Le boccette e le biciclette dei Terroristi Islamici di Ponte Felcino

Da quasi due anni, si trovano in carcere Mustafa el-Korchi, imam della frazione di Ponte Felcino a Perugia, e altri due cittadini stranieri residenti in Italia.

Essi sono accusati, finora primo caso al mondo, di violazione dell”art. 270 quinquies c.p., che punisce con una pena da cinque a dieci anni "l’addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale": non badate bene, l’associazione per compiere atti terroristici – gli imputati non sono accusati di aver progettato alcuna azione concreta.

Dopo due anni di indagini in cui ogni loro movimento, conversazione privata, navigazione su internet e sussurro sono stati controllati, gli imputati – e in particolare el-Korchi – sono accusati:

– di aver visitato numerosi siti liberamente accessibili su Internet, da cui avrebbero potuto imparare, ad esempio, a "pilotare un aereo Boeing 747", nonché di aver consultato mappe dell’Iraq in rete;

– di aver usato comuni programmi di anonimizzazione, come Thor, durante a loro navigazione in rete;

– di aver fatto saltuariamente allenamenti informali di arti marziali;

– di aver consigliato a un bambino marocchino vittima di bullismo a scuola di reagire ai suoi compagni italiani;

– di aver espresso opinioni "antioccidentali" in privato;
 
– di aver compiuto un esorcismo allo scopo di rendere più mansueto un marocchino che aveva picchiato la moglie.

Questa è la sostanza dell’accusa, come compare nell’ordine di cattura, e segna una nuova frontiera nell’abolizione dei diritti umani in Occidente, che dovrebbe preoccupare tutti. E ovviamente non preoccupa quasi nessuno.

Solo dopo l’arresto, e le conseguenti perquisizioni, si è aggiunta un’altra prova: a casa di el-Korchi sono state trovate ottanta boccette di prodotti chimici.

El-Korchi sostiene di aver trovato le boccette abbandonate davanti a un cassonetto di rifiuti e di essersele portate a casa sperando di usarle come solventi nel suo lavoro di muratore. Trattandosi di rifiuti speciali provenienti da un laboratorio, si è potuto avere la conferma dalla ditta incaricata del ritiro, che non aveva trovato il materiale.

Per quattro anni, le boccette sono state conservate in cantina da el-Korchi, assieme a un gran numero di altri oggetti potenzialmente utili, da pezzi di ricambio di lavatrici a parti di biciclette.

La cosa più strana è che le boccette sono anche state viste dalle forze dell’ordine nel corso di ben tre perquisizioni.

La perizia dell’accusa è stata condotta da due esperti dell’FBI, che sostengono che le sostanze contenute in dieci delle boccette potrebbero essere utili come ingredienti secondari per fare un esplosivo, se combinate con altre sostanze di cui però non sono state trovate traccia; le rimanenti settanta boccette conterrebbero sostanze del tutto innocue.

I quotidiani locali hanno trasformato queste dubbie scoperte in clamorose conferme del Pericolo Terrorismo.

Alle loro affermazioni, hanno risposto gli avvocati della difesa, Carlo Corbucci e Giovanni Destito, con questo articolo che pubblico volentieri.



Scoprire che la C.I.A. e l’F.B.I. hanno basi logistiche e centri di potere in tutto il mondo, Italia compresa, non è una gran scoperta; vedere però che certe influenze si esercitano in modo diretto ed invasivo su giornali che reclamano già nel titolo un’identità “nazionale”, è quanto meno “sorprendente”. Ma “sorprendente” non già perché la cosa abbia un’importanza  particolare visto che siamo ormai abituati a ben altre sorprese in questa nostra odierna “civiltà occidentale”, quanto perché, ormai, non c’è più neppure la prudenza ed il pudore di nascondere certe cose.  Sarà perché ormai un certo potere si è abituato a considerare “gregge” le popolazioni imbottite sino all’ebetismo di telenovelas, di “grandi fratelli” e di tecnologie  supersofisticate al passo della moda.

In due occasioni si è manifestata ultimamente questa invadenza ed è avvenuta in quel di Perugia dove, forse per una funzione di turno, sono in atto due significativi processi: quello dei presunti terroristi islamici, aspiranti avvelenatori del Tevere e “docenti-alunni” di una scuola di terrorismo per “corrispondenza telematica” protesa ad apprendere tecniche di confezionamento di ordigni esplosivi e di agenti chimici di distruzione di massa, della natura delle armi chimiche e biologiche detenute dall’Iraq prima della liberazione dal regime di Saddam Hussain e quello Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati della terribile morte della giovane Meredith Kercher.

 I metodi di approccio a questi due processi da parte della stampa ma in particolare dell’edizione umbra di questi giornali sono sconcertanti per l’apparente approssimazione, per l’apparente l’ignoranza e per l’apparente provincialismo.

Apparente per chi, se il provincialismo e l’ignoranza sono senz’altro presente in molti destinatari locali dell’informazione che assorbono senza alcuna reazione o apporto critico i commenti di articolisti che sono più cronisti che giornalisti veri, non può essere la stessa cosa per che, attraverso quelle apparenze, mira invece a disinformare sulla reale natura delle cose, dei fatti e delle vicende processuali.

Non ci soffermeremo su un processo che non ci coinvolge e non ci riguarda, com’è il caso Amanda, se non per rilevare la diversa impostazione dell’informazione ed il diverso atteggiamento rispetto al caso Korchi, l’Imam di Ponte Felcino e i due suoi coimputati.

Nel caso Amanda, dagli Stati Uniti è potuta arrivare una sorta di “intima” a consegnare la cittadina americana perché i giudici italiani (nel caso specifico si dice di Perugia) sono assolutamente incompetenti ed ignoranti e peraltro “…gli investigatori italiani applicano la tortura”.  La cosa avrebbe dovuto far sorridere; e invece la stampa non solo non l’ha ridicolizzata ma ha captato il messaggio ed ha imbastito intorno a quel processo un alone di dubbio, di “simpatia”, di condizionamento che probabilmente vuole preparare il clima che deve favorire una certa sentenza.  La cosa è evidente: il processo interessa a quella stessa Amministrazione americana e questo basta per spiegare tutto.

