Silvio Berlusconi e la Jeune-Fille (III)

La curiosità, più naturale che morbosa, per fatti di cibo, sesso e sangue, non sarebbe abbastanza da mettere in crisi Berlusconi. Anzi, lui stesso ha sicuramente lasciato che si diffondesse l’immagine di conquistatore, un’immagine non sgradita a buona parte del pubblico maschile italiano, usa a recarsi in vacanza a Phuket. L’ammiccamento, che permette di smentire, o almeno di ignorare, è da sempre un elemento dell’immagine regale.

La soglia però si supera, quando sono le conquiste a parlare.

Primo, perché nel momento in cui parlano – o videano, che è la stessa cosa, anzi di più – cessano di essere conquiste e diventano conquistatrici. Secondo, perché in un paese scarsamente cattolico, ma molto clericale, l’ammiccamento va benissimo, il fatto che inchioda no. Terzo, perché la poligamia è contemporaneamente inaccettabile per il cristianesimo e il femminismo.

Berlusconi può mandare cittadini italiani a uccidere in Afghanistan, ma non può mettersi il trucco quando balla con Patrizia D’Addario.

La soglia viene inevitabilmente superata in tempi che fondono la cultura della Jeune-Fille con una pervasiva tecnologia comunicativa: nulla di più pericoloso di una ragazza immagine con un registratorino nascosto, e soprattutto pronta a fotografare e farsi fotografare.

Ora, il bello è che “la ragazza immagine con il registratorino nascosto” potrebbe essere lei stessa una definizione di ciò che si chiama berlusconismo: Berlusconi muore, o resta gravemente ferito, grazie all’unica arma in grado di colpirlo – il berlusconismo, appunto.

In realtà, non abbiamo mai condiviso la teoria secondo cui Silvio Berlusconi avrebbe creato la cultura che da noi porta il suo nome, o fatto il lavaggio del cervello agli italiani.

Questa affermazione è insieme complottista e provinciale, perché dimostra una beata ignoranza dei meccanismi mondiali;[1] e costituisce un’inconscia autoassoluzione, una voluta riduzione del problema ai soli elettori di Silvio Berlusconi, mentre in realtà riguarda chiunque sia solito accendere il televisore in casa. E non solo.

Questi meccanismi erano già chiari a Guy Debord quarant’anni fa. Al punto 43, il suo testo difficile ma prezioso, La società dello spettacolo [2], recita:

“Mentre nella fase primitiva dell’accumulazione capitalistica “l’economia politica non vede nel proletario che l’operaio”, ovvero colui che deve ricevere il minimo indispensabile per la conservazione della propria forza-lavoro, senza mai considerarlo “nei suoi svaghi e nella sua umanità”, questa posizione delle idee della classe dominante si inverte nel momento in cui il grado d’abbondanza raggiunto nella produzione delle merci esige un surplus di collaborazione da parte dell’operaio. Questo operaio subito lavato dal disprezzo totale che gli è chiaramente manifestato attraverso tutte le modalità di organizzazione e di sorveglianza della produzione, si ritrova ogni giorno al di fuori di essa, apparentemente trattato come una grande persona, con una premurosa cortesia, sotto il travestimento del consumatore. Allora l’umanesimo della merce prende in carico “gli svaghi e l’umanità” del lavoratore, semplicemente perché l’economia politica può e deve ora dominare queste sfere in quanto economia politica. Così “il rinnegamento compiuto dell’uomo” ha saturato la totalità dell’esistenza umana.”

La macchina che trasforma l’operaio in consumatore,[3] che – al di fuori del “disprezzo totale” che gli fa subire dentro il call center – lo tratta “con una premurosa cortesia”, che lo coccola e solletica le sue fantasie senza mai soddisfarle, che lo infantilizza, crea un nuovo modello umano, che Debord chiamava la “Vedette” e che Tiqqun chiama la “Jeune-Fille“:[4] termini entrambi al femminile, ma che indicano indifferentemente maschi e femmine.

Chi sia la Vedette/Jeune Fille, emerge chiaramente da un confronto tra le gambe di Barbara Montereale – tecnicamente perfette, in grado di competere con quelle di Lara Croft – e il viso, di una piattezza desolante.

