Robert Sirico, l’Acton Institute e un viaggio attraverso i misteri d’America

Il 10 aprile 1976, una squadra di poliziotti fece un’incursione al Mark IV Health Club di Hollywood, interrompendo la vendita all‘asta di giovani schiavi maschi nudi: nel locale, c’erano anche celle con catene di ferro e guinzagli di cuoio.

L’accusa di riduzione in involuntary servitude cadde alcuni giorni dopo, quando si venne a scoprire che gli schiavi erano tutti adulti e consenzienti, membri di un’organizzazione di sadomasochisti denominata Leather Fraternity ,[1] che avevano ovviamente il diritto di divertirsi come meglio credevano.[2]

L’episodio, insignificante in sé, ci incuriosisce invece per tutta una serie di cose.

L’organizzatore dell’evento, nonché beneficiario economico dell’asta, era il Los Angeles Gay Community Center. Che se fosse stato in Italia, sarebbe stato diretto da un agguerrito laico, mentre negli Stati Uniti non poteva che essere diretto da un Reverendo, uno dei principali esponenti di una chiesa evangelica settoriale: la Metropolitan Community Church, dedicata alla promozione dei diritti dei credenti omosessuali.

Questo fa riflettere sul ruolo pervasivo ed elastico di ciò che Harold Bloom chiamava la Religione Americana. Una religiosità strutturalmente imprenditoriale, che non può contare sull’otto per mille, ed è quindi alla continua ricerca di nuove nicchie di mercato e di nuovi modi di ammaliare il pubblico, comprese "aste di schiavi": cosa che lo rende inseparabile dal sistema spettacolare statunitense nel suo complesso.

Il reverendo capo del Gay Community Center ha poi avuto una carriera singolarmente americana, che ricorda da vicino il film di Arthur Penn, Piccolo grande uomo, una vecchia ma importante chiave per capire il mondo statunitense.

Ma arriviamo subito alla cosa che ci interessa di più: il reverendo si chiama Robert Sirico.

Robert Sirico oggi è una figura guida della destra cattolica conservatrice, sostenitore dell’assoluta libertà di impresa.

Altrove, abbiamo parlato a lungo del suo Acton Institute  – che ha anche una sede a Roma aperta per fare pressione sul Vaticano – e che viene finanziato da tre fondazioni legate ad Amway [3] e dalla Exxon.

L’Acton Institute è uno di ben 275 think tank  lanciati dalla fabbrica che si chiama Atlas Institute, che si ispira in larga misura al pensiero di Ayn Rand, una liberista estrema che difficilmente si potrebbe definire cattolica.[4]

Chiariamo cosa ci sembra strano in tutta questa faccenda.

Che Robert Sirico sia stato un esponente di primo piano del movimento gay americano può anche essere visto con favore da un laico.

Poi è un segreto di Pulcinella che nel clero cattolico, vi sia un’alta percentuale di persone almeno tendenzialmente omosessuali.

Però la Chiesa cattolica è notoriamente ostile a chi si batte pubblicamente per i diritti delle persone omosessuali.

Possiamo pensare a un pentimento di Robert Sirico, ma anche in questo caso, ci sembra strano che in un ambito così conservatore come quello cattolico, venga immediatamente concesso un ruolo di primo piano a una persona talmente estranea ai consolidati canali di formazione burocratica.

Non abbiamo la chiave di questo mistero; ma approfittiamo comunque per raccontare qualcosa di una carriera che ci rivela molti aspetti di quella peculiare civiltà che sono gli Stati Uniti.

Robert Sirico, di origini napoletane, cresciuto in pieno Broccolino, ha due fratelli: Genaro [sic] Anthony Sirico e Carmine.

Su Google, il nome di Carmine sembra comparire soltanto in una selva di siti fasulli che parlano di cinema, cercando di attirare visite parlando di attori. Invece, Genaro Anthony Sirico, noto come Tony Sirico, di mestiere fa il caratterista mafioso americano in numerosi telefilm. Roba con titoli come Mob Queen, Gangsters, Bullets Over Broadway, ma sopratutto il serial I Soprano. Un ruolo che ha imparato, in qualche modo, dal vivo, visto che – in tempi ormai lontani – Tony fu arrestato ben 28 volte e scontò un periodo in carcere dopo aver minacciato di morte il gestore di un locale gay (poi effettivamente assassinato) che si rifiutava di pagare una tangente alla mitica famiglia Colombo.

In carcere, Tony Sirico fece un "discorso profondo con se stesso" – gesto anche questo assai americano – scoprì il teatro, e si allontanò dalla malavita, ringraziando dovutamente Dio.

Riassumiamo. Tony Sirico è un mafioso, il cui compito consiste nel taglieggiare il mondo dello spettacolo e del divertimento; che si redime, trasformando la stessa mafia in spettacolo e divertimento (con compiacimento e scandalo degli italoamericani).

