Armando Verdiglione imprenditore dell’immaginario

"Verdiglione proclama: «Gli industriali sono i nuovi poeti, i banchieri i nuovi letterati, gli assicuratori i nuovi intellettuali»."

Parlare di Massimo Fagioli fa venire in mente un altro grande imprenditore della psicoterapia, Armando Verdiglione. A una ventina di anni dalla sua notoria condanna per truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace, ecco come se la passa.

Non esprimo giudizi sulle idee di Verdiglione, che semplicemente non capisco ("Numero e segno non s’identificano. Il segno nella sua tripartizione segue il numero. Numero del segno. In medias res. Le cose nell’arca. Quante? E quali? Nessun genere, che farebbe paradosso"); né ho seguito da vicino le sue vicende giudiziarie. Anzi, sono grato a Verdiglione perché la sua casa editrice mi ha fatto conoscere l’autore russo Vladimir Maksimov.

Armando Verdiglione mi interessa, però, per alcuni motivi.

Innanzitutto, il suo patrimonio è stato fondato sull‘immaginario delle persone, anche se poi i soldi tirano altri soldi. L’immaginario è un campo vaghissimo, in cui ci metto il carisma personale di Verdiglione, l’infinito mare del dolore umano che cerca invano cure, e tutto ciò che vagamente fa "cultura".

Detto un po’ troppo giornalisticamente,

"per partecipare al progetto culturale del maestro, ogni discepolo doveva mettere le mani al portafogli. E quando non aveva soldi era costretto a procurarseli con ogni mezzo: facendoseli prestare, impegnando terreni, indebitandosi, firmando cambiali, assegni e quant’ altro. Tutto e’ andato bene finche’ anche i fans piu’ fedeli, soprattutto quelli ridotti sul lastrico (alcuni erano indebitati per centinaia di milioni), non si sono rivoltati."

Il termine guru, per Verdiglione – ma anche per Fagioli – è del tutto fuorviante, perché esotico: Verdiglione e Fagioli sono entrambi imprenditori dell’immaginario. Qualcosa di perfettamente moderno e occidentale.

Impresa”: tra le tante, incalcolabili parole pronunciate in una vita vissuta in nome del Linguaggio, “impresa” è quella che il Professore [Verdiglione, che professore non è] ama di più."

Villa San Carlo Borromeo di Armando Verdiglione

Villa San Carlo Borromeo cento camere e dieci ettari di parco, il centro dell’impero economico di Armando Verdiglione

Armando Verdiglione e Massimo Fagioli diventano visibili nel momento in cui sfiorano il teatro politico o la cronaca, i due campi in cui si eccitano le fantasie mediatiche. Il potere, di per sé, non fa alcuna notizia – infatti, l’articolo che riprendiamo qui è tratto dalla sezione del Corriere della Sera dedicata all’economia.

In realtà, Verdiglione e Fagioli esercitano un potere – e quindi fanno politica – molto di più di qualunque Forza Nuova, CARC, circolo anarchico o altro oggetto delle attenzioni mediatico-poliziesche. Se cercate su Google questi movimenti, troverete innumerevoli attacchi e inchieste. Se cercate Verdiglione, troverete quasi esclusivamente la sua pubblicità, sotto qualche forma. Se cercate Fagioli, troverete qualche critica solo in funzione di polemiche con Fausto Bertinotti.

Infine, l’inutilità delle iniziative giudiziarie contro le cosiddette "sette".

La sacralizzazione dei tribunali, la cultura della denuncia, la confusione tra "verità" ed esito di un processo, una visione cinematografica che vede nella sentenza del giudice qualcosa che pone fine a un racconto, tutte queste sciocchezze si scontrano con i fatti: Verdiglione è stato condannato, Verdiglione se la spassa meglio di prima.


Ritorni Radiografia del patrimonio (con la moglie) tra fondazioni e associazioni. Garanzia per le banche: la villa di Senago

Verdiglione spa, dal lettino alla suite

Società per un miliardo, alberghi, opere d’ arte supervalutate. Lo psicanalista ci riprova

Manager, imprenditore, psicanalista e, di gran lunga, il filosofo più ricco della storia dell’ umanità. Armando Verdiglione, 63 anni, da Agromastelli, un paesino della Locride magnogreca, non ama le mezze misure. Dopo scandali, arresti e condanne negli anni Ottanta, sembrava sparito. Invece, oggi la galassia delle società controllate da lui e dalla moglie Cristina Frua De Angeli, erede di una storica famiglia di industriali lombardi, capitalizza oltre un miliardo di euro e ha un fatturato al giugno 2007 di 165 milioni ricavati da arte, editoria, convegni e immobiliare. Al profeta della cifrematica e del secondo rinascimento è bastato meno di un anno per strutturare un piccolo impero, dove è difficile distinguere fra valori materiali e immateriali, e non soltanto sotto il profilo filosofico.

Il gruppo è un ibrido tra fondazioni, associazioni culturali, fiduciarie e finanziarie estere che rispecchiano a perfezione l’oscurità teoretica dei testi di Spirali, fondata da Verdiglione nel 1973 e da lui stesso definita nei documenti societari, con tipica modestia, una casa editrice che «ha promosso intraprese molteplici dagli effetti incommensurabili» e «ha acquisito una notorietà immensa, tanto da diventare mito e leggenda».

