Maryam, notizie aggiornate

Come abbiamo già fatto per la nave Rachel Corrie, forniremo aggiornamenti riguardo alla spedizione umanitaria libanese Maryam (non è il nome di una nave, bensì di tutta la spedizione). E anche sulla meno umanitaria flotta USA-Israele che sta entrando nel Mar Rosso.

Questo post sarà aggiornato (notizie più recenti in primo piano) anche quando ci saranno altri post più recenti.

Per gli anglofoni, un servizio video sulla campagna Maryam.

Ancora per gli anglofoni, un video.

Per gli arabofoni, una video-intervista con la direttrice della campagna Maryam. Un arabo molto chiaro, comunque.

Il sito delle organizzatrici, per ora minimale (è stato messo in piedi l'altro ieri), Women for Gaza.

Le foto in giro per l'Iraq e l'Azerbaijan, del giornalista  Cevdet Kılıçlar, assassinato dagli israeliani sulla Mavi Marmara.

M.O.: IRAN CANCELLA PARTENZA NAVE ATTIVISTI DIRETTA A GAZA = MA UN'ALTRA IMBARCAZIONE PRONTA A SALPARE PASSANDO PER MAR CASPIO Gaza, 25 giu. – (Aki) – L'Iran ha cancellato la partenza, prevista per domenica, della nave della Mezzaluna Rossa diretta a Gaza a causa delle «manacce israeliane». È quanto ha riferito uno degli attivisti dell'organizzazione, secondo quanto riporta il quotidiano israelinao Haaretz. Tuttavia, secondo quanto riporta la radio israeliana, un'altra imbaracazione iraniana con 60 attivisti è pronta a salpare per Gaza passando per il mar Caspio. Intanto dagli Usa il Dipartimento di Stato ha criticato il tentativo di fornire aiuti alla Striscia via mare. «Esitono meccanismi per dare assistenza a Gaza attraverso paesi e organizzazioni» si legge in una nota, sottolineando che «la fornitura diretta, via mare, in queste circostanze, non è né appropriata, né responsabile e certamente non è efficace». Secondo indiscrezioni pubblicate sulla stampa libanese, anche Beirut si appresta a cancellare la partenza di una nave di aiuti per Gaza. (Cim/AKI) 25-GIU-10 09:29 NNN

 

US Warns Lebanon: Don't Send Flotilla to Gaza

Tammuz 12, 5770, 24 June 10 11:51

by Hana Levi Julian

(Israelnationalnews.com) The United States has warned Lebanon to steer clear of the current effort by various elements to escalate tensions with Israel by attempting to violate its maritime sovereignty over Gaza waters.

In a statement issued Wednesday, the U.S. State Department urged Lebanon to “behave responsibly” and not to try to send aid to the Hamas terrorist-ruled Gaza region by sea.

Instead, organizers who are planning an “aid flotilla” similar to the one sponsored last month by the terror-linked Turkish organization IHH, were told to send their aid via the approved overland routes.

The Beirut-based group said that one of the two boats it plans to send to Gaza from Lebanon has already received approval from the government to set sail for Cyprus.

In order to reach Gaza, however, the boats must also receive approval from the Cypriot authorities prior to departure from their local port. But organizers said they might avoid this problem by simply changing course on their way to Cyprus and heading directly for Gaza.

“Direct delivery by sea is neither appropriate nor responsible, and certainly not effective under the circumstances,” the U.S. statement said. “We, along with our partners in the Quartet, urge all those wishing to deliver goods to do so through established channels so that their cargo can be inspected and transferred via land crossings into Gaza.”

The Quartet – comprised of the United States, Russia, the European Union and the United Nations – has repeatedly called on Hamas to officially recognize Israel's right to exist, renounce violence and uphold prior agreements.

“There is no need for unnecessary confrontations, and we, along with our partners in the Quartet, call on all parties to act responsibly in meeting the needs of the people of Gaza,” the statement continued.

Lebanese and foreign journalists have said they are planning to be aboard the two vessels, along with the activists and the alleged aid. According to the Intelligence and Terrorism Information Center, the two groups behind the operation are Journalists without Borders and the Free Palestine Movement. The ITIC added, however, that the vessels were purchased and the flotilla was organized with backing from Syria and the Lebanese Hizbullah terrorist organization. “Neither of them wants to expose its true identity,” said ITIC.

Israel has warned that it will act to prevent the flotilla from reaching Gaza if the organizers fail to heed its warnings and those of the international community.

“Israel reserves its right under international law to use all necessary means to prevent these ships from violating the existing naval blockade imposed on the Gaza Strip,” wrote Israel's ambassador to the United Nations, Gabriela Shalev, in a letter last Friday to U.N. Secretary-General Ban Ki-moon. “While those who organize this action claim that they wish to break the blockade on Gaza and to bring humanitarian assistance to the people of Gaza, the true nature of the actions remains dubious,” Shalev added. “The organizers of these boats have made repeated assertions to the media that they wish to be Shahids [martyrs].”

The Lebanese government has said, meanwhile, that it does not allow vessels to set out from its ports to any destination under Israeli sovereignty, since the Jewish State is considered an enemy nation. In addition, the United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL) patrols the waters off the Lebanese coast, and it is not clear what role the UN vessels might play in preventing an attempt by flotilla organizers to send the boats to Gaza, whether directly or via Cyprus.


MO: NAVI PER GAZA; PER BEIRUT, ISRAELE RESPONSABILE ATTACCHI MA AMBIGUITÀ CIRCONDA MISSIONE DUE NAVI LIBANESI (di Ziad Talhouk) (ANSA) – BEIRUT, 23 GIU – Beirut riterrà Israele responsabile di ogni attacco alle due navi cariche di aiuti umanitari che dal Libano tenteranno di raggiungere Gaza, anche se una delle due non è ancora pronta a partire e l'altra è circondata da un'alone di «ambiguità», sulla sua stessa esistenza. «Israele sarà ritenuto pienamente responsabile per ogni attacco al Libano», ha affermato il ministero degli esteri libanese in una lettera alle Nazioni Unite, dove l'ambasciatore israeliano ha a sua volta ammonito che lo Stato ebraico ha ogni diritto di utilizzare «tutta la forza necessaria» per fermare le navi degli attivisti libanesi diretti a Gaza. Il leader del movimento sciita libanese Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha esortato ad inviare altre navi cariche di aiuti ai palestinesi nella striscia di Gaza dopo il raid israeliano del 31 marzo scorso contro la 'Flottiglia della Pacè, in cui nove attivisti turchi sono rimasti uccisi. Giorni fa lo stesso Hezbollah ha però sottolineato in un comunicato «di aver deciso sin dall'inizio di astenersi da questa iniziativa umanitaria, per ciò che riguarda sostegno logistico, organizzazione e partecipazione, per non dare al nemico israeliano alcun pretesto per attaccare i partecipanti». Il governo libanese, pressato dagli attivisti filo-palestinesi, e dal rischio di un confronto con Israele, ha trovato la soluzione di consentire ad una delle due navi, la 'Naji al Alì, di far rotta per Cipro, dove probabilmente agli attivisti verrà impedito di proseguire per Gaza. Tuttavia, la 'Naji al Alì, che dovrebbe imbarcare anche dei giornalisti, è ancora ormeggiata nel porto settentrionale di Tripoli e a bordo non è stato ancora stivato alcun carico di aiuti umanitari. Il portavoce degli organizzatori della missione, parlando con l'ANSA, si è peraltro rifiutato di dire quando la nave prenderà il mare. E una maggiore ambiguità circonda la seconda nave, la 'Mariam', che a sua volta dovrebbe far rotta su Gaza con un carico di aiuti e 50 attiviste, di cui una trentina libanesi. Il ministro dei trasporti Ghazi Aridi ha affermato che non esiste nessuna nave 'Mariam' e la sua missione «è ipotetica». Le autorità portuali di Tripoli hanno confermato al giornale panarabo Asharq al Awsat che non esiste alcuna nave chiamata 'Mariam', mentre un altro quotidiano panarabo, al Hayat, ha criticato gli attivisti libanesi che «sfruttano la causa palestinese», dimenticando i circa 400 mila profughi palestinesi che vivono in 12 miseri campi sparsi in Libano, a cui vengono negati i diritti umani di base, compreso il diritto al lavoro. (ANSA). YK9-DP 23-GIU-10 17:11 NNN