Il fratello di Tony, Robert Sirico, inizia a parlare direttamente con Dio a sette anni, e scopre all’età di tredici anni la propria omosessualità.

Rompe quindi con la Chiesa, finendo nientemeno che a Seattle: gli spazi americani esistono apposta per sfuggire ai problemi.

A 19 anni, entra nella Jesus People Army, miscuglio di revivalism evangelico e di cultura hippy, seguendo Linda Meissner, che si era trasferita da New York dopo una visione in cui aveva visto esercito di adolescenti  marciare per le strade di Seattle, esaltando Gesù.

Linda Meissner sarebbe poi passata nella tremenda setta dei Bambini di Dio di David "Moses" Berg, inafferrabile e affascinante poligamo e antisionista di origini ebraiche, che tra l’altro opera ancora in clandestinità in Italia.

Il ventenne Roberto Sirico non entra nei Bambini di Dio, e registra una propria organizzazione pentescostale, la Truth in Healing, che inizia a compiere guarigioni miracolose. In particolare via radio, quando guarisce una paralitica di nome Flornell A. Marion.

Con il potere degli apostoli, Sirico quindi si scatena "speaking in tongues" e nei miracoli:

"Un servitore di Dio, ecco tutto quello che sono. Non sono un medium speciale della guarigione. Non sostengo di possedere il dono della guarigione. Credo che i doni appartengano allo Spirito Santo".

Nel 1972, il promettente guaritore dichiara la propria omosessualità e fonda la locale chiesa della Metropolitan Community Church. "Two men in bed together… was a holy experience – to hold one another close and confess together, ‘Isn’t God wonderful?’"

Robert Sirico, cui non manca un certo spirito combattivo, lancia così la sua chiesa per omosessuali in varie parti degli Stati Uniti e in Canada. E nel 1975, vestito da prete cattolico, celebra il primo matrimonio autorizzato tra due maschi della storia americana (un australiano e un filippino) a Denver, nel Colorado.

Nel 1977, scopre il pensiero cosiddetto libertarian e diventa portavoce dei Libertarians for Gay Rights.

Nel 1982, inspiegabilmente, entra come postulante nell’ordine cattolico, e molto americano, dei Paulist Fathers.

Senza voler gettare ombre sulla sua conversione, il repentino passaggio non è chiaro. Fatto sta che nel 1989, Robert Sirico diventa prete, tenendo subito dopo una conferenza in onore di Ayn Rand.

Undici mesi dopo la sua ordinazione, Robert Sirico viene ammesso alla Mont Pelerin Society  un circolo estremamente elitario di promotori del liberismo economico; e riceve un anno di permesso pagato dai padri paulisti per dedicarsi, assieme a Kris Alan Mauren, a fondare l’Acton Institute for the Study of Religion and Liberty a Grand Rapids, Michigan, città-tempio di Amway.

Nel 1992, l’arcivescovo vietnamita Francois X. Nguyen Van Thuan, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, gli apre le porte di Roma e del Vaticano.

Nel 1998, sotto la protezione del vescovo di Kalamazoo, Robert Sirico fonda la St. Philip Neri House, una comunità che avrebbe suscitato i sospetti di alcuni cattolici particolarmente ostili all’omosessualità.

Nel 2000, l’Acton Institute è copromotore della conferenza su "globalizzazione, economia e famiglia" organizzata dal Pontificio Consiglio per la Famiglia; nel 2004, Robert Sirico appare addirittura come uno degli editori del Compendio della dottrina sociale della Chiesa.

Non so che dire.

Note:

[1] Nel favoloso mondo dell’etnicizzazione, delle corporation, delle fraternity, delle sorority e delle community statunitensi, esiste anche una rivendicativa Deaf Leather Fraternity per sordi:

"This is where we need a fraternity organization specifically for Deaf Leather Men, and hearing leather men are also welcome.   We believe each Deaf leather man takes an opportunity to develop personal growth including mind, heart, body and character."

Interessante notare che, come tutte le innumerevoli fraternity statunitensi, coniugano il politically correct con pittoreschi riti segreti.

[2] Gran parte del materiale di questo articolo è tratto da un articolo su Rites of Sodomy, sito fortemente critico nei confronti della presenza omosessuale nella Chiesa Cattolica. Non ci interessa l’impostazione del sito, ma unicamente le ricche informazioni che presenta.

[3] Piccola lezione sull‘oligarchia repubblicana statunitense.

Una delle tre fondazioni è la Betsy DeVos Foundation. Betsy DeVos è la moglie di Dick De Vos, figlio del fondatore di Amway, Richard De Vos. Betsy DeVos nata Prince è la sorella di Erik Prince, che dirige la Blackwater, la spaventosa azienda di mercenari nota per il suo impegno in Iraq.

E sono entrambi figli di Edgar Prince, fondatore assieme a Gary Bauer del Family Research Council, il più ricco di tutte le organizzazioni cristiane di destra. Gary Bauer, assieme al predicatore JohnHagee, è cofondatore di Christians United for Israel, la federazione che unisce tutti i movimenti cristiano-sionisti.

