muoiano altri soldati – ringraziamo Dio per gli Improvised Explosive Device”.

Godhates

E poi:

SOLDIERS DIE – GOD LAUGHS

che quasi quasi la metto come firma.

Ma io ho parlato abbastanza. Gli anglofoni ascoltino cosa dice lo stesso pastore Fred Phelps.

Nota:

[1] Per capire l’essenza misteriosa degli Stati Uniti, nessun testo è più utile di Evelyn Waugh, The Loved One. Per chi conosce il testo, mi viene in mente la voce automatica che racconta al visitatore del cimitero tutte le cifre del “sogno” del suo costruttore.

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25 Responses to Westboro Baptist Church: perché amo l’America

  1. Il pastore Jones, personaggio ben più banale di Phelps, ha un figlio.

    Che è pure tifoso del Milan. No, dico.

    EST NIE ST1 S0B QBXB ROGO CORANO:FIGLIO JONES,MONDO HA APERTO OCCHI SU ISLAM/ANSA ANCHE IN ITALIA C’È CHI DIFENDE IL CROCIFISSO (dell’inviato Marcello Campo) (ANSA) – GAINESVILLE (FLORIDA), 11 SET – «Possiamo dire: missione compiuta. Il mondo finalmente ha aperto gli occhi sulla minaccia dell’Islam per la nostra civiltà. Era questo il nostro obbiettivo e l’abbiamo raggiunto». Parola di Luke, il figlio del pastore Terry Jones che da giorni ha messo in ansia il mondo con il suo ‘Koran Burning day’. Suo padre è volato a New York. Così è rimasto lui Gainesville, a presidiare la loro chiesa, il Dove Outreach Center, da giorni assediata da decine di camion delle tv di tutto il mondo. Maglietta scura, jeans e fisico atletico, trentenne con un grande tatuaggio della bandiera americana che gli copre l’avambraccio sinistro, Luke appare stanco e un pò nervoso. «Non ho paura. Qui è tutto tranquillo», esordisce conversando con l’Ansa. Poi si rilassa raccontando che è stato a Roma una volta e che anche tifoso del Milan. «L’Italia ci può capire. Anche da voi l’Islam sta cercando di imporre le sue regole. Ho letto che c’è chi vi chiedeva di togliere i crocifissi dalle scuole. Ma so che anche da voi c’è gente con le palle, come noi, che li ha fermati». Insomma, il ‘Koran Burning day’ è stata solo una provocazione? «Non direi. È stato un gesto certamente forte che però ha raggiunto il suo scopo. Gli Stati Uniti sono un paese libero, in cui tutte le religioni sono le benvenute, a patto che rispettino le leggi, le regole, senza cercare di imporre la propria. Il problema è che l’Islam per molti non è solo una fede ma è una forma di vivere, una dottrina politica che vuole prevalere sulle altre. Vogliono costruire moschee al posto delle nostre Chiese. Toglierci la libertà». Ma in fondo la storia del padre dimostra il contrario: «Non è del tutto vero. Il primo emendamento è sempre più debole. In giro nel mondo tutti possono bruciare la bandiera americana, la Bibbia e non succede niente. Noi abbiamo pianificato di fare lo stesso con il Corano e guarda che è capitato». Sulla fortissima condanna espressa dal Vaticano, poi, Luke dice: «Ce lo aspettavamo» e che non sono dispiaciuti perchè «in fondo non siamo cattolici». Oggi però è l’11/9 e Obama ha esortato a ricordare le vittime in nome della tolleranza religiosa, un appello che su Luke non sembra fare troppa presa: «A me non piace Obama. Non l’ho votato e credo che a novembre in pochi lo faranno. La verità è che la maggior parte degli americani non vuole la moschea di Ground Zero. Tutto qui. Saremo veramente soddisfatti quando la sposteranno da lì». E ai critici che sostengono che adesso sono più isolati che mai Luke risponde senza dubbi: «Siamo più forti di prima. Molta gente la pensa come noi ma finora ha avuto paura di dirlo, teme di essere uccisa dagli estremisti». Luke respinge con fermezza anche l’accusa che sia stata tutta una trovata pubblicitaria per far cassa: «Se uno punta alla far soldi cerca il consenso. E francamente non abbiamo fatto esattamente il contrario. Abbiamo venduto qualche maglietta a 10 dollari l’una. Non mi sembra un grande affare». E sulla possibilità che in futuro il padre possa fare politica, lo esclude categoricamente: «No, lui è un pastore a cui interessa il bene della sua Chiesa». Intanto, poco lontano, sul prato davanti alla chiesa alcuni operai hanno tolto il grande cartello a lettere giganti rosse su sfondo bianco che annunciava per oggi il ‘Koran Burning Day’. (ANSA). CAP 11-SET-10 18:32 NNN
    FINE DISPACCIO

