La Questione Statunitense

Ieri ho pubblicato un post sulla nomina di tre dirigenti della Raytheona funzioni chiave nell’amministrazione Obama.La Raytheon, ricordiamo, è un’impresa che da quasi settanta dei suoi quasi novant’anni di vita si dedica alla preparazione di tecniche sempre più ingegnose per uccidere sempre più esseri umani.

Uno dei tre dirigenti nominati da Obama, che nella Raytheon si occupava proprio di creare i più sofisticati sistemi di omicidio, è una transessuale.

Persino tra i commenti al mio post – alcuni di altissimo livello – si sente che è quest’ultimo dettaglio che colpisce di più.

Non so quanti abbiano letto le (diverse) Leggi di Parkinson, che – a differenza delle giocose ma infondate Leggi di Murphy – sono autentiche opere di sociologia. Tra i tanti episodi, Northcote Parkinson racconta della riunione del consiglio di amministrazione di una grande azienda, con due temi all’ordine del giorno: l’investimento della somma di dieci milioni di sterline (cito a memoria) in un fondo bancario speciale, e la costruzione di una nuova rastrelliera per le biciclette dei dipendenti nel parcheggio aziendale, per il valore di ottocento sterline.

Sul primo tema, ci capiscono qualcosa solo due partecipanti alla riunione: un signore che ha tutto da guadagnare dall’investimento e un altro che è contrario, ma sa che i presenti non potrebbero mai capire le astruse motivazioni economiche che lo rendono sconsigliabile.

L’investimento viene approvato quindi nel giro di pochi minuti, tra l’indifferenza generale. Sulla rastrelliera, invece, tutti hanno opinioni chiare, e si accende un acceso scontro tra sostenitori della bicicletta e sostenitori dell’automobile, che dura fino a notte fonda.

Chiaramente, per la maggior parte di noi, entità come la Raytheon sono del tutto misteriose. Oltretutto, è una società per azioni, dove i manager cambiano e i cui proprietari effettivi sono altri manager che gestiscono i fondi di innumerevoli milioni di anonimi investitori: non ci sono volti umani con cui identificare l’azienda.

Mentre è facile identificarsi, in un senso o nell’altro, in una vicenda come quella personale della Simpson. Mettendo da parte le persone direttamente coinvolte in cambi di genere (e che sono forse più numerose di quanto si pensi), l’investimento emotivo è forte per tutti. Da una parte, l’impressione che suscita il pensare a modificazioni o mutilazioni al proprio corpo e alla propria immagine; dall’altra, l’insofferenza verso i giudizi altrui sui fatti propri.

Ora, il sistema mediatico è congegnato in modo da rendere il prodotto-notizia interessanti per chiunque. Dove interessante significa due cose: la notizia deve essere immediatamente comprensibile e deve essere eccitante; e tutto ciò che ha a che fare con il corpo, il sesso e il genere è insieme comprensibile ed eccitante.

Già qui vediamo un fatto importante: una volta, lo Stato si reggeva in piedi perché aveva il controllo delle informazioni; perso questo controllo, il potere di definire i fatti è passato in mano all’industria mediatica. I politici, oltre a rendere conto al potere economico, sono costretti a rincorrere incessantemente i media: anche in Italia, le leggi si fanno ormai per “dare un segnale”, cioè per generare titoli al telegiornale.

Questa è una delle chiavi per capire una notizia come quella riguardante Amanda Simpson, e le stesse scelte di Obama, che ha avuto l’intelligenza di presentarsi come mito mediatico vivente e sorridente, all’interno dell’archetipo statunitense che stabilisce che chiunque può vincere alla lotteria.

Ragionare in questo modo è impopolare: sono matematicamente sicuro che ci sia qualcuno che stia borbottando, Kelebek non vuole schierarsi con (o contro) i diritti civili di Amanda Simpson. Ergo, Kelebek è un blog reazionario (o progressista), lo abbiamo smascherato!

Gli stessi commenti al mio post – che, come ho notato più volte, sono in genere a un livello molto alto – dimostrano come la questione dell’identità di genere della signora Simpson abbiano una forza di attrazione incredibile.

Ma questa forza di attrazione rende invisibile la realtà che c’è dietro. E rende incomprensibile anche la stessa questione personale della Simpson, ridotta al buon Obama/l’antisociale Obama che aiuta i discriminati/diffonde la perversione.

La Questione Statunitense – la prima questione dei nostri tempi – è resa invisibile dalla sterminata quantità di simpatiche notiziole a contenuto umano che producono gli Stati Uniti. Non perché gli abitanti degli Stati Uniti siano più umani di quelli del Ciad, ma perché gli Stati Uniti sono più mediatizzati, e i media sono tutto un cinema – come si dice – di volti e di personaggi.

Questa visione “umana” degli Stati Uniti nasconde la Questione Statunitense dietro illusioni come la presunta cattiveria della famiglia Bush, ampiamente promossa dai pacifisti.

La Questione Statunitense consiste, nella sua essenza, in un particolare sistema che si fonda sulla fusione inestricabile tra grandi investitori, imprese militare, esercito  e politica estera, e che Obama (qualunque siano le sue intenzioni soggettive) non può nemmeno pensare a intaccare.

Il potere politico assicura che il nucleo dell’economia statunitense sia costituito da un piccolo gruppo di imprese cui si garantisce da sempre insindacabili commesse statali, per cifre inimmaginabili. Le commesse vengono finanziate dallo Stato, non tramite impopolari tasse, ma attraverso il debito estero, che ha conseguenze gigantesche sul sistema mondiale. Un esempio: la Cina può arricchirsi con i soldi dei cittadini statunitensi, a patto che investa la rendita nello stesso sistema militare statunitense che la può annientare in ogni momento.

Solo una parte del sistema militare è costituita dalle spese ufficialmente denominate militari: l’autostrada costruita per servire una base militare, l’università privata finanziata affinché produca esperti di lingua araba da mandare in missione in Oriente, la deportazione delle popolazioni civili dalle zone dei poligoni nucleari, i  tecnici della Apple che si dedicano a sviluppare in contemporanea iPhone civili e militari, la costruzione di giganteschi sistema di controllo dell’immigrazione sono solo esempi di qualcosa che ci riporta sempre allo stesso giro di aziende.