Curiosamente, la stessa famiglia DeVos che finanzia Robert Sirico finanzia anche diverse cause anti-gay.

[2] L’Atlas Institute, che produce think tank in batteria, fu creato da Antony Fisher, un miliardario inglese  arricchitosi proprio nel ramo dei polli in batteria. Lo scopo era quello di riempire il mondo di centri che promovessero il liberismo da prospettive apparentemente diverse, in collaborazione con la Mont Pelerin Society e con il sostegno della Exxon, della R.J. Reynolds e della Philip Morris.

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38 Responses to Robert Sirico, l’Acton Institute e un viaggio attraverso i misteri d’America

  1. utente anonimo says:

    Davvero questa è l’America (gli U.S.A. intendo):

    … tutto e nulla al tempo stesso…

    Post che fa riflettere.

    … e se la prendono con il povero Chavez…

    pgls

  2. fm_dacenter says:

    senti, dove posso mandare il CV?

    cattolico, conservatore, sposato con figli, abbastanza liberista, dammi qualche dritta

    che sono uno di quei fessi che un pensierino al sogno americano lo fanno ancora

    grazie

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    Robert Sirico è un’autorità nel campo del “cattolicesimo liberista”.

    Ha collaborato anche a “Cattolicesimo, Liberalismo, Globalizzazione”, la bibbia della nuova “etica cattolica alla radice dello spirito capitalista”, con Antiseri e Novak.

    Questa notizia mi coglie completamente di sorpresa; nella pagina di wikipedia (l’enciclopedia più pettegola del mondo) non si accenna nemmeno alla sua froceria o a questo spiacevole episodio.

    Il dubbio però è: perché suo fratello Tony non l’ha ammazzato? Può un mobster accettare che suo fratello sia un “richioni”, come si dice in italo-americano?

    Forse perché il porcellone s’era fatto prete?

    Ma allora è davvero la religione di sodoma, la deboscia capitalista, la suburra globale.

    Tutti i liberisti sono dei maiali. Sadismo puro, esito finale di una ideologia elitaria (e stronza).

    R.

  4. kelebek says:

    Per R. n. 3

    Se su Wikipedia (versione inglese) leggi la “discussion”, vedrai come ogni riferimento al passato di padre Sirico venga regolarmente soppresso.

    Il punto non sono comunque le sue tendenze personali: la Chiesa non condanne le tendenze e accetta il pentimento.

    Inoltre, Robert Sirico non è sicuramente colpevole di ipocrisia nel proprio passato.

    Il dato enigmatico è il salto da una vita, a modo suo di successo, a un’altra vita totalmente diversa (nemmeno opposta: Sirico non fa il “crociato antigay”) e di ancora maggiore successo.

    Miguel Martinez

  5. Grazie di cuore, Miguel, per questa affascinante ricerca: ormai l’unica cosa in grado di riconciliarmi anche momentaneamente con la società italiana con relative malefatte storture e grotescherie varie è la contemplazione attonita di quella USA-e-getta.

    parvati

  6. utente anonimo says:

    Ciao Miguel, scusa se vado un po’ off-topic, ma come si fa a leggere la “discussion” su wikipedia?

    Nel mio intervento volevo concentrarmi soprattutto sulla “froceria”, cioè la deboscia, che accompagna questi personaggi anche intellettualmente.

    Se ti piace il sadomaso, sarai anche un liberista.

    Sono contrario a considerarle solo “tendenze personali”.

    Per esempio, si dice la stessa cosa di Baget Bozzo. Ecco cosa scrive Siro Mazza:

    http://www.effedieffe.com/content/section/3599/284/

    «… Il delirio di don Gianni si spiega solo secondo l’antico motto “Quos Deus vult perdere, prius dementat”. Evidentemente, il vizio pederastico del consigliere spirituale del cavaliere alla lunga gli ha nuociuto psicologicamente. Dicendo questo, preciso due cose: innanzitutto, quanto affermo non è un pettegolezzo, ma frutto di esperienza diretta, essendo stato io stesso oggetto di affettuose attenzioni da parte del vecchio sporcaccione. Ovviamente respinte e ovviamente dopo il mio matrimonio (altrimenti avrei scelto all’uopo un altro prete). In secondo luogo, a tutte le anime belle che mi hanno giudicato un cattivone per ciò che ho scritto su Magda Cristianista S-Allam, tengo a dire che, per mie vicende personali e professionali ciò che affermo lo dico a ragion veduta, perché “ho visto – e sentito – cose che voi umani non potreste neanche immaginare”. E di cui non posso parlare, per non fare una brutta fine: ho una famiglia da allevare e da accudire. Ma sappiano questi bravi cristianucci che quando dico una cosa, lo faccio con sicura certezza!».

    Sulla pederastia “feroce” di Baget Bozzo si parla da molte parti.

