Rivalutiamo le nostre radici cristiane

Premesso che
– siamo convinti che Silvio Berlusconi almeno ci protegga da Gianfranco Fini

– crediamo che Silvio Berlusconi abbia il merito di esprimere alla perfezione l’anima attuale del paese con cui si diverte

– condividiamo, seppure con valutazioni opposte, la sua geniale definizione di Obama come "abbronzato"

facciamo i nostri complimenti
al signor Massimo Tartaglia

– per la prontezza di riflessi

– per la mira

– per aver scelto uno strumento assolutamente originale che ci permette di rivalutare le nostre radici cristiane.

madonnina

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166 Responses to Rivalutiamo le nostre radici cristiane

  1. utente anonimo says:

    ti consiglio (da lettore) di cancellare questo messaggio… farsi oscurare il sito per una battuta non mi sembra il massimo dell’intelligenza.

    Raf.

  2. kelebek says:

    Per Raf. n 1

    Grazie, comunque ne dovrebbero oscurare un bel po’ di altri prima.

    Tra l’altro, non è propriamente una battuta. E’ una prospettiva, direi.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    "- crediamo che Silvio Berlusconi abbia il merito di esprimere alla perfezione l’anima attuale del paese con cui si diverte"

    io non  mi diverto nemmeno un pò.
    ciao
    Francesca

  4. utente anonimo says:

    "- crediamo che Silvio Berlusconi abbia il merito di esprimere alla perfezione l’anima attuale del paese con cui si diverte"
     

    MM

    E’ un dato di fatto. Per inciso, chi attacca Berlusconi dicendo che è un reazionario, a mio avviso non  ha capito nulla: lui è un rivoluzionario che fa partire la rivoluzione dal basso

    Attenzione però: qua non si tratta di un basso "classista" marxisteggiante, ma di un basso "viscerale" assolutamente interclassista.

    Sempre a mio avviso, non ho chissà quali pretese …

    XXX

  5. utente anonimo says:

    Mi dissocio da ogni forma di violenza e di apologia di reato.

  6. dalovi says:

    Ed in borsa pare avesse perfino il crocifisso! Comunque, oltre le sciocche censure, i simboli (anche quelli che son simboli per caso) spiegano spesso un po’ del mondo, come sa e pratica lo stesso Berlusconi. Forse per questo ha vinto la sua paura, lì per lì si intende.

  7. Prima osservazione. Il fatto era imprevedibile perché atti del genere lo sono per definizione.
    Seconda osservazione. Il fatto è successo a Milano, teoricissimo feudo esclusivo di questo settantacinquenne che invece di occuparsi delle cose di stato occupa il tempo, ai massimi incontri internazionali, buttando giù bozzetti di biancheria femminile. In altre parole, non può pensare di scorrazzare indòmito neppure ad un passo dalla soglia di casa.
    Terza osservazione. E la sihurezza? Bella figuraccia, non c’è male davvero.

  8. kelebek says:

    Per n. 5

    E pure anonimamente! :-)

    Miguel Martinez

  9. utente anonimo says:

    Un po esagerato.
    Antonin

  10. utente anonimo says:

    Anch’io mi sono chiesta come abbia fatto a centrarlo in quel caos infernale. Una mira eccellente. Senza ombra di dubbio.

    Ciao Miguel

    Cocco

  11. utente anonimo says:

    caro Miguel , cari commentatori di kelebek, mi chiamo Marco, è la  prima volta che scrivo da queste parti pur frequentandole da un paio d anni e come tutti voi (così mi sembra di capire) sono incazzato nero !!
    Mi capita raramente d intervenire in un blog, forse perchè sono uno di quelli che… "ma basta co sti commenti inutilii", o forse perchè non ho questa grande capacità di scrittura pur essendo molto suscettibile alle critiche…un brutto tipo insomma .

    Ho fatto questo  piccolo  preambolo autobiografico un po retorico e apparentemente intasatore, perchè mi sembrava utile a sottolineare l importanza del momento.

    Arrivo quindi sinteticamente al punto. Avete letto "la presa di posizione" di Gianfranco LaGrassa http://files.splinder.com/f6a81a04a3f503d9e17101c41e47350a.pdf, relativa alla sua uscita dal marxismo ma soprattutto relativa all analisi degli ulitmi eventi "spettacolari" succedutisi in italia ? 
    Se si, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

    un sentito saluto
     
    marco r.
      

  12. utente anonimo says:

    caro Miguel , cari commentatori di kelebek, mi chiamo Marco, è la  prima volta che scrivo da queste parti pur frequentandole da un paio d anni e come tutti voi (così mi sembra di capire) sono incazzato nero !!
    Mi capita raramente d intervenire in un blog, forse perchè sono uno di quelli che… "ma basta co sti commenti inutilii", o forse perchè non ho questa grande capacità di scrittura pur essendo molto suscettibile alle critiche…un brutto tipo insomma .

    Ho fatto questo  piccolo  preambolo autobiografico un po retorico e apparentemente intasatore, perchè mi sembrava utile a sottolineare l importanza del momento.

    Arrivo quindi sinteticamente al punto. Avete letto "la presa di posizione" di Gianfranco LaGrassa http://files.splinder.com/f6a81a04a3f503d9e17101c41e47350a.pdf, relativa alla sua uscita dal marxismo ma soprattutto relativa all analisi degli ulitmi eventi "spettacolari" succedutisi in italia ? 
    Se si, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

    un sentito saluto
     
    marco r.
      

  13. utente anonimo says:

    caro Miguel , cari commentatori di kelebek, mi chiamo Marco, è la  prima volta che scrivo da queste parti pur frequentandole da un paio d anni e come tutti voi (così mi sembra di capire) sono incazzato nero !!
    Mi capita raramente d intervenire in un blog, forse perchè sono uno di quelli che… "ma basta co sti commenti inutilii", o forse perchè non ho questa grande capacità di scrittura pur essendo molto suscettibile alle critiche…un brutto tipo insomma .

    Ho fatto questo  piccolo  preambolo autobiografico un po retorico e apparentemente intasatore, perchè mi sembrava utile a sottolineare l importanza del momento.

    Arrivo quindi sinteticamente al punto. Avete letto "la presa di posizione" di Gianfranco LaGrassa http://files.splinder.com/f6a81a04a3f503d9e17101c41e47350a.pdf, relativa alla sua uscita dal marxismo ma soprattutto relativa all analisi degli ulitmi eventi "spettacolari" succedutisi in italia ? 
    Se si, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

    un sentito saluto
     
    marco r.
      

  14. utente anonimo says:

    caro Miguel , cari commentatori di kelebek, mi chiamo Marco, è la  prima volta che scrivo da queste parti pur frequentandole da un paio d anni e come tutti voi (così mi sembra di capire) sono incazzato nero !!
    Mi capita raramente d intervenire in un blog, forse perchè sono uno di quelli che… "ma basta co sti commenti inutilii", o forse perchè non ho questa grande capacità di scrittura pur essendo molto suscettibile alle critiche…un brutto tipo insomma .

    Ho fatto questo  piccolo  preambolo autobiografico un po retorico e apparentemente intasatore, perchè mi sembrava utile a sottolineare l importanza del momento.

    Arrivo quindi sinteticamente al punto. Avete letto "la presa di posizione" di Gianfranco LaGrassa http://files.splinder.com/f6a81a04a3f503d9e17101c41e47350a.pdf, relativa alla sua uscita dal marxismo ma soprattutto relativa all analisi degli ulitmi eventi "spettacolari" succedutisi in italia ? 
    Se si, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

    un sentito saluto
     
    marco r.
      

  15. utente anonimo says:

    caro Miguel , cari commentatori di kelebek, mi chiamo Marco, è la  prima volta che scrivo da queste parti pur frequentandole da un paio d anni e come tutti voi (così mi sembra di capire) sono incazzato nero !!
    Mi capita raramente d intervenire in un blog, forse perchè sono uno di quelli che… "ma basta co sti commenti inutilii", o forse perchè non ho questa grande capacità di scrittura pur essendo molto suscettibile alle critiche…un brutto tipo insomma .

    Ho fatto questo  piccolo  preambolo autobiografico un po retorico e apparentemente intasatore, perchè mi sembrava utile a sottolineare l importanza del momento.

    Arrivo quindi sinteticamente al punto. Avete letto "la presa di posizione" di Gianfranco LaGrassa http://files.splinder.com/f6a81a04a3f503d9e17101c41e47350a.pdf, relativa alla sua uscita dal marxismo ma soprattutto relativa all analisi degli ulitmi eventi "spettacolari" succedutisi in italia ? 
    Se si, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

    un sentito saluto
     
    marco r.
      

  16. controlL says:

    saluti per saluti, tanti saluti a dispensare marx (d’averceli come seguaci).
    quanto al fatto importante, non m’interessa il destino di berlusconi, né quando si diverte, né quando un po’ meno.p

  17. PinoMamet says:

    Marco, incazzato nero per cosa?

    Comunque, vi stanno demonizzando su Porta a Porta.
    :-)

  18. controlL says:

    demonizzano chi? i pii possessori di statuette votive?p

  19. utente anonimo says:

    Beh, quando si abita nella nazione dove il ministero delle pari opportunità è occupato da una prostituta d alto borgo, l incazzatura credo sia d obbligo. E l esempio dovrebbe bastare a spiegare anche la mia posizione.

    Quello che non capisco io invece è in chi o in cosa mi si vuole (per forza) classificare, ma soprattutto perchè?

    marco r.

  20. controlL says:

    tu che hai il fegato di vederla, come s’intitola quella trasmissione? scorta a scorta?p

  21. utente anonimo says:

    M’ha preceduto Miguel ma lo volevo troppo dire: il tipo che si dissocia in forma anonima è un mito.

    Erika

  22. PinoMamet says:

     Non ho il fegato di vederla (i politici litiganti non sono in cima alla mia classifica);
    facevo zapping e ho visto LaRussa, o forse era Cicchitto, boh, che parlava dei blog e di facebook che incitano all’odio, 50.000 iscritti ai fan di Tartaglia ecc.
    Casualmente lo ho visto proprio mentre stavo leggendo i commenti qua, ecco perché lo ho segnalato.

    Ho già avuto modo di conoscere dei fan di quel tale che ha tirato il treppiede, e ancora devo capire che cosa ci vedessero di tanto esaltante; a me sembra una cosa di una tristezza unica, da tanti punti di vista.
    Idem per il duomino.

    Ciao!

  23. utente anonimo says:

    Posto che di solito i fatti sono in sé privi di senso, e che questo glielo assegnamo noi a posteriori, mi chiedo se abbia un qualche risvolto simbolico non tanto e non solo il fatto che a spaccargli la faccia sia stato una miniatura del Domm, nella sua città  così ossessionata dalla sicurezza, quanto la piccola e squallida banalità del gesto.

    Non è tempo di eroi, evidentemente. Nemmeno negativi: c’è chi finisce a testa in giù a piazzale Loreto, chi si deve accontentare di un psicolabile lanciatore di paccottiglia turistica. Ma tanto basta per ammannire milioni di ore in Tv e tonnellate di inchiostro…

    Non so quale uscita di scena immagina uno che ha i vulcani finti in giardino e che si è fatto costruire una tomba così sobria. Di certo nella sfiga è stato sfortunato perché essere fatto secco da un Duomo in miniatura sarebbe stata una fine evidentemente ingloriosa. Così invece Berlusconi, e con lui decine di lacché, può giocare a fare la vittima, il che gli garantisce una notevole rendita di posizione, dato che il vittimismo è il nostro vero Zeitgeist.

    Forse la mia è una sorta di memoria selettiva e ridicole drammatizzazioni come questa ci sono sempre state, ma penso all’attentato a Togliatti e mi pare che almeno la forma, se non la sostanza, fosse sideralmente diversa. Perché questa netta sensazione che i personaggi di allora fossero di tutt’altro spessore, più sobri, stoici, seri, dignitosi, responsabili? Poiché non credo che sia solo una questione di qualità personali, tendo a credere che sia un difetto del sistema.

    Val

  24. utente anonimo says:

    Posto che di solito i fatti sono in sé privi di senso, e che questo glielo assegnamo noi a posteriori, mi chiedo se abbia un qualche risvolto simbolico non tanto e non solo il fatto che a spaccargli la faccia sia stato una miniatura del Domm, nella sua città  così ossessionata dalla sicurezza, quanto la piccola e squallida banalità del gesto.

    Non è tempo di eroi, evidentemente. Nemmeno negativi: c’è chi finisce a testa in giù a piazzale Loreto, chi si deve accontentare di un psicolabile lanciatore di paccottiglia turistica. Ma tanto basta per ammannire milioni di ore in Tv e tonnellate di inchiostro…

    Non so quale uscita di scena immagina uno che ha i vulcani finti in giardino e che si è fatto costruire una tomba così sobria. Di certo nella sfiga è stato sfortunato perché essere fatto secco da un Duomo in miniatura sarebbe stata una fine evidentemente ingloriosa. Così invece Berlusconi, e con lui decine di lacché, può giocare a fare la vittima, il che gli garantisce una notevole rendita di posizione, dato che il vittimismo è il nostro vero Zeitgeist.

    Forse la mia è una sorta di memoria selettiva e ridicole drammatizzazioni come questa ci sono sempre state, ma penso all’attentato a Togliatti e mi pare che almeno la forma, se non la sostanza, fosse sideralmente diversa. Perché questa netta sensazione che i personaggi di allora fossero di tutt’altro spessore, più sobri, stoici, seri, dignitosi, responsabili? Poiché non credo che sia solo una questione di qualità personali, tendo a credere che sia un difetto del sistema.

    Val

  25. utente anonimo says:

    Posto che di solito i fatti sono in sé privi di senso, e che questo glielo assegnamo noi a posteriori, mi chiedo se abbia un qualche risvolto simbolico non tanto e non solo il fatto che a spaccargli la faccia sia stato una miniatura del Domm, nella sua città  così ossessionata dalla sicurezza, quanto la piccola e squallida banalità del gesto.

    Non è tempo di eroi, evidentemente. Nemmeno negativi: c’è chi finisce a testa in giù a piazzale Loreto, chi si deve accontentare di un psicolabile lanciatore di paccottiglia turistica. Ma tanto basta per ammannire milioni di ore in Tv e tonnellate di inchiostro…

    Non so quale uscita di scena immagina uno che ha i vulcani finti in giardino e che si è fatto costruire una tomba così sobria. Di certo nella sfiga è stato sfortunato perché essere fatto secco da un Duomo in miniatura sarebbe stata una fine evidentemente ingloriosa. Così invece Berlusconi, e con lui decine di lacché, può giocare a fare la vittima, il che gli garantisce una notevole rendita di posizione, dato che il vittimismo è il nostro vero Zeitgeist.

    Forse la mia è una sorta di memoria selettiva e ridicole drammatizzazioni come questa ci sono sempre state, ma penso all’attentato a Togliatti e mi pare che almeno la forma, se non la sostanza, fosse sideralmente diversa. Perché questa netta sensazione che i personaggi di allora fossero di tutt’altro spessore, più sobri, stoici, seri, dignitosi, responsabili? Poiché non credo che sia solo una questione di qualità personali, tendo a credere che sia un difetto del sistema.

    Val

  26. utente anonimo says:

    Posto che di solito i fatti sono in sé privi di senso, e che questo glielo assegnamo noi a posteriori, mi chiedo se abbia un qualche risvolto simbolico non tanto e non solo il fatto che a spaccargli la faccia sia stato una miniatura del Domm, nella sua città  così ossessionata dalla sicurezza, quanto la piccola e squallida banalità del gesto.

    Non è tempo di eroi, evidentemente. Nemmeno negativi: c’è chi finisce a testa in giù a piazzale Loreto, chi si deve accontentare di un psicolabile lanciatore di paccottiglia turistica. Ma tanto basta per ammannire milioni di ore in Tv e tonnellate di inchiostro…

    Non so quale uscita di scena immagina uno che ha i vulcani finti in giardino e che si è fatto costruire una tomba così sobria. Di certo nella sfiga è stato sfortunato perché essere fatto secco da un Duomo in miniatura sarebbe stata una fine evidentemente ingloriosa. Così invece Berlusconi, e con lui decine di lacché, può giocare a fare la vittima, il che gli garantisce una notevole rendita di posizione, dato che il vittimismo è il nostro vero Zeitgeist.

    Forse la mia è una sorta di memoria selettiva e ridicole drammatizzazioni come questa ci sono sempre state, ma penso all’attentato a Togliatti e mi pare che almeno la forma, se non la sostanza, fosse sideralmente diversa. Perché questa netta sensazione che i personaggi di allora fossero di tutt’altro spessore, più sobri, stoici, seri, dignitosi, responsabili? Poiché non credo che sia solo una questione di qualità personali, tendo a credere che sia un difetto del sistema.

