Destre e destri

Gianni Alemanno, il sindaco di Roma di cui abbiamo parlato più volte qui, ha annunciato che un certo Gilad Shalit sarà nominato cittadino onorario di Roma.

Ricordiamo che Gilad Shalit è un signore francese che mentre montava la guardia armata al più grande campo di concentramento del mondo, la città di Gaza, è stato preso prigioniero dagli stessi detenuti.

Cogliamo l’occasione per ricordare ai cittadini europei che si recano in posti dove la civiltà occidentale stenta a diffondersi di premunirsi con regolare vaccinazione, non frequentare locali malfamati e soprattutto non portare armi da fuoco.

Ritroviamo invece con piacere una nostra vecchia conoscenza, il signor Giancarlo Gallani, già candidato al Senato per il Movimento Sociale Fiamma Tricolore nel collegio di Parigi.

Sì, proprio Giancarlo Gallani, quello che mette sul proprio sito la foto del babbo con un cappellino molto buffo e la frase:

Il nostra slogan è: PANE al PANE – VINO al VINO -

MERDA alla MERDA – Viva L’ITALIA !

Ora, il signor Giancarlo Gallani scrive a me, cioè a noi, cioè al blog Kelebek, cioè a Miguel Martinez, traduttore di manuali tecnici, quanto segue:

"Onorevole Marcello dell’Utri
 
Saro’ a Roma verso la fine Aprile e, se possibile, gradirei fare la sua conoscenza.
 
Mi precisi, cortesemente, un numero di telefono a Roma.
 
Cordiali saluti, Giancarlo Gallani
 

Telefono    Parigi : xxxx
                    Roma : xxxx
 
Direttore del : NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA
 
www.solechesorgi.com
 
Parigi, 31/03/2009
"

Ora, io non sono l’onorevole Marcello Dell’Utri, che è una persona molto più importante, potente e soprattutto ricca di me.

Non sono un frequentatore della nipote dell’onorevole Dell’Utri, Araba Dell’Utri,  di cui si è parlato a lungo e con profitto su questo blog.

Non appartengo nemmeno ai Circoli del Buon Governo di Marcello Dell’Utri.

Però voglio aiutare lo stesso il signor Giancarlo Gallani, diffondendo il suo appello qui in modo che il vero Marcello Dell’Utri, se mi legge, possa contattarlo e, si spera, anche fornirgli una tangibile assistenza.

Se l’onorevole Dell’Utri mi scrive in privato, sarò lieto di fornirgli il numero di telefono del signor Giancarlo Gallani.
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45 Responses to Destre e destri

  1. utente anonimo says:

    a desso scopriamo che sei dell’utri e che dell’utri in gioventu’ addestrava milizie paramilitari sudamericane…

    scherzi a parte, si va fuori tema se si commenta quell’articolo del reseau voltaire del quale fornisci il link?

    roberto

  2. kelebek says:

    Per roberto n. 1

    Commenti pure.

    On. Marcello Dell’Utri

  3. dalovi says:

    Ma che meraviglia, abbiamo qua l’alter ego naziislamocomunista di Macello Dell’Utri. Che dire …da quel che si narra dovremmo invidiare la collezione di libri antichi.

  4. A mio più che modesto avviso l’età avanzata del signor Gallani non dovrebbe esimerlo dal suo bravo turno estivo in fonderia; si vedrà di trovargli un incarico poco gravoso…!

  5. utente anonimo says:

    era solo qualche osservazioncina pedante sul tuo post e sull’articolo che comincia con:

    “Un citoyen français engagé volontaire dans une armée étrangère en opération de guerre (….)”

    - mi risulta (secondo la sacra wikipedia) che M. Shalit abbia la cittadinanza israeliana e non abbia mai messo piede in francia, ed è quindi curioso definirlo “francese” tout court.

    senti come suona meno drammatico “un israeliano con passaporto francese che monta la guardia…”

    - “volontaire”: potrei sbagliarmi ma il servizio militare per gli israeliani non è proprio del tutto volontario

    - “Son engagement dans l’armée israélienne, sans mandat gouvernemental français, entraîne-t-il, sinon la déchéance de sa nationalité”

    potrei sbagliarmi, ma me pare di no, visto che l’articolo 23-8 del codice civile francese dice che si *puo’* perdere la nazionalità se si ha un lavoro (emploi) in un esercito straniero. la leva obbligatoria è un lavoro? esito…

    - “à tout le moins la caducité de son droit à invoquer la protection de la nationalité française”

    questo sicuramente no perché la protezione di cui parla l’articolo (meglio nota come protezione diplomatica) è un diritto dello stato e non del cittadino.

    c’è quindi un diritto della francia di proteggere (se lo vuole) il suo cittadino M. Shalit, non di M. Shalit di essere protetto dalla francia

    (i dubbi su klarsfeld mi sembrano invece più che legittimi)

    roberto

  6. kelebek says:

    Per roberto n. 5

    Grazie, chiarimenti interessanti.