  2. PinoMamet says:

    Trovo davvero illuminante il passaggio sull’Italia creata dai notai e l’America dai geometri, che condivido.

    Preciso però che se i preti nostrani hanno diffidenza verso l’Apocalisse, o perlomeno verso le letture improvvisate e fai da te (tutto sommato non è in testa alla hit parade delle letture cattoliche) non è solo perchè urta il “buonsensismo” italiano;
    questo casomai è un risultato, e non una causa.

    Ciao!! :)

    Nello specifico, l’Apocalisse è stata accettata tra le letture canoniche piuttosto tardi, e se non erro la Chiesa Greca, ancora più prudente, non prevede nessuna sua lettura in chiesa durante l’anno liturgico.

    In effetti, le aggiunte pretesche (non ho dubbi che appaiano tali agli americani) di solito non sono “aggiunte” ma, appunto, l’essenza della religione cattolica, e in genere di quelle cristiane apostoliche e tradizionali:
    che sono, appunto, una “Tradizione” (ne parlavamo sul blog vecchio), cioè qualcosa che ha un senso nel suo sviluppo storico (anche contraddittorio);

    il contrario esatto di chi cerca dei “fondamentali”, per originari che siano
    (poi spesso non lo sono affatto, e se Sant’Agostino rimarrebbe stupito da certi particolari della liturgia cattolica, probabilmente stenterebbe a capire che le signorine in maglietta mimetica e i cartelli che inneggiano così gioiosamente alle uccisioni appartengono alla sua religione… )

  3. mirkhond says:

    In maglietta e pantaloncini e…. fanatiche!
    Le contraddizioni di una fede.
    Le preferisco madonnine e preghierine come cantava Vecchioni.
    ciao

  4. Per PinoMamet

    Direi che l’errore del fondamentalismo consiste nell’attaccarsi alla Bibbia.

    Esagerando un po’, ai tempi di Cristo esisteva una religione sacerdotale e sacrificale, di cui si sa poco, con un contorno di qualche testo ancora non canonizzato.

    Il cristianesimo ha aggiunto alcuni racconti lacunosi e contraddittori riguardanti il proprio fondatore, più un insieme eterogeneo di altri testi minori.

    L’essenza del giudaismo, come quello del cristianesimo, stava al di fuori della Bibbia.

    Per cui “tornare alla Bibbia” non ha storicamente senso.

  5. Guido Baldoni says:

    Segnalo lo spassoso gonzo-reportage di Louis Theroux, “The most hated family in America”:

    http://www.youtube.com/watch?v=bOrz5k0jWdU

  6. Un’interessante intervista con la figlia del pastore Jones (quello che si è tirato indietro):

    09/10/2010 04:43 PM
    Interview with Pastor Jones’ Daughter
    ‘Papa, Don’t Do It’
    It remains unclear whether Pastor Terry Jones will go ahead with his plan to burn Korans in Florida on Saturday. His daughter Emma has begged him not to go through with it. In an interview with SPIEGEL ONLINE, she describes a man who became a victim of his own delusions.

    SPIEGEL ONLINE: Ms. Jones, your father wants to burn hundreds of Korans at his church in Florida on Saturday. What do you think of the plan?

    Emma Jones: I am shocked and condemn it. When I hear what he is currently saying in interviews about his motivations, he seems like a stranger to me.

