Replica di Andrea Di Vita su Destra e Sinistra

E’ arrivata la risposta di Andrea Di Vita al mio post su Destra e Sinistra. Eccola… in corsivo, brani del mio post cui Andrea risponde.


Mi scuso di essermi fatto vivo con tanto ritardo, ma non ho accesso a un PC tutti i giorni.
Cerco di rispondere punto per punto  alle osservazioni del post.

”Ma questa definizione è utile per dividere in due la specie umana?”

Certamente no. E’ una definizione utile a classificare le idee. Poi, dato che le persone sono persone e non pietre, la stessa persona puo’ avere per un certo periodo idee di destra e per un altro idee di sinistra. Magari, se è colta e/o confusa, idee diverse coesistono. La sfumatura non nega la nettezza: così come lo schermo di un televisore è fatto di tanti minuti pixel, ciascuno con un colore ben definito, la tavolozza dei comportamenti umani, esaminata in dettaglio, rivela a volte idee di un tipo a volte di un altro.

”In Italia, chi vota per la coalizione detta di centrosinistra non coincide affatto con chi si dichiara di Sinistra.”

Un’eccellente spiegazione dei fallimenti del Partito Democratico.

”Le persone che si ritengono “di Sinistra” saranno al massimo il 20% della popolazione, una minoranza rispettabile, ma niente di più. Si può definire “di Destra” il restante 80% della popolazione?”

No, perché la divisione è nelle idee, non nelle persone. Lo smarrimento di molti sta proprio nel fatto che oggigiorno, nel ‘mondo liquido’, non sembra esservi alternativa nè al pensiero unico neoliberista al di fuori della ortodossia cattolica. O meglio, c’e’ (nella sua forma più urlata ed elementare mi viene in mente Beppe Grillo) ma non ha diritto di cittadinanza alla televisione e sui giornali.

”E negli Stati Uniti, dove esiste sì la divisione in due partiti, ma dove quasi nessuno si dichiara “di Sinistra” o “di Destra”? E’ corretto definire “di Sinistra” quegli statunitensi che si riconoscerebbero nella definizione data da Andrea, ma che respingono l’etichetta “Sinistra”?”

Proprio sul Corsera di oggi (lunedì 21 settembre 2009) Sergio Romano dimostra come le idee di molti statunitensi, ad esempio sulla sanità, sono a sinistra quanto e più di quelle di molti Europei.

”Ma il problema principale sorge con il termine “Destra”, che a mio avviso non è affatto complementare a “Sinistra”. Infatti, “Sinistra” è un termine che la Sinistra usa per se stessa; “Destra” è un termine che la stessa Sinistra – e nessun altro – usa per definire chi non è di Sinistra. […] “io sono il contrario di voi di Sinistra”.”

Questo è il vero punto di disaccordo tra noi. Mi limito all’esempio dell’Italia, che abbiamo sotto gli occhi. (Al solito, del resto, come dal tempo degli Etruschi in poi l’Italia è all’avanguardia del mondo).

Io affermo che in Italia la sinistra non è nemmeno un termine che la sinistra usa per se stessa. E’ il termine che berlusconi usa per identificare il nemico.

Dopo Tangentopoli e il  crollo del Muro, berlusconi, da pubblicitario qual’e’, ha utilizzato un fatto molto semplice: che la politica è innanzitutto scelta di un nemico (come capì Schmitt). Perchè? Perchè il potere, ci insegna Orwell, è la capacità di far soffrire (nulla di nuovo, dato che allo stesso modo Foscolo lodava Machiavelli: quest’ultimo aveva mostrato ‘di che lacrime grondi e di che sangue’ il trono dei potenti). E a soffrire deve esere ovviamente il nemico,se vogliamo mantenere il consenso. Solo che bisogna sapere di che nemico si parla. Coi suoi media, berlusconi ha dato un semplice messaggio: ‘chi ce l’ha con me (giudici, uomini di cultura, politici) è la Sinistra dei Nipotini di Stalin, chi sta con me Difende i Valori’. Ovvio che gli incolti lo seguono, i disinformati (la maggioranza, coi giornalisti intimiditi o lecchini) anche, e i vari Difensori di Valori, sputtanati da tangentopoli, lo hanno seguito a ruota. Dunque berlusconi ha sfruttato il fatto elementare, innegabile perchè pertinente al lessico, non alla realtà, che la ‘destra’ è antitetica alla ‘sinistra’ (del resto, orwellianamente è il lessico che cambia la realtà). Ripetuta ossessivamente, lo slogan diventa senso comune, e da qui realtà indiscussa.

”Se esiste una Sinistra, non esiste una Destra. Esistono innumerevoli “non sinistre”

 Simmetricamente, esistono innumerevoli ”non destre”, da Travaglio a Ferrando (continuo a riferirmi all’Italia). La contrapposizione è mediatica, e funziona perchè agendo orwellianamente sul lessico modifica e crea la realtà, e dunque diventa contrapposizione ideologica, ossia –letteralmente- una contrapposizione ‘di discorsi di idee’. Berlusconi interessa certo il mondo fuori dall’Italia per il gossip, ma anche perchè è un passo avanti a Bush jr., agli spin doctor di Tony Blair e a Goebbels: è l’inventore della ‘guerra dell’immaginario’ senza violenza fisica ma su scala interna a un paese, diremmo -per usare un termine a Lei caro  – l’inventore della ‘guerra civile dell’immaginario’. Ed è una guerra contro la quale la democrazia è ancora impreparata. Si noti che il tradizionale binomio di ‘controllo della informazione’ e ‘terrore’ tipico dei regimi totalitari (secondo almeno la definizione che ne dà la Arendt) qui sembra mancare di un tassello, chè certo non abbiamo i desparecidos e i gulag. Ma temo che la precarietà del posto di lavoro, nonché l’abbondante dose di notizie terrificanti debitamente ingigantite dai mezzi di comunicazione di massa, abbia finito col sostituire un terrore ‘percepito’ a quello fondato. Abbiamo una società conformista come quella dei gulag, senza i gulag. (Nulla di nuovo, per chi ha letto ‘Pianeta Eden’ di Lem). E’ inutile, noi italiani ci facciamo sempre riconoscere. Siamo sempre un passo avanti.

Ovvia l’obiezione: in questo clima da ‘homo homini lupus’, che senso ha parlare di ‘democrazia’? Rimane vero che ogni Valore è un’arma, perchè identifica il bersaglio contro cui lanciare una pietra (il nostro cervello è molto più antico della nostra cultura). Bisogna infatti sentirsi senza peccato, per scagliare la prima pietra: da qui l‘utilità della liberazione dai peccati. Ma la democrazia è una sorta di tregua armata fra idee inconciliabili, regolata in modo che lo sconfitto non si faccia troppo male. E’ cioè un insieme di regole. Chi, ragionando criticamente, si rende conto che le regole vanno salvaguardate dalla preminenza assoluta di questo o di quel Valore e agisce di conseguenza è di Sinistra. Di Destra sono gli altri.

 ”Esistono cattolici conservatori che ritengono che le leggi umane debbano riflettere quelle divine, ma che credono anche a forme di solidarietà sociale: tutti fratelli perché figli di un unico Padre.”

 Chi crede a una particolare Antropologia, a una immutabile Natura Umana ispirata a Valori Fondamentali è naturalmente di Destra, perchè non riterrà mai le regole superiori ai Valori. Ecco perchè chi ha crocifisso il padre di Welby spesso vota berlusca: e il berlusca lo sa benissimo. Fra Ignazio Marino e berlusconi quei cattolici, magari turandosi il naso, voteranno Casini e Mastella; sapendo benissimo che questi poi -con la benedizione vaticana- si alleeranno con berlusconi. Peccato di pantalone pronta assoluzione. Del resto, tutti sapevano di Claretta Petacci, ma il Papa fece il Concordato ed esilio’ Don Sturzo, alla faccia di Don Minzoni ammazzato dalle camicie nere. Roma locuta quaestio soluta: Roma ha parlato, la questione è risolta. 

”L’impresa devasta e crea, trasforma tutto nello scontro quotidiano  [..]’’

 Il liberismo alla Strauss è un esempio -come il fascismo- di Destra: Infatti, esso parte da una antropologia -quella che vede nella Libertà Economica il Valore supremo dell’uomo- e subordina tutto alla difesa di tale Valore. Per il liberismo la democrazia è valida perchè è il modo migliore di garantire la libertà di impresa, e rimane valida solo nella misura in cui la garantisce. Il Libero Mercato è, manzonianamente, il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola. E’ l’unica divinità, di fatto, il cui culto esige ancora oggi sacrifici umani. Ne segue che l’accesso ai beni essenziali (ad es. l’acqua potabile e l’energia) non è garantito all’essere umano in quanto tale, ma al consumatore. Nessuna devastazione è troppo grande di fronte alla difesa di tale Valore. Se al posto di ‘Libertà Economica’ metto il Valore ‘Purezza della Razza’ ottengo il nazismo. Se metto ‘Rivoluzione Proletaria’ ottengo lo stalinismo. Se metto ‘Identità delle Radici Cristiane’ ottengo l’orina fallace. Se metto ‘Dignità Umana’  ottengo il cattolicesimo (oggi i preti in pubblico citano molto di più la Dignità Umana del Cristo. Hanno smesso di essere il sale della terra, e sembrano tanti avvocati. Del resto, molti politici parlano come i preti). Attenzione –e qui faccio contenti, mi sa, Francesco e Ritvan- chè la Solidarietà è un Valore anch’essa, così come la Pace. Fu ancora Orwell a denunciare, già negli anni ’40, la violenza insita negli slogan pacifisti. Oggi e’ facile passare dall’unilateralismo filo-‘occidentale’ a quello anti-‘occidentale’. Ad esempio, è dubbio che una Palestina indipendente e un Afghanistan libero da truppe straniere sarebbero più rispettosi ad esempio dei diritti degli omosessuali di quanto lo siano oggi. Vero è, peraltro, che ciascuno ha diritto alle rogne sue, senza dover subire quelle altrui. Detto questo, è vero che di solito i Valori sono le bandiere di un dominio assai terreno e concreto. Il Comunismo, ricorda Amalrik, sostenne un Impero Russo per altri decenni oltre la fine naturale che avrebbe incontrato con le sconfitte zariste dell’inizio del XX secolo. Il Nazismo era esplicitamente l’ideologia dell’imperialismo tedesco. Il Liberismo lo è dell’impero statunitense. Il Cristianesimo lo è stato di volta in volta nelle varie versioni (muta come un virus), prima dell’Impero Romano (di cui ha mutuato la struttura organizzativa) poi dell’Impero Bizantino, poi di quello Carolingio, di quello Spagnolo e di vari stati nazionali. Come l’edera, si avvinghia a questa o quella società in declino o in miseria, sostenendovisi. Oggi tocca all’Italia.

 ‘’Il Terzo Mondo è di destra”

 Quanto al Terzo Mondo (e anche ai movimenti noglobal, al pensiero critico tipo Stiglitz ecc.), una delle regole di cui sopra -che a Sinistra contano più dei Valori- è ‘la libertà di ciascuno finisce dove inizia la libertà degli altri’. Un sistema che tollera/provoca la morte e l’oppressione di milioni è sbagliato, perchè per la regola di cui sopra io non ho la libertà di togliere all’altro la libertà di vivere. Ed è anche poco furbo sostenerlo, perchè gli affamati e gli oppressi di oggi sono i terroristi di domani. (E anche perché le risorse spese per mantenere il dominio, aggiungo io, sono sottratte a cose come la difesa dell’ambiente, ecc. Il fatto che la sicurezza sia indivisibile non è uno slogan della Sinistra, ma una ovvietà. Lo stesso dicasi dell’inutilità del riarmo ai fini del raggiungimento di una maggior sicurezza). Ecco perchè il razionalista Russell marciava per il disarmo e contro la guerra al Vietnam; ecco perchè l’agnostico Epicuro fu ricordato per avere esaltato l’amicizia fra gli esseri umani; ecco perchè Marx comincio’ studiando il razionalista Democrito; ecco perchè Orwell ando’ in Spagna e rischio’ la pelle contro fascisti clericali e stalinisti.

 Andrea Di Vita

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95 Responses to Replica di Andrea Di Vita su Destra e Sinistra

  1. utente anonimo says:

    noterella:

    Berlusconi ha il controllo di molti telegiornali (che io sappia, sono anni che non li considero) e di alcuni giornali (di diffusione non amplissima).

    nel campo della cultura popolare, edita Panorama e, immagino, qualche guida TV. i settimanali femminili, peraltro, lo odiano (ma non le novelle2000, appendici dei suoi programmi tv).

    ora, devo forse pensare che grazie al controllo di questa parte del mondo dell’informazione è in grado di mutare la realtà?

    mi pare un’analisi riduttiva.