    Wikipedia parla solo della doppia cittadinanza di Gilad Shalit, ma non dice quali siano i suoi rapporti concreti con la Francia.

    Miguel Martinez

    (italo-messicano, ma non emploiato da alcun esercito)

  7. irSardina says:

    Mi inserisco in questa “litigata” tra due traduttori ma, come terzo, non godo affatto! Ora si scopre che sei Dell’Utri On. Marcello e non mi stupirei, quindi, se ti facessi scrivere questi post da un “negro” e mi domando chissà da chi farai addestrare le milizie paramilitari al posto tuo! :-)

    Sardina

  8. kelebek says:

    Comunque non è che mi prendano solo per Marcello Dell’Utri.

    C’è pure chi è arrivato oggi su questo blog via Google, cercando:

    cerco chihuahua venduti dalla signora maria luisa

    Incredibile ma vero, se si cerca questa stringa, Kelebek è al quarto posto, su 133 risultati.

    Miguel Martinez

  9. ALBERTOag says:

    http://solechesorgi.com/ostia%20bus.jpg

    il signor giancarlo gallani nonostante tutto mi ispira una certa simpatia…

  10. controlL says:

    Peroh l?inno a roma è bello_scopiazza dal carmen saeculare di orazio_ e la musica è di puccini__ poi venne mussolini_ e divenne fascista__

    http://www.youtube.com/watch?v=ajlxj1g2kxk

    p

  11. Aramcheck says:

    Se l’onorevole Dell’Utri mi scrive in privato, sarò lieto di fornirgli il numero di telefono del signor Giancarlo Gallani.

    No dai, ci mettiamo a fare da segretari a dell’Utri… un lavoraccio. Non si sai mai chi lo cerca.

  12. kelebek says:

    Per Alberto n. 9

    Guarda che anche a me fa una certa simpatia.

    Se no, non cercherei di fargli incontrare il Grande Mecenate.

    Miguel Martinez

  13. fmdacenter says:

    difficile definirti signor Martinez

    mi ricordi molto Ferrara: non comunista ma staliniano, ateo devoto di un’altra religione, scrivi bene

    ciao

    Francesco I

  14. utente anonimo says:

    Un foro per la preservazione europea etno-razziale e contro gli immigranti:

    forum.stirpes.net

    il Duce

  15. Scusa una cosa Il Duce: che lavoro fai?

    Un cazzo da mane a sera, scommetto!

  16. irSardina says:

    “mi ricordi molto Ferrara: non comunista ma staliniano, ateo devoto di un’altra religione, scrivi bene” Francesco I

    Miguel ma, dico, hai letto? Ti fai insultare senza reagire? :-) E reagisci! :-)

    Sardina

  17. PinoMamet says:

    Per chi, al num. 14, si firma “il Duce” (nientemeno)

    purtroppo personalmente non credo esista un’identità “etnorazziale” europea, e se esistesse non mi importerebbe nulla di preservarla;

    mi importa di preservare e sviluppare la cultura, invece, ma ho il sospetto che il tuo forum sarebbe più un ostacolo che un aiuto, visto che di norma le culture crescono con i contatti reciproci, e deperiscono con la chiusura.

    Inoltre, non ho nulla contro gli immigrati.

    Ma grazie della segnalazione!

  18. utente anonimo says:

    Cara Sardina,

    la mia era una analisi meditata e mirata, mica insulti un tanto al kilo

    Francesco I

  19. kelebek says:

    Per Sardina n. 16

    :-)

    1) Mica l’ho capito il paragone. Ferrara fa la belva da televisione/politica, io faccio il traduttore di manuali tecnici.

    2) In genere, non reagisco agli insulti (premesso che quello di Francesco non è un insulto), se non serve a qualcosa.

    Miguel Martinez

  20. RitvanShehi says:

    >Un foro per la preservazione europea etno-razziale e contro gli immigranti: forum.stirpes.net . il Duce< “Foro” nel senso di “buco”, vero? Saluti Immigranti. A noi!:-) P.S. Ti ricordo che fra le Gloriose Tradizioni Etno-Razziali Italiche c’è anche quella di credere nella iattura (non per niente il Belpaese è in cima alla lista per guadagni di maghi, indovini e fattucchieri vari). Pertanto, non pensi che ti potrebbe portare sfiga usare come nickname l’appellativo di uno che fu appeso pei piedi da morto ammazzato?

