L’Aquila

Non ho scritto nulla sul terremoto dell’Aquila, perché mi sembra che aggiungere il proprio messaggio imbecille di Commosso Dolore a proposito di una tragedia, costituisca anch’esso una forma di sciacallaggio.

Come quello dei giornalisti che in questi giorni hanno piantato ciò che in gergo si chiamano le bamboline, i giocattoli per bambini (in genere misteriosamente puliti) in mezzo ai ruderi per scattare foto.

Poi ieri mi arriva un sms.

Per dirmi che tra i ruderi, è morto un mio amico, che non vedevo da quasi vent’anni.

E’ morta sua figlia, che mi ricordo era appena nata e oggi non c’è più.

E’ morto il suocero.

E la moglie, in un unico giorno, si è trovata a cinquant’anni senza marito, senza figlia e senza padre.

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193 Responses to L’Aquila

  1. JohnZorn says:

    Condoglianze.

    Saranno felici di aver contribuito al giubilo del tg1:

    http://www.youtube.com/watch?v=C9kD0DRdxRA

  2. JohnZorn says:

    Sentite condoglianze per i tuoi amici Miguel…

    Saluti

    JZ

  3. kelebek says:

    BTW;concedimi la provocazione:

    Amnistia per i regati di sciacallaggio,perché la proprietà privata è un furto ladro è sempre e comunque un povero che partecipa con la sua sua fetta di rivoluzione?

    Non si sa mai, in certi ambienti (non parlo di te) potrei sentirmi dire anche questo.

    Saluti

    JZ

  4. falecius says:

    Lasciamo perdere le condoglianze…

    Straordinario il brano su youtube postato dall’anonimo n. 1.

    Per JZ… i cultori del teppismo anarcoide non mi interessano affatto, visto che sono contro il capitalismo, non contro “i borghesi”.

    Non avrei nulla contro qualcuno che avesse approfittato del terremoto per saccheggiare la Standa o qualche banca.

    Miguel Martinez

  5. irSardina says:

    Mi spiace. (di più non riesco a dire).

  6. Sui servizi strutturati a indigesto “panino” la servile Susanna ci spalma il formaggino. Col cervello scollegato dal movimento facciale sorride anche quando annuncia un funerale.

    Sardina

  7. ALBERTOag says:

    sul tg3 abruzzo hanno appena dato la notizia di un giornalista, che vestitosi da prete, voleva intromettersi nell’obitorio per scattare foto……a proposito di piantatori di bamboline

  8. kelebek says:

    Dedicato invece allo “sciacallaggio” via internet

    http://www.7yearwinter.com/2009/04/in-collegamento-con-f5/

    Mia riflessione:

    non è che “l’immediatezza” del web può permettere di comportarsi tranquillamente dal salotto di casa come quelle figure che sbavano per vedere il morto quando ci sono incidenti automobilistici?

    Infondo non vedo molta differenza tra i commentatori esaltati di facebook e i compratori delle fotografie del giornalista travestito da prete.

  9. roseau says:

    Per Albertoag

    Grazie! Infatti è bene non cadere nel beppegrillismo del Sano Popolo Buono Ma Un Po’ Bue (SPBMUPB) contro Spietati Manipolatori Mediatici (SMM).

    Esiste anche lo sciacallaggio ad alto livello: Repubblica ha pubblicato delle foto del terremoto all’Aquila, credo di un certo Ruggeri, che sono opere d’arte meravigliose.

    Fateci un giro, ammirate le prospettive perfette, le combinazioni dei colori, le simmetrie, i piccoli dettagli (c’è qualche bambolina sospetta, ma la sapienza del fotografo sta soprattutto nel cogliere cose vere).

    Sono emozioni, come dicono…

    Su quelle emozioni fondiamo la nostra Commossa e Compiaciuta Partecipazione.

    Di fronte a quelle foto, non mi permetto nemmeno di indignarmi.

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    Non avrei nulla contro qualcuno che avesse approfittato del terremoto per saccheggiare la Standa o qualche banca.

    Nemmeno io.

    Mi dispiace molto per i tuoi amici.

  11. utente anonimo says:

    Qui la testimonianza diretta di una blogger: http://miskappa.blogspot.com/2009/04/laquila-non-ce-piu.html

    … mi dispiace tantissimo… tra l’altro mi par di capire che la maggior parte delle vittime siano giovani…

    Saluti a tutti e dopo aver letto e ascoltato i media governativi per come hanno trattato la notizia ho avuto una ulteriore conferma che l’Italia è in balia di criminali sociopatici …

    Anna (Eurasia)

  12. JohnZorn says:

    >> sono contro il capitalismo, non contro “i borghesi”.

    siamo noi borghesi a essere favorevoli al capitalismo (o almeno ai supermercati e alle banche)

    quindi troverei più opportuno appicciare detti approfittatori a qualche palo/albero con una bella corda, e cartello esplicativo (senza tema di apparire in nulla simili agli ometti in nero o in bruno che lo fecero un 60 anni fa, per ben altri motivi)

    ciao

    Francesco I

    PS con le dovute eccezioni, che siamo tutti morti Diccì …

  13. kelebek says:

    >Lasciamo perdere le condoglianze… < Non capisco la reazione, sono sinceramente dispiaciuto per i tuoi amici e la provocazione non si riferiva certo a te…
    Fermo restando che sullo sciacallaggio la penso come Francesco…

    Saluti

    JZ

  14. JohnZorn says:

    Per JZ

    Il rifiuto delle condoglianze si riferisce un po’ a tutti, non solo a te.

    E’ una formula che non mi piace e non ha molto senso, credo.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    >Per JZ

    Il rifiuto delle condoglianze si riferisce un po’ a tutti, non solo a te.

    E’ una formula che non mi piace e non ha molto senso, credo. < Ok, ora è più chiaro… Grazie
    JZ

  16. kelebek says:

    Si vabbe, quanto chiacchiere… sta montando, ancora più imbecille, la nuova moda mediatica del distinguo. Le forme ufficiali e usuali della partecipazione istituzionale mediatica sono diventate di colpo obosolete (ora che il riflettore tocca all’odiato Berlusconi), ed ecco la passerella dei papaveri in incognito: dalla fetta biscottata Franceschini (che fa l’accorato bipartigiano e invita all’unità e intanto lancia gli ami per il dopo…) all’inqualificabile ed inverosimile Napolitano (“non rompete” ai fotografi).

    Ma come: e santo Pertini l’amico del popolo? Passato di moda?

    ridicoli tutti, e più ridicolo ancora chi in questi giorni fa l’osservatore meditabondo nell’angoletto, che tutto sa, che tutto scrcuta col cipiglio sarcastico dell’aristocratico di sto cazzo. Evviva gli sfondoni nazional-popolari! Evviva le forme scenografiche del dolore, evviva la retorica accorata e stucchevole che fa inorridire gli inglesi.

  17. fm_dacenter says:

    Per n. 16

    Firmare sempre, anche con un nick qualunque.

    Purtroppo perdo il senso di gran parte del tuo discorso: sono quattro anni che non guardo un telegiornale, né tantomeno altro in televisione, quindi presumo che tu faccia riferimento a cose che saranno chiarissime agli altri lettori.

    Gli urli di dolore li rispetto senz’altro, anche se non rientrano nella mia formazione personale.

    Quello che non mi piace è la frase d’obbligo, da cartolina stampata.

    Miguel Martinez

  18. RitvanShehi says:

    Miguel

    anche le urla di dolore, quelle inscritte nelle tradizioni italiane, sono d’obbligo quanto le frasi da cartolina. O sbaglio?

    E trovo che, nella sostanza, condoglianze sia una parola che da senso al vivere di noi uomini, al di là di ogni possibili e reiterato abuso.l

    Ciao

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    Dissento parzialmente dal Padrone Di Casa. Anche perché nel Comunitarismo da lui tanto agognato, le espressioni di cordoglio e di solidarietà erano/sono considerati molto importanti. Diversamente che nel bieko kapitalismo individualista, egoista e menefrighista nei confronti del prossimo:-).

    Su certi aspetti di sospetto scacallaggio mediatico sono, invece, d’accordo, ma tuttavia osservo che il confine fra dovere di cronaca/informazione e sciacallaggio mediatico è assai labile.

    Sullo sciacallaggio tout court la penso come Francesco e JZ. Ma purtroppo in un paese civile nun se ppo’ fa’….

    P.S. (segnalato altrove dal buon JZ)

    Da http://www.ong.agimondo.it/dalle-regioni/notizie/200904071724-cro-rt11312-terremoto_striscione_solidarieta_da_migranti_lampedusa

    TERREMOTO: STRISCIONE SOLIDARIETA’ DA MIGRANTI LAMPEDUSA(AGI) – Roma, 7 apr. – ‘Solidarieta’ per le vittime del terremoto': questo lo striscione che stato esposto da ieri pomeriggio dalle finestre del Centro di Identificazione ed Espulsione (Cie) di Lampedusa. A scriverlo alcuni migranti trattenuti nel CIE che erano stati informati dai funzionari dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) di quanto accaduto questa notte in Abruzzo. I migranti, colpiti dall’entita’ del disastro, hanno deciso di scrivere un messaggio di solidarieta’ utilizzando come mezzi un pennarello e le loro lenzuola usa e getta. A riferire la notizia e’ la stessa Oim con un comunicato.

  20. controlL says:

    Riguardo allo striscione di solidarietà dei “migranti” (questa nuova tipologia umana scientificamente conosciuta come “homo migrans”, migrante per inclinazione genetica): avrebbero di che festeggiare. Grazie al terremoto il parlamento ha potuto varare (con la complicità delinquenziale di parte del PDL) un nuovo indulto, che dal 26 aprile rimetterà in libertà un migliaio di “migranti”, che potranno finalmente tornare alla loro occupazione principale, “migrare”.

  21. RitvanShehi says:

    Be’, “settembre, andiamo. È tempo di migrare”, è una poesia dell’abruzzese d’annunzio, mica d’un poeta dell’età arcaica latina. Ricordo che era di quelle da imparare a memoria alle elementiri, come l’“oh valentino vestito di nuovo” del pascoli. Da quando “migrare” è diventata una parolaccia?

    Così, per soprammercato, aggiungiamoci i versi, molto antologizzati anche questi, almeno illis temporibus, che sono, purtroppo anche i miei, tratti dalla “signorina felicita” di gozzano.

    Le rondini garrivano assordanti,

    garrivano garrivano parole

    d’addio, guizzando ratte come spole,

    incitando le piccole migranti…

    Tu seguivi gli stormi lontananti 35

    ad uno ad uno per le vie del sole…

    Già, pare proprio che in natura si migra, per inclinazione “genetica”, se ci si vuol mostrare stupidamente up-to-date. E beccati pure l’anglismo. p

  22. utente anonimo says:

    Beh, penso che alla categoria degli sciacalli – sottocategoria “sciacalli razzisto/xenofobi” – si dovrebbe iscrivere d’ufficio anche l’anonimo del #20, visto che specula sul terremoto, infilandolo ad minchiam come causa dell’esito negativo di una votazione parlamentare sull’allungamento del tempo di permanenza dei migranti nei CIE. Esito negativo che non può essere equiparato a un “indulto” nemmeno in senso figurato (figuriamoci in senso giuridico), visto che lascia quei tempi esattamente com’erano prima, mica li accorcia.

  23. utente anonimo says:

    RitvanShehi

    Più che sottocategoria “sciacalli razzisto/xenofobi” io la definirei una sottocategoria di “sciacalli dementi acefali e anche un pò stronzi”

    notimenowhere

  24. mariak says:

    Mi permetto di segnalare una bella riflessione di Khadijah sul terremoto, lei è a due passi:

    http://arabeschi.splinder.com/post/20281218

    ciao,

    aisha farina (sloggata)

  25. mariak says:

    Esito negativo che non può essere equiparato a un “indulto” nemmeno in senso figurato (figuriamoci in senso giuridico), visto che lascia quei tempi esattamente com’erano prima, mica li accorcia.

    Maria.

    ritvan, forse l’anonimo del 20 sa la differenza, ma a lui non gliene importa nulla, quello che vuole è seminare allarme sociale e paura immotivata, il guaio è che molti ci credono in queste autentiche stronzate.

  26. kelebek says:

    Su certi aspetti di sospetto scacallaggio mediatico sono, invece, d’accordo, ma tuttavia osservo che il confine fra dovere di cronaca/informazione e sciacallaggio mediatico è assai labile

    maria

    giusto, ma quando l’informazione è sempre la stessa, quando i poveri volti sono sempre gli stessi, intervistati e mostrati a ripetizione su tutte le reti, cessa di essere tale e diventa sciacallaggio.

    Ieri ho visto una cosa incredibile, le telecamere di chi l’ha visto si sono introdotte furtivamente, proprio come degli sciacalli ,in una casa abbandonata indugiando sui mobili, su una scarpetta di bambino, sui calcinacci, sulle chiavi di casa abbandonate sul tavolo, la bionda intervistatrice giuliva come non mai, ha giustificato questa indegna intrusione come una sorta di prova per meglio immaginare il dolore di chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa ed altre oscene stupidaggini, come se gli spettatori non potessero aspettare altro che quelle immagini rubate per capire lo strazio di cosa era successo.

    Anche Bruno vespa però non si è fatto mancare nulla, e nemmeno tutti gli altri, a volte la televisione è proprio una fogna!!

    Riguardo alle condoglianze, anch’io ci credo , se fatte con animo sincero, in fondo gli altri siamo noi, anche se il carico è di volta in volta più leggero o più terribilmente pesante.

  27. utente anonimo says:

    Per Ritvan n. 19

    Beh, c’è anche il fatto che io non vedevo questa persona da vent’anni, come ho scritto.

    E se gli avessi voluto abbastanza bene, mi sarei dovuto far vivo io in questo periodo.

    Quindi non c’è una perdita personale.

    E’ semplicemente che il fatto di conoscere qualcuno che ci è rimasto cambia radicalmente la prospettiva di un evento come questo.

    Non so se sia giusto o sbagliato, ma è così.

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    Intanto chiedo scusa all’ottimo padrone di casa per non essermi firmato nei post precedenti.

    E’ divertente vedere come certuni guaiscano appena qualcuno gli tocca il “sacro totem migranti”! Al commentatore che citava il Pascoli faccio notare che è il “participio” del termine tecnico-zoologico “migranti” l’oggetto della mia ironia. E’ come se si volesse appiccicare a vita addosso a questi individui la condizione di “persone che si spostano”, anche quando la loro migrazione non è stagionale (come i pastori) nè frutto di istinti (come suggerisce l’improprio paragone ornitologico), ma eterodiretta e one-way (per usare un anglismo).

    Comunque, atto giuridico o meno non mi interessa, la rimessa in circolazione di migliaia di migranti è un danno alla collettività per come la vedo io.

    Alle prossime elezioni voterò (come molti altri) LEGA, sperando che serva a spazzare via i cascami dell’umanitarismo piagnone cattocomunista e liberal-radicale.

    Se poi questo significa appoggio incondizionato ad Israele e a Satana in persona, poco importa.

    L’importante è che la temperie culturale sul tema immgirazione dominante nei prossimi venti anni sia di segno TOTALMENTE opposto a quella che ha allevato gli attuali mostri socio-politici.

  29. controlL says:

    Chiedo venia, ero convinto di aver firmato l’intervento precedente.

    Carlo

  30. utente anonimo says:

    Tutto ‘sta storia per far propaganda elettorale alla lega. Comunque con me caschi male, che io non mi presento da 15 anni buoni a nessun seggio elettorale. Lascio tutta a te la delizia di sprecar tempo in cabina elettorale. A me poi interessa la parola “migrare” in tutte le sue declinazioni, che vorrei poter usare come fecero d’annunzio e gozzano senza che nessuno berci (non cito oriana ma carlo emilio) stupidaggini prese d’accatto da questo o quello. La mia è al massimo una preocupazione cruschevole. Tu invece sei uno stucchevole ripetitore di luoghi comuni con quel cattocomunista e liberalradicale.p

  31. JohnZorn says:

    Ah, i migranti eterodiretti.

    E.M.

  32. utente anonimo says:

    Per dovere di cronaca parliamo anche di questi:

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200904articoli/42655girata.asp

    Saluti

    JZ

  33. utente anonimo says:

    …sul lenzuolo usa e getta

    come se fosse la vela di una nave

    che ruba la transumanza alle greggi

    per scrivere sul mare un tratturo evanescente di dolore triturato

    che la genziana, il giaggiolo, il giglio rosso, la stella alpina appenninica, dal ‘mare’ di campo imperatore

    hanno riproiettato nel cielo, transustanziando le lacrime in stelle, grazie alla potenza trasmigratoria dell’amore…jam

  34. JohnZorn says:

    john zorn:

    I jihadisti del web saranno un po’ incavolati perchè alcuni giorni fa non si è vista mobilitazione in Italia per i 250 migranti morti causa onda anomala (mentre erano intenti a migrare).

    E poi arriva il terremoto in Abruzzo ed ecco il panico mediatico…

    Questo è nazionalismo becero, anzi ancora peggio, classismo e razzismo: è vergognoso che nel 2009 esistano ancora meccanismi di identificazione e sentimenti di appartenenza (che si sperava debellati dall’addestramento al cosmopolitismo e all’umanitarismo senza barriere e senza differenze) capaci di graduare la partecipazione ed il dolore per le disgrazie. Insomma l’identità (orrore!) e la storia (o l’autorappresentazione di comodo), osano intralciare la marcia verso la conquista della bontà (=rassegnazione nelle sue varie accezioni).

