Il dogma ex claviatura ai tempi dei comunicati stampa

Régis Debray diceva che nella società massmediatica, le istituzioni crollano di fronte al circo mediatico, perché sono costrette a rincorrere gli effimeri ma devastanti uragani che la televisione produce. Cercano di cavalcare la tigre impazzita, oppure di costruirsi miserabili e fallimentari giustificazioni.

Un’analisi che coincide perfettamente con quella di Marino Badiale e Massimo Bontempelli [1] a proposito dell’era del capitalismo totale – che riduce le istituzioni alla funzione di meri amministratori passivi – e con quella di Szygmunt Bauman, che coglie come le istituzioni passino dal ruolo di protagonisti della sicurezza sociale a quello di protagonisti della sicurezza individuale contro migranti, scarti umani e "terroristi".

Però una cosa così non si era vista ancora, anche perché tocca la Madre di Tutte le Istituzioni, la Chiesa Cattolica.

Una televisione nella sconosciuta lingua svedese ha intervista una persona ignota alla grande maggioranza della specie umana, il vescovo Richard Williamson della Fraternità Sacerdotale San Pio X – de-scomunicato alcuni giorni fa, ma non pienamente reintegrato nella Chiesa "ufficiale": la Chiesa forse non potrà togliergli la qualifica carismatica di vescovo, ma difficilmente gli permetterà di agire come tale.

L’intervistatore, poco interessato a dispute teologiche, ha messo Williamson alle strette citando un suo vecchio discorso finché, guardando molto imbarazzato verso la telecamera, il vescovo ha affermato di credere che le camere a gas non siano state usate per sterminare gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale e ha avanzato alcune ipotesi tecniche (non teologiche).

Un’opportuna distrazione dai cadaveri di Gaza, questa notizia non particolarmente originale [2] ha percorso in un attimo tutto il mare mediatico del mondo. Confermando esattamente quanto dicevamo nel post di stamattina: che i "revisionisti" o "negazionisti" sono conosciuti da noi solo nella misura in cui i media ne parlano scandalizzati. A volte stuzzicandoli apposta, come in questo caso.

Oggi è arrivata la risposta del Vaticano. Credo che sia la prima volta che l’Istituzione enunci un nuovo dogma ex claviatura e con una velocità degna di Silvio Berlusconi.

CITTA’ DEL VATICANO – «Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla nè del mistero di Dio, nè della Croce di Cristo». Lo afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in una nota trasmessa dalla Radio Vaticana. L’accostamento tra la Shoah e il mistero di Dio e della Croce rende «tanto più grave», per il portavoce del Papa, la negazione quando «viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioè di un ministro cristiano, sia unito o no con la Chiesa cattolica».

Chi scrive è un tranquillo "non revisionista", nel senso che ritiene che la versione che possiamo chiamare ufficiale del giudeocidio nazista sia in linea di massima esatta; comunque fino a stamattina pensavo che la cosa non riguardasse la teologia cristiana.

Con la quale invece mi trovo in contrasto sul tema cruciale della veridicità della narrazione biblica.

E da sostenitore della teoria dell’evoluzione, mi trovo in conflitto aperto con Richard Williamson riguardo a una questione certamente fondamentale. E anche se è solo una questione storica e non teologica, credo che la Chiesa cattolica abbia avuto un ruolo misto, ma spesso pessimo, nella conquista delle Americhe.

Poi se uno la pensa diversamente da me su questi temi, non lo considero un mostro e non mi faccio prendere da crisi isteriche.

Quindi trovo affascinante il fatto che il portavoce della Chiesa non risponda semplicemente dicendo che a suo avviso, e ragionando in termini puramente storici, le camere a gas sono state realmente utilizzate per compiere un genocidio.

No. Padre Federico Lombardi risponde affermando un’intera nuova dottrina, che se uno ci pensa bene, dovrebbe richiedere un ribaltamento di tutto l’enorme impianto della teologia.

Fino a stamattina, la teologia aveva ancora basi rigorosamente razionali, nel peculiare senso che conosciamo dal tomismo.