Altrettanto fortemente interessa a quell’Amministrazione, il processo Korchi ma per esiti e finalità completamente opposte; e questo spiega il ben diverso atteggiamento della stampa mirato non soltanto a non voler sapere ma, letteralmente, ad “inquinare” con esagerazioni, con notizie false e con apprezzamenti che sanno più di tentativi di “sgusciate ruffiane” verso la Pubblica Accusa, la Presidenza e la Corte, quasi ad incoraggiarne sottilmente una gradita condanna che non una serena valutazione,  della realtà processuale che sta emergendo nel corso del giudizio.

Non diversamente si spiega il silenzio che è calato sul processo in ordine a dichiarazioni fatte dalle difese dal momento in cui i due avvocati di Roma, l’avv. Carlo Corbucci e Giovanni Destito, sono subentrati a colleghi del posto; dichiarazioni che, ad esempio, avevano cura di far chiarire come non fosse affatto vero ciò che era stato scritto, che i difensori locali avevano rinunciato al mandato (quasi a suggerire, chissà per quale occulta ragione… magari di colpevolezza) ma erano stati revocati per ragioni legate al fatto che il patrocinio gratuito cui hanno avuto accesso gli imputati, prevede un solo difensore ciascuno e pertanto hanno dovuto fare una scelta obbligata trattenendo soltanto quelli che ritenevano più addentrati nei processi di “terrorismo islamico” per averne patrocinati molti altri in tutta Italia.

Non diversamente si spiegano i commenti delle ultime udienze allorché sono stati interrogati operanti e, addirittura, due presunti supereperti della F.B.I. in materia di esplosivi ed armi chimiche.[1]

Chi ha partecipato a quelle udienze  non può nascondere che i due “super-esperti” hanno letteralmente fatto una figura marrone.  E la ragione è semplicissima: perché non hanno potuto dire assolutamente niente di più di quello che avevano già detto migliori esperti italiani. ANZI, hanno detto di meno, evidenziando addirittura di non sapere quasi le formule di composti chimici.

Non sarebbe sfuggito ad uno smaliziato giornalista (forse soltanto a qualche cronista desideroso di far conoscere alla gente la realtà oltre le coperture), che la presenza dei due doveva giocare soltanto un ruolo altamente suggestivo. Pensate, si mormorerà fra le montagne dell’Umbria, è venuta addirittura la F.B.I.!

Come se questa fosse una referenza in processi pieni di inquinamenti operati proprio dai “servi segreti” statunitensi ed israeliani. Certe ingenuità possono forse funzionare soltanto a Perugia visto che da nessun’altra parte è mai stata giocata una simile carta.

La cosa avrebbe dovuto apparire già ridicola di per se stessa ma, se si considera che non hanno detto proprio nulla in più e di diverso (ma molto di meno) di quanto non avessero già fatto i ben più preparati esperti italiani interpellati, la cosa dovrebbe portare addirittura allo sdegno.

E invece, incredibile a dirsi, ne è seguita la lode. Una lode sbrodolona fatta dal cronista al quale erano addirittura affidate due pagine intere nel numero di giovedì 19 febbraio – cronaca di Perugia.

L’evidente imbarazzo dei due “superesperti” incapaci infine di dire qualcosa di interessante, ha dovuto trovare un “recupero” nella battuta del cronista che nell’articolo rileva… “..un po’ spiazzato di fronte ad alcune domande poco pertinenti degli avvocati Carlo Corbucci e Giovanni Destito, alcune neanche accolte dal Presidente”.

Certo nessuno a Perugia ha detto e mai diranno alla gente:

a) che i campioncini delle uniche sostanze (meno di 10 in tutto di cui però soltanto 2  definite più indicative) indicate come suscettibili di poter essere usati come componenti per confezionare esplosivi non lo sono “in se stessi” ma debbono essere miscelati insieme a molti altri componenti, più essenziali, che il Korchi non possedeva;

 b) che esse sono inutilizzabili senza la combinazione miscellanea con quegli altri ingredienti che non erano in possesso del Korchi;

c) che i componenti mancanti sono proprio quelli essenziali e non certamente zucchero come indicato dai “superesperti” (su domanda peraltro della difesa) e sui quali le difese hanno dovuto lavorare alacremente per riuscire a farlo ammettere.

Ma evidentemente i “superesperti”, abituati ad essere ricevuti con tutti gli onori quali emissari dell’”Impero”, non immaginavano che alcuni “vassalli” osassero dubitare di loro o pretendere di più che una domanda di conferma, pura e semplice, sul fatto che le sostanze in possesso del Korchi sono esplosivi o, come in altri casi, che l’Iraq di Saddam Hussein riforniva alcuni terroristi sotto processo dinnanzi alle varie Corti, di sostanze e di armi di istruzione di massa.

d) che i dieci campioncini sono la percentuale minima di una serie di ben 80 bottigline di identico volume, contenenti moltissime altre sostanze inerti non utilizzabili per alcuna combinazione ne’ venefica ne’ esplosiva.  Se il Korchi è un esperto che deve usare quelle sostanze a fini didattici per apprendere ed insegnare come si confezionano ordigni, cosa teneva a fare 70 componenti inutili tra i soli 10 (anzi per l’esattezza 2) utili?

 e) che quella esagerata serie di 80 bottigline non è il prodotto di una ricerca, di un acquisto, di una collezione, consapevole e cosciente, fatta dal Korchi (il che, è ovvio, che sarebbe stato ben strano) bensì (ma la gente di quel di Perugina non deve saperlo…) l’ingenuo prelevamento effettuato ben 4 anni prima del loro rinvenimento nella cantina del Korchi dal cassonetto dei rifiuti industriali dove erano stati apposti in attesa di essere ritirati dal servizio di smaltimento.  Un cassonetto ubicato all’interno del cantiere nel quale il Korchi lavorava come manovale; raccolte in una scatola che le conteneva tutte indistintamente in eleganti boccette, senza etichetta ne’ qualifica.