Come scrive Tiqqun, “La Jeune-Fille assomiglia alla sua foto“.

La Jeune-Fille parrebbe, quindi, una pura merce, priva di ogni vita propria:

“Poiché la sua apparenza ne esaurisce interamente l’essenza e la sua rappresentazione la realtà, la Jeune-Fille è l’interamente dicibile; e anche il perfettamente predicibile e l’assolutamente neutralizzato”.

Forse, con il suo istinto così spesso vincente, Silvio Berlusconi contava su questo fatto. Senza capire che questa nullità ha dietro di sé tutta la potenza della storia.

Silvio Berlusconi ha cavalcato un’esigenza storica, certamente non inventata da lui. Senza rendersi bene conto che si trattava di una tigre e non di un cavallo; o se preferite, di un indistinto ammasso di vedette personalizzate con gli abiti tigrati di Roberto Cavalli.

Il riferimento non è casuale, per due motivi. Primo, perché abbiamo in questo periodo un contenzioso con Roberto Cavalli, e ci divertiamo quindi a parlarne spesso.

Ma più seriamente, perché Roberto Cavalli, alcuni anni fa, ha ridisegnato il costume delle famose conigliette di Playboy. Le conigliette, ricordiamo, sono le donne immagine di una donna manager – Christie Hefner – che vende pura immagine, cioè il brand che viene messo su prodotti fatti e venduti da altri in oltre 100 paesi, con un fatturato annuo di oltre 600 milioni di dollari.

Pur rispettando l’inconfondibile trademark delle Playboy Bunnies – lo smoking abbreviato – Cavalli lo ha aggiornato con toni sado-maso. Uno schizzo del celebre stilista tanto amato dagli americani ritrae la nuova coniglietta con gli occhi fortemente truccati, un caschetto di capelli biondi lisci, una sigaretta che le pende ai lati della bocca, collare scintillante e delle pesanti fasciature in pelle ai polsi.

Una felina aggressiva ed irriverente da ciberspazio, insomma, più che la dolce coniglietta dall’aria casalinga di un tempo.”

Roberto Cavalli con coniglietta di Playboy Da notare il crocifisso enorme che Roberto Cavalli ostenta: nello spettacolo generale, il ruolo dell’immagine-Chiesa è di dare un tono lievemente ridicolo di proibizione, che permette all’erotizzazione generale di presentarsi ancora come trasgressione.

Note:

[1] Che poi sono meccanismi brutalmente economici. Romano Prodi, allora premier, si rallegrò pubblicamente  nel 2007 per l’acquisto dell’azienda olandese Endemol, la macchina produttrice del formato del Grande Fratello, da parte di un consorzio formato da Mediaset, da Goldman Sachs e dall´imprenditore olandese John De Mol. Il ministro delle comunicazioni dell’allora governo di centrosinistra, l’ex-militante di Lotta Continua Paolo Gentiloni (della famiglia dei conti Gentiloni -Silveri, ma non è colpa sua), ebbe a dichiarare «L´operazione è un successo e una spinta alla diversificazione che dobbiamo incoraggiare».

[2] La società dello spettacolo, Massari Editore, 2002.

[3] Per “operaio” ovviamente non dobbiamo intendere semplicemente il lavoratore di fabbrica, figura oggi secondaria.

[4] Tiqqun, Elementi per una teoria della Jeune-Fille, Bollati Boringhieri, 2003.

Print Friendly
This entry was posted in Italia, società dello spettacolo and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

38 Responses to Silvio Berlusconi e la Jeune-Fille (III)

  1. controlL says:

    Commento musicale affidato a una splendida anna oxa in un programma di rete 4 d’emilio fede. Anno della canzone 1984. C’era ancora su persino il muro di berlino, e a sanremo già si cantavano queste “canzonette”:

    http://www.youtube.com/watch?v=jizzpoSCt0s

    p

  2. utente anonimo says:

    – la poligamia è contemporaneamente inaccettabile per il cristianesimo e il femminismo —

    Da ciò consegue che il femminismo è necessariamente anti-islamico.

    Ma di quale femminismo stiamo parlando?