    Francesco

  2. anarcoma says:

    Una riflessione affascinante.

    Grazie per averlo condivisa.

  3. utente anonimo says:

    Per Francesco #1

    Considerato che:

    a) il 77% degli elettori (stando a una vecchia intervista a Mannheimer) usa come principale fonte di informazione i telegiornali e le trasmissioni tipo Porta a Porta, Matrix ecc.

    b) che berlusconi controlla direttamente o indirettamente (v. epurazione di Enzo Biagi, ecc.) l’informazione su 6 (indovina quali) delle 7 emittenti seguenti: Ra1, Rai2, Rai3, Canale5, Rete4, Italia1, La7 (ometto le emittenti a pagamento suppelementare come Sky e satellitari come Raisat)

    c) che i direttori Rai passano ormai direttamente a dirigere reti mediaset e che direttori di testate di proprietà berlusconi o famiglia passano a dirigenti Rai

    d) che la corruzione dei giudici che hanno deciso favorevolmente al passaggio di proprietà a berlusconi di un settimanale è ‘passata in cavalleria’ a seguito di opportuni cavilli giuridici indotti dalla attività legislativa dei governi del suddetto berlusconi

    e) che berlusconi controlla direttamente o indirettamente la principal casa editrice, la principale agenzia di pubblicità e la principale casa di distribuzione cinematografica

    allora

    si giustifica il recente declassamento internazionale ell’informazione da ‘libera’ e ‘semilibera’ in Italia, unico nei paesi occidentali.

    http://it.wikipedia.org/wiki/File:Rapporto_freedom_Press_sintesi_1980-2008_Italia.png

    Ciao!

    O, per dirla con Orwell: ”Dall’età del Grande Fratello…tanti saluti!”

    Andrea Di Vita

  4. utente anonimo says:

    Si tratta di una analisi ponderata. Non mi dispiace, in fondo, l’idea di intendere “destra” e “sinistra” come due archetipi politici del mondo moderno che si declinano nella Storia. E’ stato fatto ben notare che tutta la problemicità nel definire le due categorie è da intendersi nel segno dell’inclusività e dell’esclusività delle due definizioni; la questione non sarebbe comunque risolta rinominando la dicotomia perché non ne modificheremmo, sostanzialmente, la morfologia – ad esempio, “reazione” e “rivoluzione”, “girondinismo” e “giacobinismo” et cetera. Pure, sarebbe falso affermare che non esistano differenze tra destra e sinistra, non soltanto riguardo alla dimensione delle definizioni della realtà ma anche rispetto ad un ambito più precisamente storico: non solo, dunque, perché la destra è l’azione politica della libertà economica e la sinistra è l’azione economica della libertà politica ma anche perché alle due categorie hanno fatto riferimento classi sociali e movimenti in conflitto. Credo che analizzare il “senso storico” della dicotomia destra-sinistra sia essenziale. Dopo Wallerstein è un’ovvietà affermare che destra e sinistra non sono che elementi di un sistema storico il quale si è delineato e mutato attravero le due categorie. Il fascismo – che è bene definire di destra; con più precisione, di estrema destra – è realmente stato la riorganizzazione violenta delle forze capitalistiche da parte dei detentori del potere, sociale e non semplicemente politico, così come la lotta politica delle forze di sinistra per il riconoscimento, l’applicazione e l’ampliamento dei diritti della cittadinanza e dei lavoratori sono effettivamente la grande firma “buona” delle idee di sinistra sul mondo moderno. La questione è altra: innegabilmente, azioni di destra ed azioni di sinistra – per quanto, personalmente, consideri le prime deprecabili e lodevoli le seconde – hanno avuto l’esito di conservare un sistema, pur modificandone la morfologia a volte anche radicalmente. Ho come l’impressione che Marx abbia avuto maggior consapevolezza del processo dialettico dei suoi epigoni. L’innegabilità di cui sopra, ad ogni modo, viene dal semplice attestare la morfologia della contemporaneità.

    Il superamento delle categorie di destra e di sinistra, dunque, avrebbe senso a causa della problemicità dell’inclusività delle due categorie; del fatto “marxiano” che, per un motivo o per l’altro, determinati soggetti politici e sociali non fanno più riferimento ad esse, non solo in senso identitario ma anche per l’ambito degli orientamenti e delle decisioni della vita politica e sociale; dal riconoscimento della parte che esse hanno avuto nel conservare il sistema capitalistico.

    Al contempo, la discussione è lontana dall’essere terminata. Fa una notevole differenza che i soggetti politici e sociali di cui sopra siano ortodossamente da identificare come “classi”, come parti elementari di una società massificata alla Adorno-Horkheimer o altro ancora. Lo stesso superamento delle categorie di destra e di sinistra dovrebbe esser concepito in base a ciò che verrà dopo: una sostituzione, una nuova grande narrazione? Cosa si opporrà all’imperialismo, alla voracità delle forze capitalistiche e alla loro riorganizzazione violenta, il fascismo? Cosa accadrà all’intenzione da cui tutto è venuto in seguito, la speranza di superare il capitalismo per un sistema più umano?

  5. utente anonimo says:

    Chiedo scusa per l’anonimato.

    Gaetano

  6. utente anonimo says:

    Il mio povero cervello ha un processore troppo lento per elaborare e reagire in tempi brevi a una molte così densa e interessante di materiale! Ci proverò, tempo permettendo…

    Al commento di Francesco però posso reagire subito, perché la questione mi sembra elementare. Mi pare ovvio che il controllo dei media sia decisivo per quel che riguarda il consenso (e il conseguente potere politico) di Berlusconi.

    Si può poi discutere che a livello planetario il nano non conti nulla e che le grandi decisioni le prendano le plutocrazie anonime dei grandi flussi finanziari, ma è un altro discorso. Qui a Bananas comanda lui e chi dice che i telegiornali asserviti non sono un ingranaggio chiave del consenso mi pare o cieco o in malafede.

    Aggiungerei alle giuste obiezioni di ADV anche le seguenti considerazioni:

    1) La TV, nonostante internet, continua ad avere un’importanza nettamente preponderante: è lei, e nessun altro, a dettare l’agenda politica e a governare il dibattito pubblico (cioé: ciò di cui la gente blatererà al bar o dalla parrucchiera). E chi le controlla le televisioni?

    2) Dell’imbesuimento collettivo che permette di ridurre la politica a un gioco di psicologia sociale (controllo e gestione delle emozioni collettive elementari) e gli elettori a una muta di cani di Pavlov (stimolo-risposta) bisogna rendere grazie anche e soprattutto a vent’anni di tv commerciale concepita sceintemente per decerebrare: basta capitare a caso su un qualsiasi programma pomeridiano.

    3) I giornali: contano quasi nulla in confronto alla TV, e comunque la conta non torna. Nel novero di quelli nazionali, Foglio, Giornale, Padania e Libero sono apertamente schierati. Repubblica, Manifesto, Unità lo sono altrettanto (ma, particolare non indifferente, sono molto meno organici a un unico potere di quanto lo siano gli “avversari”. Stampa e Sole 24Ore sono, stando agli standard, sostanzialmente “neutrali”. C’è poi l’eterno e patetico caso del Corriere, accusato alternativamente d’essere semibolscevico o clericoberlusconiano. Per me fa semplicemente schifo, e basta, ma al di là dei gusti personali un giornale che vanta della Loggia e Panebianco come editorialisti di punta, che ricciccia contiuamente Oriana Fallaci e che è arrivato ad avere Magdi Allam ai vertici, be’…

    4) Se è vero il punto 3, la differenza la fanno i giornali locali, schierati in maggioranza col centrodestra: non solo Carlino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, Tempo, ma la Prealpina, l’Adige o, che ne so, l’Eco della Val Brembana.

    C’era l’Avvenire, noto foglio sovversivo. Ma è stato normalizzato. Giusto per dimostrare che l’informazione non è un fattore chiave. (Del resto, il Berlusca non si era alleato col fascistissimo Ciarrapico con l’esplicita motivazione che possedeva una rete importante di giornali ?)

    5) E comunque la differenza vera la fanno proprio giornali come TV sorrisi e canzoni (il più venduto d’Italia), Novella 2000 e Chi. Il rincoglionimento generale ha fatto di Signorini un opinion maker. E Berlusconi vince le elezioni. Io ci vedo un nesso, forte.

    6) Infine: ovvio, Berlusconi rappresenta interessi reali e non è soltanto un prodotto pubblicitario. Ma è assurdo negare l’importanza fondamentale del ruolo dei media. Dio buono, se non fosse così, perché le imprese investirebbero miliardi nel martellamento quotidiano dei nostri cervelli? Perché, se non fosse così efficace farlo, qualcune si preoccuperebbe, per dieci volte durante la stessa trasmisisone, di ricordarmi che “Life is now”[1]?

    [1] Sono sempre più convinto che per decifrare i nostri giorni gli archologi del futuro guarderanno soprattutto gli spot pubblicitari. E chissà se resteranno ammirati o basiti di fronte allo sforzo creativo che c’è dietro tutto questo: http://it.wikiquote.org/wiki/Slogan_pubblicitari

    P.S. Sullo psiconano, ribadisco: quando sarà in esilio ad Hammamet, o appeso in piazza Loreto, o ben ibernato nel suo mausoleo brianzolo, ci preoccuperemo di Murdoch, della Spectre o di altri big brothers. Per ora ci tocca lui, non è mica colpa nostra.

  7. utente anonimo says:

    #6= Val

    chiedo scusa anch’io per l’anonimato

  8. utente anonimo says:

    ehm, e tutta la fuffa sulle escort?

    non mi pare che lo strapotere mediatico del Berlusca abbia avuto molta efficacia contenitiva.

    ah, stavo dimenticando. il controllo di Berlusconi sui media sopraccitati data da lungo tempo; ciononostante, il Nostro ha regolarmente vinto o perso le elezioni (ad ogni livello) secondo le modalità di qualsiasi normale ciclo politico e non secondo la dinamica di instaurazione di un regime.

    Non è che i fatto mi cosano?

    Francesco o’pragmatico

  9. utente anonimo says:

    Per Gaetano ##4,5

    Fermo restando che sono d’accordo con la maggior parte delle cose che dici e che, come te, rimango annichilito dalla portata delle questioni che poni alla fine del tuo post, mi interessa notare alcune cose.

    ”La questione è altra: innegabilmente, azioni di destra ed azioni di sinistra – per quanto, personalmente, consideri le prime deprecabili e lodevoli le seconde – hanno avuto l’esito di conservare un sistema, pur modificandone la morfologia a volte anche radicalmente.”

    Questo verosimilmente avviene perchè le idee camminano sulle gambe degli uomini, e dunque chi puo’ lottare per metterle in atto lo fa perchè si appoggia a questo o quell’interesse. I profeti disarmati, insega Machiavelli, fanno poca strada; e l’Universo, mi insegna Heinlein, è quello che è , non quello che la nostra vechia zia vorrebbe che fosse. Che non si tratti di facile cinismo lo si capirà più sotto in questo post.

    ”Il superamento delle categorie di destra e di sinistra, dunque, avrebbe senso a causa della problemicità dell’inclusività delle due categorie”

    Il problema è che le categorie di Destra e di Sinistra (personalmente credo di aver semplificato la dicotomia Io/Noi proposta da Bobbio) sono per forza inclusive. Infatti ogni gruppo umano, non importa se etichettato di volta in volta in volta come ‘conservatore’ o ‘progressista’, si propone di raggiungere i propri scopi definendo a tale scopo un Nemico (vero o presunto qui non conta) il tirare pietre al quale viene fatto coincidere col raggiungere i propri scopi. A volte l’identificazione del Nemico è facile, si tatta del semplice mors tua vita mea. A volte è una complessa produzione di mitologie, come quella del Bieco Illuminista, del Sovversivo Terrorista, dell’Islamico Infido o del FODRIA (Forze Oscure Della Reazione In Agguato). In tutti i casi, invariabilmente il Nemico non è il nemico del gruppo che gli tira le pietre, ma di qualche Valore Fondamentale; e la missione del gruppo, inizialmente egoistica, diventa la missione della Difesa Dei Valori. Quando un gruppo riesce a fare passare la difesa dei propri interessi come la Difesa Dei Valori Di Tutti allora si dirà, con Gramsci, che ha raggiunto l’egemonia. Gramsci la voleva per il proletariato, mediata dal Partito; oggi la si è raggiunta per la Libera Impresa In Libero Mercato, mediata dalla televisione. Ai tempi di Roma repubblicana la si aveva per il patriziato, mediata da apologhi come quello di Menenio Agrippa e dai miti della Lupa, ecc. I Valori, dunque, sono le pietre che si tira in testa sui cervelli del Nemico, per intimidirli e zittirli, e degli amici, per trasformarli in sudditi e sodali. In questo contesto, è evidente che il vero sovversivo è colei/colui che si rende conto del fatto che non ci sono Valori assoluti. Non importa se agli occhi del potere dei pochi privilegiati o delle masse di sfruttati che in fondo ambiscono agli stessi privilegi (chè non vi è peggior padrone di chi è stato schiavo, come ben sa chi ha studiato gli avvicendamenti di dinastie imperiali in Cina a eguito di jacqueries contadine). Il nemico del popolo, come insegna Ibsen, è la maggioranza: o perchè si sottomette al padrone, o perchè vuol farsi essa stessa moltitudine di padroni. E la libertà, come dice Orwell, è la libertà di dire alla gente quello che la gente non vuole sentirsi dire.