    SPIEGEL ONLINE: Have you asked him not to go through with it?

    Jones: Yes. I sent him an e-mail. I wrote: Papa, don’t do it. I actually haven’t had any contact with him since he left Cologne in 2008. But because I think his plan is so awful, I implored him to consider the consequences — not just for him but for the whole world.

    SPIEGEL ONLINE: Has he answered?

    Jones: No. But I didn’t think he would.

    SPIEGEL ONLINE: Why do you think your father sees Islam in such a hostile way?

    Jones: It is relatively new. For years he led a church in Cologne that was, at first, merely Bible oriented, but later it began to have sect-like elements. Just before he left Cologne in 2008 and returned to the US, he began saying that Islam is getting the upper hand and that we can’t allow it. But I didn’t grow up with this radicalism.

    SPIEGEL ONLINE: How did you grow up?

    Jones: We were raised in a very Christian household, and it was very strict. But also very social. We received visits from people from all over the world and were open to everything.

    SPIEGEL ONLINE: Former members of his church have spoken of psychological cruelty, forced work, financial irregularities and calls to beat one’s own children.

    Jones: My mother, Lisa Jones, died in 1996 of a heart attack. Shortly thereafter, my father remarried and I left the church at age 17. In 2005, he offered me a job as a bookkeeper in a company belonging to the church, which sold donated furniture on eBay. I gained a new insight, and realized that my father preached things and did things that I didn’t find to be in accordance with the Bible at all. He demanded that people completely obey him and his second wife, Sylvia. Both are extremely obsessed with power. I saw genuine religious delusion. A typical indication of a sect. Both of them wanted to control everything.

    SPIEGEL ONLINE: Did you confront your father at the time?

    Jones: Yes. I didn’t agree with those things which I saw as exploitation and psychological abuse. I repeatedly brought those things up. In the end, he called me into his office and said he received a message from God for me: God would take my children and then kill me. I stood up and left. Then I contacted members of the church and tried to open their eyes. And I was successful.

    SPIEGEL ONLINE: It is true, then, that the church in Cologne ousted your father itself?

    Jones: Yes.

    SPIEGEL ONLINE: Did he leave Cologne willingly?

    Jones: It was a mixture. We confronted him and demanded that he correct his errors. But he didn’t give in. When we brought up the church finances, he disappeared the next day.

    SPIEGEL ONLINE: Are you still involved with the church that he left behind?

    Jones: No.

    SPIEGEL ONLINE: Do you believe your father is serious about burning the Korans?

    Jones: I do. My father is not one to give up. As his daughter, I can see the good-natured core deep inside him. But I think he needs help.

    SPIEGEL ONLINE: Is your father a megalomaniac?

    Jones: I’m afraid he is. As his daughter, it is difficult for me to say that.

    SPIEGEL ONLINE: There are apparently a number of your father’s German followers with him in Gainesville. Did he take some of the Cologne church members with him?

    Jones: Yes. Some of his followers went with him.

    SPIEGEL ONLINE: Your father recently said he would consider cancelling the plans if the White House were to contact him personally.

    Jones: I don’t know what’s going through his head. I think he has gone crazy. But I am convinced that he thinks his plan is both correct and good.

    SPIEGEL ONLINE: He has indicated that the final decision will be imparted to him by God. Does he see himself as someone who is in constant contact with God?

    Jones: Yes. He was constantly comparing himself with Moses.

    SPIEGEL ONLINE: If you knew that your father would read this interview, what would you say to him?

    Jones: That he needs help. That he is on the wrong path. But that there are people who love him anyway. I sincerely hope that he comes to his senses.

    Interview conducted by Yassin Musharbash. Translated from the German.