    Rock & Troll

  3. kelebek says:

    Per Rock & Troll n. 2

    Hai un’eccellente capacità nel notare i punti deboli dei miei ragionamenti.

    Qui “femminismo” è un’abbreviazione stenografica, non particolarmente corretta, per indicare genericamente l’idea secondo cui la parità tra i sessi non sarebbe conciliabile con un harem gestito da un unico maschio.

    Intendo dire che questa idea, che potremmo chiamare più genericamente “progressista”, abbinata all’idea “conservatrice” dei valori cattolici, metterebbe un apologeta pubblico della poligamia in una situazione di grave minoranza, cosa che Berlusconi non può permettersi.

    Ecco che può ammiccare, ma non può rivendicare.

    Miguel Martinez

  4. fm_dacenter says:

    ma Berlusconi non rivendica un harem

    lui ha una moglie (alla volta) e la mette al primo posto (le da più soldi), pensa ai figli, vuole solo la “libertà” di trastullarsi con giovani e disponibilissime fanciulle

    un atteggiamento “quasi” cattolico, visto che la perfezione non è di questo mondo.

    poco islamico perchè le altre donne sono meno di concubine, altro che mogli 2-3-4!

    sul progressismo è meno facile, però se si tratta di “liberi accordi tra adulti” non sarebbe “reazionario” fare delle obiezioni?

    Francesco

  5. Peucezio says:

    Beh, non vedo in cosa possa conciliarsi il femminismo con l’Islam, se non per il fatto che i maomettani, non avendo un clero organizzato e gerarchico e una chiesa ufficiale, né un sistema dogmatico o un’interpretazione univoca del Corano (un po’ come i protestanti o gli ebrei dopo la distruzione del tempio), possono seguire questa o quella scuola e vi possono essere le dottrine più disparate e in contraddizione fra loro, dando luogo, insieme alle interpretazioni più comuni e diffuse, alle concezioni più minoritarie ed eccentriche.

    A parte questo faccio un’obiezione a Miguel, la cui descrizione delle cose mi pare come sempre birllante e non banale e a tratti condivisibile.

    Il mercato, la logica capitalista e consumista, l’immagine, la “Jeune fille” sono tutti fenomeni occidentali (e sempre più mondiali) attinenti appunto al mondo capitalista stesso.

    Berlusconi tuttavia è un fenomeno, diciamo pure un’anomalia (dal mio punto di vista positiva, oggettivamente anomalia) tutta italiana.

    Io direi infatti che, più che essere espressione dei canoni del mondo dell’immagine contemporaneo è espressione di un certo tipo maschile italiano classico, con tutto ciò che si porta dietro in termini di istrionico, accattivante, provinciale (anche questo, detto da me è un complimento) ecc., il tutto riverniciato alla moderna, secondo i canoni imposti dal consumismo della società postindustriale.

    Mentre nel mondo capitalista tipico c’è l’ossessione della rispettabilità, il moralismo vittoriano, che servono a coprire l’anarchia morale più totale e la sostanziale tolleranza, anzi, incoraggiamento allo spontaneismo, al sesso libero in quanto liberamente consumabile e vendibile ecc., Berlusconi si porta le ragazze in Sardegna, fa cucù ai premier esteri, dice che Omaba è “abbronzato”, insomma, se ne strafrega, fa l’italiano provinciale, “scostumato” e simpatico (in senso deleterio per i suoi detrattori, che detestano queste forme di piacioneria un po’ cialtrona, e positivo per altri, che in fondo vi si riconoscono).

    Il mondo che circonda Berlusconi e di cui egli si circonda è più o meno quello dei milanesi goderecci anni ’80, magistralmene interpretato da Guido Nicheli, buonanima, quell’attore lombardo coi baffi biondi, col solito codazzo di modelle, con le solite ville in Sardegna, a Cortina ecc.

    Ma questo è un modello impossibile senza il reaganismo e il conumismo anni ’80. Ma impossibile anche senza il retrotrerra sociale e antropologico dell’Italietta che ha espresso la commedia all’italiana prima e la commediola un po’ trash anni ’80 dopo, tutti fenomeni impensabili altrove, così come impensabili sono i tipi sociali che l’hanno ispirata.

    Che ne pensate?

