André Soussan, misteri di potere e romanzi

"Inquietante" è un aggettivo che non mi piace. Tempo fa, però, mi è capitato di leggere un libro che posso solo definire così, per quello che ci svela delle fantasie oscure, paranoiche e distruttive, che si nascondono negli animi di persone che in qualche misura detengono potere politico, economico e militare.

Il mistero del candelabro, di André Soussan (morto nel 2005), è uscito per la prima volta in Francia nel 1993, ed è stato pubblicato in italiano da Sperling & Kupfer.

Il testo è un compiaciuto racconto di olocausti atomici, omicidi e stermini, che sarebbe di scarso interesse, se il suo autore non fosse un importante uomo di potere. Il suo amico Guy Senbel, direttore dell’agenzia Guysen, scrive di lui:

"Di quest’uomo dell’ombra, non conosceremo probabilmente mai la portata delle sue azioni. Ma oggi è permesso affermare che è stato un grandissimo servitore dello Stato d’Israele.

Dopo la scomparsa di André, ci siamo messi a sfogliare i nostri archivi. Con nostra grande sorpresa, abbiamo visto che il suo nome figura appena due volte nell’enorme quantità di articoli e documenti che "Guysen" ha pubblicato.

Ad Andrea, è riuscito il tour de force che consisteva nell’essere onnipresente senza mettersi mai in primo piano."

Il libro di André Soussan è assolutamente piatto e noioso, ma riesce a mettere fuoco una serie di punti decisivi di certa psicomitologia sionista, a cavallo tra testi apocalittici più medievali che biblici e vendicative ossessioni nucleari. A differenza però di analoghi racconti , Il mistero del candelabro è pura cronaca politica, che non concede nulla al mistero (e nemmeno all’arte, se è per questo).

In un prossimo futuro, l’autore si immagina che Israele abbia già adoperato la bomba atomica contro i propri vicini, "ricacciando indietro di cinquant’anni" Giordania, Siria e Iraq ("Non era forse stato detto e scritto che il Messia avrebbe cacciato gli occupanti prima di ristabilire il regno di David?" ).

Il Messia altri non è che David Ben Zion, il capo del Mossad, che scopre, in una visione sul monte Sinai, che la Menorà, "l’anima del popolo ebraico", si trova nascosta in un cenotafio nel Cimitero Teutonico del Vaticano: una tesi infondata, ma assai diffusa sia in ambienti ebraici che evangelici.

È l’era delle guerre di Magog, cui fa cenno Ezechiele, ma sviluppate solo molti secoli dopo.

Il crollo del comunismo sconvolge il pianeta, mentre gli ebrei si lasciano sedurre in massa dal giudeocristianismo, accettando Gesù come un loro profeta.

Consci di essere l’ultimo resto d’Israele, gli agenti del Mossad si fanno strada verso il nascondiglio della Menorà avvelenando chiunque si trovi sulla loro strada – un commissario di polizia italiano viene risparmiato soltanto perché si scopre una sua lontana ascendenza ebraica.

Per portare la Menorà a Gerusalemme, "il capo del Mossad, ex-generale dell’aviazione israeliana, che non aveva esitato a fare uso delle armi nucleari per salvare Gerusalemme, era pronto a bruciare la Città eterna," cosa che fortunatamente non diventa necessaria.

Il romanzo descrive anche lo sterminio degli amaleciti, ripetutamente ordinato nell’Antico Testamento; gli amaleciti – una tribù rea di aver opposto resistenza a Mosè durante i tentativi di penetrare nella Terra Santa – vengono qui però attualizzati, in un brano di straordinaria non poeticità:

"Il Mossad era passato all’azione contro i movimenti neonazisti e antisemiti. La rappresaglia era esplosa come un terremoto.

Decine di morti negli Stati Uniti, in Germania, in Russia, in Francia. Danni materiali valutati diverse centinaia di milioni di dollari […]. In un solo giorno, alla stessa ora, i centri nervosi dell’odio erano stati distrutti, i loro simpatizzanti più attivi soppressi."