M.O.: DONNE E GIORNALISTI LIBANESI SFIDANO ISRAELE, CON 2 NAVI PRESTO A GAZA = Beirut, 22 giu.(Aki) – Due gruppi libanesi di donne e di giornalisti si sono detti determinati a partire via nave per portare aiuti a Gaza, nonostante gli avvertimenti lanciati dagli israeliani al Libano in proposito. «È un dovere nostro recarsi a Gaza ed assistere la popolazione», spiega ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL Samer Haydar, membro del comitato esecutivo dell'organismo libanese «Giornalisti senza limiti» (che non è legato alla più nota ong internazionale 'Giornalisti senza frontierè). I nuovi avvertimenti dalle autorità israeliane di respingere tale iniziativa non scalfisconi la sua motivazione. «Il nostro desiderio di aiutare e di testimoniare della situazione a Gaza – prosegue infatti – è più forte della preoccupazione per la nostra sicurezza. Poi, per quanto riguarda le minacce contro il Libano, mi chiedo: ma si potrebbe bombardare un paese intero perché una nave di giornalisti viaggia verso Gaza? Se così accadesse, si tratterebbe solo di un pretesto fazioso». I «Giornalisti senza limiti» contano di radunare un centinaio di professionisti libanesi e stranieri e di portare a Gaza libri, giochi, vestiti ed altri aiuti materiali. Dopo il divieto del governo lo scorso week-end di raggiungere direttamente Gaza dai porti libanesi, hanno ottenuto l'autorizzazione di dirigersi verso Cipro, ma la data di partenza della nave non è ancora conosciuta. La stessa determinazione muove il gruppo di circa 80 donne che si presentano come «militanti per la pace» e vogliono portare nell'enclave palestinese medicine ed aiuti per bambini e donne. La loro nave invece non ha ricevuto l'ok ufficiale per lasciare il porto settentrionale di Tripoli dov'è ancorata. Queste due iniziative sono nate dopo l'attacco israeliano della nave 'Mavi Marmarà, della 'Flotilla di pacèlo scorso 31 maggio che costò la vita a nove attivisti turchi, e lo stupore provocato da esso in Libano, dove le manifestazioni di rabbia contro lo Stato ebraico e l'assenza di sanzioni internazionali in seguito all'episodio sanguinoso sono durate quasi una settimana. Israele accusa le due organizzazioni di essere sostenute da Hezbollah e ha avvertito tramite la sua rappresentante presso le Nazioni Unite che impedirà «con ogni mezzo» l'arrivo delle navi libanesi a Gaza. Il partito sciita armato ha smentito più volte ogni collegamento con questi militanti e giornalisti. Il suo leader Hassan Nasrallah aveva però auspicato «nuovi tentativi» per rompere il blocco di Gaza, nel discorso pronunciato il 4 giugno a Beirut, in cui condannava l'attacco contro la flotta «Libertà per Gaza». Questi progetti mettono in imbarazzo il governo libanese che non vuole contrariare l'opinione pubblica, molto sensibile alla sorte degli abitanti dei Territori palestinesi. Da una parte, le autorità hanno preso posizione a favore della fine totale del blocco di Gaza; dall'altra, non sottovalutano le minacce israeliane di «considerare responsabile» il Libano di ogni iniziativa per raggiungere Gaza. (Lst/AKI) 22-GIU-10 15:56 NNN

M.O.: IDF CAMBIANO PIANI D'ATTACCO IN VISTA DI NUOVO CONFLITTO CON HAMAS = LA NUOVA LINEA D'AZIONE DOPO L'ESPERIENZA DELL'OPERAZIONE PIOMBO FUSO Gerusalemme, 23 giu. – (Aki) – Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno redatto piani per evacuare interamente i villaggi palestinesi e i campi dei rifugiati dalle aree di conflitto in vista di un eventuale incursione israeliana nel caso di un nuovo conflitto con Hamas nella Striscia di Gaza. È quanto ha appreso 'The Jerusalem Post', che oggi anticipa in esclusiva i nuovi piani redatti dall'esercito israeliano in base all'esperienza maturata durante l'Operazione Piombo fuso dell'inverno 2008/2009 e alle conseguenti critiche contenute nel rapporto 'Goldstonè per le azioni condotte nelle aree urbane. Mentre l'esercito sta mettendo in atto i nuovi piani d'azione, comunque, fonti militari ritengono che Hamas non sia attualmente interessato a un nuovo conflitto con Israele. Il mese scorso il Jerusalem Post aveva svelato che le Forze di Difesa israeliane avevano preparato, per la prima volta, una dottrina operativa su come le forze dovessero agire nei combattenti in aree popolate da civili. Il rapporto Goldstone, infatti, ha accusato le Forze di difesa israeliane di aver commesso crimini di guerra durante l'Operazione Piombo fuso. Stando alle nuove linee di azioni di cui si ha notizia oggi, ad esempio, nel caso di un'invasione al campo rifugiati di Jabalya i militari avviserebbero i residenti, dando loro il tempo necessario per abbandonare la zona. Inoltre i soldati dovranno entrare nelle potenziali aree di conflitto più lentamente, in modo da consentire ai residenti di evacuare la zona. Anche Hamas ha condotto alcuni cambiamenti nei propri piani operativi. Durante l'Operazione Piombo Fuso, infatti, i comandanti islamici hanno dimostrato di essere inesperti, mentre il gruppo è stato soddisfatto dei propri piani difensivi, ovvero bombe collocate sulla strada, decine di chilometri di tunnel e trincee, case-trappola. Dopo quell'Operazione, infatti, Hamas ha rimpiazzato diversi comandanti di brigate e battaglioni, e ha definito in modo chiaro la responsabilità di ciascuno per aree specifiche. (Brt/AKI) 23-GIU-10 08:49 NNN

M.O.: CAPO IDF, ISRAELE HA DIRITTO DI ISPEZIONARE NAVI PER GAZA = 'NON PERMETTEREMO CHE SI TRASFORMI IN UN PORTO DELL'IRAN' Gerusalemme, 22 giu. – (Aki) – Non è possibile consentire che la Striscia di Gaza venga trasformata in un porto iraniano. È questo il monito lanciato oggi dal capo delle Forze di Difesa israeliane (Idf), Gabi Ashkenazi, che ha difeso il «diritto naturale» di Israele di «ispezionare le navi ed evitare che trasportino armi a Gaza». «Se qualcuno è preoccupato per la situazione nella Striscia e intende trasferire attrezzature mediche a Gaza, deve andare avanti e arrivare al porto di Ashdod – ha detto Ashkenazi -. Noi faremo i controlli e, se necessario, lo faremo entrare». Il capo delle Forze armate ha quindi sottolineato che «dobbiamo insistere su questo diritto. Gaza non può essere trasformata in un porto iraniano. Questo è solo un modo per minacciare la regione» perché «anche da qui possono essere lanciati missili». In merito al blitz condotto dalla Marina militare irsaeliana contro la nave turca 'Mavi Marmarà, il capo militare ha avuto solo parole di elogio per i suoi soldati «che hanno operato eccezionalmente bene», ha detto, in quanto «la situazione non era semplice e hanno risposto in modo appropiato». In merito al nuovo arrivo di altre navi a Gaza, Ashkenazy ha detto: «Se una flotilla arriva dal Libano, saremo in grado di gestirla. Se viene in pace, saranno trattati di conseguenza. Altrimenti, saranno trattati come devono essere trattati». (Brt/AKI) 22-GIU-10 20:03 NNN

