Il Club Roberto Cavalli, le macchie di leopardo su Firenze (ii)

Roberto Cavalli, e/o il suo genero Joseph Danilo Jacoviello, nonché il loro creativo architetto Italo Rota, hanno presentato al comune di Firenze il progetto di ciò che pudicamente chiamano un “dehors“: immaginatevi un incrocio tra il lavoro in acciaio della Torre Eiffel e i viali che conducevano alle tombe dei faraoni a Luxor, però con enormi poltrone in stile animalier.

Lo scopo non era quello di accomodare i clienti, che non sono molti, ma di lasciare una zampata-immagine leopardata sulla città di Firenze.

Il dehors - che i residenti non francofoni chiamano il Catafalco - doveva occupare per tutto l’anno l’unico spiazzo rimasto libero in Piazza del Carmine, che per il resto è un immenso parcheggio con sottili marciapiedi e costellato di altri locali con i loro più modesti “dehors” che vengono smontati d’inverno.

Lo spiazzo si trova davanti all’uscita della scuola dell’infanzia Fioretta Mazzei, e vista la scarsità di spazi nel quartiere, è il luogo dove i bambini sono soliti giocare, al riparo dal traffico.

Ci sono state quindi, una serie di riunioni tra i responsabili del Comune e i rappresentanti dei genitori, in cui il comune si è prodigato in parole sul rispetto dei loro diritti.

Così un mercoledì, i rappresentanti dei genitori tornano a casa piuttosto soddisfatti. Il fine settimana seguente, gli uomini di Cavalli iniziano a montare il Catafalco, ancora più esteso e massiccio di quanto fosse stato dichiarato nel piano presentato al Comune. I genitori chiamano i vigili, e scoprono così che il Club Roberto Cavalli, a poche ore dall’ultima rassicurante pacca sulla spalla degli assessori, aveva ricevuto tutte le autorizzazioni.

Almeno quelle del Comune, visto che Cavalli o Jacoviello non avevano avuto la cortesia di chiedere il permesso alla Soprintendenza, che pure qualcosa c’entrerebbe, visto che il Catafalco si trova proprio accanto alla Basilica di Santa Maria del Carmine, uno dei principali monumenti di Firenze. Anzi, ne ostruisce pure una delle uscite laterali.

D’altronde, i dettagli burocratici non interessano molto al Club Roberto Cavalli, visto che qualche mese prima, i NAS dei Carabinieri vi avevano fatto un’irruzione alle 2.15 di notte, scoprendo che quello che si presentava come un ristorante veniva usato, senza alcuna autorizzazione, anche come discoteca.

Il Catafalco non solo impedisce i giochi dei bambini, ma oscura anche le finestre dell’asilo; e lo stretto passaggio rimasto libero tra la scuola e il Catafalco viene usato di giorno come deposito, non particolarmente igienico (ma di questo me ne importa poco) per le bevande che saranno consumate la notte dagli avventori. Il panorama dall’interno della scuola è infatti questo:

bottiglie-roberto-cavalli

Vi segnalo l’apertura di due blog sull’argomento, uno in italiano e uno in inglese, invitandovi calorosamente a fare un link:

Lo so che tutto questo è una piccola vicenda e anche molto locale.

Però è un episodio sintomatico, perché fatti analoghi stanno succedendo in tutta la città, e se ci pensiamo bene, in tutto il mondo.

Per i media, la democrazia significa la libertà di scegliere tra i candidati che altri ti presentano, e per cui altri scrivono i programmi.

Per Costanzo Preve, e più modestamente anche per me, democrazia dovrebbe avere il significato che aveva in origine: il potere del popolo. Frase abusata, ma pensata al concetto. Un potere che bilancia, e se necessario contrasta, l’altro potere, che è dato dal possesso di mezzi economici – democrazia capitalista è quindi un ossimoro.

Qui abbiamo la prepotenza di pochi, ma dotati di mezzi per noi inimmaginabili, contro i diritti di molti: dei bambini e genitori, dei residenti, persino quelli dei turisti che magari preferirebbero vedere la Chiesa del Carmine senza il Catafalco accanto.

I genitori, i loro bambini e i residenti faranno un presidio il 17 giugno, dalle ore 19 in piazza del Carmine a Firenze.

La manifestazione ha un titolo assai elegante:

Ma non si uccidono così anche le piazze?

e nel volantino che la annuncia, troviamo questo meraviglioso disegno:

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40 Responses to Il Club Roberto Cavalli, le macchie di leopardo su Firenze (ii)

  1. fm_dacenter says:

    Mica ti ha ispirato l’alata teoria politica del buon Colonnello in visita al Senato?