    ”Lo stesso superamento delle categorie di destra e di sinistra dovrebbe esser concepito in base a ciò che verrà dopo: una sostituzione, una nuova grande narrazione? Cosa si opporrà all’imperialismo, alla voracità delle forze capitalistiche e alla loro riorganizzazione violenta, il fascismo? Cosa accadrà all’intenzione da cui tutto è venuto in seguito, la speranza di superare il capitalismo per un sistema più umano?”

    Da quanto detto da me sopra, a queste tue domande si potrebbe ben aggiungere: nessuna nota positiva, allora? La storia come orwelliano giroscopio di oppressioni, in cui cambiano gli oppressori ma rimane sempre una maggioranza di oppressi?

    Non necessariamente. Il fatto è che il mondo cambia, in meglio o in peggio, con molta più lentezza di quanto la veloce trottola di Orwell ruoti su se stessa. E se l’umanità trova nuovi modi di adattarsi, sopravvivere e prosperare (pur se con pochi sempre in cima, e la maggioranza alla catena) lo deve proprio alla critica dissacrante di quei pochi che vedono ‘di che lacrime grondi e di che sangue grondi il trono’ dei potenti; di quella opca Sinistra che con la sua critica corrosiva rallenta la sedimentazione del potere di oggi, e preparano la produzione delle mitologie e dei Valori del domani. Questi non saranno meno oppressivi, ma di certo saranno più adatti ai tempi futuri di quelli in cui ci viene detto di credere adesso. Un esempio pratico: col surriscaldamento del pianeta, è ovvio che il folle spreco attuale in spea militare degli Stati nazionali e il culto della Libera Impresa In Libero Mercato stanno diventando tanto anacronistici quanto il culto di Iside e Osiride lo sono oggi. E ben possibile che un risveglio religioso del tipo di quello cantato da Jovanotti, ‘da Gino Strada a Madre Teresa’, con una forte venerazione misticheggiante di Madre Natura, possa spingere alla lunga le masse verso comprtamenti più ecocompatibili, facilitando coì la sopravvivenza di almeno una parte della specie umana. Come dimostrano i secoli passati, un simile mutamento di paradigma arriverà a scossoni, con guerre e rivoluzioni intervallate da parentesi di pace. Fra cinquecento anni, magari, pochi innovatori eretici scapperanno dalle comuni agricole del futuro, taglieranno il filo spinato inseguiti da inquisitori arrancanti su lente macchine a energia solare, e torneranno fra le rovine delle nostra città, a sentire di nuovo l’aroma del gasolio con tutto il trasgressivo gusto del proibito, e a riparare ed accendere i vecchi camion esecrati da generazioni (copio da ‘La civiltà del vento’, di Shaw).

    Più che un pessimista, allora, parafrasando una nota trasmissione televisiva mi potrei allora definire un ‘vichiano per forza’.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  10. utente anonimo says:

    Per Francesco #8

    ”fuffa”

    regolarmente censurata da Raiset. Per contrasto, basta guardare la stampa straniera (e i telegiornali stranieri quando parlano dell’Italia. Io ho l’esperienza della Polonia, e non è piacevole).

    ”elezioni”

    Appunto. In Polonia, caduto il muro si presento’ alle elezioni un simil-berlusconi, tale Tyminski. Non arrivo’ nemmeno al 20%, e sparì dalla vita politica; oggi non se lo ricorda più nessuno. Le ripetute vittorie berlusconiane sono state rese possibili appunto dal aftto che in Italia si vive in una bola mediatica: se ce ne rendessimo conto la bolla si sgonfierebbe, ma basta guardarla dall’esterno per rendersene conto.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  11. marijam says:

    Dell’imbesuimento collettivo che permette di ridurre la politica a un gioco di psicologia sociale (controllo e gestione delle emozioni collettive elementari) e gli elettori a una muta di cani di Pavlov (stimolo-risposta) bisogna rendere grazie anche e soprattutto a vent’anni di tv commerciale concepita sceintemente per decerebrare: basta capitare a caso su un qualsiasi programma pomeridiano

    maria

    a mio parere è proprio la televisione commerciale la principale responsabile del fatto che possa prevalere uno come silvio berlusconi e più in generale favorire e incrementare la sorta di rincretinimento collettivo a cui accenni.

    Sì perchè per la televisione di intrattenimento e della comunicazione politica ,il discorso è un po’ diverso.

    Se si esclude vespa a vespa noi possiamo contare molti programmi che non sono affatto filoberlusconi:

    ballarò

    anno zero

    l’infedele

    reporter

    tetris

    in mezz’ora

    riccardo iacona

    linea notte

    per non parlare della satira, dandini, bertolino, crozza, chiambretti, zelig al di là di come possiamo giudicare tali spettacoli, voglio dire che il conflitto di interessi sotto questo profilo agisce forse meno di quanto crediamo.

    Certo i telegiornali sono di quanto più conformista ci sia, per non parlare dei due più direttamente asserviti, rete quattro e italia uno, e certo in un paese spaccato a metà, non dimentichiamoci che a livello di voti la differenza tra centro destra e centro sinistra non è abissale, questo ha la sua importanza.

    Certo il fatto che berlusconi non voglia cedere le sue televisioni avrà un perchè che io penso sia da ricercare anche in una questione feconomico, la pubblicità per esempio, oltre che per assicurarsi una cassa di risonanza per scopi politici più immediati. ovvero voti.

  12. utente anonimo says:

    Per marijam #11

    La satira antigovernativa è un buon sistema per cementare il consenso. Graffiando senza pungere, irridendo senza informare, sfottendo senza istruire, dà al teedipendente medio (che pure oscuramente si rende conto che le ocose non vanno come il governo dice che vanno) il brivido della trasgressione gratuita, dello sfotto’ brillante senza rischi, l’illusione in ultima analisi di esere ancora in grado di fare qualcosa. Svolge lo stesso scopo di sfogatoio che svolge la capilare diffusione di giornalini pornografici in caserma. Ai tempi di mussolini le battute antigovernative non si contavano, sul duce e sui suoi gerarchi.

    Le cose cambiano quando la satira dà anche informazioni, perchè allora, proprio perchè è in un contesto umoristico, le dà in modo piano, intelligibile anche al teledipendente medio, e non in un contesto quasi universitario come ad esempio L’infedele di Gad Lerner.

    E’ quando l’informazione la capisce chiunque che cade la scure. Enzo Biagi fu scacciato dopo una serie di servizi sugli introti pubblicitari di Mediaset spiegati con dei cartoni animati, non dopo una serie di sketches sulle escort. La Guzzanti fece una sola puntata di Raiot in cui parlava delle leggi ad personam, e lei l’hanno censurata mentre Lerner no. Cio’ non significa che Lerner sia soggetto al berlusca, ma che la Guzzanti è più pericolosa: perchè facendo ridere fa anche capire al colto e all’incolto.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  13. utente anonimo says:

    l’inventore della ‘guerra civile dell’immaginario’.

    posso obiettare?

    quella guerra civile immaginaria venne dichiarata da GiornaliBorghesi-Magistrati-SinistratiExPci contro i partiti politici diciamo del pentapartito, per brevità.

    quando sembrava vinta per non immaginabilità di un nemico (in verità Bossi stava per avere la sua grande occasione), successe l’inimmaginabile: il Berluska scese in campo. Solo le facce degli “altri” mentre tentavano di rendersi conto valevano il prezzo di votare Forza Italia (che nome indegnamente ridicolo). Trovo difficile immaginare qualcosa che meglio esemplifiche il concetto di “Non Sinistra” (tanto più che dagli anni ’70 in Italia erano tutti a sinistra, compressi i missini ed escluso il saggio Andreotti).

    Quello che è successo, in più, è che come Berlusconi ha attaccato chiamando “comunisti” i predestinati al potere, questi hanno reagito scoprendo di non avere nome nè ragion d’essere, e diventando “non-Berlusconi”.

    da allora, due fronti di Non qualcosa si scontrano, con poche eccezioni (i leghisti, forse l’UDC)

    perchè Silvio è ancora in giro? per il rincoglionimento anomalo del popolo italiano? o per le condizioni politiche del tutto anomale, con la assoluta inconsistenza della Sinistra e la semplice mancanza di alternative a Destra?

    Francesco

  14. marijam says:

    per andrea

    posso essere anche d’accordo con quanto dici, però la situazione che ho tentato in poche parole di descrivere non si presta a essere qualificata come una situazione dove non c’è libertà di stampa o di espressione.

    Ovvio che probabilmente sposterà più consenso, adesione o simpatia ,quel bischero di emilio fede che si rivolge a un pubblico più incolto o semplice ,di quanto non faccia un gad lerner o un riccardo iacona che credo vengano guardati, tra l’altro , da un pubblico già orientato politicamente e culturalmente, quindi non se ne esce dal punto di vista strettamente giornalistico o comunicativo.

    Insomma la palla torna sempre alla politica, a come si presenta alle persone, alle sedi che sceglie, alle analisi e al linguaggioche porge anche ai più semplici , che non è detto non siano in grado di valutare i propri interessi.

    La politica in primo luogo, lo so è la sfida più difficile e comunque sia non può essere quella di spostare come è stato efficacemente ricordato ,giornalisti da un posto all’altro dopo che si erano cambiati la giacchetta!

    Tu ricordi sempre il grande Orwell, probabilmente siamo già oltre e chissà come e quando potremmo rimediare ….

  15. utente anonimo says:

    Per Francesco #13

    ”posso obiettare? […] UDC”

    La tua non è una obiezione, nel senso che quello che dici tu e quello che dico io non sono in contraddizione. Mi spiego: io sono uno di quelli che ha sempre pensato e continuo a pensare ‘o Togliatti o Poggiolini’. Infatti, io credo alla neutralità della Giustizia (quela bendata con la bilancia in mano, per intenderci) esattamente come credo alla neutralità della Scienza, cioè per niente. Cio’ non toglie affatto che l’inconsistenza delle classi dirigenti delle forze della sinistra storica abba spianato la strada a berlusconi, nè toglie che sia stato berlusconi l’interprete (se non vuoi usare la parola ‘inventore’) della ‘guerra civile dell’immaginario’ (ho usato questo terminologia perchè il padrone di casa di questo blog, Martinez, usa il termine ‘guerra dell’immaginario’ nel suo sito, e io mi riferivo alla situazione domestica italiana). Aggiungo anzi che ho disperato della vittoria della sinistra storica il giorno che ho visto veltroni mettere lo slogan ‘I care’ a un congresso dell’ex-PCI. La forza del PCI, che gli veniva da Berlinguer e da decenni di amministrazione di alcune delle più avanzate regioni italiane, era proprio nel rimarcare la propria estraneità al cinquantennale regime democristiano della forchetta. Quando i dirigenti ex-PCI si sono messi a rivalutare craxi, a scimmiottare i raduni dei Figli Del Deserto di Stanlio e Ollio, e a vergognarsi del loro passato (cosa che per eempio un Alemanno non ha mai fatto) hanno buttato via il bambino insieme con l’acqua sporca. Ripeto: sono l’ultimo a dire che ‘la colpa è di berlusconi’. Stiamo parlando di politica, non di morale; a mischiare le cose si rischia la fine del direttore di Avvenire.

    ”per le condizioni politiche del tutto anomale, con la assoluta inconsistenza della Sinistra e la semplice mancanza di alternative a Destra?”