Quel sistema produce unicamente mezzi di sterminio e di controllo e non ha altre finalità. E quindi, anche ammessa un’altissima percentuale di puro spreco, deve prima o poi sterminare e controllare.

Quel sistema, per perpetuarsi, ha bisogno di costanti emergenze planetarie, di un clima di perenne terrore e “reazioni preventive”. Il sistema funziona in parallelo con quello mediatico e quello accademico, nel paese di punta dei media e della ricerca; e quindi determina anche la maniera in cui noi in Italia percepiamo il mondo.

Quel sistema ha la potenza economica, mediatica, tecnologica e militare per decidere le sorti del mondo.

Tutta questa drammatica realtà ci viene svelata anche dalle nomine di Obama nei tre settori cruciali dell’esercito, del commercio e dell’Arabia Saudita.

E allo stesso tempo ci viene mascherata e resa invisibile dai fattacci personali e mediatici della signora Simpson.

Ma se non si comprende il sistema nel suo complesso, diventa incomprensibile anche il caso privato della Simpson, che viene invece spiegato con assoluta chiarezza nella citazione che compare in fondo al mio post, e che ripeto qui:

“nei prossimi dieci anni avremo bisogno di qualcosa come 30.000 o 40.000 nuovi dipendenti”, spiega Hayward Bell, il principale diversity officer della Raytheon. “Non ci possiamo permettere di respingere nessuno che sia dotato di talento”.

Già prevedono le crisi di cui avranno bisogno perché la nazione abbia bisogno di loro…

Questo non è un invito a fare il contrario dei tifosi di Obama, dicendo magari che l’emancipazione personale sarebbe una losca manovra del capitalismo. Internet, che mi permette di scrivere queste cose, è anch’esso un sottoprodotto del sistema militare statunitense e comunque è monitorato da quel sistema; ma questo non vuol dire che io sia un agente della CIA.

Però è un fatto che nel paese a capitalismo avanzato, si cercano individui e non i loro rapporti sociali: in alto, il “talento” per far funzionare la macchina, in basso il consumatore. Ne abbiamo parlato a lungo qui, trattando del concetto di Jeune-Fille.

Questo processo contemporaneamente permette maggiori libertà individuali e abolisce ogni forma di associazione su basi umane, con l’eccezione particolare della lobby.

Infatti, non possiamo comprendere il caso di Amanda Simpson, senza capire la struttura delle lobby in un paese costituito tutto da minoranze in perenne conflitto tra di loro, organizzate in corporazioni finalizzate a promuovere gli interessi dei propri associati. Storicamente, è dagli anni Venti ad esempio che i sindacati, assolutamente settoriali, sono organizzazioni che garantiscono ai propri iscritti (e a nessun altro) aumenti di stipendio e la difesa dal licenziamento. Oppure, la lobby dei pensionati, la singola lobby più potente del paese, che opera per assicurare il massimo rendimento agli investimenti dei fondi pensione. Le chiese etniche, ma anche le gang – spesso notevoli imprese finanziarie sul mercato alternativo – non sono diverse.

Anche le lobby gay operano pagando politici e scatenando i più potenti studi di avvocati, perché assicurino i diritti ai propri associati, al di fuori di ogni contesto di emancipazione generale. Le lobby devono solo assicurarsi di non pestare i piedi ad altre lobby: ecco che la lobby dei gay è contenta se vengono introdotti dei diversity officer nelle imprese che producono missili, e la lobby del petrolio sta attenta a non avere problemi con la lobby israeliana; la lobby dei pensionati assicura investimenti miliardari sia nel settore militare che in quello petrolifero; e la lobby mediatica – che è certamente più indipendente che da noi – permette la convivenza di tutti gli interessi.

Questo sistema è profondamente ideologico, ma non si percepisce come tale, perché si tratta di un’ideologia emotiva, priva di rigidezze strutturali: tutti devono esprimere lo spirito americano, con relativa bandiera.

Guardare questa realtà come sistema, senza tifare per buoni e cattivi, significa litigare con quasi tutti. Chi fa politica con le viscere, tanto a Destra quanto a Sinistra, grida, “ma tu ce l’hai con gli americani!“. Che è una pura e semplice menzogna, viste sia le mie origini personali, sia l’amicizia e la stima che mi legaNO a tanti ottimi esseri umani statunitensi. Ma chi giudica il mondo con le viscere è costretto a mentire, per far quadrare la sua realtà.

Credo che sia la cosa più importante che possiamo dal marxismo. Non inteso come una formula magica che permette a fanatici ottusi di spiegare tutta la realtà; né come una pseudoreligione progressista che legittima dei regimi politici. Ma come la volontà di andare alle cause delle cose e di cercare di capire il senso dietro i singoli fatti, senza moralismi ma con una radicale capacità critica.

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57 Responses to La Questione Statunitense

  1. controlL says:

    Ma chi accetta il sistema, su cosa si deve dividere se non sul significato politico che può avere quell’apertura d’obama a una transessuale nelle politiche sessuali?

    Notiziegay è un sito [anti]conformista e loda la nomina. I siti antigay sono altrettanto conformisti e la biasimano. Solo una mente antiforma del sistema, che non si conforma né per omologazione né per omologazione opposta, può andare oltre la natura sessuale di quella signora.p

  2. utente anonimo says:

    Intervento molto bello ma soprattutto illuminante, mi sono preso la libertà di segnalarlo sul forum di ComeDonChisciotte. Complimenti e saluti. :)

    Santos-Dumont

  3. utente anonimo says:

    "si sente che è quest’ultimo dettaglio che colpisce di più"

    Miguel,
    personalmente non è il dettaglio che mi colpisce *di più* è semplicemente che mi colpisce e penso che sia in se una cosa importante.

    credo che si tratti di due notizia su due piani diversi ma entrambi interessanti.

    notizia 1: una trans è nominata ad un incarico importante
    notizia 2: nell’ammisnistrazione usa ci sta gente che si è arricchita con le guerre

    se è vero che oscurare la notizia 2 è sbagliato, trovo altrettanto sbagliato oscurare la notizia 1 (soprattutto pensando che in altri posti del mondo la signora simpsons starebbe nel migliore dei casi su un marciapiede e nel peggiore attaccata ad una forca)

    è un po’ come dire nel ristorante x si mangia da dio ma trattano da schiavi i camerieri. magari gli schiavisti non mi stanno simpatici e non andrò mai nel ristorante x, ma se qualcuno mi chiede "come si mangia" la risposta è "benissimo", non "sono degli schiavisti"

    roberto

  4. PinoMamet says:

    Non ho idea del tipo di reazioni che possano essersi scatenate negli Stati Uniti alla notizia,

    ma mi viene da pensare che siano di tipo tutto sommato diverso, e non di poco, da quelle che ci sarebbero state in Italia.

