Il romantico Gianfranco Fini viene eletto Unico Figo in un bar di Milano

Da quando la destra è tornata al potere, la distruzione mediologica dello Stato borghese – dell’austera Istituzione, insomma, che mandava i carabinieri con i pennacchi ad arrestare Bocca di Rosa invece che a portarla in TV – ha fatto un altro piccolo passo in avanti.

Donna Moderna e Anna sono entrate a far parte della rassegna stampa di Montecitorio, cioè del materiale che i politici devono prendere in considerazione quando valutano il proprio tasso di credibilità mediatica.

Date le premesse, hanno fatto benissimo: Donna Moderna, della Mondadori, vende mezzo milione di copie, Anna, della Rizzoli, oltre 200.000.

Questa settimana, Donna Moderna (del 25.02.09, pagina 48) offre un articolo su Gianfranco Fini scritto da Stella Pende, una signora che conoscevamo, perché si indigna quando qualcuno osa fare ciò che lei fa di mestiere, spettegolando ad esempio sul fatto che lei  frequenta le spiagge di Watamu in Kenya.

Vincenzo Monti, fedelissimo servitore di ogni sovrano, durante la sua fase napoleonica, scriveva:

"Mentre la Storia scrivendo le vostre imprese teme di comparire bugiarda al tribunale della posterità, la Poesia parlando di Voi viene per l’opposto a spogliarsi la prima volta di questa taccia. Liberata da ogni basso sospetto d’adulazione ella vi reca a’ piedi del più bel Trono del Mondo l’ammirazione dell’Universo, ella vi esprime veracemente nel suo divino linguaggio la riconoscenza e l’amore degli Italiani, che da Voi redenti si sollevano ad alte speranze, e si sentono non indegni de’ vostri eccelsi pensieri." Eccetera eccetera.

Stella Pende, scrivendo ai tempi della Jeune-Fille e della lettura veloce, è più asciutta nel titolo:

"Fini, l’uomo che capisce le donne"

Stella Pende riprende uno dei temi fondanti delle riviste femminili. Le donne sono in gamba, sono carine e sono infinitamente più intelligenti dei maschi cui affidano i propri destini. E uno dei compiti della rivista femminile è scovare i Veri Uomini, quelli cui le donne intelligenti possano affidare i propri destini senza sentirsi prese in giro.

Per non sembrare spocchiosa – peccato mortale in questi tempi – , Stella Pende fa democraticamente eleggere il Vero Uomo da un collegio elettorale composto da tre donne: Flavia ("18 anni, con la coda di cavallo e lo zaino viola"), Claudia ("bocca di rosa e unghie celesti color lago") e Sara ("la mamma, bionda 50enne con il tigre nel motore"). Da notare i nomi, più normali di quelli normalmente portati ai nostri tempi.

Tutte e tre votano Gianfranco Fini con questa solenne motivazione: "La verità è che con questa miseria di maschi veri oggi Gianfranco Fini dimostra di essere l’unico ‘Figo’".

Questo gruppo di donne non è un astratto collettivo. Sono tre persone che conosciamo intimamente, per nome, come avviene con tutti i buoni dei media, in particolare donne e bambini.

Ciascuna componente del collegio elettorale ha qualche vago tratto in cui si identifica una parte delle lettrici, ma nessuna vera caratteristica che rischi di distinguerla dalle stesse lettrici. Così, tutte insieme, queste tre donne rappresentano tutte le lettrici.

Quindi il Vero Uomo sembra che venga eletto democraticamente dalle stesse lettrici, tramite un collegio elettorale, convocato al "Radeski [sic] bar nel centro di Milano". Tutti sappiamo che questo collegio Stella Pende se lo è inventato di sana pianta, ma il virtuale fa reale oggi.

Credo che questo sistema elettorale – dove il potere vota se stesso, ma lascia a tutti la felice sensazione di aver partecipato con emozione, anzi con il tigre nel motore - ci spieghi parecchie cose del mondo in cui viviamo.

Adorno acutamente notava come gli oroscopi dei giornali fossero tutti calibrati sulla figura del Vicepresidente: cioè sulla maniera in cui l’Ingranaggio Umano Medio vorrebbe essere percepito – non può aspirare a essere Presidente, ma vuole sentirsi un gradino al di sopra della massa, cioè al di sopra di se stesso.

Stella Pende si rivolge più poeticamente al proprio pubblico di Sciampiste:[1]

"Insomma, Fini raccoglie molta gloria in quello che Simone de Beauvoir chiamerebbe ‘il giardino sempre appassionato e meravigliosamente ribelle delle donne in fiore."