    URL:
    http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,716858,00.html
    RELATED SPIEGEL ONLINE LINKS:
    Award for Danish Muhammad Cartoonist: Merkel Defends Press Freedom, Condemns Koran-Burning (09/09/2010)
    http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,716503,00.html
    Afghanistan Appeals to the US: Karzai Warns that Koran Burnings Could Cause Violence (09/09/2010)
    http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,716569,00.html
    The Fight for Sept. 11: Terror Anniversary Becomes American Day of Hate (09/09/2010)
    http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,716547,00.html
    Islamophobe’s Past in Germany: Terry Jones Accused of ‘Spiritual Abuse’ at Cologne Church (09/08/2010)
    http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,716409,00.html

  7. karakitap says:

    Bah, resto sempre più convinto che chi crede all’inferno è libero di andarci…se magari si sbriga è meglio per noi :-)
    Pensierino da due soldi a parte, forse è per questo che nonostante il mio spirito laico, resto affascinato dalla ieraticità delle funzioni cattoliche (e ancor più da quelle ortodosse) che non dai “servizi di culto” dei riformati.
    E poi chi preferite che vi lanci l’anatema: un tizio tutto paludato e con ricche vesti (anche piuttosto kitsch, se vogliamo) oppure uno con cravatta sgargiante e cappello alla texana? Io non avrei dubbi in merito.
    Salutoni, Karakitap

  8. PinoMamet says:

    Io noto che un certo tipo di approccio “all’americana” sta facendo progressi in Italia:
    “me ne frego dei vostri sentimeeeentiiii” ecc.
    Un po’ è la solita imitazione dei provinciali (l’americano a Roma di Sordi, per dire), ma un po’ è anche l’assimilazione di modelli continuamente riproposti, e per i quali i non culturalmente preparati non hanno anticorpi: devono solo ingoiarli passivamente.
    Poi magari si vantano pure di quanto sono fighi, ma questo è un altro discorso.

    A parte i famosi “duri da forum”, è il mondo leghisteggiante, con la sua nascita dal basso, l’indistruttibile sentimento di “aver ragione”, anche se non si sa bene su cosa, il suo attivismo e il ribellismo mitico, a essere forse attualmente quanto di più simile all’America ci sia in Italia: come fauna umana, non come organizzazione politica (non conosco certo la Lega dall’interno, quindi su questo aspetto non mi esprimo).
    E penso che i leghisti e gli umarell vadano molto più d’accordo con i geometri che con i notai.

    Resta lontano anni luce dagli italiani- anche, anzi soprattutto da quelli cattolici- tutto il discorso “biblico”, che gli italiani tendono ad identificare (a torto) con i preti e (a ragione) con i Testimoni di Geova, che infatti sono una creazione americana.

    Infatti i leghisti la loro legittimazione non se la sono cercata nella lettura profetica della Bibbia (sarebbe stato del tutto assurdo, qua), ma nel discorso tipicamente europeo e italico delle “radici”.

    Continua a stupirmi quanto poco, in genere, gli italiani americanofili sappiano degli americani.

    Ciao!!

  9. Per Pino Mamet

    E penso che i leghisti e gli umarell vadano molto più d’accordo con i geometri che con i notai.”

    Questo è esattamente il tema di quello che chiamerei il surrogato di lotta di classe. Non so cosa significhi “Destra”, comunque esiste una vasta fascia di italiani caratterizzati da:

    – intensa attività lavorativa, o almeno la presunzione di svolgerla
    – scarsa propensità per le chiacchiere
    – l’idea di essere dominati da una casta di oziosi e perditempo che spillano loro i soldi per fare chiacchiere, per farci entrare gli zingari in casa (altra categoria di sfruttatori oziosi), per studiare filologia caucasica e predicare il comunismo.

    In questo, ci mettono una rabbia che è psicologicamente molto simile a quella di certi vecchi operai comunisti che ho conosciuto: attento al “certi”, non sto generalizzando.

    Questi vecchi operai comunisti (che quando li ho conosciuti non erano tanto vecchi) cominciavano a fremere se scoprivano che avevi più della terza media. E ce l’avevano a morte con gli “intellettuali”, che poi erano di “Sinistra”. Un atteggiamento dietro cui percepivi un autentico livore personale, molto più che un’ideologia.

    Oggi la Sinistra non ha molto spazio per questa gente, di cui troviamo un rimasuglio in certi ultrà – peraltro assai marginali – che ricoprono di insulti chiunque non sia un borgataro.