    Per questo, e per il quasi-monopolio dell’informazione più seguita dagli italiani, quella televisiva.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  16. utente anonimo says:

    Per marijam #14

    ”Tu ricordi sempre il grande Orwell, probabilmente siamo già oltre”

    Non esageriamo: non mi devo ancora nascondere dal teleschermo per scrivere un diario, nè per fare una pernacchia :-)

    ”e chissà come e quando potremmo rimediare ”

    Finchè la situazione non peggiorerà al punto che la maggioranza si scrolli da dosso il berlusca. Galeazzo Ciano diceva che gli italiani perdonano a chiunque, tranne a chi ha rotto loro le scatole. Sbagliero’, ma se il berlusca, come sembra, continuerà a regalare sazio a suoi avversari reagendo con la stizza boriosa di un ragazzino viziato e sprecando il consenso usurpato con le televisioni per proclamare la propria infallibilità c’e’ caso che perda contatto con la realtà. E allora saranno i suoi a fargli la pelle. Certo, sarebbe meglio avere un’alternativa migliore dell’attuale. Personalmente sono convinto che anche Cicciolina farebbe meglio del berlusca, ma che ci vuoi fare…:-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  17. utente anonimo says:

    Il commento di Francesco o’ prevedibbile dimentica un un po’ di dettagli che fanno la differenza anche presi singolarmente, figuriamoci assieme.

    Uno su tutti: il nano in questione, ammesso e non concesso che si sia giocato le sue carte in un normalissimo gioco politico, è un piduista amico di mafiosi, un noto corruttore che ha costruito la sua carriera comprando fianzieri, politici, leggi e sentenze, che è entrato in politica con migliaia di miliardi di debiti e oggi dall’alto dei suoi utili decide se il falso in bilancio è un reato o meno e quanta iva deve pagare.

    Sul can-can delle escort: ci sei o ci fai? Lo strapotere mediatico la sua “efficacia contentitiva” ce l’ha avuta, stai tranquillo che l’ha avuta.

    Ma poi, dimmi: contesti l’affermazione che Berlusconi abbia lo strapotere mediatico, o che questo strapotere gli garantisca lo strapotere politico?

    Val

  18. RitvanShehi says:

    >Non è che i fatto mi cosano?

    Francesco o’pragmatico< France’, la smetti di credere di poter convincere kompagni/kamerati vari citando fatti? Per i kompagni/kamerati se i fatti contraddicono la loro fuffa ideologica allora…tanto peggio per i fatti, li mandiamo al gulag/lager, cribbio!:-)

  19. utente anonimo says:

    Caro Andrea, di certo non biasimerò il tuo pessimismo storico: lo condivido e sono convinto che ogni persona sana e di buon senso dovrebbe tenerlo presente.

    “[…] se l’umanità trova nuovi modi di adattarsi, sopravvivere e prosperare (pur se con pochi sempre in cima, e la maggioranza alla catena) lo deve proprio alla critica dissacrante di quei pochi che vedono ‘di che lacrime grondi e di che sangue grondi il trono’ dei potenti; di quella opca Sinistra che con la sua critica corrosiva rallenta la sedimentazione del potere di oggi, e preparano la produzione delle mitologie e dei Valori del domani. Questi non saranno meno oppressivi, ma di certo saranno più adatti ai tempi futuri di quelli in cui ci viene detto di credere adesso”

    Decisamente ragionevole e preciso. Aggiungerei che tutto va contro una concezione della Storia che non sia questa, una concezione che ospiti elementi di trascendenza o che, addirittura, affermi una vera e propria “fine della Storia”. La “scienza nuova” vichiana è scienza perché esclude considerazioni ideologiche o valoriali; da tale pretesa veniva anche la presunta scientificità del comunismo. In fondo, tutte le grandi narrazioni, religiose e politiche, hanno sempre preteso di affermare il vero.

    Insomma, un attegiamento scientifico non sembra poter dare particolare spazio ad elementi a-storici.

    Mi è parso di capire che accogli un elemento che consideri non certo universale ed a-storico ma, come dire, “logico”: quello della libertà. E’ ciò che si potrebbe definire anche in quanto problema dello sfruttamento, come altra faccia della medaglia.

    Ciò che voglio significare è che l’unico elemento universale in una concezione ciclica della Storia è la stessa natura di quest’ultima, se la storia dell’umanità è la storia della lotta tra oppressori ed oppressi. L’unica questione non storica ma non illogica nell’unica concezione della Storia plausibile è quella della libertà – forse è una magra consolazione ma sembra che chi aneli alla libertà sia giustificato dalla ragione.

    Gaetano

  20. RitvanShehi says:

    >…il nano in questione, ammesso e non concesso che si sia giocato le sue carte in un normalissimo gioco politico, è un piduista… Val< Porca miseria, perché p.es. a Dario Fo al massimo si dà dell’ “ex-repubblichino”, mentre al Berluska si continua a dare del “piduista” tout court? >amico di mafiosi,< Oh, beh, non bisogna giudicare il prossimo solo in base alle sue amicizie, fratello: un certo Giuda, p.es. aveva solo degli amici rispettabilissimi:-) >un noto corruttore che ha costruito la sua carriera comprando fianzieri, politici, leggi e sentenze,< “Noto” a chi? Mi citi una sentenza DEFINITIVA di condanna? >che è entrato in politica con migliaia di miliardi di debiti< Ammesso e non concesso che sia così, che male c’è a far debiti aziendali se poi li ripaghi puntualmente facendo utili? >e oggi dall’alto dei suoi utili< Si prega di riportare la documentazione, secondo cui quegli utili siano frutto di azioni fraudolenti. >decide se il falso in bilancio è un reato o meno< No, lo decide il Parlamento. >e quanta iva deve pagare.< Beh, mi sembra che abbia deciso che debba pagare il massimo, ovvero il 20% : dici che doveva, invece, farsi uno sconticino?:-)

  21. utente anonimo says:

    Dai Ritvan,

    capisco l’amor di polemica, ma su, andiamo ;-)

    Z.

  22. controlL says:

    Be’, però sarebbe bene criticare il comunismo secondo quello che dice, non secondo quello che gli viene fatto dire. Marx non parla mai di fine della storia, ma di suo inizio. Posso accettare tranquillamente che sia un mito, adoro i miti, e spesso sono molto più intelligenti delle conclusioni razionali, ma il mito, proprio perché è anzitutto racconto, va raccontato per come è stato detto.p

  23. marijam says:

    Be’, però sarebbe bene criticare il comunismo secondo quello che dice, non secondo quello che gli viene fatto dire. Marx non parla mai di fine della storia, ma di suo inizio.

    maria

    infatti mi pare che parlasse di preistoria…

  24. falecius says:

    “Nulla di nuovo, per chi ha letto ‘Pianeta Eden’ di Lem”

    Mi manca, provvedo appena posso.

  25. utente anonimo says:

    >> contesti l’affermazione che Berlusconi abbia lo strapotere mediatico, o che questo strapotere gli garantisca lo strapotere politico?

    Contesto, e ho portato argomenti decisivi, che abbia il minimo senso parlare di strapotere politico di Berlusconi.

    Ammesso che l’opinione politica degli italiani si formi esclusivamente sui Tiggi (ma quelli seguiti, quindi Tg1 e Tg5, non mi fate di Fede un manovratore di masse) e sui programmi del pomeriggio (chissà perchè tutto il resto non conta, compresi i film prodotti e distribuiti da Berlusconi o i libri venduti a centinaia di migliaia di copie), ammesso detto strapotere mediatico, il Nostro ha VINTO E PERSO ELEZIONI a getto continuo per un quindicennio.

    Ora, o introducete la categoria del coglione a intermittenza (e fate ridere) o dovete rassegnarvi al fatto che un politico di destra e populista possa vincere le elezioni.

    Suggerimento: fate come Miguel, che mette a sinistra un 20% del popolo e quindi altrove un buon 80%. a queste condizioni, la sinistra politica italiana fa un lavoro eccellente.

    x Val: posso mettere un chissenefrega alle note che mi fai sul Berlusconi o siamo in zona Avvenire? abbiamo una magistratura per mettere in galera i criminali (e non abbiamo una classe politica per scegliere un capo del governo migliore di lui).

    Sulle escort: sono stupito dall’importanza che Berlusconi ha dato alla cagnara di Repubblica, per la stampa estera aspetto uno scandalo sulle amicizie femminili di JFK prima di prendere lezioni da chicchessia. Certo che se fosse De Gasperi sarebbe diverso ma non lo è (e almeno una parte del popolo lo sa).

    Saluti

    Francesco

    PS ciao Ritvan, duro campo di battaglia è l’ideologia

  26. utente anonimo says:

    Francesco,

    andare a ripescare JFK, naturalmente, non sminuisce l’oscenità dello strapotere mediatico – e quindi politico – di Berlusconi.

    Che poi la sinistra in questo abbia responsabilità pesantissime, tali da fare ipotizzare grosse incapacità ed eventuali connivenze, poi, non ci sono dubbi.

    Z.

  27. utente anonimo says:

    Insomma,

    legittimo dire “chi è causa del suo mal”.

    Meno sensato è dire “non è vero”.

    Z.

  28. utente anonimo says:

    Per Francesco #25

    Il fatto che il berlusca abbia sentito il bisogno di far mandar via Biagi, Guzzanti etc. automaticamente lo qualifica, poco conta cio’ che abbia fatto d’altro. Del resto non sono certo solo le sinistre italiane a definire quello di berlusconi una videocrazia basata sul quasi monopolio dell’informazione: basta andare all’estero (e no, non sono tutti comunisti). Ripeto: come in Polonia, un berlusca non avrebbe avuto nessuna possibilità non dico di diventare primo ministro, ma nemmeno deputato, senza il controllo delle televisioni. Non a caso eredità di craxi, il latitante protagonista di tangentopoli.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  29. utente anonimo says:

    Per Ritvan #20

    ”Porca miseria, perché p.es. a Dario Fo al massimo si dà dell’ “ex-repubblichino”, mentre al Berluska si continua a dare del “piduista” tout court?”

    Porca miseria, forse perchè è vero, no? :-)

    Comunque non preoccuparti: hanno dato il Nobel a Fo (per la letteraura), e c’e’ già -per par condicio, e senza scherzi- propone di dare al berlusca il Nobel (per la pace)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    ‘DEFINITIVA”

    :-)

    Difficile, visto che buona parte del suo tempo al governo il berlusca l’ha passato a cambiare a proprio favore le leggi sulla base delle quali lo stavano giudicando. Se avessero depenalizzato la rapina a mano armata prima della sentenza che condanno’ Vallanzasca, non ci sarebbero oggi sentenze definitive a carico di quel rapinatore.

  30. utente anonimo says:

    Per Ritvan #18

    ”kompagni/kamerati”

    Giusta l’ortografia: difatti il berlusca giustamente ci ricorda tutti i giorni che l’alternativa (non solo in Italia, mi sa) è fra Nipotini Di Stalin e SS, dove in Italia SS sta per Servi di Silvio (oppure Silvio Subito). E più il berlusca si impunta a difendere l’indifendibile, ossia se stesso, più la dicotomia si approfondirà. Così, più tardi crolla più duratura sarà la liberazione dai vari Difensori Di Valori. Al berlusca dovrebbero davvero dare il Premio Stalin, chè è l’unico che è stato capace di unire in Italia tutte le persone oneste e di buon senso: contro di sè.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  31. utente anonimo says:

    Per Gaetano #19

    ”sembra che chi aneli alla libertà sia giustificato dalla ragione.”

    Alla fine delle sue ‘Origini del Totalitarismo’, Hannah Arendt dice che ogni nuova nascita è un nuovo inizio che ha in sè il germe della fuoruscita dal totalitarismo. Il fatto è che l’atteggiamento critico di base che sbugiarda i Valori è in fondo meno faticoso (suona paradossale, ma credo sia così) del conformismo. Il conformismo è l’indossare un paio di scarpe che non abbiamo scelto noi, la libertà di pensiero è togliersi le scarpe strette e camminare finalmente a piedi liberi. Il paragone calzaturiero non è poi così peregrino: a pensarci, non ci sono greggi senza zoccoli. In termini generali, il rasoio di Ockham è meno indulgente, ma più liberatorio di una metafisica.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  32. utente anonimo says:

    “Il fatto che il berlusca abbia sentito il bisogno di far mandar via Biagi, Guzzanti etc. automaticamente lo qualifica, poco conta cio’ che abbia fatto d’altro. ”

    Chiedo scusa, il fatto che si continui a votare e ad accettare i risultati delle elezioni qualifica il tipo di regime in cui viviamo. Molto più dell’insofferenza di Berlusconi per vecchi babbioni indifferenti alla “pav condicio” o per comiche oltre il limite della diffamazione (del resto, a cosa serve una magistratura democratica se non a sapere che NON siamo in un dittatura berlusconica?).