    Naturalmente non mancheranno da loro quelli che diranno "che schifo dove andremo a finire", come anche i "com’è bello era ora".
    Ma non credo che questi due gruppi siano altrettanto polarizzati, e monopolizzatori dell’argomento, come sarebbero in Italia.

    Gli Stati Uniti si presentano, nella loro stessa propaganda
    (alla quale gli statunitensi in maggioranza aderiscono; differenza principale che hanno con gli italiani, che in maggioranza tendono a rifiutare per istinto la propria propaganda nazionale) come "Il Paese della Libertà", perciò il dibattito penso che lì sia:
    1- più ristretto: una persona transessuale ha la "libertà" di ottenere un incarico importante, perché no?
    2- diverso; ci si chiederà se sia giusto AIUTARE una minoranza a ottenere la sua libertà, e non se questa debba essergli garantita (in effetti, non è garantito proprio niente, se quello che uno riesce personalmente a ottenere).

    Diverso anche il contesto religioso che sancisce ciò che, aldilà del "giusto", è "decente" e non "osceno"; qui da noi è la Chiesa Cattolica, da loro un insieme di chiese in libera concorrenza con opinioni anche opposte, e che perciò, a parità di risorse economiche, si annullerebbero a vicenda in termini di influenza.

    In questo senso, Il Transessuale, marchio registrato, manda lo stesso messaggio che manda Il Negro, cioè, "guardate come siamo liberi!"

    ma dire "guardate come siamo liberi", a scanso di equivoci, significa là una cosa assai diversa che da noi, e soprattutto non significa "guardate come siete liberi VOI".
    Quindi il Transessuale, eletto al posto di potere, significa tante altre bombe "liberatorie" sui transessuali del resto del mondo.

    Ciao!

  5. PinoMamet says:

     A proposito dell’ "ognuno è libero di vincere la lotteria", e anche del sistema "propagandisco" liberamente elastico, organico e funzionalissimo adottato dagli americani, segnalo la peraltro gradevolissima
    "My name is Earl".

    Ciao!

  6. PinoMamet says:

     Anzi, scusate se rubo spazio,
    ma anche se non c’entra niente faccio una brave analisi della serie televisiva "My name is Earl", alla quale un amico si è appassionato e perciò ho visto tutta in lingua originale.

    Trama:
    uno sbandato che vive di espediente e furtarelli insieme al fratello mezzo ritardato (con ex moglie che ora vive con un nero, amicone del protagonista, dopo aver fatto credere al protagonista di essere stata messa incinta da lui, mentre il figlio che nascerà sarà nero…)
    vince per caso al Gratta e vinci una cifra elevatissima. Però perde subito il biglietto e viene investito da un’auto, finendo all’ospedale.
    Apprende da un programma televisivo dell’esistenza del karma, e convintosi che le sue sfighe siano frutto delle cattive azioni passate, redige una lista di tutte le azioni a cui porre rimedio, insieme al fratello scemo, alla moglie burina e al nero barista-ristoratore-agente CIA.

    Elementi presenti di propaganda "new school":
    tutti possono farcela, l’illuminazione è nascosta nelle piccole cose (TV), inno ai "perdenti" e ai marginali (prostituta con quoziente intellettivo elevatissimo, freaks ecc.) e alla parità razziale (neri, bengalesi, immigrati africani e soprattutto ispanici figurano con grande frequenza);
    e, grande novità, anche i lavori non al top (commesso dei grandi magazzini ecc.) possono essere gratificanti e rappresentare "il successo".

    Insomma, benché la serie apparentemente non mostri nessun elemento di propaganda classico, è in realtà un inno al sogno americano e al sistema statunitense, basato sulla capacità individuale e una buona dose di culo.

    Ciao!

  7. utente anonimo says:
  8. utente anonimo says:
  9. utente anonimo says:
  10. utente anonimo says:

     Caro Miguel,

    non mi convinci pienamente, ti trovo meno rigoroso, metodologicamente, del Marx originale.

    Dettagli, il fatto importante è che hai ancora l’orizzonte occluso dagli Stati Uniti (sarà un tuo gene messicano?) mentre tutto il mondo cerca di vedere come sarà il mondo DOPO il dominio statunitense.

    Ciao

    Francesco

  11. utente anonimo says:

    Miguel, non ho capito cosa significa per …..Per Armanetti n.11….la mia risposta era            n. 19…comunque è importante che tu mi dica se hai intenzione di prendere in considerazione quanto ho scritto e di rispondere…..maurizio armanetti

  12. utente anonimo says:

    per Miguel…se mi vuoi riapondere in forma privata questa è la mia email
    armanettimaurizio@libero.it

  13. utente anonimo says:

    per Miguel…se mi vuoi riapondere in forma privata questa è la mia email
    armanettimaurizio@libero.it

  14. utente anonimo says:

    per Miguel…se mi vuoi riapondere in forma privata questa è la mia email
    armanettimaurizio@libero.it

  15. Peucezio says:

    Ottimo post. 

  16. utente anonimo says:

    La Apple non ha collaborato a tutto questo, comunque: il pentagono ha solo sviluppato un’applicazione per la piattaforma iPhone – una delle decine di migliaia. Steve Jobs non è certo un rivoluzionario anti-imperialista, ma non è neanche organico al complesso militare-industriale.