La confezione si presentava così allettante per un manovale abituato ad usare solventi ed a comprarli a caro prezzo per utilizzarli nei lavori che la sua ditta individuale edile regolarmente iscritta tra le imprese svolgeva; ma anche per un extracomunitario che, al contrario dei consumistici europei che insieme alle cose nuove passate di moda buttano nei cassonetti anche i figli ed i resti delle loro orge, non butta nulla; anzi recupera ed accumula; mira al risparmio anziché allo spreco.

Ma cosa può saperne di questo la gente comune? Soprattutto quando è cura di certi giornali non farlo neppure sospettare.   

f) Che, guarda caso…. guarda caso, su quelle dieci bottigline contenenti le uniche sostanze che potrebbero essere utili, insieme alle altre mancanti, al confezionamento di esplosivi, NON CI SONO LE IMPRONTE DI KORCHI.

Però durante i quattro anni che sono rimaste nella cantina dello stesso, ubicata in un cortile condominiale, con una porta di legno scassata senza chiave ed aperta a tutti, è stata visitata almeno tre volte in precedenti perquisizioni da agenti per operazioni in corso nei confronti di conoscenti del Korchi; visionata fino a due mesi prima da due agenti dei “servizi segreti” dei quali conosciamo nomi, cognomi e numeri di telefono (ma che sono rimasti assenti dagli atti processuali) che hanno frequentato “familiarmente” più volte la casa del Korchi  proponendogli collaborazioni premiali in cambio di una disponibilità a dire più di quel che potesse sapere; ed infine “rovistata” da “ignoti” qualche giorno prima dell’arresto, allorquando, insieme alle numerose bottigline sono state trovate anche quelle dieci (anzi due) compromettenti (del resto relativamente ma, a quanto sembra ritenere l’accusa, molto significativamente…) delle quali il Korchi non è in grado di riferire e ricordare di averle mai viste.

Tutto questo ci ricorda tanto il caso del processo dei “Tre kamikaze di Anzio” e l’altro degli “aspiranti avvelenatori dell’Ambasciata americana di Roma” nei quali, le sentenze definitive, danno atto che è stato portato da altri nelle loro abitazioni, il materiale ivi trovato: tritolo, cinta da kamikaze, pistola e proiettili, ferricianuro, pacchi di soggiorni in bianco, mappa con presunti obiettivi da colpire…

Ma in quei processi le Corti vollero approfondire i dubbi delle difese e si disposero fin dall’inizio a conoscere la verità fino in  fondo per quanto scabrosa ed incredibile potesse apparire all’inizio. E la verità, sconcertante, emerse.

g) Che la quantità contenuta nei campioncini è di volume tale che, ammesso e non concesso che avesse potuto essere mischiata con le altre sostanze assenti e non in possesso del Korchi sarebbe stata utile a creare un petardo di capodanno. E questo esclude, se non altro, un utilizzo a scopo terroristico e limita l’ipotesi al solo scopo didattico nell’ottica accusatoria dell’addestramento.

e) che le sostanze che debbono essere aggiunte alle dieci (anzi due) sostanze trovate sono quelle essenziali senza le quali, esse sono inerti in se stesse ed insufficienti. Vale a dire che è più immediato, completo, attuale, utilizzabile e letale, un litro di benzina o una bombola del gas facilmente reperibili.

 E NON E’ TUTTO DI CUI DISPONE LA DIFESA.

 Seguono poi, nel giornale in questione, notizie ridicole oltre che false, sul genere che alcune delle sostanze fatte rinvenire in possesso del Korchi sarebbero addirittura basi di esplosivi, “basta solo la ricetta”; che il tritolo sarebbe un esplosivo che non ha bisogno di innesco ed è un innesco esso stesso! Che esisterebbe una “enciclopedia in tre volumi” sulla Jihad ad uso di terroristi islamici… però scritta e messa in rete in… inglese dove sono riportare le tecniche di composizione degli esplosivi, rintracciabili in qualunque libro universitario in libera circolazione e libera vendita!

E tutto questo, secondo il giornale, avrebbe spezzato “le deboli difese degli imputati”… sempre puntualmente messe in crisi dalle efficaci risposte dei… superesperti!

Il Presidente della Corte viene definito (come del resto condividiamo anche noi ma per ragioni più serie) uomo attento e preciso ma non certo per il banale riferimento giornalistico delle “…battute irresistibili” e per aver scherzato sulle suocere!  Il P.M., poi, avrebbe svolto  “marcate strette” verso i difensori “…ai quali non concede neppure un centimetro” consistite nell’opporsi alle liste testi delle difese per questioni di forma, dove peraltro venivano indicati persino testi della stessa polizia giudiziaria e degli stessi consulenti dell’Accusa in tal modo rendendo, di fatto, alla difesa ed alla Corte, più arduo l’accertamento della verità oggettiva! Infine, la difesa avrebbe fatto  “…domande poco pertinenti” (!?) e via dicendo.

Noi per la verità riteniamo di fare miglior giustizia estendendo lo stesso giudizio di serietà anche al giudice a latere ed alla Corte tutta, che i giornali sembrano invece trascurare.

No, decisamente sorge il dubbio che non si tratti di crassa ignoranza; forse in chi leggendo ci crede sì, ma riguardo a chi scrive sorge il legittimo dubbio che possa esserci qualcos’altro di più inquietante.

Per chi non l’avesse ancora capito, nel processo di Perugia si gioca una partita dove il laboratorio non è quello inesistente di Korchi ma la Corte stessa che rappresenta qui il crogiuolo nel quale si sta tentando di TESTARE per la prima volta l’art. 270 quinquies e di TASTARE il polso alla gente per verificare il grado di capacità di comprensione e di reazione della stessa, prima di procedere, con un ulteriore affondo da parte di un certo potere, sulla pelle dell’intera popolazione già da tempo resa ormai oggetto di ogni sorta di attenzioni limitatrici e liberticide in vista di un’omologazione e di una lobotomizzazione totale e globale.