La riorganizzazione delle partecipazioni è partita nel 2006, quando The second renaissance ha incorporato le controllate Spirali, valutata 740 milioni di euro, e Arithmos, stimata 4,3 miliardi per i suoi «diritti di utilizzazione economica di 15 mila opere». Il capitale di The second renaissance, aumentato da 111 a 800 milioni di euro, è stato poi scisso nell’ ottobre 2006 e per metà destinato alla newco Modernitas.

Un percorso analogo è stato seguito per la principale società dei coniugi Verdiglione, l’ unica che abbia convinto le banche a concedere prestiti importanti. Villa San Carlo Borromeo è il vero nocciolo produttivo della nebulosa cifrematica con un attivo netto che sfiora il mezzo miliardo di euro basato su un immobile di valore storico, villa San Carlo a Senago, 7 chilometri a nord del nuovo polo fieristico milanese. La fabbrica, che ha origine nel Trecento, ospita un hotel cinque stelle lusso, un ristorante, venti sale per convegni e il Borges Cafè, in ricordo dello scrittore argentino ospitato da Verdiglione a Senago assieme a Jacques Lacan, Eugène Ionesco e molti altri, prima delle disavventure giudiziarie di metà anni Ottanta. Dal 2005 villa San Carlo ha quasi decuplicato il suo valore grazie anche a restauri per 35,8 milioni. Lavori per altri 60 milioni sono in programma. L’ ultima stima, effettuata da Atisreal Italia (gruppo Bnp-Paribas), assegna al complesso immobiliare «un valore non inferiore a 290 milioni di euro».

Ovviamente, l’ edificio è vincolatissimo fin dai primi del Novecento ma le banche, che hanno finanziato integralmente le opere, hanno una solida garanzia per i loro crediti. Molto più aleatorio è il valore delle opere d’ arte. Nel business plan depositato lo scorso agosto, che prevede un valore reddituale al decimo anno di 1,2 miliardi e un valore finanziario di 1,52 miliardi di euro, il perito Franco Lion, ragioniere in Gallarate, ha aggiunto ai 290 milioni della valutazione Atisreal altri 350 milioni di sculture e opere d’ arte moderna e 95 milioni di mobilio d’ antiquariato per complessivi 735 milioni.

Queste somme colossali, così come quelle registrate per Arithmos e Spirali, sono state ottenute con una serie di perizie su litografie, serigrafie, acquetinte, licenze e diritti di copyright. Gli autori delle valutazioni si chiamano Sébastien Krauer, Guido Crapanzano, Fabiola Giancotti, Nadine Pont, Alessandro Taglioni. Non ce n’ è uno che non sia collaboratore, partner d’ affari o dipendente di Verdiglione il quale, peraltro, si vanta di contare su una rete internazionale composta da 53 mila fra Art Ambassadors, Culture ambassadors e «aderenti» a vario titolo alla sua Fondazione-Università. Sugli assetti proprietari, invece, il filosofo-manager è meno loquace.

Fino all’ agosto di quest’ anno, i pacchetti di maggioranza delle società di capitale erano schermati da un’ intestazione all’ Unione fiduciaria. Nel giro di pochi giorni prima delle grandi vacanze, la proprietà è stata trasferita a tre scatole vuote (Aleph city, Coffsharb e Wisden rock) di diritto britannico. La cifrematica ha una vocazione offshore.

Turano Gianfrancesco

Pagina 9
(15 ottobre 2007) – Corriere Economia

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45 Responses to Armando Verdiglione imprenditore dell’immaginario

  1. PinoMamet says:

    Forse mi sbaglio, io di politica so poco e nulla;

    ma a me pare, leggendo queste cose, che se un politico anni Cinquanta avesse tratto parte del suo carisma da qualcos’altro

    (nel caso di Bertinotti, dalla seguacità verso un santone o capo-setta, in pratica;

    ma il discorso vale anche con Veltroni-cinema o Berlusconi- belle fighe)

    la sua autorità ne sarebbe apparsa sminuita.

    Intendiamoci, non sto difendendo il passato e i “bei tempi” e non sto facendo il moralista.

    Solo, mi pare che la figura del politico si sia parecchio trasformata.

    O forse, svuotata di potere in sè, deve appigliarsi ad altre cose da cui assorbirne.

    Il politico diventa una specie di parassita di un certo tipo di dispensatore di potere, che sempre più spesso è lo “spettacolo”.

    Ignoro quanto i Fagioli o i Verdiglione siano importi per la piscanalisi o la piscologia; di certo sono persone di “spettacolo”.

    Ciao!

  2. utente anonimo says:

    Per Pinomamet #1

    Forse si potrebbe dire che una volta la politica dava una giustificazione alla società (e ancora prima, era la religione a farlo).

    Oggi la constatazione dell’evidente fallimento della politica (o almeno di questa politica) spinge i politici a cercare giustificazioni fuori di essa, nella Chiesa o nel fagioli di turno.

    Personalmente, la cesura fra queste due fasi mi ha toccato da vicino il giorno in cui venni a sapere che un pingue ministro della Difesa, il defunto Giovanni Spadolini, aveva evitato la naja con la giustificazione …dell’insufficienza toracica. Lo ricordo ancora fare il segno di V come vittoria con le dita alla Churchill, dalla finestra di palazzo Chigi il giorno della vittoria dei Mondiali dell’82.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. falecius says:

    Pino, sono troppo giovane per ricordarlo, ma ho il sospetto che il maggior partito italiano dal ’48 al 92 traesse la sua legittimazione ed il suo potere anche da fattori decisamente “non politici” almeno nel senso stretto che si dà oggi alla politica.

