La Comunità di Sant’Egidio va in gita ad Auschwitz

Da più di vent’anni, l‘enigmatica Comunità di Sant’Egidio  – nata da una lontana scissione da Comunione e Liberazione – organizza costosissimi incontri/spettacoli interreligiosi, a forte visibilità mediatica. Questi eventi offrono molte immagini interessanti: qui presentiamo alcune tratte dall’ultimo incontro svoltosi l’8 settembre.

Ciò che può mettere insieme preti cattolici, lama tibetani e imam è un misto di saporiti pasticcini e insipide banalità, condite con grandi dosi di sentimentalismo. Nonché una sorta di comunanza di mestiere, che fa sì che i protagonisti, per quanto pittorescamente vestiti, si somiglino anche fisicamente.

Quest’anno, l’incontro si è svolto a Cracovia, ed è culminato in una gita ad Auschwitz. Confermando ancora una volta la nostra tesi della funzione particolare che è stata assegnata allo sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale: cioè di evento sacro fondante dell’Occidente (ma vista la tendenza onnivora dell’Occidente, anche del mondo), recintato da tabù la cui violazione, in molti paesi, porta direttamente in carcere.

Auschwitz è quindi il luogo sacro di questo evento, sito della sua eterna ripetizione, e sede di culto unico e universale.

L’evento sacro si pone a un grado superiore a ogni divisione – tra destra e sinistra, tra credenti e non credenti, tra le singole religioni. In questo rituale, le singole religioni assumono una funzione del tutto nuova: sono pittoreschi portatori intercambiabili della bontà, dispensatori di sorrisi e di emozioni materne. In questo non sono soli – il linguaggio dei politici e dei media, tutto basato sul Grande Luogo Comune che unisce, sull’inviolabilità del sistema socio-economico, sui buoni sentimenti, è in sostanza lo stesso.

Questa rottura con i ruoli ben più complessi che le religioni hanno sempre avuto, assume una forma opposta alla rottura, avvenuta negli anni Sessanta e Settanta, dei preti operai. I cattolici del dissenso riconoscevano i conflitti, cercavano – in maniera un po’ grigia e protestante – di farsi austeramente massa, respingendo tutto uno stile religioso che proveniva dal passato.

Il santegidismo invece esalta la pseudo-tradizione, come i pro loco quando fanno indossare a ragionieri e commesse costumi fantasiosi che i loro avi non si sarebbero mai potuti permettere.

Infatti, il nulla umanitario alla Sant’Egidio è ricoperto di colori, uno sfoggio caleidoscopico di turbanti, crocifissi e
tonache stiratissime. Nonché di giacche e cravatte degne di una sfilata di giovani bancari.

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78 Responses to La Comunità di Sant’Egidio va in gita ad Auschwitz

  1. utente anonimo says:

    Ho trovato interessante che la firma del caustico articolo citato dal post su la comunità di S.Egidio sia di Sandro Magister, un giornalista dell’Espresso che non si è distinto in passato per anticlericalismo. Pensare che le lettere dell’apostolo Paolo ammonivano già contro le divisioni fra i primi cristiani ‘io sono di Apollo, no, io di Paolo’,…mah!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. utente anonimo says:

    “L’evento sacro si pone a un grado superiore a ogni divisione – tra destra e sinistra, tra credenti e non credenti, tra le singole religioni.”

    mettiamola così: mettici importante invece di sacro e inizierai a capire.

    per darti un altro aiutino: la cessione di Kakà … si pone a un grado superiore a ogni divisione – tra destra e sinistra, tra credenti e non credenti, tra le singole religioni – è riconosciuta universalmente come una grandissima cazzata.

    ciao

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    cribbio, un articolo da cui non traspare alcuna animosità o astio, privo di acredine e voci di corridoio, oserei definire il Magister un vero precursore nelle campagne di diffamazione cui successivamente si sarebbe dedicato il gruppo editoriale di cui l’Espresso fa parte!

    solo ho dei problemi a trovare la parte informativa ……

    Francesco

    PS nessun rapporto con la comunità e neppure particolare simpatia

  4. utente anonimo says:

    Quali campagne di diffamazione? quelle dove si osa affermare che alle feste del capo del governo girano ciccionazzi nudi e troiette minorenni? :D

    Che vergogna, che schifo, che invelenimento della politica!

    Diffamare si può certamente, ma solo i magistrati e i comunisti – Prodi, Fini, Casini, Franceschini etc.

    ;-)

    Z.

  5. utente anonimo says:

    A proposito, il giornalista che tirò la scarpa a Bush è finalmente libero…

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/iraq-130/giornalista-scarpa/giornalista-scarpa.html

    I berluscones direbbero che Saddam Hussein non l’avrebbe liberato tanto presto: il loro parametro di giustizia, a quanto pare, è Saddam Hussein…

    Poi uno si stupisce di Feltri, Capezzone e Gasparri :-)

    Z.

  6. RitvanShehi says:

    >I berluscones direbbero che Saddam Hussein non l’avrebbe liberato tanto presto:il loro parametro di giustizia, a quanto pare, è Saddam Hussein……Z.< Beh, veramente i berluscones potrebbero dire – e anche a ragione, a mio immodesto:-) avviso – che molto probabilmente il buon Saddam l’avrebbe subito liberato…dal peso di questa porca vitaccia:-). Del resto lo aveva fatto con altri per moooooolto meno. In quanto al “parametro”, se ci si trova in Iraq mi sembra naturale che il parametro di misura della giustizia del governo in carica sia quello del governo precedente dello stesso Iraq e non quello di Salomone o di re Artù:-)

  7. controlL says:

    Popolarmente c’è l’espressione “fa fine e non impegna”. Ma nel mio dialetto l’equivalente è ancora più azzeccato: sparagn’ e cumparisc’. Direi che sia così per i molti partecipanti noti ai riti egidizi.p

  8. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Beh, veramente i berluscones potrebbero dire – e anche a ragione, a mio immodesto:-) avviso – che molto probabilmente il buon Saddam l’avrebbe subito liberato…dal peso di questa porca vitaccia:-). Del resto lo aveva fatto con altri per moooooolto meno. —

    Ecco, per l’appunto :-)

    – Del resto lo aveva fatto con altri per moooooolto meno. In quanto al “parametro”, se ci si trova in Iraq mi sembra naturale che il parametro di misura della giustizia del governo in carica sia quello del governo precedente dello stesso Iraq e non quello di Salomone o di re Artù:-) —

    Ah, è una questione geografica. Peccato che siano generalmente gli stessi che non vogliono aprire moschee motivando “ah ma quei musssulmani nel loro paese ci picchiano”. Qui con la geografia come la mettiamo? :-)

    Che sia invece il solito visto, rivisto e trivisto tentativo di sostenere che “tanto c’è chi fa/ha fatto peggio per cui noi siamo I Buoni”? :-)

    Z.