Immaginiamo cosa avrebbe pensato Simone de Beauvoir dell’elezione del Figo di Destra del Bar Radeski [sic], ma non pretendiamo che la Pende, oltre a citarla, l’abbia pure letta.

Quello che conta è lisciare il pelo alle lettrici, come si fa con ogni destinatario di messaggi pubblicitari.

Continua la Lode alle Sciampiste:

"Perché le donne si appassionano a chi mostra passione. Perché le donne guardano spesso a chi ha la capacità di volare contro. E Gianfranco Fini questa forza ce l’ha".

E’ interessante notare come nella fabbrica del conformismo, il prodotto più apprezzato sia l’anticonformismo, vero o presunto, ma comunque mercificato. Si chiama Innovazione di Mercato. Le sciampiste sono quindi "ribelli", il loro Vero Maschio "vola contro". [2]

E come "vola contro" Gianfranco Fini?

"Nell’infiammare delle voci, Gianfranco Fini ha chiesto almeno rispetto per il Capo dello Stato. E’ entrato con forza nella difesa delle istituzioni".

Certo, stiamo parlando del caso Englaro, e infatti Stella Pende cita questa e altre volte in cui Gianfranco Fini ha fatto qualche innocua dichiarazione per ricordare all’elettorato che può votare destra anche chi non è totalmente schierato con la Conferenza Episcopale Italiana.

Ma Stella Pende compie anche un’altra ardita manovra, che ci fornisce un’utile lezione sui tempi in cui viviamo.

Ogni potere istituzionale (che non sono necessariamente i poteri che contano) è una folle corsa a ostacoli tra innumerevoli telecamere. Chi non si trova sotto la telecamera, sparisce e perde; ma anche chi si trova nella posizione sbagliata sotto la telecamera perde. E le telecamere puntano su cose che la gente capisce. Sostanzialmente, sesso, parolacce e figuracce.

Dietro le telecamere vigilano, impietosi, milioni di cittadini-guardoni, pronti a sfogare tutta la loro impotente invidia sputando su chi inciampa.

Nulla interessa al Pubblico e alle Telecamere quanto la vita affettiva dei potenti. Interessa proprio perché non ha assolutamente nulla di interessante, in quanto partecipa della stessa meschinità e noia della vita privata di sciampiste e telecomandanti.[3]

Ma dai potenti, gli impotenti esigono la stessa qualità che si esigeva dai re: la perfezione.

La perfezione è facile recitarla, comparendo velati in misteriose carrozze una volta l’anno.

Non è possibile recitarla davanti alle telecamere, che fanno vedere tanto il Sommo Pontefice della Chiesa Universale che si soffia il naso quanto il ministro giapponese di cui persino noi abbiamo scoperto l’esistenza a causa di una conferenza stampa in cui parlava in una maniera che sembrava da ubriaco.

Ora, Gianfranco Fini ha divorziato da una pittoresca coatta romana, Daniela Di Sotto, per mettersi con Elisabetta Tulliani, velina con pretese ed’ex-amante dell’avventato presidente della squadra di calcio Perugia. [4]

Che è come dire che il macellaio dell’angolo si è lasciato con la moglie cassiera per mettersi con la vincitrice del premio Miss Garbatella e lettrice delle previsioni meteo a TeleRomaEur, già amante del proprietario del discount che si è comprato la Ferrari a rate prima di andare in fallimento.

Solo che il tutto viene elevato di una potenza e quindi quello che sarebbe del tutto irrilevante per acquirenti di bistecche, diventa di enorme importanza per chi si deve comprare un Presidente della Camera. E forse non è un ragionamento sbagliato, perché mentre sappiamo cosa è una bistecca, forse nemmeno il diretto interessato sa a cosa serve un Presidente della Camera.

Il trucco consiste nel prendere questa imperfetta normalità e farne segno di uguaglianza, solamente una sorta di uguaglianza esemplare.

Scrive Stella Pende:

"Pensandoci bene, anche l’addio con Daniela Di Sotto […] è stato un atto di grande coraggio. "Gianfranco ha amato sua moglie ma poi, a storia finita, ha continuato a scegliere secondo i suoi sentimenti. Il divorzio con Daniela gli ha tolto molta popolarità nella base di An, ma lui era innamorato di Elisabetta" racconta un amico. Romantico Gianfri."

Ecco. Romantico Gianfri.

Note:

[1] La sciampista è la vicepresidente della parrucchiera. Il mestiere di parrucchiera, che combina arte, artigianato, chimica e psicologia, è ben al di là della sua portata, ma proprio per questo la sciampista colleziona avidamente i complimenti che i manifesti pubblicitari, le etichette dei prodotti e Stella Pende le riversano incessantemente addosso.