  21. utente anonimo says:

    Miguel

    io ho anche cercato di illustrarlo, lo stretto parallelismo.

    Più di così, cosa devo fare?

    Ciao

    Francesco

    PS tecnicamente, era un complimento, non un insulto :)

  22. utente anonimo says:

    A #17

    Si deve capire che la razza è oggidì di estrema importanza. Tutta l’ Europa viene invasa da allogeni, da razze extra-europee. C’è un pericolo, molto reale, che la razza europea bianca, che ha creato la migliore civiltà di tutta la storia, svanisca dalla faccia della terra, attraverso la mescolanza razziale. Ed allora, a che buono serve la cultura, se la basi biologica delle nazioni europee non esiste più? noi a Stirpes Europaeae siamo molto consapevoli dell’ importanza della cultura E della razza. Coloro che non appartegono alla razza bianca europea, non devono vivere nell’ Europa. Ma non odiamo le altre razze che vivono nei loro continenti, soltanto vogliamo l’ Europa per gli europei. non deludetevi, la razza è qualcosa di molto reale. La gente sente una solidarietà istintiva verso coloro che appartengono alla stessa razza.

    Il sito Stirpes Europaeae (forum.stirpes.net) promuove gli interessi della sopravvivenza europea, della razza e della cultura. I membri del foro Menydh e Kernunnos hanno una speciale consapevolezza di quanto importante sia la preservazione della razza.

    E so che esiste una grande coalizione di vari intellettuali, di destra, sinistra, di cristiani, atei, cattolici tradizionalisti, cattolici modernisti, che si odiano a vicenda, ma sono uniti nel rigetto della realtà biologica della razza. Perchè dico questo non è una pubblicità per il sito, soltanto mi piace che qua e là si trovano sull internet luoghi dove si incontra gente che si preoccupa per la soppravvivenza biologica della razza europea, senza cadere nella trappola del becero supremazismo nazista.

    il Duce

  23. utente anonimo says:

    >> La gente sente una solidarietà istintiva verso coloro che appartengono alla stessa razza.

    nego decisamente, io sono terribilmente poco solidale con moltissimi appartenenti alla “razza bianca”, in primis i progressisti.

    Francesco I o’cattivone

  24. utente anonimo says:

    “La gente sente una solidarietà istintiva verso coloro che appartengono alla stessa razza”

    non essendo un cane non ho nessun *istinto* di solidarietà per quelli della mia *razza*

    bau bau

    roberto

  25. PinoMamet says:

    Caro Duce

    le razze esistono!

    Nella nostra testa, però.

    Io, e sono sicuro anche tu, ho incontrato persone di tutti i tipi, simpatici, intelligneti, stronzi e deficienti, tra persone di tutte le colorazioni.

    Sicché mi risulta difficile utilizzare il criterio della colorazione per giudicare una persona:

    immagino che una pelle più scura sia stata scelta dai meccanismi evolutivi come più adatta a zone più soleggiate, e questo è tutto.

    Poi ci sono le differenze genetiche; e qui, devo dire che non mi è mai saltato in capo di chiedere a qualcuno l’aplotipo del suo DNA o del suo DNA mitocondriale.

    In Italia poi mi pare che di questi aplotipi ci sia abbondanza, essendo diffusi molti tipi a diffusione europea ed extraeuropea.

    Per cui…

    Ho un amico svedese e uno olandese.

    Quello olandese mi sembra giusto “un po’ strano”;

    quello svedese mi sembra invece proprio di un’altra razza.

    Dico davvero.

    Non ti sto prendendo in giro. “Sento” la stessa differenza fisica che sento nei confronti di un eritreo o di un certo nordafricano. Non mi pare proprio che apparteniamo alla stessa “razza”;

    e credo che pochi di quelli che ci vedono insieme lo direbbero. :-)

    Quindi, ti ripeto, tu pensala pure come ti pare, ma a me questa cosa della razza continua a non convincere troppo.

    Ma viva la cultura!

    Sempre!

    Pensa che ho appena preso in prestito da un’amica The Suitable Boy, di Vikram Seth.

    Un indiano, che scrive in inglese; e la struttura del suo libro strizza l’occhio al Sogno della Camera Rossa, classico della letteratura cinese.

    Molto interessanti anche le discussioni accademiche su Joyce ecc. di uno dei protagonisti, giovane lettore indiano di letteratura inglese…

    Ciao!!

  26. PinoMamet says:

    Errata corrige:

    “A” Suitable Boy, non “The”.