  9. karakitap says:

    Questi incontri “ecumenici” mi hanno sempre lasciato un po’ perplesso, mi sembrano simili a quelle vignette delle riviste enigmistiche usate per rilassare la mente tra un’enigma e un altro (ma in questo caso l’enigma è costituito proprio dalla vignetta) nelle quali si vedono due che si abbracciano ma contemporaneamente di stanno per pugnalare alla schiena, in fondo le religioni potrebbero essere paragonate ad aziende che lottano per un mercato, quello delle anime (ma non solo), riunioni come queste mi sembrano tentativi di trust da segnalare all’autorità apposita :-), se la sede scelta è Auschwitz, credo perché dovrebbe essere simbolo dell’abominio assoluto, dove è avvenuta la consacrazione dell’homo homini lupus (a proposito, ma non c’è nessuno che nega il porrajmos, la persecuzione degli omosessuali, dei criminali comuni, degli oppositori politici, la sterilizzazione e la soppressione dei diversamente abili? O basta negare solo lo sterminio degli ebrei per negarli tutti?), ma solo che la terra è piena di luoghi simili, il prossimo incontro che so andrebbe tenuto in Ruanda, e quello successivo in Anatolia, per ricordare lo sterminio degli armeni, e poi magari sulla costa atlantica africana per ricordare la tratta degli schiavi, poi a Gaza, poi in Tibet e così via…sarebbe un tour davvero cupo, ma forse farebbe bene all’umanità ed alla sua coscienza, ho letto l’articolo di Magister, che dire, non vorrei peccare di retroscenismo ossessivo, ma se un vaticanista influente come lui ha scritto qualcosa del genere (che sia vero o no, è un altro discorso, non sono sicuro che non vi possano essere margini di calunnia) vuol dire che forse in Vaticano si sta cominciando a cambiare attegiamento verso la comunità di cui all’oggetto, e che si sta pensando di riportarla all’obbedienza prima di tacciarla come eretica, scismatica o che altro. Quanto al giornalista che tirò le scarpe a Bush, beh, gli si potrebbe aprire la strada di ospite di raduni e convegni terzomondisti e alternativi, credo che tale attività gli consentirebbe di rimpinguare il conto in banca (c’è da dire che risi anch’io vedendo la scena:-)). Salutoni

  10. utente anonimo says:

    x Z

    in effetti il termine diffamazione implica un coraggio che ai tuoi amici è finora mancato.

    mi scuso per il troppo onore tributatogli

    Francesco

    PS deboluccia la risposta a Ritvan, non mi risulta che Bush abbia chiuso una sola moschea negli Stati Uniti

  11. qualc1 says:

    caro Miguel,

    lei fa sempre riferimento alla shoà definendola come IL mito fondativo dell’Occidente…

    Però vorrei farle notare che è il mito fondativo “migliore” che possiamo permetterci.

  12. utente anonimo says:

    Francesco,

    – in effetti il termine diffamazione implica un coraggio che ai tuoi amici è finora mancato. —

    Il tuo amico, e il suo difensore di fiducia, la pensano diversamente. Vedremo cosa ne penserà il giudice.

    – non mi risulta che Bush abbia chiuso una sola moschea negli Stati Uniti —

    Nemmeno il tizio che tirava le scarpe ha chiuso, chessò, dei templi buddisti :-)

    Seriamente: perdonami, non ho mica capito cosa vuoi dire ;-)

    Z.

  13. Peucezio says:

    controIL, sei pugliese?

  14. utente anonimo says:

    karakitap,

    – Quanto al giornalista che tirò le scarpe a Bush, beh, gli si potrebbe aprire la strada di ospite di raduni e convegni terzomondisti e alternativi, credo che tale attività gli consentirebbe di rimpinguare il conto in banca —

    Verissimo. Mentre se Sansonetti tirasse le scarpe a Bush a Roma tutti lo tratterebbero per quello che è: un pirla.

    Questo è il punto, secondo me, e sarebbe interessante chiedersi il perché. Altri preferiscono chiedersi quel che sarebbe successo se le scarpe le avesse tirate Montanelli a Hitler nel ’38. Tanto per essere banali – e chi ha detto che la verità non può esserlo? – questo è il bello della democrazia :-)

    Z.

  15. utente anonimo says:

    Per Francesco, n. 2:

    >per darti un altro aiutino: la cessione di Kakà … si pone a un grado superiore a ogni divisione – tra destra e sinistra, tra credenti e non credenti, tra le singole religioni – è riconosciuta universalmente come una grandissima cazzata.

    Nessuno però . per il momento – è andato in prigione per aver sostenuto il contrario.

    Saluti da Marcello Teofilatto

  16. utente anonimo says:

    x Teofilatto

    infatti io non chiuderei in gattabuia i negazionisti, mi limiterei a sputargli in faccia (che persino un tifoso sa che ci sono cose più importanti del calcio)

    e. soprattutto, Galliani non istiga a combattere un oscuro complotto giudaico volto a sostenere lo stato razzista di Israele, come oserei chiosare fanno i bravi negazionisti

    Francesco

    PS ci sono cazzate non innocue.

  17. utente anonimo says:

    x Teofilatto 2

    in effetti, gli unici che provano a sostenere il contrario (parlando di Kakà) sono lautamente remunerati!

    Francesco

  18. utente anonimo says:

    Francesco,

    – e. soprattutto, Galliani non istiga a combattere un oscuro complotto giudaico volto a sostenere lo stato razzista di Israele, come oserei chiosare fanno i bravi negazionisti —

    Quindi è questo il crimine che consideri meritevole di sanzione (seppure non detentiva)? il fatto che le argomentazioni dei negazionisti avrebbero come scopo ultimo opporsi a Israele sostenendo che metta in atto complotti più o meno inverosimili?

    E per chi, dal parlamento italiano, istiga palesemente e apertamente all’odio – in modo molto più veemente, più violento e più invasivo – contro i musulmani? odio che, sono certo, è del tutto estraneo alla tua cultura, alla tua formazione, alla tua mentalità?

    ci sta uno sputacchino piccolo piccolo anche per loro? :-)

    Z.

  19. utente anonimo says:

    Per Francesco, n. 16-17:

    1) Ci sono tante affermazioni che meriterebbero come risposta uno sputo in faccia. Di fatto, questo trattamento (e altri di natura più giuridica) viene riservato solo ad alcune. Questo per me è un problema. L’ipocrisia di Elie Wiesel, che tuona che il peggior peccato è l’indifferenza e poi non dice una parola sui torti inflitti ai palestinesi non mi sembra meno rivoltante di qualche oscura pubblicazione di gente che nessuno si affanna a riconoscere come autorità morale (a differenza del premio Nobel per la pace – sic! – Wiesel). Ma oggi dire questo significa quasi passare per criminali. Non ai tuoi occhi, magari, non è una questione personale. Ma agli “occhi” di quell’immaginario che è l’oggetto di questo blog.

    2) Gli storici vanno giudicati per la qualità delle loro ricerche. Le conclusioni politiche che ne traggono riguardano loro come persone, non come studiosi. Valeva per De Felice, ottimo ricercatore ma legittimamente criticato per alcune sue posizioni, deve valere anche per i revisionisti (o negazionisti, che dir si voglia) alla Mattogno.