MO: GAZA;IL BLOCCO DIVENTA UN VIDEOGIOCO,MA NON SI VINCE MAI (ANSA) – GERUSALEMME, 22 GIU – Un videogioco su internet concepito da una Ong israeliana, Gisha (centro legale per la libertà di movimento), illustra le difficoltà che il blocco della striscia di Gaza causa alla popolazione palestinese. Gli spettatori sono invitati a partecipare al videogioco (www.spag.org.il), che però non concede possibilità di vittoria. Il video è intitolato 'Safe Passagè (Passaggio sicuro), per ricordare che gli accordi israelo-palestinesi di Oslo (1993) prevedono la costituzione di un corridoio di 30 km che, attraverso il territorio israeliano, colleghi la Striscia di Gaza con la Cisgiordania. Un corridoio finora rimasto allo stadio di progetto teorico. Il video rappresenta emblematicamente tre casi di vittime del blocco della Striscia: quello di un produttore di gelati di Gaza impossibilitato a vendere i suoi prodotti in Cisgiordania; di una studentessa ammessa in un'università cisgiordana ma costretta a restare a Gaza, di un palestinese espulso a Gaza da Israele che non può ricongiungersi con la famiglia rimasta in Cisgiordania. In tutti i casi descritti gli ostacoli che rendono impossibile la soluzione del problema vengono dal labirinto di disposizioni burocratiche, amministrative e militari create dalle autorità israeliane con grave pregiudizio per la vita della popolazione palestinese. Gisha comprende giuristi e ricercatori israeliani e arabi israeliani e riceve aiuti finanziari dell'Ue. (ANSA). XRH 22-GIU-10 19:04 NNN

O:NAVE IRAN GAZA;FARNESINA,NO ULTERIORE ESCALATION TENSIONI (ANSA) – ROMA, 22 GIU – L'Italia lancia un appello affinchè «vengano evitate azioni suscettibili di causare una ulteriore escalation» in Medio Oriente e in particolare per quanto riguarda la Striscia di Gaza. Lo ha sottolineato oggi il portavoce della Farnesina Maurizio Massari nel giorno in cui la Mezzaluna rossa iraniana ha annunciato che una nave iraniana destinata a portare aiuti a Gaza, forzando il blocco israeliano, salperà domenica dal porto di Bandar Abbas, sul Golfo. AMB 22-GIU-10 13:15 NNN

MO: FINI TORNA IN ISRAELE, ACCOLTO DA NETANYAHU (ANSA)- GERUSALEMME, 22 GIU – Un incontro a quattr'occhi con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, accoglie oggi a Gerusalemme il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che torna in Israele (e nei Territori palestinesi) in un momento di particolare inquietudine per la regione. Ricevuto ormai come «un amico» fidato di Israele e della sua attuale leadership politica, Fini – sbarcato nel primo pomeriggio nell'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv – torna nella veste istituzionale di presidente della Camera a diversi anni di distanza dal viaggio che segnò un tappa fondamentale nel suo cammino politico personale e in quello della destra italiana. A Gerusalemme lo attendono un programma intenso e colloqui su temi delicati: dai problematici tentativi di rilancio del processo di pace ai contraccolpi del sanguinoso raid del 31 maggio contro la nave turca Marmara, dal paventato arrivo di altre flottiglie di attivisti filo-palestinesi, decisi a sfidare il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza alla minaccia nucleare iraniana. L'incontro odierno con Netanyahu (Likud, destra) sarà seguito domani da un faccia a faccia con il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman (Israel Beitenu, destra radicale), e quindi da una sosta alla Knesset, il parlamento israeliano, dove Fini riceverà il saluto dell'aula, vedrà il presidente dell'assemblea e suo omologo, Reuven Rivlin (Likud), e avrà uno scambio di opinioni anche con la leader dell'opposizione centrista, Tzipi Livni (Kadima). Non mancherà, nella stessa giornata, la tappa della memoria allo Yad Vashem, il museo memoriale dell'Olocausto, che qualche anno fa ispirò al presidente della Camera le parole sul «fascismo, male assoluto» della storia. Per giovedì è infine fissata una visita al capo dello Stato israeliano, Shimon Peres, prima del trasferimento a Ramallah, in Cisgiordania, per gli incontri con il primo ministro e il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Salam Fayyad e Abu Mazen (Mahmud Abbas), che concluderanno la missione.(ANSA). LR 22-GIU-10 13:59 NNN

MIDEAST:FRATTINI TO MEET LIEBERMAN ON THURSDAY,TALKS ON GAZA FM MINISTRY, BLOCKADE LIFTING GOOD, UNBEARABLE SITUATION (ANSAmed) – ROME, JUNE 22 – The very delicate situation in the Gaza Strip will be at the centre of talks at the Roman offices of the Ministry of Foreign Affairs on Thursday between the Minister Franco Frattini and the head of Israeli diplomacy, Avigdor Lieberman. The Ministry's spokesman, Maurizio Massari, today told a journalists' briefing that Italy «is playing a particularly active role on the diplomatic front in order to favour a lasting solution to the problem» in Gaza. Massari reasserted that Italy «appreciates» the decision by the Israeli government to allow the influx of humanitarian and commercial goods into Gaza, a decision, he said, «that we had ourselves requested, both directly and with our partners, with the conviction that the situation in the Gaza Strip is no longer bearable». Italy also expressed its appreciation at the go-ahead for building materials to be brought into the area, which the Foreign Ministry says must happen «with full respect for Israeli security requirements,» without in any way favouring Hamas. (ANSAmed). Y30-DAC 22-GIU-10 14:15 NNN

MO: SALPA DOMENICA NAVE IRANIANA AIUTI DIRETTI A GAZA SFIDA A BLOCCO ISRAELE PUÒ FARE IMPENNARE TENSIONE CON TEHERAN (di Alberto Zanconato) (ANSAmed) – TEHERAN, 22 GIU – Salperà domenica la prima nave iraniana destinata a portare aiuti a Gaza, sfidando il blocco israeliano. L'iniziativa, che potrebbe fare impennare a livelli pericolosi la tensione fra la Repubblica islamica e Israele, storici 'nemicì, è stata confermata oggi da Teheran. Abdol Rauf Adibzadeh, direttore per gli affari internazionali della Mezza Luna rossa iraniana, che gestisce l'iniziativa, ha detto all'agenzia Isna che la nave, chiamata 'Bambini di Gazà, partirà dal porto iraniano di Bandar Abbas, sul Golfo, con a bordo cinque giornalisti e cinque «esperti negli aiuti umanitari». Dopo 14 giorni di navigazione attraverso l'Oceano Indiano e il Mar Rosso e dopo aver attraversato il Canale di Suez, arriverà nel Mediterraneo, nelle acque antistanti la Striscia di Gaza. «La nave – ha sottolineato Adibzadeh – contatterà quindi i dirigenti della Mezza Luna rossa iraniana, ai quali spetterà una decisione su come fare arrivare gli aiuti». Resta quindi l'interrogativo: gli iraniani consegneranno le 1.100 tonnellate del carico all'Egitto, chiedendo di farlo entrare a Gaza attraverso il valico di Rafah, o cercheranno di forzare il blocco navale israeliano? La risposta di Adibzadeh sembra rassicurante: «Accetteremo le difficoltà che si presenteranno per inviare questi aiuti, ma non siamo in cerca di avventura e combattimenti». E comunque il dirigente della Mezza Luna rossa ha escluso che l'unità sia accompagnata da una scorta militare. Anche il vice comandante dei Pasdaran, Hossein Salami, ha negato la settimana scorsa che vi fosse un piano per fornire una scorta alle navi dirette a Gaza, smentendo così una notizia data alcuni giorni prima da Ali Shirazi, rappresentante della Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, in seno ai Guardiani della rivoluzione. L'Italia ha comunque lanciato oggi un appello affinchè «vengano evitate azioni suscettibili di causare una ulteriore escalation» in Medio Oriente e in particolare per quanto riguarda la Striscia di Gaza, secondo quanto ha sottolineato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari. Fin dall'inizio di giugno, in seguito ad un sanguinoso blitz israeliano contro una flottiglia internazionale in navigazione per la Striscia di Gaza, con un bilancio di nove morti, la Mezza Luna rossa iraniana aveva detto di essere pronta ad inviare verso il territorio palestinese proprie navi con aiuti umanitari. (ANSAmed). ZC 22-GIU-10 16:42 NNN