[2] Personalmente conosco non pochi uomini (e donne) che volano contro un po’ più di Gianfranco Fini, ma che non saranno mai disonorati da articoli di Stella Pende.

[3] Il telecomandante è il marito della sciampista. Il suo ruolo è definito, non dal mestiere – può essere tanto dipendente quanto imprenditore – bensì dal controllo del telecomando durante la trasmissione delle partite di calcio.

[4] Mai sottovalutare però l’importanza dello studio dei fluidi legami dei VIP, equivalente postmoderno delle rigide genealogie nobiliari di un tempo, ma ugualmente determinati dallo status.

Si prenda ad esempio il vincolo (ormai superato) tra la signora Stella Pende, giornalista pettegola, e il signor Marco Tardelli, ex-giocatore di calcio della Juventus (oggetto quindi delle telecamere) passato a commentatore sportivo della RAI (gestore di telecamere) e poi a vice-commissario tecnico della Nazionale (produttore di oggetti per le telecamere).

Novella 2000 costituisce l’Almanac de Gotha dei nostri tempi.

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50 Responses to Il romantico Gianfranco Fini viene eletto Unico Figo in un bar di Milano

  1. utente anonimo says:

    ti sei dimenticato del rappresentante di prodotti all’hennè, figura che ha un ruolo non da sottovalutare, anzi: per raccontarla tutta si potrebbe partire proprio da lì.

    E dire che continua a ripetere che il calcio non gli interessa.

    Mah.

    Lorenzo

  2. utente anonimo says:

    Ci avevo provato a fare la sciampista, ma manco lì mi hanno voluto :D

    Erika

  3. kelebek says:

    Si presume che il Radeski Bar sia il Radetzky Cafè, che si autobiografa così:

    http://milano.nottidaleon.it/locali/radetzky_cafe/

    “Locale dall’atmosfera austera, importante, di un’eleganza appartenente al passato per un locale che da dieci anni a questa parte continua a puntare su un pubblico adulto, modaiolo e in carriera, che vi si ritrova per mangiare stuzzichini appetitosi al buffet per l’aperitivo o anche per cenare con la classica cotoletta alla milanese.”

    Miguel Martinez

  4. kelebek says:

    Nel Radetzky cafè, poi si sono svolti gli episodi più pecorecci di Vallettopoli:

    http://tinyurl.com/akn34g

    “S’ incontravano al bar Radetzky, proprio sotto casa di Corona. è lì, tra corso Garibaldi e largo la Foppa, via Pasubio e corso Como, che ruotavano gli affari milanesi di Vallettopoli.”

    Miguel Martinez

  5. fm_dacenter says:

    >> controllo del telecomando durante la trasmissione delle partite di calcio.

    Miguel, sei il solito intellettuale di sinistra radical-chic fighetto che vive nella sua torre d’avorio nei quartieri ricchi di Roma … :)

    Durante la partita il telecomando NON ESISTE

    e che cavolo, lo sanno tutti quelli del popolo come me!

    PS sto scherzandoti, che sei suscettibile

  6. utente anonimo says:

    Chirurgico!

    Quello che non puoi sapere è che il Radetzky Cafè, a meno di 100 metri dal Corriere della Serva e dal Liceo Parini, sul finire degli anni ’80 ha sostituito uno dei più vecchi trani di Milano, dispensatore fra l’altro di vini pregevoli a prezzi più che onesti.

    Come dire che Stella Pende ha preso il posto di Camilla Cederna…

    silviu’

  7. utente anonimo says:

    bisogna puntare all’anima, all’essenza delle cose quando si vendono prodotti: vale per la cotoletta alla milanese, per l’aperitivo modaiolo, per l’hennè ma anche per la foto della velina di quart’ordine che scoreggia (che prima o poi si vende di tutto).

    E per poterlo fare bisogna saper scrutare nei segreti della mente, del cuore, delle lenzuola e dei cessi altrui.

    Ah, le ricerche di marketing… devono essere così interessanti, altro che lettura veloce…

    Ma ci vuole o no il patentino?