La riscoperta della Menorà liquida il cristianesimo: "i cristiani sanno che, se ce la restituissero, sarebbe la fine del loro Gesù e delle sue false profezie" riguardanti la totale distruzione del Tempio.  Nel romanzo, sarà il papa stesso a far suicidare il cristianesimo, facendo ritrovare la Menorà.

A questo punto, diventa possibile realizzare il progetto messianico di costruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme, dove potranno riprendere gli antichi sacrifici animali. E per capire l’ispirazione di certi fondamentalismi moderni, è interessante notare che per André Soussan, questa costruzione avviene davanti alle "telecamere di tutto il mondo."

Su un tema analogo, André Soussan aveva già scritto un altro libro, che non ho letto; ma il cui titolo descrive perfettamente la sua ossessione cardinale – Messiada, fusione tra Messia e Masada.


Il protagonista è sempre David ben Zion, capo del Mossad, che "somiglia a Paul Newman", ci spiega un riassunto della trama.

Gli arabi hanno lanciato la "Opération Ismaël" (in riferimento al loro mitico antenato) per annientare Israele: nel condurla, gli arabi si rifanno esplicitamente al precedente dell’imperatore romano Tito che distrusse il Secondo Tempio. Il complotto è assai improbabile: cinquemila agenti segreti iracheni, travestiti da soldati israeliani, si sarebbero infiltrati in Israele, pronti a colpire, senza che nessuno se ne sia accorto… Ma gli ismaeliti hanno minato la Cupola della Roccia e la moschea di al-Aqsa, da far saltare in un attentato di cui incolpare gli israeliani.

Per invogliare i lettori, chi pubblicizza il libro chiede:

"La sesta potenza del mondo si lascerà morire da sola o trascinerà nella propria caduta tutto il Medio Oriente, Parigi, Mosca, Londra, Berlino, Roma, Washington, New York ?! Messia per tutto il mondo o un Masada planetario, cioè l’Apocalisse!"

Dal Mistero del candelabro, possiamo presumere che il messianico Paul Newman abbia scelto una via di mezzo, la distruzione nucleare dei paesi arabi confinanti; e che l’autoattentato islamico alla spianata di al-Aqsa sia riuscito, permettendo così la costruzione del Terzo Tempio.

Ma di chi è la mente che ha partorito simili fantasie?

André Soussan è nato in Marocco, emigrato in Israele, dove si è associato giovanissimo ad Ariel Sharon.

Sconvolto dal razzismo ashkenazita contro i sefarditi, André Soussan si è trasferito in Danimarca, dove ha svolto ruoli importanti nei media.

Allo stesso tempo, a Parigi, ha diretto la rivista African Geopolitics/Geopolitique Africaine.[1]

Negli Stati Uniti, il polimorfo André Soussan invece, è stato vicepresidente – con incarichi per il Vicino Oriente – del Global Policy Council, a sua volta il gruppo consulente di tre importanti associazioni, la National Security Caucus, la National Security Caucus Foundation e l’American Security Council.

Il National Security Caucus, di cui André Soussan era il direttore, e che aveva prima il nome orwelliano di Coalition for Peace Through Strength ("Coalizione per la pace attraverso la forza"), – è un’organismo ui appartenevano, almeno alcuni anni fa, oltre la metà dei senatori e dei deputati statunitensi.

Il National Security Caucus stabiliva come propri obiettivi, la promozione di "intelligence e di sicurezza ambientale"; l’impegno a "non accettare alcun accordo che in alcun modo mettesse a in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti e dei suoi alleati"; la difesa del libero mercato globale; e "la protezione delle fonti energetiche e di altre materie prime vitali provenienti da oltremare". Scopo dichiarato dell’associazione, sul suo sito Internet [2], è tenere la "politica", intesa come libera discussione, fuori dalle questioni della "sicurezza nazionale": "In matters of national security, the best politics is no politics."