M.O.: 20 GIORNALISTI SU NAVE IRANIANA DIRETTA A GAZA = Teheran, 21 giu. – (Aki) – Per dimostrare che non saranno imbarcate armi ma solo beni necessari alla popolazione palestinese «venti giornalisti iraniani e stranieri saranno a bordo delle navi» che la Mezzaluna Rossa iraniana invierà nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il capo dell'organizzazione giovanile della Mezzaluna Rossa iraniana, Mohammad Javad Jafarian. «L'invio delle navi – ha affermato Jafarian, citato dall'agenzia d'informazione 'Isnà – è un segnale della buona volontà dell'Iran che vuole inviare a Gaza scorte di cibo e medicine». Intanto oggi un portavoce della Mezzaluna Rossa di Teheran ha precisato che nessuna nave iraniana di aiuti umanitari è ancora salpata verso la Striscia di Gaza per mancanza di coordinamento internazionale e che la partenza è stata rinviata senza fissare una nuova data. «Le navi saranno inviate – ha precisato Jafarian – nonostante le restrizioni imposte da alcuni Paesi orientati politicamente». L'Iran due settimane fa ha annunciato l'invio di due navi cariche di aiuti umanitari per rompere il blocco a Gaza. I Guardiani della Rivoluzione avevano dichiarato l'intenzione di scortare il carico con loro unità navali, contribuendo alla tensione internazionale in seguito al raid israeliano contro la Freedom Flotilla del 31 maggio, in cui sono morti nove attivisti turchi. (Spi/AKI) 21-GIU-10 15:12 NNN

MO: GAZA; OPERATORI CISP, SITUAZIONE RIMANE MOLTO DIFFICILE (ANSA) – ROMA, 21 GIU – Israele ha allentato il blocco imposto su Gaza, ma la situazione nel territorio palestinese e per i palestinesi che vivono a Gerusalemme continua a rimanere molto difficile, dal momento che lo stato israeliano da oltre un anno blocca, e continua a farlo, l'accesso di tutti quei materiali, come cemento e metalli, che servono per ricostruire case, fogne e servizi di acqua potabile. A denunciare la situazione, all'indomani della Giornata mondiale del rifugiato è il Cisp-Sviluppo dei popoli, con la testimonianza dei suoi cooperanti sul campo. «Dopo quanto successo alla Freedom Flotilla – spiega Luisa Rueda, coordinatrice di progetto per il Cisp a Gerusalemme – la situazione in Israele è molto tesa. Si sentono attaccati dal resto del mondo e c'è un sentimento nazionalista molto forte. È stata decisa la demolizione di case palestinesi a Gerusalemme est e nei villaggi vicini che fanno parte della città». «È da un anno e mezzo – continua Rueda – dopo l'operazione Piombo fuso, che oltre mille famiglie vivono ancora in tenda o nelle macerie delle loro case, che non possono iniziare a ricostruire, proprio perchè non vengono fatti arrivare i materiali necessari, come cemento, metallo, e tutti gli altri strumenti che servono per potabilizzare l'acqua e riparare il sistema fognario e delle acque nere. In queste condizioni il rischio di malattie è alto. Ad oggi, nonostante le dichiarazioni di Israele di allentamento del blocco, non ci è stata notificata la fine dell'embargo per cemento e materiali da costruzione, che continuano a rimanere impossibili da trovare». (ANSA). COM-VN 21-GIU-10 14:50 NNN

M.O.: FINI, FLOTTIGLIA PROVOCATORIA, TURCHIA DOVEVA CONTROLLARE MEGLIO = NON TUTTI NEL MONDO HANNO CAPITO CHE PER ISRAELE LA SICUREZZA È BENE RARO Roma, 21 giu. – (Adnkronos) – Viste le caratteristiche della flottiglia diretta a Gaza, le autorità turche dovevano svolgere controlli più accurati. È la convinzione espressa dal presidente della Camera Gianfranco Fini nell'intervista al quotidiano israeliano «Yediot Aharodot», pubblicata alla vigilia del viaggio ufficiale nello Stato ebraico.

Alla domanda se solo Israele sia responsabile per quanto accaduto alla flottiglia alla fine del mese scorso, Fini replica: «Prima di tutto bisogna capire cosa intende per responsabilità. La flottiglia comprendeva diversi tipi di partecipanti. Vi erano veri attivisti della pace, con opinioni che si possono condividere o rigettare, ma che sono certamente degne di essere espresse. E c'erano anche i sedicenti pacifisti, che però avevano un atteggiamento aggressivo e ostile nei confronti di Israele e simpatizzante con le organizzazioni terroristiche». «Pertanto -afferma il presidente della Camera- se la parola 'responsabilita» significa 'Conoscono le Autorità turche tutti i passeggeri delle navi e le loro intenzioni e ne hanno espletato un pieno controllo di tutti i passeggeri?', allora credo sia ovvio che non l'abbiano fatto. Non sempre le Autorità e le forze di polizia sanno con certezza chi partecipa a manifestazioni del genere, ma le caratteristiche della flottiglia, che era provocatoria, dovevano indurre le Autorità turche ad un controllo più accurato«. Di fronte all'isolamento di Israele, la comunità internazionale è tutt'ora garante della sua sicurezza? »Ad eccezione di alcuni casi singolari -replica la terza carica dello Stato- la comunità internazionale non ha ancora capito e interiorizzato che per Israele la sicurezza è un bene raro. Dopo tutto, non c'è un altro Paese al mondo, certamente non un paese democratico, che si trova sotto pressioni di questo genere, ed in alcuni casi anche sotto assedio e, soprattutto, sotto una perenne minaccia esistenziale«. (segue) (Pol-Fan/Zn/Adnkronos) 21-GIU-10 12:55 NNN

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Two Gaza-bound aid ships request approval to set sail from Lebanon
Preparations for blockade-busting mission in final stages, organizer says
By Patrick Galey
Daily Star staff
Monday, June 21, 2010

 

 

Patrick Galey

Daily Star staff

 

BEIRUT: Activists have requested official approval for two aid aid ships seeking to break the Israeli-imposed Gaza blockade, organizers told The Daily Star on Sunday.

Both ships’ humanitarian missions have been put in doubt as Transport and Public Works Minister Ghazi Aridi said that the government was yet to receive requests from organizers asking permission to sail.

