I piccioni senza zampe di Oukasha

Riporto per intero un breve post dal blog di Khadija Britel, la moglie di Abou Elkassim Britel, cittadino italiano rapito otto anni fa in Pakistan, scomparso,  riemerso in Marocco, incarcerato, abbandonato.

Khadija va a visitare il marito, nel carcere di Oukasha.


I piccioni senza zampe di Oukasha

I PICCIONI SENZA ZAMPE DI OUKASHA

Malfermi, le zampe imbrigliate da fili sbiaditi i piccioni cercano senza sosta un equilibrio.

Stanno di casa nell'edificio degli "islamistes", sotto il tetto li' dove ci sono le segrete, compagni dei torturati. Alle sbarre resti di abiti consunti da sole, vento e pioggia, dimenticati come i loro proprietari. Ombre e stracci sfilati.

Piccioni che spiccano il volo e si legano per sempre le zampe, i più infelici se le amputano.

Al piano di sotto Kassim e i suoi compagni cercano di catturarne qualcuno. Poi con pazienza li sciolgono da quei fili.

Ritornano a volare, chi con qualche cicatrice, chi per sempre monco, vivi malgrado tutto.

Durante il nostro breve colloquio Kassim racconta con voce piana e pare parlare di sé.

Ancora una volta non so come sollevarlo dall'ingiustizia e dal dolore di ogni suo giorno.

 

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