    Come scrivete tu e Preve, se deve esserci dialettica tra “potere del popolo” e “potere dei potenti”, qualcosa faranno pure questi ultimi. Poi siamo nella rossa Toscana, faro dell’umanità e della legalità. di certo la sovrintendenza laica, progressista e democratica interverrà immantinente per por fine allo scempio che descrivi!

    Ciao

    Francesco

  2. kelebek says:

    Per Francesco

    Il comune laico ecc. ha dato i permessi.

    La sovrintendenza, di cui ignoro le tendenze politiche, ha gentilmente suggerito di rivolgersi – i genitori, mica la sovrintendenza – alla magistratura.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    — democrazia dovrebbe avere il significato che aveva in origine: il potere del popolo. Un potere che bilancia, e se necessario contrasta, l’altro potere, che è dato dal possesso di mezzi economici – democrazia capitalista è quindi un ossimoro.—

    democrazia è un metodo di gestione della comunità che ha come obiettivo il mantenimento della pace attraverso l’espressione e l’accordo tra vari interessi (reali, creati,opportuni, farlocchi…) nelle istituzioni attraverso alcuni tecnicismi politici(a cominciare dalle camere rappresentative e la separzione dei poteri) .

    il potere al popolo non c’entra nulla!

    (Preve , la “volontà collettiva” non se la riesce proprio a togliere dalla testa!!)

    il capitalismo è un sistema di organizzazione socio-economica e non politico.

    Semmai si può dire, con le opportune differenze tra economia e politica, che l’equivalente della democrazia, nel capitalismo è il Mercato (il soldo invece del voto) .

    Capitalismo e democrazia sono aree diverse.

    Come tutte le attività umane , oltre le teorizzazioni su carta, finiscono per toccarsi ed influenzarsi infatti sono nate e sviluppate, in vari ambienti(prima fasci e poi liberali) , le teorie sui rapporti tra elite , le critiche marxiane sull’influenza dei capitali nel governo e quelle anarchiche sulle creazioni di burocrazie statali.

    ed ora dovrei partire con l’elogio della “democrazia sociale” (edella sua forma più evoluta: la socialdemocrazia europea) come metodo pragmatico di contenimento dei vari poteri forti e parassitari

    ma sorvolo :-)

    ciao

    socialista eretico

    p.s.

    siete fortunati che Cavalli non vi ha già buttato in faccia la retorica del “creare posto di lavori”

  4. utente anonimo says:

    fossi la maestra direi ai bambini di pisciare su quella cassa di bibita

    roberto (in versione per nulla democratica)

  5. ALBERTOag says:

    Bello il disegno del volantino,anche se forse era più appropriato questo…

    http://amadeo.blog.com/repository/192540/2521070.jpg

    …anche se mancano i Cavalli

  6. controlL says:

    Veramente “potere del popolo” è l’esatta traduzione di “democrazia”. Capisco voler essere eretici, ma voler d’autorità cambiare il significato a parole ultramillenarie mi pare eresia eccessiva. La struttura, passando ad altre piacevolezze, fa schifo proprio. Firenze invece è bellissima per universal consentimento. E qui sta il punto “estetico”. Perché una città che deve al capitalismo tanto del suo splendore estetico, dal capitalismo viene oggi sfregiata? Cos’è successo al senso estetico di questo modo di produzione dai medici ai cavalli? Per quel che vale, spero che gli assessori competenti resipiscano in nome del passato capitalistico di questa città.p

  7. utente anonimo says:

    Miguel,

    essendo in Italia tutto proibito, che i genitori si rivolgano a uno dei partitini verdi (magari qualcuno che odia gli abiti di pelliccia), che ci metta i suoi di avvocati. Oppure a Di Pietro, sempre a caccia di pubblicità e legalità.

    Non vorrai farmi credere che sia possibile costruire qualcosa legalmente in Italia?

    Ciao

    Francesco

  8. utente anonimo says:

    – ed ora dovrei partire con l’elogio della “democrazia sociale” (edella sua forma più evoluta: la socialdemocrazia europea) —

    La socialdemocrazia europea? Quella i cui partiti hanno entusiasticamente salutato l’avvento della I Guerra Mondiale?