A questo progetto lavorano forze e componenti coscienti ma il ruolo principale spetta alla massa degli “utili idioti” che, come alcuni cronisti, si prestano senza alcuna competenza tecnica e senza nulla capire di ciò che avviene intorno a loro e del loro stesso ruolo. Diversamente da alcuni giornalisti seri che pur si impegnano da tempo per rendere al massimo trasparente ed obiettiva la divulgazione di certe notizie, consapevoli del loro ruolo di vigilanza nell’interesse della libertà non disgiunta alla verità.
 

                                                   Carlo Corbucci             Giovanni Destito





[1] Non staremo qui a spiegarci quanta poca fiducia ci sarebbe da riporre nell’F.B.I. per quel che sappiamo in ordine ai molti coinvolgimenti della stessa (addirittura più della C.I.A.) nelle oscure trame del cosiddetto “terrorismo islamico”,  però quel che non può tacersi è che da molto tempo essa ha attivato un vero  e proprio “mercato della paura” nel quale ha tentato di far credere le cose più assurde; dalla detenzione di bombe atomiche sporche da parte di gruppi islamici, alle armi di distruzione di massa dell’Iraq, agli esplosivi fatti con  celebri e costosi profumi e con i fertilizzanti e così via. Il tutto per rendere realistica e credibile la suggestione dell’imminenza e del realismo del pericolo.  Una, due, tre lunghe guerre di invasione non si giustificano senza niente; senza “casus belli”…  e senza far si che qualcosa del paventato pericolo… si realizzi.  

 


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42 Responses to Le boccette e le biciclette dei Terroristi Islamici di Ponte Felcino

  1. utente anonimo says:

    Davvero Kafkiana, è il caso di dirlo, questa storia. E preoccupante sarebbe dir poco se una corte di giustizia italiana arrivasse a una condanna sulla base di questi elementi (anche se mi sembra che gli avvocati siano abbastanza fiduciosi).

    Ho fatto una piccola ricerca sulla vicenda scoprendo (ma non è certo una scoperta) che il giornalismo d’accatto non è una prerogativa dei fogli di provincia. Ho visto diversi articoli di Repubblica dell’epoca degli arresti (luglio 2007). Uno aveva nel titolo “L’ imam è legato ad Al Qaeda”. Nel pezzo il legame si riduceva al fatto che “Le sostanze chimiche e i pezzi di innesco a distanza SAREBBERO SIMILI a quelle degli ordigni ritrovati qualche anno addietro in Germania a disposizione di una cellula che AVREBBE FATTO RIFERIMENTO ad Al Qaeda.” Tenendo poi conto che le “sostanze chimiche” sono le famose boccette del cassonetto e che i “pezzi di innesco a distanza” sono in realtà, come dice l’articolo stesso qualche riga prima, “dei componenti elettronici che assemblati si trasformano in telecomandi per innescare ordigni a distanza” (cosa evidentemente ritenuta in seguito del tutto ridicola visto che di questi componenti elettronici non si parla più nel capo d’accusa) il tutto si riduce appunto a cronachismo cialtrone.

    Mamma mia! e pensare che Moustafa el Korchi – da quel che si capisce il tipo dell’integralista islamico perennemente incazzoso – non mi è affatto simpatico. Ma come non diventare incazzosi di fronte a storie de genere?

    tomar

  2. kelebek says:

    Io sono rimasto colpito dal disinteresse della comunità degli internettari libertari, cioè di quel mondo non piccolo di persone che si battono contro i tentativi di reprimere la rete.

    Non ho sentito nulla da quelle parti, su questo caso.

    Miguel Martinez

  3. fm_dacenter says:

    Miguel

    come mai l’efbiai e la siaiei usano tempo e risorse per montare storie di questo tipo?

    semplice inerzia burocatrica?

    e chi la fa la guerra alla Cina, solo quelli delle serie TV?

    mah

    Francesco

  4. utente anonimo says:

    Io sono rimasto colpito dal disinteresse della comunità degli internettari libertari, cioè di quel mondo non piccolo di persone che si battono contro i tentativi di reprimere la rete.

    Da parte mia nessuno stupore. Va sempre così, in Italia.

    A sinistra (in generale) la questione dei diritti individuali semplicemente non è mai esistita. Le lotte sono sempre state di classe, di categoria. I diritti individuali non esistono a sinistra. Per tradizione. Naturalmente fatti salvi i casi in cui venga coinvolto qualcuno di sinistra, allora magicamente vi si ricorrere.

    Questo povero disgraziato non rientra nelle categorie della sinistra: lavora (cioè, fa un lavoro vero, non il parassita statale né l’intellettuale da salotto), in proprio (cioè è un capitalista) è religioso e prega e – ne sarei quasi convinto – voterebbe pure a destra.

    Quindi per la sinistra quest’uomo non esiste (diverso sarebbe se fosse uno di quei poveracci rapiti e detenuti nei centri di concentramento temporaneo, perché quelli alla fine se ne vanno e non rompono i coglioni). Tra l’altro ultimamente la “sinistra per bene” ha imboccato la via dell’amore boccaccesco verso la magistratura, un’incondizionata prostrazione che ovviamente non permette loro di muovere più alcuna critica al sistema giudiziario (ve lo immaginate l’ex girotondino che parla di “sentenze politiche” e “giudici pregiudiziali”, dopo che ha fatto il diavolo a quattro quando era Berlusconi a dire quelle stesse cose?).

    La destra non ne parliamo: nonostante le kippà di seconda mano, vengono tutti fuori dalla vecchia DC o sono nostalgici dei treni in orario. Ovviamenti se qualcuno mi dice “liberali”, gli rispondo “liberali ‘na sega”.

    Per il resto in internet ormai la controinformazione si occupa di fuffologia applicata, tipo signoraggio e i banchieri ebrei che controllano il mondo.