    Val

  27. utente anonimo says:

    Posto che di solito i fatti sono in sé privi di senso, e che questo glielo assegnamo noi a posteriori, mi chiedo se abbia un qualche risvolto simbolico non tanto e non solo il fatto che a spaccargli la faccia sia stato una miniatura del Domm, nella sua città  così ossessionata dalla sicurezza, quanto la piccola e squallida banalità del gesto.

    Non è tempo di eroi, evidentemente. Nemmeno negativi: c’è chi finisce a testa in giù a piazzale Loreto, chi si deve accontentare di un psicolabile lanciatore di paccottiglia turistica. Ma tanto basta per ammannire milioni di ore in Tv e tonnellate di inchiostro…

    Non so quale uscita di scena immagina uno che ha i vulcani finti in giardino e che si è fatto costruire una tomba così sobria. Di certo nella sfiga è stato sfortunato perché essere fatto secco da un Duomo in miniatura sarebbe stata una fine evidentemente ingloriosa. Così invece Berlusconi, e con lui decine di lacché, può giocare a fare la vittima, il che gli garantisce una notevole rendita di posizione, dato che il vittimismo è il nostro vero Zeitgeist.

    Forse la mia è una sorta di memoria selettiva e ridicole drammatizzazioni come questa ci sono sempre state, ma penso all’attentato a Togliatti e mi pare che almeno la forma, se non la sostanza, fosse sideralmente diversa. Perché questa netta sensazione che i personaggi di allora fossero di tutt’altro spessore, più sobri, stoici, seri, dignitosi, responsabili? Poiché non credo che sia solo una questione di qualità personali, tendo a credere che sia un difetto del sistema.

    Val

  28. utente anonimo says:

    per n. 5:


    "Mi dissocio da ogni forma di violenza e di apologia di reato."

    non ho mai cosa significa cosa si intenda con questo tipo di frase…

    Se qualcuno molla un cartone in faccia a Borghezio, mi fa piacere.
    Se un pischello riga il Suv in seconda fila, mi fa piacere.
    Se a Bush gli tirano una scarpata, mi fa piacere (se lo pigliavano, ancor di più).

    Sono anche io un violento? Boh?! Sono infantile? Sicuramente.

    In generale trovo inevitabile che, sopratutto nella società dello spettacolo, il potente debba sempre temere il gesto dionisiaco di una folle nullità.
    E con lui alzo il calice. Che sia Max Payne, David Chapman o il signor Tartaglia.

    E in generale trovo divertenti i post di Miguel che saluto con affetto tirandogli un sanpietro delle mie parti ;-)
    Anarcoma.

  29. utente anonimo says:

    Considerando la forma della Torre Eiffel … fortuna che NON è successo a  Parigi !

    Stando alle forme dei monumenti ergo dei souvenir, quali sono le città  meno pericolose ?

    XXX

    PS

    Un premier sgradito si abbatte con il voto popolare, no a colpi di souvenir !!!

  30. Peucezio says:

    Miguel, con la stima e l’affetto di sempre, lascia che ti dica: se qualcuno (Dio ne scampi!) ti lancia un oggetto pesante in faccia, dovrei complimentarmi per la mira, anche se ci salvi (o almeno ci metti in guardia) dai neocon, Bush, i sionisti, i cristianisti alla Introvigne ecc.? Però difendi gli immigrati e io sono contro l’immigrazione, ti è simpatico l’Islam e a me meno, non va mica bene, come la mettiamo…? Magari è uno che la pensa come me, però ragiona a duomi souvenir in testa, anziché a parole.
    E dopo cominciamo tutti a tirarci duomi in testa l’un l’altro? Sai che bel gioco…
    Io mi dissocio non tanto per l’apologia di reato, ma perché non mi piace affatto che la gente si tiri i duomini in testa, non voglio mica dover andare in giro col casco.
    E nemmeno, domani, col giubbotto antiproiettile.

  31. utente anonimo says:

    Peucezio,
    il punto non è questo. Se vai in giro a dire che sei Superman, che sei immortale, che ci hai il pisello d’acciaio ecc., prima o poi a qualcuno viene la voglia di vedere se è vero.

    Credo che la soddisfazione – superficiale, certo, antropologica e nient’affatto politica – di chi fa i complimenti a tartaglia derivi proprio dal fatto che ha spaccato la faccia a superman con la madunina. A me, almeno, ha fatto piacere per quello.

    Ale

  32. PinoMamet says:

     Vabbè,
    mo’ se il mio compagno delle elementari diceva che era Jeeg Robot d’acciaio io mica gli lanciavo i componenti… ;-)

  33. utente anonimo says:

    Per Peucezio #22

    ”non mi piace affatto”

    Nemmeno a me, ma che ci vuoi fare. Poi, insomma, tirare una riproduzione del Duomo mi sa di vilipendio alla religione.

    Per marco #11

    Benvenuto nel blog. Quanto a La Grassa, da dipendente Finmeccanica quale sono non posso che apprezzare quanto scrive:

    ‘perfino la possibilità di salvezza comune (o quasi comune) risiede nel conflitto; giacché non ci si salva se non introducendo la novità (cioè la riconfigurazione sopra rilevata), e non esiste quest’ultima se la si affida all’opera di “tutti”; ogni lavoro di équipe ha valore e manifesta la sua efficacia solo se si scontra con quelli di altre équipes, basati su obiettivi e ipotesi concorrenti. […] Oggi, in Italia, ciò significa appoggio alle industrie di punta (della più recente rivoluzione industriale) e strategiche. Pochi nomi a mo’ di esempio, ma anche perché non ve ne sono molti di più: Eni (in primis) e Finmeccanica.’ 

    Solo non mi sembra molto di sinistta. Mi sembra di più più Maurizio Bloondet, con una spruzzatina di Colbert.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  34. kelebek says:

    Per quanto riguarda La Grassa…

    Onestamente, faccio fatica a seguirlo, per semplice incompetenza mia nei campi di cui lui è esperto.

    In linea di massima, non condivido il suo culto della potenza economica, caratteristico di tanti di formazione rigorosamente marxista: sviluppare al massimo le "forze produttive", alla rivoluzione ci si penserà dopo… a cui si aggiunge una sorta di realpolitik euroasiatica.

    Detto questo, credo che offra delle analisi interessanti sia del capitalismo italiano – è uno dei pochi marxisti a capirci realmente di economia – sia della sinistra. Anche se la critica alla sinistra che lui fa è troppo carica, sembra un ex-prete che attacca il Vaticano.

    Ma le mie sono più sensazioni che critiche seriamente ragionate.

    Miguel Martinez

  35. kelebek says:

    Per Peucezio

    Come sai, sono in linea di massima contrario all’antiberlusconismo: Berlusconi viene presentato come una "anomalia nazionale", un aspirante dittatore in conflitto con il sano capitalismo liberale che dovrebbe caratterizzare il paese. Cui si oppone il culto della "legalità" e dei magistrati.

    Per me, Berlusconi è un’espressione abbastanza normale dello spirito familista-barzellettaro-donnaiolo e lieve diffuso in Italia, che si diverte da matti a farsi applaudire e coccolare da veline e telespettatori, e che viola allegramente le leggi quando possono creargli problemi personali.

    In questo senso è veramente un’anomalia, ma solo nella misura in cui lo è anche l’Italia rispetto al modello cui tende il capitalismo "puro", cioè il dominio totalmente spersonalizzato dello scambio economico.

    In due parole: il problema sono le privatizzazioni e le guerre, non chi di volta in volta è delegato a farle.

    Detto questo, ricordiamo che Berlusconi non è come Peucezio o Martinez, cioè una persona che ha delle innocue fisse personali.

    Avere del potere (e secondo me, Berlusconi non ne ha molto) significa decidere della vita degli altri; e quindi accettare che gli altri reagiscano.

    Se mi facessero dittatore d’Italia :-) non rilascerei nuove patenti di guida a persone con meno di trent’anni, pedonalizzerei le città e toglierei il calcio dalle televisioni, e imporrei delle tasse spaventose sul possesso di televisori. La mia popolarità sarebbe attorno al 2%.

    Ma proprio per questo, non mi sorprenderei e non mi offenderei se qualche automobilista arrabbiato, avendo tra le mani una replica del Duomo di Milano, me la tirasse in faccia. Casomai, licenzierei la mia scorta.

    Miguel Martinez

  36. utente anonimo says:

    ti consiglio (da amico?) di prenderti una vacanza

    giusto per ricaricare le batterie

    Francesco

  37. utente anonimo says:

    >> Se mi facessero dittatore d’Italia :-)

    Miguel, il punto è che Berlusconi è DEMOCRATICAMENTE eletto, bocciato, rieletto, ribocciato, ririeletto. Da quasi 20 anni.

    Se questo non conta, se conta solo che ora ha il potere, mi sa che sei tu ad eccedere in realpolitik

    Può piacere o meno il Berlusca (io sono milanista e quindi lo odio da alcuni anni) ma democrazia significa riconoscere che ha diritto ad esercitare il potere (nei limiti eccetera eccetera)

    Sennò dovrei sentirmi in colpa per non aver tirato alla bici di Prodi con il mio RPG-7 a ripetizione?

    Ciao

    Francesco

  38. marijam says:

    Se un pischello riga il Suv in seconda fila, mi fa piacere.

    maria
    abbi pazienza ma ti sembra che rigare un suv sia paragonabile al lancio di un oggetto contundente verso un presidente del consiglio liberamente eletto?
    Brinda brinda, volevo vedere dove ce lo mettevano il calice se invece di colpire al volto, il souvenir lo colpiva a una tempia facendolo secco!

  39. utente anonimo says:

    "toglierei il calcio dalle televisioni"

    nel caso sappi che la mia statuetta del duomo l’ho già comprata, non si sa mai…

    roberto

  40. kelebek says:

    Per Roberto n. 31

    Dici che qualche speranza ce l’ho?

    Allora continuo la stesura del mio programma:

    1) abolizione di Babbo Natale

    2) trasformazione degli stadi in campi nomadi

    3)  divieto di pubblicità nel raggio di duecento metri da ogni scuola di ogni ordine

    4) introduzione del reato di giornalismo

    Almeno nessuno mi potrà accusare di demagogia.

    Miguel Martinez

  41. Dai, Miguel – non esageriamo. A parità di schifosità di bersaglio, fra un Tartaglia e un Muntazar al-Zaidi c’e cmq una bella differenza.

    parvati_roma

  42. kelebek says:

    Per Francesco n. 29

    Non ho capito per quale miracolo il potere cessi di essere tale, se viene ottenuto con il 51% dei consensi.

    Miguel Martinez

  43. kelebek says:

    Per Parvati n. 33

    E’ un piacere risentirti!

    Miguel Martinez

  44. utente anonimo says:

    Per Francesco #29

    ‘DEMOCRATICAMENTE’

    http://it.peacereporter.net/articolo/19320/L%27Honduras%2C+esempio+di+democrazia+per+l%27Italia

    N. B. anche Hitler ando’ al potere democaticamente. Ora non servono le squadracce, basta la maggioranza delle tv. In entrambi i casi una sinistra incapace ha facilitato la faccenda.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  45. … vi leggo sempre, ma di solito non scrivo perché  dopo aver letto un centinaio (sulla media) di elucubrazioni incrociate intrecciate ed intorcinate quasi tutte geniali o perlomeno genialoidi disposte in scala ascendente… scopro che il piacere della lettura ha finito ancora una volta per avere la meglio sulla capacità residua di scrittura… :-(

    ….

    Quindi mi sbrigo: nel tuo pezzo di oggi, devo dirti che non è l’elogio del lanciatore ma quello dell’arma prescelta che mi ha messa veramente KO ! :-D))))

  46. utente anonimo says:

    Per Martinez #27

    ‘Berlusconi viene presentato come una "anomalia nazionale", un aspirante dittatore in conflitto con il sano capitalismo liberale che dovrebbe caratterizzare il paese. Cui si oppone il culto della "legalità" e dei magistrati. Per me, Berlusconi è un’espressione abbastanza normale dello spirito familista-barzellettaro-donnaiolo e lieve diffuso in Italia, che si diverte da matti a farsi applaudire e coccolare da veline e telespettatori, e che viola allegramente le leggi quando possono creargli problemi personali. In questo senso è veramente un’anomalia, ma solo nella misura in cui lo è anche l’Italia rispetto al modello cui tende il capitalismo "puro", cioè il dominio totalmente spersonalizzato dello scambio economico. In due parole: il problema sono le privatizzazioni e le guerre, non chi di volta in volta è delegato a farle.’

    Penso come te che la causa di tutto stia nello ‘spirito’ che ‘viola allegramente le leggi’ e diu cui ‘berlusconi è un’espressione abbastanza normale’. Da questo punto in poi non andiamo d’accordo più. Tale ‘spirito’ -che è poi quello che ha ispirato i decenni di dc finiti in Tangentopoli- è evidentemente l’opposto della ‘legalità’. Ma soprattutto tale ‘spirito’ non è altro che la versione nostrana del capitalismo puro: non i grandi squali di wall street che sibilano ‘greed is good’, ma i palazzinari al’amatriciana che sbraitano a fra’ che te serve’. Se la privatizzazione dell’acqua è un furto ai danni delle masse del terzo mondo, lo è anche di quelle nostrane. Se le guerre in Congo le si fa per rubare il coltan, le si fa anche per gli Alberto Sordi dell’immortale ‘finchè c’e’ guerra c’e’ speranza’ (frase che mi sentti ripetere seriamente da un impiegato della bnl dopo lo scoppio dello scandalo Atlanta, con riferimento all’Iraq). In questo senso fa molto più una azione di  sinistra la Gabanelli di Report che sputtana i filibustieri di turno il d’alema che lancia privatizzazioni fasulle. E fa molto più sinistra il tribuno Di Pietro col suo antiberlusconismo conseguente (lo votero’ per l solo fatto di non essere andato a trovare il ferito in ospedale) che i pompieri della sinsitra alla gianni letta. Non me ne frega niente che i Magistrati siano una casta, nè che Tettamanzi sia noioso e radical chic e che Fini sia legato al fondo monetario: l’importante, nei gatti, è che prendano i topi. Condizione necessaria e non sufficiente per cominciare a risolvere i problemi di questo paese è che berlusconi non sia più al governo. Ora che i topi scappano dalla nave in pericolo, con i magistrati che boicotttano le legg ad eprsonam tipo processo breve, casini che minaccia di allearsi col pd alle regionali, fini che fa la fronda, il berlusca rilancia da par suo e si atteggia a martire. Spero solo che avesse ragione galeazzo ciano, quando diceva che gli Italiani perdonano tutto, tranne chi gli rompe le scatole. E poi, lasciamelo dire: e’ un corroborante piacere vedere gli squali che si azzannano l’un l’altro.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  47. utente anonimo says:

    - Grazie Miguel, grazie Andrea , dalle risposte ieri ricevute mi sembrava di aver sbagliato blog – 
    Quella dell ex prete mi sembra calzante. Ad ogni modo, quanto successo in questi giorni a Berlusconi credo sia una lampante e spudorata conferma di quanto affermato da Maurizio Colbert ().

    Per farla breve, sono convinto che sul conto corrrente di Tartaglia vi siano depositati un mucchio di banconote verdi con la faccia di Grover Cleveland . 
     

  48. utente anonimo says:

    marco r. , dimenticavo l identificazione

  49. utente anonimo says:

    1) non ho scritto che il potere di un governo democratico non è più potere. ho scritto che una cosa MOLTO DIFFERENTE dal potere di un dittatore, e su questo sfido chiunque a DIMOSTRARE il contrario. non a sostenerlo, per quello basta uno dei mille fighetti radical-chic che infestano il mondo. sul punto rimando a Sir Winston Churchill, l’uomo che fermò Hitler.

    2) ribadisco, per le orecche malevole in ascolto, che NESSUN dittatore ha mai lasciato il potere ad ogni sconfitta elettorale, per poi ripresentarsi alle elezioni. fossi in Berlusconi, con tutti gli avvocati che paga per nulla, perseguiterei tutti i bugiardi che lo accusano di non essere democratico, e credo vincerebbe ogni singola casua per diffamazione.