    Lui c’ha provato a fare outing:

    http://archiviostorico.corriere.it/2000/giugno/10/Baget_Bozzo_sentimenti_omosessuali_co_0_0006105999.shtml

    http://archiviostorico.corriere.it/2000/giugno/11/POLEMICA_Vescovi_contro_Baget_Bozzo_co_0_0006119695.shtml

    Ma questa non è l’Amerika!

    Però intellettualmente s’è sfogato, hai visto: teologia del sangue e dei soldi. E’ sodomia pura, per un cattolico!

    R.

  7. kelebek says:

    Per R. n. 6

    Per vedere la discussione… in cima a ogni articolo, ci sono quattro tag:

    “article” che è quello che stai leggendo; “discussion”; “edit this page” e “history”.

    Fai clic su “discussion”.

    Qualcuno ha rimesso in rete qualcosa del suo passato, è ancora in rete oggi, vediamo domani…

    Per quanto riguarda le tendenze della gente: Sirico mi sembra una persona dinamica, capace e carismatica, che ha sempre primeggiato ovunque si trovasse.

    Non so onestamente se mi piace il sadomaso, essendo inesperto in materia.

    Comunque, mi piace collezionare grammatiche di lingue caucasiche, e credo che la cosa sembrerebbe profondamente perversa a un sacco di gente che conosco.

    Da non cattolico, mi permetto di dire come la penserei se fossi cattolico:

    1) il cattolicesimo vieta le pratiche omosessuali

    2) il cattolicesimo vieta anche una serie di altre cose, tra cui ci metterei – a diversi gradi di gravità – il prestito a usura e la carne il venerdì

    3) criticherei il cattolico che fa l’omosessuale, presta soldi a usura o mangia la carne il venerdì

    4) non mi preoccuperei molto del non cattolico che fa tutte queste cose, visto che mi sembra ancora più grave il fatto che non ha la vera fede.

    Miguel Martinez

  8. PinoMamet says:

    “Se ti piace il sadomaso, sarai anche un liberista.

    Sono contrario a considerarle solo “tendenze personali

    R.”

    Non saprei: non conosco molti appassionati di sadomaso, almeno che io sappia, ma le persone omosessuali che conosco hanno la stessa varietà di opinioni socio-politiche degli altri.

    Non è che abbia fatto un sondaggio preciso, però!

    Ma seriamente, non vedo davvero il nesso tra tendenze, gusti, perversioni o come si voglia chiamarle in ambito sessuale o opinioni in ambiti diversi;

    perciò ti chiedo, senza intenti polemici, di spiegarmi meglio il tuo punto di vista, perché non lo ho capito.

    Ciao!

  9. kelebek says:

    Per R.

    Toh… su Wikipedia, vado su History.

    Vedo che quello che censura tutti gli articoli su Robert Sirico è questo ragazzetto qui, che si chiama Dick Clark:

    http://en.wikipedia.org/wiki/User:DickClarkMises

    che è un impiegato, o qualcosa del genere, del Mises Institute, di cui gestisce il blog.

    E che pare sogni un film su un soggetto di Ayn Rand, con Brad Pitt e Angelina Jolie:

    http://blog.mises.org/archives/004960.asp

    :-)

    Miguel Martinez

  10. utente anonimo says:

    A’ Michè, mica era riferito a te quella cosa sul sadomaso, figurati!

    Era per dire: “se ad uno piace il sadomaso, allora è anche liberista”. E viceversa. Voleva solo essere una battuta!

    Per dimostrare che il liberismo sia figlio del sadismo in effetti non basta lo spazio di un piccolo commento…

    Quello che volevo dire, secondo la mia morale schietta e contadina, è che un certo tipo di potere è sempre deboscia e sadismo.

    Non amo molto il film di Pasolini sulle “120 giornate di Sodoma”, ma non posso fare a meno di sposare quella visione del mondo.

    Gli articoli di Baget Bozzo sono sadismo intellettuale. Idem per le teorie di Sirico. Sembrano masturbazioni sulle immagini di Abu Ghraib.

    Questo Dick Clark è uno studente di legge omosessuale. Sembra un misto tra Keynes, Sraffa e Alan Bloom, pederasti estremi, pura orgia del potere.

    Secondo me certi ambienti sono particolarmente adatti a far nascere il “vizietto”, oppure, viceversa, ti accettano solo in base ai “confini” che riesci a superare.

    R.

  11. controlL says:

    Una carriera non so se più interessante o imbarazzante. Difficile dire se sia stata una discesa (sempre più in basso) agl’inferi, o un’ascesa (sempre più in alto) in cielo. Ma è, probabile, un mio riflesso. Credo che negli states sia più facile considerare, per forma mentis che hanno, un percorso piano la via fatta dal reverendo. Forse una delle chiavi per capire meglio l’estrema mobilità politico/sociale americana.p

  12. fm_dacenter says:

    Non è vero che mangiare carne il venerdì sia peccato per i cattolici, esclusi i pochi giorni in cui è previsto il digiuno (per chi c’ha il fisico) o almeno il magro (per chi ce l’ha poco).