Aridi told An-Nahar daily that relevant officials had received “no official request from anybody who can specify the destination of the ship.”

“The official request has to have destination, goods and number of people,” he added.

But members of both ships’ crews said Sunday the relevant permissions had been sought.

Journalist Tahir Ghandour, the organizer of one ship which will seek to carry more than 50 journalists from NGO Reporters without Borders to Gaza, said the preparations were in their final stages.

“The ship is now in Tripoli port, the next step is to prepare it,” Ghandour told The Daily Star. “We don’t know exactly how long this will take and we will not say when exactly we will leave,” he said, adding that the ship could depart for Gaza within a “couple of days.”

The vessel, expected to carry activists from the Free Palestine movement, will seek to transport medical aid to Gaza, although Ghandour declined to clarify the intended route, citing security concerns.

Israeli Defense Minister Ehud Barak warned on Thursday that Beirut would be held responsible for any “violent and dangerous confrontation” should any boats coming from Lebanon seek to breach the Gaza maritime blockade.

Israel has commenced international lobbying to prevent a second boat, the Mariam, carrying an all-female crew of activists and journalists, from leaving Lebanon for Gaza. Late on Friday, Israel’s Ambassador to the United Nations, Gabriela Shalev, sent a letter to Secretary General Ban Ki-Moon warning that any fleet approaching the besieged enclave could escalate regional tension.

“While those who organize this action claim that they wish to break the blockade on Gaza and to bring humanitarian assistance to the people of Gaza, the true nature of the actions remains dubious,” Shalev wrote.

“The organizers of these boats have made repeated assertions to the media that they wish to be [martyrs],” Shalev added.

She repeated previous Israeli accusations that the aid flotilla efforts were linked to Hizbullah, which the party denied in a statement on Friday.

Samar Hajj, the Mariam’s coordinator, reiterated Hizbullah’s rebuttal on Sunday.

“We are not Hizbullah and we are not armed; we don’t even know how to use weapons,” she told The Daily Star.

“These women are doctors, lawyers, architects and mothers. They are not [from] a political party … To be clear: there is no Hizbullah and there are no arms [on the boat].”

Hajj added that the necessary paperwork had been completed and she expected the ship to be allowed to leave Lebanon imminently.

“We are all ready to go, maybe we need a little time but the Lebanese are ready and we are waiting for some foreign girls [to join],” she said. “We don’t expect any problems because in the coming hours we are going to present our papers and we believe the Lebanese government will support us.”

Hajj said the 50 to 65 places aboard the vessel could have been filled six or seven times over, so popular the initiative has proved. The boat will most likely sail first to Cyprus before attempting to enter Gaza from the eastern Mediterranean.

“We are going somewhere first and from there we will go to Gaza. It has to be done legally and properly,” she said.

“The prime minister [Saad Hariri] believes in the Palestinian cause and we expect nothing but support from his government,” she added.


Read more: http://www.dailystar.com.lb/article.asp?edition_id=1&categ_id=1&article_id=116186##ixzz0rUCdBtWr
(The Daily Star :: Lebanon News :: http://www.dailystar.com.lb)

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M.O.: MEZZALUNA ROSSA IRAN, RINVIATO OGNI INVIO DI NAVI A GAZA = Amburgo, 21 giu. (Adnkronos/Dpa) – Nessuna nave iraniana di aiuti umanitari è stata inviata verso la Striscia di Gaza. Lo ha affermato un portavoce della Mezzaluna Rossa iraniana, citato dall'agenzia iraniana Isna, secondo il quale, per mancanza di coordinamento internazionale, la partenza delle navi è stata rinviata senza fissare una nuova data. L'Iran, che non riconosce la sovranità israeliana, aveva annunciato due settimane fa l'invio di due navi cariche di aiuti umanitari per rompere il blocco a Gaza. Le guardie della rivoluzione avevano poi dichiarato l'intenzione di scortare il carico con loro unità navali. L'annuncio aveva contribuito alla tensione internazionale in seguito al raid israeliano contro la Freedom Flotilla del 31 maggio, in cui sono morti nove attivisti turchi. Le dichiarazioni della Mezzaluna rossa giungono dopo che Israele ha annunciato il via libera al passaggio a Gaza dei beni per uso civile, mantenendo però il blocco navale. (Cif/Zn/Adnkronos) 21-GIU-10 13:01 NNN

NOTIZIE FLASH: 1/A EDIZIONE – L'ESTERO (8) = Gerusalemme. Quello su Gaza, da ieri, «non è più un embargo civile, ma solo un embargo sulla sicurezza». E si tratta di un «embargo stretto ora, perchè abbiamo tolto ad Hamas la possibilità di biasimare Israele per il danno che provoca alla popolazione civile» palestinese. È così che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito la decisione di revocare il blocco sull'importazione di beni destinati alla Striscia di Gaza, presa ieri, e di lasciare in vigore quello sul transito di armi.Una mossa che risponde anche alle pressioni «dei nostri amici nel mondo», ha aggiunto Netanyahu, che ci hanno «riconosciuto la legittimità di continuare il blocco contro Hamas». Perchè, prosegue, «abbiamo preso la giusta decisione per Israele da un punto di vista politico e della sicutezza». Saranno il primo ministro, quello degli Esteri Avigdor Lieberman e il ministro della Difesa Ehud Barak a redarre la lista dei prodotti proibiti nella Striscia di Gaza. Secondo quanto rivela 'Ynet', il sito del quotidiano 'Yediot Ahronot', in base a informazioni acquisite sarebbe vietato l'ingresso a migliaia di prodotti, compresi quelli in alluminio, vari metalli e fertilizzanti. (segue) (Pab/Zn/Adnkronos) 21-GIU-10 12:34 NNN

MO: SÌ LIBANO A NAVI VERSO CIPRO MA NON DIRETTAMENTE A GAZA (ANSA) – BEIRUT, 21 GIU – Il ministro dei trasporti libanese Ghazi Aridi ha affermato che consentirà alle imbarcazioni cariche di aiuti umanitari di salpare verso Cipro, ma non direttamente verso Gaza, e ha precisato che una nave di sole donne che hanno annunciato di voler forzare il blocco alla striscia è solo «una missione ipotetica».
«Non consentirò alcuna navigazione illegale», ha detto Aridi citato oggi dal quotidiano an Nahar di Beirut. «Non è possibile fare rotta direttamente su Gaza, perchè le vie marittime sono sospese», ha spiegato il ministro, facendo riferimento al formale stato di guerra tra Libano e Israele. Aridi ha anche detto che la nave 'Naji al Alì «sarà sottoposta a verifiche tecniche» prima che possa prendere il mare dal porto settentrionale libanese di Tripoli. Un portavoce dell'organizzazione non governativa libanese 'Free Palestinè ha confermato all'Ansa che il suo gruppo ha ufficialmente consegnato al ministro Aridi una richiesta per fare rotta verso Cipro da Tripoli a bordo della 'Naji al Alì. Egli ha anche detto che 'Free Palestinè, un'altra ong libanese chiamata 'Giornalisti senza limitì e l'organizzazione tutta femminile 'Mariam' stanno coordinando il calendario delle loro partenze per Gaza, che «non è stato stabilito». Una cinquantina di donne, di cui 30 sono libanesi, hanno affermato che saranno a bordo della 'Mariam'. Aridi ha però detto che «non ci sono navi chiamate 'Mariam', si tratta piuttosto un viaggio ipotetico che è stato definito 'Mariam»'. Da giorni l'Ansa sta tentando di mettersi in contatto telefonico o via e-mail con gli organizzatori della 'Mariam', ma non ha mai ricevuto risposta. (ANSA). YK9-DP 21-GIU-10 10:54 NNN