    Rock & Troll

  9. utente anonimo says:

    francesco,

    sarà anche vero che è impossibile costruire in italia, ma costruire qualcosa che oscura le finestre di una scuola dovrebbe essere veramente impossibile!

    roberto

  10. utente anonimo says:

    p,

    l’argomento del “senso estetico” mi pare piuttosto logoro, primo perché il senso estetico è soggettivo (posso bestemmiare? il dehors di ferro e vetro lo trovo bello!), secondo perché se ci si basasse sul senso estetico non avremmo la tour eiffel, nè la piramide del louvre.

    piuttosto, saggiamente miguel fa leva su un altro argomento che è quello dell’uso della piazza.

    da luogo pubblico per eccellenza a luogo okkupato dal tizio leopardato e dai suoi amichetti. una bella schifezza

    roberto

  11. utente anonimo says:

    rock & Roll,

    no quella i cui partiti erano chiaramente a favore del ratto delle sabine

    roberto

  12. utente anonimo says:

    Ciao Miguel, ho cercato di estendere l’invito alla manifestazione tra i miei contatti di posta, spero che ci sia un bel gruzzoletto di persone. Il locale in quella posizione è ridicolo: la notte di Pasqua passavo da piazza del Carmine passeggiando, e vedendo quella cosa rosso ciliegia ho pensato che fosse un installazione esterna della Chiesa per la messa di mezzanotte. Poi avvicinandoci per curiosare abbiamo notato i buttafuori che ci guardavano con ostilità.. che pacchianata! A prescindere dalla questione oggettiva riguardo la scuola o il deturpamento della piazza, personalmente non ne posso più di questa invasione di american bar pottini e pieni di cocainomani. Sarà che ti viene il voltastomaco a lavorare la sera in un posto come le Pavoniere…

    Franci

  13. kelebek says:

    Per Franci n. 12

    Grazie!

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Martinez, basta parlare di Firenze chè mi sto annoiando!

    U sicilianu

  15. marijam says:

    (posso bestemmiare? il dehors di ferro e vetro lo trovo bello!), roberto

    l’ho visto dal vero, è brutto in tutti i sensi: colore, materiale, forma, non c’entra nulla con il contesto architettonico e inoltre toglie spazio ai bambini; quella specie di piazzetta è così bella vuota…

  16. utente anonimo says:

    pero’ maria ribadisco, non mi pare che sia una questione di bello/brutto ma di occupazione degli spazi altrui

    roberto

  17. controlL says:

    Una società si giudica anche dalla sua estetica. Bastava vedere l’arte sovietica post rivoluzionaria per capire che qualcosa non andava nel verso giusto, per esempio.p

  18. marijam says:

    roberto,

    hai ragione, però se il manufatto è anche brutto, peggio che mai:-)

    La bellezza è importante nella vita delle persone e delle città.

    Sapessi la differenza che c’è tra quella piazzetta vuota e quella piazzetta piena…..e non solo per i bambini, anche per chi passa, sia pure per un attimo.

    A volte il bello si trova nel colore di una facciata, in un tabernacolo scrostato, in un luogo miracolosamente vuoto, appunto:-)))

    maria

  19. utente anonimo says:

    roberto,

    – se ci si basasse sul senso estetico non avremmo la tour eiffel, nè la piramide del louvre —

    E’ un po’ come opporsi all’aborto terapeutico motivando che avremmo ucciso Beethoven :-)

    Z.

  20. utente anonimo says:

    che non è proprio un pessimo argomento, non fosse che avremmo potuto uccidere Adolf Hitler o Paolo Mieli …

    Francesco

  21. fm_dacenter says:

    Miguel

    vero che questo è il tuo blog ma gli statunitensi hanno eletto un mulatto, gli italiani il Berluska, i libanesi uno molto cattivo, gli iraniani uno che l’Occidente non voleva e tu rimani fissato con sta piazzetta di Firenze?

    devo proprio leggermi il libro di Marx (l’arcivescovo) che ho comprato?

    ciao

    Francesco

  22. utente anonimo says:

    Più che altro, a sto giro, gli Italiani hanno eletto il Bossi e il Di Pietro…

    Z.

  23. fm_dacenter says:

    per rimediare a questi piccoli inconvenienti del comportamento del popolo italiano ci sarebbero i tre referenda del prossimo fine settimana.

    ma che Miguel ignori la similitudine tra il voto italiano e quello iraniano, col popolo che vota pervicacemente in modo sbagliato mi sembra grave!

    ;)

    Ciao

    Francesco

  24. utente anonimo says:

    Mah,

    il referendum contro la preferenza imposta sarebbe anche da votare, ma ormai nessuno va più a votare ai referendum. L’ultimo a raggiungere il quorum si è tenuto nel ’95. Le quattro tornate successive sono andate miseramente in vacca.