    In Italia le libertà personali e individuali semplicemente non sono mai state prese in considerazione. A sinistra perché era la classe ed la società, a destra perché era la nazione, la Patria, al centro perché la vita non è nostra ma di Dio, davanti perché l’individualismo è il male del mondo moderno capitalista, dietro perché alla fine chi se ne fotte se mettono in galera un negro.

    Giorgio

  5. utente anonimo says:

    Giorgio,

    – In Italia le libertà personali e individuali semplicemente non sono mai state prese in considerazione. A sinistra perché era la classe ed la società, a destra perché era la nazione, la Patria, al centro perché la vita non è nostra ma di Dio, davanti perché l’individualismo è il male del mondo moderno capitalista, dietro perché alla fine chi se ne fotte se mettono in galera un negro. —

    Condivido dall’inizio alla fine.

    Z.

  6. utente anonimo says:

    Trasformiamolo in un appello a tutti gli artigiani: svuotate le vostre cantine o potrebbero trovare dei prodotti che potrebbero forse essere simili, nel caso fossero mischiati ad altri prodotti fatti provenire appositamente dalla papuasia, ad un ordigno utilizzato da mio nonno durante la prima guerra mondiale.

    Se facciamo un appello agli artigiani allora diventa un appello di classe votante e così i sinistranti doc si svegliano

    dorian

  7. utente anonimo says:

    Ciao, è la prima volta che posto un commento dopo mesi di attenta lettura ma mi sembra importante rilevare come, forse – per quel che ho capito io -, i fautori della libertà senza limiti (i libertari veri), alla fine, alle battaglie con internet ci abbiano rinunciato: c’è qualcosa di spaventoso nel mezzo, che puoi finire a perderci il sonno, il respiro e i sospiri in mezzo a tanta monnezza, e quel che è peggio è che spesso è tutta fatica inutile, che viene capitalizzata da qualcun altro per farci i servizi metereologici sui TG o le interviste alle varie Aurore.

    Del resto braviassimi avvocati come Corbucci mica passano le loro giornate a postare commentini: probabilmente per stare in prima fila a difendere chi non vorrebbe difendere nessuno è buona cosa tenere a bada le energie, spesso messe a dura prova…

    Io di questa storia so poco (quello che ho letto sui giornali) ma su temi analoghi, in ultima analisi, penso sia meglio che mi dia da fare altrove.

    Comunque leggo sempre volentieri: ho molto ancora da imparare

    L.F.

  8. dalovi says:

    In vero dall’insieme delle posizioni accusatorie si potrebbe dedurre che questi “poveri cristi” non avevano in casa dello zucchero!

    Comunque il caso ha l’istruttività di descrivere il tempo presente.

  9. utente anonimo says:

    La relazioni dei due avvocati fa quasi sorridere. Il Korchi avrebbe collezionato solventi chimici… perché non era consumista come gli Occidentali… e voleva fabbricare artigianalmente un petardo di Capodanno. Con una difesa del genere, la condanna la beccano di sicuro!

    Maurizio

  10. utente anonimo says:

    Maurizio,

    dove hai letto una cosa del genere?

    Il testo dice che il volume di sostanza era talmente poco che, qualora anche l’indagato avesse veramente inteso combinarla insieme ad altri materiali – non reperiti in suo possesso – sarebbe stata sufficiente al massimo per un petardo.

    Poi bisogna vedere se è una tesi fondata o meno – cosa che naturalmente vale, in primo luogo, per le tesi del Pubblico Ministero – ma che stava preparando dei botti di Capodanno perché non è consumista mica c’è scritto.

    Z.

  11. Peucezio says:

    D’accordo, Giorgio, ma qui non ci sono in ballo solo i diritti individuali. C’è un principio di giustizia ed equità del processo, che dovrebbe essere uno scrupolo di qualunque stato di diritto, c’è una questione gravissima di sovranità nazionale, c’è una questione di grossolana ma efficace manipolazione dell’informazione, c’è l’intento di coinvolgere sempre di più gli stati in uno scontro di civiltà che, al di là di ogni altra considerazione, non è minimamente nell’interesse dell’Italia e dell’Europa.

  12. utente anonimo says:

    Peucezio,

    – D’accordo, Giorgio, ma qui non ci sono in ballo solo i diritti individuali. C’è un principio di giustizia ed equità del processo, che dovrebbe essere uno scrupolo di qualunque stato di diritto —

    Senza dubbio… solo che la tutela dello stato di diritto non è – e non è mai stata – la principale preoccupazione di nessuna delle più consistenti forze politiche italiane.

    C’erano e ci sono cose più importanti in cui credere per i politici italiani:

    - per la Sinistra, la Classe Operaia (ieri) e non si sa bene cosa [1] (oggi);

    - per la Destra, la Patria (ieri) e I Miei Soldi (oggi).

    Z.

    [1] Effettivamente, quale sia l’attuale obiettivo della sinistra italiana non sono in grado di capirlo…

  13. utente anonimo says:

    D’accordo, Giorgio, ma qui non ci sono in ballo solo i diritti individuali.

    Non solo, è evidente. Niente viene mai da solo. Ma in questo caso, se noi avessimo una cultura dei diritti individuali (non nel senso di atomi slegati dagli altri, ma di individui concreti) avremmo anche una legislazione ed un sistema giudiziario diverso. Ma poiché a nessuno in Italia sono mai interessati, questi sono i risultati.

    C’è un principio di giustizia ed equità del processo

    Che si basa sui diritti individuali: cioè il processo è equo e giusto nei confronti dell’imputato, del suo essere innocente fino a prova contraria, di “avere il proprio corpo” eccetera eccetera. Se così non fosse, il processo sarebbe solamente uno strumento di lotta politica (cosa che in effetti è, visti i vari processi contro gli islamici).

    che dovrebbe essere uno scrupolo di qualunque stato di diritto

    Stato di diritto basato sul riconoscimento di alcuni principi inalienabili quali ad esempio l’habeas corpus (che noi non abbiamo) eccetera eccetera.

    c’è una questione gravissima di sovranità nazionale

    Perchè? Forse che giudizi e polizia italiani erano a raccogliere ciliegie mentre gli americani mettevano in galera il tipo? Non mi pare.

