Corani Ardenti, Teletubbies nazisti e un’altissima colonna di fuffa

Nell‘onirico flusso virtuale, può succedere di tutto, anche quando non succede assolutamente nulla.

A Kabul, pare, una gran folla avrebbe bruciato in effigie un certo Terry Jones.

Terry Jones è il pastore di una piccola chiesa della Florida, il Dove World Outreach Center, dove inveisce domenicalmente contro l’omosessualità e l’Islam: “L’Islam è maledetto perché maledice Israele; noi siamo benedetti perché benediciamo Israele!“, proclama sul suo sito.

Per festeggiare l’11 settembre – ma se lo sanno a Kabul, lo saprete anche voi – Terry Jones ha detto che brucerà qualche copia del Corano.

Ovviamente è del tutto irrilevante sapere, nella virtualità mediatica, se lo farà davvero: la notizia non è che lui ha fatto, è che lui ha detto.

Terry Jones spiega con sorprendente chiarezza lo scopo della sua iniziativa:

“Sconvolgere il mondo perché si renda conto della realtà

In un’epoca in cui le idee sono relegate a tweet di 140 caratteri, in cui la violenza dei film moderni ottunde i nostri sensi e l’attenzione della maggioranza si dedica alla frivola bava del gossip sulle celebrità, sullo sport e sul tempo, sappiamo tutti quanto ci voglia per catturare la nostra attenzione.

Allora, mondo, abbiamo la tua attenzione?  Bene, leggi ancora.”

Terry Jones è quindi un eccellente filosofo della comunicazione, infinitamente meno noioso di Massimo Cacciari, ad esempio.

Usando la più banale delle chiavi dei luoghi comuni dei nostri tempi, Terry Jones si è trascinato dietro, innanzitutto, il generale David Petraeus, capo supremo dell’esercito occupante in Afghanistan. Che più che i Corani, brucia vivi direttamente i lettori del Libro Santo e ne fa collezionare le dita; e poi Hillary Clinton e il portavoce ufficiale della Casa Bianca, che stasera ha annunciato che il Presidente Obama in persona potrebbe rivolgere un appello all’astuto pastore; nonché il Premier inglese David Cameron.

Non poteva poi mancare il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso,  nonché una schiera infinita di profittatori e millantatori vari, che a loro volta navigano nella grande scia mediatica.

Tutti costoro hanno evaporato nuvole di noiose banalità moraleggianti contro Terry Jones. Questa soffice fuffa verbale costituisce una sorta di controcanto al Gesto Eclatante:

MALVAGIO (fissando le telecamere): “Arderanno, arderanno, i Corani!”

CORISTE (con sguardo compunto verso il cielo): “No, no, siam buoni, siamo buoni…”

Con tante Coriste che si affollano, la fuffa però deve essere concisa e alla portata di qualunque collezionista di figurine dei Gormiti.

Prendiamo il fantastico caso della cancelliera Angela Merkel, che è andata alla premiazione del capostipite dei furbetti insultacorani, il vignettista olandese Kurt Westergaard. Un giornalista le chiede il suo parere sul caso Terry Jones, e la provetta politica attacca il generatore automatico di sdegno morale: il comportamento di Jones, che in nulla si distingue da quello di Westergaard, è secondo lei «semplicemente ripugnante e sbagliato».

Dall’altra parte, come sempre, spiccano le proteste di governanti di paesi mediorientali che ogni giorno forniscono scali e strade, nonché torturatori e traduttori, al dominio imperiale e al massacro reale di musulmani nel mondo.

Minacciare di bruciare copie del Corano costituisce una tecnica ormai collaudata con cui degli sconosciuti riescono per un attimo a “catturare l’attenzione” del mondo: abbiamo già analizzato in passato il meccanismo: a dimostrazione della trasversalità dell’occidentalismo, il Terry Jones di quella volta lì era un integralista ateo.

Prendiamo una notizia del tutto diversa, costruita anch’essa però sulle fantasie di scontro di civiltà:

“31.08.2010- «Inviteremo 200 uomini libici a una lezione sulla Bibbia e sulle radici della cultura europea». È l’idea avanzata dalle parlamentari Nunzia De Girolamo (Pdl) e Paola De Micheli (del Pd) durante «veDrò», il think tank di Enrico Letta  che si sta svolgendo in questi giorni in Trentino sul tema dell’identikit de leader de futuro, in risposta alle iniziative del leader libico Gheddafi.

