Due bandiere due misure

Bruciare bandiere la ritengo un’attività salutare e divertente, a patto ovviamente di osservare alcune piccole precauzioni, come ad esempio non buttare alcol sui passanti quando lo si fa.Ora, l’altro giorno hanno bruciato una bandiera della Repubblica popolare cinese. Direttamente davanti al parlamento.

Se andate su Google e cercate bruciata bandiera cinese montecitorio, troverete un sacco di dichiarazioni di sdegno, ma è solo perché Google ci mette di mezzo le bandiere israeliane bruciate in alcune manifestazioni. Se mettete “bandiera cinese” tra virgolette – escludendo così le bandiere israeliane – i risultati cambiano completamente.

Se non sbaglio, nemmeno un politico ha trovato qualcosa da ridire.

10/03/2009 – 21.42

TIBET: BRUCIATA UNA BANDIERA CINESE IN PIAZZA MONTECITORIO

(IRIS) – ROMA, 10 MAR – Una bandiera cinese e’ stata bruciata in piazza Montecitorio nel corso del sit-in ”Tibet ora piu’ che mai”.  L’episodio è stato ripreso dalle telecamere del  Tg2 che ha mandato in onda nell’edizione serale le immagini del supporter che dava fuoco alla bandiera. Dopo qualche attimo di turbamento, la manifestazione è preseguita regolarmente.

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13 Responses to Due bandiere due misure

  1. Santaruina says:

    Davvero un triste episodio di anticinismo. (?)

    Comunque, nell’episodio citato, appare evidente che il bruciare la bandiera cinese, gesto discutibile o meno, è un segno di protesta contro il governo cinese per la sua politica di oppressione.

    Quando è una bandiera israeliana ad essere bruciata, per i media diventa automaticamente una espressione di odio nei confronti degli ebrei tutti, magari anche contro quegli ebrei che in quella bandiera non si riconoscono.

    Due pesi e due misure.

    A presto

  2. dalovi says:

    antisinismo …direi

    E comunque non è che il razzismo anticinese sia stato un fatto così insignificante nella storia, nemmeno in quella del ‘900.

    Eppure sarebbe semplice. I regolamenti comunali hanno tutti una norma che vietono di bruciare stracci (e sterpaglie) salvo piccole deroghe. Una multa ed il problema della legalità sarebbe risolto…

  3. ALBERTOag says:

    avevo notato anche io questa differenza.neanche un consigliere comunale che si è lamentato questa volta…

  4. utente anonimo says:

    Ma guardate che i cinesi caricano i cadaveri sui container e poi li spediscono in Cina via mare! L’ho letto su quel libro…

    Giorgio

  5. utente anonimo says:

    Infatti è noto che il diritto all’esistenza della Cina è costantemente minacciato.

    Martinez ma vatti a nascondere

  6. roseau says:

    Ma guardate che i cinesi caricano i cadaveri sui container e poi li spediscono in Cina via mare! L’ho letto su quel libro…

    Sì, e magari prendono l’identità e i documenti dei defunti perché tanto so’ tutti uguali e cucinano il cane nei ristoranti…. :((

  7. kelebek says:

    Per n. 5

    “Martinez ma vatti a nascondere”

    che detto da uno che non si firma, fa ancora più ridere.

    Miguel Martinez

  8. falecius says:

    Dalovi, spiace dirlo, ma neanche il razzismo (latu sensu) CINESE è stato un fattore irrilevante nella storia, anche se perlopiù non in quella del Novecento. Col che non sto accusando i cinesi in genere di essere (o di essere stati) razzisti.

  9. Peucezio says:

    Ma per caso esiste ancora il reato di vilipendio di bandiera estera o qualcosa del genere?

  10. ALBERTOag says:

    penso che sia un reato,ma mi ricordo che a gennaio non ci fu reato per alcuni disegni di bandiera israeliana bruciati,in quanto non erano bandiera vera e propria.

    insomma,se bruci una bandiera può essere reato,ma un disegno di bandiera no.

  11. utente anonimo says:

    Caro Miguel,

    è proprio vero due pesi e due misure… è dagli anni 70 che mi devo sorbettare il Dalai Lama… credo che io e la mia amica, era il 1978, fummo fra le prime a Genova ad armarsi e partire per Milano… c’era il Dalai Lama a tenere una conferenza sul Tibet e la sua teocrazia che volevano far sparire… a quei tempi ancora non se lo filava nessuno… erano in pochi … i radical chich e la mia amica, oltre che femminista, sempre alla ricerca di una nuova spiritualità…io la seguivo per amicizia… sui guru che girano il mondo per fidelizzare le masse ho sempre avuto dei dubbi. Beh io mi addomentai come un sasso… il tipo mi lasciò del tutto indifferente… meno quando per entrare mi furono chieste 10 mila lire… un po’ risentita mi rivolsi alla mia amica, la quale mi rispose: “Anna possibile che devi sempre fare storie… i soldi servono per il rimborso spese al Dalai Lama…” … “Ah beh…” le risposi “beato lui… che ha chi ci pensa e che domani non dovrà andare a lavorare e timbrare il cartellino come noi.” Litigammo ferocemente… lei mi disse che era una bestia… e quando rientrammo a Genova non si fece viva per un lungo periodo… da allora quando sento il Dalai Lama mi vengono i fumassi… porta sfiga e mi pare che cosi sia anche ora… ogni volta che apre bocca succede sempre qualcosa di spiacevole. AMEN!

    Anna (eURASIA)

  12. RitvanShehi says:

    >Ma per caso esiste ancora il reato di vilipendio di bandiera estera o qualcosa del genere?Peucezio< Tu domandi e Ritvan ‘O Saputello:-) risponde: Codice Penale della Repubblica Italiana

    ……….

    Art. 299.

    Offesa alla bandiera o ad altro emblema di uno Stato estero.

    Chiunque nel territorio dello Stato vilipende, con espressioni ingiuriose, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, la bandiera ufficiale o un altro emblema di uno Stato estero, usati in conformità del diritto interno dello Stato italiano, è punito con l’ammenda da euro 100 a euro 1.000.

    Art. 300.

    Condizioni di reciprocità.

    Le disposizioni degli articoli ……(omissis)….299 si applicano solo in quanto la legge straniera garantisca, reciprocamente, …(omissis)….. alla bandiera italiana parità di tutela penale.

    Cuntent?

  13. JohnZorn says:

    Evento un po’ più raro, converrai…

    Saluti

    JZ

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