    3) Se parlando di chi viene remunerato per plaudire alla cessione di Kakà ti riferisci a giornalisti, ci mancherebbe altro che lavorassero gratis :-). Mica tutti sono come te e me, che discutiamo amabilmente senza compenso. O come il nostro altrettanto amabile padrone di casa, che per vivere traduce manuali tecnici…

    Ciao da Marcello Teofilatto

  20. utente anonimo says:

    A differenza di Miguel, mi pare evidente che tagliare l’erba sotto i piedi di Israele (e nel contempo incitare a qualche azione esemplare contro gli ebrei di casa nostra) si può (anche per oggettive colpe degli isrealiani stessi, non degli ebrei), mentre mi pare che i musulmani se la cavino abbastanza bene da soli (e anche abbastanza male da soli).

    Insomma, oggi vedo più pericoloso per il bene del genere umano un negazionista che non un leghista. Quando inizierò a vedere azioni violente contro i musulmani, cambierò idea.

    Francesco

  21. utente anonimo says:

    “Quando inizierò a vedere azioni violente contro i musulmani, cambierò idea”

    Non ti basta Iraq, Afghanistan, Gaza, Libano etc.etc. ?

    Comunque le “azioni violente” contro i musulmani sono all’ordine del giorno in ogni paese europeo. Semplicemente non vengono riportate nei giornali. Cito solo il caso di Marwa el-Sherbini, ma se leggi i giornali stranieri, inglesi e americani, proprio nelle ultime settimane ci sono stati tantissimi casi di bande violente che hanno aggredito musulmani. Negli USA una settimana fa una banda ha aggredito una ragazzina col velo malmenandola, mentre in Inghilterra sempre è stato ucciso un uomo musulmano (un taxista) a botte solo perchè musulmano.

    L’islamofobia uccide, oggi.

    Il cosiddetto “negazionismo” per adesso non sta uccidendo nessuno.

  22. utente anonimo says:

    >Insomma, oggi vedo più pericoloso per il bene del genere umano un negazionista che non un leghista. Quando inizierò a vedere azioni violente contro i musulmani, cambierò idea.

    Fermo restando che questo genere di classifiche non mi coinvolge più di tanto, vorrei chiederti (non vuol essere una domanda polemica) se per “azione violenta” intendi soltanto un’aggressione fisica. O se nella definizione rientra anche, per esempio, lo spargere urina di maiale su un terreno destinato a ospitare una moschea.

    Marcello Teofilatto

  23. utente anonimo says:

    “Non ti basta Iraq, Afghanistan, Gaza, Libano etc.etc. ?”

    nessuna di queste guerre ha a che fare con il fatto che gli abitanti di quei paesi sono, in maggioranza, musulmani. forse c’è qualche rilevanza solo con gli Uiguri e i Ceceni (che tu non citi, che strano) e i musulmani della ex-Jugoslavia (vivi perchè protetti dalla NATO, e di nuovo non li citi)

    trovo assai preoccupante che idee come questa siano diffuse, invece.

    mi risulta che muoiano molti più cristiani colpevoli di essere tali che non musulmani.

    eventi tutti terribili e indegni

    Francesco

  24. utente anonimo says:

    lo trovo disgustoso e razzista (e darei il mio massimo sostegno ad un musulmano che prendessi gli spargitori a calci in culo)

    però queste cazzate durano da anni e non si sono mai spinte oltre: il mio giudizio è che questi “nazisti dell’Illinois” nostrani facciano schifo ma non siano pericolosi.

    come rimprovera (!) loro Miguel, l’idea dello sporcarsi le mani di sangue (altrui e proprio) non fa parte della loro logica – a differenza di altre tradizioni politiche italiane

    per questo alla fine preferisco i leghisti a rossi e neri.

    Francesco

    PS sui calci in culo, non sarebbero gli unici in lista d’attesa, per cui è meglio non iniziare, mi sa

  25. utente anonimo says:

    Per Francesco #20

    ”Quando inizierò a vedere azioni violente contro i musulmani, cambierò idea.”

    No, è troppo comodo.

    Cos’e’ un legaiolo di oggi se non un negazionista di domani?

    Non da oggi ‘l’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo’. (Pier Paolo Pasolini, Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962)

    Quando comincerai a vedere i pogrom legaioli contro i musulmani sarà troppo tardi: perchè per allora il tanfo identitario si sarà troppo radicato.

    Sono troppo vigliacchi per venir fuori se non si sentono più che spalleggiati dalla maggioranza.

    E’ per questo che l’avvelenano giorno dopo giorno con la menzogna sistematica, avallata dagli amici dell’orina fallace e dai leccasuole di Raiset.

    ‘Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni?’ (Primo Levi, La Tregua)

    Al solito, è vero che come dice Sinclair Lewis, se il fascismo arriva arriva avvolto nella bandiera e brandendo la croce.

    Del resto, in tempi non sospetti fu un Pontefice -curiosamente considerato ‘progressista’- ad insegnare chiaramente e senza infingimenti che ‘[si condanna:] il novo diritto per cui, fino a quando non venga danno all’ordine pubblico: seguendo tale principio sarà ancor logico abbandonare la religione alla coscienza degli individui; dare piena balia ad ognuno di seguire quella che più gli talenta, ed anche nessuna se così gli piace. Quindi libertà di coscienza, libertà di culto, libertà di pensiero, libertà di stampa’. (Leone XIII, Enciclica «Immortale Dei» del 1 novembre 1885; Testo originale in «Lettres Apostoliques de Leon XIII», Parigi 1904, volume II, pagina 34)

    Ma persino un cristiano dovrebbe accorgersi del pericolo prima degli altri.

    Nella sua ‘Storia della religione e della filosofia in Germania’, del 1834, Heine scriveva ‘Il cristianesimo – e questo è il suo merito più bello – ha addolcito un poco la brutale bellicosità germanica; tuttavia non ha potuto distruggerla, e quando una volta il talismano addomesticatore, la croce, si romperà, allora si scatenerà nuovamente la ferocia degli antichi guerrieri, la folle furia bellicosa, della quale i poeti nordici cantano e dicono tante cose. Quel talismano è tarlato, e verrà il giorno in cui andrà miseramente in frantumi’.

    Nessuno si è accorto che la lega nord è il primo cosciente tentativo europeo di rinverdire il paganesimo in politica dopo il ‘Mito del XX secolo’ di Rosenberg?

    Nessuno ha notato che le camicie verdi non le hanno inventate le ronde di bossi, ma le guardie di ferro di codreanu?

    Non si adonterà Martinez se cito un suo vecchio post.

    ‘Conoscete tutti la frase attribuita al pastore protestante Friedrich Gustav Emil Martin Niemöller, anzi è tutto ciò che la maggior parte delle persone conosce di lui. Però, per quanto abusato, non è affatto un concetto banale, quello che esprime.

    La cosa veramente interessante è che Niemöller non era né comunista, né socialdemocratico, né sindacalista, né ebreo.

    Anzi, era un anticomunista, un credente molto conservatore che condivideva diverse cose del nazionalsocialismo, compresa una certa antipatia per gli ebrei. Parla di se stesso, quindi, non di altri, quando dice di aver taciuto, finché non sono venuti anche per lui.

    ”Quando in nazisti sono venuti a prendere i comunisti, ho taciuto: non ero comunista.

    Quando hanno rinchiuso i socialdemocratici, ho taciuto: nn ero socialdemocratico.

    Quando sono venuti a prendere i sindacalisti, ho taciuto: non ero un sindacalista.