    E non sarà per via dell’identità (orrore!), della storia (o autorappresentazione) e di altre cosucce simili, che gli stessi jihadisti non riescono a vedere dietro i terremotati altro che crociati a cavallo?

  35. roseau says:

    >I jihadisti del web saranno un po’ incavolati perchè alcuni giorni fa non si è vista mobilitazione in Italia per i 250 migranti morti causa onda anomala (mentre erano intenti a migrare). < Ah ecco,giustifichiamoli. Come se uno sbarco di clandestini in viaggio verso un paese, ed un 250 morti NEL PROPRIO paese fosse la stessa cosa.
    Sempre morti, d’accordo, ma la differenza proprio non ce la vogliamo vedere?

    Tra un terremoto che uccide i propri cittadini ed un naufragio che uccide stranieri fra l’altro in acque internazionali (per la cronaca: terremoto o no, se fossero morti 250 tedeschi in barca, a loro sarebbe fottuto qualcosa?) riesci a trovare UN SOLO posto dove verrebbero messi sullo stesso piano?

    Ma ci sei o ci fai e, soprattutto, non sarebbero razzisti ANCHE quegli altri paesi?

    A me sinceramente per quei clandestini dispiace,come dispiace per il tipo che crepa facendo sport estremi.

    Ma sinceramente mi spiace di più per il muratore che muore sul lavoro (incluso il muratore magrebino o rumeno).

    Spero così sia più chiaro.

    Ed evitiamo i giri di parole. Il “2 pesi 2 misure” è quanto di più umano e trasversale (leggi: tutto il mondo è paese) ci sia.

    Ma tra l’essere indifferenti (o al limite meno colpiti) da morti sentendone più vicino altre (come per questo terremoto,eccezion fatta per te e i tuoi simili) ed il giorie di una morte (i tuoi amici jihadisti) c’è una bella differenza.

    Se non la vedi il problema è tuo…

    Saluti

    JZ

  36. kelebek says:

    A me sinceramente per quei clandestini dispiace,come dispiace per il tipo che crepa facendo sport estremi.

    Hai ragione. Vuoi mettere, il brrivido della traversata??Meglio del rafting….

  37. controlL says:

    Il bello è che uno che vota Lega, poi trova il nome del proprio capo associato per sempre alla legge che ha legalizzato più clandestini della storia italiana.

    :-)

    Miguel Martinez

  38. JohnZorn says:

    Non c’è dubbio che in quelle frasi d’“alkaedisti” c’è la maligna imbecillità che in senso inverso vediamo in certe espressioni d’“occidentalisti”. Possono darsi i piedi, che la mano è arto troppo nobile per loro. Però, a mio modesto parere, quella di #34 è un maldestro tentativo d’ironia. Quell’“intenti a migrare” messo tra parentesi e una qual certa esagerazione iperbolica mi fa pensare così. Comunque sarà meglio acquietarci su questo argomento del dolore. Noi non possiamo accollarci tutti i mali del mondo. Giudiziosamente le religioni o certe grandi filosofie l’accollano a dio questo fardello insopportabile per i singoli uomini. Potresti leggerti il bellissimo post di khadi in “arebeschi” per esemplificazione, o anche l’intervento, però non troppo riuscito, secondo me, di padre livio franziga su radio mario. Io mi affido al prediletto seneca, di cui nel post di khadi ho captato come echi rielaborati dalla visione islamica del mondo.p

  39. fm_dacenter says:

    >

    Hai ragione. Vuoi mettere, il brrivido della traversata??Meglio del rafting….< Erano 250 persone, ALTROVE. Loro piangerebbero per 250 morti in mare che non gli appartengono. Perché UN QUALSIASI PAESE AL MONDO dovrebbe mettere sullo stesso piano il lutto per un terremoto come quello in Abruzzo e per quei morti (fra l’altro, morti altrove) in mare?
    E, peggio ancora, se non lo fa ” è razzista”?

    Se non ha risposto il tuo amichetto sopra, perché non rispondi tu alla domanda?

    Saluti

    JZ

  40. controlL says:

    concordo con p. sul giudizio relativo al post 34

    però quel Dio minuscolo grida vendetta al cielo della scrittura corretta e del buon gusto (oltre che al Cielo, ma Lui sa badare a Se stesso)

    Francesco

  41. utente anonimo says:

    Sarei io l’“amichetto” di roseau? Se così fosse sarei onorato d’essere un piccolo amico d’una donna colta e intelligente. Ma non ho capito a cosa dovrei rispondere. Se sei razzista? Non lo so, ma è vero che il razzismo non si misura col dolore che si prova in certe circostanze più che in altre. Se il paragone tra migrazioni e sport estremi calza? Per quanto mi riguarda, no. Quanto ai commenti “jihaidisti”, dei quali ho già dato un giudizio, non credo proprio dipendano da quei poveri 250 morti “mentre erano intenti a migrare”.p

  42. RitvanShehi says:

    #34,

    ho capito, ma se, per dire, io ci ho l’identità e l’appartenenza e l’autorappresentazione internazionaliste, egualitariste e antirazziste, che mi “graduano la partecipazione” (e me la graduano di brutto, eh) in senso diverso dal tuo, che devo fa’?

    Per sapere, dico.

    Erika

  43. RitvanShehi says:

    >…è il “participio” del termine tecnico-zoologico “migranti” l’oggetto della mia ironia….la loro migrazione non è…. frutto di istinti (come suggerisce l’improprio paragone ornitologico)..Carlo< Egregio Padrone Di Casa, dal basso del mio gommone ti comunico che nel Dolce Idioma Dantesco di “casa tua”, il termine “ornitologico” che si usa per gli uccelli è MIGRATORI, non MIGRANTI.
    Pertanto, gli uccelli (nel senso di “volatili”, eh) dei tuoi pseudoironici paragoni adesso sai dove te li devi mettere.

    Ritvan ‘O Migrante

  44. JohnZorn says:

    >..E non sarà per via dell’identità (orrore!), della storia (o autorappresentazione) e di altre cosucce simili, che gli stessi jihadisti non riescono a vedere dietro i terremotati altro che crociati a cavallo? anonimo< No. E’ per via del loro CIECO E BRUTALE FANATISMO ESTREMISTA RELIGIOSO – brutta bestia assai – che i jihadisti non riescono a vedere dietro i terremotati altro che crociati a cavallo.
    L’Abruzzo ha accolto e sfamato molti musulmani, c’è anche una moschea in zona (ho letto che non ha subìto danni). Pertanto, spero che – se il Corano non inganna – Dio/Allah riservi nell’aldilà un trattamento speciale (magari facendo crollare loro addosso una casa per l’eternità, giusto per la legge del contrappasso) ai miserabili che gioiscono per la morte di esseri umani innocenti.

  45. JohnZorn says:

    >ho capito, ma se, per dire, io ci ho l’identità e l’appartenenza e l’autorappresentazione internazionaliste, egualitariste e antirazziste, < Liberissima. Ma non puoi giudicare “razzismo” soffrire più per i morti del terremoto che per i clandestini morti.
    Nè per questo giustificare certi commenti

    Tutto qui

    Saluti

    JZ

  46. JohnZorn says:

    >Se il paragone tra migrazioni e sport estremi calza? Per quanto mi riguarda, no< Era un esempio per farti capire che non si può parlare di “razzismo” solo perché gli italiani piangono di più per i LORO morti. Tutto qui
    JZ

  47. JohnZorn says:

    P.S: poi qualcuno mi spiegherà perché “identità” e “storia” sono “Orrore” ed “AUtorappresentazione” solo quando sono NOSTRE e non quando sono degli altri (“Jihadisti” compresi)…

    JZ

  48. JohnZorn says:

    >CIECO E BRUTALE FANATISMO ESTREMISTA RELIGIOSO< Caro Ritvan. Togli il religioso e penso che la descrizione calzi a pennello per il genio che ha scritto il commento #34 Saluti
    JZ

  49. RitvanShehi says:

    >Sarei io l’“amichetto” di roseau? < No,scusa, guarda che mica stavo citando te ;)

    Citavo lei…

    Saluti

    JZ

  50. JohnZorn says:

    >Caro Ritvan. Togli il religioso e penso che la descrizione (CIECO E BRUTALE FANATISMO ESTREMISTA-ndr.) calzi a pennello per il genio che ha scritto il commento #34 Saluti JZ< Ma no, il mio immodesto:-) avviso concorda col modesto parere di p. : il #34 è solo un maldestro tentativo d’ironia.
    Saludos

  51. falecius says:

    >solo un maldestro tentativo d’ironia. < Tutto mi pareva, tranne che ironico, riuscito o meno Saluti
    JZ

  52. utente anonimo says:

    JZ: ad esempio, quand’è morto Patrick de Gayardon se n’è parlato parecchio sui media, con tutto il corredo di gopiose lagrime.

    E lui faceva questi sport estremi in piena coscienza e deliberazione, cosa che non posso affermare per quanto riguarda le traversate di clandestini del nel mediterraneo. La rappresentazione dell’appartenenza nei due casi è stata molto diversa, anche se non vedo perché invocare il razzismo al riguardo.

    Per il resto concordo con p. .

  53. utente anonimo says:

    JZ,

    tranquillo, non accusavo nessuno di razzismo per tali motivi :)

    Il commento #34 anche a me sembrava sarcastico, e poiché il contenuto effettivo mi sembrava essere “l’identità e l’appartenenza sono un dato di fatto alla faccia della sinistra buonista che vorrebbe eliminarle in nome del cosmopolitismo (‘ebraico’?), e in virtù di esse si soffre di più per determinati morti rispetto ad altri, nello specifico quelli italiani”, la ho ritenuto di rispondergli circa “OK, tuttavia permetterai che per quanto mi riguarda io non pretenda di provare eguali sentimenti circa tutti i morti, bensì rivendichi anch’io un’appartenenza (politica) in virtù della quale soffro di più per altri morti rispetto a te, ergo l’esistenza in sé dell’appartenenza non porta necessariamente alle conclusioni che tu dici, a meno di considerare quella nazionale come unica appartenenza DOC, ma allora mi devi spiegare perché”.

    Con tutto il rispetto per chi invece riesce a considerarsi ugualmente fratello d’ogni essere umano, eh.

    Come al solito non sono stata chiara :)

    Erika

  54. JohnZorn says:

    Sono l’autore dell’intervento n°34 (e degli altri dello stesso tenore).

    Mi fa piacere avere suscitato tante reazioni e commenti, ma non risponderò punto per punto a tutti per rispetto del padrone di casa, chè questo non è un forum.

    Riguardo all’ultimo intervento, firmato Erika:

    il mio commento (#34) era, come giustamente hai osservato, sarcastico e “paradossale”, ma perfettamente logico e fondato, tanto è vero che ne hai ricostruito sostanzialmente il senso (seppure aggiungendo un tono caricaturale e una spennellata di antisemitismo – del tutto estraneo alla mia posizione).

    Per rispondere al tuo quesito, certamente ti “consento” di graduare la tua partecipazione alle rivendicazioni (e ai dolori) altrui in funzione della tua identità (precipitato semi-solido della tua storia personale) e della tua appartenenza (che sia declinata etnicamente, politicamente, religiosamente a me poco importa).

    Te lo consento, e in base a ciò ti identifico come un hostis.

    A John Zorn, conseguentemente, posso solamente rispondere di rileggere i miei interventi alla luce del sarcasmo di cui sopra.

    Per Ritvan: “il cieco e brutale fanatismo religioso” di cui parli è molto spesso una costruzione fenomenologica di comodo, che consente di risolvere la dimensione storica (problematica e complessa) in una formula rassicurante e de-storificante (come in certe biografie di Stalin dove la “vis demoniaca” del dittatore basta da sola a tutto spiegare e motivare).

    In seconda battuta: gli uccelli sono “migratori” ma non per questo gli uomini sono “migranti”; ad esempio gli uomini con una occupazione sono genericamente “lavoratori”, ma “lavoranti” solo per 8 ore al giorno.

    Come al solito la sinistra produce aberrazioni linguistiche e concettuali per la sua ossessione di dover radicare nella natura (“materializzare”, in tutti i sensi) le sue paranoie ideologiche (egalitarismo, immigrazionismo e sradicamento).

    Carlo

  55. roseau says:

    >La rappresentazione dell’appartenenza nei due casi è stata molto diversa, anche se non vedo perché invocare il razzismo al riguardo. < Infatti, ma non eri stato tu a classificare come “razzista” l’essere più dispiaciuto per i morti del terremoto che per quella dei “migranti” in mare. Solo una precisazione: con le opportune differenze del caso, pure i migranti erano “in piena coscienza e deliberazione” Userò un esempio che riesce meglio: se uno zingarello acrobata si schianta volando da un impalcatura mentre va a rubare mi spiace uguale.
    Ma se da quell’impalcatura ci cade, e muore, un muratore (italiano? magrebino? Rumeno?) mi spiace molto di più

    Ciao

    JZ

    P.S:Letto il pezzo su Heinlein ;) Bello e condivisibile

  56. Peucezio says:

    @JZ:

    >La rappresentazione dell’appartenenza nei due casi è stata molto diversa, anche se non vedo perché invocare il razzismo al riguardo. < Infatti, ma non eri stato tu a classificare come “razzista” l’essere più dispiaciuto per i morti del terremoto che per quella dei “migranti” in mare. Ehm, nemmeno io… anzi: trovo comprensibile commuoversi di più per una tragedia vicina e in un luogo ben identificabile , unica a memoria recente e mediaticamente ripresa che per le tante, troppe tragedie lontane e in luoghi indefiniti, frequenti e mediaticamente ignorate. Secondo me, l’ identità religiosa e l’ appartenenza culturale dei morti c’ entrano, ma fino ad un certo punto. Come giustamente notava Ritvan, in Abruzzo vivono tanti musulmani.

    E, aggiungo, tante persone di nazionalità macedone, prevalentemente impegnate nella pastorizia.

    Personalmente, provo più dolore -è il dolore della cattiva coscienza che dà la sazietà- nei confronti dei migranti. Sul terremoto, riuscii persino a scherzarci, lì per lì, appena avvertita la scossa.

    Salvo poi pentirmene e piangere dalla vergogna appena intese, in treno, le proporzioni della disgrazia.

    Solo una precisazione: con le opportune differenze del caso, pure i migranti erano “in piena coscienza e deliberazione”

    Mah, non lo so mica: il non aver nulla da perdere, fosse anche la propria vita, perché nel proprio paese d’ origine essa è resa impossibile da guerra, fame, persecuzione politica lo ritieni essere in piena coscienza e deliberazione?

    Userò un esempio che riesce meglio: se uno zingarello acrobata si schianta volando da un impalcatura mentre va a rubare mi spiace uguale.

    Ma se da quell’impalcatura ci cade, e muore, un muratore (italiano? magrebino? Rumeno?) mi spiace molto di più

    E’ molto buffo che tu usi dei memi appartenenti ad un’ epoca meno cupamente xenofoba di questa, per designare il cauchemar del Cittadino Onesto® .

    Tredici anni fa si designavano ancora con un diminutivo, chiamandoli “piccoli” , pur esecrandone il gesto.

    No, JZ, non sei razzista.

    Li sono in maniera subdola, e inconfessata questi signori qui tanto ‘dddemocratici
    .

    Ciao

    JZ

    P.S:Letto il pezzo su Heinlein ;) Bello e condivisibile

    P.S. Niente di personale, ma il tuo paragone tra il dispiacere provato per la morte di chi fa sport estremo e quella di chi attraversa per sfuggire alla miseria il Canale di Sicilia mi era parso un po’ incongruo. E mi ha strappato una battuta sarcastica. Su Heinlein: il tuo suggerimento su Straniero in terra straniera mi sembra molto appropriato, restando in tema di identità e appartenenza :P.

  57. utente anonimo says:

    Erika, ti si rivede! Scusa l'”off-topic”, per caso hai poi visto le mie risposte nei commenti del vecchio posto su Carla Bruni?

    http://www.splinder.com/myblog/comment/list/19965148

    Per il resto: sul tema che si dibatte ora direi questo: uno in genere ama i propri fratelli (di sangue intendo) più degli estranei, i propri figli più di altri bambini e così via. L’appartenere alla stessa città, nazione ecc. non è che un’estensione di questo principio, una gradualità per cui si è più toccati quanto maggiore è il legame storico, etnico, geografico ecc.

    L’alternativa è quello che dici tu: ci sono degli affetti personali (non lo dici, ma penso sia implicito), dopo i quali tutti sono allo stesso identico livello e si cade nell’indistinzione. Io invece pavento l’indistinzione e il caos, perché ritengo che solo dove vi sia articolazione e molteplicità ci sia ricchezza.

    A conclusione (ma in realtà è la cosa più importante) mi preme esprimere, per quello che può valere, la mia sincera solidarietà a Miguel per la perdita del suo amico.

    Qui facciamo tante elucubrazioni più o meno sensate, ma questo, ahimé, è un evento reale.

  58. controlL says:

    Mah… ormai l’uomo del terzo millennio si sta disumanizzando (Fromm) … schiavo della tecnologia non è più in grado di avere la “pietas” (ben diversa dalla misericordia) dei nostri predecessori vissuti nel mondo antico…

    Se rispettano i templi e gli Dei dei vinti,

    i vincitori si salveranno

    Eschilo, Agamennone

    … mentre il cinismo di massa, diffuso capillarmente in ogni attività umana, annienterà tutti indistintamente.