Roba che obbligava a seguire una certa logica, a prevedere possibili obiezioni, a dedurre regole universali e a motivare ciò che si diceva.

Da oggi, presumibilmente con un’email alle fameliche agenzie di stampa, la teologia entra nella sfera delle libere associazioni emotive e mediatiche: la sensologia, come la chiama Mario Perniola.[3]

Negare l’evoluzione o banalizzare l’inquisizione  non pone evidentemente simili problemi di alta dottrina.

Nota:

[1] M.Badiale-M.Bontempelli, La sinistra rivelata, Massari editore, Bolsena 2007.

[2] Richard Williamson (un inglese che vive in Argentina e rilascia interviste in Svezia)  la pensa sulle migrazioni più o  meno come Oriana Fallaci, solo che a lei il Papa dava udienze private. Williamson è anche un cultore del termine complottista "Eurabia", inventato dalla militante sionista Gisèle Littman nata Orabi, meglio nota come Bat Ye’or,  ma questo pare non faccia scandalo.

[3] "Altrove ho definito col neologismo di sensologia la trasformazione dell’ideologia in una nuova forma di potere che dà per acquisito un consenso plebiscitario fondato su fattori affettivi e sensoriali". Mario Perniola, Contro la comunicazione, Einaudi 2004, p. 7

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34 Responses to Il dogma ex claviatura ai tempi dei comunicati stampa

  1. utente anonimo says:

    E la cosa divertente è che un’altro vescovo lefebrviano (non ricordo il nome, francese) appartenente alla linea intransigente (defini Ratzinger “un vero modernista”), aveva detto appena tre mesi fa, che a Roma si sarebbe avuto un “crollo della fede” per un mescolamento con la religione ebraica…

    pgls

  2. utente anonimo says:

    Mi sa che codesto Padre Lombardi non abbia molta familiarità con la parola, nonostante il mestiere che fa.

    Ah bei tempi andati, quando erano i migliori ad entrare nella Chiesa!

    Francesco

    PS sicuro che il virgolettato riporti e non stravolga il detto? ho avuto cattive esperienze con Berlusconi e con un paio di Papi

    :)

  3. kelebek says:

    Per Francesco n. 2

    Hai ragione.

    Io ho citato il virgolettato di Repubblica, che presumo provenga da un’agenzia stampa.

    Miguel Martinez

  4. PinoMamet says:

    Può anche essere che abbia ragione Francesco, riguardo alla storpiatura del detto;

    comunque, siamo nell’epoca della semplificazione globale, e se si viene crocifissi a qualcosa, si viene crocifissi a una frase: spesso distorta, manipolata o estorta.

    Ci vuole abilità nell’uso dei mass-media, che i lefebrviani “incriminati” evidentemente non hanno: uno più furbo di loro se la sarebbe cavata con una battuta, alla Andreotti.

    Valori segnala (connotandolo positivamente) l’uso dei media “low brow”, come dice lui, a favore di Israele, che negli USA è sfacciato.

    Però, anche sei i media contano, non sono tutto, specialmente nel lungo periodo;

    e viene il sospetto che la Chiesa cattolica da un lato, e l’Ebraismo dall’altro, finiranno per pagare l’identificazione troppo stretta (ed erronea) con l’alleanza stipulata da alcuni in nome del sionismo, ideologia sostanzialmente atea; alleanza che poi è una parodia del vero dialogo religioso.

    Ciao!

  5. utente anonimo says:

    Però mi pare comunque la ponga come una questione di fede. Ho trascritto la nota di Lombardi che è disponibile su Internet al sito di Radio Vaticana, nel Radio Giornale delle 14 dal sito. Incollo tutto.

    dorian

    Radio Vaticana, Radio Giornale, edizione delle 14

    Nei titoli viene citato come:

    “Chi nega la shoah non sa nulla né del mistero di Dio né della croce di Cristo”