    Quando sono venuti a prendere gli ebrei, ho taciuto: non ero ebreo.

    Quando sono venuti a prendere me, ho taciuto: non era rimasto più nessuno a protestare.” ‘

    E la faccenda sta riguardando tutti, in questo preciso momento: come disse la Politkovskaja, ‘senza il valore morale non c’è alcuna vita. Se si inizia ad abdicare da certi valori si innesta una spirale pericolosa che promette solo la distruzione, la morte e la povertà.’

    Il che è precisamente quello che sta succedendo nella nostra società italiana, dove la Difesa dei Valori ha sostituito il rispetto delle regole.

    Giustamente tu mi farai notare che si tratta di ovvietà, che è tutto il classico uovo di Colombo.

    Ti rispondero’ con le parole di uno che di queste cose se ne intendeva più di tanti altri, Adolf Hitler: ‘le uova di Colombo stanno a centinaia di migliaia attorno a noi, sono i Colombo, invece, che scarseggiano.’

    Nè possiamo aspettarci più di tanto dalla politica.Lo stesso Hitler scrive: ‘allora vengono gli astronomi e gli astrologhi del partito, i cosiddetti esperti e competenti, per lo più vecchi parlamentari che, ricchi di esperienze politiche, rammentano casi analoghi in cui la massa finì col perdere la pazienza, e che sentono avvicinarsi di nuovo una minaccia dello stesso genere. E costoro ricorrono alle vecchie ricette, formano una “commissione”, spiegano gli umori del buon popolo, scrutano gli articoli dei giornali e fiutano gli umori delle masse per conoscere che cosa queste vogliano e sperino, e di che cosa abbiano orrore.’

    No, la lotta alla destra va fatta da ciascuno.

    E’ Gramsci che ci insegna: ‘Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza’.

    Perchè il ventre della bestia è ancora fecondo.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  26. utente anonimo says:

    Francesco,

    – il mio giudizio è che questi “nazisti dell’Illinois” nostrani [i leghisti, ndr] facciano schifo ma non siano pericolosi. —

    Per te – e in linea di massima per me – probabilmente no. Ma per i musulmani, e gli immigrati in genere? Per dirne una, è un caso se la violenza contro gli omosessuali e gli immigrati, a Roma, è diventata comune – guarda un po’ – proprio da quando questa destra ha vinto le elezioni, da quando Roma ha un sindaco di estrema destra?

    Piuttosto, a me pare che siano i negazionisti ad essere “nazisti dell’Illinois”, secondo la tua terminologia. A parte il comprensibile e inevitabile disgusto – ma, diresti tu, in questo non sarebbe isolato – non vedo che danno arrechi alla collettività il negazionista italiano medio, un personaggio ampiamente ignorato e deriso.

    A meno che non si armi di spranga, ma questo è un altro paio di maniche :-)

    Z.

    PS: Resta inteso che per me la libertà di espressione deve valere nel massimo grado anche per persone abiette come la Fallaci o – peggio – Panebianco.

  27. controlL says:

    Pugliese, sì, ma il mio dialetto lo conosco poco. Ma quella frase è così giusta in tante occasioni, che ci capita spesso di ripetere anche a noi pugliesi che non lo parliamo. Torremaggiore, terra federiciana.

    Però, guardando meglio la foto, quelle file d’uomini e donne tanto a puntino m’hanno rammentato i cortei del primo maggio nel settore di lotta comunista. Stessa volontà d’apparire disciplinati anche esteriormente, anche se poi l’estetica, in ambo i casi, è mestamente piccolo borghese, da incontro d’impiegati fiat con la dirigenza. Del resto nella divisione del lavoro a ogni ufficio il suo compito, ed è buona logica aziendale che vi siano i travet della rivoluzione e i travet della pace, considerando il capitalismo un’unica azienda che produce un’unica merce: se stesso.p

  28. RitvanShehi says:

    ——-Ritvan: In quanto al “parametro”, se ci si trova in Iraq mi sembra naturale che il parametro di misura della giustizia del governo in carica sia quello del governo precedente dello stesso Iraq e non quello di Salomone o di re Artù:-) —

    >Ah, è una questione geografica.Z.< Diciamo meglio “geopolitica”. >Peccato che siano generalmente gli stessi che non vogliono aprire moschee motivando “ah ma quei musssulmani nel loro paese ci picchiano”. Qui con la geografia come la mettiamo? :-)< Come ti ha già detto il mio “sodale berlusconide”:-) Francesco, la tua risposta è deboluccia. Anzi, citando le minchionesche giustificazioni antimoschea di chi parla del “paese” dei musulmani stai saltando di palo in frasca e stai – involontariamente, spero – dando dignità di “argomento” a una emerita stronzata. >Che sia invece il solito visto, rivisto e trivisto tentativo di sostenere che “tanto c’è chi fa/ha fatto peggio per cui noi siamo I Buoni”? :-)< No, è il tentativo di spiegare che in paesi come l’Iraq che non hanno mai conosciuto la democrazia come la intendiamo noi, passare addirittura da una spietata e sanguinaria dittatura a una democrazia “geograficamente” simile a quella di nosotros occidentali non è proprio una passeggiata di salute. Pertanto, va sempre ricordato da dove si è partiti e vanno salutati e incoraggiati tutti i passi che vanno in direzione “giusta”, compreso quello di sostituire il taglio della gola di chi offende “l’ospite d’onore” (peculiarità non solo di Saddam, bensì dell’intera cultura araba) con qualche mesetto di galera. Chiamalo pure “relativismo culturale” se vuoi:-) e che Ratzinger mi perdoni!:-)

  29. karakitap says:

    Se avessi più tempo e più voglia, molto probabilmente farei delle ricerche sull’800, secolo quanto mai importante per la storia dell’umanità, almeno di quella occidentale, secolo se vogliamo contradditorio, che è iniziato con il romanticismo ed è terminato con il naturalismo (per non parlare delle altre avanguardie come l’impressionismo), dove si sono poggiate le basi per le comunicazioni di massa (con il treno e con il telegrafo) ma poi si sono riscoperte le patrie (provate a confrontare tre cartine dell’Europa, una attuale, una riguardante le decisioni del congresso di Vienna ed una risalente al ‘200, vedrete che stati indipendenti oggi lo erano nel medioevo, ma non nell’epoca di Metternich e Talleyrand), secolo che ha visto le opere di Nietsche, Marx, Wilde, Carroll, Poe, Baudelaire (per non parlare della meravigliosa fioritura della letteratura russa), che ha visto il positivismo e l’anticlericalismo insieme ai movimenti della Blavatsky, delle sorelle Fox (le inventrici dello spiritismo) e di Allen Kardec, un secolo cui dobbiamo molto, anche se siamo nel nuovo millennio.

    Per Andrea Di Vita:

    complimenti vivissimi per il post, purtroppo mala tempora currunt (anche se temo che i prossimi saranno anche peggio) chissà se vive già tra noi colui che scriverà “quando presero i musulmani, non dissi niente perché non ero musulmano…”. Salutoni

  30. falecius says:

    Direi che né nel Turkestan cinese (dove c’è un conflitto, ma non una guerra in atto) né in Cecenia l’essere musulmani sia il fattore primario del conflitto.