    Questo atteggiamento sfocia però con molta più naturalezza nel leghismo e anche nel berlusconismo: certo più tolleranti versi i ricchi, ma con una spiccata preferenza per quelli che hanno solo la terza media.

    Tutto ciò ha molto in comune con un certo anticlericalismo: scoperto nel caso dei “vecchi comunisti”, ma sempre latente anche nei forzitalioti e leghisti, che vogliono il crocifisso o il prete che benedice i matrimoni, certo; ma considerano con enorme diffidenza il loro mestiere, e sono pronti a ricoprirli di insulti appena i preti parlano bene degli immigrati, ad esempio.

    Queste scariche di insulti che si sentono ogni tanto contro i preti sono molto interessanti da analizzare.

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      Questo è uno dei post più belli in assoluto che ho letto sul blog. Medito seriamente di fotocopiarlo e appendermelo in ufficio e a casa. Neanche l’UAAR è mai arrivata a queste vette di proprganda antireligiosa. Sembrano prese pari pari dall”Anticristo’ di Nietzsche affermazioni come:

      ”Yahvè farà ardere all’inferno quasi tutte le proprie creature, e salverà solo coloro che maledicono chi Lui decide di maledire.”

      ”La Chiesa cattolica è il gruppo pedofilo meglio finanziato e organizzato nella storia dell’umanità!”

      ”Milioni di predicatori negli Stati Uniti ogni giorno inveiscono contro i peccati della nazione: sodomia e darwinismo in primo luogo. E si sa che la Bibbia maledice in blocco le nazioni che peccano.”

      Comunque non è del tutto farina del sacco degli aspirani combustori di Corano. Affermazioni quali ”Se l’America pecca, Dio maledice l’America. E la Bibbia – libro per geometri e non per mistici – dimostra che i peccati materiali subiscono punizioni materiali: è quindi Dio che uccide i soldati americani in Afghanistan. E’ un ragionamento in inoppugnabile coerenza con lo spirito dei libri profetici della Bibbia.” erano già state fatte subito dopo le Torri Gemelle da altri predicatori, il che fa capire che non si tratta di gruppi di esaltati isolati.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S.

      ”Per capire l’essenza misteriosa degli Stati Uniti, nessun testo è più utile di Evelyn Waugh, The Loved One. Per chi conosce il testo, mi viene in mente la voce automatica che racconta al visitatore del cimitero tutte le cifre del “sogno” del suo costruttore.”

      Da ragazzo ho visto il film (‘Il caro estinto’) in Italiano. Ricordo sempre come Lionel Stander sbeffeggia lel lettere della protagonista, ericordo anche che confondevo sempre il Beato Reverendo con l’austero padre di Paul Newman ne ‘La gatta sul tetto che scotta’. Stranamente (o no?) è sparito dalla programmazione TV italica di questi ultimi anni, pur stacarica di repliche.

      • Il film “Il caro estinto” è ottimo, è uno dei pochi film che sono assolutamente al livello del libro da cui sono ripresi.

        Sui contenuti “antireligiosi”, anche se alcuni dei brani che citi sono miei, esistono brani perfettamente analoghi nelle prediche, anche televisive, di tutta la fascia apocalittica evangelica.

        Quello che mi piace del discorso evangelico-fondamentalista è la grande chiarezza, rispetto alla fuffa e al moralismo cattolico.

        Dico moralismo, perché anche un cattolico che inveisce contro l’omosessualità, lo fa tramite stranissimi arrampicaspecchiamenti sulla “natura” e altre cose del tutto aliene al pensiero evangelical.

        Per quest’ultimo, l’0mosessualità è una porcata perché c’è scritto nel Libro del Levitico, punto e basta.

        E mentre sulla “natura” si può teorizzare all’infinito, le parole del Levitico sono abbastanza inequivocabili.

        • Andrea Di Vita says:

          Per Martinez.

          Quoto.

          Per quanto riguarda la chiarezza, sta scritto ‘Il vostro parlare sa sì, sì, no, no. Tutto il resto viene dal maligno.’