    E comunque è un discorso del tutto teorico: la sovranità nazionale italiana è una fregnaccia, siamo una colonia e come tale dobbiamo comportarci. Fa sorridere anche il solo parlarne.

    c’è una questione di grossolana ma efficace manipolazione dell’informazione

    Indubbiamente: ma quello è lo scopo della stampa, raccontare le bugie governative e dei potenti. Non è una caso particolare, è la regola generale.

    c’è l’intento di coinvolgere sempre di più gli stati in uno scontro di civiltà che, al di là di ogni altra considerazione, non è minimamente nell’interesse dell’Italia e dell’Europa.

    Vero. Ma tanto entro l’anno l’Italia, come l’Europa e gli Usa, faranno BOOOOOM e probabilmente saremmo troppo impegnati a estrarre radici da terra per sfamarci per pensare all’islamico cattivo :-)

    Giorgio

  14. Peucezio says:

    Giorgio, che ti devo dire, la questione dei diritti individuali non è mai stata la mia massima preoccupazione, quindi sono gli altri aspetti quelli che mi preoccupano di più.

    E non è che la giustizia e l’equità del processo siano una prerogativa dello stato liberale e che siano legati necessariamente ai diritti umani in senso illuminista: per un romano antico l’idea dell’equità del processo era sacra (anche se non sempre veniva attuata, come sempre in qualunque parte del mondo, in qualunque epoca) eppure il romano non si sognava di ragionare in termini di diritti individuali, per lui il fine dell’individuo era la comunità, la patria, lo stato e questo aveva pienamente diritto di conculcarne i diritti.

    Sul fatto poi che l’Italia sia una colonia, è vero e non è vero al tempo stesso: sarebbe bello chiedere agli americani cosa pensano del South-Stream, del mancato appoggio italiano al progetto Nabucco, degli accordi italo-ruso algerini ecc.

    E queste sono cose dalla portata simbolica molto minore, ma dal peso geopolitico e strategico enormemente maggiore della base di Vicenza, delle porcate che fanno la Cia e l’FBI in Italia, pure gravissime e intollerabili, e di quei quattro soldati che abbiamo in Afghanistan.

  15. utente anonimo says:

    Giorgio, che ti devo dire, la questione dei diritti individuali non è mai stata la mia massima preoccupazione, quindi sono gli altri aspetti quelli che mi preoccupano di più.

    Quod erat demonstrandum :-)

    E non è che la giustizia e l’equità del processo siano una prerogativa dello stato liberale e che siano legati necessariamente ai diritti umani in senso illuminista

    Stavamo parlando di stato di diritto, se non sbaglio: un concetto moderno che noi possiamo invocare solo grazie all’evoluzione del pensiero giuridico in senso individuale.

    per un romano antico l’idea dell’equità del processo era sacra (anche se non sempre veniva attuata, come sempre in qualunque parte del mondo, in qualunque epoca) eppure il romano non si sognava di ragionare in termini di diritti individuali, per lui il fine dell’individuo era la comunità, la patria, lo stato e questo aveva pienamente diritto di conculcarne i diritti.

    Infatti l’economia e la societè romane si basavano sul lavoro schiavile e sulla guerra di rapina su larga scala :-)

    Sul fatto poi che l’Italia sia una colonia, è vero e non è vero al tempo stesso: sarebbe bello chiedere agli americani cosa pensano del South-Stream, del mancato appoggio italiano al progetto Nabucco, degli accordi italo-ruso algerini ecc.

    In effetti “colonia” dà l’idea degli imperi ottocenteschi. Forse è meglio usare proprio la terminologia dell’impero romano: siamo una provincia, possiamo fare quello che vogliamo, basta che non superiamo certi limiti imposti dall’impero.

    Giorgio

  16. kelebek says:

    A prescindere dal valore dei diritti individuali in sé, credo che sia verissimo che i diritti individuali, in astratto, interessino poco gli italiani.

    Interessano ovviamente i propri diritti individuali, ma non visti come parte di un insieme. Cosa diversissima dalla visione anglosassone: si pensi alla vasta opposizione conservatrice al Patriot Act che si è diffusa negli Stati Uniti, assieme alla più scontata opposizione liberal.

    Non so se questo disinteresse rispecchi tanto grandi scelte ideologiche (patria, classe ecc.) o se non sia piuttosto una sopravvivenza clerico-feudale.

    Miguel Martinez

  17. RitvanShehi says:

    – In Italia le libertà personali e individuali semplicemente non sono mai state prese in considerazione. A sinistra perché era la classe ed la società, a destra perché era la nazione, la Patria, al centro perché la vita non è nostra ma di Dio, davanti perché l’individualismo è il male del mondo moderno capitalista, dietro perché alla fine chi se ne fotte se mettono in galera un negro. Giorgio, —

    >Condivido dall’inizio alla fine. Z.< Mi associo.

  18. RitvanShehi says:

    >Ma tanto entro l’anno l’Italia, come l’Europa e gli Usa, faranno BOOOOOM e probabilmente saremmo troppo impegnati a estrarre radici da terra per sfamarci per pensare all’islamico cattivo :-) Giorgio< E la madona, come sei apocalittico! Ma poi, ammesso e non concesso che vada come prevedi (o auspichi?:-) ) tu, siccome i biechi islamici barbuti e intabarrati sono molto più bravi di nosotros “civilizzati” a estrarre radici da terra, allora mi sa che dar addosso a loro “che ci rubano le nostre radici” sarà piuttosto lo Sport Nazionale:-)

  19. Peucezio says:

    Mah, senza entrare in una discussione di storia dei sistemi giuridici, che non avrei neanche competenza per fare, il concetto di stato di diritto implica che lo stato sia sottomesso alle leggi e non viceversa, cioè che il potere politico non possa commettere arbitri. Ma non è detto che le leggi stesse siano improntate ai diritti individuali: in uno stato teocratico, putacaso, ma che possa allo stesso tempo definirsi stato di diritto, anche il presidente, il re o chi per lui, se trasgredisse a una norma religiosa potrebbe essere processato e, per la violazione di quella stessa norma, qualsiasi cittadino comune verrebbe giudicato allo stesso modo, in base a leggi positive scritte e con tutte le garanzie del caso. Ma ciò non toglierebbe che tali leggi positive, basandosi su una dottrina religiosa, potrebbero essere fortemente lesive di certi diritti e certe libertà individuali, in particolare in relazione alla morale sessuale, alla famiglia, alla libertà di espressione, che per la concezione laica liberale occidentale sarebbero inconcepibili.