    Sorry! :-)

  27. controlL says:

    Come cambiano i connotati delle razze. Questa è probabilmente la prima donna bionda e azzurra d’occhi cantata in lingua latina, bissula:

    Bissula…

    sic Latiis mutata bonis, Germana maneret

    ut facies, oculos caerula, flava comas.

    Ambiguam modo lingua facit, modo forma puellam:

    haec Rheno genitam praedicat, haec Latio.

    Bissula…

    così mutata dai pregi laziali, da restare però

    germana d’aspetto: celeste gli occhi e bionda le chiome.

    Fanciulla doppia la rendono ora la lingua, ora la forma:

    l’una dice che è nata sul Reno, l’altra nel lazio.

    En passant, bissula venne al suo cantore come “bellica praeda”. E il cantore era nientemeno che ausonio, forse e senza forse il burocrate più importante dell’impero alla fine del quarto secolo. Pezzo grosso di burdigala, l’attuale bordeaux, nella gallia ormai tutta romanizzata. Burdigala mi fa venire in mente che fu fondata da una migrazione di biturigi, che avevano avaricum come centro più importarte. Ma avaricum mi ricorda qualcos’altro: un’assedio memorabile di cesare e la memorabile per atrocità fine dell’assedio; riporto da De bello gallico, VII, XV:

    Sic et Cenabi caede et labore operis incitati non aetate confectis, non mulieribus, non infantibus pepercerunt. Denique ex omni numero, qui fuit circiter milium XL, vix DCCC, qui primo clamore audito se ex oppido eiecerunt, incolumes ad Vercingetorigem pervenerunt.

    Così esasperati e per la strage di cenabo e per la fatica dei lavori d’assedio [i soldati romani] non ebbero riguardo né per i vecchi decrepiti, né per le donne, né per i bambini. Insomma, di tutta la popolazione, che fu di circa quarantamila persone, appena ottocento, che non appena udito il grido di battaglia si precipitarono fuori dalla città, giunsero incolumi a Vercingetorige.

    E vercingetorice mi ricorderebbe… ma lasciamo stare.

    Molto più che dalla genetica, la storia delle razze, cioè dei diversi raggruppamenti umani, è fatta da questi avvenimenti. E sarebbe ora di non fermarsi a quelli del novecento per cercare di capirci qualcosa.

    Però devo dire che del discorso de “il duce” ho molto apprezzato l’uso d’“oggidì”.p

  28. utente anonimo says:

    a #15

    Ma perche questa domanda? Come se pensassi che la gente che si preoccupa per il futuro della nostra razza europea e frequenta siti come forum.stirpes.net deve necessariamente essere poco seria?

  29. utente anonimo says:

    Scusate, ho dimenticato di porre la mia firma al commentario precedente.

    il Duce

  30. kelebek says:

    Per Il Duce n. 29

    Interessante la scelta del soprannome.

    Non mi ricordo bene, ma credo che la sopravvivenza della razza bianca non fosse una particolare preoccupazione di Benito Mussolini.

    Non so se in altre circostanze, lo sarebbe stato. Ma non erano quelle le circostanze.

    Miguel Martinez

  31. utente anonimo says:

    #25

    Viva la cultura. Va bene. Anche io lo dico. Ma se un gruppo di negri africani ballano qualche ballo piemontese, parlano il dialetto piemontese, sarà questo la cultura piemontese o qualcosa altro?

    Del resto, la razza non si riconduce soltanto al livello della colorazione della pelle, ma anche alle altre caratteristiche fisiche. Ed anche a molte caratteristiche mentali. Per esempio, molti ricercatori hanno provato che i negri hanno un IQ piu basso dei bianchi. Questo non vuol dire un odio per i negri, ma soltanto costatazione di un fatto (scienziati come Lynn, Rushton, Jensen, Watson, Crick ecc. si sono occupati di questo tema).

    La razza è più importante della cultura perchè tutta cultura procede dalla razza.

    il Duce

  32. PinoMamet says:

    “Ma se un gruppo di negri africani ballano qualche ballo piemontese, parlano il dialetto piemontese, sarà questo la cultura piemontese o qualcosa altro? ”

    Qualcosa altro, caro Duce, qualcosa altro.

    Ma qualcosa di cui non si deve avere troppa paura, e non necessariamente negativo (come non necessariamente positivo, certo).

    Del resto la cultura piemontese di oggi è diversa da quella dei Taurini e dei Salassi, anche e soprattutto a causa di contatti e scambi di e tra popolazioni (e anche scontri, sì).

    Hai letto il mio esempio di Vikram Seth?

    Se ne potevan fare di migliori, certamente, ma era quello che avevo sottomano.

