Youness Zarli inizia lo sciopero della fame

Youness Zarli inizia lo sciopero della fame


Youness Zarli, un ragazzo marocchino, immigrato in Italia ancora minorenne, lavoratore, sposato con un'italiana. E curiosamente diventato campione italiano di light contact.

Nel 2005, messo su un aereo ed espulso dall'Italia con l'accusa di imprecisate "relazioni" con imprecisati elementi dell'"integralismo islamico". Senza diritto di difesa.

Incarcerato in Marocco, processato, assolto, ritorna in Italia con tanto di visto consolare e viene di nuovo espulso per aver violato il decreto di espulsione.

La famiglia si trasferisce a Casablanca. Qualche settimana fa, qualcuno suona alla porta, Youness scende e non ritorna.

Solo dopo giorni, si scopre che Youness – che adesso ha un figlio di due anni – è stato rinchiuso nel carcere di Salè a Rabat.

Il 31 maggio ha iniziato lo sciopero della fame, per denunciare la sua interminabile vicenda.

Qui c'è un blog dedicato alle sue vicende.

Chiedo scusa alla famiglia e a chi mi ha chiesto di dire qualcosa, se scrivo solo adesso. Ma credo che sia urgente costituire un gruppo di lavoro e documentazione su tutti questi casi di soprusi legali in nome della "guerra al terrorismo". C'è intanto da documentare tutti i casi; da scrivere la storia di ciascuno; da capire come le persecuzioni siano coordinate tra di loro in tutta Europa e anche nel resto del mondo; capire come siano stati costruiti i teoremi con cui si arriva a distruggere le vite di persone per le loro presunte "relazioni" o idee.

E poi fare informazione su tutto questo.

Lo so che per molti, quello che succede a qualche immigrato è quasi irrilevante. Bene, non lo è, perché qui si stanno minando proprie gli aspetti migliori della cosiddetta civiltà occidentale.

Come giustamente scrivono Marino Badiale e Massimo Bontempelli in Civiltà occidentale. Un’apologia contro la barbarie che viene:

 “Il fenomeno al quale assistiamo oggi è quello dell’Occidente che distrugge la civiltà occidentale. Occorre quindi combattere la barbarie dell’Occidente per salvare i valori della civiltà occidentale…” 

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