    La shoah induca l’umanità a riflettere sull’imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell’uomo. Con queste parole al termine dell’udienza di mercoledì 28 gennaio il Papa ha ripreso la profonda meditazione del suo discorso nel campo di concentramento di Auschwitz. Non ha solo condannato ogni forma di oblio e di negazione della tragedia dello sterminio di sei milioni di ebrei, ma ha richiamato i drammatici interrogativi che questi eventi pongono alla coscienza di ogni uomo e di ogni credente. Perché è la fede nella stessa esistenza di Dio che viene sfidata da questa spaventosa manifestazione della potenza del male, la più evidente per la coscienza contemporanea, anche se non la sola. Benedetto XVI lo ha riconosciuto lucidamente nel discorso di Auschwitz, facendo sue le domande radicali dei salmisti a un Dio che appare silente ed assente. Di fronte a questo duplice mistero, della potenza orribile del male e della apparente assenza di Dio, l’unica risposta ultima della fede cristiana è la passione del figlio di Dio. Queste sono le questioni più profonde e decisive dell’uomo e del credente di fronte al mondo e alla storia. Non possiamo e non dobbiamo evitarle e tanto meno negale, se no la nostra fede è ingannevole e vuota. Chi nega il fatto della shoah non sa nulla né del mistero di Dio né della croce di Cristo. Tanto più è grave, quindi, se la negazione viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioè di un ministro cristiano, sia unito o no con la chiesa cattolica.

  6. utente anonimo says:

    tantomeno negarLe, invece che negare, sorry

    dorian

  7. utente anonimo says:

    Beh, al solito il discorso intero è un po’ diverso.

    Almeno c’è scritto di «questa spaventosa manifestazione della potenza del male, la più evidente per la coscienza contemporanea, anche se non la sola».

    Ma certo, il succo non cambia…

    pgls

  8. utente anonimo says:

    Scusa Miguel – il link che hai messo su ‘ex claviatura’ porta a una pagina che non mi ha chiarito per nulla su cosa vorrebbe dire_

    Per caso qualcosa tipo ‘per mezzo di bastonate’?? Ma forse sbaglio perché dovrebbe essere ‘clavatura’??

    O deriva da chiave? O forse vorrà dire ‘inchiodare’ – o ci sarà un deponante che fa ‘claviari’??

    Mi sbizzarisco – o se preferite, imbizzarisco_

    L.M.

  9. utente anonimo says:

    OK

    chiedo scusa al Lombardi e ne approfitto per fare i complimenti al Papa!

    Francesco

  10. utente anonimo says:

    Come non detto_ Ho guardato meglio e ho capito_

    Viene dalla latinizzazione ‘coatta’ e ‘spregiostorica’ della parola ‘tastiera del pc’_

    Pardon_

    L.M.

  11. utente anonimo says:

    Nonostante tutto il discorso di Ratzinger è inconcludente sia dal punto di vista teologico sia come critica al negazionismo La sua “struttura argomentativa” si riduce a:1)Non può dirsi veramente credente chi non abbia vissuto fino in fondo il problerma dela teodicea(e già questo è discutibile;da quando i “Fratelli Karamazov”sono fonte di dottrina per la Chiesa cattolica ?)

    2)L’Olocausto è un esempio tra tanti -sia pure ,per motivi non meglio precisati,un esempio eminente-di questo problema

    3)Chi nega l’Olocausto -cioè UN esempio tra tanti-non puo accedere alle profondità della teodicea e dunque non può essere veramente credente.

    Ad un argomento del genere ,a meno di non dimostrare TEOLOGICAMENTE l’emineenza della Shoà (ed è cosa facilissima per un rbreo CREDENTE,non per un cristiano) un negazionista cattolico potrebbe legittimamente rispondere che a lui per meditare sugli abissi del male basta il delitto di Cogne e che le ragioni sttoriche che lo portano a dubitare dell’esiswtenza delle camere a gas non sono minimamente scalfite.In sostanza è come se io dicessi che addurre argomenti contro la colpevolezza di Annamaria Franzoni è un segno di immaturità religiosa e spirituale.Pessima teologia,quindi,visto che nè l’Olocausto nè il processo di Cogne sono direttamente o indirettamente questioni teologiche se non-al massimo-a mò di esempi liberamente sostituibili

    Mr Magoo (che non è un negazionista)

  12. utente anonimo says:

