Terrorismo, Gran Bretagna detenuto per 8 anni senza accuse

2009-07-03 18:49
TERRORISMO: GB, DETENUTO PER 8 ANNI SENZA ACCUSE

(di Mattia Bernardo Bagnoli)

"Ritengo responsabile Tony Blair, la Camera dei Lord, la Regina, i politici e il Parlamento: tutti loro hanno le mani sporche in questa storia". E’ il durissimo ‘j’accusé di Dina Al Jnidi, moglie di Mahmoud Abu Rideh, rifugiato palestinese arrestato nel 2001 in Gran Bretagna per sospette attività terroristiche e detenuto per otto anni senza mai vedere uno straccio di accusa. Un’ordalia che lo ha lasciato menomato nella mente oltre che nel fisico. "Ricordo perfettamente il giorno che la polizia è venuta a prendersi mio marito: era il 19 dicembre del 2001". Inizia così il racconto di Dina, pubblicato oggi a doppia pagina dal quotidiano britannico Independent.

 "Erano in 30, tutti armati: hanno puntato i fucili in faccia a me e ai miei bambini. Alcuni si sono fatti la pipì addosso. Hanno scaraventato a terra mio marito, gli sono saliti sulla schiena. Lui urlava. ‘Zitto, fottuto terrorista’, hanno risposto". Mahmoud Abu Rideh a quel punto sparisce. Per 40 giorni Dina lo cerca invano ma le autorità britanniche tengono la bocca cucita. Alla fine Mahmoud ‘spunta’ presso la prigione di Belmarsh. "Sono andata a trovarlo, con i miei figli", ricorda Dina. "Lo hanno tenuto dietro a un vetro: mio marito non conosce bene l’inglese ma non gli hanno permesso di parlare in arabo". Mahmoud denuncia comunque alla moglie le violenze e le privazioni che avrebbe subito di continuo in carcere. Alla fine i suoi nervi cedono e viene trasferito all’ospedale psichiatrico di Broadmoor dove, stando a Dina, Mahmoud ha iniziato a ferirsi da solo.

Poi, nel 2005, Rideh è stato ‘liberato’ e posto agli arresti domiciliari secondo le disposizioni contenute nel Prevention of Terrorism Act: braccialetto elettronico, obbligo di firma digitale, niente internet per sé o i suoi familiari, niente visite se non autorizzate dal ministero dell’Interno. Condizioni che, nonostante le sentenze contrarie della Corte europea di giustizia e dei diritti umani, permangono tuttora.

Dina, esasperata, ha infine lasciato il Regno Unito e si è trasferita in Giordania da alcuni parenti. A Mahmoud è stato però negato il permesso di espatriare. Sino ad oggi. Dopo anni di battaglie legali, grazie anche al sostegno di Amnesty International, Rideh si è infatti presentato all’Alta Corte del Regno Unito con una sola richiesta: quella di poter lasciare per sempre il paese. E davanti ai giudici dell’Alta Corte il governo ha finalmente accettato di emettere un "permesso di viaggio" della durata di cinque anni.

"Io e mio marito – scrive Dina – siamo scappati dalle torture degli israeliani per trovare una situazione peggiore in Gran Bretagna. Io sono britannica, anche i miei figli lo sono. Perché è accettabile che si venga trattati in questo modo?". "Sin dal 2001 – ha detto Kate Allen, direttore di Amnesty International UK – Mahmoud è stato imprigionato senza accuse formali o soggetto a limitazioni della libertà. Non gli è mai stato permesso di vedere le ‘prove’ che sono state raccolte a suo carico.

Nessuna sorpresa che la sua stabilità mentale sia così severamente compromessa. Se il governo reputa che Rideh abbia dei legami con organizzazioni terroristiche lo mandi a processo". "Il mio assistito – ha detto Gareth Peirce, avvocato di Rideh – farà richiesta questo pomeriggio e speriamo di ottenere il documento entro due settimane al massimo. Era in uno stato di completa disperazione: oggi questa condizione è stata in qualche modo alleviata. 0ra dobbiamo solo aspettare e vedere cosa accade". (ANSA).