«Le donne in Occidente ed in Italia – hanno spiegato le due parlamentari – non raccattano ruoli o rendite di posizione ma sono parte attiva e decisiva nella cultura e nelle politiche di sviluppo. Le radici culturali e la tradizione di democrazia dell’Europa sono il terreno ideale in cui le donne possono vedere esaltate le qualità che le pongono al centro del ricambio generazionale nel nostro Paese e in Europa.

Di questo vorremmo parlare in una lezione sulla cultura europea e sulla cristianità agli uomini libici ed allo stesso Gheddafi». Il Messaggero”

Ora, non conosco il pastore Terry Jones, e non so quindi se sarà disposto a investire una ventina di dollari per comprare qualche copia del Corano da bruciare. Può darsi che lo farà, semplicemente perché costretto dallo stesso virtuale che ha scatenato.

Ma conosciamo i nostri polli politici, e quindi sappiamo con certezza che il comunicato che abbiamo appena citato è una menzogna.

Cioè le signore Nunzia De Girolamo (organizzatrice del viaggio di Berlusconi al santuario di Padre Pio) e la signora Paola De Micheli (militante di Azione Cattolica) non pagheranno il viaggio a 200 uomini libici. Punto e basta, per noi. Ma non per Il Messaggero, che afferma che il Convegno Biblico per Maschi Arabi avrà luogo, proprio come avrà luogo il prossimo vertice tra capi di stato europei.

Nel caso delle trasversali furbette italiche, abbiamo quindi due comunicanti reali, ma nessun fatto.

Ma il sommo dell’arte giornalistica consiste nel trasformare in notizia un non fatto che non ha nemmeno un comunicante.

Ce ne fornisce uno splendido esempio il canale video di Repubblica.

Una voce anonima, parlando presumibilmente a nome della redazione, denuncia, con la melliflua tonalità del Moralizzatore Mediatico, un drammatico non fatto. “Sul Web“, qualunque cosa significhi, girerebbe una “parodia dei Teletubbies“. Il Telepredicatore Laico si lamenta che la parodia sarebbe di “dubbio gusto”, e per convincercene, ce la fa vedere tutta: 38 secondi di Teletubbies vestiti vagamente da nazisti.

Sopraffatto dalla propria superiorità morale, il Telepredicatore Laico dice ai lettori/spettatori come si devono sentire:

“Le avventure dei quattro sono surreali come il sole che incornicia il volto di Hitler, ma i dubbi rimangono: se i gerarchi del Fuhrer diventano personaggi da cartone animato forse si corre il rischio di dimenticare la cupa verità storica.”

Ora, un Moralizzatore Mediatico può fare le affermazioni più demenziali, ma se le fa con la faccia compunta e usando parole assolutamente banali, se la cava sempre. Il pastore Terry Jones, che  pure recita il ruolo dell’Esecrabile Estremista, non avrebbe il coraggio di dire che 38 secondi di Teletubbies in qualche sconosciuta nicchia del “Web” possono far “dimenticare” la “verità storica”.

Ma la cosa straordinaria è il meccanismo di creazione del virtuale dal nulla.

Repubblica denuncia il fatto che circoli un video. E quel video circola, che noi sappiamo, esclusivamente su Repubblica.  Non sappiamo se l’autore sia lo stesso Moralizzatore, ma ne è certamente l’unico distributore. Così i media producono lo scandalo nello stesso momento in cui lo denunciano.

E questo monologo circolare, dove Repubblica dice che fa schifo ciò che fa Repubblica, si trasforma in “polemica“. Infatti, il titolo della paranotizia è proprio:

“Sul web i Teletubbies nazisti: è polemica”

Tutto questo non è cattivo giornalismo.

E’ la normalità del sistema mediatico attuale.

A essere fuori fase sono i giornalisti convinti di cercare di capire i fatti, se ne esistono ancora.

Facendo silenzio di tutti costoro, ascoltiamo Zohreh Jooya che canta le parole  di Rumi, Ey kofr-e imân-e-mâ, “o infedeltà della nostra fede”.

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23 Responses to Corani Ardenti, Teletubbies nazisti e un’altissima colonna di fuffa

  1. Tommy says:

    Un’unico appunto: il video dei Nazitubbies è vecchio di anni. Ricordo di averlo visto forse due anni fa, il che significa che girava già da qualche tempo.