La National Security Caucus Foundation, invece, finanziata dal British Petroleum e dalla misteriosa Naftasib russa, aveva tra i propri direttori, oltre ad André Soussan, anche il famigerato  Jack Abramoff.

Il figlio di André Soussan, Michael Soussan, andò a lavorare proprio per Jack Abramoff; e pochissimo tempo dopo, si trovò appena ventiquattrenne nel ruolo di Coordinatore di Programma per il progetto Oil-for-Food: fu lui a far scoppiare il famoso scandalo che permise di screditare le Nazioni Unite dopo l’invasione statunitense dell’Iraq.

Storie, indizi di qualcosa, che non capiremo mai pienamente.

Note:

[1] Nel 1995 lo ritroviamo nel ruolo di "consulente politico" del dittatore dello Zaire, Mobutu. Soussan affittò i servizi della società Erickson and Associates, specializzata nel lobbying, in un tentativo (non riuscito) di convincere il governo e il congresso degli Stati Uniti a concedere un visto al suo assistito.

[2] Oggi stranamente scomparso, ma accessibile tramite gli archivi.

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20 Responses to André Soussan, misteri di potere e romanzi

  1. fm_dacenter says:

    >> un’organismo ui appartenevano, almeno alcuni anni fa, oltre la metà dei senatori e dei deputati statunitensi.

    perchè questa improvvisa vaghezza, Miguel?

    ti è venuto da ridere?

    ciao

  2. kelebek says:

    Per Francesco

    Vedo che:

    1) non commenti il resto dell’articolo

    2) non hai letto le note

    Miguel Martinez

  3. fm_dacenter says:

    eh no, io sono un fanatico delle note!

    sei tu che non citi l’anno e la fonte di un dato difficile da credere

    Per il resto, dal CV sembra una specie di agente betulla (appena meno sfigato), come rivela il fatto di aver scritto dei libri e QUEI libri

    il Potere non aveva certo quella faccia

  4. kelebek says:

    Per Francesco n. 3

    as-sabru min Allah wa al-‘ajlu min ash-shaytan…

    Quando vedi una sottolineatura (nel mio browser in verde) ci fai clic sopra, e così arrivi alla fonte.

    E se non c’è l’anno, è perché il sito non è aggiornato, essendo chiuso.

    Miguel Martinez

  5. fm_dacenter says:

    Miguel

    io non sarò un traduttore di manuali tecnici ma il tempo di correre dietro alle fonti non ce lo ho certo

    mi confermi che credi sulla parola al sito chiuso del NS Caucus?

    beato te

  6. kelebek says:

    Per Francesco n. 5

    Senza aver controllato le fonti, quindi credi che siano falsi le liste di deputati presentate da una grossa organizzazione statunitense composta da deputati?

    Beato te

    Miguel Martinez

  7. fm_dacenter says:

    Allora non sai contare! Se c’è una lista, ci sarà un numero.

    Se mi metti un dato vago, senza anno di riferimento, mescoli deputati e senatori, il sito non è più on line, ammetti che susciti dei dubbi?

    Adesso il NSC diventa una associazione di deputati e non una lobby?

    Manca chiarezza, carissimo

  8. kelebek says:

    Per Francesco n. 7

    Se ho capito bene, il tuo unico problema con questo post, che tratta non pochi temi, riguarda il numero di senatori e deputati statunitensi attualmente appartenenti al National Security Caucus.

    Visto che questi hanno deciso di chiudere il loro sito, credo che la cosa migliore credo sia chiedere al “co-chair” dei membri del National Security Caucus del senato degli Stati Uniti.