    Anna (Eurasia)

  59. mariak says:

    Mai sentito più luoghi comuni tutti in una volta. Vai negli stati uniti, notoriamente paese amatissimo dai comunisti che sono sempre quelli e bla bla bla, e scoprirai che lì la necessità di migrare da un posto all’altro dove ti porta il lavoro è prassi comune. Molto più immobile e non migrante era semmai il tipo di società sovietica. Semplice capire il perché. La società meno mobile è legata al posto (e dunque anche geografico) fisso, la società dove il lavoro muta e te lo trovi dov’è, è necessariamente mobile, cioè migra. Fammi ora la distinzione destra/sinistra secondo questi parametri, che ci divertiamo. M’è poi piaciuta assai la distinzione latineggiante tra “lavoratore” e “lavorante”. Certo, il latino distingueva rigorosamente, molto più dell’italiano, tra aggettivo participiale sostantivato e sostantivo con terminazione “or”. Per esempio, “auditor” era lo scolaro d’un filosofo, mettiamo, e seguiva sempre le lezioni del maestro; mentre “audiens”, era chiunque in un dato momento ascoltava la lezione del filosofo, che in qualche caso poteva benissimo non essere un “auditor”. Il “lavoratore”, stante questo sostrato semantico latino, non è un “lavorante” sic et simpliciter, che tutti possono esserlo nelle pieghe della vita, ma chi abitualmente lavora. Non è dunque lavorante solo per otto ore al giorno, ma è tale, ecco la differenza semantica, per molti giorni della sua vita, a tal punto da caratterizzarla. A volte certe vecchie nozioni liceali servono a fare pulizia di tanta fuffa politica. Però “migrante” sarebbe sbagliato, secondo questa distinzione. A parte che l’italiano ha perso la rigorosità latina, come dimostra il sostantivo “amante”, che indica persone con rapporti affettivi spesso molto stabili, qui il latino userebbe senz’altro “amator”; ma c’è un chiaro intento in quel participio. Io da piccolo sono migrato. Faccio parte di quell’enorme schiera che “transumò” dal sud al nord. Allora s’usò per noi il termine “emigrato” se non addirittura “immigrato”. Cioè il participio passato, quello che indica lo stato rispetto al movimento che fu. Siccome “migrante” lo usano i politici italiani di tutte le razze e risme e non quelli che sono migrati, che non mi risultano essere di madrelingua italiana, semmai s’adeguano; la domandina da porsi è: perché oggi è venuto di moda, per indicare i soggetti d’analogo fenomeno di spostamento da un luogo all’altro, usare il participio presente del movimento invece del participio passato che indica stato in seguito a un movimento? Ciascuno si dia la risposta che crede.p

  60. utente anonimo says:

    paucezio,

    a parte i familiari, gli affetti più stretti o persone più o meno semplicemente conosciute, per me i morti italiani non differiscono da quelli macedoni o di altra nazionalità.

    Provo lo stesso sentimento di pietà, anzi ,a volte ,forse di più per gente magari più sola o che ha sofferto maggiormente, come suppongo gli stranieri lì immigrati.

  61. mariak says:

    … é vero,i 250-3OO africani morti in mare, non hanno fatto notizia quanto i terremotati, anche perché non ci sono fotografie. Se un’elicottero avesse ripreso il naufragio, forse anche quei morti sarebbero diventati più degni di essere pianti, oppure no.(?) L’essere più coinvolti per la morte di chi ci stà più vicino non dovrebbe togliere assolutamente nulla al fatto di essere altrettanto indignati, tristi e addolorati anche per i morti stranieri di un’ altra catastrofe calamità o ingiustizia.Il cuore dell’uomo é grande. Direi anche che chi prova dolore solo per i propi morti ha un atteggiamento incompleto e parziale che non soddisfa la totalità dell’Essenza. Dolore e Amore si appartengono, se amiamo soltanto quelli come noi, non pratichiamo né l’Amore di Dio che é Totalità, ma nemmeno quello dell’Uomo come protagonista artefice positivo e diventiamo inutili comparse, surrogati plastificanti vetrine impolverate di dimenticanza. jam

  62. falecius says:

    I quattro rumeni accusati di sciacallaggio e processati per direttissima sono risultati innocenti, i gioielli che gli avevano sequestrato

    erano i loro.

    Credo che la notizia non abbia bisogno di commenti.

    maria

  63. controlL says:

    Per JZ: tu nomini Heinlein nel thread, e poco dopo Peucezio riassume la morale “scientifica” di “Starship Troopers” (quella del presunto “fascismo”). :D.

    E’ un caso?

  64. PinoMamet says:

    Un commentino si potrebbe fare, però. Io sono digiuno di diritto e più ancora di diritto penale, ma mi chiedo come si possa fare un processo per direttissima senza flagranza di reato. In quel caso la cattura è la prova stessa del reato e si tratterà di verificare se è andata come i catturatori sostengono. Altrimenti come si può andare a un processo senza uno straccio d’indagine?p

  65. utente anonimo says:

    “Siccome “migrante” lo usano i politici italiani di tutte le razze e risme [… ] ; la domandina da porsi è: perché oggi è venuto di moda, per indicare i soggetti d’analogo fenomeno di spostamento da un luogo all’altro, usare il participio presente del movimento invece del participio passato che indica stato in seguito a un movimento? Ciascuno si dia la risposta che crede.p ”

    L’idea che mi sono fatto io è che si tratti di una di quelle magiche convergenze che rendono a volte impossibile distinguere il politico di destra e quello di sinistra:

    per il politico di sinistra, l’uso del participio presente sottolinea la situazione di “emergenza” (altra magica parola ambidestra, o ambisinistra se preferite) con il correlato di buonismo, perdonismo e facciamocisulemanicheismo;

    per il politico di destra, dire “migrato” assomiglierebbe troppo a una ammissione di fatto compiuto (“ormai stanno qua…”) mentre “migrante” è un’entità provvisoria, in transito, passibile di espulsione perché “tanto migra”.

    Ciao!

  66. utente anonimo says:

    I quattro romeni erano talmente innocenti da avere arnesi da scasso e un piede di porco nell’auto. Poverini, vittime del cieco furore razzista abbruzzese. Non se ne può più di tanta ingiustizia verso i migranti romeni; propongo un risarcimento danni per i quattro sospettati, che saranno stato sicuramente anche torturati e forse addirittura perquisiti.

  67. PinoMamet says:

    Oh, dopo tanto piagnisteo finalmente osservazioni interessanti. Grazie Pinomamet.

    In effetti hai individuato con la tua analisi una dinamica storico-politica: la sinistra, anche attraverso gli aritifici linguistici, tenta di naturalizzare la condizione di sradicato e di cristallizzarla in forme adeguatamente costruite – e funzionali alla sua strategia. A tale scopo l’ideale è una giovane mamma africana sul gommone, con lo sguardo triste e perso e il bambino al seno, vera imago Mariae.

    In pratica la sinistra invece di tentare di rovesciare il sistema capitalista e di distruggere le strutture socio-economiche del mercato globale, si serve dei sottoprodotti di tale sistema (prima le masse operaie, oggi i “migranti”) per canalizzarne la forza (demografica) verso la sua base, ed accrescere il proprio potere contrattuale ALL’INTERNO (e non contro, dal di fuori) del sistema capitalista.

    Carlo

  68. mariak says:

    Aggiungo una sfumatura al mio intervento num.65:

    credo non avesse del tutto torto chi metteva in relazione il termine “migrante” con “migratore”.

    L’emigrato, o l’immigrato, è il risultato di una scelta;

    il migrante (azione continuativa) dà invece l’idea di qualcosa che continua incessantemente ad avvenire, al di fuori e al di sopra, quindi, delle scelte razionali dell’individuo.

    Un fenomeno naturale, come lo scirocco o le cavallette.

    E se è un fenomeno naturale è da

    -accettare passivamente (sinistra);

    -classificare- di nuovo- come “emergenza” (ma stavolta da destra) invocando misure draconiane per debellarlo.

    Per questo, Carlo, non credo che la sinistra attuale voglia rovesciare il sistema capitalista;

    tutt’altro;

    io tendo a vedere il politico di destra e quello di sinistra come una coppia complementare, come i consoli di Roma antica o il poliziotto buono e quello cattivo dei telefilm, una coppia costretta a lavorare insieme, creando e condividendo una terminologia comune, proprio allo scopo di preservare il sistema che li legittima.

    Ciao!!

  69. controlL says:

    I quattro romeni erano talmente innocenti da avere arnesi da scasso e un piede di porco nell’auto. Poverini, vittime del cieco furore razzista abbruzzese. Non se ne può più di tanta ingiustizia verso i migranti romeni; propongo un risarcimento danni per i quattro sospettati, che saranno stato sicuramente anche torturati e forse addirittura perquisiti. anonimo

    tu devi appartenere a quella categoria di persone che, secondo una definizione fiorentina, si fanno le palle e poi se

    le tirano!

    In merito ai quattro rumeni nessuno ha parlato di razzismo, io ho dato la notizia della loro non colpevolezza, e p, ha fatto un commento che non mi pare fuori luogo.

    Nessuno ha parlato a vanvera, meno che te!

  70. utente anonimo says:

    Parlare di piede di porco in una situazione come quella di l’aquila e nei reati di sciacallaggio ha un che di delirante. Mai saputo di sciacalli che usassero piedi di porco per fare il loro sporco lavoro. Ma non c’è limite al pensiero surreale in politica, ormai.

    La questione è più profonda pinomamet, e si vede solo storicamente invece di seguire i giornali e telegiornali dell’ultim’ora. Perché la sinistra e la destra, usiamo queste imbarazzanti parole visto come s’usano oggi, ieri usavano il participio passato per me, che migravo allora, e oggi usano quello presente per chi migra adesso? Eppure destra era quella e sinistra era quella, voglio dire, era il pci di togliatti quello! Vorrei inoltre sommessamente ricordare che il pci a mirafiori sud, dove abito dal ‘75, faceva incetta di voti d’immigrati senza bisogno di chiamarli migranti. Il resto lo prendeva la dc, per essere chiari. Briciole agli altri. Come si vede, la storiella degli “artifici linguistici” è una storiella. Non a caso zitto e mosca sulla figuraccia di “lavorante” e “lavoratore”, che è una distinzione che ci viene dritta dritta dal latino. Quanto allo “sradicamento”, leggiti quei marxisti di freud e jung sulla società americana, e poi, se te resta la voglia, riparliamone. La questione è più profonda, e non riguarda destra e sinistra, pinomat, che la rincorrono affannosamente, e forse certi post di miguel sulla “società liquida” possono darci qualche indicazione.p

  71. PinoMamet says:

    #70

    In effetti avevano arnesi da scasso ed una mazza da baseball in macchina.

    Devi sapere, che non tutti gli edifici surante un terremoto crollano: la gran parte restano solamente lesionati e le loro porte d’accesso perfettamente funzionanti.

    Forse il tizio arrestato era solo un fabbro con la passione per il baseball, sta di fatto che quel trasparente “non c’è bisogno di commenti” messo a chiosa dalla gentile mariaK abbisognava, a mio parere, di un commento.

    Sul “lavorante”/”lavoratore” non ho inteso dove sarebbe la figuraccia: Pinomamet ha esattamente compreso il senso del mio discorso e del mio sarcasmo sul termine tecnico “migrante” senza bisogno di sottigliezze filologiche. Le tua controargomentazioni non smuovono di un millimetro la mia legittima critica ad un termine-concetto privo di senso come “migrante”.

  72. utente anonimo says:

    “La questione è più profonda pinomamet, e si vede solo storicamente invece di seguire i giornali e telegiornali dell’ultim’ora”

    Sicuramente; io del resto non seguo neppure i telegiornali. Mi sono limitato a dire quello che penso.

    “Perché la sinistra e la destra, usiamo queste imbarazzanti parole visto come s’usano oggi, ieri usavano il participio passato per me, che migravo allora, e oggi usano quello presente per chi migra adesso?”

    Non so, ma ho idea che destra e sinistra oggi e allora non significhino esattamente la stessa cosa.

    “orrei inoltre sommessamente ricordare che il pci a mirafiori sud, dove abito dal ‘75, faceva incetta di voti d’immigrati senza bisogno di chiamarli migranti.”

    Vero, ma ancora più sommessamente vorrei ricordare che i migranti di oggi, in stragrande maggioranza, non possono votare;

    chiamarli in un modo o in un altro è solo funzionale alla logica interna dei votanti.

    ” Come si vede, la storiella degli “artifici linguistici” è una storiella. Non a caso zitto e mosca sulla figuraccia di “lavorante” e “lavoratore”, che è una distinzione che ci viene dritta dritta dal latino. ”

    Non credo in tutta onestà che ci si possa liberare così facilmente del tema della manipolazione del linguaggio;

    quanto a lavorante e lavoratore, non so a chi ti riferisca (non ho seguito così bene la discussione, scusa).

    “Quanto allo “sradicamento”, leggiti quei marxisti di freud e jung sulla società americana, e poi, se te resta la voglia, riparliamone. ”

    Non ero io a parlare di sradicamento, ma darò volentieri un’occhiata a Freud e Jung.

    “La questione è più profonda, e non riguarda destra e sinistra, pinomat, che la rincorrono affannosamente, e forse certi post di miguel sulla “società liquida” possono darci qualche indicazione.p ”

    benissimo, li rileggerò; comunque la mia firma è

    PinoMamet.

    Ciao!

  73. controlL says:

    La tesi #54 sull’ipostatizzazione linguistica di istanze ideologiche che si presume procedano dalla “sinistra” più post-ideologica di sempre è davvero ridicola. Come si può buttare nello stesso calderone l’ossessione tutta di destra sullo “sradicamento”, con quella egalitarista? Boh. Anche la storia del presunto indulto fa ridere i polli. Ho conosciuto elettori della lega molto più saggi di così.

    E.M.

  74. controlL says:

    Tutto lì? Usa immigrati o emigrati o puramente migrati, te ne dò il permesso, e sei a posto pure con la semantica non solo con l’uso. Neanch’io uso migranti. Mai sognato di chiamare così i parecchi stranieri che vedo per le strade del mio quartiere. Io non uso la lingua dei giornali. E neppure perché scimmiotta la lingua della “globalizzazione”, ma perché è una lingua esteticamente bruttissima. Insomma, fa schifo.

    A cosa servivano quegli arnesi avrebbe dovuto essere oggetto d’un indagine, non d’un processo per direttissima, che dovrebbe presupporre, sennò che processi, la flagranza del reato. Se non arrivi a capire manco questo. Mah.

    Scusa, pinomamet, ma sullo “sradicamento” non mi riferivo a te, anche se poteva sembrare. La società “sradicata”, ma usiamo mobile, così leviamo l’aura etica alla definizione, è la società tipicamente americana. Come si concili con la sinistra italiana, quella storica, questa d’adesso concilia tutto e niente, questo modello di società, lo sa solo chi ne parla senza sapere di cosa. Semmai, storicamente, s’è sempre conciliata con una certa destra, diciamo così, economica, che pure in italia, molto minoritaria, c’è stata..

    È vero che quelli d’oggi non votano. Era solo per dire che non c’era bisogno d’artifici linguistici per pigliare un mucchio di voti tra i “migranti” d’allora. Cosa volevo significare? Che il fenomeno, allora come ora, non era prodotto dalle politiche istituzionali di questo o quel partito. Semmai lo usavano, e lo usano oggi, per basse bisogne elettorali.p

  75. utente anonimo says:

    Vuoi un esempio di sradicamento e uso lubrico del linguaggio (“bipartisan” lo lascio a te)? Una splendida antica città è stata distrutta da questo terremoto. Tradizione vorrebbe che si pensasse a ricostruirla. E il presidente del consiglio di “destra” parla di “new town”. New town? Quelle che nel dopoguerra ebbero la prima grande fioritura dalle politiche edilizie dei laburisti inglesi, e usando lo stesso nome, pari pari? E questo non per decongestionare una metropoli come londra, ma per ricostruire un’antica cittadina italiana di gloriose tradizioni? Ma destra di che? E di quali “radicamenti” ciancia questa destra? Dagli amici mi salvi iddio…p

  76. utente anonimo says:

    #74

    La prossima volta usa un po’ più la testa invece di partire in quarta: nel tuo intervento precedente volevi farmi passare per demente perchè riferivo di arnesi da scasso usati dai presunti sciacalli, e ti ho fatto ragionare sul fatto che una casa dissestata può ancora avere una porta funzionante. Ora per rimediare alla stupidaggine che hai detto, aggravata da un ridicolo tono oracolare, sposti l’argomento sul processo per direttissima, sulla congruità del quale non abbiamo neppure di striscio discusso.

    Quanto alla new town berlusconiana: confermi in pieno l’atteggiamento parossistico e privo di buon senso della sinistra italiana.

    Avete già dato per scontato che verranno costruiti casermoni in cemento in stile sovietico devastando l’equilibrio paesaggistico della zona, e vi sparate enormi pippe mentali sull’uso di un anglismo probabilmente buttato lì giusto per fare scena.

  77. RitvanShehi says:

    Al 73:

    Lo “sradicato” è appunto il prototipo del comunista internazionalista che non riconosce altra appartenenza che quella di classe.

  78. JohnZorn says:

    Concordo con la dotta – nonché arguta – spiegazione di PinoMamet (#65) sull’uso del termine “migrante”.