    Però fa piacere vedere cosa resta nella mentalità comune di millenni di cultura cattolica … poi ci si lamenta che i maomettani sono quelli che non mangiano il maiale!

    Saluti

    Francesco

  13. utente anonimo says:

    Francesco,

    – Non è vero che mangiare carne il venerdì sia peccato per i cattolici, esclusi i pochi giorni in cui è previsto il digiuno (per chi c’ha il fisico) o almeno il magro (per chi ce l’ha poco). —

    Un amico molto praticante – oserei dire molto militante – mi disse a suo tempo che il precetto esisteva ma è stato da tempo abolito.

    Mi ha detto il vero o mi ha rivenduto una bischerata?

    Z.

  14. utente anonimo says:

    insomma R., tu butti nello stesso calderone omosessualità (“pederastia”) e perversioni sessuali varie, e consideri tutto ciò figlio del liberismo. secondo la mia morale schietta e contadina, mi pare un concetto vecchio, banalotto e un pò reazionario. poi salò di pasolini c’entra poco, lì lo sfruttamento sessuale dei giovani è allegoria del potere capitalista, rimanda ad altro.

    jack skellington

  15. utente anonimo says:

    Ciao, non considero la deboscia figlia del liberismo. Sono cose che si incontrano a metà strada.

    Sarà un concetto vecchio e banalotto ma funziona sempre come chiave d’interpretazione. So che il progresso progredisce e il futuro è a portata di mano, ma io mi arrogo il diritto di star fuori dalla retorica arcigheista e di chiamare i froci col loro nome.

    Comunque, è vero che “i tempi son cambiati”: oggi un politico omosessuale non è più ricattabile come una volta (bei tempi). Ma credo che sia sempre diffusa la pratica dell’orgia come “iniziazione” a certe società d’élite.

    Io ho conosciuto diversi assistenti universitari che si consideravano “paggetti” dei professori. L’omosessualità in quel caso era una cosa culturale, non “naturale”, “innata” ecc…

    Ma non ti sto parlando di leggende metropolitane, del tipo “chillu prufessure è nu poco ricchione”. Queste cose sono la regola nelle redazioni giornalistiche o negli uffici universitari. E’ una sorta di “schema mentale”. Non credo dipendano esclusivamente dai “gusti personali” del “lenone” acculturato di turno. E’ la deboscia che prospera spontaneamente nei “circoli del potere”. Alan Bloom, per esempio, il leggendario “maestro” straussiano dei neocon, ha sicuramente “costretto” molti suoi allievi (p.e. Wolfowitz) ad avere rapporti sessuali con lui, proprio per farli entrare in quella mentalità dell’orgia del potere.

    Tutto qua!

    R.

    ps: il film di Pasolini non è poi così allegorico; il “moralismo” mi pare affondare nella violenza stessa delle immagini (molti attori furono costretti a recitare fino in fondo solo per obblighi di contratto).

  16. Peucezio says:

    Lingue caucasiche nel senso tecnico, cioè lingue del gruppo caucasico, o lingue parlate nel Caucaso, che comprendono anche armeno, azero, osseto ecc.?

    Molto interessante comunque.

    Ho anch’io perversioni analoghe, anche se non questa nello specifico.

  17. fm_dacenter says:

    x Z

    ti disse il vero.

    Francesco

  18. kelebek says:

    Per Peucezio n. 16

    Facciamo outing?

    Ho una grammatica armena, appena sfogliata; una certa conoscenza del turco, che vale più o meno l’azero.

    Cerco di scontrarmi con il georgiano, e non mi dispiacerebbe affrontare il kabardo.

    La mia lingua preferita (è un dettaglio il fatto che io non ne conosca una sola parola) resta però il Khinalug, parlato in un unico villaggio dell’Azerbaijan, isolato ancora oggi per cinque mesi dell’anno:

    http://www.eki.ee/books/redbook/khinalugs.shtml

    E tu? Tanto ormai su Internet nessuno ha più segreti…

    Miguel Martinez

  19. kelebek says:

    Non è male nemmeno la lingua dei Ket siberiani (1.113 parlanti), che secondo i linguisti appartiene o alla famiglia sinotibetana oppure a quella nordcaucasica :-)

    http://www.eki.ee/books/redbook/kets.shtml

    Miguel Martinez

  20. kelebek says:

    Per R. n. 15

    Se c’è una cosa che odio è dire qualcosa di politicamente corretto, anche quando ci credo.

    Quindi lascio perdere le obiezioni al tuo linguaggio, e cerco di capire se c’è qualcosa di utile in ciò che dici.

    Parto dalla constatazione che il potere è in genere maschile; e il potere porta con sé notevoli opportunità per esercitare la poligamia.