    Ciao, Miguel. Sono contento che ultimamente scrivi di più (anche perché immagino voglia dre che hai più tempo libero, che ti rilassi di più).

  6. ALBERTOag says:

    Detta come si diceva una volta “Tira più un pelo di figa che un carro di buoi” .

    Per un pelo di figa infatti Berlusconi è più in crisi che per la guerra in Afghanistan e in Iraq.

  7. RitvanShehi says:

    Da:

    http://www.loccidentale.it/articolo/pa-tri-zia%2C+pa-tri-zia.0073853

    sotto il titolo “Marx, Lenin, Mao e…Patrizia”

    “…Basta leggere il racconto di una giornata di vittoria barese per ritrovare quel che resta della identità della sinistra italiana: “C’è ritmo, c’è fantasia nel corteo che conduce Michele Emiliano sindaco e capopopolo, verso la piazza della Prefettura dove si celebra la vittoria. Piuttosto straripante e quindi anche piuttosto eccitante. “E’ un gigantesco atto di amore collettivo, ogni altra spiegazione risulta banale e inadeguata”. Dice il sindaco trionfante, mentre il popolo festante ha un solo grido che gli viene dal cuore: “Pa-tri-zia, Pa-tri-zia”….

    E sotto, un anonimo lettore commenta: “”Avanti Popolo, alla riscossa! Mutanda Rossa trionferà!”:-):-)

  8. utente anonimo says:

    @ Rock & Troll + Martinez:

    Dipende: l’ islam è sorto come “regolamentazione” del velo, del patriarcato e della poligamia, non come “invenzione” degli stessi.

    Si tratta di vedere se, per gli islamici, tale regolamentazione è scritta nella pietra o se si può adattare i tempi.

    XXX

  9. utente anonimo says:

    @ Rock & Troll + Martinez:

    Dipende, l’ islam è sorto come “regolamentazione” del patriarcato, del velo e della poligamia, non (!) come “invenzione” degli stessi.

    Si tratta di vedere se, per gli islamici di oggi, detta regolamentazione è scritta nella pietra o se invece si può adattare ai tempi.

    XXX

  10. utente anonimo says:

    @ Rock & Troll + Martinez:

    l’ islam è sorto come “regolamentazione” del patriarcato, del velo e della poligamia, non (!) come “invenzione” degli stessi.

    Si tratta di vedere se, per la maggior parte degli islamici di oggi, detta regolamentazione è scritta nella pietra o se invece si può adattare ai tempi.

    XXX

  11. utente anonimo says:

    scusate, sto avendo problemi di visualizzazione nei commenti

    XXX

  12. utente anonimo says:

    Viva Abd-el-Krim!

    Abd-el-Krim

  13. paniscus says:

    ma Berlusconi non rivendica un harem

    lui ha una moglie (alla volta) e la mette al primo posto (le da più soldi), pensa ai figli, vuole solo la “libertà” di trastullarsi con giovani e disponibilissime fanciulle

    Che è esattamente la definizione corrente e diffusa di “harem”, più o meno…

  14. utente anonimo says:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Harem

    He, he … Se l’ islam fosse davvero quella religione spensierata e godereccia de “Le Mille e Una Notte”, Berlusca (e di certo non solo lui) sarebbe già islamico fin dalla prima polluzione notturna preadolescenziale, con tanti saluti al parroco.

    XXX

  15. Peucezio says:

    Paniscus, allora la società occidentale è poligama da molti secoli (e forse tutte le società in tutte le epoche lo sono state).

  16. utente anonimo says:

    A proposito di jeune-filles, guardate di che cos’ ha veramente (!) paura Berlusconi, il video è stato censurato (!) su facebook , e te credo: Papi Silvio credeva, con gli anime, di rincoglionire le allora future generazioni, ma invece _poiché nella sua “intelligenza istintiva” ha sottovalutato la profondità universalistica della cultura nipponica_ ha ottenuto l’ effetto opposto:

    http://www.youtube.com/watch?v=YiMTXfWr3jc

    quello in questione andava in onda su tv pseudolocali, di quelle che cambiano nome e logo da regione a regione ma sono sempre le stesse, e di cui lui è sempre stato principale azionario.