    Credo che tu lo conosca e non avrai problemi a rivolgerti a lui:

    http://2008election.procon.org/viewadditionalresource.asp?resourceID=1595

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    Qui c’è un dato inferiore a quello che era sul sito del National Security Caucus – 275 tra deputati e senatori, data non precisata.

    http://www.sourcewatch.org/index.php?title=National_Security_Caucus

    Miguel Martinez

  10. fm_dacenter says:

    Miguel

    andiamo alla sostanza: se il Potere è in mano a cretini come questo tizio, o come chi di lui si fida/si serve e gli fa pubblicare certa roba, voi Resistenti/Rivoluzionari potete contare i giorni alla vittoria sulle dita di due mani.

    Auguri

    Francesco

  11. fm_dacenter says:

    bello sourcewatch, tu sai cosa è?

    ciao

    Francesco

  12. kelebek says:

    Per Francesco n. 11

    E’ interessante il tuo modo di procedere.

    Poniamo che io scriva un post, dove dico che in data xxx, Berlusconi ha dichiarato, “bisogna uccidere tutti i biondi”, citando una fonte.

    Però scrivo, “Berlusconi, che dirige il PdL che ha xxx deputati in parlamento”.

    E tu dici, “ah, dici il numero di deputati senza citare la fonte!”

    Al che ti cito la fonte, che sarebbe il Corriere della Sera.

    E tu dici “ah, ti fidi del Corriere della Sera!”

    Miguel Martinez

  13. utente anonimo says:

    Davvero inquietante questo tipo, di cui devo a MM la conoscenza. A me, che ho molte meno energie di MM, per cui leggo (a parte quelli per lavoro) solo libri dai quali posso prevedibilmente aspettarmi di ricavare un qualche piacere spirituale (quindi ormai leggo o rileggo quasi solo classici), un libro del genere non poteva proprio capitare in mano. Ma per quanto piatti, noiosi e privi di ogni qualità artistica (oltre che tecnicamente scadenti – ovvero pieni d’incongruenze d’ogni genere, come risulta a prima vista dal riassunto della trama di Messiada) tali libri possono avere invece un qualche interesse per chi, come MM, è attivamente impegnato in una battaglia di demistificazione di quella che lui chiama una certa “psicomitologia sionista”.

    Ciò detto, la cosa che più mi ha incuriosito nel divertente post di MM è il mistero umano del personaggio André Soussan, non quello del fatto che si sia sempre caratterizzato come un’eminenza grigia, come un uomo che ha scelto di agire restando nell’ombra, ma quello che proprio una tale persona si sia messa a pubblicare, e non sotto pseudonimo, dei romanzetti di fantapolitica, che gli hanno dato, a quanto pare, una certa celebrità. Cosa lo spingeva a uscire così clamorosamente dall’ombra? La convinzione che questi romanzetti fossero la prosecuzione con altri mezzi della sua più oscura azione parallela? O forse – e io propendo più per questa ipotesi – in fondo all’uomo di potere, pratico e freddo, si nascondeva il piccolo borghese, intimamente persuaso che alla fine l’unica vera gloria e immortalità sia quella letteraria? In fondo, questo André Soussan, “grandissimo servitore dello Stato d’Israele”, che da Israele era fuggito per schifo (“J’étais parti pour la terre promise et j’atterris en enfer. C’était techniquement parlant, un camp de concentration” racconta nel suo romanzo autobiografico) doveva essere un discreto mistero anche per se stesso.

    tomar

  14. kelebek says:

    Per Tomar n. 13

    Grazie.

    Domande interessanti, a proposito di un personaggio davvero enigmatico.

    Tra l’altro, André Soussan aveva un sito personale, che mi ricordo di aver visitato (a suo tempo avevo anche preso degli appunti), e che è sparito dopo la sua morte. Non mi ricordo però l’URL, quindi non sono riuscito a trovarlo negli archivi.

    Come è sparito il sito della rivista African Geopolitics/Geopolitique Africaine, solo parzialmente consultabile in archivio.

    Il sito del National Security Caucus non solo è stato chiuso, ma è addirittura impossibile consultarlo in archivio, perché bloccato proprio dal proprietario del sito.