    Lorenzo

  8. fm_dacenter says:

    ipotesi

    la jeune fille deve essere sentimentale, perchè i sentimenti sono meglio manipolabili di qualsiasi altra cosa

    Francesco

  9. utente anonimo says:

    altra ipotesi:

    la j.f. o la velina di quart’ordine smette di:

    - mangiare cotolette

    - bere aperitivi

    - vedere gli amici

    - leggere il giornale

    - commentare sui blogs

    - lavorare serenamente

    - sognare

    - grattarsi

    - scoreggiare

    - bere il caffè

    - mettersi le mutande (calze, pigiama,ecc)

    - lavorare

    - camminare per strada

    - provare dei sentimenti

    - avere dei pensieri propri

    - masturbarsi

    - farsi l’hennè

    - lavarsi i capelli

    - telefonare alla mamma

    - avere paura

    - farsi la ceretta

    - massaggiarsi la cellulite

    - andare al mare, all’estero, a sciare…

    - ridere

    - respirare

    - vivere

    poi lo spettacolo e le allusioni finiscono? O c’è dell’altro da vendere???

    e chi ha vinto?

    Lorenzo

  10. utente anonimo says:

    @Erica:

    io la sciampista non ho mai voluto farla ma mi avrebbe fatto piacere far due parole con qualcuno più o meno per chiedere le stesse cose di cui al post di Lorenzo n. 9.

    Non mi ha risposto mai nessuno, nel frattempo si sopravvive come si può, alla faccia di chi ti vorrebbe stesa, muta, immobile e fredda.

    Pippa

  11. utente anonimo says:

    c’è un’altra cosa che riflette bene lo specchio dei tempi:

    un tempo un intellettuale del tuo tipo si sarebbe consumato gli occhi su tomi polverosi di filologia georgiana, adesso l’intellettuale si dedica alla lettura di novella 3000 e donna moderna

    :-)

    roberto

  12. utente anonimo says:

    Per Francesco, n. 5 e 8 e un commento OT:

    >Durante la partita il telecomando NON ESISTE

    Come si controlla il territorio per impedire che qualcuno vi entri, così si può controllare il telecomando per impedire che venga usato :-).

    >la jeune fille deve essere sentimentale, perché i sentimenti sono meglio manipolabili di qualsiasi altra cosa.

    La jeune fille non necessariamente. Il suo pubblico, sì. Però quello che dici è condivisibile se intendi “sentimentale” non nel senso che prova sentimenti, ma che fa leva su di essi.

    Commento OT: Apprendo con grande rammarico (e comunico la notizia ai lettori del blog) della scomparsa di Mauro Manno.

    Un saluto da Marcello Teofilatto

  13. RitvanShehi says:

    Scusate l’OT ma non potevo esimermi dal fare a Sardina le condoglianze:-) per la sconfitta di Soru.

    P.S. Sempre in tema di sconfitti, ma Veltroni, adesso che si è dimesso da segretario del PD, se ne andrà finalmente in Africa?

  14. kelebek says:

    Per Erika n. 2

    Non ti preoccupare. Sono sicuro che non mi prenderebbero manco a me, come sciampista o giornalista.

    Miguel Martinez

  15. kelebek says:

    Per roberto n. 11

    :-))

    Comunque i traduttori di manuali tecnici non sono intellettuali. Appartengono più o meno alla stessa categoria sociale degli idraulici, solo che non sanno fare niente con le mani e quindi guadagnano molto di meno.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    G. Fini non mi pare che sia uno che voli contro… piuttosto prende tutte le correnti ascensionali che ha a portata…

  17. roseau says:

    Povera Stellina Pende…un tempo venne cacciata dalla Rai-tivvù per aver fatto passare un bestemmione in diretta a Leopoldo Mastelloni.

    Ora lei fa da balia asciutta alle J.F. e lui partecipa a La Fattoria

  18. irSardina says:

    “Scusate l’OT ma non potevo esimermi dal fare a Sardina le condoglianze:-) per la sconfitta di Soru.”

    Grazie caro. Immagino che ci sarà il Gran Prix delle betoniere che costruiranno un sarcofago in cemento armato sulla nostra isoletta. Se vuoi fare le foto ricordo affrettati…

    Comunque neanche voi sull’altra sponda siete messi bene visto che il … (non riesco a dirlo) … romantico Fini viene eletto Unico Figo in un bar di Milano!:-)

    Sardina

  19. Peucezio says:

    fm_dacenter, davvero Miguel è suscettibile?

  20. Ulisse9 says:

    Per Roberto #11: forse, se tu avessi seguito un pò di più Miguel, ti saresti accorto che, normalmente, tratta argomenti piuttosto sostanziosi. In ogni caso, se cerchi di capire l’involuzione della società italiana, è difficile esimersi dal prendere in considerazione tali periodici.

    Per quanto riguarda Fini, concordo con anonimo # 16: affermare che G. “Sion” Fini voli contro è semplicemente demenziale. Al massimo si potrà dire che è volato contro tutte le sue precedenti idee politiche ed affermazioni varie.