    Mr Magoo ha centrato perfettamente il punto…

    Bisogna però riconoscere che Ratzinger conosceva il problema, e che ha pur sempre rimesso la scomunica qualche giorno prima della giornata della memoria…

    Insomma, si sta barcamenando, ma proprio così “asservito ad Israele” non mi sembra stavolta…

  13. roseau says:

    Noto come le parole di padre Federico Lombardi, oggi impiegate a smorzare le polemiche suscitate dalla presenza di posizioni negazioniste all’ interno della Chiesa, dieci anni fa fecero infuriare parecchi esponenti del mondo ebraico, perché presenti -sia pure come sottotesto nell’ omelia di canonizzazione, pronunciata da G.P. II- nelle motivazioni della causa di beatificazione di Edith Stein. Che non è vero che sia stata la prima santa ebrea proclamata da un papa. Semmai, è stata la prima ebrea morta nelle camere a gas a esserlo.

    Teresa d’ Avila -la fondatrice dell’ ordine al quale Suor Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, apparteneva, era di origini ebraiche.

  14. utente anonimo says:

    Infatti, concordo con Mr Magoo al n. 11. Già il cristianesimo cattolico è in sé stesso tremendamente contraddittorio, adesso additare una questione storica come evento paradigmatico per la fede crea ancora ulteriori casini. Per fortuna che Lombardi non gode dell’infallibilità, né sarebbe infallibile la nota anche se riportata dal papa (in quei termini)

    dorian

  15. PinoMamet says:

    Credo che le parole del portavoce del papa non nascondessero nessuna volontà di cambiare la teologia cattolica: la teologia è stata cambiata, non dai Concili ma dalla televisione, dal “politicamente corretto” e dall’ariafrittismo, che hanno stabilito in anticipo le reazioni che ognuno di noi DEVE avere di fronte a qualunque argomento.

  16. PinoMamet says:

    Leggasi: la teologia è GIA’ stata cambiata.

    :-)

  17. falecius says:

    Per Roseau n 13:

    San Pietro, San Paolo, San Matteo, Santo Stefano, San Giacomo Apostolo, San Giacomo Maggiore, San Bartolomeo, San Tommaso, San Giovanni, San Giuseppe, Sant’Anna, Santa Maria Maddalena, erano tutti ebrei :D:D:D:D

    Mi fai venire un mente un buffo aneddoto, che illustra secondo me il concetto di dogma “ex claviatura” :) .

    Una volta, per una attività di catechesi, ci fu proposto una specie di quiz di storia della Chiesa, con domande piuttosto ovvie (per un cattolico) tipo “chi ha scritto l’Apocalisse”, roba così.

    Tra queste c’era una domanda che ho trovato sconvolgente per la formulazione e per la risposta che ci si aspettava:

    “qual’è stato il primo Papa straniero?”

    Ora, la domanda non ha senso, perché davanti a Dio e alla chiesa chiamata, appunto, “cattolica”, di “stranieri” non ne dovrebbero esistere (tenendo presente che l’Italia esiste solo da un secolo e mezzo, poi…).

    Ma la risposta che avrebbe dovuto essere corretta era “Giovanni Paolo II”, al che sono sbottato. Insomma, San Pietro era un Ebreo di Palestina, non un romano dde Roma!

    Mi venne detto che la mia osservazione era un “quid pluris” (come se tutti i Papi dopo S. Pietro fossero stati italiani!) perché ovviamente ci si riferiva ai Papi di una non meglio specificata epoca “moderna”.

  18. utente anonimo says:

    A Falecius nº 13

    L’aneddoto è davvero buffo, e la dice davvero lunga… soprattutto se si pensa – a voler essere pingnoli – che “straniero” per indicare un Papa “non italiano”, non ha senso se non dopo la presa di Roma nel 1861…

    .. l’ho detto, è come se i nostri bis-nonni fossero ormai uomini di Neanderthal…

    Pgls

  19. utente anonimo says:

    Rettifico: quale presa di Roma (che è del 1870)… Unità d’Italia volevo dire…

  20. PinoMamet says:

    Pgls

    a dire il vero, gli italiani esistevano anche prima dell’unità d’Italia

    (sennò hanno ragioni i filosionisti quando dicono che “i palestinesi non esistono”…)

    :-)

    La domanda, anche riformulata come “chi è stato il primo papa non etnicamente italiano”, sarebbe comunque stata poco sensata, a meno di limitarsi appunto a una non specificata età moderna (ma occorreva specificarla!)