    E’ un fatto assai comune in tante sette – compreso uno dei più noti gruppi trotzkisti inglesi, dove il settantreenne Grande Capo si faceva portare le giovani compagne una dopo l’altra nel suo bunker.

    Ora, se il Grande Capo ha tendenze omosessuali, il quadro forse cambia: dallo storico rapporto di dominio uomo-su-donna, si passa a un rapporto più complesso.

    Infatti, abbiamo sia il rapporto di dominio (il capo si fa il servo), sia un rapporto di cameratismo: c’è anche qualche gruppo thelemista o evoliano dove l’iniziazione omosessuale ha simili valenze.

    Infatti, se guardi le immagini sui siti degli omosessuali fanatici del cuoio (no, non sono immagini porno), vedrai che sono indistinguibili dai biker o da altre tipiche “bande virili”; ed è tutto un parlare di reciproca lealtà, affiancato da un simbolismo che richiama per certi versi quello neofascista.

    Non so quanto c’entri, ma mi viene in mente uno straordinario film di Margarethe von Trotta e Volker Schlondorff, “Colpo di grazia”, tutto giocato sul tema del cameratismo maschile.

    Insomma, al di là degli elementi pittoreschi, quella di R non è necessariamente una pista priva di utilità.

    Miguel Martinez

  21. RitvanShehi says:

    >…poi ci si lamenta che i maomettani sono quelli che non mangiano il maiale! Saluti Francesco < I musulmani ritengono offensivo l’appellativo “maomettani”. Esattamente come vosotros cristiani-cattolici se veniste definiti “crociati” o gli ebrei “mosaici”:-).
    Ciao

  22. PinoMamet says:

    Per Miguel (num. 20)

    per questo mi incuriosiva il parere di R.

    Se si tratta di dire “i froci sono di destra” o “di sinistra”, lo trovo di utilità limitata

    (interessante fino a un certo punto che i due schieramenti se li palleggino).

    Se si tratta di indagare invece in che misura “il potere” utilizza il potente mezzo sessuale allora la cosa mi incuriosisce.

    L’affiliazione sessuale è un metodo di cooptazione come un altro, e nel potere si entra spesso per cooptazione; più di un altro, offre la possibilità della “vergogna”, del “ricatto”, ma anche del sentirsi membri di una elite “liberata”, “che sa”, tutti utili collanti.

    Il fatto che il potere sia stato spesso una questione esclusivamente maschile può aver favorito l’omosessualità maschile come tendenza da incoraggiare:

    l’esempio greco lo conoscono tutti, mi sembra ci fosse una cosa simile in Giappone e in fondo anche certi ambienti universitari inglesi (di nuovo, probabilmente non scevri da un’influenza classica reale o voluta) non dovevano essere diversissimi.

    Trovo abbastanza interessante però che l’esempio del famoso Battaglione sacro tebano sia stato “smontato” in maniera abbastanza convincente proprio da autori omosessuali (ora non ricordo, ma sono convinto si trattasse di Mieli, non quello del Corsera, l’altro) in base a ragioni eminentemente pratiche.

    In Italia abbiamo mi pare che il cattolicesimo funzioni in maniera più complessa:

    da un lato, fa pensare ai maligni scene di orge e perversioni segrete, rese più gustose e appunto più segrete dall’idea di proibito;

    dall’altro, regala alla maggioranza degli italiani un’idea familista che spinge alla condanna immediata, prima ancora della fascinazione, per tutta la sessualità non rassicurante;

    e infine, agisce sul mondo omosessuale stesso, omologandolo in un ozpetekismo in cui prevale il “volemose bene” e l’idea di costruire, comunque, una famiglia.

    Niente di meno eversivo dell’omosessuale italiano, che con la sua presenza riconferma la famiglia tradizionale agendo da (simpatica) eccezione.

    Poi ci sono gli americani, che hanno trasformato il luogo comune dell’omosessuale da “esteta” a “consumatore compulsivo”, completando il quadro.

    Ci devo pensare bene…

  23. utente anonimo says:

    Pino,

    – e infine, agisce sul mondo omosessuale stesso, omologandolo in un ozpetekismo in cui prevale il “volemose bene” e l’idea di costruire, comunque, una famiglia. —

    Davvero la visione che Ozpetek pare avere del mondo omosessuale – dal pastabarillismo all’ultimobacismo – trova riscontro nel medesimo?

    Z.

  24. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – musulmani ritengono offensivo l’appellativo “maomettani”. Esattamente come vosotros cristiani-cattolici se veniste definiti “crociati” o gli ebrei “mosaici”:-) —

    Musulmani ed ebrei ne conosco ben pochi, ma conosco qualche cattolico che non si offenderebbe per nulla a sentirsi chiamare crociato…

    Certo, non si tratta esattamente di “cattolici moderati” :-)

    Z.

  25. PinoMamet says:

    “Davvero la visione che Ozpetek pare avere del mondo omosessuale – dal pastabarillismo all’ultimobacismo – trova riscontro nel medesimo?