    Guido Baldoni

  17. utente anonimo says:

    Non capisco il tuo stupore visto che sei tu per primo che hai tirato in ballo la storia del transessuale.
    Dal "punto di vista" di Marx, e in generale da un punto di vista "sostanziale",  la notizia è che l’amministrazione Obama "deve" prendere i "tecnici" dal complesso militar industriale.
    Che il tecnico sia trans o amante del gioco della briscola è puramente irrilevante.
    E d’altronde per il sistema economico odierno quello che conta della "personalità umana" è solo la propensione al consumo e le capacità di produzione.
    S
    Consiglierei di non porre false domande se non si vogliono false risposte.

  18. controlL says:

    Il sistema è tutto intero. Non c’è separazione tra complesso militare industriale e modo di vivere di chi non ne fa parte. Il fine del complesso militare industriale è garantire la sicurezza del sistema, che comprende tutti.

    Immaginiamo che gli stati uniti si fossero ritirati nel loro paese e avessero lasciato il mondo evolvere “spontaneamente”. Avrebbero mantenuto il tenore di vita conquistato? Evidentemente no. Troppo dipendeva anche dai commerci esteri dei loro uomini d’affari. Ma si può avere una simile possibilità di controllo mondiale senza un adeguato complesso militare industriale? Evidentemente no, di nuovo.

    Bush lo ebbe a dire. In modo rovesciato, ma lo ebbe a dire. Quale fu la sua giustificazione della guerra? Odiano il nostro modo di vivere. Rovesciamo la frittata, e troviamo la giustificazione del sistema, non solo del suo complesso militare industriale di cui i bush fanno evidentemente parte: Noi amiamo il nostro modo di vivere.

    La conseguenza che ne deriva è: possiamo mantenerlo senza controllare dove va il mondo? La risposta che si danno è: no; ed è, da questo lato, una risposta esatta. L’ulteriore conseguenza è di dotarsi dei mezzi giganteschi necessari al controllo.p

  19. kelebek says:

    Per n. 13

    Hai ragione, avrei dovuto spiegarmi meglio.

    Sono partito dal fatto che "la transessuale ha fatto notizia", per dire che la notizia vera, secondo me, era un’altra.

    Comunque, non ho criticato i commentatori. Ho solo notato come siano tornati all’aspetto a mio avviso esteriore della notizia, peraltro con riflessioni interessanti.

    Miguel Martinez

  20. utente anonimo says:

    x p. 14

    trovo molto interessante il tuo post

    la mia domanda è "cosa è il nostro modo di vivere", per Bush II? e cosa ne è fuori?

    se il petrolio a prezzi abbordabili ne fa parte, allora è chiaro che il complesso militar-industriale serve anche a "farsi sentire" sui mercati mondiali del prezioso liquido

    però mi piacerebbe capire se si puòdare una definizione e se questa non sia contraddittoria (se i cinesi adottano l’American way of life, questo può continuare ad esistere?)

    ciao

    Francesco

  21. controlL says:

    Detto molto sbrigativamente. Il modo di vivere può essere suddiviso in due parti: il tenore di vita, che è grosso modo la qualità e la quantità dei consumi; e gli stili di vita, in cui rientra anche il caso amanda simpson, che in altri paesi non sarebbe possibile.

    Se la cina adottasse l’american way of life, cosa succederebbe? Qui la risposta dipende molto dal parametro di riferimento, ovviamente; e, come sai, il mio è marxista ortodosso. Io comunque ci vedo due grandi, per me impossibili da superare, incognite. Il pianeta non potrebbe fisicamente sostenere che la cina si metta a consumare (e quindi produrre) coi ritmi americani. Già io penso che alla lunga, neppure troppo, il mondo non ce la farà a sopportare il consumo occidentale, semplificando per farmi capire. Pensare che si possano aggiungere cina, ma anche india e brasile o altri paesi emergenti mi sembra irrealistico proprio.

    C’è poi il lato militare. Qualunque paese volesse prendere il posto degli stati uniti, dovrebbe prendere anche il suo ruolo di gendarme mondiale di questo sistema. Qui le cose vanno ancora peggio. Solo gli stati uniti, oggi e in un futuro prevedibile, hanno i mezzi per poterlo fare, anche se col fiato grosso. Nessuno può sostituirlo in questo ruolo. E la vera grande arma che ancora rimane, caduta la superiorità economica, agli stati uniti. Non è tanto che possa distruggere la cina. Io ci credo poco. È che se la cina vuole diventare i nuovi stati uniti, prenderne il ruolo, ha bisogno anch’essa che il mondo non evolva “spontaneamente”. Ma questo non è affatto in grado di farlo. Se crollasse improvvisamente il complesso militare industriale degli stati uniti, nessuno ne potrebbe trarre vantaggio, perché tutti rischierebbero di essere travolti da forze incontrollate. Sta qui uno degli aspetti essenziali dello strano vincolo tra cina e usa, in cui questa vende a quelli coi suoi soldi, cioè la questione del debito pubblico usa.p

     

  22. utente anonimo says:

    vediamo se ho capito:

    2) alla Cina lo stato del mondo garantito dalla preponderanza militare USA va bene perchè in questo stato del mondo sta crescendo rapidamente di potere e ricchezza; anzi, estremizzando, gli USA diventano i mercenari di un ordine mondiale che sta diventando cinese … ma di solito non accade il contrario?

    1) il tenore di vita occidentale è fisicamente insostenibile per il pianeta … anche tu prevedi un collasso ecologico?

    ciao

    Francesco

  23. controlL says:

    Estremizzando è così. Ma questo è lo schema lineare. Quando contraddizioni interne al capitalismo non renderanno più possibile questo accordo, meglio toccarsi le parti intime, che ogni opzione sarà possibile.