    3) per inciso, Mr. B. ha sia vinto sia perso elezioni "controllando la maggioranza delle TV": questa a casa mia è una falsificazione popperiana della proposizione sulle TV-squadracce che hanno ucciso la democrazia

    4) >> Condizione necessaria e non sufficiente per cominciare a risolvere i problemi di questo paese è che berlusconi non sia più al governo. <<
    Illuso! rimangono milioni di elettori, ormai abituati a votare qualcuno che la pensa come loro e non a turarsi il naso e votare Aldo Moro o Ciriaco de Mita.

    il vaso di Pandora è stato aperto e tutti gli spiriti sono fuggiti …

    Francesco

  50. utente anonimo says:

    Per marco #40

    ”sono convinto che sul conto corrrente di Tartaglia vi siano depositati un mucchio di banconote verdi con la faccia di Grover Cleveland”

    Anch’io, e non siamo i soli. Andreottianamente, a pensar male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  51. utente anonimo says:

    Per Francesco #41

    ”non ho scritto”

    Guarda che stiamo dicendo (sulla democrazia, sui difetti della sinistra ecc.) in realtà cose molto simili. Per quanto riguarda quello su cui non concordiamo, Silvio berlusconi non è un dittatore ADESSO, ma di certo si avvia a diventarlo, come chiunque confonda impunità e consenso. Direi quasi che è costretto a diventarlo, come un Macbeth in sedicesimo che non è più capace di tornare indietro dal castello propagandistico che ha creato (nipotini di Stalin! Ma andiamo!) e che lo qualifica come ‘buffone d’Europa” sulla stampa non assevita qui e al’estero. Allo stesso modo, non sono le squadracce che hanno dato il potere a Hitler, ma la maggioranza degli elettori spaventati dalla crisi economica e indottrinati da una propaganda quasi a senso unico (fatta da xenofobia, anticomunismo e culto della personalità), l’appoggio dei profittatori di regime (gli industriali e gli junker in Germania e la gran massa di evasori da noi) E la censura (che Hitler otteneva con le squadracce e il berlusca con l’autocensura altrui indotta dal caso Enzo Biagi e affini).

    ”votare qualcuno che la pensa come loro e non a turarsi il naso e votare Aldo Moro o Ciriaco de Mita.”[…] ”Pandora”

    Certamente. Ma via Silvio, questi elettori non hanno più un punto di coagulo, proprio come i Comunisti dopo la sciagurata svolta della bolognina. Come la pioggia richiede dei nuclei di condensazione, così i grandi cambiamenti sociali richiedono dei singoli individui che dfacciano da riferimento: altrimenti le soluzioni metastabili possono durare anche a lungo. Per contro proprio l’ossessione berluschina finisce col riformare uno zoccolo duro giustizialista, giacobina e laicista che prima non c’era, un po’ come la particella estranea in un’ostrica riforma la perla. Comunque vada, almeno sul lungo termine sono ottimista.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  52. marijam says:

     Silvio berlusconi non è un dittatore ADESSO, ma di certo si avvia a diventarlo, come chiunque confonda impunità e consenso. Andrea

    Ma quanto ci mette a diventarlo? Berlusconi è andato e venuto dal potere più volte e francamente non mi pare che la struttura  politica  iitaliana  sia molto cambiata, la Costituzione è la medesima, eppoi  sbaglio o esistono ancora i sindacati, la divisione dei poteri, la libertà di espressione, di satira, i partiti politici  per quanto simili, la scuola pubblica, il pluralismo dell’informazione per quanto messo a dura prova…

    E  tanto per riprendere l’esempio sull’informazione francamente non si può confondere il caso di biagi o di santoro, peraltro tornato a fare programmi in tv, con le squadracce  hitleriane,. penso che fossero un po’ peggio e più risolute di un Minzolini o Mazza, per quanto persone   asservite a chi le ha messe nel posto che occupano. 
     
    Si dice sempre che anche Hitler andò al potere vincendo le elezioni, giusto, ma DOPO, come cambiò la vita dei tedeschi nel terzo reich ?
    Mi pare parecchio , e certamente  più di quanto non sia cambiata la vita degli italiani dopo  dieci anni e èpassa di potere berlusconiano.

    Ti dico questo non perchè non veda i guasti che berlusconi e il berlusconismo hanno fatto , e faranno se non si riesce a cambiare strada ,ma per dire che non credo che berlusconi possa essere classificato come dittatore in divenire. Può essere però che mi sbagli.

  53. utente anonimo says:

    vedo che quasi tutti riescono a mettere insieme un ragionamento, c’è addirittura chi mette in mezzo churchill e hitler (era amore contro odio anche allora?), mah, secondo me questa del duomo in miniatura supera ogni immaginazione
    alcuni post fa ho letto interessantissimi dialoghi su opere di fantascienza, ecco, qua siamo alla fantascienza trash, prima l’alabarda treppiede, adesso la lama rotante duomino (probabilmente il crocifisso che aveva in valigia pesava troppo, sarebbe stata l’arma-fine-di-mondo)

    renna

  54. utente anonimo says:

    >> per inciso, Mr. B. ha sia vinto sia perso elezioni "controllando la maggioranza delle TV": questa a casa mia è una falsificazione popperiana della proposizione sulle TV

    esatto, a casa tua  :-)

    Val

  55. utente anonimo says:

    Per marijam #44

    ”Ma quanto ci mette”

    Verissimo. Un certo Marx diceva che la storia prima è tragedia, poi quando si ripete diventa farsa. A Togliatti spararono, a questo ci tirano duomi e treppiedi. ra un po’ ci tireranno la spazzatura (e la sua salute richiede che non gli tirino polvere di amianto, come quella respirata dai laoratori Eternit le cui cause rischiano la prescrizione forzata per il ‘processo breve’). Proprio per questo è indispensabile un antiberlusconismo lucido, giacobino, intransigente, che non offra spunto ai vittimismi del nostro (già si parla di ‘amore che vince l’odio': ah, quanto possono le prossime elezioni): per abbreviare il travaglio (nomen omen) del nostro povero Paese.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S. cito da http://www.mirumir.blogspot.com: bruno vespa ha chiesto ‘quale parte del duomo fa più male’

  56. utente anonimo says:

    x VAL

    proposizione A (razionale SSE falsificabile): chi controlla la maggioranza delle televisioni vince le elezioni

    fatto: mr. B. ha perso le elezioni (due volte) controllando la maggioranza delle televisioni

    Popper: la proposizione A va buttata nel cesso

    così tu suona meglio?

    Francesco o’ loico formale

    PS sono QUASI costretto ad essere d’accordo con la compagna Maria, il solo fattore temporale rende risibile l’accusa  Berlusconi di essere un dittatore in fieri. A questa velocità, sarà un dittatore 80 anni dopo essere morto.

    PPS essendo ottimista, mi auguro che qualcuno possa cogliere l’eredità di Berlusconi dando agli italiani la possibilità di votare per un partito di centrodestra, possibiità loro a lungo negata ed entusiasticamente accolta.

    PPPS la vostra convinzione riguarda al Tartaglia ha almeno due punti deboli: i rischi troppo alti per il 73enne Silvio e l’assoluta mancanza di fatti a suffragio. Con questa logica, Enrico Berlinguer si è suicidato per il bene del partito …….

  57. kelebek says:

    Per Francesco

    Io non ho detto affatto che Berlusconi è un dittatore: infatti la sua politica/immagine è tale che riesce a governare con un discreto consenso.

    Ho detto che per governare io, dovrei fare il dittatore per forza, visto che avrei contro il 98% della popolazione.

    Miguel Martinez

  58. kelebek says:

    Per Francesco

    Credo che la faccenda delle televisioni andrebbe vista in un altro modo.

    Probabilmente c’è qualcosa di anomalo nel controllo che Mediaset ha sulle televisioni, come è anomalo che certi proprietari di ristoranti a Firenze ricevano concessioni di suolo pubblico a prezzi stracciati.

    Mi sembra evidente che il controllo di tre televisioni abbia giovato a Berlusconi: nessun altro in Italia è passato nel giro di una sola elezione da persona-non-impegnata-in-politica a presidente del Consiglio, per giunta senza nessun apparato politico tradizionale alle spalle.

    Il punto fondamentale però è un altro, ed è il contenuto generale di quelle televisioni; che è identico al contenuto del sistema televisivo planetario, dove Berlusconi conta poco o nulla. E il contenuto sarebbe identico, se a esserne il proprietario fosse stato De Benedetti.

    Berlusconi ha saputo adeguarsi a quel contenuto, esserne un’icona. E nella misura in cui lo è, non è nessuno: subisce passivamente la storia.

    Miguel Martinez

  59. kelebek says:

    Comunque tutte le disquisizioni su "dittatura" o "democrazia" sono prive di senso in un sistema interamente globalizzato, dove ogni potere è diffuso e transnazionale, e dove nessuno – né il "cittadino" né il Berlusconi – è in grado di agire sulla propria vita.

    O meglio, può solo cogliere o perdere le occasioni che il sistema gli offre di arricchirsi individualmente o di apparire brevemente nello spettacolo. Qualcuno a Porta a Porta o al summit del G8, qualcuno su Facebook.

    Miguel Martinez

  60. utente anonimo says:

    Per Francesco #48

    ”PPPS la vostra convinzione riguarda al Tartaglia ha almeno due punti deboli: i rischi troppo alti per il 73enne Silvio”

    Mica detto l’abbia organizzata lui. C’e’ sempre qualche solerte seguace imbecille più realista del re. Come dice la poesia di Eduardo, niente fa più paura del fesso.

    ”e l’assoluta mancanza di fatti a suffragio.”

    E’ ancora un po’ presto, non credi?

    ”Con questa logica, Enrico Berlinguer si è suicidato per il bene del partito”

    Una morte nobile anche questa, concorderai. Del resto c’e’ andato vicino: non è morto durante un comizio?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  61. utente anonimo says:

    Francesco o’ sparasentenze, uhm, di solito la falsificabilità popperiana ti fa un baffo e delle dimostrazioni logiche poco o punto ti cale… :-)
    Mi era chiaro ovviamente cosa intendessi: solo che l’obiezione non prova nulla. Io discuto le premesse, non solo le conseguenze del controllo dei mezzi di comunicazione. Naturalmente si potrebbe contro-obiettare che senza televisioni Berlusconi avrebbe perso non due ma quattro volte. i dati sullo squilibrio informativo sono talmente chiari che non si possono mettere in discussione. Ma conta la questione di principio, per cui  a prescindere dagli esiti è intollerabile che il potere della comunicazione televisiva sia concentrato nelle mani di un diretto interessato alla sfida elettorale. Qui  non serve Popper, basta un po’ di buon senso e di onestà intellettuale.

    Val

    P.S. Trovo sterile la diatriba dittatura sì dittatura no. Però c’è un punto su cui né Francesco né Maria riflettono adeguatamente: l’oggettivo, pernicioso riflesso che il berlusconismo ha avuto sul sistema in generale. Per la spettacolarizzazione (leggi: "Tv-izzazione") della politica che ha indotto, condizionando in negativo anche gli avversari; per la "dittatura" che ha instaurato nel centrodestra, ingessando una coalizione intorno alla sua icona e stroncando ogni possibile ricambio, con grave danno per tutto il paese. Si dirà che Berlusconi non è la causa della degenerazione della politica, ma un sintomo. Sarà, ma eliminare i sintomi è il primo passo da fare per stare meglio.

  62. utente anonimo says:

    >>Comunque tutte le disquisizioni su "dittatura" o "democrazia" sono prive di senso in un sistema interamente globalizzato, dove ogni potere è diffuso e transnazionale, e dove nessuno – né il "cittadino" né il Berlusconi – è in grado di agire sulla propria vita.

    Abbastanza d’accordo, con le postille del commento precedente.
    Però questo è un punto dove l’asino (io) continua a cadere: non è sempre e comunque stato così? Esiste davvero una coordinata spazio-temporale in cui l’uomo comune sia stato  soggetto e non oggetto della storia?

    ciao
    Val

  63. controlL says:

    berlusconi tiene insieme un gruppo politico che senza lui si disgregherebbe, più di quanto già faccia.  ha già perso casini e rischia di perdere fini, che non vede l’ora.  ovvio che c’è chi si oppone a questa disgregazione e chi l’agevola. non vedo che c’entrino dittatura e democrazia. sono lotte di potere. sul momento possiamo dire che la duomata sia una variabile fortuita in questo gioco. poi se esce fuori altro si vedrà.p

  64. marijam says:

    @ val

    il concetto di dittatura non l’ho introdotto io, ma andrea, ho fatto delle considerazioni di carattere storico visto chi era stato citato, per il resto e cioè sui riflessi del berlusconismo  ho riflettuto assai:-) e sono quindi d’accordo con te.

    maria

  65. marijam says:

    >>Comunque tutte le disquisizioni su "dittatura" o "democrazia" sono prive di senso in un sistema interamente globalizzato, dove ogni potere è diffuso e transnazionale, e dove nessuno – né il "cittadino" né il Berlusconi – è in grado di agire sulla propria vita.

    maria
    non sono d’accordo su questa indistinzione, credo che alcuni cittadini, e berlusconi è tra questi, possano decidere della propria vita più e meglio di altri.
    La globalizzazione non annulla le differenze ,casomai le vela.

    Poi certo anche berlusconi per quanto titolare del massimo potere  possibile non sfuggirà agli accadimenti globali, la crisi economico-finanziaria per esempio, non potrà fermarla certo  con emilio fede e le sue televisioni.

  66. utente anonimo says:

    ma… la foto della madonnina con le scie dell’aereo con che criterio l’hai scelta?

    m5tp

  67. utente anonimo says:

     Per n. 26
    "Per quanto riguarda La Grassa…
    Onestamente faccio fatica a seguirlo, per semplice incompetenza mia nei campi in cui lui è esperto".
    Troppo buono, caro Martinez. Il problema, per questo testo di LG (che ieri mi sono preso la pena di leggere integralmente) è che non lo si può seguire semplicemente perché è senza capo ne coda. Io non avevo letto in precedenza testi di LG, cui mi uniscono alcuni elementi della mia formazione tra i 20 e i 30 anni (per esempio la rilettura del marxismo di Althusser), ma da quanto avevo ricavato da uno scritto di Preve su LG pubblicato proprio chez toi, mi ero fatto l’idea di una testa comunque forte. 
    Questo varrà senz’altro per quanto ha scritto in passato, ma il testo di cui qui si tratta (PRESA DI POSIZIONE NETTA) mette a fuoco, purtroppo, solo l’attuale condizione mentale dell’autore: uno spirito totalmente inacidito, in biliosamente ossessiva rivalsa nei confronti di tutti quelli che sono stati i suoi più o meno vicini compagni di fronte negli ultimi trent’anni, le ripetute contumelie contro i quali occupano quasi la metà del lunghissimo testo.
    A parte questo, quando nel finale cerca di tirare le fila dopo aver "chiuso ogni rapporto" (come ama dire) con l’universo mondo, cosa resta? Un personaggio che sollevando à la Munchausen il suo ego ad altezze stratosferiche sopra il pianeta popolato da invisibili e sempre schiacciabili formichine, mette in piedi un confuso Risiko geostrategico, all’interno del quale il nostro unico ruolo di formichine, se ho ben capito, sarebbe di tifare a più non posso per Eni e Finmeccanica da un lato e per Southstream e Northstream dall’altro ( e di conseguenza, dulcis in fundo, per Mister B., che in tale Risiko risulta alleato di LG, sia pure subordinato, perché un c’ha la visione strategica del Nostro). 

    tomar

    ps qui è OT, ma non posso fare a meno di quotare il punto 4 del tuo programma presidenziale. Ma lo sai che c’era già nel programma esistenziale di Kierkegaard?

  68. utente anonimo says:

    >>> Ma conta la questione di principio, per cui  a prescindere dagli esiti è intollerabile che il potere della comunicazione televisiva sia concentrato nelle mani di un diretto interessato alla sfida elettorale

    stupendo, meraviglioso, adesso prescindiamo dagli esiti (molto ciellino, peraltro)

    sono peraltro d’accordo, proibiamo a qualsiasi soggetto che abbia una TV di partecipare alla sfida elettorale. a parte la privatizzazione della RAI (evento benemerito chiunque se la accolli), al massimo avremmo … Murdoch che sponsorizza prima Maggie poi Tony.

    ma ammetterete che questo è secondario, rispetto allo spasso di prescindere dall’esito elettorale per dire che la democrazia è stata falsata a favore di Berlusconi

    Francesco

    X VAL: in primo luogo Berlusconi ha creato la coalizione di CDX intorno alla sua persona e ai suoi mezzi economici, poi la ha ingessata quando ha iniziato a rimuovere la sua mortalità. peccato, ma non una cosa terribile, tanto morirà lo stesso e il CDX dovrà arrangiarsi-

    >> Trovo sterile la diatriba dittatura sì dittatura no … meglio se non lo dici a Berlusconi, perchè ti saresti chiamato i carabineros alla porta da solo, e neppure potresti lamentarti.

    >>> la dittatura di Berlusconi NON arriva e NON arriverà, però è legittimo trattarlo come se già fosse, se non un Pinochet, almeno un Chavez? avete imparato il pudore da Bruno Vespa?

  69. utente anonimo says:

    x Miguel 50

    posso chiosare che Berlusconi si è anche trovato in una situazione senza precedenti, con la sparizione di partiti che ottenevano più del 50% del consenso elettorale?

    non è stato solo il possesso delle TV

    Francesco

  70. utente anonimo says:

    – siamo convinti che Silvio Berlusconi almeno ci protegga da Gianfranco Fini

    MM

    Questa m’era sfuggita … perché Fini sarebbe "peggio" di Berlusconi ?
    Su quali versanti ?