    Facendo i nomi, ho idea che la Democrazia Cristiana trovasse nel sostegno della Chiesa un rafforzamento, non uno sminuimento, del suo potere politico.

  4. roseau says:

    @Falecius: dipende…ciò è stato sicuramente vero dal 1963 al 1978.

    Prima tendenzialmente no.

    Se il prete diceva alla parrocchiana di votare DC, il maggiore partito italiano guadagnava voti, non rafforzava però il suo potere.

    Mi spiego: fino all’ avvento del Centrosinistra Fanfani-Moro, la Chiesa ha avuto nei confronti del potere politico e della Democrazia Cristiana in particolare, un atteggiamento molto cauto, simpatie tiepide se non veri e propri accenti di sospetto.

    Pio XII ebbe uno screzio serio con De Gasperi (non certo un progressista), perché quest’ ultimo non accettava di allearsi con una lista di destra, nel primo Dopoguerra, che offriva il suo sostegno al candidato sindaco diccì per la città di Roma.

    Non a caso, il periodo di maggiore “sponda” reciproca tra Chiesa e DC, ha coinciso col pontificato di Paolo VI, il primo pontefice “democristiano”, come si diceva, non troppo copertamente, nei sacri palazzi. Figlio di Giorgio Montini, direttore de “Il Cittadino di Brescia”, quotidiano vicino al Partito Popolare Italiano, avallò praticamente ogni intervento nella società italiana del Centrosinistra Moro-Fanfani: dal Piano Casa all’ impresa di Mattei.

    Per la Chiesa, più che il PPI o la DC, è stato di grande importanza, sia come strumento di consenso che come strumento di azione sociale l’ associazionismo cattolico.

    Pio XI ebbe reazioni di fuoco quando Mussolini sciolse a forza l’ Azione Cattolica.

  5. falecius says:

    Roseau: dipende. Lo scoutismo cattolico, realtà che conosco bene, e che è una delle più importanti numericamente tra le associazioni cattoliche, è sempre stata guardata con considerevole sospetto, fino a volte all’aperto boicottaggio, dalla Chiesa gerarchica.

    Nella stampa associativa l’assenza e le incomprensioni con i preti che avrebbero dovuto “fare servizio” nello scoutismo cattolico sono sempre stati un punto molto discusso, segno evidente che esiste un problema.

  6. utente anonimo says:

    Verdiglione, altro jewish.

    jewish, sempre jewish……

    Boh, vediamo, eh !?

  7. PinoMamet says:

    “ma ho il sospetto che il maggior partito italiano dal ’48 al 92 traesse la sua legittimazione ed il suo potere anche da fattori decisamente “non politici” almeno nel senso stretto che si dà oggi alla politica.

    Falecius”

    Non so se sono del tutto d’accordo;

    in parte concordo con la risposta di Roseau;

    inoltre, naturalmente il politico cattolico traeva legittimazione dall’essere cattolico

    (in fondo in modo non dissimile dall’aderenza al pensiero marxista richiesta al politico comunista, cioè all’interno di una normale ottica politica);

    non aveva bisogno però di rafforzare la sua posizione, che ne so, sventolando di avere un confessore particolare, e in fondo neppure una particolare devozione;

    De Gasperi credo fosse particolarmente devoto- potrei sbagliarmi- mentre di altri politici cattolici credo che la gente ignorasse, e non fosse interessata a conoscere, la frequenza a messa o ai sacramenti; certo non avrebbe tollerato comportamenti troppo contrari alla morale cattolica, ma lo stesso mutatis mutandis valeva per tutti gli altri politici e le rispettive morali.

    Ciao!

  8. controlL says:

    Ha un suo senso dell’umorismo l’armando, a pubblicare il “malleus maleficarum” nella sua collana, dopo le note disavventure giudiziare. Peraltro concordo con lui, che, tortura a parte, e non sempre, è ancor oggi il perfetto manuale dei giudici inquisitori nel mondo.

    Però mi puzza chi cede ai luoghi comuni, per non dire che mente. Predica il secondo rinascimento, dio ce ne scampi, dopo il primo che è così sintetizzato dall’articolo di giornale:

    È questa l’epoca in cui predica il Secondo Rinascimento: il primo essendo nato con la scoperta dell’Atlantico, l’invenzione della stampa, l’assetto moderno delle banche, l’affermarsi del giornalismo, della scienza, l’avvio dell’Europa; il secondo con l’affermazione del Pacifico, l’invenzione dell’informatica, il prevalere delle banche, l’imporsi dell’informazione e un nuovo avvio dell’Europa.

    Ottimo. Invenzione della stampa: 1456. Malleus maleficarum: 1486. Scoperta dell’america (dell’atlantico, fa ridere): 1492. (fonte, wikipedia).

