Economia politica delle Profezie Maya

Quando si parla di temi come le presunte profezie Maya sul 2012, i critici li incasellano sotto la voce Buffonate, i simpatizzanti sotto la voce Misteri. In entrambi i casi, si tratta di qualcosa che sembra irrilevante.

Per questo, facciamo una piccola lezione sul rapporto tra immaginario, dominio e potere economico.

Ricapitoliamo per sommi capi la vicenda.

Un artista statunitense, José Argüelles, inventa la Profezia del 2012, fondendo insieme l’antico filone del millenarismo statunitense, l’ufologia (un misto tra visioni statunitensi e pararcheologia dello svizzero Von Däniken) e la New Age, a sua volta un incrocio tra la vecchia corrente spiritista e teosofica e il modernissimo culto del Sé.

Questa profezia, che poteva andare indifferentemente ai tibetani, agli eschimesi o ai celti, viene assegnata ai Maya.

Imparando rapidamente la lezione, alcune guide turistiche Maya riescono a comprarsi la macchina nuova, e qualche messicano particolarmente sveglio che si è formato nella cultura spiritistico-teosofica (d’importazione, anche se ibridata nelle Americhe) riesce a farsi invitare di qua e di là per fare rituali sciamano-ufologici.

Invece, il signor Roland Emmerich, tedesco ma pienamente immerso nella mentalità statunitense, ci fa il film 2012. Che in un solo fine settimana, e solo in Italia, porta al cinema 760.000 spettatori [1] e incassa cinque milioni di euro.

L’incasso mondiale dello stesso fine settimana è addirittura di 225 milioni di dollari (150 milioni di euro).  Un calcolo approssimativo: ripetendo su scala planetaria, certo arbitrariamente, lo stesso rapporto tra incasso e spettatori che caratterizza l’Italia (€ 6,50 a testa), avremmo oltre 20 milioni di spettatori.

I soldi ovviamente non vanno tutti in tasca al signor Emmerich: pagate le catene che gestiscono le sale, la maggior parte andrà alla Sony Corporation, i produttori del film. Ai Maya rimane un fastidioso fischio nelle orecchie.

Nota:

[1] Che comunque sono di meno degli spettatori di Voyager, la trasmissione-fuffa di Roberto Giacobbo:

Nel 2012 la fine del mondo? Ne ha parlato Voyager su Rai Due, il programma condotto da Roberto Giacobbo che ha totalizzato una media di 3.372.000 telespettatori, share 14,07%.”

A questo proposito, segnalo sul blog Malvestite una dissezione eccezionale del libro di Roberto Giacobbo sul 2012, con tanto di immagini dei brani del libro copiati di peso  da Wikipedia. Tra l’altro, l’autrice della recensione ha perfettamente ragione quando dice che, secondo Argüelles, i Maya galattici torneranno nel 2012 “per farci registrare tutti quanti a una specie di Facebook interplanetario“. Ascoltare (gratuitamente) le conferenze di Argüelles su Youtube per avere la conferma (solo che lui invece di Facebook dice “noosfera”, copiando – proprio come Antonio Meneghetti – di qua e di là).

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