Sionisti sfigati

Minacce e risate

Tra i commenti su Indymedia Toscana, un certo Roberto della Rocca con la solita prepotenza, parlando a nome di imprecisate “comunità ebraiche”, ordina la rimozione da Indymedia di un articolo  di Sergio Cararo che non dice nulla contro gli ebrei, ma critica vigorosamente Israele. Scrive tra l’altro Roberto della Rocca:

“Perciò vi avviso per un ultima volta, eliminate questa serie di articoli se non volete ritrovarvi “indymedia” con guai legali sino al collo.”

Da godersi, la spietata stroncatura che di Roberto della Rocca fa Io Non Sto Con Oriana.

La combinazione perdente

Come sapete, l’efficienza israeliana è in caduta libera. Mica solo in alto mare: anche nei media italiani, hanno fatto ricorso di nuovo alla combinazione perdente.

E cioè:

il San Marino dei quotidiani, L’Opinione, quello che nessuno ha mai visto se non ripreso in rete.

Dimitri Buffa, il giornalista più sfigato d’Italia.

Miriam Bolaffi, che fino a prova contraria, non esiste.

E Secondo Protocollo, che quando esiste, si riunisce da solo nel locale Pizza Up. Ecco cosa scrive, infatti, Dimitri Buffa sull’Opinione di ieri:

“vogliamo dire qualcosa su questa pseudo ong umanitaria turca che ha organizzato la provocazione prima e la tragica trappola poi?

Basta leggere cosa scrive la cooperante Miriam Bolaffi per Secondo Protocollo, onlus che si concentra sul monitoraggio alle ong europee in Medio Oriente e in Africa, per capire tutto.”

Il grande complotto dei semiti trionfa

Poi ci sarebbe Deborah Fait, che svela il gioco di quei barbuti semiti dei palestinesi:

“Quanto potere hanno i palestinesi?
Quanta invidia hanno i palestinesi?
Quanto odio hanno i palestinesi?
Spruzzano veleno sul mondo intero e il mondo li adora e si prostra ai loro piedi.
Il mondo obbedisce ai loro ordini.”

Mossa sbagliata, Deborah. Che se quelli del PdL cominciano a pensarlo anche loro, diventano filopalestinesi di corsa.

La bambina rubata

Questa poi è vecchia, ma riguarda comunque Gaza.

A gennaio, il giornalista palestinese Khalid Amayreh è andato sul sito di Haaretz, cercando un articolo in archivio.

E ha trovato questo:

Sionisti sfigati

E cioè, a sinistra la foto di una bambina palestinese che piange ai funerali di un parente ucciso durante l’attacco israeliano del 2009.

E a destra, la pubblicità di un’agenzia non profit israeliana, Meir Panim, che dà da mangiare tutti i giorni a migliaia di cittadini israeliani. A sentire loro, un bambino israeliano su tre patirebbe la fame, altroche deserto che fiorisce.

Meir Panim ha sedi a New York, a Londra, a Ginevra, a Parigi e altrove.

E guardate quale immagine usano per commuovere i donatori. Madoff almeno manipolava l’avidità, ma non la compassione.

Allegria

Infine, un momento di allegria. Qui potete vedere gli spensierati studenti della Ben Gurion University, che festeggiano la strage. Dimenticavo – normalmente, tutte le manifestazioni politiche sul campus sono vietate.

Notiziario

Non dimenticate di seguire il notiziario, che cerco di aggiornare per quanto possibile. In particolare, per ciò che riguarda i prigionieri italiani appena rilasciati.

Il rientro degli italiani

MO: BLITZ; ITALIANI A ISTANBUL, ‘RAPITI E PICCHIATÌ /ANSA IL RACCONTO DEGLI ATTIVISTI: ESPERIENZA DURA MA PRONTI A TORNARE (dell’inviata Benedetta Guerrera) (ANSA) – ISTANBUL, 3 GIU – Un sacchetto per il vomito di quelli che ti danno sugli aerei, una bandana blu, due pacchetti di sigarette vuoti, due batterie per la telecamera, ma senza telecamera.

È tutto quello che è rimasto a Manuel Zani, videomaker di 30 anni, dopo il blitz israeliano contro il convoglio di attivisti filo-palestinesi diretti a Gaza. Al suo arrivo a Istanbul questa notte, insieme con gli altri cinque attivisti italiani – Angela Lano, Giuseppe Fallisi, Ismail Abdel Rahim Qaraqe Awin e Marcello Faracci – Zani, il più giovane del gruppo, è più arrabbiato che provato: «Avevo con me 10mila euro di attrezzature – racconta all’ANSA – le hanno sequestrate, chissà se le riavrò mai indietro».