    Quindi, caro il mio Z, continuo a ribadirti che lo strapotere politico di Berlusconi ha origini politiche e non mediatiche (e se qualcuno avvisasse la sinistra di questo fatto, forse tornerebbe a fare politica). E’ così difficile uscire dalla trappola infantile “non sono io che sbalgio, è lui che imbroglia”? Da questa puerile autogiustificazione?

    Francesco o’stupito

  33. utente anonimo says:

    “è l’unico che è stato capace di unire in Italia tutte le persone oneste e di buon senso”

    come diceva mia nonna, chi si loda s’imbroda (e non elabora strategie politiche)

    Francesco

    PS alla fine, siamo caduti nel grillismo? O tempora, o mores!

  34. utente anonimo says:

    Per Francesco #32

    ”lo strapotere politico di Berlusconi ha origini politiche e non mediatiche”

    Nel mondo moderno non c’e’ differenza. A dire il vero, anzi, non ce n’e’ almeno dai tempi in cui Gramsci parlava di ‘egemonia’, Engels di ‘sovrastruttura’ e Feuerbach, se non ricordo male, di ‘falsa coscienza’.

    ”(e se qualcuno avvisasse la sinistra di questo fatto, forse tornerebbe a fare politica)”

    Giustissimo. Tuttavia l’incapacità della sinistra di fare politica non è dovuta, credo, alla mancanza di analisi -di quelle ce ne sono fin troppe! Ma è dovuta alla mancanza di strumenti operativi per modificare il reale, riassunti da un termine desueto ma azzeccato ‘ideologia’. (”E’ ora passare dalla comoprensionedell arealtà alla modificazione dela realtà”, diceva grosso modo Marx). Avere abbandonato il marxismo per farsi perdonare la passata contiguità agli errori e ai crimini Sovietici è stata la più macroscopica fesseria della sinistra italiana: è stato buttare via il bambino con l’acqua sporca. Un marxista, grazie alle sua ideologia, sa che un fascista ha torto e va combattuto non perchè faccia o dica questo o quello, ma in quanto tale: perchè un fascista alla lunga è sempre un nemico. Ricordo a questo proposito il mio discorso sui Valori usati come pietre, pstato altrove in questo blog. Un comunista berlingueriano non avrebbe mai detto, decenni fa, che ‘La Lega è una costola della sinistra’, nè avrebbe mai fatto la Bicamerale col berlusca, togliendo ogni serietà alla giusta delegittimazione di chi ha sdoganato i fascisti. Avrebbe sempicemente basato tutto il suo agire sulla ovvia verità che o Togliatti o Poggiolini, ossia -banalmente- che uno di destra in Italia (patria anche di mafie, abusi edilizi, scudi fiscali ed evasioni fiscali assortite, governate dalla destra per decenni) o ci è o ci fa. Il che vuol dire che avrebbe praticato un antiberlusconismo molto più coerente, lucido e serio di quella caciara che c’e’ adesso. Un antiberlusconismo, quello attuale, che appunto è più credibile in bocca ai giornalisti come Travaglio (che non è comunista) o ai comici (come Grillo) che non in bocca ai nipotini degli oratorii come franceschini o agli obamiani di complemento come veltroni. Il che vuol dire, ancora, che all’epoca dei governi Prodi si doveva far applicare la legge che vieta incarichi di governo ai concessionari di servizi pubblici, mandare rete4 sul satellite, spezzettare mediaset ope legis, allungare i termini di prescrizioni e per le inchieste su dellutri e compagnia, abolire d’ufficio le leggi ad personam e -a latere- evitare di corteggiare la destra sul terreno della precarizzazione del lavoro dipendente e reintrodurre il redditometro sugli autonomi evasori. Ogni libertà in più per i fascisti, ogni tolleranza, è una libertà in meno per tutti: trattare con loro è calarsi le braghe di fronte ai delinquenti. Gandhi era un simpatico illuso: non è rinunciando alle pietre che impedisci al nemico di tirartele addosso, anzi, meno le tiri tu più ti ci lapida lui. Certo questa serietà non ce la si puo’ aspettare da un ‘democratico’ alla dalema: uno che ti sponsorizza le ‘privatizzazioni’, quelle senza concorrenza ma col monopolio. Puah. Allora meglio Bersani, che almeno ha introdotto un po’ di concorrenza vera sulle farmacie e ha ridotto i balzelli sui telefonini. (salvo poi trovarsi al suo fianco il veltroni calabraghe coi tassisti spalleggiati dai fascisti e il neocon rutelli che pur di soffiargli soffiava la primogenitura sulle liberalizzaioni successive le impediva). C’e’ un bel film con Tognazzi e Gassmann che rappresenta bene la situazione nostrana, con Tognazzi inquirente accusato dall’industrialotto Gassmann di ‘odio ideologico’ perchè ne sta indagando le passate azioni. Solo che è un film di decenni fa, appunto. Come dice Eco, siamo tornati indietro.

    ”E’ così difficile uscire dalla trappola infantile “non sono io che sbalgio, è lui che imbroglia”? Da questa puerile autogiustificazione?”

    Concordo assolutamente con la tua osservazione. Letteralmente, per questa classe dirigente dela sinistra è davvero così difficile: perchè perderebbe la scusa della propria inettitudine. Ecco perchè, come suggeriva giustamente Moretti, finchè ci sono loro ‘il ventre che ha partorito la bestia sarà sempre fertile’ (mi scuso con Brecht per la libera citazione).

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  35. utente anonimo says:

    Per Francesco #33

    ”grillismo”

    Peggio: è Grillo che supplisce all’afasia attuale di Franceschini e soci.

    O tempie o lamponi!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  36. utente anonimo says:

    Caro Andrea,

    sospettavo da tempo che il passaggio da Marx a Lenin a Stalin avesse via via ridotto la qualità dell’analisi politica dei comunisti.

    Però con te siamo veramente ai minimi storici!

    Posso solo augurarmi una sinistra come la auspichi tu, vorrebbe dire decenni di governi di centrodestra, probabilmente una alternanza tra post-berlusconiani e udiccini e voi rossi a sognare la GRM (già, invece che proletaria ora la rivoluzione sarà moralistica).

    Francesco

    PS non è che per caso stavi prendendomi in giro?

  37. utente anonimo says:

    Francesco,

    – Quindi, caro il mio Z, continuo a ribadirti che lo strapotere politico di Berlusconi ha origini politiche e non mediatiche —

    Se Berlusconi non disponesse del potere mediatico totale di cui dispone non avrebbe vinto nemmeno mezza elezione. All’estero non c’è nessuno che non ne sia consapevole, e siccome sei una persona intelligemte lo sai benissimo :-)

    – (e se qualcuno avvisasse la sinistra di questo fatto, forse tornerebbe a fare politica) —

    Cosa intendi per “fare politica”?

    – E’ così difficile uscire dalla trappola infantile “non sono io che sbalgio, è lui che imbroglia”? Da questa puerile autogiustificazione? —

    Non è una giustificazione, e non si tratta di due concetti in contraddizione tra loro. Se Berlusconi può comportarsi in questo modo, inusitato per qualsiasi Paese occidentale, è precisamente perché la sinistra glielo ha permesso sin dall’inizio. Insomma, ha sbagliato, e ha continuato a sbagliare a lungo.

    Solo con Franceschini, da quindici anni a questa parte, si comincia a notare qualche breve segnale di risveglio: ma naturalmente una rondine non fa primavera. Staremo a vedere.

    Z.

  38. utente anonimo says:

    x Z

    se Berlusconi non avesse lo strapotere mediatico, non avrebbe potuto fermare l’operazione Occhetto&Friends nè resistere alle “oneste” attenzioni della magistratura.

    Ma le elezioni le vince perchè offre una opzione di destra ad un elettorato che se la è vista negare per tutta la seconda repubblica (o meglio, dal dopo Scelba).

    L’Italia è un paese fortemente orientato a destra (cito D’Alema e Martinez), cui la classe politica ha offerto solo versioni diverse della sinistra (o i ridicoli exfascisti).

    Da Mani Pulite in poi esiste la libertà di scegliere, e di solito di piace scegliere a destra.

    In questo, il ruolo dello strapotere mediatico è marginale (anche se piace dirselo a quegli intellettuali di sinistra che scoprono che non se li fila nessuno).

    All’estero trovano normale e scontato avere un partito conservatore e quindi non iniziano neppure a capire. Aiutali!

    Ah, se la sinistra avesse fatto di più per impedire a Berlusconi di fare politica, credo che avremmo rischiato veramente la guerra civile.

    Ciao

    Francesco

  39. utente anonimo says:

    Per Francesco #36, 38

    ”Posso solo augurarmi una sinistra come la auspichi tu, vorrebbe dire decenni di governi di centrodestra”

    Cioè: in questo paese si puo ‘ governare solo se si fa come berlusconi. Chi è più che diceva ‘chi si loda s’imbroda’? Sarebbe questo il tuo modo di ‘fare politica’?

    ”vremmo rischiato veramente la guerra civile”

    Ma ci siamo già. Ricordi? ”Ora e sempre Resistenza”.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  40. utente anonimo says:

    1) esiste anche la possibilità di una sinistra “normale”, che di fatto è una sinistra senza nulla di quello che tu auspichi. questa sarebbe in grado di vincere elezioni, specie contro un CDX legato ad un leader anziano e rincoglionito ti ricordi di Kakà? gli italiani sì). oh, e nell’abbandono del marxismo tu confondi acqua sporca e bambino :)

    2) sono serio. finite le contingenze storiche mondiali che obbligavano a sopportare il consociativismo e il progressivo entrare del PCI nel governo del paese, ben difficilmente il popolo di destra avrebbe accettato il nuovo regime che avanzava. io punto (ma nella storia non ci sono mai controprove) su una guerra di secessione, che sarebbe stata più politica nei motivi di fondo che non geografica.

    Francesco

  41. utente anonimo says:

    Francesco,

    – se Berlusconi non avesse lo strapotere mediatico, non avrebbe potuto fermare l’operazione Occhetto&Friends nè resistere alle “oneste” attenzioni della magistratura. —

    Come è ragionevole che un rapinatore spari alla polizia, altrimenti rischierebbe l’arresto da parte di “onesti” poliziotti :-)

    – Ma le elezioni le vince perchè offre una opzione di destra ad un elettorato che se la è vista negare per tutta la seconda repubblica (o meglio, dal dopo Scelba). —

    Fammi capire. Tu davvero pensi che Berlusconi avrebbe qualche speranza di ottenere un consenso a due cifre senza i suoi mezzi di propaganda? davvero pensi una cosa del genere? :-)

    – L’Italia è un paese fortemente orientato a destra (cito D’Alema e Martinez) —

    D’Alema, ieri sera, ha detto l’esatto contrario. Ma non è questo il punto.

    – All’estero trovano normale e scontato avere un partito conservatore e quindi non iniziano neppure a capire. —

    Ah, all’estero non capiscono un tappo perché son tutti scemi. Ecco come stanno le cose :-)

    Z.

    PS: Nel caso non si fosse capito, non sto dicendo che senza il monopolio mediatico di Berlusconi sarebbe al potere la sinistra. Anch’io penso che l’Italia sia un paese di destra: probabilmente l’Italia avrebbe il più delle volte governi di destra. E ciò anche se la sinistra fosse più capace di quella attuale. Ma un governo Berlusconi non sarebbe neppure pensabile.

  42. utente anonimo says:

    E tanto perché sia ancora più chiaro,

    io non ho nulla contro l’ipotesi di un regolare governo di destra. Certo: non sono di destra, e quindi è difficile che un governo di destra avrebbe il mio voto.

    Difficile, ma non impossibile.

    Con questa destra, invece, qualsiasi politico di sinistra può fare pressoché qualsiasi mostruosità e garantirsi comunque un posto in prima fila nell’opposizione. Tanto peggio di Berlusconi è pressoché impossibile fare.

    Per questo penso che dovremmo aiutare il centrodestra a liberarsi di Berlusconi. Non mi faccio illusioni, e so che questo non significherebbe uno stabile governo di centrosinistra. Probabilmente, essendo il nostro un Paese di destra, la destra tornerebbe al potere a breve – anzi, forse ci rimarrebbe direttamente.

    Ma sarebbe un governo vero, come quello degli altri Paesi occidentali. E chissà, forse convincerebbe anche me a diventare di destra…

    Z.

  43. utente anonimo says:

    “Tu davvero pensi che Berlusconi avrebbe qualche speranza di ottenere un consenso a due cifre senza i suoi mezzi di propaganda?”