    XXX

  17. utente anonimo says:

    Scusate, questo è integrale, l’ altro è interrotto da spari per sottolinearne la censura … meglio questo.

    http://www.youtube.com/watch?v=xsx_2Oc2GUA

    XXX

  18. utente anonimo says:

    x MM

    un tempo, ogni volta che sparavano ai nostri soldati in Afganistan era un coro di progressisti, mammine e prefiche “andiamocene subito”

    adesso passa tutto in cavalleria

    come abbiamo fatto?

    Francesco

  19. paniscus says:

    peucezio, n. 15:

    guarda che per la precisione non mi riferivo all’harem in senso strettamente matrimoniale/sessuale, che sarebbe semplicistico. Mi riferisco all’harem anche come struttura sociale, di potere e di valore simbolico. Che cosa erano, di fatto, i grandi harem dei sovrani orientali negli esempi più noti, come quello del sultano di Turchia?

    La vulgata farebbe pensare che fossero luoghi di erotismo sfrenato, con migliaia e migliaia di concubine fascinose dedicate 24 ore su 24 a sollazzare gli appetiti insaziabili di un solo uomo… ma non era mica così. Nei grandi harem è vero che c’era poligamia, ma le favorite ufficiali erano pochissime, quelle occasionali qualcuna di più… ma la stragrande maggioranza delle donne presenti non stavano lì come potenziali concubine, non era proprio previsto.

    Per la maggior parte erano lavoratrici, ancelle, governanti, servitrici di vario genere, dai livelli più bassi (quello di chi faceva le pulizie più grossolane) a quelli più nobili (le dame di compagnia di livello alto, le artiste, musiciste e ballerine, le artigiane raffinate che producevano capolavori di abbigliamento e gioielli)…

    …passando attraverso tutta la folla di sarte, estetiste, parrucchiere, massaggiatrici, truccatrici, erboriste, infermiere, guardarobiere e quant’altro, che doveva essere necessaria per mantenere tutta quella baracca, in una cultura che dava un’enorme importanza alla cura del corpo.

    Ecco, a me le descrizioni delle prodezze berlusconiane a villa Certosa fanno pensare proprio a un’aspirazione del genere: harem nel senso di corte personale, con la soddisfazione narcisistica di avere centinaia e centinaia di ragazzotte (apparentemente) dedicate tutte a lui, che lo divertono, lo coccolano, pendono dalle sue barzellette, gli cantano la canzoncina in coro.

    Poi, se ogni tanto a qualcuna di queste, capita anche di poterle mettere le mani addosso, ok, ma è uno spinoff secondario…

    Lisa

  20. Peucezio says:

    Lisa, il paragone direi che è decisamente pertinente.

    Penso comunque che sia una caratteristica di tutte le persone oltre un certo livello economico e di prestigio sociale, escluse quelle, soprattutto della vecchia generazione, legate a una certa austerità borghese d’altri tempi.

    E’ che tu, citando Francesco, parlavi di «”libertà” di trastullarsi con giovani e disponibilissime fanciulle». Questa penso che in ogni epoca sia stata una prerogativa di tutti gli uomini che potevano permettersela, o per doti fisiche ed estetiche o per censo.

  21. fm_dacenter says:

    Io per harem pensavo ad un certo (limitato) numero di “compagne” aventi tutte gli stessi diritti (fondamentalmente), all’incirca equivalenti a quelli di una nostra moglie.

    Una specie di incubo.

    Francesco

  22. fm_dacenter says:

    http://www.guardian.co.uk/world/2009/jun/23/silvio-berlusconi-escort-girls-scandal

    pezzo stupendo, spiega benissimo perchè gli italiani fanno bene a disinteressarsi della stampa estera e votare per Berlusconi (attenzione, è in inglese)

    saluti

    Francesco

  23. utente anonimo says:

    Viva Mullah Muhammad Umar!

    un talebano

  24. PinoMamet says:

    In realtà trovo che l’articolo dica molte cose condivisibili, condite dai soliti luoghi comuni da Grand Tour settecentesco della stampa britannica.

    Si divertono così.

    Certo gli italiani, che quando parlano di arabi tirano inevitabilmente fuori i beduini, i cammelli e le Mille e una notte, non sono molto meglio.