          La natura antidiscorsiva, anti-compromessi, antidialettica, in una parola antiumana della religione risulta chiaramente nel fervore ad esempio dei Testimoni di Geova: in molti dei quali rifulge una fede che difficilmente si trova fra i cattolici. Una fede che Primo Levi giustamente paragonava a quella degl Stalinisti, anche e soprattutto nelle condizioni estreme di Auschwitz.

          Puo’ darsi persino che le religioni abbiano svolto un ruolo favorevole all’evoluzione della specie, infondendo con le loro consolazioni inconfutabili
          una fiducia nell’avvenire che aiuta a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a superare le difficoltà.

          Ma la confusione che esse propongono fra ‘essere creduto’ ed ‘essere vero’ ci spinge all’abisso, come la faccenda dei corani da bruciare ricorda.

          Come ricorda Nietzsche, il principale argomento contro le fedi sono i fedeli stessi.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          troppo comodo, scegliersi come bersagli dei fanatici e scantonare 2.000 anni di teologia (cioè di coraggoioso pensare a Dio, e a quel Dio rivelato nella Bibbia) per apparire tanto ragionevoli

          fortuna che poi ADV svacca sempre

          Francesco

          PS l’unico modo per rendere la Bibbia liquidabile è, in effetti, una lettura meccanica e letterale. “islamica”?

          • Andrea Di Vita says:

            Per Francesco

            ”fanatici”

            Il bello è che alla descrizione che i Cattolici danno puntualmente dei Testimoni di Geova corrisponde pari pari quella che i Testimoni di Geova danno dei Cattolici. Chi come me conosce parecchia gente di entrambe le parrocchie rimane stupito dalla perfetta simmetria delle argomentazioni.

            ”2000”

            Se l’antichità di una tradizione fosse prova della sua verità staremmo ancora a credere (è il caso di dirlo) alla teoria geocentrica. E’ il guaio di chi pasticcia con l’eternità: non si sa mai a chi credere.

            ”meccanica e letterale”

            Altri dicono ”fedele”. Mettetevi d’accordo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet says:

              Beh, non mi pare però che i cattolici leggano la Bibbia nello stesso modo dei Testimoni di Geova, e certamente la leggono in modo molto diverso dalla maggioranza dei protestanti USA;
              e non sono neppure limitati alla lettura letterale. Mi pare anzi che ci siano in ambito cattolico ottimi filologi e biblisti, anche perché, a differenza di altre confessioni, non sono costretti a prendere tutto alla lettera;

              tolti i passi profetici sul Messia, che per i cattolici devono ovviamente prefigurare Gesù, per il resto la Bibbia viene attualmente- dico attualmente- letta dai cattolici con gli stessi criteri che si userebbero, secondo i casi, per il codice di Hammurabi o per il mito di Gilgamesh, cioè in una corretta prospettiva dettata dall’analisi testuale, storica ecc.;
              è molto di aiuto, in questo, il fatto che i cattolici di regola NON leggano la Bibbia, e quindi se ne occupano solo le persone che hanno gli strumenti culturali per farlo…

              Ciao!

            • Andrea Di Vita says:

              Per PinoMamet

              Il guaio è che siccome la Bibbia è fatta da un sacco di testi diversi scritti originalmente in lingue diverse e nell’arco di parecchi secoli, qualunque interpretazione che la veda come un tutto unico (ad esempio come il frutto della Rivelazione di un unico Autore) lascia sempre scoperto qualcosa.

              Ad esempio: prova a chiedere a un Testimone di Geova perchè mai,
              se è vero che sta scritto che ‘i morti non sono consci di nulla’ allora nel libro dei Maccabei e nalla parabola evangelica di Epulone e di Lazzaro si parla esplicitamente di una ricompensa/punizione ultraterrena. Credimi, ho fatto la prova personalmente: lui/lei ti risponderà che il libro dei Maccabei e la parabola di Epulone sono da prendersi metaforicamente.

              Uno che crede alle messe di suffragio per le anime del Purgatorio ti dirà invece l’esatto opposto, e sosterrà che quando l’antico Testamento riporta la frase ‘i morti non sono consci di nulla’ riporta un frammento di una fase della Rivelazione anteriore a quella piena e completa dataci da Cristo, e dunque in qualche modo incompleta.