    Per quanto riguarda gli Uiguri, bhè, c’è poco da dire: stanno venendo colonizzati, anche se certamente se la passano meglio dei Sioux nel 1890. Verrebbero colonizzati anche se non fossero musulmani, e infatti sta succedendo anche ai tibetani in massima parte buddisti.

    (so benissimo che anche tra gli uiguri ci sono dei fondamentalisti, ma sono pochissimo rappresentativi. Anzi per un certo tempo il regime cinese, con il sostegno saudita, ha cercato di diffondere una versione localmente adattata del wahhabismo per neutralizzare le aspirazioni nazionali). La repressione di certe pratiche islamiche, in particolare del digiuno di Ramadan, fa parte della politica cinese nella regione, ma non per una particolare islamofobia ufficiale del regime di Pechino.

    In Cecenia la religione ha un ruolo più rilevante, che è però emerso solo di recente, seguendo uno schema in parte simile a quello della Palestina, nel contesto di un conflitto la cui natura è fondamentalmente nazionale e non religiosa.

  31. falecius says:

    Il principali luoghi in cui l’Islam mi sembra coinvolto in modo “centrale” in un conflitto religioso credo siano il Kashmir e le Filippine; le cose sono un po’ più articolate nel caso del Sudan, ma anche lì la religione mi sembra fondamentale.

    Molte minoranze musulmane subiscono vari gradi di repressione, con reazioni più o meno violente, in alcuni paesi del Sudest asiatico (Birmania, Thailandia, forse Vietnam). Ma credo che anche qui ci si trovi davanti a conflitti in cui la nazionalità sia dominante sul fattore religioso.

  32. roseau says:

    Mah, guarda….il fatto è che bisognerebbe intendersi bene sul significato della parola ecumenismo.

    Ecumenismo è dialogo tra le fedi cristiane che riconoscono il comune credo nella Trinità.

    Purtroppo queste allegre sfilate vuote di senso e cariche di colore sono il prosieguo, ancora più chic e mondano, degli incontri giornalisticamente “ecumenici” di Assisi, che Ratzinger, in questo coerente col suo programma di un cattolicesimo identitario e assertivo, ha cancellato, ma che furono un impegno fisso del pontificato di G.P.II.

    Invito a notare la differenza tra le generiche petizioni di principio dei santegidini (referente politico: i teodem di Carra e compagnia e qualche Weltroniano) e la molto maggiore consapevolezza della questione dei Gesuiti, che, d’ altra parte, vivono mimeticamente “in partibus infidelium” da qualcosa come più di 400 anni.

    Però, c’è da dire, che molti preti operai negli anni ’70, si sono santegidizzati, nella prassi liturgica, nel terzo millennio non più adveniente.

    A Parma, don Luciano Scaccaglia, che ho sempre stimato per le sue iniziative a favore dei migranti, si è buttato su una certa colorita liturgia e attività pastorale fatta di tavole rotonde in area (ex) bertinottiana, schitarrate chiesastiche , innovative negli anni ’60, ma non più rinnovatesi e oramai muffe oggi e un certo terzomondismo ingenuamente sentimentale che taaanto piace alle signore alternative-radicalchic di Parma.

    Si è tornato al culto non più comunitario, ma classista (mi si passi la parolaccia) e cetuale: come i nobili nel ‘700 avevano le loro chiese, le loro cappelle private, le loro belle panche di noce con i nomi intagliati, oggi i diversi gruppi sociali, nella mia città, ma credo anche altrove, hanno la loro parrocchia di riferimento.

    I conservatori a Parma vanno in San Giovanni Evangelista, dove si dice messa in latino da prima del 7 luglio 2007, con buona pace dell’ abate Giacomo Basso.

    I sinistroidi lallallero in Santa Cristina, gli universitari (FUCI o comunque antipatizzanti verso CL) , in San Rocco dai Gesuiti…..

  33. PinoMamet says:

    “Nessuno si è accorto che la lega nord è il primo cosciente tentativo europeo di rinverdire il paganesimo in politica dopo il ‘Mito del XX secolo’ di Rosenberg?

    Nessuno ha notato che le camicie verdi non le hanno inventate le ronde di bossi, ma le guardie di ferro di codreanu?

    Andrea Di Vita”

    Mmmm

    non so se sia il primo tentativo, ma di certo non lo definirei “cosciente”: nel celtismo posticcio della Lega c’è ben poco di cosciente e ancora meno di coerente, la Lega in materia di religione è indifferente e opportunista, come il suo elettorato.

    Rosenberg e Codreanu, in riferimento alla cultura politica leghista, sono davvero un po’ troppo.

    Casomai per le ronde i leghisti penseranno al West cinematografico.

    Ciao!

  34. PinoMamet says:

    PS

    complimenti per il verbo “rinverdire”, quantomai adeguato ;-)

    mi era sfuggito!

  35. PinoMamet says:

    “I conservatori a Parma vanno in San Giovanni Evangelista, dove si dice messa in latino da prima del 7 luglio 2007″

    Sarebbe quella davanti alla kebabberia di Serkan e Layla?

  36. utente anonimo says:

    Buongiorno a Martínez e a tutti i commentatori.

    Per la prima volta leggo in questo blog un post disgustoso e becero.

    Me ne dispiaccio.

    Il “nulla umanitario” di Sant’Egidio funziona, dato che ogni giorno sfama migliaia di barboni e disperati (non solo in Italia).

    Questa è quella che Enrique Dussel chiamerebbe “critica dalla pancia piena”.

    Buona giornata a tutti.

    Mi.Ca.

  37. roseau says:

    Eccola lì.

    La carampana dei santegidini.

    Che ragionamenti, anche i farisei si facevano vedere a dare lauti oboli nel Tempio, ma mi pare che Gesù Cristo preferisse la piccola elemosina di una donna anonima…

    Uno può sfamare anche una legione ed essere magari in buona fede, e convinto della bontà dei propri intenti.

    Il discorso di Martinez a) non era sulle attività caritative ed assistenziali, quindi tu stai spostando il problema.

    b) stava ponendo l’ attenzione sul nulla ideologico di questi incontri, erroneamente definiti “ecumenici” da certa stampa, che altro non sono che la passerella colorita, rassicurante perché munita di tutti i riconoscibilissimi stigmi della Tradizione (paramenti, abiti tradizionali, orpelli&flabelli assortiti…) di autorità religiose vari e gentiluomini in bargigli ecclesiastici.

    Pino, non è quella chiesa.

    San Giovanni Evangelista è dietro piazza del Duomo: figurati se lì il nostro ineffabile sindaco dà il permesso di aprire una kebabberia.

    Extra omnes, luridi muSSulmani. :(

  38. utente anonimo says:

    Per Pino Mamet #33

    ”Mmmm

    non so se sia il primo tentativo, ma di certo non lo definirei “cosciente”: nel celtismo posticcio della Lega c’è ben poco di cosciente e ancora meno di coerente, la Lega in materia di religione è indifferente e opportunista, come il suo elettorato.”