    Il punto è quello che tu dici. Marx fece uno schema; noi marxisti conseguenti adoriamo gli schemi, e più sono astratti, più ci piacciono. Il concreto lo lasciamo agli altri. Venezia, portogallo, olanda, inghilterra. Ogni passaggio era sia di natura economica che di natura politico/militare. Poi è morto prima. Noi abbiamo assistito al passaggio di ruoli tra inghilterra e stati uniti. Adesso tutto lascia prevedere che ci possa essere un nuovo passaggio tra stati uniti e cina. La superiorità economica inizia a vedersi, quella militare è lontanissima. Beh, noi diamo una spiegazione, ma è inutile e troppo lunga riportarla. Ma questo è veramente un punto su cui riflettere.

     

    Sì. Ci sono scritti della nostra corrente dai primi anni cinquanta che mostravano la cosa. Non siamo ecologisti dell’ultima ora. Il capitalismo, essendo una società a rendimento [in senso fisico] bassissimo, farà la fine dei dinosauri, se non viene fermato. Questo è certo per noi. Ci fosse anche il passaggio di consegne, che noi riteniamo irrealizzabile, tra usa e cina.

  24. utente anonimo says:

    Caro Miguel,
    il tuo post contiene pure e semplici verità in dosi da cavallo.
    La storia del trans è una non-notizia, è rumore bianco.
    Appartiene alla impenetrabile nebbia di non-notizie create da coloro che hanno assoluta necessità di celare la vera natura delle proprie attività.
    Chiedo venia per il linguaggio scurrile che segue, ma ho raggiunto la certezza che, a causa della disinformazija di cui sopra, la gente non sia più in grado di capire un cazzo.
    Mission accomplished !

    ZT
     

  25. utente anonimo says:

    Caro Miguel,
    >Credo che sia la cosa più importante che possiamo dal marxismo.
    Immagino sia saltato "ereditare". Non voglio fare il pignolo, ma era giusto per obiettarti qualcosa, dato che sul resto sono sostanzialmente d’accordo :-).
    Buon anno a te e ai lettori del blog da Marcello Teofilatto

  26. utente anonimo says:

    Per ZT #18

    ”cavallo”

    Concordo: il post di Martinez mi pare splendido.

    Per controlL #20

    ”se non viene fermato”

    Mi pare sia stato Engels a dire correttamente ‘o comunismo o barbarie’. Caduto il Muro di Berlino (e con esso ogni freno alla ‘privatisation on the move’  thatcheriana), in un futuro prevedibile vedo barbarie, con le catastrofi ecologiche a prendere il posto di quelle nucleari, la riduzione mathusiana della popolazione umana, il ritorno a comunità isolate con lingue più o meno prese dall’inglese come le nostre lo sono dal latino, il rifugiarsi delle masse nelle superstizioni ecc. Nel XXIII secolo le guerre saranno per l’acqua, come nelle savane da cui ci siamo evoluti. Corrispondentemente ferve la ricerca e sviluppo su armi abbastanza letali da tener a bada il nemico senza lasciarlo avvicinare troppo pericolosamente, ma non troppo letali da diventare inutilizzabili, come sono diventate le atomiche (il ritiro del mortaio nucleare Davy Crockett dagli armamenti NATO è stato esemplare). Avete notato come la fuffa delle pseudonotizie diventa tanto più ingombrante quanto più intensa è l’attività di ricerca e sviluppo in campo militare? Persino in una potenza di medio calibro (definizione generosa) come l’Italia: quando i droni statunitensi se la vedranno coi lanciarazzi di fabbricazione cinese in Somalia, sarano i San Marco ad affrontare i brulotti kamikaze.  A questo proposito è illuminante il problema delle ninfee. In uno stagno c’e’ una ninfea. La ninfea raddoppia ogni notte, per cui il giorno dopo ce ne sono due, e il giorno dopo ancora quattro, poi sedici, poi trentadue ecc. Dopo trenta giorni lo stagno è completamente ricoperto di ninfee, per cui queste muoiono soffocate. Domanda: in quale giorno le ninfee ricoprono la metà dello stagno?

    Risposta: al ventinovesimo giorno.

    Fino al penultimo giorno di vita, ciascuna ninfea vede ancora tanta acqua libera attorno a sè. Logico pensare che le ninfee più previdenti affilino i tentacoli per tempo. Un modo sicuro che ha un fisico per farsi finanziare una ricerca è quello di farla passare per qualcosa di interesse militare. E’ cronaca di questi giorni il ‘body scanner’ negli aeroporti, ma pochi sanno che si basa su tecnologie al terahertz che coinvolgono plasmi degeneri e metamateriali, argomenti alquanto accademici. Una volta erano solo i soldati e i camionisti ad interesarsi delle pin-up: l’altro giorno mia figlia di dieci anni mi ha chiesto incuriosita perchè le donne si fanno un vanto di mostrar il didietro nelle trasmissioni TV in fascia protetta. Da tempo le guerre non vengono più dichiarate. ”Non c’e’stato un momento preciso in cui è cominciata questa guerra. Abbiamo combattuto in Corea, in Jugoslavia, in Iran. Il conflitto si è allargato.Sempre di più. Alla fine hanno cominciato a sganciare bombe anche qui. E’ successo come il diffondersi di un’epidemia. La guerra si è estesa. Non è cominciata”. ”Breakfast at Twilight" (Philip K. Dick, 1954). La prima caratteristica della guerra moderna è di cessare di essere chiamata tale. Orwellianamente, guerra è pace.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  27. controlL says:

    Sulle privatizzazioni io non sono così drastico. Nel senso che non credo dipenda da quello lo stato attuale delle cose. E perché il neoliberismo è molto più un’ideologia che la realtà, che è un’inestricabile rete di pubblico e privato.

    In questa idea che occorra ritornare al pubblico, immagino degli anni 60 e 70, io ci vedo più che altro l’illusione che la sfera pubblica dell’economia sia più controllabile attraverso i mezzi della politica.