  79. RitvanShehi says:

    @Roseau

    >Niente di personale, ma il tuo paragone tra il dispiacere provato per la morte di chi fa sport estremo e quella di chi attraversa per sfuggire alla miseria il Canale di Sicilia mi era parso un po’ incongruo.< Mi scuso, era un paragone poco riuscito, prendo atto. >Su Heinlein: il tuo suggerimento su Straniero in terra straniera mi sembra molto appropriato, restando in tema di identità e appartenenza :P.< Suggerimento legato ai “contrapposti entusiasmi” (ed opposti “estremismi”) nei confronti del romanzo. Visto che del teorico “fascismo” di “Starship Troopers” si parlava… >E’ un caso? < In mezzo c’è il commento di Roseau, a dire il vero.
    Se però vuoi darmi del fascista accomodati :P

    Saluti

    JZ

  80. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan: “il cieco e brutale fanatismo religioso” di cui parli è molto spesso una costruzione fenomenologica di comodo, che consente di risolvere la dimensione storica (problematica e complessa) in una formula rassicurante e de-storificante (come in certe biografie di Stalin dove la “vis demoniaca” del dittatore basta da sola a tutto spiegare e motivare).Carlo< Il paragone non regge. Parlando chiaro e dando ai fenomeni i loro nomi:
    - Il COMUNISMO (o capitalismo di Stato senza proprietà privata, per non stuzzicare p.:-) ) dovunque s’è applicato, anche in assenza di Baffone ‘O Demone Criminale Pazzo Per Definizione:-), ha prodotto più o meno i medesimi risultati: morte, terrore poliziesco e uguaglianza nella miseria (miseria tranne che per i gerarchi, ovviamente).

    - L’ISLAM, invece, qualora scevro da “cieco e brutale fanatismo religioso”, esiste in diversi Paesi a maggioranza musulmana. Come in Albania, il mio Paese.

    >In seconda battuta: gli uccelli sono “migratori” ma non per questo gli uomini sono “migranti”; ad esempio gli uomini con una occupazione sono genericamente “lavoratori”, ma “lavoranti” solo per 8 ore al giorno.< Appunto, tu col tuo esempio dai ragione a me:-). Anche i “migranti” mica passano la vita a fare avanti-indre’ sul gommone, eh!:-)
    Comunque, come già detto, sono d’accordo con Pino che – appena abbiano messo piede a terra in Italia – debbano essere chiamati “immigrati”, come s’è sempre fatto.

  81. roseau says:

    >Aggiungo una sfumatura al mio intervento num.65:

    credo non avesse del tutto torto chi metteva in relazione il termine “migrante” con “migratore”.

    L’emigrato, o l’immigrato, è il risultato di una scelta;

    il migrante (azione continuativa) dà invece l’idea di qualcosa che continua incessantemente ad avvenire, al di fuori e al di sopra, quindi, delle scelte razionali dell’individuo.

    Un fenomeno naturale, come lo scirocco o le cavallette. PinoMamet< Da Membro Onorario Autoeletto:-) dell’Accademia della Crusca:-) permettimi di dissentire lievemente.
    “Migrante” ha un senso logico riferito al disgraziato che sta attraversando il deserto per raggiungere la costa libica dove imbarcarsi per l’Italia. E anche mentre sta sul gommone. Dopo no.

  82. mariak says:

    Se però vuoi darmi del fascista accomodati :P

    Posso?Sì?

    Faaaascista su Marteeee!!! :DDD

    E’ quel che si merita chiunque legga Heinlein, autore bellicista, fascista, maschilista, anticomunista (mode intensive sbrocching: ON)

    :P

  83. controlL says:

    per anonimo 76

    A proposito di new l’aquila, un articolo dell’urbanista Pier Luigi Cervellati

    La città va restaurata fedelmente e con criteri antisismici. Il terremoto non può essere occasione per distruggere il territorio

    Tremendo sarebbe costruire una New L´Aquila. Si distruggerebbe per sempre la sua memoria e l´eventuale ripristino dei suoi monumenti sarebbe del tutto inutile. Privati del loro ambiente diventerebbero vuoti simulacri in mezzo alle rovine. L´Aquila, al pari degli altri centri terremotati, deve essere ricostruita fedelmente, con criteri giusti, antisismici. Cercando di mantenere il più possibile le murature esistenti, rafforzandole con trefoli in ferro o altri sistemi tecnici non invasivi. Si utilizzi l´artigianato e non le imprese di prefabbricati cementizi.

    Non si dimentichi che è inagibile il nuovo ospedale inaugurato pochi anni fa e sono crollati lo studentato e altri edifici moderni, con struttura in cemento armato.

    Le new towns non sono un modello di ricostruzione. Si faccia il confronto fra “nuova” Coventry e la piazza di Varsavia ricostruita con l´orgoglio di riconquistare la memoria del passato. La prima è diventata omologa ad altri moderni aggregati urbani, mentre la seconda è ritornata ad esser una piazza di città. In Italia c´è la nuova e, si fa per dire, modernissima Gibellina in Sicilia e Gemona e Venzone in Friuli, tutte distrutte dai terremoti. In Friuli la ricostruzione fedele è un modello. Ha gratificato gli abitanti e ha mitigato il dolore delle perdite perché ha ristabilito l´identità dei luoghi e ha rilanciato le attività economiche. L´artigiano ha dimostrato di rappresentare una risorsa troppo presto abbandonata in nome di un´industria che non ha saputo reggere l´urto della globalizzazione.

    A Gibellina il concorso di grandi artisti, di insigni maestri dell´architettura moderna ha provocato lacerazioni, violente polemiche e un risultato tutt´altro che condiviso. La vecchia città, lontana 20 chilometri dalla nuova – pur abbandonata a se stessa – per quanto insieme di ruderi fra sterpaglie, è meno desolante della nuova. Forse per il Friuli l´esempio di Longarone ha insegnato che il nuovo non restituisce l´identità perduta.

    Il terremoto non deve esser l´occasione per distruggere altro territorio non urbanizzato. Aggiungendo danno alla catastrofe. Al contrario, può offrire la possibilità di ripensare l´assetto urbano e territoriale che a L´Aquila, come altrove, è caratterizzato dal consumo progressivo dell´ambiente circostante. Non c´è bisogno di una nuova città. La documentazione esistente, la sapienza del lavoro artigianale, le stesse tecniche tradizionali adeguate per impedire il rischio sismico, offrono tutte le garanzie per ripristinare, pietra su pietra, strada per strada, luogo pubblico per luogo pubblico, il fascino di una città storica che nello scenario del Gran Sasso è e potrà tornare a essere una fra le più suggestive del nostro straordinario Paese.

    Non è il tempo per realizzare new towns. Dopo il fascismo, ahimè, non siamo più riusciti a farle. Abbiamo abbandonato o stravolto quelle vecchie nei centri storici e abbiamo consumato territorio costruendo solo periferie. Migliaia e migliaia di ettari di periferia. Il furore costruttivo può essere più dannoso di quello distruttivo del terremoto. Dal primo Paese che eravamo per presenza turistica siamo oggi al quinto. Cerchiamo di non scendere ancora. E si ricordi: senza memoria non si costruisce il presente e tanto meno il futuro. Ripristiniamo i centri storici aquilani, magari con l´aiuto di tutti, per dimostrare a tutti che il nostro Paese ha ancora un avvenire, in quanto capace di mantenere il suo patrimonio storico e artistico, conservando o ripristinando i suoi insediamenti storici, senza alterare ulteriormente un territorio/paesaggio/ambiente, unico al mondo.

  84. utente anonimo says:

    Vediamo un po’. Di piede di porco non si parla, mi pare, nei giornali. Ma vabbe’, conta poco. Del processo per direttissima ho parlato subito io, se ti vai a vedere i commenti, che è quella la cosa ridicola della faccenda. Ridicola, ma che la dice lunga su certe cose. Se non fermi uno in flagranza di reato (e tre), mi spieghi di cosa l’accusi in un processo senza indagini come è quello per direttissima? Di stare sulle scatole a quelli come te? È possibile. Se invece sospetti ma non hai visto un furto, indaghi. Capito la differenza?

    Di urss hai parlato te, mi pare. Non capisco cosa c’entri io avendo parlato di laburisti inglesi. Sono forse per te la stessa cosa? Possibile. Ma non capisco perché l’addossi a me questa tua opinione. Comunque sei fortunato davvero, se per vedere casermoni devi andare fino in russia. Tu pensa che io ci abito dentro, e chissà quanti altri in quel bel paese che è l’italia. Sembra quasi che non ti sia mai neppure capitato di vederne uno. Doppiamente fortunato.

    Una new town è una città fatta ex novo, ecco spiegato il “new”, altro che parlare a casaccio di berlusconi, che riprende a ragion veduta cavalli di battaglia storicamente della sinistra, per mandare ad abitare lì un gruppo d’abitanti che abitava in un’altra città. Spopolare la vecchia ancona, detto in parole povere, per ripopolare la nuova o “new one”, se preferisci. Se questo è difendere la tradizione, bene, non voglio distoglierti dal tuo sonno beato. Sogni d’oro.p

  85. falecius says:

    #84

    Che barba…

    “Il giudice ha condannato solo uno dei quattro accusati, Daniel Vicu, 29 anni, a sei mesi (pensa sospesa) per la detenzione di arnesi da scasso rinvenuti nella sua auto”

    http://www.agi.it/cronaca/notizie/200904102354-cro-rt10239-sciacallaggio_assolti_da_tentato_furto_4_romeni

    Carlo

  86. controlL says:

    @JZ: assolutamente, non ho mai pensato di darti del fascista.

  87. kelebek says:

    “per uno di loro sei mesi di carcere per ingiustificato possesso di oggetti atti ad offendere”. Veramente questo dice l’adn kronos. E parecchi giornali difatti parlano solo di mazza da baseball. Ma del resto è un meraviglioso portato del progresso questo qui: dove prima le leggende mettevano secoli a trasformare i fatti, fino a rendere inestricabile verità e finzione, adesso bastano ore. Comunque te ne vieni con me. Dove c’era flagranza d’un qualche reato, c’è stata condanna. Dove c’era solo “procurato allarme”, diciamo così, tutt’al più ha fatto battere il cuore a qualcuno tenero di cuore verso i rumeni.p

  88. utente anonimo says:

    Per Carlo, credo

    C’è qualcuno che interviene ripetutamente, senza firmarsi – anche se credo che sia lo stesso che si è firmato Carlo una volta.

    Sarebbe utile firmare, anche con uno pseudonimo qualunque, in modo da poter capire se gli interventi sono la continuazione di un dialogo, oppure nuovi interventi di altri.

    Quindi per favore, firmate sempre.

    Miguel Martinez

  89. utente anonimo says:

    …non a caso migrante come chi vola! Nel linguaggio de mito gli uccelli sono il simbolo dell’anima, meglio della sua parte più elevata: lo Spirito. Essere uomo-uccello, dover attraversare le sette valli o i sette mari per arrivare alla Conoscenza, scoprire se stessi come il mitico uccello Simorgh o il Phenix che rinasce dalle sue ceneri. Migrante potrebbe essere un volo, un’orizzonte, fra nomadismo e sedentarietà; il ricordo antico di quando gli uomini camminavano sulla terra alla ricerca del Sacro Graal. jam

  90. mariak says:

    Caro Miguel,

    si, gli interventi a cui ti riferisci sono tutti miei, di Carlo. Non è che non abbia firmato per qualche strana ragione, semplicemente spesso mi dimentico e non ho un profilo splinder, per cui non vengo automaticamente identificato.

    Approfitto per esprimerti la mia stima, nonostante le profonde differenze che ci separano.

    Carlo

  91. JohnZorn says:

    @carlo

    spero di non averti offeso

  92. kelebek says:

    >Si distruggerebbe per sempre la sua memoria e l´eventuale ripristino dei suoi monumenti sarebbe del tutto inutile. < Bravo. Dillo a Sherif,caro amico di MM, per cui la salvaguardia delle chiese e del patrimonio storico e artistico dell’Aquila non è prioritario e/o importante perché in chiesa non ci va nessuno e la gente non a casa. Saluti
    JZ

  93. kelebek says:

    Per Carlo n. 90

    Grazie

    Miguel Martinez

  94. JohnZorn says:

    TERREMOTO: HEZBOLLAH ESPRIME CONDOGLIANZE E OFFRE AIUTI

    (ANSA) – BEIRUT, 9 APR – Il movimento sciita libanese Hezbollah ha espresso oggi le proprie condoglianze all’ambasciatore d’Italia a Beirut, Gabriele Checchia, per le vittime del terremoto, esprimendo la disponibilita’ ”della nostra gente a offrire sostegno in questa catastrofe”.

    ”Porgiamo le piu’ sincere e profonde condoglianze ed esprimiamo la nostra amicizia e il nostro amore al popolo italiano”, si legge nella lettera di Hezbollah indirizzata all’ambasciatore Checchia e citata stamani dall’agenzia ufficiale libanese Nna.

    ”Saremo sempre grati per il ruolo da voi svolto e il sostegno espresso al popolo libanese durante le sciagure di cui siamo stati vittima, in particolare dopo l’aggressione israeliana dell’estate 2006”, conclude il messaggio, recapitato via fax, in riferimento alla guerra tra Israele e Hezbollah dell’estate di tre anni fa. (ANSA).

  95. roseau says:

    >TERREMOTO: HEZBOLLAH ESPRIME CONDOGLIANZE E OFFRE AIUTI < Su questo non avevo dubbi… Saluti
    JZ

  96. utente anonimo says:

    @JZ:

    Dillo a Sherif,caro amico di MM, per cui la salvaguardia delle chiese e del patrimonio storico e artistico dell’Aquila non è prioritario e/o importante perché in chiesa non ci va nessuno e la gente non a casa.

    Guarda, sinceramente ritengo non prioritaria la ricostruzione delle chiese di L’ Aquila. E lo dico certo con molte difficoltà, occupandomi di storia dell’ arte ed essendo cattolica.

    Ma, se è vero che le opere d’ arte non si riproducono e le persone sì, è anche vero -banalmente- che per essere prodotte e fruite ci vuole una quota minima di benessere nella collettività che oggi, in quella città, non c’è. E non c’è perché sono sfollati a decine di migliaia, l’ anno scolastico forse si perderà e c’è un fondato pericolo di una situazione sanitaria difficile.

    Poi, JZ: cosa accetteresti per primo, se avessi perso tutto? Un conforto materiale o spirituale?

    Mia madre, che a differenza di me ha un gran senso pratico, dice:

    “visto che stanno arrivando soldi da tutto il mondo, tirino su entrambe insieme, le case e le chiese“.

    Io dico soltanto che francamente mi ha ferito vedere Vespa chiedere al Monte dei Paschi di Siena i soldi per la ricostruzione della Basilica di San Bernardino, mentre ancora si stavano estraendo vivi e morti dalle macerie.

    Nonostante (e anche e soprattutto) per l’ importanza che annetto a quella chiesa, e alla figura del santo che vi si venera.

    Basta rileggersi la condanna dell’ usura, vigorosamente espressa da San Bernardino in alcune prediche….

  97. JohnZorn says:

    Nel blog, segnalato da Michela Murgia, Femminismo a sud ho letto un post molto interessante dal titolo Abruzzo: prove tecniche di occupazione militare. Parla del terremoto dal punto di vista di una residente in quei luoghi. L’ho trovato molto interessante come altri post lì pubblicati.

    Sardina in gita pasquale

  98. utente anonimo says:

    >Guarda, sinceramente ritengo non prioritaria la ricostruzione delle chiese di L’ Aquila. E lo dico certo con molte difficoltà, occupandomi di storia dell’ arte ed essendo cattolica. < Guarda, io che Cattolico NON SONO ed in chiesa NON CI VADO (se non per ammirarle,appunto,sotto il profilo artistico), ti facevo gentilmente notare che la stupidità offensiva di tale ragionamento non persisteva nel mero discorso “Utilitaristico”, semmai proprio su quello artistico e spirituale.
    Non puoi (come ha fatto Sherif) dire che bisognerebbe ignorare le chiese ed il patrimonio artistico dell’Aquila perchè “tanto non sarebbero gli originali” (dimostrando una certa ignoranza, nell’accezione “non offensiva del termine”, per quando riguarda il restauro e la manutenzione dei beni culturali) e, peggio ancora, dicendo “tanto non ci va nessuno”?

    Vale a dire che se la comunità più assidua nella pratica religiosa fossero,che so, i testimoni di Geova, la loro sala (magari in una palazzina anonima) sarebbe prioritaria verso un patrimonio artistico e mondiale come quello di quella città (da esperta di storia dell’arte lo sai meglio di me).

    Della serie: se vogliamo fare i “laici all’amatriciana” (come fa Sherif) cerchiamo almeno di non dire stronzate…

    Saluti

    JZ

  99. mariak says:

    Al n°97

    Sono andato per curiosità a leggere l’intervento “abruzzo: prove tecniche di occupazione militare”.

    Non leggevo un tale delirio da tempo, veramente da pelle d’oca.

    Frasi come:

    “non vogliono dirci quanti immigrati sono sepolti sotto le macerie.”

    “l’aquila sarebbe l’unica città interamente colonizzata da italiani”

    “Per quello che riguarda noi sopravvissuti ci hanno ridotto a bambini della 5^ elementare. Da mettere in fila per due, possibilmente con la divisa e il numeretto al braccio per essere identificabili (per il nostro bene, è ovvio).”

    “Da giorni insistiamo per dire che tanti immigrati invisibili sono sepolti nel centro storico e a onna. Che ci sono più morti e dispersi di quelli che dichiarano. Che l’idea delle cifre ritoccate serve a fare un lifting all’intera operazione per dire che è tutto un gran successo. Che non c’e’ organizzazione e coordinamento e che tutto funziona male.”

