Vittorio Zucconi o il giornalismo come urlo

Io curo un piccolo blog, in cui nel mio tempo libero esprimo alcune mie riflessioni inutili e molto di parte. Nel farlo, cerco comunque di rispettare due principi: far capire di cosa sto parlando e non ululare insulti. Già ho pochi lettori, ma se non facessi così, mi troverei meritatamente a leggermi da solo.

Vittorio Zucconi invece è un signore che viene pagato, sicuramente bene, esclusivamente per spiegare a qualche milione di persone al giorno (tra acquirenti e lettori a sbafo di Repubblica, più frequentatori del sito) cosa succede nel paese più potente del pianeta, cioè gli Stati Uniti.

Sul sito di Repubblica troviamo oggi un articolo di Vittorio Zucconi  in cui racconta dell'approvazione da parte del Texas Board of Education di un documento in cui questo grande stato definisce le linee guide dei libri di testo in materia di social studies e storia.

Il documento contiene una serie di emendamenti imposti dai repubblicani: l'esclusione di certe proposte provenienti dagli ambienti ispanici; l'inserimento nel curriculum di alcuni dati veri, ma che nella manipolazione generale della storia fanno più comodo ai repubblicani che ai democratici (come l'inserimento dei liberisti Milton Friedman e Von Hayek accanto a Adam Smith e Marx tra gli economisti da studiare o lo studio delle "estremiste" Pantere Nere accanto al non violento Martin Luther King); il riconoscimento del ruolo della religione nella fondazione degli Stati Uniti; e l'uso del termine edulcorato free market economy invece di capitalism.

Gli Stati Uniti vengono definiti – peraltro correttamente – una "repubblica costituzionale" piuttosto che una "democrazia". Nel parlare poi di droga, bulimia, anoressia e violenza sessuale, si dovrà sottolineare anche l'importanza delle scelte personali, accanto ai fattori sociali. Assolutamente discutibile, poi la scelta di sostituire lo studio delle idee di Thomas Jefferson con quelle di Tommaso d'Aquino e Calvino. Il cristianesimo, in particolare nella sua versione calvinista, ha certamente svolto un ruolo determinante nella cultura statunitense, ma è probabile che Tommaso d'Aquino sia stato tirato dentro solo per accontentare l'elettorato cattolico del Partito Repubblicano.

Tutto questo punta in maniera sottile a rafforzare il tipo di cultura che ispira gli elettori del Partito Repubblicano e – come tutte le scelte storiografiche – è ampiamente criticabile, ma non c'è nulla di particolarmente rivoluzionario: non vengono toccati temi come l'aborto, la razza, l'evoluzione.

Il modello verso cui si mira è in sostanza quello di un paese senza troppi senza di colpa, resa forte dall'unione tra  liberi individui creativi e vaghi valori religiosi "giudeocristiani"; una società multietnica ma non multiculturale. Qualcosa insomma di tipicamente americano.

Vi spiego tutto questo, perché i lettori di questo blog meritano un trattamento migliore dei lettori di Repubblica. Ai quali Vittorio Zucconi non spiega affatto cosa è successo. Dopo quella che deve essere stata un'abbondante bevuta di whisky, grida una serie di cose composte, di cui vi presento una breve antologia:

"Si spegne qualche luce, nelle aule scolastiche di un grande stato americano in rivolta contro l'età dei Lumi e della ragione, addirittura contro la propria storia. Reazionari e oscurantisti di tutto il mondo unitevi... è partita la grande contro-rivoluzione culturale… Il grande balzo revisionista all'indietro... una storia riveduta e scorretta dal fanatismo ideologico rigurgitato dal ventre dell'America arrogante e confusa che, come tutte le società spaventate dai tempi, cerca rifugio nelle grotte del passato e nell'adorazione dei propri immaginari totem tribali…. Un tornado di follia passatista e a tratti ridicolmente ideologico… il vento di rancori e le divisioni ideologiche di parte… i bambini dovrà essere inculcata l'idea che la "separazione fra Stato e Chiesa" è una bisecolare invenzione della sinistra anti-cristiana e negatrice… i repubblicani decisi al lavaggio dei piccoli cervelli nelle scuole…. neo-polpottismo rieducativo… la Grande Marcia all'Indietro… "Il futuro per i bambini del Texas è divenuto se non più oscuro, certamente più  oscurantista."

In uno dei pochissimi casi in cui Vittorio Zucconi afferma qualcosa di concreto, capisce poi esattamente il contrario. Come anche il titolista, che strilla qualcosa a proposito di "svolta neocon", come se i neocon c'entrassero qualcosa con queste polemiche casomai tipiche del conservatism statunitense.