    Però non trovi bello che qualcuno possa pescare in tre letterature diverse (no, anzi, molte di più) per produrre la sua opera?

    Perché dovremmo precluderci questo?

    (La faccenda dell’IQ mi sembra un po’ controversa, comunque. Del resto non mi fido troppo neppure dell’IQ, ma questo è un parere personale.)

    Ciao!

    PS

    p., io ho invece notato un “deludetevi” usato in un senso credo comune in inglese, ma forse desueto da noi.

  33. utente anonimo says:

    Francesco,

    – nego decisamente, io sono terribilmente poco solidale con moltissimi appartenenti alla “razza bianca”, in primis i progressisti. —

    :D

    Z.

  34. kelebek says:

    Per Il Duce n. 31

    1) Mi chiedo quanti piemontesi bianchi conoscono i balli o il dialetto oggi…

    2) E cos’è un calabrese che parla piemontese?

    3) E anzi, cos’è un calabrese a Torino che di cognome fa Morabito (dall’arabo muraabit)?

    Miguel Martinez

  35. utente anonimo says:

    Per il Duce: sei forse amico di Erwin e Francesco II ?

    Raffaele

  36. RitvanShehi says:

    >Per il Duce: sei forse amico di Erwin e Francesco II ? Raffaele< Amico non saprei. Sicuramente, però, della stessa “razza”:-)

  37. utente anonimo says:

    Ritvan, vaffanculo

  38. utente anonimo says:

    Infatti, i miei commentari erano ironeggianti. Volevo esporre la stupidaggine del razzismo.

    “il Duce”

  39. RitvanShehi says:

    >Ritvan, vaffanculo. anonimo< Vaffanculo a te, a mammata, a soreta e a li mejo mortacci tua, anonimo troglione (troll+coglione) der cazzo!

  40. RitvanShehi says:

    >….Ma se un gruppo di negri africani ballano qualche ballo piemontese, parlano il dialetto piemontese, sarà questo la cultura piemontese o qualcosa altro?..il Duce< La risposta si trova qui: Razzismo, escluso da coro di montagna:

    «Sei nero, non puoi cantare con noi»

    VICENZA (2 aprile) – Escluso perché di colore. Questa la sorte di Victor Nelson, 37enne della Costa d’Avorio: nonostante la sua bella voce da tenore primo e una grande passione per il canto, quest’uomo non ha potuto entrare nel coro di montagna Amici dell’Obante di Valdagno (Vicenza). La polemica non ha tardato a scoppiare. «Una storia di razzismo puro» afferma Alberto Rasia, ex corista nella stessa formazione, che ha reso nota la vicenda all’Ansa e che proprio per questo ha lasciato il coro….”

    Il resto si può leggere qui: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=53271&sez=HOME_INITALIA

  41. utente anonimo says:

    mi scoccia essere progressista ma vorrei spezzare una lancia in testa all’IQ, ipotesi di valutazione del potenziale intellettuale completamente* screditata, anche se ancora popolare

    Francesco I

    * in effetti è utile per individuare i ragionieri a cui NON far truccare i bilanci …

  42. irSardina says:

    “Vaffanculo a te, a mammata, a soreta e a li mejo mortacci tua, anonimo troglione”

    Italiano, napoletano, romanesco. Tanto di cappello, Ritvan! Sai insultare in tutte le lingue del mondo? :-)

    Sardina

  43. RitvanShehi says:

    >Italiano, napoletano, romanesco. Tanto di cappello, Ritvan! Sai insultare in tutte le lingue del mondo? :-) Sardina< Grazie cara. Però “mammata” e “soreta” sono anch’esse parole facenti parte pure del dialetto romanesco.

  44. RitvanShehi says:

    >mi scoccia essere progressista ma vorrei spezzare una lancia in testa all’IQ, ipotesi di valutazione del potenziale intellettuale completamente* screditata, anche se ancora popolare. Francesco I< No, Francesco, stai tranquillo, la tua mazzata non è da “progressista”, bensì evidenzia un grave errore di campionamento nelle ricerche fatte sul QI “etnico-razziale”. Non è il metodo ad essere errato, è l’uso ad minchiam che se ne fa. Come nei casi delle ricerche citate dal buon DVX, in cui si sono confrontati p.es. QI di disgraziati negri del Bronx con quelli di benestanti bianchi di Manhattan, quando si sa bene che ambiente ed educazione influiscono pesantemente sul QI.

  45. utente anonimo says:

    questo mi risulta essere un di più, gli è che il QI è frutto di una visione molto ristretta della intelligenza umana

    ciao

    Francesco I

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