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40 Responses to Terrorismo, Gran Bretagna detenuto per 8 anni senza accuse

  1. utente anonimo says:

    Al Qaeda sentitamente ringrazia le Forze dell’Ordine di Sua Maestà.

    Andrea Di Vita

  2. Peucezio says:

    Con tutto il rispetto per le sofferenze di quest’uomo e con la scontata solidarietà, bisogna comunque dire che scappare dagli israeliani per rifugiarsi in uno dei paesi più amici al mondo di Israele non è che sia segno di grande furbizia.

  3. fm_dacenter says:

    Beh, non devono essere particolarmente efferate le torture israeliane, se questo è peggio.

    Il mondo è migliore di come pensavo.

    Tornando meno serio, direi che gli anni di carcere sono “solo” 4, gli altri sono a casa, che è meglio.

    Infine, condivido quanto scrive ADV, trattare in questo modo una persona contro cui non si hanno elementi tali da poter istituire un processo è decisamente pubblicità per Al Qaeda.

    Francesco

    PS un unico dubbio, da dove veniva il nostro?

  4. utente anonimo says:

    “was born in Jordan to Palestinian refugee parents. He came to the UK in January 1995, and in 1998 was granted refugee status after he showed that he had been tortured by the Jordanian security services”

    http://www.hhugs.org.uk/index.php?state=2&article=82

    “bisogna comunque dire che scappare dagli israeliani per rifugiarsi in uno dei paesi più amici al mondo di Israele non è che sia segno di grande furbizia”.

    Purtroppo in questo mondo non tutti ricevono in dono la tua folgorante intelligenza e preparazione geopolitica, oh Peucezio il Saccente: ad esempio la comunitá palestinese in Inghilterra conta con almeno 15.000* stolti e stupidi che avrebbero potuto scappare a Cancún o alle Galapagos.

    NO alpitur? AIAIAIAIAI

    *http://www.palestine-family.net/index.php?nav=5-205&hits=20&did=4456

    NCIR

  5. utente anonimo says:

    8 anni di privazione della libertà senza processo!?!

    bella schifezza, poi dicono che in italia la giustizia è lenta…

    comunque paragonare la privazione di internet (e come la fa la firma digitale?) e l’obbligo di portare il braccialetto ad una tortura mi sembra un vero e proprio insulto a chi la tortura l’ha subita

    roberto

  6. rigirandola says:

    Che tristezza.

    Ciao Miguel continuo a leggerti.

  7. utente anonimo says:

    Secondo me quest’uomo era un complottista. E’ tipico dei complottisti avere manie di persecuzione, credere che il governo trami oscuri piani per limitare le libertà personali e che la polizia perda tempo ad inseguire l’ultimo poveraccio sbarcato da qualche angolo di mondo.

    Ma cosa volete che gliene freghi alla polizia di questo qui? E poi, ma scusate, ragionate: se il governo gli ha concesso il visto da rifugiato, per quale motivo poi dovrebbe perseguitarlo?

    Io non voglio dire che il governo o la polizia non sbaglino, ma sono ben altre le cose di cui si dovrebbe parlare. Perché invece ci fermiamo sempre a queste cose? Parliamo di quello che non va veramente, invece.

    Cosa abbiamo? La parola di questa persona, che non prova niente.

    Probabilmente fra un anno scriverà un libro o farà un dvd, e guadagnerà un sacco di soldi senza lavorare. Che è un po’ l’aspirazione di tutti i complottisti.

    Giorgio

    [PS: c’era il tag attivato]

  8. utente anonimo says:

    Intendevo dire che c’era il tag [ironic mode] impostato

  9. irSardina says:

    E’ quello che sta succedendo a Bruno Bellomonte un indipendentista sardo finito nel mirino dell’operazione Arcadia nel 2006 e ora nuovamente arrestato a Roma il 10 giugno scorso.