    Già. La caccia alle streghe non fu medioevo; fu rinascimento. Dovrebbe ben saperlo avendo tradotto e pubblicato quel gran testo. A questo punto sa dove può mettersi il primo e il secondo rinascimento.p

  9. utente anonimo says:

    Miguel,

    d’accordo con te sull’inutilità delle iniziative giudiziarie contro le sette. Iniziative di cui i francesi sono maestri: e com’è noto l’unico francese di buon senso dopo Napoleone è stato Petain :-)

    Solo non si dovrebbe parlare di “sacralizzazione del tribunale”, perché il tribunale – e tu lo sai bene: ciò che mi consente di evitare lunghe e barbose dissertazioni :-) – è da sempre luogo di riti sacri e magici. Com’è possibile dichiarare che qualcosa è giusto e aspettarsi di essere presi sul serio, se non a mezzo di una formula magica?

    Casomai, se vogliamo seguire la metafora, è la gente ad essere stata unificata – negli ultimi decenni – sotto le bandiere della medesima “religione” dominante, di cui i tribunali sono inevitabile espressione.

    Z.

  10. kelebek says:

    Un simpatizzante di Verdiglione mi ha scritto in privato; tolgo il nome e metto qui la nostra corrispondenza.

    Lui scrive:

    Una nota

    Le citazioni su Armando Verdiglione cui Lei si riferisce sono per lo più datate

    e per la maggiorparte denigratorie.

    la sfido: legga davvero almeno 2 dei 20 libri che Verdiglione ha scritto

    e forse può intendere qualcosa di meglio e di più

    inoltre :

    http://www.verdiglione.org/

    senza illusioni

    un intellettuale

    Io gli rispondo:

    Perché non interviene direttamente sul mio blog? Avrebbe molto più senso, si potrebbe aprire una discussione interessante.

    Lui risponde:

    non sono molto esperto di Blog.

    comunque il progetto di Verdiglione è sofisticato e difficile. Internazionale.

    non è alla portata di tutti.

    Lei è intelligente, lo approfondisca; non si tratta di merce comune – non sprechi l’occasione per capirlo

    …….

    chi conosce davvero elementi sulla vicenda e il progetto può dirle di più

    per esempio che Turano, giornalista calabrese e pettegolo

    romanziere mancato

    tira bordate denigratorie a Verdiglione, con intento tutt’altro che neutrale, ma comandato

    il progetto di Verdiglione è autentico

    Miguel Martinez

  11. kelebek says:

    Riguardo al n. 10

    Sono sempre contento di ospitare precisazioni e correzioni.

    Ma credo che l’interlocutore dovrebbe indirizzare meglio il suo intervento: per la causa che gli sta a cuore, sarebbe più utile rispondere ai contenuti del testo che ho messo in rete, che cercare di dialogare personalmente con me.

    Tra l’altro, sarò felice di inserire eventuali correzioni direttamente nel testo del post, dove avranno una discreta visibilità.

    A questo scopo, vorrei chiedere al cortese interlocutore:

    1) quali sono le informazioni datate? In effetti l’articolo citato qui risale a due anni fa.

    2) si possono avere le informazioni aggiornate, in modo da correggere il post?

    3) “denigratorie”: si riferisce al tono sicuramente non amichevole che usa Turano, o a precisi errori di fatto compiuti da Turano? E in tal caso, quali sarebbero questi errori?

    4) Ha fatto benissimo a segnalare il sito di Verdiglione, ma ovviamente non si può pretendere che i lettori lo leggano tutto per trovare le risposte alle domande poste qui. Potrebbe segnalare una pagina specifica che risponda nel dettaglio alle affermazioni di Turano?

    5) quando lei afferma che Turano è “comandato”, chi sarebbe il “comandante”? Qui non c’è problema a citare nomi e cognomi, purché l’affermazione sia sostenuta con un minimo di documentazione.

    6) Riguardo alla lettura dei testi di Verdiglione… non può pretendere che alcune centinaia di lettori di questo blog acquistino i suoi libri.

    Può segnalare quindi un chiaro testo introduttivo al pensiero di Verdiglione disponibile in rete, o di Verdiglione o di qualcuno vicino a lui?

    Miguel Martinez

  12. utente anonimo says:

    Ovviamente non conosco la vicenda e non è nemmeno tanto rilevante per quanto voglio dire.

    Interessanti sono queste considerazioni:

    “La sacralizzazione dei tribunali, la cultura della denuncia, la confusione tra “verità” ed esito di un processo, una visione cinematografica che vede nella sentenza del giudice qualcosa che pone fine a un racconto, tutte queste sciocchezze si scontrano con i fatti: XY è stato condannato, XY se la spassa meglio di prima”.

    Questo è l’effetto della perdita della concretezza del diritto, del suo legame con la RES.

    Un bene che dovrebbe essere non solo teoricamente “riconosciuto” e normativamente “tutelato”, ma anche “restituito” e “reso fruibile” per l’avente diritto.

    Solo al termine di questo procedere, può dirsi realizzata la giustizia.

    Su questa triade, in altre parole, si potrebbe misurare la reale giuridicità delle nostra regole di convivenza.

    lycopodium

  13. utente anonimo says:

    Segnalo:

    http://www.corriere.it/cultura/09_settembre_08/rabbia_orgoglio_fallaci_de_bortoli_cc4658c8-9c36-11de-a226-00144f02aabc.shtml

    Stanno per rilanciare “La Rabbia e l’Orgoglio”. In una “nuova edizione”.

    Saluti

    R.

  14. utente anonimo says:

    lycopodium,

    perdita della concretezza del diritto – e del suo legame con la res – rispetto a quale periodo?