    Un’altra cosa: non so se si è mai vista una provincia romana andare in aperta rotta di collisione con gli interessi geopolitici di Roma stessa, magari per favorire i Parti per esempio.

    Miguel, io direi che è più una sopravvivenza clerico-feudale (il che non ha necessariamente una connotazione negativa).

    Gli anglosassoni sono fortemente individualisti e ci tengono di più a certe libertà e garanzie formali (secondo me più di facciata che altro).

    Mi conforta però il fatto che in Italia non c’è stata una Guantanamo e né credo potrebbe mai esserci, perché abbiamo una tradizione di garantismo molto forte, a volte persino eccessiva.

    Poi ci sono questi omaggi ai padroni yankee con queste mostruosità come il caso di cui stiamo parlando, ma qui, ripeto, ci vedo un senso troppo debole di sovranità nazionale più che un dato di tradizione giuridica interna: ci sono paesi decisamente meno garantisti dell’Italia, in cui l’estradizione dei propri cittadini è vietata per legge: si pensi alla Russia; non parliamo d’Israele, che è il ricettacolo dei maggiori criminali internazionali ebrei pluriricercati del mondo.

  20. RitvanShehi says:

    >Gli anglosassoni sono fortemente individualisti e ci tengono di più a certe libertà e garanzie formali (secondo me più di facciata che altro). Peucezio< Perfida Albione!:-) >..ci sono paesi decisamente meno garantisti dell’Italia, in cui l’estradizione dei propri cittadini è vietata per legge: si pensi alla Russia; non parliamo d’Israele, che è il ricettacolo dei maggiori criminali internazionali ebrei pluriricercati del mondo.< Perfidi giudei!:-) (gli “ebrei pluriricercati nel mondo” perché usurai, immagino:-) ). P.S. Mettiamoci pure il democraticissimo, nonché garantista Giappone nell’elenco (caso Zorzi docet).

  21. Peucezio says:

    Quando si toccano gli ebrei, c’è subito qualcuno che salta su.

  22. Peucezio says:

    Che cosa terribile, ho osato criticare gli ebrei!!!

  23. fm_dacenter says:

    più che toccare, potresti specificare quelle poco convincenti affermazione, o Pessimo Paucezio!

    illumina le nostre menti ottenebrate, deh, te ne prego!

    in particolare, quel pluri- mi lascia perplesso.

    saluti

    Francesco

  24. utente anonimo says:

    Peucezio,

    – Mi conforta però il fatto che in Italia non c’è stata una Guantanamo e né credo potrebbe mai esserci, perché abbiamo una tradizione di garantismo molto forte, a volte persino eccessiva. —

    E’ per questo che la riformata Turcossi-Finolitano permetterà di chiudere gli stranieri per sei mesi nel CPT? alla faccia del garantismo eccessivo…

    Z.

  25. certo Guantanamo in Italia non ce ne sono, non ufficialmente anche se candiderei il centro di identificazione e di espulsione di Lampedusa

    vedere: http://www.ossin.org/italia/lampedusa-migranti-xenofobia.html

    http://fortresseurope.blogspot.com/

    http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/

    e non dimentichiamo le torture in appalto, le collaborazioni extra lege fra i servizi:

    il caso Britel: http://www.giustiziaperkassim.net

    i tunisini residenti in Italia, “ospitati” a Guantanamo:

    http://www.reprieve.org.uk/press_berlusconi_to_bring_home_italian_residents_17.06.08.htm

    il caso Abu Omar…. ma questo almento è stato “coperto” dai media

    un saluto khadija

  26. kelebek says:

    Per commenti 19-23

    Peucezio ha detto semplicemente che un gran numero di grossi delinquenti russi e talvolta anche di altri paesi approfittano, uno, del fatto di poter pretendere la cittadinanza israeliana; e due, del fatto che difficilmente Israele permetterà mai la loro estradizione.

    Che c’è da diventare paranoici?

    Miguel Martinez

  27. RitvanShehi says:

    >Per commenti 19-23…Che c’è da diventare paranoici? Miguel Martinez< Mi piaci quando fai il finto tonto:-). P.S. Approfitto per fare gli auguri per l’8 Marzo a tutte le donne che bazzicano questo blog.

  28. Peucezio says:

    Peucezio, non Paucezio.

    Per Francesco e Z.: la cosa gravissima di Guantanamo, il vero vulnus, è il fatto che si possa incarcerare e detenere degli stranieri, catturandoli nel territorio di un altro paese, contro le leggi sia di quel paese, sia contro le leggi di guerra e senza tutte le garanzie per i prigionieri di guerra, e senza nemmeno (ma questo è il meno, perché ciò toglierebbe poco al mostruoso arbitrio) un processo in base a una legge penale vigente nel proprio paese (gli Stati Uniti) al momento in cui i prigionieri avrebbero compiuto gli atti per cui sono stati incarcerati (che non si capisce quali sono).

    L’Italia non va a rapire gente all’estero, né si mette a prendere prigionieri in guerre combattute all’estero per portarli in basi italiane e detenerli senza processo e senza le garanzie previste per i prigionieri di guerra. Il CPT di Lampedusa non sarà peggiore di tante carceri del Terzo Mondo e nemmeno di tanti paesi occidentali e chi viene in Italia sa che probabilmente ci finisce dentro.

    E’ comunque del tutto legittimo criticarlo, stigmatizzarne il degrado e i vari problemi umanitari che pone, ma davvero non vedo l’analogia con Guantanamo.