    Ne sono pienamente convinto. Nessun altro leader politico di destra riesce neppure a lambire la sua “ampiezza di offerta immaginaria” agli elettori italiani (e aggiungerei che nemmeno si avvicinano alla statura politica del Nostro)

    Francesco

  44. utente anonimo says:

    x Z.

    ti vedo ottimista: la natura sta per aiutare il centrodestra a liberarsi di Berlusconi. Fosse solo quello il problema!

    Dubito gli elettori permetteranno che ci si liberi dal berlusconismo. E’ in larga misura quello che vogliamo.

    Ah, Silvio NON ha il monopolio mediatico, al massimo una forte maggioranza della comunicazione TV – peccato che sia quella che l’elettore può scegliere con minor costo e maggior facilità, schiacciando un tasto del telecomando.

    Francesco

  45. utente anonimo says:

    Per Francesco #40

    ”esiste anche la possibilità di una sinistra “normale”””

    La sinistra che dici tu al governo, l’abbiamo già vista, e continuiamo a vederla:

    http://www.corriere.it/politica/09_settembre_23/demichelis_57f058c4-a803-11de-94a2-00144f02aabc.shtml

    ”le contingenze storiche mondiali che obbligavano a sopportare il consociativismo e il progressivo entrare del PCI nel governo del paese”

    Errata corrige. Hai evidentemente dimenticato un NON: ‘obbligavano a NON sopportare’ ecc.

    Ciao!

    Andrea

  46. utente anonimo says:

    Per Francesco #43

    ”nemmeno si avvicinano alla statura politica del Nostro”

    Per citare un noto personaggio recentemente scomparso:

    ALLEGRIAAA!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  47. marijam says:

    ”esiste anche la possibilità di una sinistra “normale”””

    mariA

    grazie per non aver detto “una sinistra perbene”:-))))

  48. utente anonimo says:

    x maria

    è tipico, forse utile per una definizione, della sinistra ritenersi per bene e considerare la destra divisa tra imbecilli e gaglioffi, vedi il nostro Andrea.

    Francesco

  49. utente anonimo says:

    x Andrea 45

    non ho capito. fino al crollo del Muro, l’esistenza del PCI rendeva più prudente votare DC nonostante la sconsiderata politica della DC stessa (anche e soprattutto lo sconsiderato avvicinamento al PCI stesso).

    Iniziò Craxi a mostrare che si poteva prendere a ceffoni il PCI (grandissimo gesto liberatorio, la sinistra tradizionale non riuscì mai a comprendere cosa significasse per molti italiani)

    ciao

    Francesco (no, mai votato PSI)

  50. marijam says:

    francesco,

    io, veramente, mi riferivo alla recente definizione brunettiana che è andata a sommarsi alle definizioni del cavaliere: coglioni. farabutti ecc. ecc.

    Ieri il cavaliere ha addirittura stabilito le domande da fare o da non fare, mi chiedo cosa avresti commentato se tale richiesta fosse stata avanzata che sò da massimo d’alema o da franceschini.

    Se il primo, avresti parlato certamente di residui stalinisti..

  51. utente anonimo says:

    Per Francesco #48

    ”la destra divisa tra imbecilli e gaglioffi”

    E ‘disinformàti’.

    L’espressione precisa è ‘imbecilli, gaglioffi ei disinformati’. Un lavoratore dipendente che vota chi garantisce l’evasione fiscale degli autonomi quando lui continua a pager le tasse per tutti non lo definirei davvero in un quarto modo. Il quasimonopolio televisivo berlsuconiano serve prprio a garantire la disinformazione di massa.

    Se ai disinformati aggiungi gli evasori fiscali (ossia la gran massa degli autonomi), gli speculatori edilizi piccoli e grandi e una spruzzatina di razzisti d’antan hai il popolo della libertà, con la glassa finale dei Difensori Dei Valori.

    Ora, anche la disinformazione puo’ fare poco contro il portafoglio vuoto. (La famosa ‘inflazione percepita’, non so se ricordi). La politica d’opposizione dovrebbe essere dunque di acuire lo scontro sociale in modo da fare scoppiare questa coalizione, tenuta insieme essenzialmente dalla disinformazione, di modo che i disinformati sbattano il grugno contro chi li disinforma.

    E’ quello che successe a mussolini, il consenso a favore del quale, pure costruito con la disinformazione di massa e l’attivo sostegno del clero cattolico, si disgrego’ come neve al sole al piovere delle prime bombe.

    Un’esasperazione della frustrazione di pochi è forse sufficiente a rovesciare un dinosauro strapotente, ma già un poco indebolito dai suoi stessi abusi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  52. utente anonimo says:

    Per Francesco #49

    ”l’esistenza del PCI”

    Già con Berlinguer la funzione del Muro di Berlino si rivelo’ pienamente per quella scusa che era ormai da decenni, cioè la foglia di fico della cleptocrazia del pentapentito DC-PSI-PSDI-PRI-PLI

    Davanti allo scandalo dell’Irpinia (60000 miliardi) del De Mita patron di Clemente Mastella, delle lenzuola d’oro (affaire Ligato), dell’atrazina di Donat-Cattin, dei petroli del secondo governo Spadolini, di Antelope-Cobbler e della Lockeed, di Fiumicino, di Lima, di Ciancimino, del clientelismo dei Gasparri che cercava di reclutare i ricercatori dell’INFN fra le liste dei disoccupati dell’Abruzzo, delle contiguità brigatiste del rapimento Cirillo, di Poggiolini e dell”A fra’ che te serve’ dei Caltagirone suoceri di Casini il ‘votare DC turandosi il naso’ montanelliano era la complicità di quella massa cui ho fatto cenno nel post precedente.

    ”Craxi a mostrare che si poteva prendere a ceffoni il PCI”

    Craxi, appunto, un latitante ladro. Ottimo esempio del nostrano anticomunismo. Nonchè gran patron dell’attuale silviuccio nazionale.

    Non se ne esce. Non se ne è mai usciti, almeno da quando De Gasperi fu giubilato da Fanfani (quello che nel ’43 aveva scritto in onore della spaienza giuridica del duce). Al solito, il destino (la condanna, se preferisci) della politica italiana è che si puo’ essere benissimo comunisti e ladri, ma non c’e verso di essere onesti senza stare dalla parte dei comunisti. Stare dall’altra parte, lo riconobbe persino Montanelli, vuol dire finire in braccio a quelli con manganello, i cappucci e (aggiungo io) la tiara.

    Mi consolo pensando che ad ogni ventennio di oscurantismo da noi si alterna almeno l’alba della Liberazione.

    ”(no, mai votato PSI)”

    Ecco, lo vedi? Fra una ventina d’anni potremo salutare forse anche noi il compagno Francesco :-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  53. utente anonimo says:

    “non c’e verso di essere onesti senza stare dalla parte dei comunisti”

    e poi dico che sei fanatico al limite del ridicolo!

    Francesco l’imbecille

    PS vista la fine di Montanelli, Madonna pellegrina alle feste dell’Unità, al massimo potete aspettarvi che vi raggiungano degli altri Follini

    PPS mai votato PSI perchè era comunque un partito troppo di sinistra per me, ancorchè anticomunista.

    PPPS la sinistra politica non soffia sul fuoco dello scontro sociale perchè sa che, dopo, dovrebbe fare le cose che ora spera sia Berlusconi a fare. Nessuno si illude più che si possano trovare bacchette magiche per fare il comunismo italiano

  54. utente anonimo says:

    x Andrea

    se tu avessi ragione, se la scelta fosse tra Togliatti e Poggiolini, non ci sarebbe il minimo dubbio nello scegliere il secondo.

    grazie a Dio, le cose non stanno così, peraltro

    Francesco

  55. paniscus says:

    Ecco, ma qualcuno mi spiega pazientemente una cosa come la spiegherebbe a Bambi?

    Ossia: che senso ha, OGGI, QUI e ORA, attaccarsi alla destra ATTUALE solo per anticomunismo?

    Cioè, posso pure capire che uno che abbia sinceramente idee conservatrici di suo, voti a destra perché si sente di destra, e magari lo faccia tappandosi il naso sulle sue personalità più rappresentative, e sorvolando sulla loro scarsa serietà e disonestà palese. Quello dice: vabbè, io sono di destra, di destra c’è questa e non ce n’è un’altra, la accetto. OK.

    Ma per quelli che la votano “solo per anticomunismo”, quale sarebbe esattamente la ratio? Ossia, di che cosa hanno paura, esattamente? Quale sarebbe la minaccia del comunismo che graverebbe oggi sulle teste dei cittadini italiani (ma anche di decine di altri paesi occidentali), tanto da indurli a bere perfino la balla che l’unica protezione possibile può arrivare da Berlusconi?

    Ma c’è veramente qualcuno che pensa sul serio che se va al governo Franceschini si instaura una dittatura del proletariato? Che se fanno ministro Veltroni, si nazionalizzano le aziende? Che se prendono il potere Bersani, Fassino o la Serracchiani, sarà abolita la proprietà privata e le famiglie saranno spogliate delle proprie case per farci alloggi di cooperativa?

    Ma dai…

    Lisa

  56. utente anonimo says:

    Per Francesco #54

    ”non ci sarebbe il minimo dubbio”

    Poi sono io il fanatico…:-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  57. utente anonimo says:

    tra un assassino e un ladro, io preferisco incontrare un ladro.

    chiamalo fanatismo

    Francesco

  58. utente anonimo says:

    x Lisa

    io mi riconosco nella tua descrizione di Destro Rassegnato.

    però almeno Andrea è lanciatissimo sulla Rivoluzione Moralistico-Bolscevica e a lui rispondevo

    Francesco

    PS alle elezioni provinciali a Milano mi sono astenuto, per esempio

  59. utente anonimo says:

    Per Francesco #57

    Cioè, Piazza Fontana, Portella della Ginestra, Piazza della Loggia, Italicus… tutta colpa dei comunisti. Vabbè.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  60. utente anonimo says:

    Per Lisa #55

    ”Ma c’è veramente qualcuno che pensa sul serio”

    Sì. La maggioranza degli italiani, in effetti. Il che dimostra il livello cui è arrivata la disinformazione, unita a ottant’anni di propaganda a senso unico. Poi i trinariciuti sarebbero i comunisti. Mah.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  61. utente anonimo says:

    x ADV

    tutta colpa di Poggiolini?

    esplicita le tue fantasie storiche, te ne prego

    Francesco

  62. utente anonimo says:

    x Lisa

    Visco è comunista, Prodi è comunista.

    Non nel senso che spingono i contadini affamati a mangiarsi i bambini, nel senso che seguono una politica economica opprimente, fallimentare, oppressiva, ingiusta.

    Il che basta per moltissimi a votargli contro, salvo poi restare delusi dai ministri socialisti di Berlusconi e dalla timidezza “sociale” di Silvio stesso.

    Francesco

  63. marijam says:

    tra un assassino e un ladro, io preferisco incontrare un ladro.

    maria

    mi pare che l’esempio non regga neanche paradossalmente, e meno male che chiedi delle spiegazioni ad andrea riguardo alle stragi citate!

  64. utente anonimo says:

    Francesco,

    entro qua per leggere i commenti e mi trovo di fronte ad un nonsense tipo:

    – Visco è comunista, Prodi è comunista. —

    e mi pare di sentire in sottofondo la voce di Elio Vito:

    “comunista-comunista-comunista-pagliaccio-comunista-pagliaccio-comunista-comunista”…

    Vediamo… Mussolini ha seguito una politica economica indiscutibilmente opprimente, fallimentare, oppressiva, ingiusta. Franco idem. Molti comuni – tanto di destra quanto di sinistra – che fanno cassa a suon di multe, invece pure. Tutti comunisti? Massì, tutti comunisti, lo dice Berlusconi :-)

    E poi dici che la propaganda non è così rilevante :D

    Z.

  65. utente anonimo says:

    Francesco,

    – se Berlusconi non avesse lo strapotere mediatico —

    Quindi ce l’ha. Su una cosa, se non altro, siamo d’accordo :-)

    – non avrebbe potuto fermare l’operazione Occhetto&Friends nè resistere alle “oneste” attenzioni della magistratura. —

    Effettivamente non hai tutti i torti. Avrebbe dovuto farsi processare come tutti gli altri, seppure con tutti i privilegi che il sistema concede a chi è ricco e famoso. Ed è precisamente ciò che ha inteso evitare.

    – Ma le elezioni le vince perchè offre una opzione di destra ad un elettorato che se la è vista negare per tutta la seconda repubblica (o meglio, dal dopo Scelba) —

    Certamente Berlusconi sa che questo è un paese che lo rispecchia appieno: populista e corrotto. Questo è certamente vero.