    Si mormora che Fini Leader del PD  sarebbe il sogno proibito di tanti iscritti del suddetto sedicente "maggior partito d’ opposizione a Berlusconi".

    Davvero, non l’ ho capita …

    XXX

  71. Peucezio says:

    Miguel, secondo me tu hai capito molto meglio del 99% delle persone ciò che Berlusconi è e rappresenta e, anche se il giudizio finale è differente (io ho grande stima per Berlusconi, in molta parte proprio per gli stessi motivi per cui molti lo criticano; a te penso sia più o meno indifferente), condivido sostanzialmente tutto quello che dici su di lui (e dici cose tutt’altro che banali, come sulla maggior parte  dei temi peraltro).
    E’ vero che un capo di governo e uno statista in genere è esposto, potenzialmente, alla violenza politica e ritengo Berlusconi un incosciente: con l’aria che tira è irresponsabile esporsi in quel modo e se al posto del lanciatore di duomi ci fosse stato uno con una pistola (non mi risulta che ai comizi ci siano i metal-detector), sarebbe finita come si può immaginare.

    Lasciami dire una cosa però: Berlusconi è un obiettifo facile, anche piuttosto scontato direi. L’unica cosa che posso riconoscere a Tartaglia, nella vigliaccheria del suo gesto (perché ritengo in ogni caso una vigliaccheria lanciare un oggetto contundente a bruciapelo a chi non se l’aspetta) è che lui ha messo in pratica, con le conseguenze che questo comporterà per lui, ciò che tanti frustrati inveleniti d’odio sognano e teorizzano.

    Su Gianfranco La Grassa (non era in risposta a me, ma siccome lo seguo da tempo e leggo ogni giorno il suo blog, mi viene naturale parlarne):
    La Grassa credo che abbia capito il senso vero di quello che sta accadendo in Italia e nei rapporti fra questa e il giochi geopolitici internazionali e ritengo sia uno dei pochissimi (forse nell’ordine delle unità o poco più) ad avere una simile lucidità.
    E’ anche un livoroso, dal carattere emotivo e a tratti viscerale, che raramente riesce a sfumare i giudizi e tantomeno i toni. Credo però che il suo distanziamentoi ideologico e fattuale dalla sinistra e dall’allora PCI, come d’altronde quello di Costanzo Preve, risalga a qualche decennio fa. So per certo che già nel ’68 aveva tagliato i ponti con la totalità o quasi del mondo della sinistra, con esclusione magari di qualche gruppo marginale che faceva praticamente solo elaborazione intellettuale.
    Non manca però di sottolineare sempre la sua ascendenza marxista e l’attualità di un Marx, sia pure criticamente "rivisitato", contro i marxisti ortodossi e ossificati da una parte e contro i detrattori di Marx dall’altra, il che lo pone in una prospettiva teorica lontanissima dalla mia, ma non me ne importa nulla, perché è se uno ha lucidità e onestà intellettuale e ha capito come stanno le cose e quali sono i nemici, per quello che mi concerne può essere marxiano, liberale, kantiano, volterriano o quello che gli pare, ma ci andrò d’accordo e lo leggerò volentieri.

  72. marijam says:

    posso chiosare che Berlusconi si è anche trovato in una situazione senza precedenti, con la sparizione di partiti che ottenevano più del 50% del consenso elettorale?

    non è stato solo il possesso delle TV francesco

    mi trovo QUASI costretta ad essere d’accordo con francesco

    la kompagna maria

    ps. ma dove è finito ritvan?

  73. utente anonimo says:

    Peucezio, secondo me l’idea che Berlusconi è stato irresponsabile a esporsi vista l’aria che tira è non solo sbagliata, ma antiberlusconiana (peccato grave, per te!)
    sbagliata perché non tira nessuna aria particolare, tira la stessa aria di quando il treppiede lo ha mancato di poco, tira la stessa aria di sempre, in cui peraltro lui ha sempre dimostrata di muoversi come un campione di windsurf
    antiberlusconiana perché Berlusconi se non si espone irresponsabilmente, cioè nei luoghi e nelle forme non previsti, non è niente: il bluff della rivoluzione liberale è saltato il giorno dopo le elezioni nel ’94, da allora è stata una continua recita a soggetto (parlo della politica italiana, non del risiko planetario – che al 99,9 per cento degli elettori italiani non interessa granché)
    tutti, anche tu adesso, gli hanno sempre detto di frenare, lui ha sempre accelerato e alla fine, per una cosa o per l’altra, ha avuto ragione
    poi, irresponsabile: ma chi poteva mai concepire il rischio di un lancio di souvenir da parte di un pazzeriello con la faccia caravaggesca? era più probabile lo tirassero giù come Kennedy (e parlo di una probabilità, secondo me, non alta, ecco)

    sulla questione controllo delle TV-elezioni, ovviamente chi fa lo scettico è in una botte di ferro, perché nessuno puo’ fornire prove dirette
    pero’, le due sconfitte di Berlusconi (sconfitte… nel ’96 ha pagato la mancata allenza con la Lega, insieme facevano 19 milioni di voti contro i 17 dell’Ulivo e Rifondazione; il 2001 è stato un sostanziale pareggio) dimostrano soltanto che il controllo di buona parte delle TV non è condizione necessaria (né tantomeno sufficiente) per vincere le elezioni
    d’accordo, ma chi sostiene una tesi del genere, in questa forma? diciamo che controllare buona parte delle TV aiuta, perché, per esempio, quando decidi di battere su un tema (nel 2001, le tasse) puoi essere certo che metà delle TV parleranno solo di quello, e sarà difficile che il tuo avversario possa parlare di altro
    diciamo anche che, in giro per il mondo, si pensa che aiuti parecchio
    in sintesi: le due sconfitte di Berlusconi dimostrano che il controllo di buona parte delle TV non è condizione necessaria per vincere le elezioni, MA NON DIMOSTRANO CHE TALE CONTROLLO NON ABBIA NESSUN TIPO DI INCIDENZA. Questo nessuno lo puo’ "dimostrare"

    certo, è probabile che, se anche dai in mano TUTTE le TV a un Fassino, il PD si giocherebbe il quorum con il Partito Antipopolare Kelebekiano

    ciao

    renna

  74. Peucezio says:

    Renna, secondo me uno come Berlusconi dovrebbe stare blindato dalla mattina alla sera, vivere in un bunker e muoversi in una specie di carroarmato.
    So che non lo farà mai ed è del tutto contrario al suo temperamento, non perché recita, come credono tutti coloro che secondo me non hanno capito Berlusconi (è un po’ istrionico, come molti italiani delle passate generazioni, ma l’istrionico non recita, è fatto così, gli viene spontaneo essere istrionico), ma perché davvero cerca il contatto con il popolo e ne ha bisogno.
    Non sono abbastanza berlusconiano? E’ vero. Vorrei un Berlusconi più risoluto, alla Putin, più freddo e meno ingenuo, meno incline a vedere amici dove non ve ne sono (U.S.A.) e meno tentennante e mite coi nemici (Fini).
    Ma in fondo Berlusconi deve piacere agli italiani, non a me, che sono un po’ estremista, e l’Italia non è la Russia, quindi forse ha ragione lui… 

  75. utente anonimo says:

    oh Maria

    qui si sente puzza di compromesso storico!

    :D

    Francesco

  76. kelebek says:

    Per Peucezio n. 66

    Stupendo il ragionamento su Berlusconi, che – da una prospettiva piuttosto diversa – ritengo sia una delle cose più sensate scritte finora sul personaggio.

    Miguel Martinez

  77. utente anonimo says:

    PS anch’io vorrei un Berlusconi un pochino più lucido, magari non un macellaio come Putin ma meno umorale, con qualche idea, alla fine sappiamo più cosa vuole Fini o Bossi o Tremonti di quello che vuole Berlusconi

    Francesco

  78. RitvanShehi says:

    >ma dove è finito ritvan?marijam<

    No, non mi hanno rinchiuso in un CIE:-), cara: ho avuto dei problemi (legati a splinder) a commentare qui, ma li ho risolti e adesso posso commentare.
    Ciao

  79. PinoMamet says:

      A proposito di istrionismo (concordo con Peucezio, Berlusconi non recita affatto).

    Capitai una volta su un blog di un inglese residente a Roma, peraltro odioso;
    dal suo blog si capiva che l’Italia gli faceva cagare, e che della cultura italiana sapeva in compenso poco e niente, gli faceva schifo semplicemente perché, oh stupore, era diversa da quella inglese; giusto due parole di italiano aveva imparato, e pure sbagliate, nonostante dicesse di vivere a Roma da anni e anni e di considerarsi "romano".
    Proprio per questa sua pervicace estraneità all’ambiente, trovo che alcune sue osservazioni fossero paradossalmente esatte.
    Come quella che faceva sul fatto che i bambini italiani vengono spesso educati a essere degli istrioni, dei performer, le cui doti attoriali vengono esaltate dai genitori, per i quali il bambino che si mette da solo al centro dell’attenzione non è degno di rimprovero, ma di lode.
     
    Berlusconi ben rappresenta questo tratto della cultura italiana, che per inciso è uno di quelli che, a mio parere, più fanno vergognare quelli che io chiamo "gli intelligenti" (dai, li conoscete tutti, quelli che vanno al locale fighetto finto alternativo per ascoltare la musica che hanno sempre "scoperto" loro, fanno le battutine in inglese perché fa più fico, hanno una laurea e almeno tre amici stranieri, guardano dall’alto in basso chiunque sbagli un congiuntivo e mangiano biologico… insomma, noi ;-) )
    e che più li spingono all’antiberlusconismo, altro che "rischio per la democrazia".
     
    Ciao!

    PS
    Io, gli "intelligenti" non li sopporto (presenti a parte!);
    a parte gli scherzi, voglio dire, è proprio questo snobismo de sinistra che permetterà sempre a Berlusconi di vincere le elezioni, finché Duomo non lo separi.

  80. controlL says:

    ma la lingua italiana è facilissima da imparare, scriveva non so quale inglese, bastano tre parole: cosa, coso e cosare.p

  81. utente anonimo says:

    x Pino

    ti seguo quasi su tutto: se uno sbaglia un congiuntivo no, delendus est e basta.

    ciao

    Francesco

  82. Da quando leggo Ripensare Marx, per me il lagrassismo è rimasto un mistero. Effettivamente quella di Tomar è una buona esegesi psicologica che a me non era venuta in mente. Il lagrassismo ha aspetti francamente comici, sopratutto nella terminologia. per esempio quando vuole sostituire i termini classici del maxismo: proletariato e borghesia con dominati e dominanti, che non offrono nessun vantaggio euristico apparente ma che in compenso hanno quel non so che di sado maso che strappa la risata.’Sti dominanti me li vedo bosrchiuti e con gatto a nove code minacciando con un sorriso godurioso i poveri dominati seminudi e in ginocchio. Quello che temo di piú del lagrassismo è che finito di ripensare marx con la conclusione che il meglio che offre la politica mondiale è la simpatica combricola Berlusconi, Lukashenko Gheddafi, e quello della Corea del nord. Gli salti in mente di ripensare, che so io, Spinoza o Machiaveli, o, Dio ce ne scampi, Marsilio da Padova. Non riesco a immaginare le conseguenze, davvero, e spero di non doverle sperimentare sul mio portatile.
    genseki

  83. controlL says:

    Credo che non occorra molto per capire lagrassa. Un altro conto è seguirlo nelle sue scelte. Abbandonato l’orizzonte rivoluzionario, resta solo la politica a vista. La sostituzione di termini non significa altro che questo in fondo alla teoria che sostiene. L’evidente difficoltà dell’america gli apre prospettive di nuove alleanze, che non possono essere altro che nazionali, venuto meno l’internazionalismo. Così fecero i riformisti classici di fine ottocento inizio novecento, così fece mussolini, così fece stalin e tutti i partiti comunisti, italiano in testa, che lo seguirono. Anche la giustificazione teorica è sempre quella per tutte queste scelte: marx non ha saputo analizzare parzialmente o totalmente, a seconda delle varie teorie, il capitalismo, che è evoluto secondo modi imprevisti dalla sua teoria. Nihil novi sub sole.p 

  84. Peucezio says:

    Grazie, Miguel :-) Non immaginavo ti sarebbe piaciuto tanto quel piccolo intervento.

    Ottima anche l’analisi di PinoMamet. Tra l’altro io sono pugliese e il pugliese, quando è istrionico, lo fa per imitazione, facendo suo il modello nazionale, ma non è molto nella sua natura. E a me, che istrionico non sono affatto, un po’ di istrionismo e di egocentrismo sarebbe molto utile, ahimé!

    Breve risposta su La Grassa: a bene secondo me a voler cambiare nome del blog (cosa che farà presto). E’ chiaro che un pensiero "eretico" non piace agli ortodossi. Basta non richiamarsi al Dogma e tenerlo al massimo come un elemento di ispirazione, di spunto e una parte della propria storia personale, non di più. Altrimenti fra trecento anni saremo ancora a cercare di interpretare la realtà secondo coordinate ottocentesche nate in contesti completamente diversi.

  85. utente anonimo says:

    Per Ritvan

    Visto che ora ho la sicurezza di essere letto  ti ho contro-contro replicato (spero per l’ultima volta)nei commenti al post del 30/9/2008 Se vuoi chiudere la partita..

    Mr Magoo

  86. utente anonimo says:

    >> è proprio questo snobismo de sinistra che permetterà sempre a Berlusconi di vincere le elezioni

    E figuriamoci! Questa l’hai detta per non passare per intelligente? :-)
    A parte scherzi, davvero: questa dello snobismo di sinistra non la sopporto più, perché pur avendo come molti luoghi comuni un fondo di verità, è diventata una frase fatta con un potere esplicativo quasi nullo.
    Credo di avere diverse conoscenze rappresentative della sinistra-altoborgehse-snob-radical-chic milanese, parlo di gente con 500mila euro di reddito all’anno e casa a Sankt-Moritz, e persino in quell’ambiente il giudizio su Berlusconi è molto meno snob, liquidatorio e sprezzante di quel che si crede.
    Se scendiamo un po’, alla quasi totalità delle mie conoscenze non destrorse tra il proletario e il piccolo borghese Berlusconi sta istintivamente sulle palle (il che mi sembra molto pop e poco snob) , e i giudizi su di lui sono ragionevoli ed articolati.
    La rappresentazione dei mangiatori di cibo biologico che ascoltano musica etnica è caricaturale. "Noi" non siamo così. Trovo poche differenze, politicamente parlando, tra D’Alema e Berlusconi; ciò non toglie che certe pagliacciate populiste mi facciano vergognare e sono stanco di sentirmi dire che questo non solo è snobismo, ma che è colpa mia se la sinistra perde. Che palle! :-)

    Val

    P.S. detto in tutta franchezza, che Berlusconi reciti o sia genuino non me ne può fregare di meno, e non credo che sia poi così rilevante. Certe forme di populismo mi sembrano regressive, sono contagiose (la maggioranza dei politici, letteralmente, recita ad uso e consumo della Tv) e secondo me tradiscono, in fondo, un sostanziale disprezzo del popolo.

  87. PinoMamet says:

     Di passare per intelligente non me ne frega niente.
    Non lo sono.

    "Noi" non siamo così? Meglio per "voi".
    Caricaturale non direi proprio, ne conosco decine, se tu hai conoscenze più simpatiche amen.
    e sì, la sinistra perde non perché non è populista, ma perché non è popolare.
    Fosse popolare, la voterebbero.
    Invece piuttosto di votarla, si riducono a votare Berlusconi.
    Che è quello che è, lo sanno tutti.
    vuol dire che gliele avete proprio scassate, con i vostri gruppettini "sconosciuti" e col cibo biologico ;-)

  88. PinoMamet says:

     Per una critica assai più intelligente della mia al "kuminismo", ti rimando agli illuminanti blogs di Idiota Ignorante e di Yossarian.

  89. PinoMamet says:

     "ciò non toglie che certe pagliacciate populiste mi facciano vergognare "

    e perché??

  90. marijam says:

    Pino,

    riguardo alla sinistra bisognerebbe cominciare a distinguere, non so chi tu conosca, io posso dirti qualcosa però: sono nata e vivo in Toscana e conosco molta gente di sinistra, bene, ti dico  che non mangia cibo biologico, che non sempre parla inglese e che quando usa il congiuntivo lo fa perchè nativa, appunto, di una regione dove ancora si usa abbastanza, senza notare o disprezzare però chi non lo usa , perchè parla il cosiddetto italiano regionale, e dunque per ignoranza  della lingua ,stavo per dire vera:-),  toscana classica , che peraltro sta regredendo.

    Allora anche a me ,questa della sinistra radical chic mi sembra una sorta di leggenda metropolitana che andrebbe verificata meglio,  non so  bene cosa sia il cuminismo, cavallo di battaglia di questo  Yossarian che mi pare viva a Londra, e che in generale sembra  avere molto a noia la sinistra tutta, anche quella meno snob.