              Posso citare un altro esempio, di cui pure ho fatto esperienza personale.

              Sta scritto che Gesù ha detto: ‘Prima che Abramo fosse, io sono’. Ora il testo Greco riporta (cito a memoria, e non ho la tastiera greca) ‘prìn Abraàm en, egò eimì’. Non hai idea dei contorcimenti che un Testimone di Geova ti fa per gisutificare quel presente indicativo ‘eimì’, vista la fede dei Testimoni di Geova nel fatto che Gesù non esiste da tutta l’eternità, così come invece esiste da tutta l’eternità il Padre. Sono gli stessi contorcimenti che fa un Cattolico per giustificare qual famoso brano evangelico sui ‘fratelli’ di Gesù.

              Ora, per quanta dottrina tu possa impiegare qui non si scappa: o hanno ragione gli uni o hanno ragione gli altri.

              Non possono avere ragione entrambi.

              Possono pero’ avere torto entrambi, nel caso in cui non esista alcun Dio che abbia rivelato alcunchè.

              E’ la spiegazione da preferirsi in base al rasoio di Ockham: siccome ovviamente Ockham non è che la manifestazione della ostra ignoranza, trovo più onesto l’agnosticismo di chi dice le tre paroline famose: ‘non lo so’.

              Forse che questo è limitato alla Bibbia?

              Macchè.

              Ad esempio, chi in omaggio a San Paolo sostiene la dottrina del Cristo che perfeziona la legge antica invoca la stessa dottrina che invocano gli Islamici quando dicono che Maometto è il sigillo dei profeti.

              Naturalmente ciascuno dei due pretende che il proprio profeta sia l’ultimo, e la propria rivelazione quella definitiva (‘ se qualcuno, fosse anche un angelo del Signore, vi porta una legge diversa da questa, sia anatema!’)

              Insomma, come si fa a credere? Si mettessero almeno d’accordo fra di loro, prima!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  10. Francesco says:

    - intensa attività lavorativa, o almeno la presunzione di svolgerla
    – scarsa propensità per le chiacchiere
    – l’idea di essere dominati da una casta di oziosi e perditempo che spillano loro i soldi per fare chiacchiere, per farci entrare gli zingari in casa (altra categoria di sfruttatori oziosi), per studiare filologia caucasica e predicare il comunismo.

    orpo, mi hai beccato per un buon 80%, caro Miguel

    e sì che mi sono pure laureato in Economia Politica, la più oziosa delle versioni dell’economia …

    ciao

    Francesco

    • PinoMamet says:

      “Il guaio è che siccome la Bibbia è fatta da un sacco di testi diversi scritti originalmente in lingue diverse e nell’arco di parecchi secoli, qualunque interpretazione che la veda come un tutto unico (ad esempio come il frutto della Rivelazione di un unico Autore) lascia sempre scoperto qualcosa.”

      Non saprei per i Testimoni di Geova, ma da parte cattolica è da tempo che non si vede la Bibbia come qualcosa di unico; i differenti contesti culturali, storici e anche religiosi che stanno dietro ai vari libri (ma anche alla varie traduzioni), con relative incongruenze tra un libro e l’altro ecc., sono ben noti ai cattolici e non li tengono mica nascosti in qualche sotterraneo del Vaticano ;)
      per esempio, non so come sia ora, ma quando ero ragazzo bastava leggere Famiglia Cristiana a casa di qualche “cattolico” per trovarci discusse, con brevità giornalistica ma sostanziale esattezza, le differenti concezioni dell’anima (immortale o meno) secondo gli estensori dei vari libri dell’Antico Testamento…

      quanto ai “fratelli di Gesù”, anche se devo dire che la lettura a mo’ di “frato cuggino” non mi sembra particolarmente contorta, è uno dei pochi casi in cui tuttora sia un dogma, tra l’altro tardo, a obbligare i cattolici a una lettura “ufficiale” di un passo. Che infatti riguarda il Nuovo Testamento.

      Ciao!