    Z.

  15. RitvanShehi says:

    >Stanno per rilanciare “La Rabbia e l’Orgoglio”. In una “nuova edizione”. Saluti R.< Rilegatura in pelle di musulmano?:-)

  16. utente anonimo says:

    …fornita da Gheddafi, nella sua nuova veste di Amico dell’Occidente :-)

    Z.

  17. utente anonimo says:

    Sì Ritvan, ma la versione in pelle di musulmano sarà quella “base” ;-)

    Ci metteranno anche la versione “Deluxe”: in pelle di musulmano intrecciata con pelle di porco, e firmata da Borghezio. Il tutto per essere il più “crociata” possibile.

    Poi ci sarà la versione “Extreme”, con allegato un cranio di musulmano tagliato a metà, utilizzabile come portacenere.

    Nella versione “Oriana”, invece, solo per collezionisti danarosi, sarà incluso un vasetto con le ceneri certificate di almeno 200 palestinesi fatti fuori dal Sacro Esercito d’Israele. Da tenere in salotto e mostrare agli amici, solo per le grandi occasioni.

    Questa edizione sarà firmata col sangue dal Convertito Crociato per eccellenza, Magdi “Cristiano” Allam.

    Presto, tutti in edicola e nelle migliori librerie!

  18. utente anonimo says:

    Sì Ritvan, ma la versione in pelle di musulmano sarà quella “base” ;-)

    Ci metteranno anche la versione “Deluxe”: in pelle di musulmano intrecciata con pelle di porco, e firmata da Borghezio. Il tutto per essere il più “crociata” possibile.

    Poi ci sarà la versione “Extreme”, con allegato un cranio di musulmano tagliato a metà, utilizzabile come portacenere.

    Nella versione “Oriana”, invece, solo per collezionisti danarosi, sarà incluso un vasetto con le ceneri certificate di almeno 200 palestinesi fatti fuori dal Sacro Esercito d’Israele. Da tenere in salotto e mostrare agli amici, solo per le grandi occasioni.

    Questa edizione sarà firmata col sangue dal Convertito Crociato per eccellenza, Magdi “Cristiano” Allam.

    Presto, tutti in edicola e nelle migliori librerie!

    R.

  19. RitvanShehi says:

    >Nella versione “Oriana”, invece, solo per collezionisti danarosi, sarà incluso un vasetto con le ceneri certificate di almeno 200 palestinesi fatti fuori dal Sacro Esercito d’Israele. R< Mah, questo magari no, sai, Hamas potrebbe replicare con un’iniziativa editoriale uguale ma in senso contrario, chessò, un’edizione di lusso del “mein kampf” o dei “protocolli dei savi anziani di Sion”, con allegato DVD in cui Gilad Shalit piange, si dispera e invoca la mamma…..

  20. utente anonimo says:

    Hamas non è credibile… com’è finita l’ultima “partita”, a Gennaio di quest’anno ? 1400 per Israele, contro 10 o 15 per Hamas.

    No credimi, il Mein Kampf riadattato con i passi del Talmud Ebraico e le ceneri dei palestinesi morti andrebbe meglio, commercialmente parlando.

    Se poi ci aggiungono qualche organo sotto spirito, estratto da un palestinese… il successo è assicurato!

    R.

  21. utente anonimo says:

    A proposito, spiegatemi bene quella degli organi in alchermes, che non l’ho capita bene.

    Cioè, si sostiene che l’esercito israeliano abbia ucciso dei Palestinesi apposta per cavar loro gli organi? che gli Israeliani effettuino prelievi d’organi coattivi ai Palestinesi che muoiono nei loro ospedali? o che altro?

    Perché mi sembrano tutte ipotesi al limite dell’assurdo…

    Z.

  22. RitvanShehi says:

    >…si sostiene che l’esercito israeliano abbia ucciso dei Palestinesi apposta per cavar loro gli organi? che gli Israeliani effettuino prelievi d’organi coattivi ai Palestinesi che muoiono nei loro ospedali? o che altro? Z.< Quello si fa sui palestinesi musulmani. Quelli cristiani, invece, vengono dissanguati e il sangue viene utilizzato per fare il pane azzimo:-):-) P.S. Ecco, così quegli ebrei spilorci del Mossad imparano a tardare nella spedizione degli assegni a me dovuti!

  23. PinoMamet says:

    “Cioè, si sostiene che l’esercito israeliano abbia ucciso dei Palestinesi apposta per cavar loro gli organi? che gli Israeliani effettuino prelievi d’organi coattivi ai Palestinesi che muoiono nei loro ospedali? o che altro?

    Perché mi sembrano tutte ipotesi al limite dell’assurdo…

    Z.”

    Da quello che ho capito io, si sostiene la seconda ipotesi, cioè che a qualche palestinese dotato di organi utilizzabili questi siano stati espiantati senza chiedere il permesso ai parenti;

    e a dire il vero non mi sembra un’ipotesi così assurda o farlocca.

    Il che non significa che sia anche vera.

    Ma neppure che basti gridare “blood libel” per smentirla.

    Ciao!

    PS

    Il Mossad non si è ancora fatto vivo coi soldi, quindi scrivo ancora quello che mi pare. :-)

  24. PinoMamet says:

    Che dei palestinesi siano stati uccisi appositamente per rubargli gli organi, mi sembra una cazzata che non si regge in piedi:

    siamo al livello della logica della leggende metropolitane, in effetti.