    Ma almeno non danno lezioni di giornalismo.

    Ciao!

  25. utente anonimo says:

    grazie francesco, in realtà secondo me l’articolo è molto bello e praticamente del tutto condivisibile, soprattutto quando dice che l’opposizione è assente nel Paese prima che in Parlamento

    è vero quello che dice

    poi il punto dell’articolo è centrato, e il commento di francesco è una conferma superflua: nessuno in Italia vuole davvero che Berlusconi se ne vada, neanche Repubblica (quando mai Repubblica potrà avere ancora questo ruolo e questa fama planetaria, con le lenzuolate di Scalfari e le frasi di 3 parole di Diamanti?)

    Pino, sul Gran Tour bisogna dare atto a Parks che si è fatto un anno di trasferte con gli ultras del Verona e ne ha tirato fuori un libro molto, molto bello (l’unico libro sul tema che lo batte, secondo me, è Furiosi di Balestrini)

    anche le sue descrizioni del profondo nord sono belle e incisive, vagamente kelebekiane, si licet

    renna

  26. fm_dacenter says:

    concordo con Pino

    peraltro l’articolo è pieno di inesattezze e di omissioni

    Repubblica provava a governarre l’Italia anche prima di Berlusconi, non credo lo amino per quanto gli faccia vendere copie

    io vorrei che Berlusconi se ne andasse e che venisse sostituito da qualcuno più vicino ai miei ideali, così come vorrei che vendesse il Milan a qualcuno più vicino ai miei desideri di tifoso …

    Francesco

  27. Peucezio says:

    Forse in Italia no, ma all’estero lo vorrebbero in molti. Almeno a ovest di certi meridiani.

  28. utente anonimo says:

    Francesco,

    – io vorrei che Berlusconi se ne andasse e che venisse sostituito da qualcuno più vicino ai miei ideali —

    Oh, vedi che ogni tanto siamo d’accordo ;-)

    Z.

  29. RitvanShehi says:

    >io vorrei che Berlusconi se ne andasse e che venisse sostituito da qualcuno più vicino ai miei ideali….

    Francesco< Un nome a caso:-)….Formigoni?

  30. fm_dacenter says:

    in effetti, nonostante trascorsi giovanili a sinistra, di tutti i politici italiani è quello che più mi ispira fiducia …

    ciao

    Francesco

    PS volevo solo dire che c’è qualcuno non ossessionato da Berlusconi

  31. utente anonimo says:

    Oh, se è per questo ci sono più di due elettori su tre che lo votano :-)

    Z.

  32. fm_dacenter says:

    no Z

    intendevo dire che non ne sono ossessionato, mentre pare che una larga fetta di quelli che non lo votano, comunque, se lo sognano di notte

    anche più larga di quelli che lo votano

    ciao

    Francesco

  33. utente anonimo says:

    Francesco,

    – mentre pare che una larga fetta di quelli che non lo votano, comunque, se lo sognano di notte —

    Questo è sicuramente vero: le sue televisioni lo ripetono ossessivamente :-)

    Z.

  34. roseau says:

    Che ne dite di questo volto?

    Somiglierà abbastanza alla sua fotografia????

  35. utente anonimo says:

    Per motivi personali, essenzialmente lavorativi, ho avuto a che fare con elettori convinti di Berlusconi, non ci crederete ma mi hanno detto che

    preferiscono votare un imprenditore che entra in politica per non andare in galera, rispetto a votare dei funzionari che entrano in politica per non andare a lavorare !

    Carlo

  36. utente anonimo says:

    …e tanto per andare sul sicuro, hanno deciso di votarli entrambi? :-)

    Z.

  37. utente anonimo says:

    Sono perfettamente d’accordo sul fatto che Berlusca manifesta sinceramente lo Spettacolo ma vorrei, in merito segnalare che ciò non eslude affatto ” il lavaggio del cervello agli italiani.” Ci sono diversi casi interessanti come la vecchia che dopo l’ictus riconosce solo Silvio, sintomo di una presenza in un’area celebrale diversa…

    ika

  38. utente anonimo says:

    ANCORA NON CREDI CHE “IL POTERE RENDE SOLI ” ?

    RE SHAULOS II

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>