M.O.: LIBANO AUTORIZZA NAVI VERSO GAZA, NON VIOLERANNO RISOLUZIONE ONU = Beirut, 21 giu. – (Aki) – Il ministro dei Trasporti libanese Ghazi Aridi ha dato l'autorizzazione agli organizzatori del convoglio di navi diretto a Gaza di salpare dalla città settentrionale di Tripoli per dirigersi a Cipro e poi raggiungere la Striscia. È lo stesso ministro a confermarlo al quotidiano locale 'an-Nahar', che oggi ricorda come la nave, passando da Cipro, non violerà la Risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Aridi ha quindi aggiunto che una delle imbarcazioni è stata sottoposta a un checkup tecnico prima della sua partenza da Tripoli e che il governo libanese è responsbaile di questa decisione. Fonti diplomatiche presso le Nazioni Unite hanno avvertito nel fine settimana che il quartier generale dell'Unifil a New York ha chiarito al Libano che le forze navali dell'Onu non consentiranno alcuna violazione della Risoluzione 1701. In base a questa, che ha segnato la fine della Seconda guerra del Libano, le forze Unifil in Libano hanno il compito di assicurare che la regione non sia usata per alcuna azione aggressiva nei confronti di altri paesi. Venerdì Israele aveva scritto alle Nazioni Unite una missiva nella quale si esprimeva preoccupazione circa la stabilità in Medioriente in seguito alla missione libanese mirata a rompere l'assedio a Gaza. (Brt/AKI) 21-GIU-10 09:04 NNN

MO: GAZA; MINISTRO TEDESCO RESPINTO, BERLINO CRITICA ISRAELE (ANSA-AFP) – BERLINO, 20 GIU – Il governo tedesco ha denunciato oggi il rifiuto di Israele di lasciare entrare a Gaza il ministro dello Sviluppo tedesco Dirk Niebel. Oggi in un'intervista sul sito internet del giornale Leipziger Volkszeitung, lo stesso Niebel ha definito il veto «un grande errore di politica estera da parte del governo israeliano». Dal canto suo il ministro degli esteri Guido Westerwelle ha «deplorato la decisione del governo israeliano» e ha sottolineato che Berlino, come tutta l'Unione Europea, aspetta «la fine del blocco» di Gaza. Nell'intervista, Nibel afferma anche che il blocco della Striscia «non è un segno di forza ma la prova di una paura inespressa» ed esprime «pieno sostegno» a una risoluzione che si sta preparando al Bundestag per «aumentare la pressione politica su Israele». (ANSA-AFP). BA 20-GIU-10 15:13 NNN

MO:STAMPA;NAVI GUERRA USA E ISRAELE PASSANO SUEZ,VERSO IRAN? (ANSA) – ROMA, 20 GIU – Undici (o dodici) navi militari statunitensi, fra cui una portaerei e navi per il trasporto di truppe e mezzi, e una unit… militare israeliana hanno passato venerdì il Canale di Suez entrando nel Mar Rosso dal Mediterraneo, secondo quanto scrivono in breve diversi siti israeliani in inglese. Questi – fra cui Ynet, Haaretz e Debka – citano un giornale arabo pubblicato a Londra, Al Quds Al Arabi, il quale ipotizza che Israele e Usa stiano preparandosi ad affrontare la flottiglia iraniana diretta verso Gaza o addirittura ad attaccare l'Iran, con il benestare dell'Egitto. Il giornale arabo a sua volta cita le testimonianze di residenti lungo il Canale di Suez, secondo i quali l'Egitto, per consentire il passaggio della flotta militare, ha bloccato per ore tutto il traffico commerciale lungo il canale. Ynet aggiunge che dal Cairo non Š arrivata alcuna conferma. Un altro sito israeliano, quello dell'emittente espressione del movimento dei coloni Arutz Sheva, ipotizza che le navi da guerra potrebbero essere lì per ispezionare una nave della Mezzaluna Rossa diretta a Gaza per controllare che non trasporti armi per Hamas. Arutz Sheva cita anche il sito di notizie iraniano Hamsayeh.net, secondo il quale «la mossa (il passaggio delle navi) potrebbe essere connessa all'auto-inflitto embargo statunitense contro l'Iran e sia mirata a ispezionare le navi dirette in Iran sospettate di trasportare merci collegate al programma nucleare» di Teheran. (ANSA). GV 20-GIU-10 20:24 NNN

MO: FLOTTIGLIA LIBANO, MARINA ISRAELE IN STATO ALLERTA (ANSA) – TEL AVIV, 20 GIU – La marina militare israeliana è stata posta in stato di allerta per intercettare una o più imbarcazioni libanesi intenzionate a forzare il blocco marittimo di Gaza per consegnare ai palestinesi aiuti umanitari. Secondo il quotidiano Maariv i membri dell'unità di elite della marina, Flottiglia 13, hanno esaminato ieri i piani per assumere il controllo sulle imbarcazioni libanesi e condurle al porto israeliano di Ashdod, dove il loro carico sarà ispezionato prima di essere inoltrato via terra a Gaza. Si tratta della stessa unità che il 31 maggio ha compiuto un blitz sulla nave turca Marmara, conclusosi con la uccisione di nove passeggeri e con decine di feriti, fra cui diversi membri del commando militare. Ieri dal Libano il movimento sciita Hezbollah ha precisato di essere estraneo alla organizzazione del convoglio «per non dare alcun pretesto al nemico». Ma secondo la stampa israeliana due degli organizzatori – Samar al-Haj e l'uomo di affari Yasser Kashlak – mantengono rapporti stretti con il leader Hezbollah Hassan Nasrallah. Yediot Ahronot riferisce che ieri, in un'intervista all'emittente Hezbollah al-Manar, Kashlak ha lanciato un messaggio agli israeliani: «Salite sulle navi che vi inviamo e tornate alle vostre terre di origine». Il quotidiano Haaretz precisa che Israele ha intanto esercitato pressioni sul Vaticano affinchè impedisca a decine di suore di salire sulle imbarcazioni dirette a Gaza. (ANSA). XBU 20-GIU-10 07:49 NNN

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20 Responses to Maryam, notizie aggiornate

  1. kelebek says:

    OT, ma c'entra…

    OMR0000 4 POL TXT Omniroma-MANOVRA, BONELLI: «ALEMANNO CHIEDA A PREMIER RINUNCIARE A 10 CACCIA» (OMNIROMA) Roma, 21 giu – «Invece di adeguarsi alle scelte del governo centrale che ha deciso di scaricare la crisi sulle fasce più deboli, il sindaco di Roma Alemanno chieda a Berlusconi di rinunciare all'acquisto di 10 caccia F-35 che costano 124 milioni di euro ognuno e di destinare quei fondi alla Capitale». Lo dichiara, in una nota, Angelo Bonelli presidente nazionale e capogruppo dei Verdi alla Pisana che spiega: «Con un soli due caccia bombardieri in meno si potrebbero costruire 166 nuovi asili da 60 posti ciascuno, per un totale di circa 10.000 posti complessivi, risolvendo del tutto il problema delle liste d'attesa che da sempre sono un dramma per i romani». «Con soli 2 caccia bombardieri si possono acquistare 1.000 tra autobus ecologici e tram, migliorando il servizio che è a rischio di collasso visto che Alemanno in due anni non ha acquistato un solo mezzo pubblico e che l'intera flotta pubblica sta invecchiando pericolosamente. Con i nuovi mezzi pubblici, inoltre, si affronterebbe finalmente il problema dello smog che è diventato un'emergenza cittadina. Si potrebbe investire su energie rinnovabili e pulite sugli edifici del Comune con un piano di risparmio economico stabile e duraturo. Si potrebbero costruire nuovi parchi e curare quelli esistenti che sono sempre più in uno stato d'abbandono». «Gli abitanti di Roma, che sono per la maggior parte dipendenti pubblici, sono già stati salassati a sufficienza da Tremonti. Alemanno non continui sulla stessa linea del governo centrale aumentando le tariffe di servizi essenziali, che non farebbero altro che impoverire i romani. Le alternative esistono: gli armamenti non servono alle famiglie i servizi sì». red 211306 giu 10

  2. utente anonimo says:

    ''Jim Inhofe''

    Quest'uomo è un genio.