    Certo l’impressione è che per la Chiesa cattolica il passato sia semplicemente irrilevante;

    come dice Pgls, come se fosse la preistoria, i neanderthaliani.

    Ciao!

  21. RitvanShehi says:

    >tantomeno negarLe, invece che negare, sorry dorian< Veramente avevi scritto “negale”:-)

  22. RitvanShehi says:

    Carino l’aneddoto di falecius. Certi compilatori di quiz scolastici dovrebbero ritornare ai banchi di scuola….o seguire l’Amorevole Consiglio Standard di NSCO:-)

  23. Colognes says:

    Le parole di padre Lombardi provocano sgomento e smarrimento, anche io da cattolico ho affrontato questo argomento nel mio blog.

    Hai proprio ragione a parlare di “nuova dottrina”. La tua analisi da non-cattolico è molto più acuta ed esatta di quella di molti sedicenti cattolici…

    Poveri noi…

    Francesco

  24. falecius says:

    Per Ritvan: non ero a scuola ma in una associazione cattolica…

  25. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan: non ero a scuola ma in una associazione cattolica… falecius< Fa l’istess, a laurà pure issi!:-)

  26. utente anonimo says:

    >> additare una questione storica come evento paradigmatico per la fede crea ancora ulteriori casini

    beh, e la crocifissione di Cristo? ancora d più la sua risurrezione? eventi storici di un qualche rilievo per la Fede, mi pare

    Francesco

  27. controlL says:

    Quando si dicono i danni dell’esposizione mediatica, falecius. Ma i papi francesi d’avignone, per dilettarmi anch’io un po’ di lana caprina di storia della chiesa, come vanno considerati, stranieri in quanto francesi o conterranei in quanto la santa sede era in francia? Questo sì che sarebbe un quiz formidabile.p

  28. utente anonimo says:

    Per francesco 26

    La Passione,morte e resurezione dovrebbero essere l’UNICO evento paradigmatico-e,quindi,insostituibile- per la fede cristiana .Tutto il resto puo costituire solo esempi sulla cui verità o meno decide lo storico e non il teologo.Legare teologicamente le ragioni della frede a un qualsiasdi altro evento significa ,esplicitamente o implicitamente,paragonarlo alla Passione di Gesù E’ questo che non quadra

    Mr Magoo

  29. utente anonimo says:

    Errata corrige;non evento paradigmatico ma evento fondante

  30. utente anonimo says:

    > Legare teologicamente le ragioni della frede a un qualsiasdi altro evento significa

    “non si muove foglia che Dio non voglia” lo dicevano pure lo nostre nonne.

    saluti

    Francesco

  31. MagU says:

    http://bareg

    [..] La Zingara Rapitrice e il breakdance di Rosa Russo Iervolino di Miguel Martinez – da kelebek.splinder.com Vi ricordate la storia della ragazza Rom, arrestata a maggio a Ponticelli vicino a Napoli, con l’accusa di voler rapire un bambino? All’epoca Ro [..]

  32. utente anonimo says:

    Per Francesco 30

    Quindi per te l’Olocausto è stato voluto da Dio ?

    Saluti ricambiati

    mr Magoo

  33. RitvanShehi says:

    >Per Francesco 30

    Quindi per te l’Olocausto è stato voluto da Dio ? mr Magoo< Non “voluto”. “Lasciato che accadesse”. E’ un concetto un pochino diverso. In leguleiese si chiama “omissione di soccorso”:-)

  34. roseau says:

    Ad maiorem Dei gloriam. Alalà.

    [..] Credevo, onestamente, di aver capito male. E invece. E’ ufficiale: padre Giulio Maria Tam, cinquantasettenne gesuita, formatosi nel seminario lefebvriano di Ecône, si candida a sindaco di Bologna per Forza Nuova. Ora, non sono preoccupata che vin [..]

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