    Non c’è nessun motivo reale per cui debba essere così, c’è solo la creazione di uno spauracchio a cui attribuire una delle paure contemporanee.

    Che invece a dei palestinesi morti siano stati tolti gli organi continua a non sembrarmi impossibile: gli organi, si sa, servono freschi e funzionanti, e non è detto che i donatori abbondino; un medico può essere tentato di non guardare tanto per il sottile, considerando che dei diritti dei palestinesi non gliene frega un cazzo a nessuno, e che un morto è un morto.

    Naturalmente se la cosa può essere smentita in modo tecnico, con motivazioni reali, è un conto:

    altrimenti abbiamo una creazione di un’altra figura da leggenda metropolitana, l’israeliano virtuoso per definizione.

    Ciao!

  25. utente anonimo says:

    Pino,

    – Naturalmente se la cosa può essere smentita in modo tecnico, con motivazioni reali, è un conto —

    No, Pino, abbi pazienza: va bene che il Mossad è in arretrato con i pagamenti, e posso capire che la cosa ti faccia girare le palle. Però da qui a dire che gli Israeliani dovrebbero – o anche solo potrebbero – dare una dimostrazione di un fatto negativo, cosa che com’è noto è ontologicamente impossibile, ne corre :-)

    Da parte mia – e naturalmente posso sbagliarmi – dubito che una prassi del genere potrebbe passare praticamente sotto silenzio, senza rivolte mostruose da parte palestinese e senza che nessuno se ne accorga salvo una rivista svedese. Che ha raccontato, a quanto leggo, non di organi occasionalmente espiantati, ma di azioni mirate alla cattura al fine di espianto organi.

    Z.

  26. PinoMamet says:

    No no caro Z.

    non dico che gli israeliani debbano dare dimostrazione di un fatto negativo;

    d’altra parte, che provare l’accusa spetti all’accusatore è qualcosa che, a logica, arrivo persino io a comprendere.

    Io però parlo di qualcos’altro, vale a dire di credibilità.

    Un espianto abusivo di organi a me sembra una storia credibile

    (non vera; quello è un altro discorso), che sarebbe potuta succedere in qualunque altro paese, date le condizioni necessarie

    (un morto disponibile, poche probabilità di venire scoperti o che qualcuno protesti).

    Se qualcuno mi dice “no no, deve essere una palla” sia così buono da spiegarmi il perchè.

    Invece che i soldati israeliani vadano a caccia di organi palestinesi mi sembra una storia altamente incredibile.

    Ciao!

  27. PinoMamet says:

    Ipotesi:

    uno o un paio di casi di sospetti “espianti abusivi”, poi gonfiati dalla voce popolare fino a essere raccolti dalla stampa estera e trasformarsi in moderna diceria e leggenda metropolitana?

  28. RitvanShehi says:

    x Z. e PinoMamet

    Essendo sempre il Mossad terribilmente in ritardo coi pagamenti:-) mi permetto di fare le seguenti osservazioni:

    1. Il giornale svedese cita fonti esclusivamente palestinesi e non verificate.

    2. A prescindere dal punto 1, sul piano puramente accademico non mi sembra tanto inverosimile un’ipotesi, secondo cui appartenenti a organizzazioni criminali israeliane (ne esisteranno, o Israle è un Paradiso senza delinquenza?), approffittando del loro status di militari e dello stato di similguerra in quella martoriata regione facciano un macabro business privato con organi di veri o presunti “nemici di Israele”. Ovviamente ritengo surreale l’ipotesi che le autorità israeliane siano coinvolte.

    3. Visto e considerato il punto 2, io credo che il Governo israeliano, prima di gridare all’antisemitismo degli svedesi alti, biondi e dagli occhi azzurri:-), dovrebbe fare una seria inchiesta (magari anche con il contributo di esperti internazionali) sui fatti denunciati dal giornale svedese. E poi pubblicare i risultati. Altrimenti ne va dell’onore di Israele e di chi sostiene il suo diritto ad esistere.

  29. utente anonimo says:

    Pino,

    – Il giornale svedese cita fonti esclusivamente palestinesi e non verificate. —

    Il che non lo scusa, direi, dal fatto dall’aver dato credito a bischerate belle e buone. Dopodiché se serve ad attirare lettori tutto fa brodo, per cui li posso capire.

    – A prescindere dal punto 1, sul piano puramente accademico non mi sembra tanto inverosimile un’ipotesi —

    Sul piano puramente accademico pressoché nulla è impossibile. Ed è una delle ragioni per cui sono felice di non aver più a che fare col mondo accademico :-) Ma a quanto leggo nell’articolo si parla di altro: ossia di un giornale “che accusa i soldati israeliani di rapire palestinesi per prelevarne gli organi“…

    – Visto e considerato il punto 2, io credo che il Governo israeliano, prima di gridare all’antisemitismo (…) dovrebbe fare una seria inchiesta (magari anche con il contributo di esperti internazionali) sui fatti denunciati dal giornale svedese. —

    Cioè, Israele secondo te dovrebbe indagare sugli asseriti rapimenti di palestinesi al fine di espianto organi? o ci sono denunce più serie e circostanziate su cui dovrebbero indagare (ma che dal testo non risultano)?

    Z.