    Ha capito tutto di come risolvere la questione mediorientale.

    Le sue parole vanno meditate, e gustate come il latte e il miele.

    The whole nation of Israel would fit into my home State of Oklahoma seven times. It would fit into the Presiding Officer's State of Georgia seven times. They are not asking for a great deal. The whole nation of Israel is very small.

    http://inhofe.senate.gov/pressreleases/peace.htm

    Commovente poi questo corcio di storia, dallo stesso sito:

    The Turks entered World War I on the side of Germany. The British knew they had to do something to punish Turkey, and also to break up that empire that was going to be a part of the whole effort of Germany in World War I. So the British sent troops against the Turks in the Holy Land.

    One of the generals who was leading the British armies was a man named Allenby. Allenby was a Bible-believing Christian. He carried a Bible with him everywhere he went and he knew the significance of Jerusalem.

    The night before the attack against Jerusalem to drive out the Turks, Allenby prayed that God would allow him to capture the city without doing damage to the holy places.

    That day, Allenby sent World War I biplanes over the city of Jerusalem to do a reconnaissance mission. You have to understand that the Turks had at that time never seen an airplane. So there they were, flying around. They looked in the sky and saw these fascinating inventions and did not know what they were, and they were terrified by them. Then they were told they were going to be opposed by a man named Allenby the next day, which means, in their language, “man sent from God'' or “prophet from God.'' They dared not fight against a prophet from God, so the next morning, when Allenby went to take Jerusalem, he went in and captured it without firing a single shot.

    The British Government was grateful to Jewish people around the world, particularly to one Jewish chemist who helped them manufacture niter. Niter is an ingredient that was used in nitroglycerin which was sent over from the New World. But they did not have a way of getting it to England. The German U-boats were shooting on the boats, so most of the niter they were trying to import to make nitroglycerin was at the bottom of the ocean. But a man named Weitzman, a Jewish chemist, discovered a way to make it from materials that existed in England. As a result, they were able to continue that supply.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. utente anonimo says:

    >> «Gli abitanti di Roma, che sono per la maggior parte dipendenti pubblici,

    ecco, poi si chiedono perchè c'è gente che vuole la secessione.

    Francesco incazzato

    PS non capisco perchè quei soldi risparmiati dal bilancio nazionale dovrebbero andare a rimpolpare le casse comunali di Roma.

    PPS che c'entra il Mar Rosso?

  4. utente anonimo says:

    Per kelebek #1

    ''abitanti di Roma, che sono per la maggior parte dipendenti pubblici''

    Fa davvero piacere sapere che la magior parte degli abitanti della Capitale della nostra Patria paga regolarmente le tasse.

    Almeno loro.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  5. utente anonimo says:

    Scusate per il mio post #2, ho sbagliato thread :-(

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  6. utente anonimo says:

    ADV,

    – Fa davvero piacere sapere che la magior parte degli abitanti della Capitale della nostra Patria paga regolarmente le tasse. –

    Prova ad abolire la ritenuta alla fonte, e vedrai quante tasse pagano :-)

    Z.

  7. kelebek says:

    Riguardo al presunto allentamento dell'assedio a Gaza, sono anni che sento i filoisraeliani spiegare pazientemente che:

    - l'embargo riguarda solo merci a uso militare; che per quanto riguarda le merci a potenziale doppio uso, tra cui il cemento, è permesso il loro uso per progetti mirati e organizzati dall'esterno (se poi mandano via anche i ministri del governo tedesco che vanno vedere come funzionano tali progetti, non si sa bene come si possano organizzare dall'esterno).

    Ora, un'agenzia israeliana descrive così la nuova politica israeliana:

    "Israel will now allow all civilian goods into Gaza through its crossings in the southern Negev, and only weapons and materials used to make weapons will be banned. Dual-purpose goods such as cement, which is also used for reinforcing bunkers and launching pads, will be allowed through for supervised projects."

    Da Israel National News http://www.israelnationalnews.com/ di ieri.

    Ora, i casi sono due:

    - in realtà, l'assedio finora colpiva anche merci a uso civile, del tutto innocue dal punto di vista militare;

    - oppure non è cambiato nulla.

    Nel primo caso, la Gaza Freedom Flotilla ha fatto benissimo a non accettare il controllo israeliano, seguito da probabile sequestro, sulle proprie merci; e ha fatto benissimo a resistere all'attacco militare israeliano, creando un effetto mediatico che ha realmente cambiato la situazione.

    Nel secondo caso, occorre mandare una seconda flotta.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Per Z #6

    Non ho detto che siano contenti di pagare le tasse. Ho detto che le tasse le pagano. Il che di questi tempi non è poco.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  9. utente anonimo says:

    ADV,

    – Non ho detto che siano contenti di pagare le tasse. Ho detto che le tasse le pagano. Il che di questi tempi non è poco. –

    Ci mancherebbe che il cazzeggio di Stato fosse pure esentasse :D

    Z.

  10. Peucezio says:

    Pagano le tasse… è un fatto puramente nominale. Sono stipendiati dallo stato – come è logico che sia essendo dipendenti pubblici – cioè con i soldi delle tasse degli altri cittadini, solo che lo stato trattiene una parte del loro stipendio lordo, cioè in questo caso virtuale. Tanto vale dire che pagano tot di stipendio netto e basta.
    Non mi si fraintenda, non sto dicendo che sono tutti dei parassiti (anche se una parte lo sono): ce ne sono sicuramente che fanno nel mazzo. Però, sul piano sostanziale, non ha senso dire che pagano le tasse, anche perché farebbero l'arte dei matti.

  11. utente anonimo says:

    x Andrea

    un consiglio: vincendo la ritrosia ligure allo spendere e quella politica che suppongo ti provochi il titolo, comprati e leggiti "il sacco del nord" di Luca Ricolfi

    è fatto col metodo che piace a te e pieno di numeri molto interessanti

    Francesco

  12. utente anonimo says:

    Per Francesco #11

    Seguiro' il tuo consiglio rivolgendomi ad una ben fornita biblioteca civica della mia città. A questo modo uniro' l'utile al dilettevole. Infatti:

    a) risparmiero' le sudate palanche del mio stipendio di dipendente privato, e contemporaneamente

    b) usufruiro' di un servizio pubblico mandato avanti da gente che le tasse le paga anche a favore di chi le tasse non le paga, contribuendo così alla soddisfazione professionale dei miei colleghi dipendenti bibliotecari.

    Per Z #9  e Peucezio #10

    Mah, fate un po' voi.

    Il dipendente privato paga le tasse (trattenute sullo stipendio) e se non lavora perde il posto.

    Il dipendente pubblico che cazzeggia paga le tasse (trattenute sullo stipendio) ma danneggia la collettività per lo stipendio che ruba a fronte di un lavoro non fatto.

    Il dipendente pubblico che lavora paga le tasse (trattenute sullo stipendio) ed eroga servizi sia al contribuente onesto sia all'evasore.