  29. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Mi piaci quando fai il finto tonto:-). —

    Anche a me piaci quando fai la stessa cosa (#20) ;-)

    Z.

  30. utente anonimo says:

    Peucezio,

    non sto dicendo che Lampedusa sia come Guantanamo. Ci mancherebbe altro.

    Sto dicendo che non mi sento rassicurato da questa asserita tradizione garantista, che purtroppo non riesco a scorgere.

    Z.

  31. mariak says:

    grazie ritvan:-)

    maria

  32. JohnZorn says:

    Corbucci era mica convertito all’Islam?

    Saluti

    JZ

  33. Peucezio says:

    Z., l’Italia in effetti è un paese contraddittorio. Se intendiamo il garantismo nel senso più proprio, cioè di estrema attenzione alle garanzie dell’imputato, di imparzialità e grande diligenza dei giudici (non parliamo poi della brevità dei processi) in effetti temo sia come dici tu.

    Se invece intendiamo “garantismo” nell’accezione estesa e oggi piuttosto comune di forte indulgenza dello stato rispetto ai reati, di pene brevi, spesso nemmeno scontate, di situazione oggettivamente vantaggiosa per l’imputato medio, rispetto a tanti altri ordinamenti anche occidentali, converrai con me che in questo senso l’Italia è garantista anche troppo, no?

    Che poi un solo innocente che si fa un anno di carcere non è compensato da neanche dieci colpevoli che non fanno un solo giorno, è verissimo, per catirà.

  34. islam e media

    [..] L’Islam e i media, l’Islam immaginato e ricostruito, ma chi è in pericolo? Gli avvocati Carlo Corbucci e Giovanni Destito scrivono questa lettera che riprendo da : Un sociologo studia come si esprimono i media a proposito di Islam, ne scrive [..]

  35. JohnZorn says:

    Nessuno me lo sa dire?

    Pazienza…

    Saluti

    JZ

  36. utente anonimo says:

    JZ,

    su, sei una persona troppo intelligente per queste provocazioni da bassa Lega :-)

    Z.

  37. RitvanShehi says:

    —-Ritvan (a Miguel) Mi piaci quando fai il finto tonto:-). —

    >Anche a me piaci quando fai la stessa cosa (#20) ;-) Z.< Gentile avvocato non chiamato di Miguel:-), in questo caso (ovvero parlando del mio #20) probabilmente tu confondi “far dell’ironia” con “fare il finto tonto”.

  38. RitvanShehi says:

    >Corbucci era mica convertito all’Islam?….Nessuno me lo sa dire?

    Pazienza… JZ< Pazienza un corno!:-). Il saggio kelebek ha già citato in merito, basta cercare. Leggi qui (a circa metà pagina): http://www.kelebekler.com/occ/rep26.htm

    Il tutto con buona pace di Z. che si trova a ritenere anche “La Repubblica” fonte di “provocazioni di bassa Lega”:-)

  39. controlL says:

    Fatta su un’avvocato che difende un ebreo, questa domanda era puro antisemitismo. Ovviamente non c’è nulla di più [s]pur[i]o del puro, di questi tempi.p

  40. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – in questo caso (ovvero parlando del mio #20) probabilmente tu confondi “far dell’ironia” con “fare il finto tonto”. —

    Beh, anche tu confondi la (mia) ironia con l’avvocatura, no? ;-)

    – Il tutto con buona pace di Z. che si trova a ritenere anche “La Repubblica” fonte di “provocazioni di bassa Lega”:-) —

    Il perché sia una provocazione di bassa te lo spiega egregiamente p. Indubbiamente, se si fosse trattato di un imputato ebreo e, chessò, olocash (un nome a caso :-) ) avesse scritto “sarà mica ebreo il suo avvocato?”… beh, nessuno avrebbe dubitato che di provocazione inutile, oziosa e odiosa si trattasse.

    Ma in realtà il mio punto era altro: può darsi che il PM sia un folle islamofobo e può darsi di no. Ciò che conta è solo ed esclusivamente quanto e come le indagini siano fondate e basate su fatti concreti. E lo stesso vale, naturalmente, per le deduzioni della difesa.

    Z.

  41. RitvanShehi says:

    >Beh, anche tu confondi la (mia) ironia con l’avvocatura, no? ;-) Z.< Già. Pari e palla al centro:-). >Il perché sia una provocazione di bassa te lo spiega egregiamente p. Indubbiamente, se si fosse trattato di un imputato ebreo e, chessò, olocash (un nome a caso :-) ) avesse scritto “sarà mica ebreo il suo avvocato?”… beh, nessuno avrebbe dubitato che di provocazione inutile, oziosa e odiosa si trattasse.< Beh, IO ne avrei dubitato. A me quella di JZ è sembrata una domanda lecita, a cui ho risposto. Non vedo poi cosa ci sia di disdicevole se un ebreo sceglie un avvocato ebreo, un musulmano un avvocato musulmano e un buddista un avvocato buddista e non vedo cosa ci sia di “provocatorio” se qualcuno lo fa notare. >Ma in realtà il mio punto era altro: può darsi che il PM sia un folle islamofobo e può darsi di no. Ciò che conta è solo ed esclusivamente quanto e come le indagini siano fondate e basate su fatti concreti. E lo stesso vale, naturalmente, per le deduzioni della difesa.< Qui non posso che concordare con un insigne leguleio come te.

  42. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Beh, IO ne avrei dubitato. —

    Antisemita! Guarda che se continui così il Mossad la smette di staccarti l’assegno, eh! :-)

    – A me quella di JZ è sembrata una domanda lecita, a cui ho risposto. —

    Beh, ma mica dico che è una domanda illecita! Dico che è una domanda oziosa e giusto un filino provocatoria. Dato che non c’è nulla di disdicevole e nulla di strano, come tu stesso riconosci, a che pro farlo notare se non per dire “il Corbucci dice un sacco di balle e copre un terrorista perché è un musulkattivo pure lui”?

    Ripeto, nulla di illecito in questo modo di ragionare. Solo, appunto, mi spiace che JZ la pensi così.

    Z.

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