Tradizionalmente, in inglese di dice BC, Before Christ, e AD, Anno Domini, per calcolare gli anni. E' sottinteso che chi usa questi termini riconosca la trascendente importanza di Cristo e lo senta come proprio Dominus o signore.

Per questo, i testi più laici e politicamente corretti preferiscono oggi usare i più neutri BCE, Before Christian Era, e CE, Christian Era: una constatazione oggettiva che tale è l'era definita dai cristiani, senza l'obbligo di condividerne la fede. Ma soprattutto vuol dire, Before the Common Era e Common Era, ossia – in traduzione italiana – a.e.v. e e.v., avanti era volgare ed era volgare. Iniziali che troverete tanto in scritti evoliani-neopagani quanto in scritti ebraici in lingua italiana.

La riforma texana accetta questa scelta, anche se presumibilmente più per non alienarsi la simpatia degli elettori ebrei che per laicismo. Ma Zucconi stravolge così i fatti:

Il calendario, che oggi si calcola in anni BC, Before Christ, e A. D. Anno Domini, va riscritto come B. C. E. e C. E., dove la E sta per "Era", prima e dopo l'Era Cristiana per accrescere l'effetto, anche se la maggioranza dell'umanità nell'era cristiana non si riconosce. Ma il Taxa [sic], per i texani, è il mondo."

Il bello è che io sarei anche in gran parte d'accordo con chi critica questa riforma.

Ma questo blog islamonazicomunista ci tiene a distinguersi da certi compagni di viaggio estremisti e confusionari. Come Vittorio Zucconi.

L'Internazionale dell'Odio ha una reputazione di serietà da difendere.
 

Vittorio Zucconi o il giornalismo come urlo

Vittorio Zucconi con un appassionato lettore di Repubblica

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23 Responses to Vittorio Zucconi o il giornalismo come urlo

  1. utente anonimo says:

    Io sapevo che C.E. e B.C.E. stavano per "common era" e "befor common era".

    Zucconi sta al giornalismo come Dan Brown sta ai libri di Storia.
    Per quanto riguarda i deliri sul "lavaggio dei piccoli cervelli" e il "neo-polpottismo rieducativo", non resisto, e commento così:

    http://www.youtube.com/watch?v=Qh2sWSVRrmo

    Rock & Troll

  2. utente anonimo says:

    Io sapevo che C.E. e B.C.E. stavano per "common era" e "befor common era".

    Zucconi sta al giornalismo come Dan Brown sta ai libri di Storia.
    Per quanto riguarda i deliri sul "lavaggio dei piccoli cervelli" e il "neo-polpottismo rieducativo", non resisto, e commento così:

    http://www.youtube.com/watch?v=Qh2sWSVRrmo

    Rock & Troll

  3. kelebek says:

    Per Rock & Troll

    Infatti non avevo elaborato bene il concetto, per mancanza di tempo. Adesso ho riscritto il pezzo, con un riferimento anche all'Italia.

    Grazie

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    Noi teocon lo si sospettava già, di Vittorio Zucconi

    diffonderò il link all'articolo, a riprova

    ciao

    Francesco

  5. utente anonimo says:

    sono anni che vittorio zucconi fa cabaret e non giornalismo…

    roberto

  6. kelebek says:

    Per roberto n. 4

    Trovo anche divertenti alcune cose che scrive Vittorio Zucconi; e probabilmente a grandissime linee, la pensiamo in maniera vagamente analoga su alcuni temi.

    Ma è interessante fare un confronto tra il linguaggio di Zucconi, sul più liberal dei quotidiani italiani, e quello dei giornalisti in regimi o movimenti totalitari.

    Credo che il Partito Marxista Leninista Italiano adoperi, di solito, un linguaggio più attento e pacato; e la retorica dei media fascisti era probabilmente meno carica di insulti gratuiti (si rifacevano però con pittoresche esaltazioni).

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Si potrbbe fare un dossier con tutte le fesserie e le esagerazioni di Zucconi. Sempre polemizzando contro non ricordo più quale iniziativa che considerava perbenista (cito a memoria), scrisse più o meno: "D'ora in poi non si potrà più dire 'hip hip hurrà', perché richiama le cosce". Vive da un'eternità negli States (dove mi pare si parli inglese) e ancora confonde le cosce coi fianchi…
    Saluti da Marcello Teofilatto, che su richiesta può fornire indicazioni più precise (sull'articolo, non sull'anatomia. Di queste ultime mi auguro non abbiate bisogno).

  8. utente anonimo says:

    A me personalmente non mi piacciono questi americani neocon, ma il discorso di Zucconi e totalmente cretinesco ed e pieno di inesattezze fattografice e di  sciocchezze. Nient' altro che uno scontro tra due varieta del politicamente corretto. Zucconi mi sembra appartenga ad una certa setta di "neocon laicisti".