    Era Ortega y Gasset che sosteneva che ‘qualificarsi di destra o di sinistra era un ottimo mezzo per definirsi imbecilli’. Ed era quel simpaticone di Julius Evola che dichiarava di ”condividere pienamente” l’opinione di Ortega y Gasset (cito dall’ ”Autobiografia di un picchiatore fascista” di Salierno, Einaudi). Coerentemente, Gentile rivendica il primato dell’azione sul pensiero puro, in questo èmulo di quel Sorel (‘Réflexions sur la violence’) ammirato da Mussolini.

    I nostri legaioli moderni sono volenterosi artefici di un nefasto pellegrinaggio sulle stesse srade già battute. Non c’e’ bisogno d’altro. Non occorre nemmeno una piena coscienza e un motivato consenso, chè anzi un residuo di coscienza morale li potrebbe rallentare. Non dubito affatto della loro buona fede: di buone intenzioni sappiamo quale via è lastricata. Il marcio non è ancora nei comportamenti, forse (anche se qualche naufrago dei barconi nel canale di Sicilia troverebbe forse da eccepire). Ma è già tutto lì, nelle loro parole, nel compiaciuto sguardo di un calderoli che applaude il suo papi per aver opportunisticamente stretto le viscide mani del leader libico pensando alle eritree sodomizzate nelle carceri sahariane. ”Il nazismo è esattamente un fatto morale, spogliarsi dell’uomo vecchio, che è corrotto, per rivestirsi dei panni di quello nuovo. […] Tutto, purchè domini la spada, e non la servile virtù cristiana” scrive con coerenza il protagonista del ”Deutsches Requiem” di Borges.

    ”Rosenberg e Codreanu, in riferimento alla cultura politica leghista, sono davvero un po’ troppo.”

    Ma la pratica dell’intelligenza è da sempre antitesi della destra. ”Quando sento parlare di cultura, metto mano alla mia pistola”, diceva Goebbels (e noi non abbiamo forse avuto il ‘culturame’ di Scelba? Ricordate che dise il papi nazionale del Nobel a Fo?). La cosa che fa davvero paura è che certi simboli e certi comportamenti riappaiono spontaneamente: fanno paura proprio perchè non c’e’ nessuno che li ha pensati a tavolino. La lega di calderoli e speroni è mille miglia lontana dall’aver letto i testi dello stesso professor Miglio (che personalmente ricordo per un suo schifoso ‘Voglia di Bosnia!’ gridato in faccia a Gad Lerner).

    ”Casomai per le ronde i leghisti penseranno al West cinematografico.”

    Dai tempi di Hitler non si vedeva dalle nostre parti un movimento politico che sponsorizza apertamente film come ‘Il mercante di pietre’ o il più recente film sul Barbarossa e Legnano. Poco conta che quest’ultimo sia stato girato in economia con zingari rumeni come comparse per fare i soldati di Alberto da Giussano: sono troppo beceri per cogliere l’ironia.

    Ciao :-)

    Andrea Di Vita

  39. utente anonimo says:

    x Z

    tutto passa ma … leghisti de Roma?

    la tradizione di violenza bruta e vile di una parte della destra post-fascista, romana e veneta, che mena di tutto, non ha molto a che vedere con i leghisti.

    la rozzezza del linguaggio leghista è anche dovuta al tipo dell’intellettuale italiano, che della propria inutilità fa vanto e professione. a sinistra riesce per questo a farsi sovvenzionare dallo Stato (penso a giornali, registi, teatranti, consulenti), nel leghismo inizia solo ora a scroccare cattedre di dialetto …

    bello e nobile l’accostamento delle ronde “padane” con l’auto-organizzazione della giustizia nel West. poi dicono che l’America non è più l’America

    ciao

    Francesco

    x ADV 25 manco una risposta, stavolta, non me ne vale la pena.

  40. falecius says:

    “Quando sento parlare di cultura, metto mano alla mia pistola”

    Io lo faccio quando sento parlare di “famiglia”

  41. utente anonimo says:

    Ma la pratica dell’intelligenza è da sempre antitesi della destra.

    questo lo scolpisco nel marmo. a imperitura memoria – e vergogna

    Francesco l’elefante

  42. utente anonimo says:

    Francesco,

    – tutto passa ma … leghisti de Roma? —

    ???

    – la rozzezza del linguaggio leghista è anche dovuta al tipo dell’intellettuale italiano, che della propria inutilità fa vanto e professione. —

    Stai a vedere che l’ostilità contro i musulmani è colpa di Cacciari :-) Che di colpe ne ha e tante, si capisce, ma questa no, via!

    Z.

  43. utente anonimo says:

    ADV,

    – ‘Quando sento parlare di cultura, metto mano alla mia pistola”, diceva Goebbels —

    No Goebbels :-) Era Thiemann, personaggio dello Schlageter.

    E la frase era “Quando sento la parola cultura (…) tolgo la sicura alla mia Browning“.

    Zeta lo Spaccaminchia

  44. utente anonimo says:

    no

    l’ostilità contro i musulmani è colpa dei musulmani, che sono brutti, sporchi e cattivi :)

    è l’ignoranza dei leghisti è dovuta anche al comportamento degli intellettuali italiani

    Francesco

    PS Quando sento la parola FUS (…) tolgo la sicura alla mia Browning”. così parafraso l’amico di Zeta lo S.

  45. falecius says:

    Cos’è il FUS?

  46. utente anonimo says:

    Francesco,

    è Cacciari che è brutto, sporco e cattivo…

    E se lo sono anche i leghisti non è certo colpa di Moretti.

    Piuttosto, tra le altre cose, è anche colpa di un’unificazione italiana che potevamo benissimo evitarci, di un Meridione della cui povertà si accusa regolarmente – e non sempre a ragione – il Nord, e sicuramente della beceraggine indotta da media in cui non passa un’intellettuale dai primi Novanta :-)

    Z.

  47. roseau says:

    @Falecius:FUS=Fondo Unico dello Spettacolo.

    Tra i lavoratori del Regio di Parma, dato l’inutile scialacquare di denaro del FUS, già decurtato pesantemente dall’ abbé Bondi, e destinato al festivalverdi, girava la frase: “Ei FUS”….

  48. utente anonimo says:

    E se lo sono anche i leghisti non è certo colpa di Moretti.

    oso dissentire. Moretti sa fare i film ma quando mai ha fatto film per il popolo? il risultato è che il popolo di film si è visto quelli dei Vanzina e di Stallone, e poi vota Lega.

    Francesco

    PS io solo quelli di Stallone, però.

  49. utente anonimo says:

    Per Francesco #41

    ”vergogna”

    della destra, appunto.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  50. RitvanShehi says:

    ADV, — ‘Quando sento parlare di cultura, metto mano alla mia pistola”, diceva Goebbels —

    >No Goebbels :-) Era Thiemann, personaggio dello Schlageter.