    “Questa è diventata una caserma militare. Una zona di esercitazioni. Qui stanno sperimentando frettolosamente la tecnica della paura per imprimere il controllo in un momento in cui tutto è permesso. Questo è quello che avverrà all’italia se il comando sarà dato ad un solo uomo o a più uomini che vogliono amministrare lo stato assieme ai generali e non con i cittadini.”

    Questo è solo un piccolo estratto da una vera e propria “antologia della paranoia e del degrado mentale della sinistra italiana”.

    L’Aquila “colonizzata da soli italiani” è un’espressione che merita di essere eternata come simbolo del disordine cognitivo a cui può condurre la propaganda immigrazionista e l’ignoranza storica e antropologica.

    E in un link segnalato al’interno un’altra perla di demenza comunista e internazionalista:

    “insopportabile clima bipartisan di queste ore, laddove si usa la morte di centinaia di persone e il disastro di migliaia di sfollati per rilanciare la morsa e il ricatto dell’unità nazionale”

    Senza parole.

    Carlo

  100. utente anonimo says:

    Questo è solo un piccolo estratto da una vera e propria “antologia della paranoia e del degrado mentale della sinistra italiana

    maria

    no calma, il sito a cui ti riferisci non è la sinistra italiana, ma soltanto una parte di essa, casomai.

    Io per esempio sono di sinistra ma non ho di quelle paranoie e se uno dice che negli ospedali si occultano i morti lo lascio perdere perchè chiaramente è impossibile.

    Ci vorrebbe , posto che qualcuno lo voglia fare, una serie di complicità del tutto impossibili.

  101. mariak says:

    Per Maria #100

    Qui a spaventare non è un dettaglio, questa o quella specifica paranoia. E’ il panorama mentale che emerge da tutta l’impostazione di quell’intervento a lasciare sbigottiti. Perfino tra le macerie e nel dolore, sopravvive ostinata e fortissima, quasi viscerale, l’ostilità verso lo Stato, ma in questo caso in modo molto più trasparente verso la collettività e verso “gli italiani”, quelli che, secondo il delirio dell’autore, hanno “colonizzato L’Aquila”…. (roba da camicia di forza!) quelli che non soccorrono i migranti, che ne occultano i corpi, che li perseguitano come sciacalli, che approfittano del terremoto per attuare le ronde, ecc…

    Sempre i migranti al centro delle preoccupazioni, altro che destra xenofoba!

    E si arriva contemporaneamente a lamentare la mancanza di organizzazione dei soccorsi, e poche righe dopo l’essere “trattati come bambini di quinta elementare, schedati e numerati”.

    Veramente, si esce storditi da una lettura come questa, e si va con la testa bassa e un po’ di amarezza a votare perfino la figlia di Berlusconi, pur di impedire a gente così di raggiungere il minimo potere.

    Carlo

  102. JohnZorn says:

    per carlo

    infatti io non condivido nulla di quell’intervento, non ne condivido soprattutto lo spirito che oltrepassa la spaventosa complessità di quell’evento, l’oggettiva difficoltà di organizzare soccorsi completi che possano neutralizzare immediatamente le conseguenze tragiche del terremoto, la dietrologia che vede piccoli complotti dappertutto.

    Ciò non significa che non si debbano criticare delle cose o discutere delle prospettive tipo la ricostruzione da fare, le priorità da considerare, le colpe da individuare e tutto il resto.

    Resta il tema degli immigrati che è questione pervasiva di ogni questione e anche di questa.

    I più poveri, i meno protetti, gli ultimi arrivati stanno peggio di tutti, è sempre stato così e lo è ancora oggi. Quindi non si tratta di manie o di ubbie progressiste ma di una realtà.

  103. roseau says:

    >I più poveri, i meno protetti, gli ultimi arrivati stanno peggio di tutti, è sempre stato così e lo è ancora oggi. Quindi non si tratta di manie o di ubbie progressiste ma di una realtà. < Se chiami “xenofobia” e “ronde”il pizzicare con le mani nel sacco (partendo dal presupposto che nel caso dei 4 rumeni di falso allarme si trattava,almeno voglio crederlo) qualche sciacallo (quelli che per Sherif non esistono) capisci che di paranoia si tratta eccome… Saluti
    JZ

  104. roseau says:

    @ JZ:

    Guarda, io che Cattolico NON SONO ed in chiesa NON CI VADO (se non per ammirarle,appunto,sotto il profilo artistico), ti facevo gentilmente notare che la stupidità offensiva di tale ragionamento non persisteva nel mero discorso “Utilitaristico”, semmai proprio su quello artistico e spirituale.

    Non puoi (come ha fatto Sherif) dire che bisognerebbe ignorare le chiese ed il patrimonio artistico dell’Aquila perchè “tanto non sarebbero gli originali” (dimostrando una certa ignoranza, nell’accezione “non offensiva del termine”, per quando riguarda il restauro e la manutenzione dei beni culturali) e, peggio ancora, dicendo “tanto non ci va nessuno”?

    Mah, non vorrei mai fare l’esegeta di Sherif (che tra l’ altro citi tu, io ti ho detto la mia) ma ho letto il post in questione, e non mi pare proprio che dica che ricostruirle sia inutile. Semmai, la polemica di Sherif è rivolta verso il peso eccessivo delle questioni religiose nel dibattito politico, e dell’ interesse -non certo ingenuo- dei politici italiani, nel cercare una sponda Oltretevere.

    Quanto all’ originalità del manufatto artistico, io sono radicale: meglio le rovine autentiche che un restauro malfatto e che tradisca completamente il progetto originario dell’ edificio, o che, peggio, dia luogo a penosi interventi “pseudostorici” (vedi le chiese di fondazione longobarda col pratino all’ inglese davanti: Viollet-le-Duc è passato pel Friuli dopo l’ Anno del Signore 1976).

    I restauri vanno fatti con mano leggera, attenzione documentaria, rispetto, per quanto è possibile, per i materiali originari e sorveglianza continua (sui bilanci, sulla prassi esecutiva) durante i lavori.

    La bellissima basilica di Santa Maria di Collemaggio era stata restaurata nel transetto alla fine degli anni ’90, con cemento armato ad armatura liscia. La facciata non era stata toccata, se non marginalmente, utilizzando masselli in bicromia e malte dalla composizione analoga a quella impiegata nel XIV sec.

    Prova ad indovinare quale parte della chiesa è stata interessata dai crolli, una settimana fa.

    Vale a dire che se la comunità più assidua nella pratica religiosa fossero,che so, i testimoni di Geova, la loro sala (magari in una palazzina anonima) sarebbe prioritaria verso un patrimonio artistico e mondiale come quello di quella città (da esperta di storia dell’arte lo sai meglio di me).

    Embé? :)

    Prioritaria per chi? Per lo Stato Italiano? Credo che non si ponga la questione.

    Fortunatamente, la confessione maggioritaria in Italia non riceve aiuti pubblici per la manutenzione dei suoi edifici perché è confessione maggioritaria, ma perché, incidentalmente, detiene circa il 70% dei beni culturali sparsi sul territorio nazionale.

    E comunque il finanziamento pubblico alle iniziative delle confessioni che hanno sottoscritto una intesa con lo Stato italiano va in minima parte (purtroppo: si disperdono in mille rivoli) alle iniziative di tutela dei beni culturali religiosi.

    Tra queste confessioni non c’è la religione islamica. Credo (ma in questo Falecius ne sa assai più di me) che la costruzione, la manutenzione e la tutela artistica delle moschee, in Italia, sia finanziata in larga parte dalle offerte dei fedeli. Come è giusto che sia, credo, per tutte le confessioni.

    Ciò vuol dire che prioritariamente, il finanziamento dovrebbe provenire dai fedeli, e poi, secondariamente, a chi voglia o possa contribuire. Non faccio la schifiltosa. :D

    Della serie: se vogliamo fare i “laici all’amatriciana” (come fa Sherif) cerchiamo almeno di non dire stronzate…

    Ma non essere così severo, su…il suo era un ragionamento paradossale, partendo, credo, dall’ esperienza della realtà che conosce meglio…

  105. roseau says:

    @ JZ:

    Guarda, io che Cattolico NON SONO ed in chiesa NON CI VADO (se non per ammirarle,appunto,sotto il profilo artistico), ti facevo gentilmente notare che la stupidità offensiva di tale ragionamento non persisteva nel mero discorso “Utilitaristico”, semmai proprio su quello artistico e spirituale.

    Non puoi (come ha fatto Sherif) dire che bisognerebbe ignorare le chiese ed il patrimonio artistico dell’Aquila perchè “tanto non sarebbero gli originali” (dimostrando una certa ignoranza, nell’accezione “non offensiva del termine”, per quando riguarda il restauro e la manutenzione dei beni culturali) e, peggio ancora, dicendo “tanto non ci va nessuno”?

    Mah, non vorrei mai fare l’esegeta di Sherif (che tra l’ altro citi tu, io ti ho detto la mia) ma ho letto il post in questione, e non mi pare proprio che dica che ricostruirle sia inutile. Semmai, la polemica di Sherif è rivolta verso il peso eccessivo delle questioni religiose nel dibattito politico, e dell’ interesse -non certo ingenuo- dei politici italiani, nel cercare una sponda Oltretevere.

    Quanto all’ originalità del manufatto artistico, io sono radicale: meglio le rovine autentiche che un restauro malfatto e che tradisca completamente il progetto originario dell’ edificio, o che, peggio, dia luogo a penosi interventi “pseudostorici” (vedi le chiese di fondazione longobarda col pratino all’ inglese davanti: Viollet-le-Duc è passato pel Friuli dopo l’ Anno del Signore 1976).

    I restauri vanno fatti con mano leggera, attenzione documentaria, rispetto, per quanto è possibile, per i materiali originari e sorveglianza continua (sui bilanci, sulla prassi esecutiva) durante i lavori.

    La bellissima basilica di Santa Maria di Collemaggio era stata restaurata nel transetto alla fine degli anni ’90, con cemento armato ad armatura liscia. La facciata non era stata toccata, se non marginalmente, utilizzando masselli in bicromia e malte dalla composizione analoga a quella impiegata nel XIV sec.

    Prova ad indovinare quale parte della chiesa è stata interessata dai crolli, una settimana fa.

    Vale a dire che se la comunità più assidua nella pratica religiosa fossero,che so, i testimoni di Geova, la loro sala (magari in una palazzina anonima) sarebbe prioritaria verso un patrimonio artistico e mondiale come quello di quella città (da esperta di storia dell’arte lo sai meglio di me).

    Embé? :)

    Prioritaria per chi? Per lo Stato Italiano? Credo che non si ponga la questione.

    Fortunatamente, la confessione maggioritaria in Italia non riceve aiuti pubblici per la manutenzione dei suoi edifici perché è confessione maggioritaria, ma perché, incidentalmente, detiene circa il 70% dei beni culturali sparsi sul territorio nazionale.

    E comunque il finanziamento pubblico alle iniziative delle confessioni che hanno sottoscritto una intesa con lo Stato italiano va in minima parte (purtroppo: si disperdono in mille rivoli) alle iniziative di tutela dei beni culturali religiosi.

    Tra queste confessioni non c’è la religione islamica. Credo (ma in questo Falecius ne sa assai più di me) che la costruzione, la manutenzione e la tutela artistica delle moschee, in Italia, sia finanziata in larga parte dalle offerte dei fedeli. Come è giusto che sia, credo, per tutte le confessioni.

    Ciò vuol dire che prioritariamente, il finanziamento dovrebbe provenire dai fedeli, e poi, secondariamente, a chi voglia o possa contribuire. Non faccio la schifiltosa. :D

    Della serie: se vogliamo fare i “laici all’amatriciana” (come fa Sherif) cerchiamo almeno di non dire stronzate…

    Ma non essere così severo, su…il suo era un ragionamento paradossale, partendo, credo, dall’ esperienza della realtà che conosce meglio…

  106. utente anonimo says:

    Errata corrige

    Fortunatamente, la confessione maggioritaria in Italia non riceve aiuti pubblici per la manutenzione dei suoi edifici perché è confessione maggioritaria, ma perché, incidentalmente, detiene circa il 70% dei beni culturali sparsi sul territorio nazionale.

    Volevo dire: NON perché è confessione maggioritaria.

  107. utente anonimo says:

    Carlo #84,

    purtroppo non sembre le indagini procedono nel modo impeccabile a cui ci hanno abituato i telefilm. Certo è sempre brutto quando persone innocenti vengono arrestate, ma – se non altro – questa volta è finita presto e bene. Grazie – pare – soprattutto alla serietà del PM.

    Z.

  108. utente anonimo says:

    Pino,

    – L’idea che mi sono fatto io è che si tratti di una di quelle magiche convergenze che rendono a volte impossibile distinguere il politico di destra e quello di sinistra: —

    Già, tipo la retorica forcaiola durante i procedimenti per violenza sessuale: o perché bisogna mostrare i muscoli (dx), o perché bisogna mostrarsi ossequiosi verso le Vittime Donne (sx), è costume chiedere condanne severissime prima ancora che sia aperto il processo :-)

    – per il politico di destra, dire “migrato” assomiglierebbe troppo a una ammissione di fatto compiuto (“ormai stanno qua…”) mentre “migrante” è un’entità provvisoria, in transito, passibile di espulsione perché “tanto migra”. —

    Vero, nel senso che per il destro la “migrazione” non finisce mai. Il soggetto in questione è e rimane sempre un “migrante”, quindi un pezzente sfigato da emarginare o cacciare. Anche per il sinistro rimane sempre un “migrante”, ossia un alleato naturale nella “lotta contro lo stato borghese” (che poi il “migrante” di “lottare contro lo stato borghese” possa non fregargliene un piffero, naturalmente, non è contemplato).

  109. controlL says:

    (siempre Z., beninteso)

  110. JohnZorn says:

    Non che sia sbagliato quel ragionamento fondato su destra/sinistra del termine “migrante”, ma è molto parziale. Oggi in parlamento, dato di fatto incontestabile, l’unica sinistra rappresentata non è quella “che lotta contro lo stato borghese”, illusoriamente alleata o meno coi “migranti”. “Migrante” s’è imposto piuttosto perché è una parola-metafora di tutta la condizione delle società odierne. Quando s’usa, si pensa di parlare d’altri e si parla, simbolicamente, di se stessi. Io non uso e non userei mai “migrante” verso uno straniero residente in un posto, ma potrei usare a ragion veduta l’espressione “società migranti”, per definire il tratto distintivo di queste società rispetto ad altre, più stabili, che l’hanno precedute. Senza saperlo, s’usa la saggezza millenaria di questa parola, che non è nata mica coi primi sbarchi dei gommoni sulle coste italiane. Per questo, credo, andare indietro nel tempo e recuperare la storia delle parole non è fare filologia inutile. Quando una parola indica di più della realtà che immediatmente addita, la sua estensione storicamente significante ce ne fa capire meglio la portata. È il caso di migrare/migrante, fissato nel participio presente [atemporale]. Tutti conosciamo l’espressione “panta rei”, il tutto scorre d’eraclitiana memoria. La riprese anche lucrezio nel suo de rerum natura, traducendola: “omnia migrant”. Potremmo parafrasarla senza che cambi senso: “omnia sunt migrantia”. Oggi questa percezione, in tutti, rispetto alle società in cui si vive, s’è fatta molto più acuta d’un tempo. Le polemiche politiche rappresentano solo una parte, importante perché può avere immediati effetti pratici, di questa percezione acuita.p

  111. kelebek says:

    @ Roseau:

    >Mah, non vorrei mai fare l’esegeta di Sherif (che tra l’ altro citi tu, io ti ho detto la mia) ma ho letto il post in questione, e non mi pare proprio che dica che ricostruirle sia inutile. < Devi leggerti le risposte relative, io parlavo di quelle ;)

    Riguardo ai lavori ed i restauri ho la MASSIMA fiducia in te, visto che certamente ne sai di più ;)

    >Embé? :) Prioritaria per chi? Per lo Stato Italiano? Credo che non si ponga la questione. < Forse non avendo letto (come dicevo prima) i commenti successivi a quel post non ti è facile cogliere quel che intendevo dire.
    Sherif vede quegli edifici solo in funzione della loro “utilizzo confessionale” (partendo dal suo disprezzo per cattolicesimo italiano, fra l’altro).

    Da Italiano,legato al patrimonio artistico del mio paese, ci tengo appunto per motivi diversi. Fossero anche sempre vuoti durante le funzioni religiose.

    >Ciò vuol dire che prioritariamente, il finanziamento dovrebbe provenire dai fedeli, e poi, secondariamente, a chi voglia o possa contribuire. Non faccio la schifiltosa. < Personalmente, pur odiando Berlusconi con tutte le mie forze, ho apprezzato la sua iniziativa di “dividere” i lavori di restauro dei monumenti tra i paesi che avevano offerto aiuti dicendo di utilizzare l’eventuale denaro per quest’altro.
    Visto che gli aiuti a caldo,offerti sull’onda emotiva del momento, spesso sono un “sovrappiù” che va sprecato.

    >

    Ma non essere così severo, su…il suo era un ragionamento paradossale, partendo, credo, dall’ esperienza della realtà che conosce meglio… < No,e quale sarebbe poi “l’esperienza della realtà che conosce meglio”? L’Imam di Torino? :P

    Detto questo:leggo Sherif da un sacco di tempo e pur rispettando il suo lavoro ho imparato a conoscerlo.

    In questo senso s’è perfettamente integrato,diventando un laico “all’Italiana”. Ovvero: laico per tutte le altre confessioni tranne la propria.