    Più seria mi pare la questione  dell’essere popolare o meno, ma io mi chiedo ,e non retoricamente, cosa significa essere popolari oggi?

  91. liberameri says:

    mitico, miguel! Da un pò non leggevo il tuo blog…e facevo male! Ciao

  92. PinoMamet says:

      Rispondo a Marijam e a Val
     
    scusate, voi vivete in Toscana e, credo, a Milano;
    io evidentemente su Marte.
     
    Qua su Marte, conosco (non "me le invento"; non "le sceneggio"; le conosco proprio) decine di persone che amano mangiare etnico, biologico, solidale, boicottano il tonno perché lo ha detto Giulietto Chiesa, dividono le biciclette, protestano contro il traffico inesistente, affollano i locali Off e molto Off a guardare mostre di quadri (che io trovo tutti orrendi, ma sono snob, e non ho paura di dirlo) e ascoltare concertini di post-punk, post-rock, fado, musica kurda…
    Mi sono sbagliato io, e vi chiedo scusa, e votano tutti per Berlusconi, che volete che vi dica.
     
    Mo': è "colpa" loro se la sinistra perde le elezioni?
     
    1- prima di tutto non è una "colpa". Visto che siamo in democrazia, a volte vince una parte, a volte l’altra. Non è la fine del mondo, è la democrazia, appunto.
     
    2- sì, è anche colpa loro, perché a me, che pure CONDIVIDO il loro stile di vita (vado ai concertini, vengo da una famiglia di sinistra, ho una laurea- trovate stereotipato e caricaturale anche questo?- ho ben più di 3 amici stranieri ecc. ecc.) stanno istintivamente sul cazzo.
    Evidentemente non sono tutta la sinistra.
     
    Sono però la parte più riconoscibile e anche più accesa dell’antiberlusconismo, che è una cosa ben diversa dalla sinistra. Ma che la aiuta a perdere le elezioni.
     
    E sono quelli che appunto si vergognano quando Berlusconi fa le corne o, incredibile dictu, va all’Aquila a baciare i bambini e raccogliere voti, come i politici di tutto il mondo.

    ribalto perciò la domanda:
    che, è colpa mia se la sinistra non riesce a essere popolare??
     
    Ma se volete torniamo sull’argomento.
    Ciao.

  93. utente anonimo says:

    Pino non ti arrabbiare, non ce l’ho con te ma con i luoghi comuni. :-)

    Alla sinistra va di moda rimporverare tutto: troppo arrendevole con Berlusconi, troppo aggressiva con Berlusconi, troppo elitaria, troppo a rincorrere gli slogan, troppo moderata, troppo poco moderata, e via andare. I sono per le critiche anche dure ma ragionate.
    La sinistra non è popolare? Sono abbastanza d’accordo. Certo è più popolare della Lega, se  la Lega passa per partito popolare e il metro è il successo elettorale, criterio che però non mi convince molto (vince chi è popolare? O è popolare chi ha vinto?).  Forse c’è bisogno di spiegazioni meno naïf,  considerando che la sinistra perdeva anche quando era Partito comunista, cui si poteva rimporverare tutto ma non di non essere popolare.
    Ho detto "noi" perché l’hai detto tu, naturalmente parlo per me e per il mondo come lo conosco io, che non è così con la puzza sotto il naso come lo dipingi tu. E io contesto non solo l’accusa di snobismo, ma anche l’idea che questo possa influire sui risultati elettorali, quasi che invece di votare Bersani, Chiamparino o il popolarissimo Agazio Loiero gli elettori dovessero votare qualche tuo amico macrobiotico. Infine, non penso dover spiegare perché certe uscite mi fanno vergognare. Il perché è irrilevante. A me sembra ovvio, ma anche se  la maggioranza invece si diverte (come è altrettanto ovvio), qual è il punto? Se io mi vergogno di un presidente cialtrone e machista faccio perdere le sinistre? Mi sfugge il nesso.

    Val

  94. PinoMamet says:

     Vedi Val

    io mi vergogno di quello che faccio io.
    Delle azioni di Berlusconi, non sono responsabile. Perciò non provo nessuna vergogna per lui. Potrei vergognarmi per conto terzi solo se fossi adeguatamente pagato per farlo.
    A me è questo che sfugge: "ci" vergogniamo? e di che?
    Poi, molte cose di cui amiamo vergognarci, o sono normali (andare all’Aquila), o sono innocue (le corna, le battute, l’istrionismo), o sono fondamentalmente cazzi suoi (le escort);
    secondo me, naturalmente; so che per qualcuno non saranno normali, non saranno innocue e non saranno cazzi suoi, ma io non posso ragionare con la testa degli altri, altrimenti la farei ragionare come la mia, e non viceversa.

    Ma davvero, torno sull’argomento quando la connessione mi funziona meglio.
    Ciao!

  95. utente anonimo says:

    Pino, il mio commento arriva in ritardo, in parte mi hai già riposto. Ma la risposta non mi convince troppo :-)

    Mi sembra che alla fine tutti i tuoi ragionamenti vadano a parare in un unico punto, che la sinistra ha bisogno di un Berlusconi. Andiamo bene. Davvero credi che una coalizione perda perché non è guidata da un guascone che fa le corna e tocca al culo alle donne? Fosse anche vero, stiamo freschi. Però se quel simpaticone brillantissimo di Prodi si è preso il lusso di battere il Berlusca due volte su due, forse ci vuole qualche spiegazione un po’ più articolata.
    C’è poi da distinguere lo snobismo dall’antiberlusconismo: quest’ultimo è anch’esso "popolare", così come è "popolare" lanciargli una mattonata in faccia. Non solo: non può esistere un antiberlusconismo senza un berlusconismo, l’ossessione antiberlusconiana è l’altra faccia dell’ossessione berlusconiana. Il moderno culto mediatico della persona tanto sfruttato da Berlusconi non poteva non rovesciarsi nel suo contrario, e io continuo a sospettare che per creare un Berlusconi a sinistra non ci voglia solo un’iniezione di istrionismo populista, ma anche un paio di televisioni.

    Val

  96. roseau says:

    @Val:Se io mi vergogno di un presidente cialtrone e machista faccio perdere le sinistre? Mi sfugge il nesso.

    Naturalmente, no. Ma puntare soltanto su una campagna di comunicazione che metta in risalto la tracotanza, la volgarità e il maschilismo dell’ avversario senza essere mai d’ accordo su una qualsivoglia proposta di legge c.d. "progressista" fa perdere le sinistre eccome.
    Pure io vengo da Marte, e in Regione gli ex margheriti hanno dovuto proporre un emendamento, strattonati dal Cardinale Caffarra, che di fatto svuota il progetto di un registro regionale che equipari dal punto di vista economico  le coppie di fatto alle famiglie di coniugi.
    Eppure, questa legge non avrebbe fatto male a nessuno, né avrebbe negato i diritti a qualcuno.
    A Parma (ci credereste?) le signore che gestiscono i negozzietti tanto tanto macrobiotici, gli ascoltatori finesettimanali di musica kurda e i fautori entusiasti dell’ idrocolonterapia e del corno di letame biodinamico manco se ne sono accorti.
    Quel che voglio dire io è che la sinistra orfana di Verdi -non il nume tutelare locale-, Rifondazione e SeL locale è particolarmente sensibile ai diritti di ecologisti della domenica, ex fricchettoni folgorati sulla via di Osho, neuropsichiatre infantili che curano in nero pazienti dai 6 agli 80 anni con i fiori di Bach.
    Ma lo sapete che c’è un gruppo in Regione che si domanda seriamente perché l’ omeopatia non sia passibile di esenzione dal ticket???
    Tra l’ altro facendo confusione, perché si mette sullo stesso piano omeopatia, fiori di Bach (inefficaci), agopuntura e massaggi (efficaci come coadiuvanti ad altre terapie), fitoterapia (efficace ma da maneggiare con prudenza, come i farmaci).

  97. roseau says:

    @Val:Se io mi vergogno di un presidente cialtrone e machista faccio perdere le sinistre? Mi sfugge il nesso.

    Naturalmente, no. Ma puntare soltanto su una campagna di comunicazione che metta in risalto la tracotanza, la volgarità e il maschilismo dell’ avversario senza essere mai d’ accordo su una qualsivoglia proposta di legge c.d. "progressista" fa perdere le sinistre eccome.
    Pure io vengo da Marte, e in Regione gli ex margheriti hanno dovuto proporre un emendamento, strattonati dal Cardinale Caffarra, che di fatto svuota il progetto di un registro regionale che equipari dal punto di vista economico  le coppie di fatto alle famiglie di coniugi.
    Eppure, questa legge non avrebbe fatto male a nessuno, né avrebbe negato i diritti a qualcuno.
    A Parma (ci credereste?) le signore che gestiscono i negozzietti tanto tanto macrobiotici, gli ascoltatori finesettimanali di musica kurda e i fautori entusiasti dell’ idrocolonterapia e del corno di letame biodinamico manco se ne sono accorti.
    Quel che voglio dire io è che la sinistra orfana di Verdi -non il nume tutelare locale-, Rifondazione e SeL locale è particolarmente sensibile ai diritti di ecologisti della domenica, ex fricchettoni folgorati sulla via di Osho, neuropsichiatre infantili che curano in nero pazienti dai 6 agli 80 anni con i fiori di Bach.
    Ma lo sapete che c’è un gruppo in Regione che si domanda seriamente perché l’ omeopatia non sia passibile di esenzione dal ticket???
    Tra l’ altro facendo confusione, perché si mette sullo stesso piano omeopatia, fiori di Bach (inefficaci), agopuntura e massaggi (efficaci come coadiuvanti ad altre terapie), fitoterapia (efficace ma da maneggiare con prudenza, come i farmaci).

  98. roseau says:

    @Val:Se io mi vergogno di un presidente cialtrone e machista faccio perdere le sinistre? Mi sfugge il nesso.

    Naturalmente, no. Ma puntare soltanto su una campagna di comunicazione che metta in risalto la tracotanza, la volgarità e il maschilismo dell’ avversario senza essere mai d’ accordo su una qualsivoglia proposta di legge c.d. "progressista" fa perdere le sinistre eccome.
    Pure io vengo da Marte, e in Regione gli ex margheriti hanno dovuto proporre un emendamento, strattonati dal Cardinale Caffarra, che di fatto svuota il progetto di un registro regionale che equipari dal punto di vista economico  le coppie di fatto alle famiglie di coniugi.
    Eppure, questa legge non avrebbe fatto male a nessuno, né avrebbe negato i diritti a qualcuno.
    A Parma (ci credereste?) le signore che gestiscono i negozzietti tanto tanto macrobiotici, gli ascoltatori finesettimanali di musica kurda e i fautori entusiasti dell’ idrocolonterapia e del corno di letame biodinamico manco se ne sono accorti.
    Quel che voglio dire io è che la sinistra orfana di Verdi -non il nume tutelare locale-, Rifondazione e SeL locale è particolarmente sensibile ai diritti di ecologisti della domenica, ex fricchettoni folgorati sulla via di Osho, neuropsichiatre infantili che curano in nero pazienti dai 6 agli 80 anni con i fiori di Bach.
    Ma lo sapete che c’è un gruppo in Regione che si domanda seriamente perché l’ omeopatia non sia passibile di esenzione dal ticket???
    Tra l’ altro facendo confusione, perché si mette sullo stesso piano omeopatia, fiori di Bach (inefficaci), agopuntura e massaggi (efficaci come coadiuvanti ad altre terapie), fitoterapia (efficace ma da maneggiare con prudenza, come i farmaci).

  99. roseau says:

    @Val:Se io mi vergogno di un presidente cialtrone e machista faccio perdere le sinistre? Mi sfugge il nesso.

    Naturalmente, no. Ma puntare soltanto su una campagna di comunicazione che metta in risalto la tracotanza, la volgarità e il maschilismo dell’ avversario senza essere mai d’ accordo su una qualsivoglia proposta di legge c.d. "progressista" fa perdere le sinistre eccome.
    Pure io vengo da Marte, e in Regione gli ex margheriti hanno dovuto proporre un emendamento, strattonati dal Cardinale Caffarra, che di fatto svuota il progetto di un registro regionale che equipari dal punto di vista economico  le coppie di fatto alle famiglie di coniugi.
    Eppure, questa legge non avrebbe fatto male a nessuno, né avrebbe negato i diritti a qualcuno.
    A Parma (ci credereste?) le signore che gestiscono i negozzietti tanto tanto macrobiotici, gli ascoltatori finesettimanali di musica kurda e i fautori entusiasti dell’ idrocolonterapia e del corno di letame biodinamico manco se ne sono accorti.
    Quel che voglio dire io è che la sinistra orfana di Verdi -non il nume tutelare locale-, Rifondazione e SeL locale è particolarmente sensibile ai diritti di ecologisti della domenica, ex fricchettoni folgorati sulla via di Osho, neuropsichiatre infantili che curano in nero pazienti dai 6 agli 80 anni con i fiori di Bach.
    Ma lo sapete che c’è un gruppo in Regione che si domanda seriamente perché l’ omeopatia non sia passibile di esenzione dal ticket???
    Tra l’ altro facendo confusione, perché si mette sullo stesso piano omeopatia, fiori di Bach (inefficaci), agopuntura e massaggi (efficaci come coadiuvanti ad altre terapie), fitoterapia (efficace ma da maneggiare con prudenza, come i farmaci).

  100. roseau says:

    @Val:Se io mi vergogno di un presidente cialtrone e machista faccio perdere le sinistre? Mi sfugge il nesso.

    Naturalmente, no. Ma puntare soltanto su una campagna di comunicazione che metta in risalto la tracotanza, la volgarità e il maschilismo dell’ avversario senza essere mai d’ accordo su una qualsivoglia proposta di legge c.d. "progressista" fa perdere le sinistre eccome.
    Pure io vengo da Marte, e in Regione gli ex margheriti hanno dovuto proporre un emendamento, strattonati dal Cardinale Caffarra, che di fatto svuota il progetto di un registro regionale che equipari dal punto di vista economico  le coppie di fatto alle famiglie di coniugi.
    Eppure, questa legge non avrebbe fatto male a nessuno, né avrebbe negato i diritti a qualcuno.
    A Parma (ci credereste?) le signore che gestiscono i negozzietti tanto tanto macrobiotici, gli ascoltatori finesettimanali di musica kurda e i fautori entusiasti dell’ idrocolonterapia e del corno di letame biodinamico manco se ne sono accorti.
    Quel che voglio dire io è che la sinistra orfana di Verdi -non il nume tutelare locale-, Rifondazione e SeL locale è particolarmente sensibile ai diritti di ecologisti della domenica, ex fricchettoni folgorati sulla via di Osho, neuropsichiatre infantili che curano in nero pazienti dai 6 agli 80 anni con i fiori di Bach.
    Ma lo sapete che c’è un gruppo in Regione che si domanda seriamente perché l’ omeopatia non sia passibile di esenzione dal ticket???
    Tra l’ altro facendo confusione, perché si mette sullo stesso piano omeopatia, fiori di Bach (inefficaci), agopuntura e massaggi (efficaci come coadiuvanti ad altre terapie), fitoterapia (efficace ma da maneggiare con prudenza, come i farmaci).

  101. PinoMamet says:

     "Davvero credi che una coalizione perda perché non è guidata da un guascone che fa le corna e tocca al culo alle donne? "

    No.
    Credo che perda, anche (anche), perché mostra di ritenere che il vero problema sia questo.
    Sono ovviamente luoghi comuni; per questo sono "veri", pubblicitariamente parlando, cioè, funzionano.