    PS: Comunque, a me non sembra né “antisemitismo” né “critica legittima di Israele”. Mi sembrano solo bischerate :-)

  30. RitvanShehi says:

    x Z. (#30)

    Non sono Pino:-)

  31. utente anonimo says:

    Whoops,

    credevo fossi Pino. No, cioè, nel senso che credevo che il commento, ecco. Vabbè :-)

    Z.

  32. utente anonimo says:

    Comunque, dubito che Israele accetterebbe mai esperti internazionali per un’inchiesta interna. Nemmeno se le accuse fossero precise e circostanziate…

    Z.

  33. RitvanShehi says:

    >Comunque, dubito che Israele accetterebbe mai esperti internazionali per un’inchiesta interna…..Z.< E farebbe male. Visto che le presunte vittime non erano cittadini israeliani.

  34. utente anonimo says:

    Farebbe male… oddio, dipende dal punto di vista.

    Dal mio punto di vista sarebbe bene che accettasse non solo un’inchiesta internazionale in un caso del genere – ci mancherebbe – ma anche truppe internazionali ai confini con Gaza e Cisgiordania.

    Dal loro punto di vista, invece, mi pare che ogni ingerenza straniera sia guardata con estremo sospetto e diffidenza (e ciò anche, presumo, per ragioni storiche piuttosto note).

    Del resto, anche la Serbia, nel ’14… Sarà questo il motivo di tanto amore tra Serbia e Israele? :-)

    Z.

  35. utente anonimo says:

    (l’ipotetica e forse irrealizzabile missione ai confini con Gaza e Cisgiordania, naturalmente, non ha a che vedere col caso del genere

    Z.)

  36. Yob says:

    Ho conosciuto da vicino Verdiglione.

    Diversi suoi libri e la sua filosofia sono molto interessanti, non si tratta di semplice psicanalisi. Le sue letture di Leonardo da Vinci e il recupero del Rinascimento rappresentano uno dei suoi contributi più significativi. Io apprezzavo il suo impegno in senso antipsichiatrico e il suo impegno contro il mito dell’Aids come causato da un virus (Verdiglione collabora da tempo con Duesberg e altri esperti come medici che erano vicini al sudafricano Mbeki). Però Verdiglione è anche, credo, troppo filoistraeliano e stranamente filo-neocon. Notoriamente è sempre stato un ammiratore dei radicali e di Pannella in particolare; è un personaggio dalle mille facce. Consiglio di leggere almeno un suo libro una volta nella vita, anzi, consiglio un libro tratto da una delle sue conferenze, che sono molto più comprensibili. Dal punto di vista umano, lui è, credo, uno che unisce in sé i tratti del filosofo antico, del poeta, del mafioso, del gangster, del manager e dell’artista (dipinge quadri astrattisti). Sicuramente è meglio lui di una quantità di feccia accademica, sono contento di averlo conosciuto. Ah, a quelle cifre sulle sue aziende non ci credo per niente, sono gonfiatissime secondo me. E poi i suoi libri non è che vendano poi molto. I processi a lui, anche quelli erano roba esagerata, erano i tempi di Tortora, figuriamoci.

  37. utente anonimo says:

    Scusate l'anonimato ma non ho tempo per registrarmi. Ciò che il seguace del Verdiglione ha scritto per email al blogger è esemplare del loro modo di fare: se li attacchi o li critichi in qualche modo è perchè sei prevenuto e fazioso. Se non capisci il pensiero di Verdiglione è perchè non sei abbastanza intelligente. Diventa dei nostri, dai che tu non sei come gli stupidi che lo criticano o che addirittura ne ridono. Tu sei "intelligente", tu puoi capire, puoi entrare a far parte degli iniziati, di questa elite della cultura profondissima. Avete presente la fiaba del Re nudo? ecco.
    Verdiglione dice anche cose sensate, ogni tanto, è vero. Anche Adolf Hitler diceva delle cose sensate, ogni tanto e anche un orologio fermo segna due volte l'ora esatta. Ebbene?
    Verdiglione e il suo circo farebbero semplicemente ridere se non fosse che prendono in giro gente che spesso soffre e si rivolge a loro perchè ha bisogno di aiuto.

  38. Antonio María Ramos Z says:

    If something hurts to free man is another man without freedom. Hurts to see a man in prison because of bias and vindictive justice, as the Armando Verdiglione’s process. As Josef K. his personal drama is that, after all, justice does not exist when it comes to a “process” against freedom itself, Orwellian typical drama, “Kafka’s nightmare” and Thrasymachus. This process reminds me the Stalinist trials, McCarthyism, The Confession of Costa-Gravas, the medieval Inquisition, the judgements of contemporary authoritarianism.

    The new Josef K, Verdiglione, humanist, writer and editor, now screams in jail for freedom. He was a charismatic star of Italian culture, then converted into a contemporary heretic, just because the Justice (tax collectors) is a social evil. As if that were not enough, Italian prosecutors were also very hard with his wife, Cristina De Angeli Frua, sentenced to some years imprisonment, where she is sick of cancer.