    Sardina

  10. utente anonimo says:

    Sardina,

    presumo che contro il sig. Bellomonte ci sia un qualche capo di accusa (non so se fondato o meno).

    Invece, la cosa allucinante della storia narrata da Miguel non è che qualcuno si sia fatto anni di galera per un errore: qualcosa di terribile, senza dubbio, ma che purtroppo può sempre capitare.

    La cosa allucinante è che questo tizio se li sarebbe fatti senza alcun capo di accusa a suo carico.

    Z.

  11. fm_dacenter says:

    insisto, possiamo conoscere qualcosa del passato di questo tizio?

    boy-scout? faceva attraversare le vecchiette? salvava gattini arrampicatisi sugli alberi? resistente?

    così, per valutare con maggiore conoscenza il comportamento delle autorità britanniche

    Francesco

  12. Peucezio says:

    #4 Sai che genio geopolitico… In tutti i paesi mussulmani vai a parlare di americani e inglesi all’ultimo spazzino e vedi cosa ne pensa.

    E’ il mito dell’Occidente, del consumismo, quello che attira, altrimenti sarebbero andati in Iran, in Siria, insomma, altrove.

    Anche i popoli che dall’Occidente hanno ricevuto solo calci nel sedere, in fondo, ne sono succubi culturalmente, in un modo viscerale, in parte inconscio, perché esprime un modello che parla alle pulsioni e alle aspirazioni più istintive e basse.

  13. irSardina says:

    # 10 per Zeta

    “…Mahmoud Abu Rideh, un palestinese che abita a Londra, nella moschea locale. Mahmoud è stato rinchiuso in un carcere di massima sicurezza per quattro anni dopo l’11 settembre. Il governo è tuttora convinto che sia legato al terrorismo.”

    Da un articolo di Phil Rees che è un giornalista e scrittore specializzato nel mondo islamico. Vive a Londra.

    Traduzione di Davide Panzieri

    Sardina

  14. fm_dacenter says:

    >> Il governo è tuttora convinto che sia legato al terrorismo

    ho capito, però è un pò pochino, si basano sul suo segno zodiacale?

    io non ho nulla contro la repressione però deve essere fatto con giudizio.

    Francesco

  15. marijam says:

    Io non voglio dire che il governo o la polizia non sbaglino, ma sono ben altre le cose di cui si dovrebbe parlare. Perché invece ci fermiamo sempre a queste cose? Parliamo di quello che non va veramente, invece.

    mah, giorgio, cosa c’è di più che non va veramente dello stare in galera senza capo d’imputazione?

  16. utente anonimo says:

    Giorni fa la moglie di Youssef Maged Al Molky, coinvolto nella vicenda dell’Achille Lauro, scarcerato per buona condotta dopo 23 anni di detenzione e subito dopo espulso, al TG3 regionale della Liguria ha fatto un appello: dal giorno dell’espulsione di suo marito si sono perse completamente le tracce… qui l’articolo:

    http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=13406

    Mentre l’avvocato difensore ha detto, sempre al Tg regionale, di non escludere in tutta questa vicenda il coinvolgimento dei servizi segreti israeliani.

    Saluti.

    Anna (Eurasia)

  17. utente anonimo says:

    anna,

    “coinvolto” dici? non era piuttosto uno dei protagonisti principali di quella vicenda orribile che ha portato all’assassinio di un vecchietto paralitico?

    roberto

    ps. divertente raccontare la stessa storia solo cambiando un po’ gli aggettivi!