    E la frase era “Quando sento la parola cultura (…) tolgo la sicura alla mia Browning”. Zeta lo Spaccaminchia< E il nazista che amava ripetere quella frase era Goring, non Goebbels. Ritvan ‘O Spaccacapello:-)

  51. utente anonimo says:

    Per Francesco #48

    ”per il popolo”

    ucci ucci sento odor di borghesucci…col loro tipico disprezzo classista per il comprendonio delle classi subalterne…come se un operaio no fosse capace di apprezzare Mozart, se solo ha l’opportunità di ascoltarlo.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  52. utente anonimo says:

    Pr Ritvan #50

    Grazie di cuore! Questa proprio mi mancava! :-))

    Una breve ricerca su Wikipedia

    http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Leo_Schlageter

    http://en.wikipedia.org/wiki/Hanns_Johst

    mi conferma che lo Schlageter cui fa riferimento il testo che mi hai citato è precisamente il tipo ‘Difensore Dei Valori’ che aborro, il perfetto contrario di ogni idea di sinistra, e che furoreggia di recente. Fosse stato polacco, sarebbe piaciuto a Wojtyla.

    Ciao! :-)

    Andrea Di Vita

  53. utente anonimo says:

    Per Francesco #44

    ”Quando sento la parola FUS (…) tolgo la sicura alla mia Browning”

    Chissà perchè non mi stupisco.

    http://dimodica-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/15/199/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  54. utente anonimo says:

    @roseau #37

    Forse sono poco “neutrale”, dato che ho la fortuna di conoscere S.Egidio e persone che ci lavorano, ma a me la critica gli incontri interreligiosi pare disgustosa e becera, dato che discredita anche quegli “scopi assistenziali” per i quali la comunità è riconosciuta e che costituiscono il suo vero fondamento.

    So che sembra paradossale, ma io non riesco a separare i due ambiti.

    Mi ribollirebbe il sangue anche se qualcuno discreditasse, che ne so, il taglio di capelli di Gino Strada, data l’importanza delle attività che queste persone e società svolgono con chi non ha il privilegio di morire di vecchiaia.

    Ma so bene che parlar di poveri è palloso…

    Mi.Ca.

  55. PinoMamet says:

    “bello e nobile l’accostamento delle ronde “padane” con l’auto-organizzazione della giustizia nel West. poi dicono che l’America non è più l’America

    ciao

    Francesco ”

    da quello che c’ho capito io, ma ci vorrebbe uno che mastica di leggi o di diritto, più che di completa auto-organizzazione si dovrebbe parlare di diversa concezione delle forze di polizia nei paesi di common law;

    in America, a quanto ho capito, funziona all’inverso che da noi, vale a dire che là è la polizia locale a occuparsi di tutto, tranne di ciò che non sia di stretta competenza dello Stato o Federale;

    qui da noi è il contrario, e la polizia locale si occupa, semplificando, solo di ciò che è di competenza locale.

    Che, considerando il livello di preparazione dei vigili, è pure troppo.

    Colà hanno anche una roba che si chiama “posse comitatus” (da cui appunto le “posse” del West), che dice che il poliziotto in carica può arruolare dei cittadini che gli garbano per operazioni di ordine pubblico, che poi sarebbe un vago prototipo per le ronde leghiste.

    Ciao!

  56. PinoMamet says:

    PS

    L’America è ancora l’America, il posse comitatus è ancora in vigore, e per esempio è stato rispolverato in chiave anti-terroristica post-11 Settembre

    (ho controllato sul noto sito enciclopedico autogestito, c’è una legge che limita gli appartenenti a molte, ma non tutte, le forze armate a far parte di queste “posse”, col risultato che su alcuni aerei di linea i vigilanti anti-terroristi provenissero in gran parte dalla Guardia Costiera…)

    Ciao!

  57. utente anonimo says:

    x ADV 51

    io intendevo dire che Moretti da apposta film brutti per intellettuale del menga e che il popolo, giustamente, viene con me al cinema a guardarsi Rambo e Rocky!

    poi quello come te e Moretti si scandalizzano perchè il popolo vota Lega

    manteniamo la fedeltà ai fatti

    Francesco

    PS ci si vede per la targa di marmo, che io ho fiducia nel futuro

  58. utente anonimo says:

    x ADV 53

    grazie.

    letto, sottoscritto e baciato in fronte Brunetta.

    direi che posso dare altri 10 punti al centrodestra dopo queste dichiarazioni (sarebbero 100 se mi aspettassi che diventino fatti)

    una richiesta: puoi conservare la risposta di Micromega come imperitura prova di quanto Brunetta abbia ragione? sai, per i posteri

    ciao

    Francesco

  59. utente anonimo says:

    Francesco,

    – direi che posso dare altri 10 punti al centrodestra dopo queste dichiarazioni (sarebbero 100 se mi aspettassi che diventino fatti) —

    Visto che i punti al centrodestra li avresti dati in ogni caso, almeno daglieli per la Matera, che è un pochino più graziosa di Brunetta! :-)

    Z.

  60. utente anonimo says:

    Ritvan,

    in realtà la frase viene attribuita un po’ a tutti i gerarchi nazisti, a seconda dei gusti. Ma effettivamente si attaglia meglio al carattere di Goering :-)

    Z.

  61. utente anonimo says:

    Z

    la “cultura” pagata dallo Stato è qualcosa che mi ribrezzo, mi tocca sacrifcarmi con Brunetta.

    come si diceva una volta, trattasi di questione di principio

    Francesco

  62. utente anonimo says:

    Beh,

    se il settore pubblico – nella specie la RAI – impiega il proprio denaro per supportare politicamente SB e la sua maggioranza a mezzo TV, non vedo lo scandalo nell’elargire soldini a registi celebri perché facciano film pallosi…

    Z.

  63. roseau says:

    @roseau #37

    Forse sono poco “neutrale”, dato che ho la fortuna di conoscere S.Egidio e persone che ci lavorano, ma a me la critica gli incontri interreligiosi pare disgustosa e becera, dato che discredita anche quegli “scopi assistenziali” per i quali la comunità è riconosciuta e che costituiscono il suo vero fondamento.

    So che sembra paradossale, ma io non riesco a separare i due ambiti.

    Mi ribollirebbe il sangue anche se qualcuno discreditasse, che ne so, il taglio di capelli di Gino Strada, data l’importanza delle attività che queste persone e società svolgono con chi non ha il privilegio di morire di vecchiaia.

    Ma so bene che parlar di poveri è palloso…

    Mi.Ca.

    Davvero, non vedo come i due ambiti in questo post siano connessi.

    E il taglio di capelli di Gino Strada è argomento opinabilissimo :)

    Se Gino Strada girasse col caschetto unto, seboso e puzzolente, non vedo come una critica ad una sua -ipotetica- scarsa propensione all’ igiene personale possa diventare una nota di discredito all’ attività medica di Emergency….

  64. RitvanShehi says:

    >Ritvan, in realtà la frase viene attribuita un po’ a tutti i gerarchi nazisti, a seconda dei gusti. Ma effettivamente si attaglia meglio al carattere di Goering :-) Z.< Non mi fare il citazionista relativista:-), era Goering che amava ripetere quella frase, non Goebbels.

  65. utente anonimo says:

    Ritvan,

    io l’ho letta attribuita a svariati gerarchi nazisti, ora a questo ora a quello. Non avendo mai avuto il piacere di parlare con nessuno di loro :-) non saprei dire come stanno le cose.

    Ma mi sembra sia adatti di più al carattere di Gherring che a quello di Ghebbels :-)

    Z.