    Troppo facile, troppo comodo.

    Saluti

    JZ

  112. kelebek says:

    Per Carlo e Maria

    Credo che un testo del genere possa essere letto in due modi, il primo distruttivo e il secondo costruttivo.

    1) “Guardate le sciocchezze che dice una voce di sinistra, quindi non mi interessa ascoltare nessuna voce di sinistra!”

    2) “Questa è una voce di sinistra. L’autore è evidentemente un po’ fuso e paranoico, ma ricordiamoci che la fusione e la paranoia sono diffuse ovunque. Piuttosto, è interessante notare come uno di sinistra, quando si fonde s’imparanoia, tende a farlo in questo modo, mentre uno di destra tende a farlo in altro modo”.

    Su questo blog, ci siamo opposti a tutti i complottismi, di destra, di sinistra o altri, facendoci di conseguenze non pochi nemici.

    Ma credo che la matrice di certi complottismi stia sempre nel rifiuto di cercare i rapporti di forza e le leggi storiche dietro gli eventi, preferendo cupe accuse morali contro i propri nemici.

    In questo senso il complottismo di sinistra (che indubbiamente esiste) è quanto di meno marxiano ci possa essere.

    Miguel Martinez

  113. JohnZorn says:

    Per Carlo n. 101

    Comunque non è necessario votare per Marina Berlusconi per bloccare i fusi di sinistra. Basta votare Franceschini (se si vuole).

    Non esiste oggi in parlamento alcuna rappresentanza di sinistra, né tantomeno delle frange come quelle che hanno prodotto il discutibile testo sull’Aquila.

    Miguel Martinez

  114. mariak says:

    >In questo senso il complottismo di sinistra (che indubbiamente esiste) è quanto di meno marxiano ci possa essere.< E su questo,come darti torto?
    Marx in soldoni, fra l’altro, mica da opera Omnia…

    >Non esiste oggi in parlamento alcuna rappresentanza di sinistra, né tantomeno delle frange come quelle che hanno prodotto il discutibile testo sull’Aquila.< Tuttavia Miguel,converrai, che quei paranoici siano molto vicini alla sinistra “Come la intendi tu”… Saluti
    JZ

  115. utente anonimo says:

    Ma credo che la matrice di certi complottismi stia sempre nel rifiuto di cercare i rapporti di forza e le leggi storiche dietro gli eventi, preferendo cupe accuse morali contro i propri nemici.

    In questo senso il complottismo di sinistra (che indubbiamente esiste) è quanto di meno marxiano ci possa essere.

    maria

    miguel sono d’acordo, ho sempre in mente le parole del personaggio creato da Koestler.

    Aveva agito, con tanti altri, osservando appunto i grandi e lunghi moti della storia con i suoi conflitti, e nell’ora della disfatta sapeva che non vi erano stati complotti.

  116. kelebek says:

    p.,

    – Oggi in parlamento, dato di fatto incontestabile, l’unica sinistra rappresentata non è quella “che lotta contro lo stato borghese”, illusoriamente alleata o meno coi “migranti”. “Migrante” s’è imposto piuttosto perché è una parola-metafora di tutta la condizione delle società odierne. Quando s’usa, si pensa di parlare d’altri e si parla, simbolicamente, di se stessi. —

    Hmm… non so se sono d’accordo, stavolta. Innanzitutto, bisogna ricordare che l’uso di questo termine non è nato nella sinistra oggi rappresentata in parlamento. Che io ricordi, i primi ad adoperare in questa accezione il termine migrante sono stati quei soggetti che amano chiamarsi “altermondialisti”. Solo in seguito l’utilizzo del termine si è diffuso tra le forze politiche istituzionali italiane (per le ragioni, io credo, che sono state citate). Più che una riflessione sulla natura di migrante che riguarderebbe tutti noi credo, quindi, che ci fosse proprio l’intenzione nemmeno troppo velata di tingere di sfumature poetiche la migrazione di quei popoli che – secondo il loro punto di vista – noi dovremmo accogliere come alleati contro questa società antipatica.

    – Tutti conosciamo l’espressione “panta rei”, il tutto scorre d’eraclitiana memoria. La riprese anche lucrezio nel suo de rerum natura, traducendola: “omnia migrant”. —

    Oddio – io sono più vicino a chi considera Eraclito filosofo della staticità, considerato che il fiume di Eraclito scorre sempre nello stesso posto senza spostarsi mai di un metro. Sicché, per quanto sia anche questa – indubbiamente – una forzatura, più che a Lucrezio credo che Eraclito si avvicini a Guccini e alla sua Canzone dei dodici mesi :-)

    Z.

  117. JohnZorn says:

    Per JZ n. 113

    tu dici:

    “Tuttavia Miguel,converrai, che quei paranoici siano molto vicini alla sinistra “Come la intendi tu”

    Questa espressione può avere due significati diametralmente opposti:

    - “sinistra” nel senso in cui la “intendi tu” (positivamente) quando dici di essere di sinistra

    - “sinistra” nel senso in cui la “intendi tu” (negativamente) quando dici di non essere di sinistra.

    Siccome io non mi dico di sinistra, presumo che tu lo intenda nella seconda accezione, in quel caso sono d’accordo con te.

    Miguel Martinez

  118. controlL says:

    >Questa espressione può avere due significati diametralmente opposti: < No, anche una terza.
    Forse non mi son spiegato bene,mi riferivo infatti a quel che intendi tu una sinistra “positiva” (a prescindere dal non ritenerti tu di sinistra), vedi i tuoi link “Sinistre Decenti”.

    In altre parole la già citata serie di deliri/paranoie (che mi fa piacere tu non condivida, sia chiaro) potrebbe uscire tranquillamente dal “genio” di una di quelle “Sinistre Decenti”.

    Saluti

    JZ

  119. utente anonimo says:

    Beh, su eraclito non voglio approfondire, anche per mancanza di conoscenza adeguata. Non mi stupisce però che qualcuno pensi che dietro lo “schermo d’immagini” mobile eraclito vedesse dietro l’immobilità. C’è chi lo accosta, tra gli esperti, alle dottrine orientali. Avrà i suoi buoni motivi. Però che nello schermo apparente “panta rei” oppure “omnia migrant”, è dottrina indubbiamente eraclitea e pure epicurea, considerando lucrezio e le sue convinzioni. E la politica si gioca tutta su questo “schermo”.

    Venendo alla seconda cosa, è molto interessante. Io nemanco so chi siano ‘sti “altermondialisti”. Essendo un “archeiomarxista”, come dicono i greci (moderni, ovvio), non seguo le novità politiche dell’ultim’ora, e spesso neppure della penultima. Però, che una parola nata dal gergo politico di sparuti gruppetti sia ora linguaggio comune, non ti dà da pensare, non tanto sulla forza di quei gruppi che l’hanno “imposta”, quanto su quella della parola che ha saputo imporsi?

    Io non dico che le forze politiche non usino in quei termini il vocabolo. Dico che il vocabolo usi loro, significando più profondamente altro da quello che dicono. Ed è questa forza simbolica che ha permesso che s’imponesse.p

  120. utente anonimo says:

    In risposta al #118 ed altri:

    Ma non vi pare che, senza bisogno di tante dotte elucubrazioni, il termine “migrante” si sia imposto perchè da una parte e dall’altra (con diverse finalità strategiche) c’è l’obiettivo di sradicare e precarizzare l’esistenza umana, slegandola sempre di più dalle reti protettive (familiari, comunitarie, etniche, nazionali) che sono un baluardo contro le elites predatorie transnazionali?

    Dicendo “migrante” invece di immgirato o emigrato, esaltando concetti come l'”identità migrante”, la “filosofie migrante”, “omnia sunt migrantia” d altre amenità, non si fa altro che prolungare l’eco della retorica decostruzionista che ha in definitiva niente altro che preparato lo spazio terminologico e concettuale per la successiva imposizione del precariato in tutte le sue forme.

    Sarà scontato dirlo, ma non c’è soluzione di continuità nè contraddizione logica tra la libera circolazione globale delle merci e quella dei lavoratori; chi auspica la prima fomenta la seconda, e chi foraggia e valorizza la seconda prepara il terreno per una più massiccia espansione della seconda.

    Carlo

  121. controlL says:

    Eh, come al solito faccio molti errori di battitura e scrivo di getto senza ricontrollare. Chiedo scusa, la frase corretta è la seguente:

    Sarà scontato dirlo, ma non c’è soluzione di continuità nè contraddizione logica tra la libera circolazione globale delle merci e quella dei lavoratori; chi auspica la prima fomenta la seconda, e chi foraggia e valorizza la seconda prepara il terreno per una più massiccia espansione della prima.

    Carlo

  122. kelebek says:

    Prova a rivoltare la frittata. Ti pare che una forza politica, quale, quella dei centri sociali?, abbia potuto imporre questo tipo di società, scendendo ogni tanto in piazza a lanciare grida e urli più o meno scomposti? O ha avuto la forza di abbattere la divisione che v’era tra europa sovietizzata e quella natizzata? Da allora sono cambiate alcune cosette, ci piaccia o meno. Non credere che io legga solo lucrezio. È che lucrezio mi aiuta meglio a capire i fatti d’oggi.p

  123. utente anonimo says:

    Per Carlo n. 119

    Direi il contrario.

    Oggi è molto diffuso un linguaggio basato sull’informatica, perché è molto diffusa l’informatica.

    Non è che qualcuno sta infiltrando sistematicamente il linguaggio italiano, per farci acquistare computer.

    Allo stesso modo, il decostruzionismo intellettuale – che indubbiamente esiste, e mina tutti indiscriminatamente – è piuttosto un riflesso di una società “migrante” nel senso in cui lo intende “p”.

    Esattamente come le immagini di un dio barbuto in cielo e la catena dell’essere riflettevano una società molto più rigida.

    Miguel Martinez

  124. utente anonimo says:

    Peucezio,

    no, ho aspettato per un po’ una risposta ma non vedendola ho finito per dimenticarmene, scusami. Appena ho tempo vado a leggere.

    Carlo,

    scusa l’indebita aggiunta dell’antisemitismo, che comunque non era propriamente tale, nel senso che nella mia scarsa esperienza ho sentito spesso discorsi simili ai tuoi associati a una diagnosi di “ebraicità” dello sradicamento, del materialismo, del capitalismo, del comunismo, insomma di un sacco di cose: però insinuare che tu pensassi questo, non equivaleva a identificarti con chissà quale mostruoso carnefice colpevole del Male Assoluto, semplicemente son cose che mi lasciano perplessa. Ad esempio Peucezio parlava di natura “maschile” della società capitalista, ma non per questo strepitavo crucifige al suo indirizzo quale rappresentante della furia sterminatrice antimaschile: più che altro, essendo una gretta materialista nonché essenzialmente un’anima semplice, per me il capitalismo è capitalista, e così via, e tanto mi basta.

    Tra l’altro penso che la disintegrazione dell’identità sia anch’essa solidale alla globalizzazione neoliberista (ma dell’identità anche politica, di tutte le identità tranne quelle fasulle del consumatore, e conosco pochi superstiti sostenitori dell’internazionalismo proletario, che non vedono peraltro molto di buon occhio la gente che come me solidarizza con svariate borghesie nazionali quando non nazional-religiose), ma se la “sinistra” la sostiene, vuoi perché la considera tappa sul cammino del progresso che porterà alla società futura, vuoi perché ha smesso di essere anticapitalista (la distinzione è artificiosa da un punto di vista marxista, ma non dal mio di comunista “etica” e “utopica”), sono fatti della “sinistra”, non miei.

    E’ comunque rinfrescante quando una persona con cui hai radicali divergenze ti qualifica cavallerescamente come hostis anziché come merdaccia, come accade più di sovente.

    Erika (che en passant è proprio il mio nome)

  125. controlL says:

    …l’esistenza umana é da sempre sottoposta a sradicalizzazione e precariato, vuoi per un motivo o per un’altro.L’Islam é nato proprio migrando, hegira, da Mecca a Medina per sfuggire alle persecuzioni che rendevano impossibili la vita dei musulmani alla Mecca.Ma anche l’avanzata del deserto sradica di fatto l’esistenza umana, o un terremoto, o l’arrivo del colonialismo che fa nascere anche dei migranti-sedentari. Gente che resta sulla propria terra ma per sopravvivere deve nascondere e cambiare la propria cultura-abitudini-modo di vivere, come se la loro terra fosse diventa un ‘viaggio straniero’. Migrante, participio presente atemporale, per tuffarsi “nell’eterno presente”, dove quando sei stato migrante, transumante, pellegrinante, una volta, poi lo sei per l’Eternità. Dove quando sei stato amante una volta poi lo sei per l’Eternità. Migrante é come la penna che graffiando il foglio crea la ferita che apre lo spazio di un’altra dimensione: quella dove l’uomo puo diventare Uomo. Quella dove come nelle antiche società tribali, le partage, la coutume, il dono, l’ospitalità aprono lo spazio alla “civiltà-conoscenza… occorre anche sottolineare che non tutti i migranti sono migranti, ma sarebbe davvero bello esserlo tutti, almeno un po…jam

  126. utente anonimo says:

    Vogliamo parlare di tradizione e radicamento? Parliamone. Citando questo passo d’un indipendentista siciliano in un suo intervento sulle radici storiche della sicilia: http://www.terraeliberazione.org/TERZU_CUNCUMIU.HTM

    “Assabenadica!

    As-Salam alaikum wa rahmatu Llahi wa barakatuhu! As-Salam alaikum! La Pace e la Benedizione di Dio siano con te! Che Dio ti benedica! Cosí si salutavano, in arabo, i Siqilli, i Siciliani di mille anni fa.”

    Inutile dire che quel secolare saluto, sintesi storica d’una terra, “territorio” qui suonerebbe davvero stonato, oggi è quasi scomparso.

    Ma adesso viene il bello per te, carlo. Votano dalla tua parte, anche se citano, non solo il corano, sfrontati, ma anche marx e persino bordiga. Ecco il messaggio d’un loro sostenitore:

    Stavota sugnu cu vuàtri

    Massimo Costa, già candidato sindaco a Palermo per “L’Altra Sicilia”, scrive a Mario Di Mauro, fondatore di “Terra e Liberazione”:

    Stavota sugnu cu vuàutri, caru Mario. Votu puru ju pi Lombardo, ma no pirchì sugnu d’accordu cu tuttu nzoccu dici iddhu, ma pirchì è l’ùnica scerta c’avi senzu accamora. Vafanculu ci’ù dicu ju a Grillo e a tutti chiddhi ca ni vennu a “libbirari”…Si vidi a lu Prisidenti mi lu saluti …Si passa l’appricazioni di lu Statutu lu jornu ddoppu luttamu pi na cosa chiossai…ma la strata è ancora longa…

    @Marzo 2008.

    La realtà è più varia di quanto raccontino le favole rimestate nel tubo catodico.

    En passant, grazie jam, che vieni di tanto in tanto ad aprire le finestre e mostrare uno scorcio di cielo stellato.p

  127. kelebek says:

    e gli ebrei benedicono il terremoto

    NEWS RACCAPRICCIANTE GLI EBREI BENEDICONO IL TERREMOTO IN ABRUZZO- http://www.fainotizia.it/2009/04/14/raccapricciante-gli-ebrei-benedicono-il-terremoto-abruzzo

  128. rigirandola says:

    Per n. 126

    Firmare sempre i propri commenti, anche con uno pseudonimo qualunque.

    Comunque, il link non funziona.

    Miguel Martinez

  129. RitvanShehi says:

    Piacere di conoscere il tuo blog.

  130. utente anonimo says:

    >Per n. 126 Firmare sempre i propri commenti, anche con uno pseudonimo qualunque. Comunque, il link non funziona. Miguel Martinez< Non è il link che non funziona, è la pagina che è “sparita”:-)

  131. PinoMamet says:

    Sul settimanale Internazionale di questa settimana c’è una foto che mi ha lasciata senza parole… vi posto la didascalia… purtroppo non sono in grado di scannerizzarla:

    29 Marzo 2009

    L’indesiderato

    Tenerife, Spagna. Immigrati sulla spiaggia della Tejita. Oltre 60 persone sono arrivate sull’isola a bordo di un barcone. Tra loro c’era anche un nero albino di 18 anni, in fuga dagli stregoni di un villaggio del Benin. Molti popoli africani credono che gli albini siano portatori di sventure. Così li perseguitano e li sacrificano durante i rituali religiosi. Il ragazzo ha chiesto asilo alle autorità spagnole. Foto di Carlos Moreno (Ap/Lapresse)

    La foto a colori mostra cinque africani… quattro neri ebano il quinto bianco come una mozzarella, sebbene viso e collo siano cosparsi di piccole macchie scure … sono tutti distesi sulla spiaggia, uno accanto all’altro e coperti da coperte rosse… due dormono… mentre gli altri due guardano in modo molto sospettoso il nero albino primo della fila che ha gli occhi chiusi, la bocca semiaperta e il capo sollevato… presumo che stesse tremando dal freddo…

    Anna (Eurasia)

  132. utente anonimo says:

    Sì, la pagina a cui rimanda il link citato al num. 126 è sparita.

    Su Google, digitando “ebrei terremoto Abruzzo” trovo invece notizia di un’iniziativa benefica della comunità ebraica romana a favore delle vittime del terremoto, e dei messaggi di cordoglio della comunità ebraica italiana e di Israele.

    Forse la notizia “sparita” era una bufala (magari derivata da un grossolano fraintendimento) di cui ci si è accorti?

    Boh!

    Ciao!!