    Ad esempio ” Fondare un partito dal predellino di un’ automobile significa che siamo alle comiche finali del teatrino della politica”.

    Oppure ” AN non entrerà MAI nel PdL”.

    E ancora ” Io sono il Presidente di AN, non un cameriere”.

    E queste sono solo alcune, e sappiamo come è andata a finire.

    Altro che volare contro.

    Ciao Miguel.

  21. utente anonimo says:

    “La prima cosa che colpisce è l’innumerevole moltitudine di individui, tutti eguali, incessantamente indaffarati a procurarsi i piccoli piaceri coi quali riempiono le loro vite. Ciascuno di loro è estraneo agli altri; i suoi figli e i suoi amici costituiscono per lui l’intera umanità. Quanto ai suoi concittadini, egli è vicino a loro ma non li vede; li tocca, ma non li sente; egli esiste solo in sé e per se stesso…

    Al disopra di questa umanità si erge un immenso potere tutelare, che si occupa di garantire le loro gratificazioni e di vegliare sul loro destino. Il suo potere è assoluto, scrupoloso, senza scosse, provvidenziale e flessibile. Potrebbe esercitare l’autorità di un padre se, come quest’ultimo, suo compito fosse quello di preparare i figli all’età adulta; ma egli cerca, al contrario, di mantenerli in una perpetua infanzia… Un tale potere opera incessantemente per la loro felicità, ma tuttavia si costituisce nell’unico agente e arbitro di tale felicità; provvede alla loro sicurezza, prevede e soddisfa le loro necessità, facilita il soddisfacimento dei loro minuti piaceri, gestisce i loro principali interessi e preoccupazioni…”

    Ecco una perfetta descrizione dell’Italia di oggi, e più in generale dell’odierno Occidente. Non è mia, ma di Alexis de Toqueville, riguarda il destino ultimo della democrazia ed è stata vergata negli anni Trenta dell’Ottocento (cfr. A. de Toqueville, “La democrazia in America”).

    Che dire di più? Tutto il resto – impero del telecomando, gossip, grandi fratelli, isole e fattorie, gli amori di Fini e il resto -sono solo le ultime pennellate di un quadro già chiaro quasi due secoli fa. Di che dovremmo stupirci?

  22. utente anonimo says:

    Dimenticavo la firma!

    Pegasus

  23. utente anonimo says:

    ulisse,

    hai mai riflettuto su questo curioso questo istinto avvocatesco degli esseri umani?

    forse il berlusca aveva ragione a dire che i magistrati sono “mentalmente disturbati”, visto che il primo riflesso umano è quello dell’avvocato…

    più seriamente quando metto questo simbolo ” :-) ” vuol dire che si tratta di una battuta (più o meno riuscta, di questo ti do atto)

    roberto

  24. kelebek says:

    Per Pegasus 21-22

    Grazie!

    Miguel Martinez

  25. kelebek says:

    Per roberto n. 23

    E’ un tipico equivoco da Internet.

    Leggo i tuoi commenti da tempo, e abbiamo anche qualche contatto fuori blog, quindi ho capito – e apprezzato pienamente – il tuo commento.

    Che invece, a chi non ti conosce, poteva apparire assai banale.

    Miguel Martinez

  26. irSardina says:

    Ritvan vorrei però chiarire che il “mio” candidato non era Soru…

    Ciao Sardina

  27. RitvanShehi says:

    >Ritvan vorrei però chiarire che il “mio” candidato non era Soru… Ciao Sardina< Ah, perché, c’era pure un candidato di Rifondazione Comunista?:-)
    Ciao

  28. irSardina says:

    Acqua… :-)

    Sardina

  29. utente anonimo says:

    Gavino Sale? :)

    Erika

  30. kelebek says:

    Per 29-30

    Non conoscevo Gavino Sale (mica tutti sono come Erika). Ho dato un’occhiata, e devo dire che mi fa una discreta simpatia, unicamente in base a quello che trovo su Wikipedia – poi magari è un farabutto.

    Miguel Martinez

  31. utente anonimo says:

    Ma io ho barato, non ero sicura che Gavino Sale si fosse presentato ma ho controllato, considerato che Sardina ha l’acronimo del partito nel nickname :D

    Non lo conosco tanto manco io, a parte che un conoscente dell’IRS mi raccontò della loro incursione nella villa di Berlusconi e che so che Sale andò a un Campo Antimperialista tempo fa :P

    Erika

  32. controlL says:

    Pensandoci bene, anche l’addio con Rita Montagnana è stato un atto di grande coraggio. “Palmiro ha amato sua moglie ma poi, a storia finita, ha continuato a scegliere secondo i suoi sentimenti. La separazione da Rita gli ha tolto molta popolarità nella base del PCI, ma lui era innamorato di Nilde”, racconta un amico.