    Nulla toglie alla vacuità del servizio di Repubblica o all’analisi nel suo complesso, era solo per amore di precisione e per evitare che arrivi la maestrina dalla penna rossa a fare le pulci al post :-)

  2. roberto says:

    tutto molto interessante con due osservazioni:
    1. invece di “Tutto questo non è cattivo giornalismo.E’ la normalità del sistema mediatico attuale” direi piuttosto “Tutto questo è la normalità del sistema mediatico attuale ed è cattivo giornalismo”.
    2. “Minacciare di bruciare copie del Corano costituisce una tecnica ormai collaudata con cui degli sconosciuti riescono per un attimo a “catturare l’attenzione” del mondo” vero, ma generalizzerei dicendo che prendersela con qualsiasi religione è un’ottimo modo per farsi pubblicità, su questo il corano non ha ancora l’esclusiva

    roberto

  3. Pingback: Rogo Corano « Tutto in 30 secondi

  4. Francesco says:

    >> e ne fa collezionare le dita

    giusto per parlare di cattivo giornalismo, sai benissimo che questa frase è falsa, vero?

    non essendo un esperto di flusso mediatico, non capisco come mai “annunciare di voler bruciare il Corano” fa notizia, “bruciare i convertiti al cristianesimo” e “sgozzare i volontari cristiani” non fa neppure un’increspatura superficiale.

    mi puoi aiutare?

    grazie

    Francesco

    • Andrea Di Vita says:

      Per Francesco

      ”dita”

      Più che falsa direi arbitraria (e sai bene quale significato negativo io attribuisca a questa parola :-) ) . Come ho scritto in un altro post, attribuire a Petraeus tale atrocità è come incolpare Aexander delle marocchinate in Italia. Magari è vero, ma va provato.

      ”increspatura”

      Non mi sembra. Al contrario, abbiamo sui nostri giornali, telegiornali ecc. una contabilità molto più precisa dei cristiani ammazzati dai musulmani che dei musulmani ammazzati dai cristiani. E’ anche un fatto di sensibilità. Non ho mai sentito il nostro ministro della difesa minimizzare il numero delle vittime cristiane dei pogrom nigeriani così come all’epoca fece con il fosforo bianco a Falluja.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  5. Andrea Di Vita says:

    Per Martinez

    Vengono in mente alcune riflessioni a latere del tuo post.

    Primo: Molti di coloro che condannano da noi il proposito incendiari del pastore USA lo fanno perchè offrirebbe un argomento propagandistico ad Al Qaeda. Nessuno, finora, ha ricordato una cosa: il Corano non è solo ‘il libr sacro dei maomettani’. E’ uno degli attributi della divinità, così come lo sono l’onnipotenza e l’unicità. Questo è tra l’altro il motivo per cui le traduzioni del Corano servono solo al lettore non maomettano: il maomettano lo deve recitare direttamente nell’originale in lingua Araba. Da un lato si arriva così all’assurdo di bambini analfabeti che imparano a memoria un testo di cui non capiscono nulla; dall’altro si vede -o perlomeno si dovrebbe vedere- come l’insulto volontario al Corano non è un semplice sacrilegio. E’ più come se un mangiapreti nostrano avesse trovato il modo di tornare indietro nel tempo e di inchiodare un altro chiodo nei piedi di Cristo sulla Croce. Con la differenza che noi abbiamo imparato a vivere senza Croce. A differenza della maglietta di calderoli (che era bene o male un modo, sgrammaticato e aggressivo, di segnare un taglio netto fra ‘noi’ e ‘loro’, l’azione -anche solo mediatica- del pastore USA è un voluto colpo sotto la cintura, è l’equivalente masticabibbie del Marchese del Grillo: ” io so’ io e voi nun siete un c….o”. Calderoli non ha infatti nulla in contrario a che a casa loro i mamoettani preghino verso la Mecca ; il pastore USA violenta direttamente anche il più pacifico pastore nella più lontana tenda del deserto del Taklamakan. Una nota personale: ho avuto la ventura di leggere ‘I versetti satanici’ di Rushdie subito dopo aver letto il Corano per la prima volta. Giudizio estetico a parte, ho trovato i passaggi incriminati effettivamente un po’ blasfemi dal punto di vista di un maomettano (e io sono un agnostico). Poco tempo dopo ho conosciuto in Inghilterra un fisico pakistano gioviale e allegro, colto e raffinato figlio di famiglia benestante ed educato al più puro ‘understatement’ britannico: su mia richiesta, a sentire nomniare ‘i versetti’ ha cambiato faccia e mi ha sibilato sotto voce ‘beh, in effetti ha esagerato un po’. Detto da lui, e con quel tono di voce, faceva paura.