    Ma niente di nuovo: l' essenza di tutta la politica moderna consiste nel forzare la gente di scegliere tra "falsi opposti" (destra/sinistra, laicisti/teocon ecc).

    Athanasius

  9. utente anonimo says:

    miguel (5)
    pure io lo trovo divertente ma, a prescindere dal linguaggio, ridicolo come giornalista.
    prova a guardare la rubrica che tiene su repubblica on line e vedi quante volte scrive "io non capisco nulla di economia/diritto/fisica/geometria ecc." come caveat alle sue frescacce!

    (ad onor del vero è un vezzo piuttosto diffuso in italia quello di premettere ad ogni discorso "io non capisco nulla della cosa che sto per commentare")
    roberto

  10. piadellamura says:

    non conosco Zucconi e non amo la politica, cerco di non leggere quotidiani e guardare tg entrambi mi mettono ansia.

  11. kelebek says:

    Per Pia n. 9

    Non è una posizione insensata, e hai colto un punto fondamentale: i media mettono ansia perché sono congegnati per mettere ansia. Che però è spesso l'ansia che l'acquirente stesso desidera.

    Insomma, la gente vuole un eccitante miscuglio di traumi e miracoli. E fai benissimo a tenertene alla larga.

    D'altronde anch'io evito accuratamente di ammettere a casa mia televisori e affini.

    Miguel Martinez

  12. PinoMamet says:

    "ad onor del vero è un vezzo piuttosto diffuso in italia quello di premettere ad ogni discorso "io non capisco nulla della cosa che sto per commentare"

    roberto

    Beh, da un lato l'ammissione di ignoranza è un fatto socraticamente positivo, dall'altro nasconde la pretesa di saper risolvere ogni cosa con il tremendo "buon senso" (che è un po' l'equivalente del gesto della forchetta all'estero: "ok, tutto bello: ma, un posto dove farsi due spaghetti?")

    Non preoccuparti, sia "buon senso" che "gesto della forchetta", roba da provinciali consci del loro provincialismo, stanno scomparendo nelle nuove generazioni, sostituiti non già dalla cultura, ma da un'ignoranza assai più arrogante.

    Non parlo solo degli ignorantoni che "in due giorni ho visto tutta Parigi: la Tour Eiffel, il Buddha Bar, la tomba di Jim Morrison", che alla fine mi sono anche simpatici.

    Ma di fronte a certi nerd convintissimi di avere nella loro disciplina (di solito scientifica, è un loro vizio specifico) – nella quale peraltro non si ricordano loro innovazioni o scoperte degne di nota-  la chiave di interpretazione di tutto lo scibile umano, da Dio alle regole del calciobalilla, e che perciò dovrebbero senza indugio essere eletti dittatori del cosmo, rimpiango tranquillamente gli Zucconi.

    Ciao!

  13. utente anonimo says:

    Pino,
    d'accordissimo sull'ammissione d'ignoranza socratica (e pure sul resto), quello che mi urta è che dopo l'ammissione d'ignoranza segua immancabilmente la frase"ma ho la soluzione in tasca" (sott'intendendo: "io si che so' furbo mica come quei cretini che si rovinano gli occhi sui libri che tanto so' tutti inutili").

    per tornare a zucconi, un giornalista senza umiltà scientifica, senza curiosità intellettuale ma che vive del gusto di una battuta è come un calciatore che si scoccia di sudare.

    roberto 

  14. kelebek says:

    Per PinoMamet e Roberto

    il tremendo "buon senso" (che è un po' l'equivalente del gesto della forchetta all'estero: "ok, tutto bello: ma, un posto dove farsi due spaghetti?")

    un giornalista senza umiltà scientifica, senza curiosità intellettuale ma che vive del gusto di una battuta è come un calciatore che si scoccia di sudare.

    Da incorniciare

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Io capisco poco di molti dei temi trattati in maniera così dotta su questo piccolo blog dai pochi lettori ma mi impressiona leggere così tanti bei galletti (il riferimento è speculare alla gallina-gallo: lettrice-lettore di giornale di cui alla foto pubblicata), che chissà se mi leggono ancora mentre scrivo (in tempo reale dico).
    Visto che sono tutti così ferrati in giornalismo a quando un bel post sul trattamento "stanza hollywoodiana"?
    Sarebbe così attuale in tempi di elogio alla privacy, "lavaggio dei piccoli cervelli", "neo-polpottismo rieducativo".
    ciao!
    f-l

  16. kelebek says:

    Per f-l

    Scusa la mia ignoranza, ma cosa è il trattamento da stanza hollywoodiana?