      • Andrea Di Vita says:

        Per PinoMamet

        Stai venendo nel mio carrugio. :-)

        La flessibilità nell’interpretazione resta compatibile con l’unità della Chiesa precisamente perchè il Cattolico accetta un unico Magistero. ‘Roma locuta: quaestio soluta’, ‘Roma ha parlato: la questione è risolta’.

        Questo non toglie nulla all’arbitrarietà del Magistero stesso.

        A Roma possono dire che il libro dei Maccabei descrive una realtà mentre il passo sui ‘morti che non sono consci di nulla’ no: tutti i Cattolici lo accetteranno, dalle Filippine al Canada. Ma il fatto che un miliardo di persone accetti una tesi non è un argomento a favore della verità di quella tesi: se era arbitraria rimane arbitraria. I Testimoni di Geova -che sull’argomento di cui sopra hanno idee chiare ed opposte a quelle dei Cattolici- sono circa tre milioni, cioè circa uno ogni trecento Cattolici. Probabilmente nel medioevo i sostenitori dell’idea della Terra sferica che gira intorno al Sole erano anche di meno, rispetto ai sostenitori della Terra piatta.

        Insisto: finchè consideriamo la Bibbia (o il Corano, o i Rg-Veda…) come generico contenitore di ammonimenti morali se ne puo’ discutere.

        Si trovano magari perfino punti di accordo fra religioni diverse (ad esempio, nessuna religione loda lo stupro). Cio’ fa parlare di ‘dialogo fra le religioni’, finchè si scopre che le cose su cui ci si trova d’accordo fra religioni diverse sono -in quanto tali- le stesse cui si arriva senza bisogno di professare una religione particolare, e magari anche senz’alcuna religione (si puo’ ben essere agnostici ed aborrire lo stupro); le cose invece su cui l’accordo è impossibile (provate a fare accettare l’Ecauristia a un islamico, o la reincarnzaione a un Cattolico) sono precisamente quelle per cui si differenzia una religione dall’altra.

        Quando un testo sacro (o una Persona sacra) diventa fonte di verità, alla fin fine diventa tutta una questione di ‘ho ragione io/ no, io…’. E difatti si ricorre sempre alla reciproca delegittimazione, con accuse di settarismo, eresia, tradimento della vera fede, ecc. I Testimoni sono ‘una setta’ per i Cattolici, e definiscono se stessi ‘veri cristiani’ in conrapposizione ai Roma. La Chiesa chiama se stessa ‘mater et magistra’, e con chi è in disaccordo con tale affermazione se la cava col paternalismo roncalliano di chi presume di saper distinguere l’errante dall’errore (prima era anche peggio, come sa chi ha avuto l’avventura di leggersi l’inizio di ‘The Everlasting Man’ di Chesterton). L’ateo non puo’ pubblicizzare le sue idee (come è successo con i bus a Genova) perchè la Verità è già agli atti. Gott mit uns.

        Non si puo’ discutere con chi nega i nostri stessi principi, come ricorda l’Aquinate (contra principia negantes non est disputatio): e le affermazioni arbitrarie di verità sono per definizione affermazioni di principio.

        La reigione non è fatta per chi cerca la verità, ma per chi cerca un’identità, un’appartenenza. La domanda di fondo che Cristo fa ai discepoli non è mica: ‘Ma voi, mi volete bene?’. (Sarebbe stato logico aspettarselo, se si crede nel fatto che Egli immaginasse quello che lo aspettava. ma ‘le mie vie non sono le vosrte vie’). No. La domanda finale e':

        ‘Ma voi, chi dite che io sia?’

        E’ più vicino a Cristo un peccatore che sa di esserlo (‘la peocrella smarrita’) di chi non si sente affatto nella necessità di pentirsi di questo o di quel peccato (‘ i novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza’).

        ‘La tua fede ti ha salvato’.

        Mamma mia. L’idea di una vita passata nella lotta fra due armate, la ‘militia Christi’ e i ‘vexilla prodeunt regis inferni’, depotenzia alla radice ogni dialogo, ogni tolleranza è alla base di ogni repressione, di ogni rogo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

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