  133. utente anonimo says:

    Vogliamo fare a chi è più anti-pluto-pippo-giudaico-massonico, eh?

    Voi pensate di essere i più cazzuti perché dite che gli ebrei benedicono i terremoti, banda di islamonazicomunisti che non siete altro?

    Beh, c’è un tizio palestinese che è più islamonaziplutopippo di voi: lui ha scoperto che gli ebrei li PROVOCANO!

    http://bennauro.blogspot.com/2007/12/seismograph-recording-earthquake-last.html

    :D

    Z.

  134. utente anonimo says:

    Ah,

    notare il titolo del blog. Un’altra espressione nata in un ambiente di minorana (e per giunta sgradevolmente infantile, con un suono antipatico da gne-gne-gnè) che grazie alla sua ottusa vacuità è diventata in breve tempo “mainstream”, “bipartisan” nonché “very on air” :-)

    Z.

  135. utente anonimo says:

    Minoranza, eh.

    Zeta Pasticcio

  136. utente anonimo says:

    #132

    … io ho subito collegato gli ultimi bombardamenti su Gaza (bombardamenti a tappetto con bombe di ultima generazione di peso notevole… non certo leggere come le noccioline o le piume di un cardellino) con il terremoto in Abruzzo (v. la posizione geografica di Gaza)… ho il sospetto che possa aver contribuito ad accelerare e aumentare il fenomeno, già esistente in loco, dello sciame sismico… gli anziani di una volta solevano dire “non svegliare il can che dorme”.

    Tempo fa lessi sul giornale di un esperimento fatto in Gran Bretagna… all’ora x tutti gli individui presenti negli edifici scolastici dovevano saltare … l’esperimento funzionò…il saltare insieme di oltre 1 milione di individui provocò un piccolissimo terremoto registrato dai sismografi… Inevitabili certe conclusioni se si considerano i continui bombardamenti,le trivellazioni, i vari esperimenti di cui noi non sappiamo o altro… e che siamo in più di 6 miliardi di individui a fare di tutto e di più … concludo dicendo che forse il tizio non ha detto una cazzata…

    http://eduseis.na.infn.it/didattica/moduloIII/onde.htm

  137. mariak says:

    ops… ho dimenticato di firmare l’intervento #135… volevo correggerlo aggiungendo anche che l’Aquila si trova a un tiro di schioppo dai più grandi laboratori sotterranei esistenti al mondo …quelli del Gran Sasso… dove vengono stoccati in quantità considerevoli materiali altamente tossici… in particolare uno di cui non ricordo il nome… se fate una ricerca su google trovate tutte le informazioni…

    Anna (Eurasia)

  138. utente anonimo says:

    Tempo fa lessi sul giornale di un esperimento fatto in Gran Bretagna… all’ora x tutti gli individui presenti negli edifici scolastici dovevano saltare … l’esperimento funzionò…il saltare insieme di oltre 1 milione di individui provocò un piccolissimo terremoto registrato dai sismografi… Inevitabili certe conclusioni se si considerano i continui bombardamenti,le trivellazioni, i vari esperimenti di cui noi non sappiamo o altro… e che siamo in più di 6 miliardi di individui a fare di tutto e di più … concludo dicendo che forse il tizio non ha detto una cazzata…

    maria

    ma scusa non ti venne in mente che quella notizia fosse una bufala?

    Come hanno fatto a contattare un milione di persone, numero preciso, e come hanno fatto a falle saltare tutte insieme?

    E riguardo al collegamento tra terremoti e bombe, non mi pare che i grandi borbardamenti della seconda guerra mondiale provocassero dei terremoti per non parlare delle due bombe atomiche

    Casomai è l’energia dei terremoti ad essere pari o superiore all’energia delle bombe, ma non lo so, quello che so è che nel mondo circolano delle gran bischerate, questo sì

  139. RitvanShehi says:

    Anna,

    a parte che mi sembra EVIDENTE che si tratta di una stupidaggine bella e buona, devi spiegarmi come si fa a convincere un milioni di israeliani – un israeliano su sette, inclusi i neonati, gli arabi cittadini di Israele e Sharon attaccato alla flebo – a saltare tutti assieme :-)

    Z.

  140. utente anonimo says:

    >Come hanno fatto a contattare un milione di persone, numero preciso, e come hanno fatto a farle saltare tutte insieme? mariak< Mary, per quanto riguarda la prima domanda, ti ricordo che non siamo più nell’epoca dei piccioni viaggiatori, eh!:-). In quanto alla seconda, mettersi d’accordo su un’ora ben precisa per saltare ti sembra un’idea così astrusa?:-) >Anna, a parte che mi sembra EVIDENTE che si tratta di una stupidaggine bella e buona, devi spiegarmi come si fa a convincere un milioni di israeliani – un israeliano su sette, inclusi i neonati, gli arabi cittadini di Israele e Sharon attaccato alla flebo – a saltare tutti assieme :-) Z.< Beh, concordo sulla stupidità dell’iniziativa, ma – in veste di polemista professionista:-) – ti ricordo che:
    1. La popolazione ebraica d’Israele risulta ben superiore al milione, pur escludendo neonati, poppanti e Sharon attaccato alla flebo.

    2. Per convincerli magari basta un SMS governativo dal seguente tenore “Chi non salta hamassino è, è!”:-)

  141. utente anonimo says:

    Eh già, ad un certo punto della discussione arriva sempre lo svitato di turno a sparare cretinate sugli ebrei o a dare del nazista a casaccio…

    Vabbe’, in fondo 139 commenti sono tanti, forse è un segno che la discussione si è esaurita.

    Un saluto a tutti

    Carlo

  142. utente anonimo says:

    “io ho subito collegato gli ultimi bombardamenti su Gaza (…) con il terremoto in Abruzzo”

    uff… grazie! io mi sentivo tremendamente in colpa ché era da un paio di settimane che stavo zappando in giardino…pensavo di aver toccato la faglia o qualcosa del genere…

    roberto

  143. utente anonimo says:

    dimenticavo il link…

    sorry…

    http://www.giardinaggiofacile.it/prato/seminare-il-prato.php

    roberto

  144. controlL says:

    io di più… pensavo potesse essere stato l’eccessivo meteorismo amplificato

  145. fm_dacenter says:

    In verità io quella notizia feci in tempo a leggerla. Si trattava d’alcuni rabbini che recitavano, in un’occasione religiosa, una secolare preghiera al sole come immagine di dio, in cui si ringraziava per le cose belle e brutte create, tra cui anche i terremoti, simbolo tra gli altri della sua potenza. O giù di lì, che la notizia non meritava grande importanza, e l’ho letta distrattamente. Il titolo era comunque del tutto fuorviante. Tutt’al più si poteva dire che anche la religione ebraica ha un’idea di provvidenza simile a quella cristiana, per cui anche i terremoti e le sciagure naturali rientrano nel disegno divino. Tanto per chiudere il trittico delle religioni monoteiste, si può citare un passo dell’imam che ha tenuto il discorso funebre a l’aquila: “la vita come la morte, tutto fa parte del grande disegno divino”.p

  146. mariak says:

    x P.

    ma esiste un gomblotto mondiale-globale-totale dei titolisti per deformare e svilire sempre e comunque il contenuto degli articoli?

    è una casta di mezzi demoni? un ordine monastico votato al Male? un partito di fanatici della distruzione?

    ogni volta resto stupito

    ciao

  147. controlL says:

    certo p e allora?

    I rabbini o i religiosi in genere possono anche pensare che i terremoti fanno parte del disegno divino, basta però non credere che la causa fisica di tali eventi siano le bombe su gaza o saltare tutti insieme in qualche milione.

    .

  148. utente anonimo says:

    Non ho ben capito la contestazione di francesco. Comunque spiego quel poco che ho capito, che poi non mi sono più interessato al trascurabile caso, secondo me. Qualcuno su “fai notizia” fa un commento in cui riporta la notizia di quella cerimonia rabbinica e ci mette quel bel titolo lì. Da dove abbia preso la notizia non lo so; perché l’abbia intitolato così il commento, credo sia facile intuirlo senza pensare a complotti neppure condominiali. Avendolo fatto in un sito radicale questo bel lavoro, figuriamoci, è facile immaginare sia stato cancellato. Questo è quanto, e se qualcuno non è contento, può approfondire lui.

    Le due notizie sono scollegate, mariak. Per il resto, cosa ti devo dire. Mica ho detto di credere a quelle cose.p

  149. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – 1. La popolazione ebraica d’Israele risulta ben superiore al milione, pur escludendo neonati, poppanti e Sharon attaccato alla flebo. —

    Ah, ma lo vedi che non stai attento? :-)

    Gli Israeliani, a quanto mi risulta. sono circa sette milioni. Un milione di Israeliani equivale dunque ad un Israeliano su sette, come si diceva al #138: ma equivale ad un Israeliano su sette solo se si considerano Sharon, poppanti, residenti arabi e balle varie :-)

    – 2. Per convincerli magari basta un SMS governativo dal seguente tenore “Chi non salta hamassino è, è!”:-) —

    Milioni di SMS da parte del governo israeliano? Che teoria assurda… e la proverbiale avarizia degli ebrei dove la metti?

    ;-)

    Z.

    PS: Mi dicono da Gerusalemme che il mensile di aprile devi dividerlo con me :-)

  150. utente anonimo says:

    Carlo,

    via, qualche battuta non sarà mica un dramma…

    Z.

  151. utente anonimo says:

    …tutto, sia il bene che il male vengono da Dio, cosi come la vita e la morte, perché é soltanto Lui il Vero, e questo esprime l’immobilità nel movimento, il molteplice nell’Uno. Tutto scorre proprio perché tutto é immobile, essendo il ‘non cambiamento’ ‘la natura non manifestata’ ‘l’inaccessibile’ la caratteristica esclusiva della Divinità. Il molteplice nell’Uno, essendo tutti l’Uno siamo semplicemente lo specchio nel quale Dio si guarda ed ad esistere é soltanto Lui.(leggendo Ibn’Arabi). Metacosmo, macrocosmo, microcosmo sono strettamente legati. L’effetto farfalla; un battito d’ali troppo nervoso degli angeli del quarto cielo, provoca un terremoto sulla terra, curando lo Spirito si guarisce anche il corpo, il nostro e quello della terra, gli angeli si calmano e invece di terremoti nasceranno soltanto cascate di fiori, ogni stella é un’altro sole. j.. (am)

  152. utente anonimo says:

    Per Z:

    Ma se hai voglia di ridere c’è il blog di sabina guzzanti, una comica militonta figlia d’arte (arte antiberlusconiana) che gon i bodendi mezzi rivoluzzzzionari del blog ha faddo lo sgoob della vida, sgobrendo che all’aguila gi sono sdadi 1000 mordi, ghe addualmende sono nasgosdi negli osbedali (brobabilmente gon la gonnivenza dei fascio-razzisti anti-migranti e berluschini).

    http://www.sabinaguzzanti.it/

    Lo sgoob; da un’intervista del segugio Sabina “bin Paolo” Guzzanti ad un blogger abruzzese:

    Nel tuo post hai parlato di mille morti. Sono cifre che stravolgono i conteggi.

    Due medici de L’Aquila mi hanno detto che tanti dei ricoverati negli ospedali morti a seguito del terremoto non sono stati conteggiati fra le vittime. E i nostri medici non possono entrare negli ospedali dei campi perché sono considerati sfollati. E poi facciamo un conto.

    Prego.

    Onna aveva 600 abitanti, è stata distrutta. L’Aquila, che ora è un ammasso di calcinacci, ne aveva 42.000. E saremmo a 270 morti, compresi i 48 di Onna. Le cifre non tornano.

    Quindi i morti che mancano all’appello sarebbero nascosti negli ospedali.

    Sì. Per ora non li vogliono dire. Preferiscono comunicarli un po’ alla volta.

    Carlo

  153. utente anonimo says:

    … l’esperimento, che tanta ilarità ha suscitato, è stato fatto in Gran Bretagna e non in Israele … sul come sia possibile che 1 milione e più di individui saltino nello stesso giorno e alla stessa ora, nell’articolo c’era scritto che avevano partecipato quasi tutte le scuole di ordine e grado del Regno Unito … presumo che per fare questo siano state emesse delle circolari… come fu fatto nell’azienda dove lavoravo quando ci fu comunicato, appunto dietro una circolare, che il giorno x si sarebbe svolta un’esercitazione antincendio…eravamo 800 lavoratori che, dopo il suono di un allarme, in poco tempo abbandonò l’edificio (7 piani) per riversarsi sul piazzale antistante… il responsabile dell’esercitazione fu molto soddisfatto di tutta l’operazione … un po’ meno quando gli feci notare che i due disabili che lavoravano al 7mo piano non erano usciti… perchè durante l’esercitazione, essendo vietato l’uso dell’ascensore e impossibilitati a scendere le scale dell’uscita di sicurezza, erano rimasti al loro posto… ci fosse stato un vero incendio i due sarebbero finiti arrosto… il tizio non battè ciglio e mi disse che ero la solita rompiballe (sic!). Uno dei maggiori difetti di noi italiani è il pressapochismo. (scusate per l’OT)

    Cmq non penso che l’esperimento delle scuole inglesi sia stata una bufala… in ogni caso trovo più fattibile una cosa del genere che il miracolo di San Gennaro o della madonnina che piange lacrime di sangue o del miracolo della cremina antirughe urlato a squarciagola da una imbonitrice alla Vanna Marchi. AMEN!

    Anna (Eurasia)

  154. RitvanShehi says:

    Errata corrige:

    Sabina bin Paolo Guzzanti ha solamente ripreso un’intervista fatta da un certo blogger ad un altro certo blogger mettendola nel suo blog (inizialmente senza citare la fonte).

    Resta gomungue un grande sgoob.

    Carlo

  155. fm_dacenter says:

    >Mi dicono da Gerusalemme che il mensile di aprile devi dividerlo con me :-)Z.< I soliti proverbiali avaracci:-): non ti potevano dare un mensile tutto tuo?:-)

  156. mariak says:

    caro p.

    io non ti criticavo affatto, il mio intervento era una inutile deprecazione dei titoli dei giornali, unica cosa regolarmente peggiore degli articoli dei giornali.

    ciao

    Francesco

  157. JohnZorn says:

    p, nemmeno io eh ti criticavo, figurati se potevo pensare che condividevi quelle scemenze:-)

    maria

  158. utente anonimo says:

    >I soliti proverbiali avaracci:-): non ti potevano dare un mensile tutto tuo?:-) < Sennò che ebrei sono? ;)

    JZ

  159. utente anonimo says:

    Carlo,

    – Ma se hai voglia di ridere c’è il blog di sabina guzzanti, una comica militonta figlia d’arte (arte antiberlusconiana) che gon i bodendi mezzi rivoluzzzzionari del blog ha faddo lo sgoob della vida —

    Cioè, vuoi dire che chi non frequenta il blog della figlia di Guzzanti deve per forza tenere il broncio? Onestamente pare esagerato :-)

    Ritvan,

    – I soliti proverbiali avaracci:-): non ti potevano dare un mensile tutto tuo?:-) —

    Guarda, vedi se riesci a convincerli tu :D

    Z.

  160. utente anonimo says:

    Z #158:

    Ognuno ride come meglio crede, ci mancherebbe. Personalmente il tuo botta e risposta con Ritvan, in cui vi date di gomito e vi fate l’occhietto sul tema “ma quanto sono sciocchini questi antisemiti con i loro inguaribili luoghi comuni” non mi fa affatto ridere.

    L’antisemita è talmente isolato e minoritario nella società italiana, che non si capisce cosa ci sia di comico o di arguto nello stigmatizzare i suoi spropositi.

    Sempre personalmente, trovo più divertente mettere il dito nella piaga dei luoghi comuni buonisti e piagnoni sui boveri migranti, quelli si ampiamente e trasversalmente condivisi, da Franceschini a Fini, dal ricco professionista borghese radical-chic al kompagno rivoluzionario di borgata.

    De gustibus.

  161. kelebek says:

    Carlo (presumo),

    – L’antisemita è talmente isolato e minoritario nella società italiana —

    E meno male!

    – che non si capisce cosa ci sia di comico o di arguto nello stigmatizzare i suoi spropositi —

    Ma nessuno qui pretende di essere particolarmente comico o arguto: quel compito lo lasciamo alla Guzzanti figlia. Che questa sera, peraltro, è stata davvero eccezionale :-)

    – Sempre personalmente, trovo più divertente mettere il dito nella piaga dei luoghi comuni buonisti e piagnoni sui boveri migranti —

    E ricordare, ad esempio, che in realtà son tutti delinquenti – specie se rumeni – ed è una “barba” che ogni tanto vengano assolti? :-)

    Z.

  162. kelebek says:

    Per Carlo n. 153

    Sabina bint Guzzanti. Mica è un maschio.

    Miguel Martinez

  163. utente anonimo says:

    Per Z n. 160

    “E ricordare, ad esempio, che in realtà son tutti delinquenti – specie se rumeni”

    Le battutacce sui rumeni li lascio ai moldavi, che in materia vanno giù più pesante dei leghisti.

    Miguel Martinez

  164. PinoMamet says:

    Miguel,

    e i rumeni che dicono dei Moldavi?

    Considerando che la Moldavia (mi pare) è stata a lungo una regione povera della Romania, mi stupirebbe se non circolassero battutacce e luoghi comuni in quella direzione. Come tra Italia del nord e Italia del sud, insomma, e – in modo anche più esplicito – tra le regioni ricche e le regioni povere di quasi tutti i paesi d’Europa.

    Z.