    Z.”

    Non saprei: a quanto leggo, il mondo omosessuale sembra molto, per così dire, “conscio di se stesso”, si parla, si analizza e si critica in continuazione, e non mi pare si lascerebbe facilmente intrappolare un’immagine “ufficiale”, sicuramente non in una che contenti tutti.

    Forse è solo un’impressione.

    Ma più che sul mondo omosessuale (dove pure qualche influenza o seguito la avrà) l'”ozpetekismo” mi sembra agire sulla ricezione degli omosessuali tra i non-omosessuali.

    Capitalisti, lo sono stati già resi;

    ma in Italia, nessuno può essere accettato senza essere reso anche in qualche misura “cattolico”, o almeno compatibile con una visione di base fondamentalmente cattolica.

    Ecco, i musulmani potrebbero tentare questa via, anche se ora non mi viene in mente come…

    ciao!!

  26. RitvanShehi says:

    >Musulmani ed ebrei ne conosco ben pochi, ma conosco qualche cattolico che non si offenderebbe per nulla a sentirsi chiamare crociato…

    Certo, non si tratta esattamente di “cattolici moderati” :-) Z.< Già. Però, sul “mosaico” almeno concordi, visto che anche un ebreo ortodossissimo non sarebbe tanto contento di essere confuso con una pavimentazione di terme romane:-)

  27. fm_dacenter says:

    Ritvan

    ci sei cascato!

    so quanto sia scorretto (e offensivo) dare del maomettano, però stavo recitando la parte del “buon razzista”, ignorante e per questo quasi innocente

    mi iscrivo tra quelli che se gli danno del crociato è contento, che si tratti di fratelli progressisti (bleah!) o di terroristi islamisti.

    anche se poi mi tocca confessarmi che il Papa ha sconfessato le crociate (sigh)

    saluti

    Francesco

  28. utente anonimo says:

    Ritvan,

    – Già. Però, sul “mosaico” almeno concordi, visto che anche un ebreo ortodossissimo non sarebbe tanto contento di essere confuso con una pavimentazione di terme romane:-) —

    :D :D :D

    Z.

    PS: macché crociato, Francè! tu tieni famiglia, guardi i Playmobil su ebay… sei una brava persona in fondo ;-)))

  29. RitvanShehi says:

    >Ritvan ci sei cascato!

    so quanto sia scorretto (e offensivo) dare del maomettano, però stavo recitando la parte del “buon razzista”, ignorante e per questo quasi innocente. Francesco< Ah, beh, se stavi solo recitando, allora Allah il Clemente e Misericordioso credo ti perdonerà:-).

  30. Peucezio says:

    Khinalug? Ma di che famiglia è? E’ un dialetto azero o non c’entra niente? Ho provato a guardare la pagina, ma è scritta in inglese.

    L’armeno e il georgiano, che pure non hanno nessuna parentela l’uno con l’altro, devono essere entrambi estremamente interessanti. L’armeno non dev’essere tanto difficile per noi, ma per il georgiano auguri: è una lingua agglutinante. Ma tanto se sai il turco… Anche se non sono parenti il tipo di struttura è simile.

    Io piucchealtro colleziono dizionari dei dialetti dei paesi della provincia di Bari e immediati dintorni (per ora ne ho una dozzina), ma per un certo periodo ho studiato il rómani (la lingua degli zingari), su cui ho tre o quattro libri, poi il catalano (che parlicchio), l’occitano, ora sto studiando il russo e anche un po’ di paleoslavo.

    Oggi, per la cronaca, mi sono divertito al Libraccio (libreria di libri usati) di Milano: sono arrivati tutti insieme libri di linguistica, fra cui grammatiche demotiche, copte, ebraiche, libri sull’etrusco, sul sumero ecc. Per ora mi sono portato via un classico sulla lingua e i dialetti italiani di Meyer-Lübke e D’Ovidio (interessante più per ragioni storiche: è ampiamente superato dal molto più approfondito Rohlfs, di decenni più recente) e una fonetica storica del latino (scritta in francese). Ho già l’ottimo Pisani per la grammatica storica latina, ma questo integra e aggiunge informazioni.

    Come vedi anch’io non ho molti segreti circa le mie perversioni.

  31. Peucezio says:

    Poi ho guardato meglio, vincendo un po’ della mia anglofobia (in questo caso linguistica), sia la pagina sul Khinalug, sia quella dei Ket: par di ca pire che la prima è una lingua del gruppo caucasico, ma a sé stante, mentre la seconda è paleoasiatica (un gruppo di lingue molto antiche dell’estremo nord-est dell’Asia).

    A me, che non mi sono mai avventurato fuori dai confini dell’indoeuropeo, pensare a questi idiomi fa un po’ girare la testa e allo stesso tempo vergognare un po’ dei limiti (finora) del mio orizzonte.