    Sul proprio sito, Michael Soussan non dice nulla del proprio padre – ci sono arrivato per altri riferimenti.

    Se cercate André Soussan, troverete in rete quindi quasi esclusivamente copie in vendita dei suoi libri.

    Interessante poi è quella che potremmo chiamare (cristianamente) la laicizzazione linguistica: il libro che ho letto è pieno di episodi che sembrano di semplice cronaca, ma assumono tutt’altro significato se si sa qualcosa della cosiddetta apocalittica ebraica.

    Miguel Martinez

  15. utente anonimo says:

    Miguel

    non divagare, il fatto che io sia pigro non significa che la notizia che dai non abbia un forte sentore di follia.

    Allora, il tizio è fuori come un balcone, il Caucus pare esistere ed essere una cosa interessante (nulla a che vedere con quel che leggi tu, pur non potendo escludere che altrove ci siano delle prove a loro carico) ma il link tra i due è sufficientemente debole per non preoccuparmi (e come cattolico dovrei, mi pare)

    ciao

    Francesco

  16. Santaruina says:

    Davvero interessante.

    Che il personaggio in questione sia folle o meno, quel che è importante è comprendere quanto certe “visioni” siano condivise, e fino a che punto.

    Una idea può essere folle finchè vogliamo, ma se ci sono persone disposte a seguirla, oi risultati delle loro azioni saranno reali.

    Blessed be

  17. utente anonimo says:

    Gli israeliani sono proprio tonti.

    Questo sembrerebbe l’unico presupposto in base a cui avrebbe potuto funzionare il piano di distruzione di Israele raccontato in Messiada.

    Che ha una sua premessa di fondo: quando viene messo in atto Israele si trova in uno stato di isolamento internazionale, quale mai aveva conosciuto nella sua storia. Che è una credibile premessa fantapolitica, per quanto, a ben vedere quello della “solitudine d’Israele” (con subito dietro l’immagine degli “ebrei abbandonati da tutti”) è un refrain assai diffuso nel dibatttito politico corrente, come recentemente ha dimostrato l’eco suscitata dalle dichiarazioni di Cynthia Ozick sugli europei indegni di celebrare il Giorno della Memoria, perché non appoggiando l’azione israeliana a Gaza con la necessaria risolutezza “ancora una volta, mostrano d’essere dalla parte di chi commise la Shoah”.

    Ma vabbè, Israele è isolata come mai e può partire il piano, che prevede:

    1) 5000 soldati siriani e iracheni, vestiti con le uniformi di Tsahal, che in gruppi di 50 già da qualche giorno si muovono in territorio israeliano (cazzo, ma i famosi servizi di sicurezza? E il territorio più controllato del mondo? Ma allora ce la può fare anche Hamas!) a mezzanotte del giorno x attaccheranno tutti i punti sensibili (risparmio l’elenco), mentre centinaia di chili d’esplosivo sono già disseminati dentro vetture in vari punti strategici.

    2) Contemporaneamente 300 terroristi, anche questi già in circolazione, si recheranno alle abitazioni di tutti gli ufficiali dello stato maggiore e li faranno fuori (il riassunto della trama non dice come sono vestiti questi, ma che tutti portano un particolare modello di scarpe adidas a tre strisce e orologi fosforescenti al polso, come segno di riconoscimento – tra di loro, naturalmente, tanto quelli del Mossad son tutti al mare come sopra).

    3) Sempre contemporaneamente un milione di arabi dai 10 ai 18 anni (astenersi quelli di età maggiore, agli arabi piace mandare avanti i bambini e oltretutto li lasciano svegli a quelle ore) si raduneranno nei territori per celebrare i martiri dell’intifada per convergere dopo un’ora verso i luoghi santi (come? A piedi? In autostop? Ma non c’è un frontiera per accedere a Gerusalemme dai territori e possibile che non ci sia nemmeno una sentinella che avvisi, magari con piccioni viaggiatori, di tutta sta massa di ragazzini scalmanati in arrivo?).