  165. utente anonimo says:

    Questa è una domanda che mi sono fatto anch’io.

    Ho avuto una vicina moldava (la “badante” del povero signor C. ), e parlava assai male dei romeni; purtroppo non sono riuscito ad approfondire le cause della sua scarsissima stima dei romeni, se cioè fossero etniche (la signora parlava con quello che a me pareva accento russo, quindi forse non era di lingua romena) o semplicemente campanilistiche (una regione della “Romania storica” contro l’altra, a mo’ di terroni vs. polentoni).

    Per un breve periodo nell’appartamento sotto quello della signora moldava in questione vissero altre due donne moldave (due biondone enormi) che la prima, a quanto capivo, ignorava con ostentazione.

    Le due ascoltavano musica turca a manetta.

    Ciao!

  166. utente anonimo says:

    Per Z #160:

    Un dato innegabile: i rumeni sono vittime di una campagna di aggressione ed odio xenofobo senza precedenti, da parte della marmaglia nazi-razzista, fascio-borghese e filo-berluschina. Prendi ad esempio i poveracci rumeni che hanno dato qualche bastonatina ai due miliardari napoletani che per via della loro costituzione fisica fradicia sono morti: adesso i poverini, dopo le torture del caso a cui li ha certamente sottoposti la polizia fascio-berluschina e legaiolo-razzista, saranno tradotti in carcere e privati della loro libertà. Il tutto per qualche bastonatina e qualche spintone! Questo è un chiaro caso di persecuzione razziale fascio-berluschina che va denunciato e combattuto!

    Del resto già i media xenofobi, nazifascisti e razzisti si sono lanciati sul trend, e oggi guarda caso nelle prime pagine spuntano altre due presunte rapine commesse da migranti esteuropoidi, che avrebbero perfino spedito in coma un giovane intervenuto a soccorrere gli anziani genitori! E’ una vergogna! Ci vuole un risarcimento danni per questi migranti accusati e diffamati dal sistema razzista, forcaiolo e fascio-legaiolo!

    Sono sicuro che se lanci una raccolta di firme per pretendere l’immediata scarcerazione dei migranti esteuropoidi calunniati dagli inquirenti fascisti italiani, riceverai l’appoggio compatto della sinistra antagonista, dei centri sociali, dei noglobal, e sull’altra sponda dei camerati whitepride, che sono molto preoccupati della cattiva pubblicità che i rom stanno facendo alla Romania, questo baluardo della razza bianca contro l’invasione caucasica e turca.

    Carlo

  167. PinoMamet says:

    Per Miguel #161

    Ricevuto. Bin (figlio di) Bint (figlia di). Giusto?

    Grazie

    Carlo

  168. utente anonimo says:

    Due note, la prima per tutti, la seconda per Carlo.

    -ora che mi mi viene in mente; quando parlavo con la signora moldava non mi era ancora capitato; ma in seguito, ho avuto a che fare, lavorativamente, con persone romene (preferiscono la versione con la “o”, mi ha fatto capire uno di loro, anche se in italiano è corretto anche “rumeno”, mi pare) e nessuna di loro parlava con l'”accento russo” della signora in questione; quindi lei era forse davvero di lingua russa, o ucraina, chissà, e la sua disistima si riferiva ai romeni etnici, moldavi inclusi; è un’ipotesi.

    -Carlo, devo dire che mi sfugge il senso del tuo commento.

    Dunque, fammi capire:

    i romeni sono stati bersaglio di una campagna di demonizzazione che ha preso spunto da alcuni fatti di cronaca;

    quindi avrebbero colpa (?) di aver attirato la simpatia della sinistra?

    (e della marginalissima destra “razziale”, che però lo fa solo per demonizzare meglio gli zingari)

    E la sinistra avrebbe colpa di chiamare xenofobi dei mezzi di comunicazione, “solo” perché questi ultimi si sono lasciati andare a un trend xenofobo?

    C’è qualcosa che mi sfugge.

    PS

    Chi se la prende col “nano pelato2 dà fastidio anche a me, e non solo perché non sono né particolarmente alto né eccessivamente villoso

    (ma mio trisnonno, quello che fuggiva dai carabinieri, era 1 metro e 97, quindi direi che sono un falso basso)

    ma perché è semplicemente stupido.

    Non vedo però cosa ci sia di male nello stigmatizzare un comportamento razzista, quando lo è.

    Ciao! :-)

  169. utente anonimo says:

    # 160

    Confermo… tempo fa conobbi una badante moldava… si risentì moltissimo quando la prima volta la scambiai per una rumena … non si risparmiò quando cominciò una filippica, accompagnata da una sfilza di anatemi, contro i rumeni che a detta di lei rovinavano, con la loro presenza in Italia, la credibilità degli stranieri provenienti da altre nazioni… Cmq anche Emil Cjoran, rumeno, si chiedeva come si può essere rumeno?… odiando le proprie origini… l’occasione di andarsene definitivamente gli fu offerta quando vinse una borsa di studio, nel 1937… grazie alla quale si reca a Parigi… Parigi da lui definità “la sola città al mondo dove si poteva essere poveri senza vergogna, senza complicazioni, senza drammi… la città ideale per essere un fallito”…

    Anna (Eurasia)

  170. utente anonimo says:

    pino, è a me che sfugge una cosa: ti riferisci al commento 167? essendo un commento da leggere al contrario, è chiaro che il tuo punto di partenza (cioè che i romeni siano stati vittima di una campagna di demonizzazione) è esattamente quello di cui carlo si fa beffe

    in effetti, dal suo (dico di carlo) punto di vista, non gli resta che il sarcasmo: non puo’ dimostrare a te e a me che i romeni NON sono vittima di una campagna di demonizzazione, perché sa che ogni informazione che cita è per noi “kompagni di borgata” (dice che esistono, gli credo, evidentemente che “quelle” borgate siano scomparse è un’altra cazzata di pasolini, come la scomparsa delle lucciole) sospetta perché proveniente dal sistema manipolatorio etc. etc.

    io avevo visto i risultati di uno studio della Caritas in cui la percentuale di reati per provenienza nazionale subiva nel caso dei romeni una lieve crescita, ma dovrei cercare (forse ricordo male)

    in ogni caso, per uscire dal mio delirio complottista voglio ammettere che i romeni siano realmente feccia, o che comunque la percentuale di feccia criminale nel caso dei romeni sia singolarmente alta, come puntualmente attestato dai mass media e dai conoscitori di come vannodavverolecose; bene, mettiamo che sia cosi; perché vanno proprio in italia (in francia ce ne sono pochissimi, certo le badanti devono ancora diffondersi ma le case le costruiscono anche qua – io vivo in francia), e nonostante siano stati ormai sgamati sembrano persistere nella loro sciagurata predilezione? è che lo stellone si è trasformato in sfiga? o è che le mosche sanno benissimo dove andare?

  171. RitvanShehi says:

    ho dimenticato la firma, sono renna

  172. Peucezio says:

    >Ognuno ride come meglio crede, ci mancherebbe. Carlo< Ma com’è buoooono lei!:-) >Personalmente il tuo botta e risposta con Ritvan, in cui vi date di gomito e vi fate l’occhietto sul tema “ma quanto sono sciocchini questi antisemiti con i loro inguaribili luoghi comuni” non mi fa affatto ridere.< Beh, scartando a priori – ma come son buooono anch’io:-) – l’ipotesi che anche tu possa essere vagamente antisemita (in qual caso si capisce perché non ridi), penso che tu – da “nuovo arrivato” – non possa apprezzare appieno i frizzi e lazzi sul tema che ci scambiamo io, Z. e qualcun altro dei frequentatori di lunga data di questo blog. >L’antisemita è talmente isolato e minoritario nella società italiana, che non si capisce cosa ci sia di comico o di arguto nello stigmatizzare i suoi spropositi.< Sarà anche “isolato e minoritario nella società italiana”, ma in questo blog in passato ci ha dato un bel po’ di filo da torcere. Ma tu – come già detto – non c’eri. >Sempre personalmente, trovo più divertente mettere il dito nella piaga dei luoghi comuni buonisti e piagnoni sui boveri migranti, quelli si ampiamente e trasversalmente condivisi, da Franceschini a Fini, dal ricco professionista borghese radical-chic al kompagno rivoluzionario di borgata.De gustibus. < Beh, siccome io sono un “bovero migrante”, mi permetti di ridere solo se la tua battuta in tema è anche divertente e non solo e semplicemente denigratoria e di cattivo gusto, come una recente vignetta di Vauro su Berlusconi?

  173. utente anonimo says:

    ERIKA, in effetti ho risposto con un certo ritardo ai tuoi interventi.

    Rispondi pure con calma, a tempo perso: ho messo molta carne al fuoco.

    Per inciso, anch’io faccio parte di quelli che fanno “diagnosi di “ebraicità” dello sradicamento, del materialismo, del capitalismo, del comunismo, insomma di un sacco di cose”.

    Tra l’altro non è un caso che la mitologia ebraica è l’unica al mondo, per quello che ne so, a far generare il femminile dal maschile anziché viceversa.

    Anche i greci, pur indoeuropei, patriarcali e molto maschilisti, fanno generare Urano da Gea. D’altronde dove si sono visti uomini che partoriscono donne (o che partoriscono in genere?).

    Tra l’altro la vecchia antropologia suppose che ci sia stata una fase in cui non si aveva bene percezione del fatto che per generare fosse necessario il maschio: ci si limitava a constatare che le donne partorivano e la cosa non veniva messa in relazione al coito, quasi partorissero per partenogenesi.

    L’antropologia contemporanea non crede più all’esistenza di una simile credenza in nessuna fase di sviluppo dell’umanità, ma siamo sempre là: non do un credito assoluto a tali portati della moderna indagine.

    Comunque la figura della Madonna è una riattualizzazione significativa di tale mito della partenogenesi. Tra l’altro qui si partorisce non solo un uomo, ma addirittura un dio: cioè non è solo il femminile che genera il maschile da sé, ma adirittura è l’umano che genera il divino.

    Siamo cioè ai mortali che si mettono a produrre dèi, il che mi pare sublime.

  174. utente anonimo says:

    Pino,

    – Carlo, devo dire che mi sfugge il senso del tuo commento —

    Onestamente sfugge anche a me. Al di là dell’ironia mi pare evidente che se i due rumeni falsamente accusati di stupro fossero stati due italiani non si sarebbe cercato di trattenerli dentro ad ogni costo con accuse di giorno in giorno più inverosimili, ben oltre il limite del ridicolo.

    Per giunta, a voler essere sinceri, non mi pare affatto che la sinistra si sia distinta per correttezza e solidarietà. Anzi, mi pare che fosse – come al solito – preoccupata soltanto di perdere voti: cosa che mi auguro accada.

    Z.

    PS: Ad essere sincero, non capisco neppure perché l’ironia razzista contro gli stranieri dovrebbe essere tanto più divertente dell’ironia antirazzista contro gli antisemiti… ma ammetto di avere molti limiti :-)

  175. Peucezio says:

    …in melanesia la partogenesi esiste ancora, esiste nei villaggi e nelle tribù più lontane, dove l’arrivo dei bianchi non é riuscito a distruggere tutto. Infatti l’uomo melanesiano non si sente padre di suo figlio, ma si sente genealogicamente più vicino al figlio della sorella. Coito e riproduzione non sono collegati, purtanto nelle leggende la donna non é da sola che si ritrova incinta. La fecondazione avviene quando la donna che pero’ deve essere sposata, camminando nei sentieri della brousse,natura, viene fecondata dallo Spirito del Totem. e lo Spirito del Totem non feconda le donne non sposate perché il marito ha una funzione indispensabile di preparazione e tutela del futuro figlio della donna…quindi nel mito le donne melanesiane sono tutte delle Madonne che portano nel ventre l’Eternità del Totem…ciao! jam

  176. utente anonimo says:

    Interessantissimo!

    Alla faccia dei pretesi aggiornamenti dell’antropologia “scientifica”.

    Dimmi un po’, dove trovi queste informazioni? Hai delle letture da consigliarmi?

  177. utente anonimo says:

    Peucezio, io sono un lettore distratto (e anche la formattazione dei commenti mi fa perdere molto), ma credevo fossi uno dei pochi cattolici di questo blog. Il #172 mi ha lasciato molti dubbi, puoi spiegare?

    hagrid

  178. utente anonimo says:

    Zeus partorì Atena, sia pure con parto “cesareo”

    Saluti

    Francesco

  179. utente anonimo says:

    …Maurice Leenhardt, etnologo antropologo dottore missionario protestante nel suo libro ‘Do Kamo’ dice fra l’altro…il melanesiano ignora il ruolo dell’uomo nella tramissione della vita. I casi di partenogenesi sono invece capiti…

    Comunque poi é lo zio materno che poi “insoffia ” la vita al nascituro, cioé lo rende membro del clan. E mi chiedo anche se la “couvade”, non sia altro che questo sentimento dell’uomo di essere indispensabile . Ma certo tutto parte dalla sottigliezza intellettuale delle società cosidette arcaiche o primitive, che ad accurata analisi mostrano di essere portatrici ad alta intensità dello Spirito Cristico. aloha, jam

  180. Peucezio says:

    … anche Alexandros III puo essere un caso di partenogenesi. Non racconta forse Olympia che non fu Filippo la causa della sua gravidanza, ma Zeus! jam

  181. kelebek says:

    hagrid, io sono cattolico apostolico romano.

  182. paniscus says:

    Per Z n. 163

    Mi sembra un po’ il contrario: i moldavi, reduci di un relativamente benevolo regime sovietico-russo, guardano ai rumeni come pezzenti furbissimi.

    Solo che adesso i pezzenti rumeni vendono i propri preziosi passaporti europei ai moldavi :-)

    Miguel Martinez

  183. utente anonimo says:

    Zeus partorì Atena, sia pure con parto “cesareo”

    Sì, però manca la prima parte del mito: Zeus partorì Atena (dalla testa) perché prima aveva avuto cura di ingoiarne integralmente la madre.

    Una scena tipo quella del lupo di Cappuccetto Rosso, insomma :)

    Lisa

  184. fm_dacenter says:

    …chez genseki ho letto questa frase presa dalle Confessioni di Sant’Agostino che trovo genialmente fondamentale :

    “Cio’ che noi oggi chiamiamo la religione di Cristo, già esisteva tra gli antichi e non é mai venuta a mancare dall’origine del genere umano fino al momento in cui Cristo si incarno’, epoca a partire dalla quale, la vera religione che già esisteva comincio’ ad essere chiamata Religione Cristiana.”

    Meditando …jam

  185. RitvanShehi says:

    x Lisa

    questa parte del mito non la sapevo. e chi era mammà?

    ciao

    Francesco

  186. fm_dacenter says:

    >x Lisa questa parte del mito non la sapevo. e chi era mammà? ciao Francesco< Dalla Sacra:-) Wiki (http://it.wikipedia.org/wiki/Atena ):

    “La nascita di Atena

    Tra gli dei dell’Olimpo Atena viene ritratta come la figlia prediletta di Zeus, nata già adulta ed armata dalla sua fronte dopo che egli ne aveva mangiato la madre, Metide. Varie sono le versioni riguardo alla sua nascita. Quella più comune dice che Zeus si coricò con Metide, dea della prudenza e della saggezza, ma subito dopo ebbe paura delle conseguenze che ne sarebbero derivate: una profezia diceva che i figli di Metide sarebbero stati più potenti del padre ,fosse stato anche lo stesso Zeus. Per impedire che questo si verificasse, subito dopo essersi giaciuto con lei, Zeus indusse Metide a trasformarsi in una mosca e la inghiottì, ma era ormai troppo tardi: la dea aveva infatti già concepito un bambino. Metide cominciò immediatamente a realizzare un elmo ed una veste per la figlia che portava in grembo, e i colpi di martello sferrati mentre costruiva l’elmo provocarono a Zeus un dolore terribile. Così Prometeo (oppure, a seconda delle versioni, Efesto, Ermete o Palemone) aprì la testa di Zeus con un’ascia bipenne ed Atena ne balzò fuori già adulta ed armata e Zeus in questo modo uscì, malconcio ma vivo, dalla brutta disavventura.”

    Ciao

    Ritvan Il ViceLisa Per L’Occasione:-)

  187. controlL says:

    Insomma, dea della prudenza ma non abbastanza, povera ragazza!

    Grazie

    Francesco

    Metide….metis … p, non ti suona qualcosa all’orecchio ellenico?

  188. fm_dacenter says:

    Magari conoscessi il greco. A me metis fa solo venire in mente il mito platonico di eros, figlio di poros (espediente) e penia (indigenza). Madre di poros è appunto metis.p

  189. RitvanShehi says:

    qualcuno sa se Metis era mica la dea del mare?

    PS non vale guardare su Internet, al massimo sul Rocci

    Francesco

  190. utente anonimo says:

    >qualcuno sa se Metis era mica la dea del mare? Francesco< No, forse confondi con Tetis, la mammina d’Achille.
    Ciao

  191. fm_dacenter says:

    …e guardarci te – non dico sul Rocci, ma quanto meno su Internet?

    E poi i lombardi sarebbero lavoratori instancabili. Pelandrone! :D

    Z.

  192. utente anonimo says:

    perchè fare io una cosa quando altri la faranno con ancora maggiore piacere?

    e magari ritrovo qualche compagno di scuola che lurca silente questo sito!

    ciao

    Francesco

  193. utente anonimo says:

    Francesco,

    – perchè fare io una cosa quando altri la faranno con ancora maggiore piacere? —

    DOPPIO pelandrone!

    Z.

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