    Romantico Palmi.

    p

  33. RitvanShehi says:

    x Sardina

    Anch’io sono andato sulla Sacra Wiki e ho letto:

    Elezioni regionali del 2009

    Gavino Sale ottiene 29.385 voti (3,06 % per il candidato alla presidenza), la lista IRS 2,06%(16.497).

    In quale bar vi riunite tutti, di solito?:-)

  34. irSardina says:

    “Non conoscevo Gavino Sale (mica tutti sono come Erika). Ho dato un’occhiata, e devo dire che mi fa una discreta simpatia, unicamente in base a quello che trovo su Wikipedia – poi magari è un farabutto.”

    Tranquillo Miguel: non frequento cattive compagnie!:-)

    Sardina

  35. irSardina says:

    “In quale bar vi riunite tutti, di solito?:-)”

    Ma, Ritty caro, non li leggi i giornali? Ci si è riuniti anche a casa di Silvio in Costa Smeralda parbleu! :-)

    Sardina

  36. kelebek says:

    Questo post è stato ripreso su Comedonchisciotte.

    Dove qualcuno ha messo questo bellissimo commento:

    “di Tetris1917 il Venerdi 20 Febbraio 2009 (4:04)

    Uomini veri? Donne “con il tigre nel motore”? Mia nonna, quando il marito (nonno) era malato anche a causa delle ferite di guerra (combatte’ in africa, Libia poi prigioniero) portava avanti da sola una famiglia gia’ numerosa di 6 piccoli bambini (poi ne diventeranno 9). Si alzava alle 4 la mattina, a piedi si faceva 10 Km di montagna, a raccogliere legna e a fare fieno per l’unica fonte di “ricchezza”, la mucca. Poi portava a vendere le fascine, giu’ in paese, e con quelli comprava la pasta e zucchero e un sacco di grano, che poi macinava lei e faceva il pane in casa. Senza mai lamentarsi. Ma agendo e dedicando tutta se stessa in quello che aveva creato. Oggi queste donnicciole da salotto parlano di “tigre nel motore”……..che sanno del puzzo di merda di vacca?”

  37. utente anonimo says:

    Per Sardina (e per Ritvan, volendo), mi interesserebbe molto conoscere il tuo giudizio in merito a Soru, che per quanto mi riguarda è uno dei migliori e più dignitosi uomini politici mai apparsi in Italia negli ultimi decenni (senza nulla togliere agli indipendentisti).

    E.M.

  38. RitvanShehi says:

    x E.M.

    Non conosco bene Soru, ma l’immagine agiografica che ne fai mi sembra un tantino esagerata.

    In più, il patron di Tiscali è stato sonoramente sconfitto da uno sconosciuto commercialista. Non dico vox populi vox Dei, ma insomma, se il popolo sardo non preferisce essere governato dal “santo laico” da te descritto, allora al suddetto non resta che scegliersi un altro popolo:-).

  39. irSardina says:

    Per E.M.

    Il mio giudizio su Renato Soru è positivo. Pensa che per “farlo fuori” è sceso in campo Silvio in persona!

    Penso che in questi anni abbia sottovalutato la campagna di disinformazione, in certi casi denigratoria, che è stata fatta nei suoi confronti da tanti che portavano avanti certi interessi non proprio cristallini. Tra questi il quotidiano locale più letto in Sardegna e l’emittente televisiva e radiofonica più popolare…

    Sardina

  40. utente anonimo says:

    X Ritvan: la tua tesi è quantomeno opinabile :). Innanzitutto è una pia illusione credere che la gente voti in seguito ad una considerazione calma e distaccata di quali sono i propri interessi. Ma senza scomodare questo dato di fatto, di sicuro converrai con me che Soru è stato indegnamente silurato dai suoi alleati “progressisti”, e da questi supportato in modo non esattamente entusiastico, prima delle elezioni – e questo non può non aver influito sul loro esito. Aggiungo che di Cappellacci non sono riuscito a trovare uno straccio di programma, al di fuori delle solite chiacchiere demagogiche.

    Da quanto ho capito è stata una vittoria ottenuta molto più con le sparate promozionali che con le proposte politiche, facilitata da gente del PD locale che ha le mani in pasta in vari affari edilizi; alcuni amici sardi confermano. Per questo sarei curioso di sentire qualche voce seriamente critica nei confronti di Soru (e sarebbe la prima!).