    Ma senza le televisioni, il suo consenso sarebbe a una cifra.

    E infatti all’estero, dove non esiste la versione unica di Raiset, l’approvazione che riceve è esattamente zero. Sono tutti comunisti, come crede lui, o sono tutti poveri scemi che non si rendono conto? :-) Vedasi infra per la risposta…

    – L’Italia è un paese fortemente orientato a destra (cito D’Alema e Martinez), cui la classe politica ha offerto solo versioni diverse della sinistra (o i ridicoli exfascisti).

    Da Mani Pulite in poi esiste la libertà di scegliere, e di solito di piace scegliere a destra. —

    D’Alema, l’altro ieri, ha dichiarato l’esatto contrario. Ma può darsi che tu abbia ragione e che lui sbagli: come credo di averti già detto, dopo Berlusconi e la fine del suo monopolio mediatico, non credo affatto che l’Italia si sposterà a sinistra. Perché dovrebbe? Piuttosto credo che, a destra come a sinistra, sarà possibile ricominciare a fare politica.

    – In questo, il ruolo dello strapotere mediatico è marginale (anche se piace dirselo a quegli intellettuali di sinistra che scoprono che non se li fila nessuno) —

    Veramente in genere sono proprio loro a dire, molto più spesso di me e di te messi assieme, che l’Italia è un paese di destra :-) Comunque, ripeto, non ho mai detto che senza Raiset in Italia ci sarebbe un monocolore prodocristiano. Ho detto, e ribadisco, che avremmo una destra migliore e una sinistra migliore ad alternarsi al potere, con probabile prevalenza della prima sulla seconda.

    – All’estero trovano normale e scontato avere un partito conservatore e quindi non iniziano neppure a capire. Aiutali! —

    Ah, ecco la risposta alla mia domanda più sopra: all’estero sono tutti scemi che non si rendono conto :-) Andiamo, su…

    – Ah, se la sinistra avesse fatto di più per impedire a Berlusconi di fare politica —

    Vorrai dire “se avesse fatto qualcosa”, dato che non ha fatto nulla…

    – credo che avremmo rischiato veramente la guerra civile. —

    Mavalà, come direbbe Ghedini :-) Sarebbe bastato far rispettare la legge vigente, anziché distorcerla ad usum Silvii. Ma Occhetto e soci ridevano di Berlusconi, convinti che si trattasse di un fenomeno ridicolo, irrilevate e transitorio. Ora è un po’ tardi per tornare indietro.

    Z.

    PS: Ottimista io? magara…

  66. utente anonimo says:

    Lisa,

    – Ma c’è veramente qualcuno che pensa sul serio che se va al governo Franceschini si instaura una dittatura del proletariato? —

    Certo. Davvero la cosa ti stupisce?

    Z.

  67. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #45

    ”fantasie”

    ???

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  68. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #47

    Al di là delle appartenenze di schieramento, quando ce vo’ ce vo’. Il nostro rivoluzionario dovere di bolscevichi è quello di essere onesti innanzituttio con noi stessi. Finalmente un post ricco di osservazioni corretta dal punto di vista ideologico.

    ”Visco è comunista”

    Vero. Uno che fa pagare le tasse è un Comunista.  Uno che rifiuta condoni e scudi fiscali assortiti è un Comunista. Soprattutto -e cio’ vada a sua eterna gloria- uno che fa pubblicare le dichiarazioni degli autonomi ristoratori e gioellieri che dichiarano tanto quanto operai, pensionati e impiegati è un Comunista.

    ”Prodi è comunista”

    Vero. Uno che  difende il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati a reddito fisso ancorando la valuta nazionale all’Europa è un Comunista. Uno che rifiuta così di difendere protezionisticamente la non competitività dei settori protetti con le solite valutazioni competitive democraxiane è un Comunista. Uno che prevede l’instaurazione di commissioni per il controllo dei prezzi -poi prontamente abolite dal berlusca, cogli effetti che sappiamo- è un Comunista. Uno che spezza le rendite di posizione della classe dei farmacisti liberalizzando la vendita dei fearmaci è un Comunista. Uno che attacca l’oligopolio dei gestori abbattendo i prezzi delle schede dei telefonini è un Comunista. Uno che costringe le banche a rinegoziare seriamente i mutui per la casa -a differenza della pseudo riforma tremontina- è un Comunista. Uno che comincia l’abbattimento degli ecomostri accumulatisi sulle nostre coste dopo cinquant’anni di ruberie pentapentite è un Comunista. Uno che continua l’opera di Ciampi del risanamento del debito pubblico, smisuratamente allargato dalle ruberie e dalle clientele craxiane e oggi nuovamente sfondato dalla demagogia della destra, è decisamente, indiscutibilmente un Comunista. Uno che avvia il primo rafforzamento da decenni degi organici degli Ispettorati del Lavoro per contrastare la piaga de lavoro nero -organici immediatamente depauperati dalle destre- è Comunista. Uno che tratta pubblicamente i legaioli per il nulla morale che sono, e i padroncini del nordest per gli evasori che sono, è un Comunista. Uno che prevede la galera per gli imprenditori che con la loro incuria provocano le morti  sul lavoro -subito depenalizzate dalle destre- è un Comunista. La controprova del Comunismo di Prodi è che i governo Prodi è caduto perchè tradito dal cattolico Mastella, appena un Magistrato -com’era inevitabile data l’ascendenza anticomunista del Clemente nazionale- ha cominciato a rivedere le pulci a quest’ultimo. Gli applausi legaioli alla caduta di Prodi sono la migliore prova della alleanza di sempre fra i Difensori Dei Valori. (Altri cinque anni di berlusca al governo, e quandocadrà cdranno con lui anche tutti i crocifissi appesi alle aule di tribunali e scuole, onnipresente simbolo dell’inciviltà d’Italia).

    ”opprimente, fallimentare, oppressiva, ingiusta”

    Vero. Per gli evasori fiscali, gli speculatori edilizi, i beneficiari di condoni  scudi fiscali assortiti, tutte categoria che hanno prosperato dall’uscita di Togliatti dal governo a Tangentopoli, sicuramente è così.

    ”Il che basta per moltissimi a votargli contro”

    Giusto, quelli di cui sopra (più le vttime della disinformazione, ma ne abbiamo già parlato).

    ”ministri socialisti”

    Socialisti? Troppo ladri anche per loro, allora. O forse -correggimi se sbaglio- intendevi ‘socialisti’ come quel simpatico nanerottolo che vuole riportare gli impiegati della pubblica amministrazione a lavorare senza toccare i dirigenti di nomina democraxiana che li hanno lasciati imboscarsi per mezzo secolo. O come quell’altro, sacchetti o saccucci (no, quello è il terrorista nero) che da sottosegretario al Lavoro fa accordi con tutte le sigle sindacali meno quella rappresentativa della maggioranza dei lavoratori.

    ”Berlusconi”

    A proposito, l’ultima figuraccia l’ha appena rimediata dalla bolscevica Polonia senzadio
    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=50a552184d304591
    Eh, non c’e’ che dire, i duci di una volta avevano altro spessore, altro stile. Sarà stata la pelata?

    ” dalla timidezza "sociale" di Silvio stesso.”

    Timido nella società? Hai ragione anche su questo punto. Infatti ha fto di tutto per mettere a tacere la faccenda dele escort. I panni sporchi si lavano in famiglia, nellì’Italia dei papi.

    Insomma, Francesco, in un post di poche parole sei riuscito ad illustrare cio’ che personalmente io riesco a dimostrare solo con lunghe circonvoluzioni: che un politico italiano se non è Comunista è un delinquente. Di fronte a tanta leniniana concisione mi sento moralmente tenuto a scrivere ai miei compagni di Pyong Yang e dell’Avana. Mi stai davvero diventando un compagno honoris causa. Ti faro’ avere una medaglietta smaltata del Caro Leader e una maglietta usata nella giungla boliviana dal Che.

    Ciao -)

    Andrea Di Vita

  69. controlL says:

    Azz, e io che credevo che i comunisti fossimo rimasti quattro sfigati il cui unico articolo di fede è chiaro e preciso: il capitalismo morirà di morte violenta, e la società che lo sostituisce non avrà nulla del capitalismo, democrazia in primis. Mah. Mi guarderò meglio in giro.p

  70. AndreaDiVIta says:

    A prosecuzione del mio post precedente, ecco un interessante filmato sulla fine che aspeta i nemici del popolo (bella la parte sul clero):

    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=70255029d3dc6bd2

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  71. utente anonimo says:

    Cari compagni,

    il divertimento nel leggersi è reciproco.

    Vorrei però chiedere a Z. dove sarebbe la Destra Normale che Berlusconi opprime col suo strapotere televisivo.

    Francesco

  72. utente anonimo says:

    x Andrea

    quando i cattivi e i cretini sono in netta maggioranza, cosa fate voi buoni?

    :D

    Francesco

  73. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #72

    Per citare quelli più vicini alle tue idee politiche che alle mie: ‘quando nel mondo la canaglia impera la patia degli eroi è la galera’.

    Saluti di classe

    Andrea Di Vita

  74. utente anonimo says:

    Mi sento più tranquillo, temevo avessi tentazioni eroiche sul volerci salvare nostro malgrado.

    No grazie

    Francesco

    PS la galera? ma un bell’esilio in Francia, come tanti altri tuoi compagnucci!

  75. utente anonimo says:

    x Andrea 73

    una curiosità: quel motto è di qualche gruppetto neofascista degli anni’60?

    che mi pare di riconoscere il tono

    Francesco

  76. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #75

    Ciao :-)

    Andrea Di Vita

  77. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #74

    Dall’esilio abbiamo l’abitudine di ritornare :-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  78. utente anonimo says:

    Infatti, vi aspetteremo sempre con affetto, e la cenere con cui potrete cospargervi il capo prima di bruciare incenso alle statue del Nume Silvio!

    :)

    Francesco

    PS se ne fosse andato UNO, di tutti i lagnosi eroici nemici di Silvio

  79. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #78

    ”Nume Silvio”

    Silvio Subito, appunto. Non siamo forse nell’Italia dei papi?

    http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-e-il-papa-si-incontrano-a-ciampino-poi-ratzinger-parte-per-la-repubblica-ceca-109008/

    ”UNO”

    Basta con l’Aventino. Non ripeteremo l’errore. Resistere resistere resistere. Già i legaioli patiscono il sabotaggio dei Magistrati all’infame legge sui clandestini.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  80. utente anonimo says:

    quando i magistrati rifiutano di applicare una legge per motivi politici, dove è la giustizia? e la democrazia?

    ci va bene che ricorrono alla corte costituzionale ma sarebbero capaci di mettersi in mezzo anche in spregio del parlamento e del ruolo della magistratura

    basta che nessuno si lamenti se inizieranno i linciaggi, allora

    Francesco

    PS se voi resistere contra legem, non vi aspettare che noi fare di meno.

  81. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #80

    Efettivamente, io non sono un giurista. Ma ho due amici Magistrati, uno avvocato e una moglie giurista. Tutti e quattro indipentemente mi confermano che un giudice puo’ applicare la legge solo dopo averla interpretata. E -mi si dice- i criteri dell’interpretazione sono a) i principi cardine del sistema giuridico in cui la legge è inserita b) i precedenti e la tradizione interpretativa. Per queste ragioni una legge che va direttamente contro tutto cio’ che è contenuto nei punti a) e b) è, di fatto, inapplicabile. Una legge fortemente innovativa è possibile solo se si inserisce in un compiuto disegno complessivo di riforma: un esempio proprio nell’Italia di decenni fa fu il Codice Rocco, che sebbene compiutamente fascista su un piano squisitamente tecnico era fatto benissimo (e Rocco è unanimemente considerato un luminare, indipendentemente dalle idee politiche). La situazione attuale è ben diversa: e i Comunisti non c’entrano proprio niente. Nel presente sistema giuridico italiano -mi si informa- trasformare una irregolarità amministrativa (come l’essere sprovvisto di permesso di soggiorno valido) in una fattispecie di rilevanza penale (come previsto dall’infame legge attuale) è, allo stato degli atti, tanto demente come voler piantare una palma al Poo Sud e pretendere che attecchisca.

    Allora -concludo io- o i nostri governanti sono una manica di imbecilli (al peggio non c’e’ limite) o sono una manica di incompetenti (idem).

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  82. utente anonimo says:

    No Andrea

    i tuoi amici hanno una opinione un pelino eccessiva della discrezionalità dei giudici (e sono sinceramente antidemocratici).

    Quello che mi citi come principio generale è follia. Sia i precedenti (di PRIMA che ci fosse la legge) sia la tradizione interpretativa (di ALTRE leggi) non possono essere usati contro una legge.