  66. utente anonimo says:

    al limite, la RAI elargisce elogi al potente di turno, da me eletto … meglio che certo “culturame” che lo fa sempre nei confronti di un solo potente

    il tutto rileva solo nella misura in cui è fatto A MIE SPESE

    coi soldi propri, uno può anche fare un film in cui parla bene di Romano Prodi

    Francesco

  67. utente anonimo says:

    Francesco,

    – al limite, la RAI elargisce elogi al potente di turno —

    La RAI elargisce gli elogi allo stesso potente da circa quindici anni. Perché i telecagnetti sanno bene che lui se sgarri ti apre il culo, mentre gli altri – absit iniuria verbis – sono una manica di cagaddosso.

    E infatti, durante la XIII legislatura, il direttore del TG2 era il prodiano Mimun, e il direttore del TG1 l’ancor più prodiano Rossella :-)

    Quindi, che la sinistra se lo meriti ampiamente è verissimo. Resta il fatto che il servizio quotidiano sui poveri vecchi – quelli che si aggiravano macilenti e disperati tra bancarelle vuote al mercato – è immediatamente sparito dai nostri schermi subito dopo le elezioni. Sim sala Bim :-)

    – il tutto rileva solo nella misura in cui è fatto A MIE SPESE —

    Ci mancherebbe.

    Z.

  68. utente anonimo says:

    Gentile Miguel Martinez

    Ti chiederei gentilmente dove hai saputo che la Comunità di Sant’Egidio nasce da una scissione in seno a Comunione e Liberazione.

    Circostanza, questa, che a me risulta completamente falsa, se escludiamo una certa contemporaneità nell’epoca di fondazione.

    Grazie

    Luca Ceccarelli – Roma

  69. roseau says:

    Gentile Luca Ceccarelli: che i santegidini fossero “fratelli separati” dei ciellini lo dice anche uno non sospetto di simpatie verso quelli che il Giornale di oggi chiama “preti più estremisti di Marx” :Sandro Magister

  70. utente anonimo says:

    x 67

    dopo le elezioni di Prodi o sbaglio? io ricordo anni di “e la Borsa s’inpenna” a celebrare le magnifiche sorti e progressive dell’Italia ulivista .. e non guardo il TG3 dai tempi di Lucio “Freddura” Manisco

    Francesco

    PS offendere la sinistra va bene, ma dire che non sanno lottizzare la RAI è troppo!

  71. utente anonimo says:

    Francesco,

    – (Z.) E infatti, durante la XIII legislatura, il direttore del TG2 era il prodiano Mimun, e il direttore del TG1 l’ancor più prodiano Rossella :-)

    – (F.) dopo le elezioni di Prodi o sbaglio? —

    Non sbagli. Fu l’allora governo di centrosinistra a nominarli.

    – io ricordo anni di “e la Borsa s’inpenna” a celebrare le magnifiche sorti e progressive dell’Italia ulivista —

    Certo: Mimun, Rossella e Saccà che celebrano l’Italia ulivista. Per questo sono finiti tutti e tre alle dirette dipendenze di Berlusconi: perché Berlusconi è comunista :-) Anzi, perché è un editore libero che ama li libero pensiero :-))

    Piuttosto, spero che con Franceschini questa abitudine tipo “porgere l’altro culo per (tentare inutilmente di) far dimenticare il nostro passato stalinista” abbia fine…

    Z.

  72. utente anonimo says:

    @69:

    L’articolo a cui mi rimandi scrive una cosa ben diversa: i futuri fondatori della Comunità di Sant’Egidio alla fine degli anni Sessanta erano simpatizzanti di Gioventù Studentesca, organizzazione universitaria cattolica all’epoca molto attiva. Successivamente, nel 1972 Andrea Riccardi e altri a Roma occuparono un convento abbandonato e costituirono il primo nucleo della Comunità di Sant’Egidio, che si distingueva per il doposcuola che andava a fare nelle baraccopoli romane. Invece nel 1974 a Milano venne fondata da don Luigi Giussani Comunione e Liberazione, che restò un’organizzazione studentesca, e in seguito il Movimento Popolare (suo braccio politico, ben presente nella Democrazia Cristiana) e la Compagnia delle Opere, che raccoglie le “cooperative bianche” di CL.

    Dire che la Comunità di Sant’Egidio è nata da una scissione da Comunione e Liberazione è pertanto non corretto, perché quando nacque la Comunità CL ancora non c’era.

    Luca Ceccarelli-Roma

  73. utente anonimo says:

    Z

    ne deduco che stai accusando il CSX di scarsa occupazione del potere?

    (s)contento tu …

    Francesco

  74. roseau says:

    @Luca C.:L’articolo a cui mi rimandi scrive una cosa ben diversa: i futuri fondatori della Comunità di Sant’Egidio alla fine degli anni Sessanta erano simpatizzanti di Gioventù Studentesca, organizzazione universitaria cattolica all’epoca molto attiva.

    Infatti. Io ho parlato di “fratelli separati”.

    Miguel Martinez di *lontana* scissione di Comunione e Liberazione.

    Per lontana si intende, con ogni evidenza, il tempo in cui entrambe le organizzazioni religiose erano in nuce e gravitavano nell’ ambito di Gioventù Studentesca, fondata da don Luigi Giussani e che ha trasmesso sia a Sant’ Egidio che a CL tratti di indubbio tradizionalismo liturgico-dottrinale.

    Poi, per semplificazione, Magister titola “in principio fu CL”: la memoria giornalistica è corta, così come quella dei lettori. CL è una realtà che ha molta più immediata riconoscibilità che GS, di cui si ricordano in pochi ;)….

  75. utente anonimo says:

    F.,

    – ne deduco che stai accusando il CSX di scarsa occupazione del potere? —

    E direi che i fatti mi danno ragione: gran parte dei dirigenti che il csx ha collocato in RAI erano e sono simpatizzanti di Berlusconi. Così come tutti quelli che Berlusconi ha piazzato in RAI.

    I poveri vecchi emaciati che cercavano cibo marcio nei mercati vuoti di Napoli – onnipresenti sotto Prodi, subito scomparsi sotto Berlusconi – li ricordiamo tutti.

    Non è un complimento: che i soci di Prodi avuto ragioni poco limpide per comportarsi a questo modo – e che per le stesse poco limpide ragioni non potessero fare diversamente – non posso certo escluderlo.

    Z.

  76. utente anonimo says:

    I poveri vecchi emaciati che cercavano cibo marcio nei mercati vuoti di Napoli – onnipresenti sotto Prodi, subito scomparsi sotto Berlusconi – li ricordiamo tutti.

    seriamente, a me sembrava fosse successo il contrario, con Silvio al governo, ogni giorno era quarta settimana del mese con morti per inedia sulle strade …

    per me vediamo mass media diversi

    Francesco

  77. utente anonimo says:

    Francesco,

    – seriamente, a me sembrava fosse successo il contrario, con Silvio al governo, ogni giorno era quarta settimana del mese con morti per inedia sulle strade … —

    Solo a te, Francè…

    che per caso leggi solo l’Unità? :-)

    Z.

  78. utente anonimo says:

    io leggiucchio il corsera …. e vedo malamente pezzi di tiggi a caso

    quindi mi ritengo un osservatore stocastico affidabile del fiume della comunicazione

    poi ci aggiungo che vivo nella capitale del formigonistan, dove Silvio è re

    Francesco

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