Giancarlo Elia Valori e l’uso politico del Giorno della Memoria

L’altro giorno ho fatto il mio temino sul Giorno della Memoria. Dove dicevo, in sostanza, che chi vuole continuare a usare la testa oggi, deve separare nettamente la ricerca sulle stragi di cui sono state vittime gli ebrei sessant’anni fa, da tutto l’indotto mitico-mediatico-economico-politico di oggi, tra cui l’occidentalismo e il sionismo.

Giancarlo Elia Valori ha scritto diversi temini sullo stesso tema. Alcuni esplicitamente intitolati al Giorno della Memoria, altri dai titoli più generici.

Giancarlo Elia Valori si dedica alla geopolitica pratica con una torta
su cui è disegnato il mondo

Uno dei suoi scritti più significativi si chiama Olocausto. Domande e risposte e risale all’aprile del 2007.

Ricordiamo che l’ex-piduista Giancarlo Elia Valori, presidente di Sviluppo Lazio, della nascente banca Sviluppo del Mediterraneo, della Torno Internazionale, della T-System Italia, del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei Technologies Italia, della Fondazione delle Bioscienze (in collaborazione con l’Opus Dei) e dell’Associazione Italia-Francia, secondo il magistrato Luigi de Magistris sarebbe al vertice di una sorta di nuova P2, mentre un giornalista piuttosto serio si è chiesto se non sia lui l’uomo più potente d’Italia.

Quindi è una persona che vale la pena di ascoltare.

Notate come, per introdurre il tema, Valori passi subito dal "doveroso" pensiero alle vittime alle utili funzioni che la loro commemorazione deve avere oggi e che costituiscono l’essenza del suo scritto.

"Perché ricordare, oggi l’Olocausto?

Non si tratta certo, e comunque sarebbe doveroso, di ricordare il più efferato crimine di massa dei tempi moderni. Né la questione si pone solo riguardo all’entità colossale del crimine compiuto, e anche questo sarebbe comunque doveroso.

La vera questione, riguardo alla memoria dell’Olocausto, è che in esso si riassumono tutti i più profondi e stabili pericoli per la civiltà moderna e per la identità europea e occidentale. Negare la verità dell’Olocausto, significa banalizzare la vera grande crisi della società europea e occidentale nell’era moderna.

Quindi, ricordare l’efferatezza della Shoah è un modo per chiarire la differenza tra Occidente e barbarie, tra politica e sterminio, tra identità europea e valori universali di pace, tolleranza, libertà."

Giancarlo Elia Valori afferma così il ruolo politico – e non certo commemorativo – del "ricordo dell’Olocausto", come modo per "chiarire la differenza tra Occidente e barbarie".

Per coloro che pensavano che Hitler si ponesse un analogo obiettivo, cioè di salvare la "civiltà occidentale" dalla "barbarie asiatica" nonché dalle "infiltrazioni semitiche", Giancarlo Elia Valori inventa una teoria straordinaria.

"L’Europa antisemita" – dice – si è sempre pensata come Antieuropa, come propaggine estrema dell’Asia e dei suoi sistemi politici, incentrati sulla divinizzazione del Capo e sull’asservimento delle masse, come esplicitamente teorizzava Hitler (e non a caso i miti nazisti ariani della razza e del misticismo del Capo si ricollegavano all’oriente asiatico) e sulla economia predatoria dell’orda e della gerarchia delle razze."

Persino la guerra condotta da Hitler per fare dell’Europa orientale ciò che inglesi e francesi avevano fatto di quello che oggi chiamiamo il Terzo Mondo, viene miracolosamente capovolta di segno:

"Non a caso il delirio razzista di Hitler conduceva la sua Germania verso la conquista violenta del mondo slavo, per fornire gli “schiavi” al nuovo imperatore d’Occidente, e il ricongiungimento della sua “razza eletta” con il centro asiatico e l’Oriente. I miti sono importanti, e il mito razzista dell’arianesimo era la distruzione sistematica della civiltà moderna a favore della barbarie premoderna, e il ricongiungimento della penisola europea alla sua Hearthland [sic] asiatica."

Dopo aver spogliato così Hitler di mezzo Mein Kampf, Giancarlo Elia Valori procede a derubare gli ebrei di secoli di elaborazione culturale e religiosa, nonché di quelle che potremmo chiamare le loro radici orientali, per trasformarli in quello che piace a lui, cattolico veneto: [1]

"Perché l’Ebraismo era il liberalismo, l’autonomia individuale, l’economia del sovrappiù, lo sviluppo tecnico e scientifico."

E sotto sotto, ogni antisemitismo maschera il rancore dei ceti inferiori contro chi gode appunto dei frutti della "economia del sovrappiù":

"Ma sia nel regime mussoliniano che in quello nazista l’antisemitismo, sia pure con qualche ingenuità caratteristica anche delle classi dirigenti, era anche l’inconfessabile ossessione di “espropriare” quella parte della popolazione che sia la propaganda verso il basso che l’autorappresentazione delle classi dirigenti ritenevano essere “i ricchi” e i “borghesi”."

Giancarlo Elia Valori riesce a mettere insieme il presunto "asiatismo" e il presunto "anticapitalismo" del nazismo/fascismo in un’unica frase:

"Se per Hitler la distruzione dell’Europa avveniva tramite il suo ricongiungimento con l’Asia tramite il comando della “razza ariana”, per Mussolini, erede di una lunga tradizione, da Proudhon a Blanqui, di socialismo antisemita francese, lo stato totalitario anticapitalista e corporativo passava dalla eliminazione di coloro che “avevano inventato il capitalismo” come lo stesso Marx definiva gli Ebrei nella sua “Questione Ebraica”.