Un’esperienza dura quella che ha vissuto insieme con gli altri connazionali: prima l’assalto alla nave su cui viaggiavano, la ‘8.000’, poi l’arresto e la permanenza in prigione. «L’assalto dei soldati israeliani che si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava una scena di ‘Apocalypse now»’, racconta citando il film di guerra di Francis Ford Coppola. Ora che è arrivato in Turchia, Zani si dice «sollevato», ma «in Israele non ci torno neanche morto».

Sollevato, ma visibilmente più stanco, è il tenore Giuseppe Fallisi, 50 anni. Nei suoi occhi, ancora un velo di paura e incredulità per ciò che ha visto e sentito sulla sua pelle: «Siamo stati picchiati dalla polizia, prima sulla nave dai militari e poi ancora poco fa all’aeroporto di Tel Aviv», racconta. «Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo averci picchiati mandavano i medici a visitarci».

Chi, invece, pur essendo molto provata dall’esperienza, non vuole denunciare le violenze subite e ribadire invece le motivazioni profonde che l’hanno portata sul quel convoglio è la giornalista torinese Angela Lano, 47 anni: «Siamo stati rapiti – si sfoga -, sia sulla nave che in prigione, dove non avevamo nessun tipo di diritto: non potevamo fare telefonate, chiamare i nostri avvocati. Sono anni che mi occupo di Palestina. A bordo non c’erano terroristi. Solo persone normali, disarmate armate solo del loro corpo», prosegue.

E c’è chi, a solo pochi minuti dal suo rilascio, già pensa al prossimo viaggio. Come l’italo palestinese Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin: «Abbiamo fatto questo sacrificio per la gente di Gaza – dice con rabbia -, per quel milione e mezzo di palestinesi che sono in galera. Vogliamo farlo ancora. Vogliamo che il governo italiano e di tutto i Paesi del mondo capiscano. Basta con il silenzio: end the siege on Gaza».

Dei cinque italiani arrivati stanotte ad Istanbul, Manuel Zani dovrebbe rientrare in Italia in mattinata con un volo per Roma, altri tre con un volo per Milano, mentre un quarto sarebbe in partenza per il Belgio. Il sesto italiano fermato nel blitz israeliano, Manolo Luppichini, dovrebbe partire da Tel Aviv, anche lui in mattinata, direttamente per l’Italia. (ANSA). GUE 03-GIU-10 05:24 NNN

MO: BLITZ; ITALIANI, FERMI 12 ORE IN AEREO A TEL AVIV (3) (ANSA) – ISTANBUL, 3 GIU – «Siamo saliti in aereo a Tel Aviv alle 12 e siamo partiti per Istanbul all’1 di notte: sono state 12 ore interminabili», racconta l’attivista Angela Lano, in partenza per l’Italia da Istanbul dopo il rilascio da parte di Israele in seguito al blitz contro la flottiglia filo-palestinese. «Tra l’altro – continua la giornalista torinese – non avevamo con noi nessun oggetto personale: durante il blitz ed al porto di Ashdod ci hanno sequestrato tutto, dicendoci di prendere con noi solo documenti d’identità e medicinali». «Nel carcere sono stata in cella con altre tre donne: un’ebrea, una cristiana ed una musulmana. C’era una grande armonia tra noi – racconta la Lano -, perchè avevamo tutte gli stessi obiettivi». (ANSA). GUE/MNE 03-GIU-10 06:19 NNN

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0 Responses to Sionisti sfigati

  1. piadellamura says:

    sempre interessante leggerti.

  2. kelebek says:

    Però l'ultima di Fiamma Nirenstein è eccezionale:

    "ma non stiamo parlando della battaglia compiutasi, purtroppo con nove morti, fra gli attivisti armati della nave Marmara e le forze israeliane che cercavano di condurre il convoglio carico di beni e di personaggi non identificati a Ashdod per evitare che fossero consegnati a Hamas doni esplosivi adatti a continuare, fino a Tel Aviv, il lancio di seimila missili in territorio israeliano"

    A ròta, come dicono a Roma.

    Miguel Martinez

  3. Invece la Nirenstein ha detto una cosa molto interessante.
    Ha detto che nonostante la striscia di Gaza sia stata ripassata come un tappeto ai tempi della Piombo Fuso, e nonostante i tre anni e mezzo di embargo ed assedio punteggiati di bombardamenti, Hamas detiene ancora seimila missili in grado di colpire fino a Tel Aviv.
    C'è da credere che Tsahal' e Mossad stiano perdendo colpi di brutto, sul serio.

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