    Prendiamo l’acqua. Si dice si vuole privatizzarla, ma è inesatto. Si vuole privatizzare il servizio d’erogazione, che è un’altra cosa. Ma se questa privatizzazione avviene per legge e non per la conquista del mercato dell’erogazione da parte dell’azienda più competitiva del settore, dove sta il pubblico e dove il privato? Le questioni sono molto meno formali e assai più sostanziali.p

  28. utente anonimo says:

    la struttura delle lobby in un paese (USA) costituito tutto da minoranze in perenne conflitto tra di loro, organizzate in corporazioni finalizzate a promuovere gli interessi dei propri associati,comincia proprio coi  sindacati, assolutamente settoriali, i quali sono organizzazioni che garantiscono ai propri iscritti (e a nessun altro) aumenti di stipendio e la difesa dal licenziamento. Poi  con la lobby dei pensionati, la singola lobby più potente del paese, che opera per assicurare il massimo rendimento agli investimenti dei fondi pensione(e guardate che questi non scherzano affatto poiché agiscono prepotentemente a livelloglobale).
    Poi ci sono le chiese etniche, ma anche le gang - spesso notevoli imprese finanziarie sul mercato alternativo – non sono diverse.

    Anche le lobby gay operano pagando politici e scatenando i più potenti studi di avvocati, perché assicurino i diritti ai propri associati, al di fuori di ogni contesto di emancipazione generale. Le lobby devono solo assicurarsi di non pestare i piedi ad altre lobby: ecco che la lobby dei gay è contenta se vengono introdotti dei diversity officer nelle imprese che producono missili, e la lobby del petrolio sta attenta a non avere problemi con la lobby israeliana; la lobby dei pensionati assicura investimenti miliardari sia nel settore militare che in quello petrolifero; e la lobby mediatica – che è certamente più indipendente che da noi – permette la convivenza di tutti gli interessi.

    La lobby mediatica  ha però un compito diverso rispetto agli altri, questa se analizzata bene rappresenta  l’anatomia politica del potere ed ha il compito di costruire i corpi sociali (gli individui)docili, sottomessi ed utili alle lobby stesse in ogni  momento della loro vita; dalla nascità alla morte, a prescindere dal loro luogo di proveniena o razza ed ognuno in un  modo prestabilito .

    Né possiamo escludere forse qualcuno ?

    NO. non né è escluso nessuno, nemmeno il più moto di fame della terra su cui si regge il business degli aiuti e della lotta alla fame.

    Insomma; guardiamoci, ognuno per se. Cerchiamo di capire quanto a fondo dentro di noi sia affondata tutta questa manipolazione. Non vedersela dentro è il vero segnale di pericolo, l’indizio che questa è scivolata tanto in profondità da essere ormai consustanziale alla nostra stessa realtà.

    reza

  29. utente anonimo says:

    >>> Le lobby devono solo assicurarsi di non pestare i piedi ad altre lobby

    Ecco, poi dicono che l’economia è una scienza inutile.

    Non è possibile la convivenza di infinite lobby, ognuna a caccia di risorse per i propri membri, perchè le risorse (più precisamente, le rendite parassotarie) sono limitate.

    Alla fine (anzi, molto prima della fine) la lobby di soldi a Israele e quella dei soldi ai coltivatori di soia devono affrontarsi per avere l’ultimo dollaro disponibile. Intanto l’insieme delle lobby, la società statunitense nel suo insieme, decade verso la Calabria o la Somalia. Ovvero alla fine della trippa per gatti.

    Questo se la descrizione di Miguel fosse adeguata.

    Francesco

  30. utente anonimo says:

    Per Andrea 23
     
    naturalmente hai torto.
     
    1) il comunismo si è rivelato una forma di barbarie assai peggiore del capitalismo, credo anche per l’eccesso di ambizione che lo muoveva. Le catastrofi ecologiche le ha messe a curriculum, senza generare nessun “anticorpo”, così come quelle demografiche e l’incubazione di quelle etniche e culturali che tu paventi.
     
    2) non vedo come un lanciarazzi possa interagire con un drone, forse intendevi dire lanciamissili? In ogni caso non c’è bisogno di aspettare i cinesi, sono già in giro copie dei lanciamissili sovietici e statunitensi, da usare per attaccare droni e aerei.
     
    3) il problema della ninfee (noto) mi suona molto posticcio, ha una base biologica o è solo una roba in stile Greenpeace? Una crescita geometrica è roba da Malthus, non da mondo reale.
     
     
    4) cosa c’entra la ricerca militare con le chiappe delle veline o le mancate dichiarazioni di guerra?
     
     
    Ciao
     
    Francesco
     
    PS prima di Orwell, lo dissero i romani, che per mantenere la pace dovevi preparare la guerra.

  31. utente anonimo says:

    Per Francesco #27

    1) Non giro con il barbariometro in tasca, per cui non so cosa voglia dire ‘barbarie assai peggiore’. Che senso ha dire che le vittime dell’anticomunista Operazione Condor in Paraguay siano state trucidate meno barbaramente delle vittime della comunista Operazione Vistola in Polonia? Chi è morto nelle guerre capitalistiche del Congo è forse meno morto di  una vittima del gulag? Gli orrori birmani e nordocoreani sono meno sanguinosi del genocidio statunitense dei pellerossa? Il più pulito c’hala rogna. Lenin ando’ in Russia con un treno piombato attraversando la Germania, gli Inglesi consegnarono Vlassov e i suoi alla NKVD, gli Statunitensi boicottavano il Vietnam che liberava la Cambogia da Pol Pot, i Sovietici tradirono la Repubblica spagnola. Per contro, chi sta bene sta bene a prescindere dagli orrori: i pensionati e i funzionari sotto Breznev stavano meglio di quelli sotto Eltsin (il che spiega il perdurante successo di Lukashenko in Bielorussia), i contadini statunitensi mangiavano al McDonald mentre i loro colleghi guatemaltechi finivano impalati. Il regime sovietico è morto e sepolto, tanto quanto l’inquisizione: liquidare sommariamente il comunismo per questo una volta per tutte è tanto insensato quanto il liquidare il cristianesimo per via della caccia alle streghe.

    2) Giusto, pensavo ai lanciamissili. Mi interessava contrapporre Cina e Russia.  

    3) E? vero che ogni astrazione matematica è appunto una astrazione. ma è anche vero che se non tornano i conti, non torna nulla. Il nostro attuale stile di vita è basato sull’assunto implicito -ma sbagliato- di una natura inesauribile, e le nostre conoscenze non bastano a modificare i nostri comportamenti. Non so sel’effetto serra sia davero catastrofico come molti pensano: so che a Copenhagen non si è rusciti a combinare nulla, indipendentemente dal fatto che l’apocalisse sia imminente oppure no.

