Giulio Stocchi Quadri di un’esposizione

Ho messo in rete un’antologia di poesie dell’amico Giulio Stocchi, che da tanti anni combatte il male che avanza, e che rappresenta in Italia la rete di Poets Against the War.

E’ la prima volta che provo a inserire un elemento di questo tipo, fatemi sapere se avete difficoltà di visualizzazione o se sul vostro browser crea problemi ad altre parti del sito.

 

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13 Responses to Giulio Stocchi Quadri di un’esposizione

  1. Santaruina says:

    Annibale è alle porte ? descrive molto bene i nostri tempi

    Annibale è alle porte?

    si chiedono

    i sordi

    e i ciechi

    e i muti

    aggirandosi nella città

    che lentamente

    brucia

    _________

    p.s: si vede correttamente.

  2. utente anonimo says:

    Si legge tutto, ma se provo a stampare mi escono dei fogli bianchi.

    Andrea Di Vita

  3. falecius says:

    Si vede bene, (uso Mozilla Firefox) ma i caratteri sono molto piccoli.

  4. Aragonbiz says:

    Sembra un Malevich

    (per la precisione, quadrato bianco su bianco …:-)

    win xp, firefox

  5. kelebek says:

    Per tutti…

    io ho guardato sia con Firefox che con Internet Explorer.

    In entrambi i casi, si vede bene, ma con i caratteri molto piccoli.

    Su Firefox, vedo una lente di ingrandimento in alto, che permette di ingrandire i caratteri.

    Su Internet Explorer, no. Però c’è una freccetta in alto che punta verso il basso. Facendoci clic sopra, viene fuori un piccolo menu a tendina, con vari simboli, tra cui un “-” e un “+”. Fare clic sul “+” per ingrandire i caratteri.

    Per quanto riguarda i problemi di stampa, non ho idea.

    Miguel Martinez

  6. controlL says:

    Si vede bene con firefox. In alto a destra c’è un riquadro in cui il bianco s’allarga passandoci il mouse. Clic e il foglio di poesie prende la pagina.p

  7. utente anonimo says:

    rapporto da Safari:

    clicco su Quadri di un’esposizione – Giulio Stocchi, mi si apre la pagina di Scribd, dove la finestra è comunque già più grande,

    poi clicco in alto a destra per allargare a tutta pagina e ingrandire a piacere.

    Ma penso che questa procedura si possa fare con qualsiasi browser.

    tomar

  8. irSardina says:

    Scusate l’O. T. mi ficco in questo post dedicato alla poesia, senza esserne degna, con un mio componimento. Ero indecisa tra il serio e il faceto, visto i tempi che corrono… :-)

    Marz’otto

    In una strage di acacie giro sgomenta

    digrigno un sorriso, ringrazio contenta

    anche chi pensa che la mia Liberazione

    sia il risultato di un’evacuazione

    pure questi son “moti” di rivoluzione!

    A seguire un testo di un vero poeta che potrebbe benissimo essere declinato al maschile perché, come dico sempre, oggi il mio pensiero va a tutti: maschi, femmine e cantanti…

    Le passanti

    Io dedico questa canzone

    ad ogni donna pensata come amore

    in un attimo di libertà

    a quella conosciuta appena

    non c’era tempo e valeva la pena

    di perderci un secolo in più.

    A quella quasi da immaginare

    tanto di fretta l’hai vista passare

    dal balcone a un segreto più in là

    e ti piace ricordarne il sorriso

    che non ti ha fatto e che tu le hai deciso

    in un vuoto di felicità.

    Alla compagna di viaggio

    i suoi occhi il più bel paesaggio

    fan sembrare più corto il cammino

    e magari sei l’unico a capirla

    e la fai scendere senza seguirla

    senza averle sfiorato la mano.

    A quelle che sono già prese

    e che vivendo delle ore deluse

    con un uomo ormai troppo cambiato

    ti hanno lasciato, inutile pazzia,

    vedere il fondo della malinconia

    di un avvenire disperato.

    Immagini care per qualche istante

    sarete presto una folla distante

    scavalcate da un ricordo più vicino

    per poco che la felicità ritorni

    è molto raro che ci si ricordi

    degli episodi del cammino.

    Ma se la vita smette di aiutarti

    è più difficile dimenticarti

    di quelle felicità intraviste

    dei baci che non si è osato dare

    delle occasioni lasciate ad aspettare

    degli occhi mai più rivisti.

    Allora nei momenti di solitudine

    quando il rimpianto diventa abitudine,

    una maniera di viversi insieme,

    si piangono le labbra assenti

    di tutte le belle passanti

    che non siamo riusciti a trattenere.

    Fabrizio De André

    http://www.youtube.com/watch?v=XFT29VuKLkw

    Ciao Sardina

  9. irSardina says:

    Specifico: Le passanti è tradotta da Les passantes di Georges Brassens che a sua volta si è ispirato ad una poesia di Antoine Paul

    Sardina

  10. utente anonimo says:

    Grazie Miguel… ottima scelta… lo stile è un po’ come quello di Bukowski… scrittore che disdegnavo in gioventù (ritenuto dalle femministe un misogino)… si cambia… non so se in peggio… ma ora è uno dei miei autori preferiti… piano piano cerco di avere tutti i suoi libri… in particolare le raccolte di poesie… i libri di poesie sono sempre più difficili da reperire nelle librerie… specialmente gli autori della ex Jugoslavia…

    Complimenti Sardina…ecco mi azzardo anch’io a proporre un mio componimento:

    Ho provato intensi amori e angosce senza verificarne il valore,

    incontrando a volte proiezioni della mia mente inquieta.

    C’era l’uomo amante che impudente mi baciava con infuocata passione,

    e vi erano parenti silenziosi finalmente disinteressati:

    mentre quelli futuri facevano resistenza ad un amore inevitabile.

    Vivo nell’inutilità e nel ricordo,

    contemplo la mia memoria

    pervasa di idee digiune, di voli pindarici e orfici.

    Gli ideali sono scomparsi

    senza alcuna lacrima,

    come rugiada su una rosa.

    I tormenti e i dolori si svuotano di ogni carico di sofferenza.

    Il caos, dubbioso e clandestino, diventa attraente.

    Mi rifugio in quella dimensione,

    come un tossicomane nell’eroina,

    come un beone nel drink,

    come un ciarlatano nell’azzardo,

    ma a differenza di quei fratelli

    mi sento espressione consapevole della mia volontà.

    Sono davvero libera ed emancipata?

    Con la sensazione di vivere in una distopia mi confesso di no.

    Osservo la mia mente vi trovo niente,

    nulla neppure un dente.

    L’unica idea non era neppure mia, che confusione mamma mia!

    Anna (Eurasia)

  11. irSardina says:

    # 10 Pol, Antoine Pol. Uffa! :-)

    Sardina

  12. kelebek says:

    Per Sardina e Anna

    Grazie!

    Miguel Martinez

  13. irSardina says:

    Ed io a mia volta ringrazio Anna e Miguel, non me l’aspettavo: sono davvero onorata!

    Non ho ancora finito di leggere le poesie di Giulio Stocchi perché non riuscivo a ingrandire i testi…

    Anna (riprendo dal tuo bel testo) siamo davvero libere ed emancipate? Forse si se siamo consapevoli che quell’unica idea, neppure nostra, non era nostra! :-)

    Ciao Sardina

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