  102. controlL says:

    Sulla sconfitta, così netta del centrosinistra, questa va anche addebitata all’incapacità della sua classe dirigente. Era evidente che il porcellum sfavoriva una coalizione più composita come la sua e favorita il centrodestra che aveva in berlusconi il suo punto forte di sutura. I pidiessini/margheritini, invece di cambiare immediatamente la legge elettorale, s’affrettano inutilmente a fare il pd e vanno allo scontro soli, coi risultato che sappiamo del pd, politicamente non pervenuto, come certe temperature di città insignificanti, e dei partiti di sinistra, non pervenuti neppure in parlamento. Che berlusconi abbia saputo manovrare meglio le leve tecniche, diciamo così, della politica, è un fatto che mi pare poco notato da chi dice che sia solo uno capace d’usare la sua immagine. Se si pensa che molta classe dirigente dei partiti contrari al centrodestra viene dal pci e dalla dc, che furono partiti abilissimi nelle manovre elettorali e parlamentari, ci sarebbe da  meditare un pochettino sullo scadimento degli eredi di quelle tradizioni.p 

  103. utente anonimo says:

    Visto che altrove si parla di complotti, una spiegazione delle sconfitte della sinistra è che D’Alema sia a libro paga di Berlusconi. Ha fatto le scarpe a Prodi, poi a Veltroni, non ha fatto la legge sul conflitto di interesse quando poteva, anzi si è impantanato nella bicamerale con Berlusconi. Non troppo tempo fa, in un incontro accademico, un mio amico professore ha messo in difficoltà l’ex ministro Gentiloni attaccandolo non ricordo bene su cosa, forse sull’attauazione della sentenza della Corte europea su Europa 7. La questione era abbastanza tecnica e Gentiloni si è salvato in corner adducendo appunto un probelma molto tecnico che avrebbe impedito l’approvazione del provvedimento. Quel che ricordo bene è che finita la conferenza, in privato, il mio amico (che dice di stimare Gentiloni) lo ha nuovamente incalzato dicendogli che il problema tecnico era una balla. risposta dell’ex ministro: "Vuoi sapere davvero perchè la legge non è passata? Ti dico solo questo: Massimo D’Alema". :-)

    Val

  104. utente anonimo says:

    Interessante osservazione di ControIL, ci ho pensato spesso anch’io. Ma la maggior capcità dimanovra di Berlusconi io me la spiego ancora una volta con il vantaggio competitivo che gli danno le televisioni. Che non gli assicurano la vittoria elettorale contro gli avversari ma, e non mi stancherò mai di ripeterlo visto che tanti sembrano sottovalutarlo, gli garantiscono il rpimato assoluto nella coalizione, che è così molto più coesa rispetto al centrosinistra, che invece rischia di saltare ad ogni passaggio critico (figuriamoci una legge elettorale). Un vantaggio davvero non da poco. Certo, ciò non toglie che il Pd abbia dato prova di un’impensabile insipienza strategica. Ma qui stiamo su u altro livello rispetto al fado e all’omeopatia (a questo proposito le riflessioni di Roseau sulle difficoltà della sinistra mi sembrano un po’ contraddittorie – mi riprometto di tornarci su).

    ciao,
    Val

  105. PinoMamet says:

      Io non mi occupo di strategie politiche.
    Io, se vogliamo, lavoro con l’immaginario, quindi guardo quello e mi interessa quello.
     
    Allora, andando per ordine:
    l’immaginario dell’uomo di sinistra snob c’è. Lo dici tu stesso, Val, che lo contesti come "luogo comune".
    Se è un luogo comune, vuol dire che è diffuso.
    Il luogo comune "sano", per la sinistra, dovrebbe essere il contrario: voi riccastri snob, noialtri dalla parte del popolo.
    Non esistono le persone che diciamo io e Roseau? Questo te lo contesterò sempre; se vuoi ti passo i miei contatti di facebook. Esistono eccome, e con la loro esistenza sono già un grandissimo spot ambulante a favore di Berlusconi.
    Immagino che la stessa cosa non si applichi ai tuoi amici da svariate enormità di reddito (…) e tutti quelli capaci di discorsi articolati e pacati su Berlusconi, ovviamente.
    Peraltro non è neanche più un problema di reddito, visto che il famigerato operaio che vota Lega, se ha un buon posto, e il famigerato lavoratore autonomo che vota Berlusconi (anche questi, saranno luoghi comuni?) guadagnano quanto e a volte più del professore delle medie e dell’impiegato comunale che vota PD, e del tipo che insegna italiano agli immigrati (e mangia biologico, e ascolta il fado, eccome se lo fa) che vota partitino-di-sinistra-che-ci-tiene-a-essere-diverso-dagli altri-partitini-di-sinistra.
    (rendiamoci conto che se ci fosse un immaginario comune diffuso favorevole alla sinistra, avrei dovuto difendere il fatto contrario: "non è detto che chi vota a destra sia più ricco di chi vota a sinistra")
     
    In ogni caso, mi pare che parliamo di cose diverse.
    io ti dico, guarda che questa confezione di merendine non vende, e tu mi dici, cazzo, la confezione è una ritoccata al photoshop, e poi bisogna guardare gli ingredienti.
    Naturalmente, non è solo la confezione a far vendere, e ci sono cose confezionate benissimo che non vendono;
    ma io gli ingredienti non li leggo mai.
     
    PS
    No, non mi occupo né di merendine né di photoshop.

  106. utente anonimo says:

    >>> e sì, la sinistra perde non perché non è populista, ma perché non è popolare.

    ti amo!!!

    Francesco

    PS un pò anche lo invidio, l’ha detto così bene.

  107. utente anonimo says:

    un modesto contributo alla ricerca dei "cuministi": essendo felicemente sposato mi capitano in casa delle robe orrende, che credo si chiamino riviste femminili

    beh, quella del Corriere della Sera sembra una barzelletta, una parodia, uno sketch sul cuminismo più estremo

    buttato un occhio su quella di Repubblica, ho avuto la conferma che si coniuga con l’antiberlusconismo più oltranzista e serioso

    poi c’è Il manifesto

    poi le interviste a Umberto Eco in TV

    insomma, per essere una leggenda metropolitana è abbastanza corposa

    e, nel caso ve lo steste chiedendo, è sufficiente a far votare per Berlusconi

    ciao

    Francesco

  108. marijam says:

    pino,
    ora ho poco tempo, ma intanto ti dico: le persone che descrivi ci sono a sinistra ma non possono essere presentate come La sinistra.

    Riguardo al vincere o meno , non credo dipenda dal fatto che qualcuno compri  la marmellata al mercato biologico mensile di questa o quella città….

    maria

  109. marijam says:

    ti amo!!!

    Francesco

    maria
    ma senti chi parla, o non sei tu quello che ha segato, e per di più con una frase in latino,  chi sbaglia il congiuntivo ?

  110. utente anonimo says:

    il popolo non li sbagliava, i congiuntivi, finchè la sinistra non mise le mani sulla scuola.

    e vedi cosa ti dice la frase: per battere un populista devi essere popolare, non c’è bisogno di scendere al suo livello.

    ciao

    Francesco

  111. utente anonimo says:

    x Francesco:
    quindi il fatto che tu scriva sempre "un pò" con l’accento è colpa dei comunisti? Va be’, immagino che dopo la cura Gelmini avremo una generazione di accademici della crusca! :-)

    Val

  112. utente anonimo says:

    >Per Ritvan
    Visto che ora ho la sicurezza di essere letto  ti ho contro-contro replicato (spero per l’ultima volta)nei commenti al post del 30/9/2008 Se vuoi chiudere la partita..Mr Magoo<

    No, ti lascio volentieri l’ultima parola su quel vecchio post..sai, il Kosovo è ormai irreversibilmente indipendente dai tuoi amici serbi e, pertanto, come "premio di consolazione" puoi sfogarti quanto ti pare contro gli albanokosovari con le tue granitiche certezze secondo cui l’espulsione degli zingari dal Kosovo è avvenuta per fare del Kosovo una terra "etnicamente pulita" e non perché MOLTI zingari si erano macchiati di orrende nefandezze da sciacalli nei confronti degli albanesi.
    Cuntent?:-)

    Ritvan sloggato
     

  113. PinoMamet says:

     "il popolo non li sbagliava, i congiuntivi, finchè la sinistra non mise le mani sulla scuola.
     
    e vedi cosa ti dice la frase: per battere un populista devi essere popolare, non c’è bisogno di scendere al suo livello.
     
    ciao
     
    Francesco"

    Guarda, non so se sia colpa della sinistra, però guardando vecchie, ma molto vecchie interviste televisive alla "gente", sono rimasto stupito dalla proprietà di linguaggio e dalla chiarezza espositiva.
    Siamo passati dalla contadina con le idee chiarissime che parla in modo semplice, ma corretto, ai famosi provinanti del Grande Fratello.

    Ciao!

  114. utente anonimo says:

    x Pino:
    l’esempio è questo

    P: questa merendina non vende
    V: ma va? se non me lo dicevi tu non ce ne saremmo mai accorti
    P: inutile che fai il sarcastico, il tuo è un atteggiamento snob
    V: scusa, hai ragione. secondo te perché non vende?
    P: perché la confezione fa cacare
    V: hai qualche suggerimento in merito?
    P: ci vuole una confezione che faccia vendere
    V: geniale, perché non ci abbiamo pensato prima?
    P: inutile che fai il sarcastico, il tuo è un atteggiamento snob
    V: sì, ok… ma hai qualche suggerimento un po’ più preciso?
    P: no, non mi occupo di merendine
    V: va be’ ho capito, grazie e arrivederci
    P: che atteggiamento snob, ti lascio alla tua merendina macrobiotica
    V: ma guarda che è una normalissima merendina che…
    P: non mi interessa, io non guardo gli ingredienti
    V: ma allora come fai a dire…
    P: se non è macrobiotica la merendina lo è chi la compra
    V: quindi?
    P: i macrobiotici stanno sul cazzo a tutti
    V: dici?
    P: certo, per questo la merendina non vende
    V: cioè, l’insuccesso di un prodotto dipende dai suoi acquirenti? inaudito!
    P: se sono così snob e antipatici, sì
    V: cazzo, questo è un bel problema.
    P: già, nell’immaginario italiano chi compra quella merendina è uno snob
    V: è lo stesso immaginario per cui chi è rom è ladro?
    P: questo che c’entra?
    V: non lo vorrei rendere troppo autorevole, questo benedetto immaginario
    P: be’ a me i macrobiotici stanno profondamente sulle palle!
    V: questo lo avevo intuito. ma scusa, il problema non era la confezione della merendina?
    P: è che la confezione concorrente è più bella, la comprano pure gli operai
    V: ma allora non c’entra chi la compra
    P: gli operai sono più simpatici dei dipendenti comunali! quelli ascoltano il fado!
    V: e se abolissimo il fado?
    P: fai del sarcasmo?
    V. sono solo un po’ confuso. l’altra merendina vende di più perchè piace agli operai o piace agli operai perché la confezione è  più bella? o gli operai comprano l’altra perché la nostra la comprano gli ascoltatori di fado? o forse ci preoccupiamo troppo dei concorrenti e dovremmo concentrarci sugli  ingredienti della nostra merendina? però tu dici che gli ingredienti non contano! e se mettessimo degli operai sulla confezione?
    P: calma, calma, ti senti bene?
    V: in effetti mi gira un po’ la testa…
    P: ecco siediti, vuoi qualcosa da bere?
    V: un bicchierino di porto, se c’è
    P: allora lo fai apposta!
    V: uh? ehm, sì, certo… una coca va benissimo

    :-)

    ciao,
    Val

  115. marijam says:

    "il popolo non li sbagliava, i congiuntivi, finchè la sinistra non mise le mani sulla scuola.  

    maria 
    ecco , ora  la sinistra è anche responsabile dell’arretramento linguistico degli italiani!

    Francesco, bei tempi quelli in cui vigeva la legge gentile con tutti quei bambini mandati al macero per non disturbare quelli bravi ammessi automaticamente alla scuola media fatta apposta per loro.

    O ma d’altra parte, come dicevano alcuni,  non si può mica far studiare tutti , c’è anche chi non è portato!

  116. PinoMamet says:

    Non ci siamo.

     Il dialogo è molto più breve.

    P.: gli snob stanno sul cazzo a tutti, e molti votanti a sinistra sono degli snob fatti  e finiti.
    V.: Snob a chi?? i miei amici miliardari non sono snob e io non mangio macrobiotico, e poi non è colpa mia se la sinistra perde!

  117. PinoMamet says:

     PS
    il mio personaggio non mi somiglia nemmeno un po’.
    Bello comunque sceneggiare se stessi come intelligenti e gli altri come idioti, molto simpatico.

  118. PinoMamet says:

     Deve essere per questo che la sinistra stravince tutte le elezioni.

  119. utente anonimo says:

    Maria

    stavo per riconoscere che la televisione ha accompagnato, forse aiutato, il declino linguistico del popolo italiano.

    poi la tua nota sulla legge Gentile mi ha riconvinto che IL problema è la sinistra italiana, e tutto il resto viene molto dopo

    (escluso il caso del Milan, che lì il problema è la famiglia B.)

    avete distrutto tutta la scuola italiana per una purissima pretesa ideologica, creando generazioni di ex-universitari falliti che sarebbero stati idraulici bravi, felici e  ricchi e difendete ancora quel crimine (soggetto: voi comunisti)

    Francesco

  120. utente anonimo says:

    >> Bello comunque sceneggiare se stessi come intelligenti e gli altri come idioti, molto simpatico.

    E’ quello che stai facendo tu da un po’ di tempo con gli ascltatori di fado della sinistra

  121. utente anonimo says:

    Per Francesco #107

    ”avete distrutto tutta la scuola italiana per una purissima pretesa ideologica”

    Come no. Generazioni di ministri PCI e PDIUP hanno personalmente smantellato fin dalle fondamenta il glorioso edificio gentiliano, di per se steso tanto solido e robusto che niuno doveva abbandonare gli studi e tutti i proletari poetavano in dolce stil novo.

    No, non voglio vederlo/ l’elenco dei ministri democristi/ che hanno negato i soldi pure ai cessi/ ed han ridotto l’istruzione tutta/ a cassa integrazione intellettuale/ di milioni di piccoli borghesi/ sia pur votanti, ed elettori tutti/ desiderosi di cattedra a casuccia/ e di stipendi fisso a fine mese./ Colpa è, fu, e pur sarà/ del Comunismo, che dall’opposizione/ tanti guasti alla Patria porterà,/ portò, ha portato, e senza esitazione/ l’istruzione rimanda a dannazione

    Un sonoro Ciao! in chiave garcialorchesca da

    Andrea Di Vita

  122. controlL says:

    la scuola, gentiliana o no, c’ha raccontato un mucchio d’idiozie. è questa la sua colpa. una societò comunista abolisce la scuola, totalmente.p

  123. utente anonimo says:

    x Andrea

    1) larga parte della democrazia cristiana faceva parte dei "comunisti", come ben dimostra la fine dei popolari-margheriti-piddini. possiamo accumunarli sotto l’etichetta di progressisti o rossi, se preferisci.

    2) dalla fine politica di Scelba all’ascesa di Craxi l’Italia è stata una socialdemocrazia a governo bicipite, con scarsissima rilevanza di tutto il resto. e la guida "intellettuale" di questo governo era fondamentalmente nelle mani del PCI, con la DC che sciacquettava nel maneggio dei posti di lavoro pubblici (mica solo la DC, varda un pò te dove "lavorano" gli iscriti alla CGIL che non sono pensionati).

    3) a parte che i proletari sapevano parlare lo stesso, rimango ferreamente convinto che traevano maggior beneficio da un sistema con li teneva a fingere di studiare fino all’esaurimento delle possibilità di fingere, per poi abbandonarli a metà guado, orami schifati del lavoro manuale. rileggiti qualche pagina di Brave New World e di perchè ci sono 4 (o 5) classi anche lì

    ciao

    Francesco

    PS come hai rimosso tu il consociativismo, nessuno mai.

  124. PinoMamet says:

     "E’ quello che stai facendo tu da un po’ di tempo con gli ascltatori di fado della sinistra"

    Gentile anonimo, ti sfugge che io ho usato il "noi" e ho chiarito di far parte dello stesso gruppo; non solo ascolto il fado, conosco personalmente la cantante dei concertini, è mia amica.
    Non mi invento niente.
    Né il cibo biologico, né il boicottaggio del tonno, né altre robe che ti risparmio.
    Noto che tutto questo è spesso unito a un atteggiamento snobistico che infastidisce e allontana me per primo.
    Mi si risponde non tanto velatamente che sono stupido. Ne prendo atto.
     

  125. PinoMamet says:

     Se ti può interessare ascolto anche rembetiko e ho un cd del manifesto con le canzoni di Saharawi; credo di essere stato il primo non extracomunitario della mia città a mangiare kebab.
    E continuo a essere stupido, e a trovare odiosi gli snob.

  126. PinoMamet says:

     Un’ultima notazione, poi lascio perdere e ti lascio libero ti insultarmi quanto vuoi:
    nel mio intervento originale, dove descrivevo (apriti Cielo) in modo non-troppo-esagerato (e non credo offensivo, perlatro) un tipo di sinistra ben preciso, del quale, ripeto, ho ammesso di far parte, dicevo che queste persone sono spinte all’antiberlusconismo più dal carattere di Berlusconi che dalla vera paura di un rischio per la democrazia (al quale io personalmente non credo).
    Non ho accusato Val e le sue conoscenze radical-snob o come le definisce lui stesso di far perdere la sinistra.
    E comunque penso in effetti, come ho anche scritto, che questa che a me pare una certa autorefenzialità della sinistra, come siamo bravi noi, contribuisca a non guadagnare voti e in ultima analisi a perdere le elezioni.

    Mi domando se una rappresentazione anche più caricaturale e più offensiva dei fan di berlusconi avrebbe sollevato le stesse reazioni, e mi rispondo: no.