    Ormai servono solo come grancassa di propaganda – a spese del contribuente – per chi raccoglie le firme…

    Z.

    PS: approposito, Di Pietro che farà? Prima appoggiava la raccolta di firme, poi quando Berlusconi ha detto che avrebbe votato sì lui ha annunciato che avrebbe sabotato il voto per contrastare Berlusconi… e ora che Berlusconi dice che bisogna sabotare il voto? :D

  25. utente anonimo says:

    Ah Francè,

    non credo che per Miguel Bossi, Di Pietro, Franceschini o Berlusconi facciano molta differenza.

    E probabilmente nemmeno Ahmadinejad e il suo oppositore. Quanto meno, Obama ha detto che i due competitori sono simili, e che Ahmy o non Ahmy non cambierà né la politica dell’Iran, né la politica degli Stati Uniti verso l’Iran…

    Z.

  26. fm_dacenter says:

    beh, allora non capisco di cosa si occupi, il nostro Miguel.

    immaginario occidentale, giusto?

    e tra il nero alla casa bianca, il nano a palazzo chigi, il diavolo in libano e l’asceta a teheran … o adesso non si muove per meno di angeli e demoni?

    e di produttori di immaginario come Bossi e Di Pietro non ce ne sono, come le sparano loro nessuno mai!

    ciao

    Francesco

  27. irSardina says:

    “Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Firenze rinascerà più bella e più superba che pria…”

    Sardina :-)

  28. PinoMamet says:

    “il popolo, quando sente le parole difficili, si affeziona…”

    :-)

  29. PinoMamet says:

    Ora che ci penso:

    l’incafonimento del gusto dei potenti pone un serio problema estetico.

    Questi, se li lasciate fare, vi faran trovare Firenze leopardata;

    sarò vecchio stile, ma preferivo i gigli.

    Ciao!

  30. irSardina says:

    “il popolo, quando sente le parole difficili, si affeziona…”

    Pino questa sarebbe dovuta essere la mia battuta, tu avresti dovuto dire: “BRAVA!” Rispetta il copione! :-)

    Quanto all’incafonimento del gusto dei potenti penso che sia un problema di tutte le epoche. Il fatto che uno sappia disegnare vestitini non significa che abbia buon gusto.

    Mi viene in mente quando visitai il Vittoriale a Gardone Riviera con un mio amico: si sentivano le nostre risate riecheggiare sul pelo dell’acqua del lago e formavano cerchi concentrici che arrivavano sulla sponda opposta, verso Torri del Benaco! :-)

    Nessuno fermò il Principe di Montenevoso e ora per vedere si paga il biglietto…

    Ma Cavalli non farebbe meglio a darsi all’ippica? (Oddèus l’ho detto…)

    Sardina

  31. Peucezio says:

    > se ci si basasse sul senso >estetico non avremmo la tour >eiffel, nè la piramide del louvre.

    Capirai che perdita…

    Scherzi a parte, la Torre Eiffel può piacere o non piacere ma il suo valore è stato ormai consacrato dalla storia. La piramide del Louvre è uno sfregio a un bellissimo palazzo e l’unica soluzione decente per essa sarebbe il piccone.

    Il fatto è che le cose sono belle nel loro contesto e l’armonia, la coerenza col contesto non è affatto soggettiva. Attorno alla Torre Eiffel non c’è un cavolo, ma in una piazza storica fiorentina quel mostro di vetro e metallo fa schifo. Lo piazzino in qualche quartiere ultramoderno e starà benissimo.

  32. utente anonimo says:

    pucezio,

    a parte che la piramide del louvre è bellissima, ti ricordo le polemiche furiose al tempo della costruzione della tour eiffel.

    adesso, tu dici, è la storia che le da la bellezza, ma ti ricordo nel 1887 “la Protestation des artistes contre la Tour de M. Eiffel”:

    300 artisti che protestano “au nom du goût français méconnu” e “de l’art et de l’histoire française menacées” contro “l’inutile et monstrueuse tour de Babele”.

    riducendo la questione cavalli al gusto, mi viene da pensare che

    deve esserci un momento in cui le città si cristallizzano e qualsiasi aggiunta non è degna dell’*A*rte, della *S*toria e della *T*radizione…

    cavalli non fa (solo) schifo, sarebbe un problema assolutamente minore (magrai tra cent’anni la Storia avrà sdoganato il catafalco).

    il problema è che oscura le finestre di una scuola e impedisce a chi non entra nel suo catafalco di usufruire della piazza

    roberto

  33. PinoMamet says:

    Io il “catafalco” non l’ho visto;

    magari è bello (ne dubito, ma non tutti i gusti sono al limone), però sono d’accordo con Roberto nel dire che qui il problema più importante non è di ordine estetico.