    4) Pensavo al ‘1984’ del solito Orwell, in cui l’intrattenimento dei proletari viene basato su massicce dosi di pornografia mentre la ricerca militare è l’unica in piena attività.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S. I Romani? Guarda come sono finiti, schiacciati dal debito pubblico pompato dalla spesa militare. E loro non avevavo certo i nostri problemi ecologici.

  32. Peucezio says:

    Ah, però quindi a casa ce l’hai. Un giorno di questi me lo presti? 

  33. TenenteX says:

    UN SOLDATO LO SA…

    [..] …Lo sa benissimo. Quando un/a politico/a mente. Quando un/a giornalista mente. Quando uno/a coi soldi mente. Un soldato lo sa. Che faccia schifosa ha la guerra. Quando non ci sono fanfare ma solo "IINCOMIIIIIIING…!!!" e la sensa [..]

  34. TenenteX says:

    UN SOLDATO LO SA…

    [..] …Lo sa benissimo. Quando un/a politico/a mente. Quando un/a giornalista mente. Quando uno/a coi soldi mente. Un soldato lo sa. Che faccia schifosa ha la guerra. Quando non ci sono fanfare ma solo "IINCOMIIIIIIING…!!!" e la sensa [..]

  35. TenenteX says:

    UN SOLDATO LO SA…

    [..] …Lo sa benissimo. Quando un/a politico/a mente. Quando un/a giornalista mente. Quando uno/a coi soldi mente. Un soldato lo sa. Che faccia schifosa ha la guerra. Quando non ci sono fanfare ma solo "IINCOMIIIIIIING…!!!" e la sensa [..]

  36. utente anonimo says:

    Caro Martinez,
    Sui termini della Questione Statunitense hai riecheggiato il tanto ostracizzato John Kleeves: complimenti! Meno male che qualcun altro ricorda che il sistema americano è per buona parte al di là della buona volontà dei singoli (Bob Kennedy docet).
    Alla prossima
    K

  37. utente anonimo says:

    >> Il regime sovietico è morto e sepolto, tanto quanto l’inquisizione: liquidare sommariamente il comunismo per questo una volta per tutte è tanto insensato quanto il liquidare il cristianesimo per via della caccia alle streghe.

    stai cercando di dice che il regime sovietico sta al comunismo come l’Inquisizione (quale? che la caccia alle streghe fu uno sport soprattutto germanico-luterano) al cristianesimo?

    a mio modesto avviso, è un’operazione intellettualmente risibile

    saluti

    Francesco

    PS e poi sei tu che scrivi "o comunismo o barbarie"

  38. utente anonimo says:

    Per Francesco #32

    ”luterano”

    Nè la Spagna nè il Portogallo sono mai stati luterani.

    ”risibile”

    Perchè?

    ”barbarie”

    Infatti.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  39. utente anonimo says:

    1) e entrambi non sono stati protagonisti principali nella caccia alla streghe, che io sappia

    2) vabbè, se ti devo spiegare che il comunismo sovietico è il comunismo e la caccia alle streghe un episodio, che parlo a fare? mi pari Tilgher, a volte

    3) ahò, primi tiri fuori la barbarie, poi non c’hai il barbariometro, poi la ritiri fuori … deciditi!

    ;)

    ciao

    Francesco

  40. utente anonimo says:

    Francesco,

    — vabbè, se ti devo spiegare che il comunismo sovietico è il comunismo e la caccia alle streghe un episodio, che parlo a fare? mi pari Tilgher, a volte –

    Te invece con ‘sto discorso degli episodi mi pari Moratti mi pari. Sarai mica – brr! – un criptointerista? :-)

    Z.

  41. utente anonimo says:

    Per Francesco #35

    a) Torquemada non era bulgaro, a quanto ne so. Ammetto volentieri che più che streghe faceva fare a pezzettini gli eretici o i presunti tali, ma non starei a sottilizzare :_)
    E comunque non sta forse scritto ”non permetterai che la strega viva”?

    b) Voglio ben sperare che il comunismo sovietico non fosse il comunismo: vaglielo a dire ai comunisti fatti fuori dai sovietici a Barcellona durante la guerra civile spagnola (e no, non ti daro’ del criptointerista, io)!

    c) Per commettere barbarie bisogna aver perso la pietà (pietà incompatibile con la lealtà auna qualche idea o chiesa o partito, come ricorda il solito Orwell). Difficilmente, ne converrai, un sostenitore del razionalismo agnostico trova il fanatismo necessario per questo.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  42. utente anonimo says:

    Per Francesco #35

    ” il comunismo sovietico è il comunismo”

    Dimenticavo: in questo tu concordi pienamente con Stalin.

    Ciao!

    Andrea D Vita

  43. PinoMamet says:

     "a) Torquemada non era bulgaro, a quanto ne so. Ammetto volentieri che più che streghe faceva fare a pezzettini gli eretici o i presunti tali, ma non starei a sottilizzare :_)
    E comunque non sta forse scritto ”non permetterai che la strega viva”? "

    Vabbè, un sacco di cose sono scritte nella Bibbia (come questa) senza per questo essere diventate dottrina della Chiesa Cattolica, la quale ha in proposito idee un po’ più complesse del letteralismo di certi (non tutti) protestanti.

    Questa discussione mi pare ci sia già stata qui e non mi pare opportuno fare il bis, vorrei solo ricordare che un po’ (anche un bel po’, secondo me) di "leggenda nera" in effetti c’è stato e che altre confessioni religiose cristiane (e probabilmente anche non cristiane) hanno colpe non minori e non diverse da quelle dei cattolici.

    Se poi la cosa scade nel computo dei morti, o come dite nel "barbariometro", mi chiedo quale sia l’utilità della discussione stessa.

    Personalmente- scusate l’intromissione- trovo di lana caprina anche chiedersi se il comunismo sovietico sia stato "il" comunismo o meno.