    Solo se essa è incompatibile con una legge di livello superiore (l’amata costituzione) può essere rifiutata, e solo nei modi previsti dalla costituzione stessa.

    E i “principi cardine” non possono diventare come Mr Fantastic, che si allunga a piacimento.

    Sono orripilato quando sento questo genere di argomenti, a me suonano come la dichiarazione di chiusura della democrazia.

    ciao

    Francesco

  83. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #82

    Ripeto, riferisco quello che mi è stato ripetutamente spiegato da più esperti. Comunque non si è mai parlato da parte loro di essere ‘contro una legge’, ma -ripetutamente- della necessità di ‘interpretare una legge’. Mi è stato anche spiegato che l’illusione che una legge sia autoesplicante senza ambiguità e senza bisogno di interpretazioni, l’idea cioè che definisce il Magistrato con l’espressione ‘bocca della legge’, risale al Positivismo, ed era alla base del sistema giuridico della Prussia di Bismarck. Oggi la rifiutano tutti, non solo in Italia.

    ”chiusura”

    Qui non ti seguo. La democrazia presuppone, da Montesquieu in poi, la separazione dei poteri, e in particolare del potere giudiziario dal potere legislativo. Il contrario porterebbe a Judge Dredd (nei fumetti) e al linciaggio (nella pratica). Nemmeno in democrazia è impossibile, ripeto, l’introduzione leggi completamente rivoluzionarie. Ma allora, affinchè tale nuove leggi siano applicabili deve essere contestualmente cambiato l’intero sistema giuridico, analogamente a quanto fece il fascismo sostituendo il codice Rocco al codice precedente (credo fosse lo Zanardelli).

    Ad esempio (esemplifico da incompetente totale quanto ho capito io, ma se qualcuno che mi legge capisce di diritto mi correggerà facilmente :-)) se si vuole legalizzare la rapina, passi, ma allora va legalizzato in qualche modo anche lo scippo semplice e il furto con scasso, e più in generale va ridefinito il concetto di base di ‘reato contro la proprietà’, con conseguenze ad es. sul diritto societario.

    Tra l’altro, un appunto che molti giuristi muovono al presente sistema giuridico italiano è propri che dal 1945 in poi non è mai stata fatta una riforma organica, ma tante leggi staccate più o meno ordinate in Testi Unici (come quello per la Pubblica Sicurezza), Leggi Quadro ecc. rimanendo pero’ in parte le leggi quele del sistema fascista. Altrimenti, per citare un proverbio, peggio la toppa del buco.

    E qui mi fermo, chè la probabilità di dire corbellerie si avvicina pericolosamente a 1.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  84. utente anonimo says:

    x ADV

    concordo con il primo principio giuridico MA qui in Italia è stato interpretato in modo tale da rendere vane le leggi (alla faccia del Montesquieu).

    un conto è la necessità di applicare la legge, un altro prendersi la licenza di stravolgerla.

    anche sul secondo punto ho moltissimi dubbi, mica è un retaggio della resistenza dei giuristi contro le leggi fasciste? mi risulta che ingessarono il sistema per rallentare la fascistizzazione del diritto.

    Francesco

  85. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #84

    ”fasciste”

    Per quel poco che capisco delle spiegazioni inflittemi (:-)) da chi ne capisce non è un problema di fascismo o di Italia. Rimando al post del 7 settembre 209 sul blog http://togherotte.ilcannocchiale.it/

    (a scrivere è Bruno Tinti, il giudice auote del libro ”Toghe Rotte” sui problemi della giustizia italiana):

    ”Il potere è potere, da chiunque venga esercitato. Berlusconi rende sicuro l’abuso di un sistema che gli affidasse il controllo delle Procure. Ma questo abuso potrebbe essere esercitato da chiunque si trovasse un giorno nella sua posizione. Quando Montesquieu ha disegnato il suo celebre assetto costituzionale fondato sulla separazione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) non ha certo pensato che esso avrebbe potuto essere derogato qualora lo Stato fosse finito nelle mani di un tiranno buono e giusto; e, se venisse rovesciato da un tiranno cattivo che si servirebbe, per rovesciarlo, proprio di quell’assetto costituzionale disegnato per il tiranno buono? Poi, ci sono momenti storici in cui i detentori del potere sono peggiori della media; e purtroppo noi stiamo vivendo un momento di quelli. Ma non si costruisce una Costituzione in funzione degli uomini che di volta in volta, governano: sono questi che debbono rispettare la Costituzione. Per finire, due parole per i non estimatori del sistema giudiziario italiano. Quando difendo questo sistema (che tutti i magistrati europei riconoscono essere il migliore, ricordatevelo quando avrete finito di leggere queste righe) difendo un’idea, un’astrazione, un sistema scientifico. Tutto questo discorso non ha nulla a che fare con lo sfascio della giustizia italiana. Ma, questo è il punto, la giustizia italiana non è allo sfascio perché non c’è la separazione delle carriere; così come negli altri Paesi la giustizia non funziona meglio perché le carriere sono separate. Lo sfascio italiano è dovuto ad un complesso normativo costruito all’esplicito scopo di non far funzionare il processo penale.”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  86. utente anonimo says:

    Francesco,

    ti faccio un esempio banale.

    L’art. 575 punisce chiunque cagioni la morte di un “uomo”.

    Cosa si intende per uomo? maschio umano adulto, ad esempio?

    Naturalmente no. Per uomo si intende (ossia: il termine “uomo” va interpretato come) “qualunque nato di uomo e donna vivo, ancorché non vitale“.

    Naturalmente ho scelto un esempio di attività interpretativa molto agevole. Ovviamente non è sempre così facile: nel caos normativo che caratterizza il nostro ordinamento l’attività ermeneutica del giudice risulta probabilmente più complessa che altrove.

    Z.

  87. utente anonimo says:

    ADV,

    – Mi è stato anche spiegato che l’illusione che una legge sia autoesplicante senza ambiguità e senza bisogno di interpretazioni, l’idea cioè che definisce il Magistrato con l’espressione ‘bocca della legge’, risale al Positivismo, ed era alla base del sistema giuridico della Prussia di Bismarck —

    L’espressione era francese, e l’ideale di un codice che disciplina in modo inoppugnabile ogni possibile situazione è di epoca napoleonica.

    Fu proprio il Codice napoleonico – l’ultimo prodotto decente della cultura francese, e l’unico degli ultimi due secoli – a tentare di costruire un simile sistema. Ovviamente senza riuscirvi.

    Z.

  88. utente anonimo says:

    Comunque,

    io un magistrato che si rifiuta “per ragioni politiche” di applicare una legge troppo destrorsa non l’ho mai visto né conosciuto.

    Probabilmente è un concetto che appartiene al mondo di Feltri dove tutti i giudici sono comunisti. Grasse risate, e non fatemi aggiungere altro: sono senza palle e tengo famiglia ;-)

    Z.

  89. utente anonimo says:

    x ADV 85

    >> che tutti i magistrati europei riconoscono essere [il sistema giudiziario italiano] il migliore,

    mi ricorda Ignazio Silone, con i cafoni che commentano un articolo elogiativo del Duce … che tutti gli altri paesi ci pagherebbero …. e i cafoni a chiedersi quanto? in contanti? a rate?

    mai sentito di nessun paese europeo in cui qualcuno ha voluto imitare il sistema giudiziario italiano, sarà un caso?

    …. Ma, questo è il punto, la giustizia italiana non è allo sfascio perché non c’è la separazione delle carriere; così come negli altri Paesi la giustizia non funziona meglio perché le carriere sono separate. Lo sfascio italiano è dovuto ad un complesso normativo costruito all’esplicito scopo di non far funzionare il processo penale.”

    da chi? da quando? e come questo dimostrerebbe la bontà della non separazione delle carriere?

    mi pare che ci siano autodifese che sono come la difesa del Milan attuale, una sequela di errori e baggianate che fanno pensare malissimo

    Francesco

  90. zet37 says:

    La giustizia italiana è allo sfascio, anzitutto, per difetto di fondi e di personale.

    Tutto il resto, secondo me, è poco meno che propaganda.

    Z.

  91. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #89

    ”mai sentito di nessun paese europeo in cui qualcuno ha voluto imitare il sistema giudiziario italiano, sarà un caso”

    La Turchia di Ataturk. Ci copio’ il codice civile.

    ”da chi?”

    Dalla nostra classe plitica al governo, essenzialmente anticomunista.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  92. utente anonimo says:

    x ADV

    ti nomino Adriano Galliani ad honorem

    quella sulla Turchia di Ataturk è bellissima, tanto più se è vera!

    Francesco

  93. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #92

    Un Milan di sinistra

    Milano, 6 dicembre 2009. De Benedetti è il nuovo presidente del Milan. È l’attesa svolta della trattativa che ha tenuto il Paese col fiato sospeso per due mesi. Ai primi di ottobre un giudice del Kgb di Milano aveva condannato il Cavaliere a risarcire l’Ingegnere con 750 milioni per il pasticcio Mondadori. Dopo aver chiesto la sospensione del pagamento, o almeno la sua dilazione in rate da un euro pagabili in 750 milioni di anni, Berlusconi si è convinto a cedere un gioiello di famiglia. La sua scelta è caduta su quello che gli dà più grane, ma non è riuscito a vendere il Tg1 e così ha virato sul Milan, valutato 850 milioni senza Kakà e 900 senza Galliani. La trattativa sembrava essersi arenata, invece stanotte le parti hanno trovato l’accordo: Berlusconi ha abbassato la valutazione a 750 e in cambio De Benedetti si è preso anche Galliani, che domani firmerà il primo editoriale su «Repubblica».

    Il nuovo presidente democratico ha annunciato che trasformerà San Siro in un salotto: ingresso a sbafo e una percentuale di due scrittori stanchi e un aspirante regista per metro quadro, sul modello delle terrazze romane. Indette le primarie per la scelta dell’allenatore: termineranno un minuto dopo la fine del campionato. La squadra sarà ispirata ai criteri del politicamente corretto: ci saranno un clandestino sul filo del fuorigioco (forse ancora Inzaghi), uno stopper donna e un portatore di handicap, Pistorius, che corre molto più di Ronaldinho. La notizia dell’acquisto del Milan da parte della sinistra è stata accolta entusiasticamente dalla nuova fondazione di D’Alema, Forza Inter.

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=693&ID_sezione=56&sezione=

    Ciao!

    Andrea Di Vita AKA Galliani

  94. AndreaDiVIta says:

    Per Francesco #92

    Un Milan di sinistra

    Milano, 6 dicembre 2009. De Benedetti è il nuovo presidente del Milan. È l’attesa svolta della trattativa che ha tenuto il Paese col fiato sospeso per due mesi. Ai primi di ottobre un giudice del Kgb di Milano aveva condannato il Cavaliere a risarcire l’Ingegnere con 750 milioni per il pasticcio Mondadori. Dopo aver chiesto la sospensione del pagamento, o almeno la sua dilazione in rate da un euro pagabili in 750 milioni di anni, Berlusconi si è convinto a cedere un gioiello di famiglia. La sua scelta è caduta su quello che gli dà più grane, ma non è riuscito a vendere il Tg1 e così ha virato sul Milan, valutato 850 milioni senza Kakà e 900 senza Galliani. La trattativa sembrava essersi arenata, invece stanotte le parti hanno trovato l’accordo: Berlusconi ha abbassato la valutazione a 750 e in cambio De Benedetti si è preso anche Galliani, che domani firmerà il primo editoriale su «Repubblica».

    Il nuovo presidente democratico ha annunciato che trasformerà San Siro in un salotto: ingresso a sbafo e una percentuale di due scrittori stanchi e un aspirante regista per metro quadro, sul modello delle terrazze romane. Indette le primarie per la scelta dell’allenatore: termineranno un minuto dopo la fine del campionato. La squadra sarà ispirata ai criteri del politicamente corretto: ci saranno un clandestino sul filo del fuorigioco (forse ancora Inzaghi), uno stopper donna e un portatore di handicap, Pistorius, che corre molto più di Ronaldinho. La notizia dell’acquisto del Milan da parte della sinistra è stata accolta entusiasticamente dalla nuova fondazione di D’Alema, Forza Inter.

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=693&ID_sezione=56&sezione=

    Ciao!

    Andrea Di Vita AKA Galliani

  95. utente anonimo says:

    Tenkiu veri mac!!!

    Francesco

    PS adesso vado a farmi un bicchierino, che l’idea dell’Ingegnere che si prende anche il Milan è un incubo

    PPS quand’è che il PD si libererà della tutela del CDB? sempre troppo tardi ma meglio che mai …

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