    Bisognerebbe distinguere i due problemi:

    quello dell’occupazione abusiva di suolo pubblico da parte del vuccumprà leopardato

    (che riceve un trattamento ben diverso rispetto ai ben meno invasivi vuccumprà non leopardati)

    e quello del suo cattivo leopardatissimo gusto

    (soggettivo: a qualcuno piacerà, evidentemente; a me piace la Tour Eiffel e fa cagare la piramide del Louvre, tanto per dirne una, mi piace il Guggenheim di New York e me fa schifo quello de Bilbao… )

    Comunque, riguardo alla seconda discussione, Peucezio (e io cedo abbia ragione) non parla solo di storia, ma anche di contesto:

    la Tour Eiffel, dove sta, a me piace (si poteva fare di meglio…. :-) ) , la piramide, dove sta, mi pare appiccicata con lo sputo e tutto sommato continua a sembrarmi una specie di capannone da fiera, mentre la torre non mi dà affatto questa impressione.

    Tra dumila anni, a meno di cambiamenti radicali e imprevedibili, la torre continuerà a stare bene e la piramide a sembrare appiccicata con lo sputo;

    secondo me.

    Ciao!

  34. PinoMamet says:

    Ok, ho visto un paio di foto del catafalco sui due siti linkati da Miguel, quello italiano e quello in inglese;

    da quello che vedo, mi sembra un orrendo allargamento abusivo a forza di strutture metalliche, identico a mille altri in tutt’Italia, con l’aggravante di essere ancora più invasivo e fuori contesto.

    Anche sforzandomi, non ci trovo niente di bello:

    si picconi!

    :-)

  35. utente anonimo says:

    Pino,

    “mi sembra un orrendo allargamento abusivo a forza di strutture metalliche”

    prima di picconare aspettiamo cent’anni: magari il suo valore sarà consacrato dalla storia

    :-)

    roberto

  36. utente anonimo says:

    La Torre Eiffel è uno dei simboli nonché idoli del capitalism’imperialismo ottocentesco, e come tale è intrinsecamente malvagia e andrebbe quindi abbattuta a mezzo dynamite, così come saggiamente fecero i nostri compagni taliban coi Buddha di Bamyan, dando preclaro esempio di come gli idoli d’ogni sorta (anche quelli leopardati, dunque) non abbiano diritti da reclamare a fronte di quella Trascendenza eterna, che del demoniaco Grande Flusso è l’esatto contrario.

    Rock & Troll

  37. PinoMamet says:

    Ho paura di non seguire Rock&Troll;

    invece a Roberto ripeto che secondo me in un giudizio estetico non conta solo la storia, ma anche il contesto.

    Certo, forse tra cinquemila anni il dehors-catafalco sarà di interesse per gli archeologi, che faran benissimo a studiarlo;

    ricostruiranno in splendidi disegni o animazioni tridimensionali o ologrammi o chissà che altro la Firenze del 2009, e si accorgeranno anche loro che il dehors è brutto e fuori posto.

    Fuori posto e bruttina secondo me è anche la piramide del Louvre, che, non so che farci, a me non dice proprio niente di bello.

    Però ho paura che abbia tutte le carte in regola dal punto di vista, quindi niente da fare, i parigini se la dovranno tenere ancora per un po’.

    Il Chrysler building è senza dubbio capitalista e forse malvagio:

    però lo trovo esteticamente bello e non lo picconerei mai.

    Ciao!

  38. marijam says:

    Lo piazzino in qualche quartiere ultramoderno e starà benissimo.

    maria

    no peucezio, no, deve essere distrutto, starebbe male anche in un quartiere ultramoderno.

    Oddio forse potrebbe servire a chi aspetta l’autobus ma nemmeno perchè i sedili sono all’aperto.

    Non c’è niente nel disegno e nei materiali impiegati che possa far discutere come succede per certi manufatti contemporanei…

    Mi meraviglia molto che la chiesa del carmine non abbia protestato, perchè in qualche modo ne oscura la prospettiva laterale.

    La torre eiffel fu una cosa ardita per quel tempo, lavorazione, materiale, altezza, ma questo cos’è, questo è il nulla dei nostri tempi.

  39. utente anonimo says:

    A leopard cannot change its spots.

    Stradivari

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