    Logico che invece l’argomento diventa interessante se si vuole dimostrare:
    A- che il comunismo sovietico sia stata una "devianza", per quanto di enorme portata, il che serve a scagionare il pensiero comunista dai morti di Stalin, in sostanza 
    (ok, ma allora bisogna scagionare anche la Chiesa dai morti di Torquemada, a meno che non mi si porti qualche Padre della Chiesa che affermi che uccidere qualcuno con prove false e processi risibili dopo averlo torturato sia cosa buona e giusta)

    oppure
    B- che i morti di Stalin siano conseguenza di ogni pensiero comunista che diventa concreto (al che si può opporre che sistemi del tutto diversi hanno prodotto e producono le stesse barbarie).

    Ciao!! :-)
     

  44. utente anonimo says:

    x Z

    questo sì che è un affronto!

    però posso dirti che ho parlato di episodi per il Milan di Leonardo per mesi, prima di arrendermi all’evidenza di una squadra che funzionava

    per la Chiesa e la caccia alle streghe, basta un minimo di analisi seria, che si parli di durata degli episodi, di relazione con i fondamenti dell’istituzione, di incidenza degli episodi sulla vita complessiva, di rapporto con il contesto …

    ciao

    Francesco

  45. utente anonimo says:

    >> Questa discussione mi pare ci sia già stata qui

    c’avevo questa sensazione di deja vu, devo dire  :D

    però una domanda la devo fare: e il resto del comunismo sovietico, prima e dopo di Stalin? e il comunismo in Cina? che qui siamo alla finzione che tutto il male sia accaduto per lo sfortunato accidente della presa di potere di Baffone

    e un’altra: razionalismo agnostico e barbarie … mai sentito parlare della Francia post-1789? o quella era un’altra cosa?

    Francesco

  46. utente anonimo says:

    Per Francesco #40

    Concordo con PinoMamet e non desidero assolutamente polemizzare, per cui mi limito a due risposte tekegrafiche e di certo non esaurienti.

    ”e il resto del comunismo sovietico [….] Cina?”

    E’ questione di lessico: se identifico il significato di ‘comunismo’ e quello di ‘dittatura del partito unico’ allora hai ragione. Se identifico ‘comunismo’ con l’originale idea marxiana di ‘a ciascuno secondo i suoi bisogni e da ciascuno secondo le sue possibilità’ allora banalmente (e fortunatamente, aggiungo io) elementi di comunismo li ritroviamo dovunque non prevalga il suo esatto contrario, cioè la riduzione liberale del lavoro a merce.

    ”post-1789”

    Bastino tre sole parole a risponderti e a mostrare da quale incubo si abbia salvto il 1789: ‘emancipazione degli ebrei’.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  47. utente anonimo says:

    2) sparate da liberale, la Francia ha mai conosciuto persecuzioni degli ebrei paragonabili a quelle dei cattolici o allo sterminio dei vandeani?

    1) aspetta, aspetta, adesso materialismo dialettico e storico diventa un’ideuzza buonista e Mussolini e Hitler dei comunisti sovietici?

    ciao

    Francesco

  48. utente anonimo says:

    Per Francesco #42

    ”cattolici”

    ??
    Quand’e’ che sarebbero stati massacrati cattolici in Francia? Ugonotti a San Bartolomeo, ebrei da Vichy… e i cattolici?

    ”materialismo dialettico e storico diventa un’ideuzza buonista”

    Ripeto: identificare il materialismo dialettico e storico con l’URSS ed affini è un’idea staliniana, che mi sembri condividere.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  49. utente anonimo says:

    Francesco,

    — però posso dirti che ho parlato di episodi per il Milan di Leonardo per mesi, prima di arrendermi all’evidenza di una squadra che funzionava –

    Squadra? cosa essere squadra? da juventino ormai non so più che significa…

    — per la Chiesa e la caccia alle streghe, basta un minimo di analisi seria, che si parli di durata degli episodi, di relazione con i fondamenti dell’istituzione, di incidenza degli episodi sulla vita complessiva, di rapporto con il contesto … –

    Ci mancherebbe. Ma questo vale anche per il socialismo e i gulag.

    Z.

  50. utente anonimo says:

    x Z

    eh no, carissimo

    tutti i governi comunisti "indipendenti" hanno aperto gulag appena possibile e li hanno mantenuti aperti (e pieni) fino a che sono stati al potere.

    soli in India hanno trovato nelle leggi della Federazione un limite

    ciao

    Francesco

     

  51. utente anonimo says:

    >> identificare il materialismo dialettico e storico con l’URSS ed affini

    perdona la mia ignoranza, d’altro cosa c’è?

    gli scritti degli amici e dei nemici di p.? ottime cose ma di una valenza storica inferiore agli editoriali di Padre Livio

    Francesco

  52. utente anonimo says:

    Per Francesco #46

    ”perdona la mia ignoranza”

    Rispondo a braccio citando marxisti invisi ai bolscevichi o cui i bolscevichi divennero invisi: Kautsky e Bernstein a livello politico e sindacale, Althusser e Gransci a livello filosofico. Lo so che per i Difensori Dei Valori erano tutti una massa di bolscevichi, ma si dà il caso che non sia così. Se in Europa e nel mondo esistono un sindacato dei lavoratori e una socialdemocrazia (non mi riferisco al bottino craxi nostrano, naturalmente) lo dobbiamo anche a loro.

    Per Francesco #45

    ”India”

    E in Nepal, e in Finlandia…

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  53. utente anonimo says:

    Aspetta, adesso non approfittare di me: Gramsci non si può sdoganare, anche se è morto in prigionia fascista!

    Althusser (se ricordo) è un neo-stalinista della scuola di Francoforte, cioè Stalin senza la mamma che lo voleva pope, quindi almeno male quanto l’originale.

    I primi due, di nuovo se ricordo, i fondatori della socialdemocrazia tedesca: gente che è marxista quanto me, quindi.

    E se siamo tutti marxisti allora nessuno è marxista!

    Francesco

    PS sindacati e sinistra esistevano PRIMA di Marx e direi che se la sarebbero cavata meglio SENZA di Marx

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