  18. marijam says:

    la vicenda del vecchio paralitico fatto volare in mare insieme alla sua carrozzina in quanto ebreo, fu orribile , difficile provare empatia per la sorte di uno degli autori di quel gesto …

  19. utente anonimo says:

    Mentre l’avvocato difensore ha detto, sempre al Tg regionale, di non escludere in tutta questa vicenda il coinvolgimento dei servizi segreti israeliani.

    chi è che proponeva di fucilare gli avvocati, così, giusto per cominciare col piede giusto?

    Francesco

  20. utente anonimo says:

    Per Mijriam #15

    Infatti tutto il post era ironico :-)

    Solo che di solito, quando qualcuno prova a far capire che queste cose succedono veramente, che i governi creano ad arte le situazioni che innescano la repressione, ci si becca dei “complottisti”.

    Lo dico con tutto il rispetto per uno dei blogger più intelligenti in circolazione, ma è quello che fa anche Martinez: taccia di complottismo chi mette in dubbio talune versioni ufficiali, salvo poi “piangere” perché quello che i “complottisti” dicevano succede veramente.

    Te lo dice uno che è sempre stato fatto passare per “complottista”: di fronte a casi come questi non riesco a non pensare che era esattamente quello che si paventava 5 o 6 anni fa. Noi complottisti. I poveri pirla.

    Giorgio

  21. utente anonimo says:

    Chiedo venia non conosco l’arabo quindi facile confondere i nomi dei protagonisti della vicenda.

    Qui il video Intrigo Internazionale – L’affaire “Achille Lauro”… un ripasso della vicenda male non fa… magari si capisce anche il perchè l’avvocato difensore si permette di fare certe ipotesi:

    http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=283

    Come allora rimango sempre sorpresa che povochi più orrore l’uccisione di un ebreo “vecchio e paralitico” che le varie carneficine sparse per il globo.

    Saluti.

    Anna (Eurasia)

  22. utente anonimo says:

    Francesco,

    – chi è che proponeva di fucilare gli avvocati (…)? —

    Mi sembra un’ottima idea contro il sovraffollamento del settore.

    Si possono proporre nomi? :-)

    Z.

  23. utente anonimo says:

    scusa anna,

    ma chi ha detto che provoca “più orrore” una cosa rispetto ad un’altra?

    io ho detto un’altra cosa, e cioé che, oggettivamente, il fatto di ammazzare come un cane un vecchietto paralitico è una cosa orribile e aggiungo che, soggettivamente, ci sono ventimila cause che mi interessano di più della sorte di chi è stato “coinvolto” (come tu scrivi pudicamente) in quella sconcezza.

    roberto

    ps. per gli amici legulei, che ne dite di “buona condotta” per qualcuno che è pure evaso durante un permesso? non sono adorabili i nostri giudici?

  24. utente anonimo says:

    Francesco (19),

    ha ragione Z.: meglio favorire generosamente l’ingresso nella professione a tutti quelli che vogliono, per poi lasciarli morire di fame

    :-)

    roberto

  25. marijam says:

    Come allora rimango sempre sorpresa che povochi più orrore l’uccisione di un ebreo “vecchio e paralitico” che le varie carneficine sparse per il globo.

    maria

    poichè anch’io sono intervenuta preciso che non ho fatto alcun paragone con le nefandezze del globo che non mi lasciano per nulla indifferente.

    Piuttosto mi chiedo perchè ti appaia risibile buttare in mare un vecchio paralizzato non colpevole di nulla ma in quanto ebreo!

  26. fm_dacenter says:

    Maria

    certe domande contengono in sè le risposte, vale la pena di non porle e allontanarsi dall’individuo in questione.

    a meno di non avere il complesso del missionario :)

    Francesco

  27. utente anonimo says:

    Guarderemmo ancora alla pagliuzza della violazione dello habeas corpus nell’occhio degli Inglesi se avessimo una trave nel nostro occhio di Italiani?