  127. utente anonimo says:

    Per Ritvan
    1)I serbi non sono nè miei amici nè miei nemici(mi chiamo Mr Magoo e non Babsi Jones)
    2)Non ho granitiche certezze
    3)Sul fatto che il Kosovo possa essere definito Stato indipendente ho-come dire? qualche piccolo dubbio
    4)Non sono mai contento di "vincere"per l’abbandono del mio avversario E’ un po come conquistarsi uno Stato perche i propri protettori hanno distrutto le città  del mio nemico sotto bombardamenti a tappeto Sa di cosa non meritata;non so se capisci…

    Comunque,come gia scrivevo nella risposta al vecchio post,visti gli intererssi del padrone di casa,non mancherà occasione di riparlarne

    Au revoir

    Mr Magoo

  128. utente anonimo says:

    Eraata corrige ;le città del nemico

    Mr Magoo

  129. utente anonimo says:

    E-ovviamente- ho scritto erata invece di errata:))

    Quando il nick dice tutto

    Mr Magoo

  130. utente anonimo says:

    p.,

    — una societò comunista abolisce la scuola, totalmente –

    Però poi quando uno ha mal di denti diventa brutta…

    Z.

  131. controlL says:

    solo se confondi scuola con trasmissione della conoscenza.p

  132. utente anonimo says:

    …quindi come verrebbe trasmessa la conoscenza? fammi capire!

    Z.

  133. utente anonimo says:

    x Z

    mettiamola così: possiamo affermare con certezza che la conoscenza esisteva e veniva trasmessa anche prima dell’invenzione della scuola pubblica come la conosciamo oggi?

    evidentemente sì

    quindi in qualche modo è possibile

    ciao

    Francesco l’impiccione

    :-)

  134. utente anonimo says:

    Per Francesco #111

    ”larga parte della democrazia cristiana faceva parte dei "comunisti" ”

    Tu giudichi la situazione politica degli anni post Tangentopoli sulla base di categorie ideologiche pre Tangentopoli. Logico che di fronte al crollo del sistema tangentizio parte dei democristi abbia cercato riparo a sinistra. Quando la nave affonda i topi scappano (anzi, cominciano a scappare un po’ prima).. Di fronte all’assenza di ogni possibile alternativa culturale (scimmiottatori di Tolkien a parte) logico che la cultura sia andata a sinistra (e difatti scelba la chiamava ‘culturame’). Se l’alternativa è poggiolini, meglio Togliatti.

    ”socialdemocrazia ”

    Guarda, questa è proprio l’ultima delle definizioni che darei del’Italia di qualunque periodo. Fascista, anarchica, cleptocratica, quello che vuoi tu, ma ‘socialdemocratica’ no: per essere tale, l’Italia avrebbe richiesto una diffuzione capillare del  rispetto delle regole e della legalità (anche per essere ‘liberale’, se per questo). ‘Socialdemocrazia’ e ‘liberismo’ richiedeono, per essere applicati, un rigore morale di stampo azionista, che è agli antipodi di un paese governato dai Mastella e dai De Mita. L’unica socialdemocrazia italiana è stata quella di Longo e di Nicolazzi: appunto.

    ”i proletari sapevano parlare lo stesso”

    Leggiti Don Milani: è uno dei vostri, dopotutto. Solo la scuola di massa ha creato alfabetizzazione di massa, e la scuola di massa in Italia è frutto dei Savoia (massoni e anticlericali). Poi è chiaro che col potere in mano ai cumenda Brambilla evasori il potere del pezzo di carta va a zero. Se troniamo pero’ all’epoca in cui il figlio del notatio si laurea e il figlio dell’operaio va in officina a quattordici anni torniamo ai tempi diprima di De Amicis: che è proprio quello che ci serve se vogliamo mantenere le solite caste democraxiane all’imgrasso. Per contro, leggiti cosa scrivono Calamandrei e Pennac sullla pubblica istruzione laicista e di massa, rispetivamente da noi e in Francia.

    ” maggior beneficio”

    Ah beh, ruspetto al nulla cui l’attuale maggioranza li sta riducendo hai senza dubbio ragione. Tra l’altro, l’unica coa universalmente compianta dei passato regime fio-Sovietico in Polonia è proprio la serietà del’istruzione pubblica, che anche lì sta degenerando.

    ”consociativismo”

    Consociativismo? Ah , sì, lo slogan della banda dei quattro di craxi e complici.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  135. utente anonimo says:

    Per Francesco #121

    ”evidentemente sì”

    Certo. Ma per chi?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  136. utente anonimo says:

    x 123

    a meno che tu non voglia sostenere che la conoscenza umana è nata nel tardo diciottesimo secolo, l’evidenza è lampante!

    ciao

    Francesco

  137. utente anonimo says:

    Per Andrea 122

    >> ”larga parte della democrazia cristiana faceva parte dei "comunisti" ”

    >Tu giudichi la situazione politica degli anni post Tangentopoli sulla base di categorie ideologiche pre Tangentopoli
     
    No, io giudico la situazione politica pre-Tangentopoli con le categorie politiche di allora. Dalla fine del centrismo degasperiano, la DC si è buttata progressivamente a sinistra, fino al governo di unità nazionale abortito sul rapimento di Moro, non c’è stato limite allo spostamento verso sinistra, se non l’insoddisfazione degli elettori.
    Se tu non hai mai sentito parlare di sinistra democristiana, divisa tra sinistra sociale e sinistra di base, di Dossetti e dei suoi, se non sai chi furono De Mita e Moro e Martinazzoli, beh studia!

    :D

     
    >> Di fronte all’assenza di ogni possibile alternativa culturale (scimmiottatori di Tolkien a parte) logico che la cultura sia andata a sinistra
     
    già, infatti in tutto il mondo la cultura era solo a sinistra …. Ma smettila che l’egemonia di gramsciana memoria è finita e sappiamo quanto ci è stato semplicemente nascosto.
     
    >> ”socialdemocrazia ”

    > Guarda, questa è proprio l’ultima delle definizioni che darei del’Italia di qualunque periodo.
     
    OK, usiamo un termine più vasto: statalista, con piena interferenza dello Stato nella vita economica e tutti i guasti conseguenti (altro che tavolette sul “rigore morale degli azionisti”, il problema è di struttura [come direbbe Marx]). A cosa servono le regole se a decidere è il tavolo con le forze sociali?
     
    >> ”i proletari sapevano parlare lo stesso”

    >Leggiti Don Milani: è uno dei vostri, dopotutto. Solo la scuola di massa ha creato alfabetizzazione di massa, e la scuola di massa in Italia è frutto dei Savoia (massoni e anticlericali).
     
    perché prima c’erano solo bestie?
     
    > Se troniamo pero’ all’epoca in cui il figlio del notatio si laurea e il figlio dell’operaio va in officina a quattordici anni torniamo ai tempi diprima di De Amicis:
     
    OGGI, il figlio del notaio si laurea ed eredita il posto dal padre, il figlio dell’operaio butta via dieci anni tra superiori e università e si ritrova disoccupato e senza un mestiere, con il Ritvan di turno che manovra il tornio al posto che fu di suo padre. Però uno su diecimila scrive sul Manifesto o su Io Donna.
     
    E decine di migliaia di elettori progressisti vivacchiano fingendo di insegnare …
     
    > Pennac
     
    No, grazie, ho già dato. Un altro pilastro del “turarsi il naso e votare Berlusconi”.
     
    >>” maggior beneficio”

    >Ah beh, ruspetto al nulla cui l’attuale maggioranza li sta riducendo hai senza dubbio ragione.
     
    Notoriamente l’attuale maggioranza è ininterrottamente al potere dagli anni ’70 del secolo scorso!
     
    >>”consociativismo”

    > Consociativismo? Ah , sì, lo slogan della banda dei quattro di craxi e complici.
     
    Ops, ti sbagli. E’ un termine coniato da Pannella per descrivere il regime politico DC-PCI-soci minori in essere in Italia dagli anni ’60 fino alla metà degli ’80, all’incirca.
     
    Saluti
     
    Francesco
     

  138. utente anonimo says:

    Per Francesco #123

    ”lampante!”

    La conoscenza umana no. L’istruzione di massa sì. Prima della scuola dell’obbligo, quanti avevano accesso alla conoscenza?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  139. utente anonimo says:

    Per Francesco #125

    ”Moro”

    Di fatti l’hanno fatto fuori proprio quando doveva essere appoggiato dal PCI. Ma guarda un po’. E poi è venuto fuori il ‘preambolo’ di Piccoli e soci, degno antecedente del duopolio craxi-demita.

    ”l’egemonia di gramsciana memoria è finita”

    E si vede. Ora siamo davvero nell’epoca del Grande Fratello.

    ”con piena interferenza dello Stato nella vita economica”

    Come no. S’e’ visto come i settori dipendenti dallo Stato sono rifioriti in quegli anni: sanità, istruzione, rkcerca scientifica. Una pacchia.

    ”tavolo con le forze sociali”

    E’ quello che stabilisce le regole. O sono meglio i milioni di precari a vita di oggi?

    ”OGGI […] il figlio dell’operaio butta via dieci anni”

    Tutta colpa dei Comunisti, notoriamente al potere negli ultimi quindici anni.

    ”Un altro pilastro”

    Come no. Meglio la scuola geliminana senza carta igienica.

    ”Pannella”

    Buono quello: ricordo bene i figli di papà evasori che votavano radicale nella Genova degli anni Ottanta ‘pur di dare un voto autenticamente contrario al PCI’

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  140. marijam says:

    OGGI, il figlio del notaio si laurea ed eredita il posto dal padre, il figlio dell’operaio butta via dieci anni tra superiori e università e si ritrova disoccupato e senza un mestiere,

    maria
    e allora? cosa proponi, quella di imparare un mestiere suppongo prima di buttare via dieci anni, giusto, solo per alcuni però a quanto leggo, ora  a parte il fatto che è ben strano che tu consideri gli anni di studio , tempo buttato via, non ti viene nemmeno in mente idi interrogarti sul fatto  perchè mai il figlio di un notaio  debba essere per forza notaio anche  se magari è un emerito cretino, insomma hai fatto il discorso di berlusconi che una sera in tv  , parodiando senza volerlo una nota canzone, disse, ma insomma anche gli operai ora vogliono  il figlio laureato …

  141. controlL says:

    dovresti essere tranquillo, francesco. finché ci sarà qualcuno che voglia fare il notaio o altro lavoro simile, il capitalismo impererà indisturbato.
    analfabeta e ignorante sono due concetti diversi, mettiamo ben in chiaro sta cosa. non c’è bisogno di scuola, a meno di tornare al suo significato antico, che era ozio. si tornerà all’ozio, appunto.p

  142. utente anonimo says:

    quoto p. al commento 129 (chissà perchè mi capiscono solo i comunisti d’antan)

    per Maria: io auspico un sistema meritocratico, per cui il figlio pirla del notaio faccia fatica e quello bravo dell’operaio faccia strada. L’università di massa non è la strada per quel sistema, anzi ha consolidato i rapporti di forza esistenti.

    per Andrea: come sei furbetto a mescolare le date per convincerti, però non funziona.

    Francesco

  143. utente anonimo says:

    – ”Moro”

    – Di fatti l’hanno fatto fuori proprio quando doveva essere appoggiato dal PCI. Ma guarda un po’. E poi è venuto fuori il ‘preambolo’ di Piccoli e soci, degno antecedente del duopolio craxi-demita.

    Infatti io ho citato come anni di “regime consociativo DC-PCI” quelli che vanno dai tardi ’50 ai primi ’80. Mi pare un periodo bello lungo e anche significativo, non voglio neppure demonizzarlo.
     
    — ”l’egemonia di gramsciana memoria è finita”

    – E si vede. Ora siamo davvero nell’epoca del Grande Fratello.
     
    Ed è quello che si meritano i censori di ogni pensiero non progressista che hanno controllato per decenni le case editrici e le università. Hanno cercato di creare dall’alto un Uomo Nuovo di sinistra e si sono ritrovati Taricone.

    — ”con piena interferenza dello Stato nella vita economica”

    – Come no. S’e’ visto come i settori dipendenti dallo Stato sono rifioriti in quegli anni: sanità, istruzione, rkcerca scientifica. Una pacchia.
     
    E chi ha mai pensato che l’interferenza dello Stato facesse fiorire qualcosa? Il problema è che Berlusconi NON ha saputo metterci mano.

    — ”tavolo con le forze sociali”

    – E’ quello che stabilisce le regole. O sono meglio i milioni di precari a vita di oggi?
     
    E io che parlavo di socialdemocrazia a fare? E di regime? Certo, la democrazia è tutta un’altra cosa ma non per tutti questo è un problema.

    — ”OGGI […] il figlio dell’operaio butta via dieci anni”

    – Tutta colpa dei Comunisti, notoriamente al potere negli ultimi quindici anni.

    No, in grossa parte è colpa di chi negli ultimi 15 anni non ha saputo disfare quello che i comunisti e i dici hanno fatto (ho sentito io Luigi Berlinguer difendere l’università di massa, cioè inutile). Però la colpa maggiore è di chi il disastro lo ha fatto.

    — ”Un altro pilastro”

    – Come no. Meglio la scuola geliminana senza carta igienica.
     
    Tutto è meglio di Pennac.

    — ”Pannella”

    – Buono quello: ricordo bene i figli di papà evasori che votavano radicale nella Genova degli anni Ottanta ‘pur di dare un voto autenticamente contrario al PCI’
     
    Beh, adesso se uno è anticomunista i suoi argomenti li ignoriamo a prescindere? Dove è finito il metodo scientifico?
     
    Ciao
     
    Francesco

  144. PinoMamet says:

    Scuola.
    Mi chiedo: una volta abolita la scuola classista, occorreva davvero reintrodurla?

    Come agiva la scuola classista prima: ginnasiali e professionali separati in tenera età, spesso in base a considerazioni del tutto estranee alle abilità e vocazioni espresse dagli studenti, puramente su base reddito/influenza genitoriale.

    Come agisce la scuola classista adesso: diplomificizzazione, svuotamento di qualità della scuola pubblica (operato dalla destra agendo su leve economiche, dalla sinistra agendo sui contenuti), trasformazione dell’Università (visto che ormai è "di tutti") in fabbrica di disoccupati, inserendo per chi volesse lo sbocco dell’insegnamento (è stato Luigi Berlinguer a volerla) la SSIS che, in barba alla fumosa retorica berlingueriana, e stante la sua completa inutilità in tutto il resto, opera una selezione in base al reddito (chi può permettersi altri due anni di non lavoro e di tasse la fa, gli altri no), per chi volesse la ricerca (e qui la colpa credo sia della destra) tagli e blocchi di assunzioni.

    Ciao!

  145. utente anonimo says:

    x Pino

    detto molto brutalmente e da ignorante: la scuola classista aveva un senso all’interno della società, forniva la "giusta" quantità di avvocati, economisti, ingegneri, operai meccanici, elettrotecnici, idraulici e quant’altro.

    Tutto questo a un certo costo individuale, soprattutto per chi dal basso ambiva a salire la scala sociale e reddituale.

    La porcheria attuale è disfunzionale anche a livello sociale.

    Ciao

    Francesco

  146. marijam says:

    pino,
    no non occorreva reintrodurla,  e infatti l’avversione radicale alla vecchia scuola classista che io nutro non è affatto minata dallo sfascio della scuola attuale. La scuola di oggi non è conseguenza dell’altra come pensano i conservatori e non mi riferisco a te.

    Non è detto insomma che la scuola di massa debba fatalmente essere scuola dequalificata e se lo è non è certo colpa dell’aver riformato la cosiddetta scuola d’elite.

    Seppoi vogliamo chiamare "un certo costo individuale", peraltro subito soltanto da una parte, la selezione brutale e aprioristica che la scuola di un tempo operava per  avere un giusto numero di ingegneri, avvocati, idraulici  , beh  allora  si entra in altro campo, che va oltre la pubblica istruzione!

  147. PinoMamet says:

     "Non è detto insomma che la scuola di massa debba fatalmente essere scuola dequalificata e se lo è non è certo colpa dell’aver riformato la cosiddetta scuola d’elite."

    Sono d’accordo con entrambe le tue affermazioni, Marijam.

    In realtà credo che la squalificazione delle scuola pubblica
    (ma anche le private non se la passano meglio! credo che abbiano altrettanto o maggiore varietà di gamma qualitativa dell’offerta pubblica)
    derivi da un serie di cause concorrenti, ma non necessariamente legate.

    Da un lato la destra non ha mai nascosto la sua simpatia per le scuole private:
    e se questo da un lato ha svuotato di risorse l’educazione pubblica, dall’altro ha favorito, insieme a istituti privati seri, anche molti altri che confinano pericolosamente con il diplomificio a pagamento.
    Insomma, una gara al ribasso.

    Questa simpatia è stata giustificata di solito, gaffes berlusconiane a parte (per inciso, non credo sapesse neppure bene cosa stava dicendo), non con la volontà di reintrodurre il classismo, ma al contrario con il "nobile" scopo di permettere anche ai poveracci la libera scelta delle istituzioni private.