    E.M.

  41. RitvanShehi says:

    >X Ritvan: la tua tesi è quantomeno opinabile :). E.M.< Oh, tutte lo sono, ci mancherebbe altro:-) >Innanzitutto è una pia illusione credere che la gente voti in seguito ad una considerazione calma e distaccata di quali sono i propri interessi.< La tua tesi è quantomeno opinabile :). E, dare praticamente dell’imbecille a un intero popolo – o alla sua maggioranza – non mi sembra il massimo per una “tesi” equilibrata, calma e distaccata:-). >Ma senza scomodare questo dato di fatto,< Ah, nemmeno “tesi” ma addirittura un “dato di fatto”! E dove sta scritto, sulla Bibbia o sul Corano?:-) >di sicuro converrai con me che Soru è stato indegnamente silurato dai suoi alleati “progressisti”, e da questi supportato in modo non esattamente entusiastico, prima delle elezioni – e questo non può non aver influito sul loro esito.< Oh, già, la tesi del “tradimento”: vecchia come il mondo:-) >Aggiungo che di Cappellacci non sono riuscito a trovare uno straccio di programma, al di fuori delle solite chiacchiere demagogiche.< Ma io sono sicuro:-) che anche se tu avessi trovato “uno straccio di programma” del Cappellacci, lo avresti comunque graziosamente definito “un cumulo di solite chiacchiere demagogiche”:-). >Da quanto ho capito è stata una vittoria ottenuta molto più con le sparate promozionali che con le proposte politiche,< Mi spieghi, gentilmente, la differenza che passa fra le due suddette categorie? Oppure vorresti dire che Cappellacci abbia promesso un paio di scarpe e cinque pacchi di pasta ad ogni votante per lui, tipo l’armatore partenopeo di alcuni decenni fa?:-) >facilitata da gente del PD locale che ha le mani in pasta in vari affari edilizi;< Oh, se per questo si dovevano fidare di Soru: lui stesso non ha forse una megavillona costruita in spregio al decoro ambientale? >alcuni amici sardi confermano.< Ah, beh, se Amici Anonimi Sardi confermano, il tutto ha valore di Vangelo!:-) >Per questo sarei curioso di sentire qualche voce seriamente critica nei confronti di Soru (e sarebbe la prima!).< In democrazia chi perde le elezioni ha sempre torto. A prescindere. E questo – con tutto il rispetto per Soru, te e i tuoi Amici Anonimi Sardi – non è opinabile.

  42. utente anonimo says:

    E’ ammirevole come riesci a costruire simili castelli di aria fritta :).

    Non c’è stato alcun tradimento! Semplicemente la sua maggioranza, eletta in base ad un certo programma, gli ha negato l’appoggio su uno dei punti essenziali :). Il poco impegno in campagna elettorale non è indicativo di per sé, ma, come dire, a pensar male…

    Che i candidati politici vengano eletti soprattutto per questioni di simpatia (o empatia) è quasi una banalità, e dovrai farci i conti pure te, prima o poi. A meno che non consideri sostanziosi argomenti politici quelli secondo cui si vorrebbe salvare l’italia dal comunismo, o da Berlusconi, a seconda dei casi.

    Ti invito, inoltre, a spiegarmi cosa ti spinge a negare la distinzione fra programmi politici e populismo!

    Si parlava di Soru e tu, dopo aver precisato che non ne sai niente, te ne esci fuori che ha una villa? Che contributo avresti dato alla discussione? E in che modo l’aver perso le elezioni svaluterebbe le sue idee? Boh.

    E.M.