    Miguel Martinez

  17. utente anonimo says:

    Per Miguel 15:
    Pensa che mi pareva proprio che l'espressione fosse tua… usata in un post tanto tempo fa (ai tempi del "book sotto la doccia"): da un lato avevo apprezzato la "denuncia" del trattamento (anche se mi pareva ingiustamente – come sempre avviene – addebitato all'"abitatrice", la quale, viceversa, a quanto mi consta, ha più volte precisato di non avere mai deciso di vivere in una sala di montaggio permanente e itinerante e di provare in proposito notevole "disagio" [eufemismo]), dall'altro mi è sembrata un'esternazione un pò crudele, poichè non era affatto agevole (almeno per la sottoscritta) capire bene di cosa si stesse parlando, nè – soprattutto – come porre rimedio al lavaggio del piccolo cervello ad opera del neo-polpottismo rieducativo imperante.
    f.l.

  18. utente anonimo says:

    Se può stuzzicare la vostra curiosità a 'proposito di "calendarismo", qualcuno ha provato a immaginare cosa sarebbe successo  se né Gesù né Maometto avessero avuto mai seguaci :

    http://it.wikipedia.org/wiki/Romanitas

    … se facesseo il film sarebbe una figata, senza se e senza ma !

    Mauro

  19. utente anonimo says:

    Se può stuzzicare la vostra curiosità a 'proposito di "calendarismo", qualcuno ha provato a immaginare cosa sarebbe successo  se né Gesù né Maometto avessero avuto mai seguaci :

    http://it.wikipedia.org/wiki/Romanitas

    … se facesseo il film sarebbe una figata, senza se e senza ma !

    Mauro

  20. utente anonimo says:

    per Pia e Miguel: l' ansia evidentemente a qualcuno piace … se crea tanto mercato ! … No ?

    Mauro

  21. utente anonimo says:

    Mah, Zucconi lo leggo -saltuariamente – da anni, secondo me scrive piuttosto bene e in modo abbastanza accattivante. Certo non si può dire che sia un giornalista, se per giornalista intendiamo uno che scova e che dà notizie. Come per la gran parte degli inviati, il suo facile lavoro consiste nel leggere a colazione i giornali locali e di spacciare ai lettori italiani le identiche informazioni con un paio di giorni di ritardo.

    Di fatto, Zucconi appartiene all'eletta schiera (gerarchicamente superiore rispetto al semplice cronista) dei commentatori, ovverosia di quei professionisti dell'opinione pagati (in genere profumatamente) non per trovare notizie, ma per commentarle. Gli riconosco almeno di non atteggiarsi troppo a maitre a penser e la capacità di scrivere decentemente, per cui tendo a perdonargli il fatto di essere "figlio d'arte", in Italia sinonimo di raccomandato: suo padre era il democristianissimo Guglielmo, direttore della Domenica del Corriere e del Giorno. (Credo che, secondo la buona tradizione italica che tutti i commentatori come lui pubblicamente stigmatizzano sui giornali, anche sua figlia sia un'affermata giornalista.)

    Gli perdono meno l'onoreficenza di "Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana" (fonte: Wikipedia). Cosa avrà mai fatto di tanto meritorio? Da Wikipedia apprendo che Zucconi sarebbe stato uno degli scopritori dello scandalo Lockheed. Se è vero, tanto di cappello. Probabile che poi abbia campato di rendita su quel fatto.

    Ciò detto, la segnalazione degli spropositi zucconiani cosa vuole mettere in evidenza? La cialtroneria dei nostri "autorevoli" giornalisti (ma non vedo il tag corrispondente) o l'atteggiamento pavloviano di un certo pensiero laicista verso ogni manifestazione -reale o presunta- di conservatorismo religioso?

    ciao,
    Val

  22. utente anonimo says:

    Per #17 e #19

    ''Romanitas''

    Nulla di nuovo, credo. Anni fa Urania pubblicava le aventure del senatore Aquila, un capo pellerossa diventato senatore di una Roma imperiale che ha scoperto l'America. In un'altra avventura, pubblicata su una antologia pure di Urania, i Romani inducono gli exttraterrestri (definiti come 'Olimpici', in blasfema analogia con gli Dei dell'Olimpo) a rifiutare il contatto con una civiltà schiavista come quella dei Cesari.

    ''Zucconi''

    La figlia credo zucconeggi settimanalmente da Fazio. Lui scrive benino e fa begli articoli di costume, ma -come del resto lo stesso Montanelli ai suoi tempi- è digeribile solo da chi già la pensa come lui.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  23. utente anonimo says:

    letto

    moderatamente divertente

    ignora bellamente la religione, eppure nel secondo secolo i cristiani erano un fatto storico, doveva almeno "eliminarli" in qualche modo

    Zucconi sta a Montanelli come Nancy Brilli sta a Marylin Monroe, diciamolo

    Francesco

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