    Naturalmente il ragionamento "tocca" da qualche parte, non fila liscio, è sospetto: se davvero infatti ci si preoccupa dell’educazione dei meno abbienti, poverini, secondo logica il primo passo sarebbe quello di potenziare la meno costosa offerta pubblica, non certo quello di incanalare altrove le sue risorse.

    Ma in ogni caso il classismo non credo c’entri davvero; c’entra assai più la volontà di fare regalini e favori, anche non richiesti, a sponsor politici
    (e la Chiesa lo è, e di primo piano; e scuola privata, in Italia, vuole spessissimo dire "scuola dei preti").

    D’altro canto, da sinistra non sono mancati gli alti lai contro la scuola classista del passato, che hanno finito per gettare via il bambino con l’acqua sporca, parlando di contenuti.
    (Se la destra accusa la sinistra di aver monopolizzato la cultura, la sinistra si vanta di essere la parte più acculturata del paese, quindi qualcosa di vero credo che ci sia o ci sia stato).

    Ricordo con particolare disgusto la fumosità e l’incosistenza di certi documenti berlingueriani, ma la cosa deriva da ateggimaneti mentali precedenti, credo.
    E il risultato è che al cuginetto che frequentava le elementari qualche anno fa l’educazione musicale veniva impartita letteralmente a suon di "rumori della natura" e verbose quanto inutili introduzioni para-antropologiche sul perché gli esseri umani amano la musica, e alla fine della fiera non sa suonare nessuno strumento
    (mi dicono che problemi analoghi esistessero nell’approccio verso altre materie, non lo so, non stenterei a crederlo);
    e sono proprio queste cose che dovrebbero preoccupare assai di più che i famigerati "libri di testo che non parlano delle foibe"

    Ciao!

  148. utente anonimo says:

    >>>> Non è detto insomma che la scuola di massa debba fatalmente essere scuola dequalificata

    potresti qualificare questa affermazione?

    una scuola qualificata è una scuola che pretende alti standard dagli insegnanti e dagli studenti, tutto il contrario di quello che la sinistra ha preteso da 40 anni a questa parte, giustificandolo anche a livello teorico (al contrario della destra, che al massimo ha agito male, ma trovo scorretto dire che ogni ladro è di destra)

    e pretendere alti standard è inevitabilmente selettivo, e ovunque questo è classista (comprese le mitiche socialdemocrazie scandinave)

    forse un sistema spartano, coi figli strappati alle famiglie …

    Francesco

  149. PinoMamet says:

     "e pretendere alti standard è inevitabilmente selettivo, e ovunque questo è classista (comprese le mitiche socialdemocrazie scandinave)"

    Non ho mica capito questo passaggio, sai Francesco?

    Cioè, io a scuola sono sempre andato bene, eppure i miei non erano mica tanto ricchi…

  150. utente anonimo says:

    x Pino

    naturalmente una seria scuola "classista" permette a pochi ma cazzuti esponenti delle classi "inferiori" di emergere, e lo fa proprio perchè è selettiva.

    Così come manda a fondo qualche particolarmente debosciato e fesso esponente delle classi "alte"

    Ma a livello generale i membri delle classi alte hanno molto maggiori possibilità di fare bene in una scuola seria, rispetto ai membri delle classi basse.

    Questo era vero con riferimento alla società degli anni ’50 del secolo scorso, quando nelle classi alte lo standard era la cultura, non guardare il Grande Fratelo su un telefonino da mille euro.

    Ho letto che la società coreana è meno classista, nel senso che lì il destino si decide al momento degli esami di "liceo" e non dipende in modo significativo dalla classe di provenienza ma non so quanto sia vero.

    Una scuola "lassista" permette a tutti di prendere un titolo di studio, solo perchè lo ha preventivamente svalutato, alla fine conta SOLO la classe di provenienza (o quasi)

    ciao

    Francesco

  151. utente anonimo says:

    Per Francesco #138

    ”SOLO”

    Non ho mai visto il figlio di un ricco bocciato alla scuola pubblica solo perchè ricco. Ho visto una scuola pubblica senza nemmeno la carta igienica dei cessi, e faccio fatica a darne la colpa alla sinistra che ha governato (e mai da sola) questo paese solo pochi anni.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  152. PinoMamet says:

     X Francesco 

    sono d’accordo con la tua analisi al num. 138:
    in pratica sostieni che una scuola classista, ma di alti standard, sia inevitabilmente selettiva;
    non mi convince invece quanto mi pare che tu sostenga al num. 137, cioè che pretendere alti standard sia inevitabilmente classista.

    Cioè, non credo affatto che pretendere, e ottenere, alti standard educativi, abbia qualcosa a che vedere con l’"effetto collaterale" di una selezione anche su basi "classiali".

    Gli esempi di sistemi educativi diversi (quello coreano che citi tu, e credo quello giapponese basato sugli stessi criteri, ma ci vorrebbe uno che si intende di quelle parti lì) mi pare facciano capire appunto che un sistema serio e di standard elevati opera sì una selezione ,anche spietata, ma basandosi su criteri puramente didattici.

    In un certo modo mi pare che una buona scuola dovrebbe porsi come un piccolo universo a parte, che riduca al minimo  l’influenza da parte di fattori esterni e fuorvianti:
    la politica spicciola e partitica quanto i soldi di papà.

    Ciao!!

  153. utente anonimo says:

    x Andrea

    il mio SOLO si riferiva (e mi scuso per la poca chiarezza) alle possibilità di successo sociale: una volta azzerato il valore del titolo di studio, il figlio del ricco ha i soldi e le conoscenze di papà, il figlio del povero un pezzo di carta.

    e smettila di ripetere che la sinistra ha governato per pochi anni: nella scuola in particolare ha un ruolo decisivo almeno da 40 anni.

    ciao

    Francesco

  154. utente anonimo says:

    Per Francesco #141

    ”una volta azzerato il valore del titolo di studio”

    Guarda caso, una storica bandiera della destra.

    ”ruolo decisivo”

    Come no. Il ruolo del bersaglio nel poligono di tiro.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  155. utente anonimo says:

    Non voglio iniziare il 2010 con debiti dell’anno passato. Probabilmente devo ancora una spiegazione a Pino (a naso, uno di quelli che qui mi sono più simpatici), che si è sentito insultato da me. Pensavo – e continuo a pensare – che il mio dialoghetto fosse abbastanza simpatico e non offensivo: ti chiedo scusa  se invece ti sei sentito offeso.

    Detto questo, la sostanza resta invariata. Io contesto un po’ tutto quello che dici in merito. A cominciare dal metodo, nel senso che spiegare una sconfitta elettorale con l’antipatia che suscitano certi elettori mi pare assurdo e senza la benché minima possibilità di prova. A dire il vero, rileggendo i commenti in questione, mi pare che la tua tesi sia piuttosto confusa. Un conto è la pretesa superiorità morale, un altro è lo snobismo antipopulista; un conto il grigiore comunicativo, un altro è il boicotaggio del tonno. Secondo me tu butti tutto nel calderone e ciò ti impedisce di fare un’analisi convincente.

    La superiorità morale. Se il parametro è la disinvoltura nell’uso del denaro pubblico, è una pretesa tutto sommato fondata, perlomeno fino all’epoca di Tangentopoli. Ma, fondata o meno che sia, fa perdere le elezioni? Non credo.
    Lo snobismo antipopulista: questo sì può far perdere le elezioni, se intendiamo l’incapacità o l’indisponibilità a inseguire gli umori del popolo. Ma dubito molto che sia una spiegazione sufficiente se invece intendiamo riferirci all’antipatia che suscitano i "ricchi di sinistra" o i mitologici "salotti buoni". (Sembra quasi che gli assai più numerosi miliardari di destra – tutti senza salotto? – passino il tempo a fare simpatiche gare di rutti e ad andare in curva allo stadio).
    Il grigiore comunicativo. Qui stiamo parlando della confezione, e direi che un qualche ruolo il potere televisivo ce l’ha,anche se che un noioisissimo Prodi ha vinto due volte su due contro il brillantissimo nano ridens. E comunque: se i concorrenti fanno merendine con la confezione più colorata, li si può sfidare sul loro terreno oppure differenziando ancora di più il prodotto. Una strategia esclude l’altra, e non ci si può lamentare di entrambe.
    Il boicottaggio del tonno. Qui stiamo parlando del contenuto: io continuo a credere che i macrobotici ascoltatori di fado che si curano con l’omeopatia non siano affatto rappresentativi dell’elettorato di sinistra, né in termini statistici  né in termini politici. Né i miei né i tuoi esempi rappresentano campioni significativi sui quali costruire teorie generali.

    Ad ogni modo se boicottare il tonno è un comportamento marginale,  è tutto da dimostrare che 1) sia associabile all’essere di sinistra; 2) susciti antipatia.  Ammesso che lo sia, resta da dimostrare che ciò abbia un effetto così disastroso sul piano elettorale.

    Infine: rileggendo i tuoi post non capisco se ti riconsci o meno nel ritratto, per me un po’ caricaturale, del "macrobiotico di sinistra", intellettualoide poco simpatico e un po’ snob. Non che sia decisivo, ma mi sembrerebbe contraddittorio denigrare così apertamente il mondo di cui si fa parte. A me piace la gente che frequento, se pensassi che sono circondato da gente così antipatica come tu la descrivi comincerei a pormi qualche problema…

    Ciao, e buon 2010!

    Val

  156. PinoMamet says:

    Guarda Val

    io sono il primo a dire di avere le idee confuse.
    Nè per altro ho mai preteso di offrire spiegazioni universali, e neanche tesi politiche approfondite.
    Te l’ho detto, mi occupo di altro e faccio tutt’altro. Io butto lì delle cose, e so che non bastano a spiegare niente.
    Mi incazzo (vabbè, anche tu mi sei simpatico a naso, quindi mi incazzo anche di più ;-) ) se mi si dice che non sono sincero, o che non ho voglia di dialogare
    (capacità, beh, ognuno ha quelle che si ritrova).

    Tu mi dici che le persone di cui ho fatto un ritrattino semicaricaturale non sono significative della sinistra.
    Sarà, però io entro in uno di questi locali, e vado a una di queste mostre (e ne scrivo, in maniera magari esagerata ma credimi non così tanto, proprio perché ci vado e li vedo coi miei occhi) e stento a credere che questa gente voti per Berlusconi.
    Poi, anzi, no, non ci votano, ché sono quelli che mi invitano a iscrivermi ai gruppi antiberlusconiani.

    Naturalmente non esauriscono tutta la sinistra, ci mancherebbe.
    Però una tendenza in questa direzione mi pare che ci sia.
    Voglio dire, una volta Bruno Taldeitali detto Brunone, agricoltore settantenne residente a Scipione Ponte, e Giovanni Talatri che faceva l’operaio in Vetraria (vedi, metto le cose delle mie parti, perché io, lo ammetto, non ho capacità di astrazione) votavano PCI e se ne vantavano e portavano in giro l’Unità.
    Adesso votano Lega, magari.

    Io sono uno di quelli teoricamente di sinistra.
    La cantante di fado, te lo ripeto, è amica mia; ho messo il fado proprio perché conosco lei.
    Amico mio è anche il fotografo che fa le mostre coi buchi di culo ingranditi (giuro), il pittore iperrealista bravissimo ma introverso, la boicottatrice del tonno, il kurdo che vuol fare lo stilista e l’insegnante che faceva i viaggi con Avventure nel mondo… insomma, il mondo di cui anch’io faccio parte, e di cui non trovo strano vedere anche i difetti e i problemi di comunicazione.

    Posso farti anche mille esempi meno pittoreschi, d’accordo, ma visto che parlavamo dei difetti…

    Mi identifico? Naturale.
    Come milioni di italiani, sapendo di essere italiani, si identificano e condannano i difetti degli italiani. 
    A differenza loro, io non ho nessuna voglia di smettere di essere "di sinistra" (che è una cosa diversa dal votare i partiti di sinistra, ma adesso non chiedermi in cosa) e neanche di votare Berlusconi.

    Eppure, sotto sotto, Brunone mi sta più simpatico di questa gente qua, anche se adesso vota Lega e anche se loro sono amici miei, e anche se con loro ho delle cose comuni e so di cosa parlare, e con Brunone magari no…

    qualcosa ci deve essere.

    Tu mi fai notare una contraddizione evidente: uno "grigio", grigissimo, come Prodi, è stato eletto.
    Mica per forza sta tutto nella capacità comunicativa. Verissimo.
    Ma anche non avercela, non è che aiuti…

    Senza pretesa di essere esaustivo, e più confuso che mai,

    buon anno anche a te!

  157. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  158. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  159. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  160. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  161. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  162. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  163. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  164. utente anonimo says:

    Ciao Pino,

    premetto che anch’io non ho le idee chiare, ma è proprio per questo (e perché, nonostante tutto, è un problema ritengo abbastanza importante, almeno in questa nostra piccola insignificante provincia dell’impero) che rigetto le spiegazioni che mi paiono poco convincenti.

    Credo di capire perfettamente l’esempio del tuo amico Brunone. Del resto l’esempio ormai classico che si fa per spiegare la crisi della sinistra è quello degli operai che non votano più PCI ma Lega. Ma il fatto che gli operai siano passati alla Lega basta e avanza a spiegare perché la sinistra perde! La maggior o minor simpatia degli operai è irrilevante.

    Poi, se vogliamo complicare le cose, possiamo ricordare che tutto sommato la Lega resta un partito minoritario, e, dati alla mano, meno popolare del Pd. Possiamo ricordare che gli operai non votano più il PCI perché il PCI non esiste più: dettaglio non irrilevante, visti gli sconquassi causati dal crollo del muro. E a dire il vero non esistono più gli operai, almeno come classe: altro dettaglio non trascurabile. Del resto anche quando gli operai votavano PCI, il PCI perdeva lo stesso.

    En passant, continuo a rimanere prerplesso dall’idea che si possa trovare più simpatico uno con cui non si condivide nulla piuttosto che i propri amici. Che il mito della classe operaia sia ancora vivo? Mah! Io, che conosco la realtà leghista da vicino, sono lungi dal liquidarla come pura eruzione di  stupidità xenofoba. Chiaro che c’è dell’altro, compresa una certa sensibilità verso le fasce sociali più deboli (oltre a una buona capacità di governo a livello locale). Ed è’ evidente che la sinistra si è imborghesita, in tutti i sensi. Ma bisogna indentersi davvero sulla differenza tra popolare e populista. Altrimenti l’unico peccato in politica diventa la sconfitta elettorale.

    Io, che sono un amante del fado che può vantare un curriculum molto più proletario e popolare di tanti leghisti :-), inizierei col relativizzare molti luoghi comuni non solo simbolici, ma anche riguardanti i dati elettorali. Il che non toglie che la sinistra italiana versi effettivamente in condizioni critiche, e che la tendenza autolesionistica non accenni a fermarsi, come dimostra bene il caso della Puglia.

    ciao,
    Val

  165. PinoMamet says:

     Mi piacerebbe davvero, se ne fossi capace, approfondire alcuni degli argomenti che tocchi.
     
    Non so se ne sarei in grado, del resto, e comunque stasera ho pochissimo tempo (scusa).
     
    In compenso, ti segnalo un atto che mi sembra mostrare un certo scollamento dal "popolo" proprio da parte del partito che più ne rappresentava (sfruttava, distorceva) gli umori più bassi, ma anche genuini: la Lega.
    Alla quale mi pare si debba la proposta di proibire il consumo di carne equina, in quanto il cavallo è "animale di affezione" e non di macello.
     
    ecco, è una cazzata, magari non vuol dire niente: ma per tantissimi consumatori in diverse parti d’Italia, compresa questa, il cavallo è invece animale da macello e assai apprezzato, e il consumo di carne di cavallo fa proprio parte di quelle "tradizioni locali" che la Lega si è sempre piccata di difendere, e per giunta di quelle a cui gli italiani tengono di più, cioè quelle gastronomiche.
    Naturalmente è anche un animale d’affezione, un "pet", ma quelli che lo mangiano macinato sono molto più numerosi (moltissimo più numerosi), e in fondo assai più "tradizionali" di quelli che lo allevano solo.
     
    ecco, con questa mossa la Lega forse per la prima volta, si è messa contro le "tradizioni" e il "popolo" . Non vorrà dire niente, ma è un sintomo.
     
    Ciao!

  166. utente anonimo says:

     x Andrea 142

    2) beh, sembra che tu stia imparando da Berlusconi a negare i fatti, auguri per una carriera del suo livello

    1) frase ambigua: azzerare il valore LEGALE del titolo di studio è una bandiera storica della minoranza liberale italiana, distruggere quello EFFETTIVO è il principale esito del Movimento del ’68 e strascichi vari. Cosa volessero i fascisti non lo so.

    Saluti

    Francesco

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