    Secondo: a quel che ho capito, dire che Petraeus faceva collezionare dita di indigeni mi sembra gratuito. Tanto varrebbe considerare il generale Alexander resposnabile delle marocchinate in Italia meridionale.

    Terzo: il fatto che i gionalisti producano le notizie degli scandali che denunciano non giunge nuovo. E’ un meccanismo fondante della religione, per cui prima si inocula il senso di colpa per il peccato poi si propone la redenzione dal peccato. Come dice Nietzsche (cito a memoria) ‘il prete inocula il veleno contro il quale cui poi spaccia l’antidoto’.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  6. mirkhond says:

    Eh ma la musica non si sente!

  7. mirkhond says:

    Per Andrea Di Vita

    Certamente Alexander non può essere accusato delle marocchinate avvenute sulle Alpi Occidentali fino a Cuneo nel 1945, partendo dalla Francia liberata nel precedente agosto-settembre 1944.
    Quando andai in Val di Susa, mi dicevano che molti montagnini avevano fattezze moresche, e ciò veniva attribuito alle incursioni saracene del X secolo, quelle ad opera della base di profughi magrebini di al-Andalus di Frassineto in Provenza.
    Senza escludere questo naturalmente, certe fattezze possono essere anche il frutto di tragedie più recenti come le marocchinate lanciate da una Francia rancorosa e vendicativa, e che sperava di annettersi Piemonte e Valle d’Aosta come riparazione di guerra. Qui però, a differenza dell’Istria e di parte della Dalmazia, gli Usa non accondiscesero, tranne per una striscia di territorio tra Tenda e Briga.
    ciao

  8. PinoMamet says:

    Il “coro dei buoni”, se non interviene volontariamente, è costretto a farlo:

    “tu che hai tanto da dire su Y, cosa hai da dire su X ?” oppure “perché sei stato zitto su Z?”

    A tal fine, propongo l’adozione dell’ “hitler” come unità di misura della cattiveria:
    così si potrà dire finalmente che il tal dittatore “cattiva” cinque millihitler e quindi peggio di quell’altro che ne cattiva solo quattro, oppure, che ne so, che Stalin in realtà cattivava un hitler e mezzo;

    per la gioia di tutti i bloggerz della bloggosfera o i twitteriani della twittosfera che avranno finalmente un’unità di misura per i loro giochi tattici travestiti da discussioni
    (il fine: “avere ragione”, con una serie di regole, più o meno lealmente seguite;
    il presupposto: “essere buoni, però intelligenti e con personalità spiccata”)

    Ciao!

  9. Francesco says:

    Come ho già avuto modo di far rilevare, un conto è essere ammazzato perchè seguace di una certa religione, un conto è essere ammazzato per altri motivi e in più essere seguaci di una certa religione.
    Peraltro, il clamore mediatico degli stermini di cristiani in Nigeria o Iraq o India non mi sembra così forte …

    Francesco

    PS x ADV: li hanno processati, i “marocchini”? non mi pare, e questa è un’altra bella differenza.

  10. PinoMamet says:

    “li hanno processati, i “marocchini”? non mi pare, e questa è un’altra bella differenza.”

    “The French Expeditionary Corps executed 15 soldiers by firing squad and sentenced 54 others to hard labor in military prisons for acts of rape or murder.[9]
    See also: Marocchinate”
    Da Wikipedia.

    “Peraltro, il clamore mediatico degli stermini di cristiani in Nigeria o Iraq o India non mi sembra così forte …”

    Su Raiuno, o comunque sulla Rai, ricordo in tempi recentissimi un interessante reportage sulle strage di cristiani iracheni, realizzato, mi è parso, senza troppi buonismi, anche se la simpatia era evidente.

    Ciao!

    • Francesco says:

      grazie

      io avevo letto articoli che davano per assodato che le violenze godessero della copertura dei comandanti “bianchi” delle truppe marocchine. ripensandoci, il tono era decisamente “fascista” e quindi il contenuto da vagliare con opportuna diffidenza.

      un reportage è una cosa, una tempesta mediatica un’altra. a cercare bene, si trova tutto, anche un sacco di roba valida

      ciao

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  12. athanasius says:

    Miguel, Kurt Westegaard non è olandese, ma danese.

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