    4) Mezz’ora dopo, quando ormai gli scalmanati sono arrivati tranquillamente sul posto, saltano in aria le moschee di Omar e di El-Aksa, distrutte dalla dinamite messa dai loro cattivi maestri, allo scopo di incolparne ovviamente “i perfidi giudei”. Gli scalmanati naturalmente si scatenano per le vie di Gerusalemme abbandonandosi a massacri d’ogni genere.

    5) Mentre questo sta accadendo, sono ormai le 2.05, 2700 aerei di vari paesi arabi, anche questi in formazioni di cinquanta, arriveranno sul cielo d’Israele (cazzo, ma anche i radar sono al mare?) iniziando a lanciare decine di migliaia di tonnellate d’esplosivo su città, istallazioni strategiche ecc. Un quarto d’ora dopo arriveranno di rinforzo anche centinaia di missili scud. Alle tre 3300 carri armati dalla Siria e 4500 da Giordania e Iraq entreranno nel paese già distrutto dividendolo in due.

    6) Alle 3.30 queste colonne corazzate saranno alle porte di Gerusalemme e di Tel Aviv, mentre gli israeliani, ormai senza più mezzi di difesa e di comunicazione… stanno ancora dormendo (cazzo, ma cosa ci vuole per svegliarli? E dormono pure quelli di Gerusalemme, con tutto il popo’ che sta succedendo da due ore? Sarà forse perché tutta questa serie di eventi è definita da chi la preconizza (il capo del Mossad) come “l’apocalisse” e contro l’apocalisse non c’è niente da fare, per cui tanto vale dormirci sopra?)

    Comunque tranquilli, nessuno di questi plausibilissimi eventi si verificherà, perché gli israeliani, sapendo già tutto (c’è il Mossad, c’è) agiranno d’anticipo (modello 1967), forse al prezzo di distruggere con armi nucleari il Cairo e Alessandria, ma forse non sarà necessario, anzi sarebbe meglio tenere fuori l’Egitto. Si cercherà insomma di limitare danni, ma, alla peggio, sarà un ”Massada planetario”. Fine.

    N.B. A parte i miei commenti tra parentesi, tutta la trama è stata tratta dal riassunto in francese cui rimandava Miguel, riportato nel sito Blog des sites Juifs et Sionistes. L’autore di questo riassunto, tal Yoav Rheims, non sembra affatto cogliere la comicità di un plot così sgangherato, tanto che il riassunto è preceduto da questa considerazione: “… e se fosse vero?”

    tomar

  18. fm_dacenter says:

    tomar

    10 e lode per riassunto preciso e commentato.

    adesso però qualcuno mandi lo psichiatra di là a dare un aiuto all’autore

    ciao

    Francesco

    PS seriamente, esiste una paranoia “pubblica” in Israele? qualcosa che renda pensabili simili idiozie? anche se il Nostro stava a Parigi o in Danimarca

  19. RitvanShehi says:

    Ma no, tomar, non è che gli israeliani siano tonti o affetti da sonnolenza perpetua. Nel riassunto della “Messiada” da te letto probabilmente mancava il dato più importante che spiega tutto. Trattasi del tempestivo intervento di Allah in persona, il quale manda l’arcangelo Gabriele a fare da guida fino in Israele ad un gigantesco sciame di mosche tze-tze, le quali causano ai perfidi giudei la malattia del sonno:-):-).

  20. falecius says:

    Francesco:

    a quanto ne so una paranoia “pubblica” in Israele esiste (ed un po’ direi che ha senso), ma non pensavo fino al punto far ritenere generalmente credibili cose del genere. Forse lo sarebbero più in certi ambienti USA, non so.

    Comunque per una volta siamo pienamente d’accordo su un punto: il tizio è fuori come un balcone.

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