  43. RitvanShehi says:

    >E’ ammirevole come riesci a costruire simili castelli di aria fritta :)E.M.< Oh, beh, i tuoi invece sono di solido cemento armato….sicuro che i Verdi non ti salteranno al collo per aver cementificato l’Italia?:-) >Non c’è stato alcun tradimento! Semplicemente la sua maggioranza, eletta in base ad un certo programma, gli ha negato l’appoggio su uno dei punti essenziali :). Il poco impegno in campagna elettorale non è indicativo di per sé, ma, come dire, a pensar male…< Appunto, TRADIMENTOOOOOO!:-) >Che i candidati politici vengano eletti soprattutto per questioni di simpatia (o empatia) è quasi una banalità, e dovrai farci i conti pure te, prima o poi.< Si vede che Cappellacci è un gran simpaticone…oppure un empata?:-) >A meno che non consideri sostanziosi argomenti politici quelli secondo cui si vorrebbe salvare l’italia dal comunismo, o da Berlusconi, a seconda dei casi.< Si parlava di Sardegna, mi pare, non dell’intera Italia. E non mi risulta che Fidel Castro abbia attualmente in programma un’invasione della Sardegna:-). >Ti invito, inoltre, a spiegarmi cosa ti spinge a negare la distinzione fra programmi politici e populismo!< Il fatto che anche il populismo è un PROGRAMMA POLITICO. Assai brutto pei miei gusti, ma sempre programma politico è. >Si parlava di Soru e tu, dopo aver precisato che non ne sai niente, te ne esci fuori che ha una villa? < Certo che tu rispondi alla mia “aria fritta” con una bella e falsa scorreggia:-). Leggi bene, ho scritto (mio #39) “Non conosco bene Soru…”. Devo spiegartelo con un disegnino la differenza che passa fra “non lo conosco bene” e “non ne so niente”? >Che contributo avresti dato alla discussione?< Quello che ho dato. Se non ti piace, sopravviverò lo stesso, credo. >E in che modo l’aver perso le elezioni svaluterebbe le sue idee? Boh.< Nel modo che restano le idee di uno che ha perso. E’ la democrazia, bellezza!:-)

  44. fm_dacenter says:

    >> la distinzione fra programmi politici e populismo

    facile: il programma politico è quello del mio candidato, il populismo quello dell’altro (o degli altri) candidati.

    a parte questo, com’è che i partiti sono così potenti nello smobilitare gli elettori ma non nel mobilitarli?

    Francesco

  45. RitvanShehi says:

    >facile: il programma politico è quello del mio candidato, il populismo quello dell’altro (o degli altri) candidati. Francesco< Ma no, non è vero. Per restare in Sardegna – di cui si parlava – Soru un programma politico-economico moooolto lungimirante pare l’avesse. Spulciando sui blog, ho letto il commento di un sardo, secondo cui il Buon Soru (che – ricordiamoci – c’ha una villa bunker a 50 m dalla spiaggia) dopo aver fatto quella legge regionale che proibiva la costruzione entro diversi km dalla spiaggia, ha fatto incetta di terreni compresi in quelle aree proibite. Per pochi soldi, visto che i prezzi di quelle aree sono crollati in seguito al suddetto divieto di costruzione. Adesso, ovviamente:-) Cappellacci e chiamato ad abolire l’assurdo divieto e così il buon Soru potrà rivendere con enormi guadagni. Che abbia voluto perdere apposta?:-)

  46. irSardina says:

    “Oh, se per questo si dovevano fidare di Soru: lui stesso non ha forse una megavillona costruita in spregio al decoro ambientale?”

    Ritvan quando ho parlato di campagna di disinformazione mi riferivo anche a questo. Ma dove l’hai letto della megavillona si Soru

    se è grande si e no quanto il capanno degli attrezzi della villa di Silvio? :-)

    Sardina

  47. utente anonimo says:

    Pagine come questa dovrebbero stare sui quotidiani nazionali, non in un blog.

  48. RitvanShehi says:

    >Ritvan quando ho parlato di campagna di disinformazione mi riferivo anche a questo. Ma dove l’hai letto della megavillona si Soru

    se è grande si e no quanto il capanno degli attrezzi della villa di Silvio? :-) Sardina< Come disse Papa Ratzinger:-) “Tutto è relativo”. La villa di Soru l’ho vista in foto nella Rete: certo, in confronto alle dimore di Scilvio ‘O Megalomane:-) sembra un bugigattolo, ma in confronto ad abitazioni di comuni mortali risulta una megavilla. Brutta come la fame, un parallelepipedo bianco (di quelli che più bianco non si può, nemmeno col candeggio:-) ) di cemento, acciaio e vetro. A 50 m circa dalla spiaggia. P.S. Ti risulta che lui o la sua società abbiano fatto incetta di terreni a meno di 1 km dal mare, in seguito al drastico calo dei prezzi di quei terreni per effetto della “legge Soru”?

  49. irSardina says:

    “P.S. Ti risulta che lui o la sua società abbiano fatto incetta di terreni a meno di 1 km dal mare, in seguito al drastico calo dei prezzi di quei terreni per effetto della “legge Soru”? ”

    Che io sappia Soru aveva acquistato dei terreni in località Shivu e Funtanazza nel comune di Arbus prima che diventasse presidente della regione . La proprietà di Shivu è stata donata alla Conservatoria regionale delle coste e per la proprietà di Funtanazza è stato presentato un progetto di recupero di una vecchia struttura fatiscente per la realizzazione di un hotel e un centro benessere senza aggiungere un solo mattone in più. La società proprietaria è amministrata da un fratello di Soru.

    Sardina

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