  32. kelebek says:

    Per Peucezio

    Ti sei occupato della lingua dei Rom? Noto che tu scrivi “ròmani”, io scrivo “romané”, evidentemente dipende dai dialetti.

    Io ho imparato tante parole e frasi da amici Arlija del Kosovo, ma non ho mai studiato la lingua e se la sento, capisco solo frammenti isolati.

    Interessante una divisione molto indoeuropea tra gli Arlija, che conservano la “k” davanti alla “e”, e i vicini Gurbeti che ormai l’hanno palatalizzata, come credo i Rom occidentali: so keré, “che fai”, diventa so ceré con la “c” pronunciata come la pronuncerebbe un italiano.

    Miguel Martinez

  33. kelebek says:

    Il georgiano è solo in parte una lingua agglutinante, nel senso che aggiunge suffissi facili da analizzare.

    Poi ha prefissi e circumfissi (con un pezzo all’inizio e un pezzo dopo) e soprattutto ha un sistema verbale terribilmente complesso e irregolare, che ricorda vagamente quello del greco antico.

    Miguel Martinez

  34. fm_dacenter says:

    * Z

    come dicevano i nostri nonni, l’occasione fa l’uomo ladro.

    Tu dammi un Papa che proclama una crociata per la liberazione della Terrasanta e vedrai. Dietro mi porto pure Kel, a cui racconto qualche palla sulla liberazione dei palestinesi …

    ;)

    Francesco o’ machiavellico

  35. Peucezio says:

    Sul georgiano: però! Dev’essere una lingua affascinante. Ma stai anche prendendo confidenza con l’alfabeto?

    Sul rómani o romané: di solito ho letto la forma “rómani” (ti parlo di letture di 15, 20 anni fa), che immagino sia un femminile, data la desinenza. Non ricordo se la parola per “lingua” sia femminile, ma se lo fosse, potrebbe voler dire più o meno “(lingua) zingaresca”, poiché rómani, -o, -e o comunque termini, è un aggettivo. “Romané” mi dà di plurale. Comunque mi andrò a riguardare i miei manuali, mi hai messo curiosità.

    La palatalizzazione della davanti a vocale anteriore (come o ) è un fenomeno tipico, che è avvenuto in molte lingue del mondo. La bipartizione indoeuropea fra lingue “satem” e “kentum”, se è a questo che ti riferivi, in realtà è più antica e non riguarda tanto la posizione delle velari, ma la loro natura originaria. Senza tediarti con dettagli tecnici (ma che, se ti interessano, posso illustrarti meglio), il rómani (e il sintho, insomma, le varie parlate zingaresce), in quanto lingua indoaria è comunque una lingua satem, come lo stesso sanscrito, diversamente dall’italiano che, derivando dal latino, si classifica come kentum, altrimenti noi diremmo per esempio qualcosa come “sciuore” o “suore”, anziché “cuore”.

    Comunque non pensare minimamente che io capisca dei rom che parlano fra loro nel loro idioma. Io ho studiato le struture grammaticali di base e un po’ di lessico (tra l’altro non è che mi ricordi molto), ma non ho mai avuto occasione di praticarlo.

    Una lingua divertente è il caló, la lingua dei gitani spagnoli (di fatto ormai quasi estinta), perché usa la grammatica dello spagnolo, coniugando i verbi alla spagnola, con suoni spagnoli, articoli e desinenze spagnole, ma col lessico rómani.

    Una tristissima “copla” per esempio dice:

    Tosarias las mañanas

    que yo me ardiñelo

    con la pani de mis acáis

    la chichi me muchobelo.

    Che significa

    “Tutte le mattino

    che io mi alzo

    con l’acqua dei miei occhi (le lacrime)

    mi lavo la faccia.”

    “Tosarias” corrisponde a “todas”;

    “ardiñelar” a “levantar”, “pani” ad “agua”, “acáis” a “ojos”, “chichi” a “cara” e “muchobelar” a “lavar”.

    Il resto, come vedi, è già pienamente castigliano.

  36. Peucezio says:

    Correzione:

    non so cosa sia successo, comunque volevo scrivere “vocale anteriore (come “e” o “i”).

    Poi mi ha fatto il resto tutto in corsivo…

  37. kelebek says:

    Per Peucezio n. 35

    L’alfabeto georgiano è eccezionale, nel senso che il genio che l’ha inventato ha creato un sistema privo di qualunque ambiguità (tipo “c” e “g” in italiano, suscettibili di diverse pronunce).

    E’ perfettamente adatto alla sua lingua, come l’alfabeto latino serbocroato o quello turco, solo che questi ultimi li hanno inventati studiosi moderni con alle spalle studi di linguistica.

    Miguel Martinez

  38. Peucezio says:

    Ho sentito una cosa simile di quello armeno. Certo che i popoli del Caucaso stupidi non sono (tutt’altro!!). Prima o poi mi deciderò di andare a vedere quei luoghi magici.

    Miguel, conosci il regista Paradžanov?

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