    http://www.carmillaonline.com/archives/2009/07/003111.html

    http://www.noglobal.org/nato/notizie/art270.htm

    Andrea Di Vita

  28. RitvanShehi says:

    x Anna (Eurasia) #16

    A quanto risulta dai vari link, le tracce di Al Molky si son perse in Siria, dopo che è stato espulso/estradato in quel Paese. Ora, visto che la Siria non è esattamente una democrazia occidentale, non vedo perché la sorte di chi “scompare” laggiù dovrebbe interessarci più di quella di migliaia di altre persone che “scompaiono” ogni anno in paesi simili alla Siria. E soprattutto non vedo come porvi rimedio, visto che regimi come quello siriano se ne strafottono altamente delle “mobilitazioni” dell’opinione pubblica occidentale. Quando non le usano come illustrazione del Komplotto del Grande Satana nei loro confronti:-).

  29. RitvanShehi says:

    >scusa anna,

    ma chi ha detto che provoca “più orrore” una cosa rispetto ad un’altra? roberto

    Nessuno. Molto probabilmente trattasi del ben noto “intuito femminile”:-)

  30. utente anonimo says:

    Anna,

    anzitutto, le affermazioni di Evangelisti andrebbero verificate – dubito che abbia studiato gli atti di cui parla. Probabilmente ne parla per sentito dire (cosa peraltro normale per la categoria).

    Ma anche nel caso improbabile che parlasse con cognizione di causa – ed è questo il punto – starebbe parlando di persone contro le quali è stata formulata un’ipotesi di reato. Posso anche credere che si tratti di ipotesi di reato del tutto arbitrarie (non sarebbe cosa nuova in Italia): ma si tratterebbe pur sempre di ipotesi di reato tassativamente individuate, in ordine alle quali gli indagati potranno articolare le loro difese. Non solo: se e quando dalla medesima ipotesi scaturirà una imputazione, e dunque un processo, ci saranno imputati che potranno difendersi in un processo. Processo nel quale potranno far sentire le loro ragioni, e in caso di assoluzione chiedere anche il risarcimento per ingiusta detenzione – laddove ne ricorrano i presupposti.

    Non così, a quanto leggo, nel caso citato da Miguel.

    Qui sta la differenza, e non mi pare cosa da poco.

    Z.

    PS: Poi certo ci sarebbero alcune cose da dire su come la magistratura italiana intende il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione…

  31. utente anonimo says:

    Miguel, che ne pensi dell’ indipendenza basca?

    Lope de Aguirre

  32. fm_dacenter says:

    Miguel

    ci sei?

    abbiamo dirottato questo blog su temi teologici, batti un colpo!

    :)

    Francesco

  33. utente anonimo says:

    Se conosco Miguel Martinez e il suo interesse nell’uso dell’immaginario nei conflitti, dubito che la deviazione sulla teologia lo infastidisca, visto che spesso e volentieri la teologia è fonte di tale immaginario :-)

    Ciao

    Andrea Di Vita

  34. fm_dacenter says:

    ne dubito, dovrebbe affrontare il tema del ruolo dell’immaginario islamico nella “quarta guerra mondiale” e non lo vedo a farlo volentieri … preferisce dedicarsi solo ai cristiani sionisti (tutti e quattro)

    Francesco o’insinuante

  35. utente anonimo says:

    Per Francesco #35

    ”quarta guerra mondiale”

    Quale?

    Milanisti-Interisti?

    Sampdoriani-Genoani?

    Franceschini-Bersani?

    Berlusconi-Resto del mondo?

    Ciao :-)

    Andrea Di Vita

  36. utente anonimo says:

    guarda il titolo del blog e non chiedere a me …

    Francesco

  37. utente anonimo says:

    Ricordo che secondo l’ordinamento giuridico inglese i sospettati di terrorismo sono soggetti a leggi speciali,con particolari restrizioni delle normali garanzie.Tale status viene applicato dai britannici anche ai sospetti terroristi ira:in altre parole e’ tutto legale.

  38. Pingback: Italia e Gran Bretagna: due casi di Giustizia a confronto - Pagina 2

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