    Il lavoratore autonomo deve lavorare, se no non guadagna. Il lavoratore autonomo che non paga le tasse sottrae le risorse anche al dipendente pubblico che lavora, e quindi danneggia la collettività come il dipendente pubblico lazzarone (che pero' le tasse le paga).

    Quanto al lavoratore autonomo che paga le tasse… beh, io la fantascienza la leggo con piacere, ma non è che ci creda poi molto.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  13. utente anonimo says:

    >> Il lavoratore autonomo che non paga le tasse …

    è comunque utile alla collettività per tutta la parte "market" della vita sociale, mentre quello pubblico fannullone è dannoso al 100%

    non intendo azzerare il valore dei beni e servizi pubblici prodotti dai dipendenti pubblici ma la sua misurazione pone qualche serio problemino

    Francesco

    PS inoltre, mentre coi soldi delle tasse viene pagata la Dandini o il Cinema Italiano o le Provincie, con i soldi degli evasori magari vengono finanziati i consumi o gli investimenti. esiste un serio problema di utilità sociale della spesa pubblica

  14. utente anonimo says:

    Per Francesco #13

    ''è comunque utile alla collettività''

    Come il pedofilo, l'evasore è utile solo ed esclusivamente a se stesso. Come il turismo pedofilo nel terzo mondo, l'evasione fiscale da noi è nè più nè meno che uno spregevole schiaffo alla miseria (e non dirmi che non ci sono i poveri, anche da noi). E il benessere collettivo non si ottiene dando ad alcuni la licenza di arricchire alle spalle del prossimo. Basta pensare anche solo a quanti laboratori didattici nelle scuole, a quanti posti letto ospedalieri e a quante palestre si possono pagare con un solo yacht. E non mi dire che la maggioranza dei proprietari di yacht non è frutto di evasione.

    ''per tutta la parte "market" della vita sociale''

    Qui sospetto che ci sia una contraddizione in termini: se è 'market' non è 'sociale'. Senza invocare il marxismo, anche il 'terzo settore', il volontariato, è 'no profit'.

    ''la sua misurazione pone qualche serio problemino''

    Sì, come per la costante di Planck: è piccolina e difficile da misurare, ma prova a farne a meno e crolla tutta la scienza :-)

    ''con i soldi degli evasori magari vengono finanziati i consumi o gli investimenti''

    Mai vista, nemmeno nei miei sogni più sfrenati, una fabbrica o una università fondata sull'evasione fiscale. (Semmai, come in USA, si possono fondare sulle detrazioni fiscali, che sono una cosa completamente diversa perchè presuppongono l'assenza di evasione). Un cardinale genovese, Siri, diceva che è più facile trovare i soldi per comprare BOT che per aprire una fabbrica. Da buon genovese, aveva ben capito cosa significa la differenza fra borghesia imprenditorialeborghesia compradora.

    ''esiste un serio problema di utilità sociale della spesa pubblica''

    Questo è verissimo. Con un Eurofighter di meno avremmo i soldi per gli autobus di una grande città. Ma non si butta via il bambino con l'acqua sporca. Dove il privato sostituisce il pubblico, come nelle ferrovie inglesi e la sanità lombarda, il costo pro capite esplode perchè il fine ultimo legittimo non è più il servizio al cittadino ma il profitto dell'investitore (e i vecchietti lombardi pensano bene di farsi ricoverare negli ospedali pubblici della Liguria, così che in Liguria la sanità pubblica è in affanno). Un mio amico vicedirettore sanitario di un'ospedale pubblico genovese mi diceva qualche tempo fa: 'prova un po' a farti fare un'appendicite in una clinica privata lombarda a fine novembre, quando i soldi della Regione Lombardia per le appendiciti nell'anno fiscale sono finiti…'

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  15. utente anonimo says:

    x Andrea

    perfetto

    basta moltiplicare per -1 TUTTO quello che hai scritto e sono d'accordo

    Francesco

  16. PinoMamet says:

     "l'evasione fiscale da noi è nè più nè meno che uno spregevole schiaffo alla miseria"

    Non saprei, a dire il vero credo ci sia una serie di categorie di piccoli(ssimi) "imprenditori" per i quali una moderata evasione fiscale è quasi un modo per sopravvivere.
    Altrimenti chiudono bottega (io riporto solo cose sentite e strasentite qua, poi non so).

    E che hanno votato Berlusconi a naso tappato dopo la politica fiscale del governo Prodi, sentita (ambasciator non porta pena) come oppressiva e ingiusta.

    Del resto, pagare le tasse è cosa buona e giusta, ma- Franceco mi correggerà se sbaglio- la dottrina della Chiesa cattolica afferma che è anche giusto non pagare tasse inumanamente gravose e ingiuste.

    "Ma cosa vuole cacciare, lei?"
    "Eh, non so… mi dica lei, cosa devo cacciare… e io caccio…"

    Premio a chi ricorda il film :-)

  17. PinoMamet says:

    "mentre coi soldi delle tasse viene pagata la Dandini o il Cinema Italiano"

    sempre meno, Francesco, sempre meno…
    (almeno per il cinema, poi la Dandini non so).

    E non è necessariamente un male!!

  18. utente anonimo says:

    Per PinoMamet #16

    ''piccoli(ssimi)''

    Come al solito dobbiamo lavorare sul lessico -o, per dirla meno pulitamente, non confondiamo la m…a con la cioccolata.

    Tanta gente -ne conosco anch'io- ha una partita IVA ed è strangolata dall'assurdo per cui l'IVA sulle forniture fatturate la deve pagare al fisco strettamente entro i termini stabiliti quando il pagamento effettivo dal cliente lo riceve magari dopo 120 giorni. Basterebbe poco, forse, per risovere la faccenda: a) o accogliere la proposta pannelliana di cancellare il carattere 'ultimativo' delle scadenze dei pagamenti allo Stato estendendo anche a tali pagamenti il carattere 'indicativo' delle scadenze dei pagamenti dello Stato ai privati b) e/o rimandare il pagamento dell'IVA al fisco fino al momento in cui si ricevono i soldi dal cliente. Nella situazione attuale i privati in questione devono farsi anticipare i soldi dalle banche per pagare le tasse, e in questa maniera lo Stato si fa mallevadore di una vera e propria usura generalizzata (di fatto, se non di nome; basti pensare ai costi sulle commissioni) che non considero moralmente meno condannabile dell'evasione fiscale stessa. 

    Ma in Italia al fisco il reddito medio del gioielliere o del ristoratore risulta inferiore al reddito medio del metalmeccanico. Quest'ultimo è cornuto e mazziato: non solamente paga le tasse anche per chi non le paga, ma al momento di mandare i figli all'asilo comunale si ritrova davanti in graduatoria il figlio del gioielliere che risulta nullatenente. Proprio fra i miei conoscenti sono venuti fuori casi clamorosi dopo la benemerita iniziativa di Visco di pubblicare i redditi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  19. utente anonimo says:

    x Andrea

    benemerita una cavolo

    Visco non era Striscia la Notizia, aveva i mezzi e il dovere di inchiodare i ricchi evasori alle norme sul pagamento delle tasse

    io Visco lo vorrei sempre nel mio governo autocratico d'Italia

    però un paio di cose non le deciderebbe MAI

    1) le aliquote fiscali

    2) la spesa pubblica

    come esattore mi va benissimo

    ciao

    Francesco

  20. utente anonimo says:

    Per Francesco #19

    Sì, è vero, Visco si sarebbe dovuto muovere all'inizio del mandato del governo, non all'ultimissimo giorno. Ma quello non era un governo fatto di soli Comunisti, e di cio' paghiamo ancora oggi tutti quanti le conseguenze.

    Ciao!

    Andrea DI Vita

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