    These modern prisoners are accused of circumventing the Treasury. Treasury? What is that? The legal machine to take your money, called taxes. Well, if they paid their debts, why punishment follows? The sadism of the modern inquisitors is unlimited, for them the prison is a good penance, educative purge, a politically correct punishment. Typical of the orwellian state of power. There are still enemies and natural censors between us. Source: “Verdiglione, the new Josek K. A modern orwellian process. Talking with Carlos Carralero”, by Antonio Ramos Z. NeoClubPress,

  39. Antonio María Ramos Z says:

    El periodismo insano y la envidia es lo mismo. Típico latino. Envidia del exito.
    Pobreza mental periodística. Verdiglione no es una leyenda, es un hecho. Y Verdiglione tiene muchos amigos, porque no es envidioso. El es una mente libre.

    Insane giornalismo e l’invidia è la stessa. Latino tipico. Envy successo.
    Mental povertà giornalistica. Verdiglione non è una legenda, è un fatto. E Verdiglione hanno un sacco di amici, perché non è invidioso. E lui ha una mente libera

    Insane journalism and envy is the same. Latin typical. Envy success.
    Mental journalistic poverty. Verdiglione is not a legend, it is a fact. And Verdiglione have a lot of friends, Because he is not envious.
    He is a free mind.

  40. Antonio María Ramos Z says:

    Esa macabra tradición de la mentalidad postfascista, de funcionario, que rinde culto a lo obsoleto, y envidia el éxito y el imaginario moderno, mentalidad pro rusa, pro totalitaria que sigue en las cloacas fallidas del siglo pasado. La Italia fallida por tantos pensadores que no quieren trabajar ni fundar la modernidad. Italia del tercer mundo sin imaginación, sin orientación, corrupta. Todavía allí viven Stalin y Mussolini. Eso se huele en todo lo que dicen. Segundo y Tercer renacimiento para Italia.

    Such as macabre tradition of post fascist mentality, official in minds, burocrasy, who prefer the obsolete, and envy the success and the modern imagination, pro-Russian mentality, pro totalitarian, following the failed sewage in the last century.

    Italy failed by so many thinkers who refuse to work or establish modernity. Italy’s third world without imagination, without guidance, corrupt. There still live Stalin and Mussolini. That smell in everything of social evil. Second and Third revival for Italy, not for you..

    Sigan, sigan pensando como tercermundistas y fracasados que van a quedarse a la deriva, out.

  41. Antonio María Ramos Z says:

    Quella tradizione macabra di posta mentalità fascista, ufficiale, che adora il obsoleto, e invidia il successo e la fantasia moderna, la mentalità pro-russo, pro totalitario seguendo il liquame fallito nel secolo scorso. L’Italia non da tanti pensatori che si rifiutano di lavorare o stabilire la modernità. Terzo mondo in Italia, senza fantasia, senza guida, corrotto. Ci vivono ancora Stalin e Mussolini. Quell’odore in tutto quello che dice. Seconda e terza rinascita per l’Italia.

  42. Carlos Carralero says:

    Perché le persone critiche nei confronti di Verdiglioni non firmano? NOn fanno vedere la loro faccia e come al solito il parlare per sfogo, per odio, per invidia spinti da passio ni basse non e da persone mature e consapevole di cio che dicono. Non ha nessun valore un commento di chi non da la faccia

  43. “Perché le persone critiche nei confronti di Verdiglioni non firmano?”

    Perché lei è venuto su un post di sette anni fa, importato da un vecchio blog su Splinder, dove i nomi delle persone che non erano registrate con un proprio blog su Splinder sono scomparsi.

    Semplice.

  44. Verdiglione fusilado por la falsa ley – Verdiglione shot by false justice – Verdiglione girato dalla falsa giustizia

    El estado italiano roba a los pobres y los ricos, es un parasito sin modernidad, y solo la envidia y una burocracia parasita y política pudo castigar a la pareja por convertirse en un centro de libertad alternativo. Esa es la verdad en el caso Verdiglione. Italia es un país del tercer mundo donde funciona la ley con prejuicios ideológicos. Han sido muy duros con una pareja que no cometió ningún crimen.
    Los criminales manejan la ley. Y el periodismo ha sido cobarde en este proceso.
    El mundo entero lamenta la conjura contra los Verdiglione.
    Hasta ahora han vencido los envidiosos y los corruptos. También Italia ha perdido.

    As everyone knows, the Italian state robs the poor and the rich people, is a parasite without modernity, and only an envy and a parasitic bureaucracy and politics could punish the couple Verdiglione for being an alternative center of freedom. That’s the truth in the case Verdiglione. Italy is a third world country where the law works with ideological prejudices. State law have been very hard with the Verdiglione on inventing a major crime.
    They handle criminal law and totalitarian management of state. And journalism has acted cowardly in this process. The whole world mourns the conspiracy against Verdiglione. The envious and corrupt machinery have won so far. Also Italy has lost.

    Lo stato italiano ruba i poveri ei ricchi, è un parassita, senza la modernità, e solo invidia e una burocrazia parassitaria e politica potrebbero punire la coppia a diventare un centro alternativo di libertà. questa è la verità nel caso Verdiglione. L’Italia è un paese del terzo mondo dove la legge funziona con pregiudizi ideologici. Sono stati molto duro su una coppia che non ha commesso alcun crimine.
    Gestiscono il diritto penale. E il giornalismo è stato vile in questo processo.

    Il mondo intero piange la cospirazione contro Verdiglione.

    Finora hanno vinto invidioso e corrotto. Anche l’Italia ha perso.
    http://antonioramoszuniga.blogspot.mx/2016/02/freedom-for-verdiglione-now.html

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