Al di là delle divertenti improvvisazioni storiche, il messaggio che Giancarlo Elia Valori vuole trasmettere è lampante.

Il male assoluto è l’antisemitismo, perché ha portato ad Auschwitz.

E che cos’è l’antisemitismo? E’ il "non Europa", cioè i mondi dominati economicamente, politicamente e militarmente da ciò che chiamiamo, più o meno impropriamente, l’Occidente. E l’antisemitismo  l’anticapitalismo e la critica delle ingiustizie sociali.

Il ricordo della Shoah – e in particolare il Giorno della Memoria, come ribadisce in altri scritti – deve servire perciò a mantenere il dominio insieme capitalistico e imperiale.

Sia chiaro, il ragionamento di Giancarlo Elia Valori  non è l’unica interpretazione possibile dell’olocausto; ma certamente persone come lui hanno i mezzi per fare sì che la loro diventi l’interpretazione dominante.

"Cosa c’è di nuovo e di vecchio nell’antisemitismo contemporaneo e nel negazionismo della Shoah?

Molto. Per i propagandisti dell’antisemitismo violento oggi negare la Shoah non è solo una sfrontata offesa alla verità storica, ma è un modo per escludere e marginalizzare l’Europa nei confronti dell’Oriente e del Mediterraneo. E, naturalmente, per isolarla dagli Stati Uniti, nei quali peraltro l’antisemitismo è forte pur avendo altre origini e miti, almeno rispetto al nazismo e al fascismo."

In altre parole, ciò che lui spennellando a caso chiama "antisemitismo" consiste nel tentativo di separare gli Stati Uniti dall’Europa, e di attenuare il controllo di entrambi sull’Oriente e sul Mediterraneo.

E qui, immancabilmente, Giancarlo Elia Valori ricorda "le affinità storiche e ideologiche tra nazismo e islamismo, la “Divisione Islamica” delle Waffen SS", tacendo ovviamente dei vent’anni di resistenza armata islamica – in Libia – contro il fascismo e i suoi precursori liberali.

"Si noti infine che il negazionismo della Shoah si basa su ideologi, di destra come di sinistra, che intendono distruggere lo Stato di Israele e quindi eliminare, come ha peraltro esplicitamente affermato il presidente iraniano Ahmadinedjad durante la Conferenza “scientifica” sull’Olocausto tenutasi a Teheran l’11 e 12 Dicembre 2006, la motivazione che giustifica, secondo il jihadismo e l’islamismo estremista, il rapporto tra Occidente e Stato Ebraico: il “senso di colpa” per l’Olocausto. Se si elimina, con la propaganda, questo “senso di colpa” che permette all’Europa di sostenere Israele, allora lo Stato Ebraico si indebolisce talmente da essere posto alla mercè dell’Islam, che deciderà a quel punto di porre i pochi Ebrei rimasti in Israele in stato di dhimmitudine, di servaggio verso i musulmani, o addirittura di eliminarli durante una “guerra santa” vera e propria. Isolare e circondare Israele, questa è la strategia di tutto l’Islam oggi, anche quello meno radicale, per poi eliminare lo Stato Ebraico e, tramite questo, il servaggio dell’Islam verso l’Occidente e la sua arretratezza."

Giancarlo Elia Valori attacca in particolare il cosiddetto negazionismo dell’Olocausto.

Qui notiamo un comportamento che abbiamo visto molto spesso altrove: si dice con forza che il "negazionismo" sarebbe un tremendo pericolo, che va soppresso a tutti i costi. E lo si dice con tanta forza, da rendere nota al mondo intero l’esistenza del "negazionismo" stesso. Alzi la mano chi ha conosciuto Robert Faurisson, almeno la prima volta, per ciò che ha scritto e chi invece ne ha sentito parlare per la prima volta nei media che lo denunciavano.

Giancarlo Elia Valori quindi prende di petto un fenomeno molto più marginale dell’ufologia in Occidente, per disegnare una caricatura di quella che è la critica – diffusa e istintiva in tutto il "Terzo Mondo" – alla religione civile dell’Olocausto, che è strutturalmente legata al dominio occidentale e non solo per via delle sue ricadute sulla questione palestinese.

In un certo senso, Giancarlo Elia Valori non ha torto: è assai facile che persone che non sono storici di professione, dalla Bolivia a Beirut, dicano, "e se questo racconto che sancisce la nostra esclusione fosse tutta una balla?" Anche le vittime di preti pedofili tenderanno ad accettare acriticamente la tesi di chi dice che Gesù non è mai esistito.

Infatti, non è certo la lettura dei testi dei revisionisti o negazionisti, con le loro minuziose e noiosissime elencazioni di documenti, a creare questa situazione.

Dice Giancarlo Elia Valori:

"Il fine politico e strategico è quello di eliminare il nesso psicologico tra il sostegno ad Israele e lo sdegno per la Shoah nelle pubbliche opinioni occidentali."

Un’affermazione che potremmo leggere anche al contrario: l’incessante uso strumentale di un discutibile nesso tra cittadini tedeschi, polacchi, italiani e francesi massacrati dai nazisti e uno stato mediorientale nato dopo la fine del nazismo è il più potente generatore di sospetti nei confronti di quello che possiamo chiamare il racconto ufficiale dello sterminio ebraico. Se usano lo sterminio ebraico come pretesto per uccidere la mia famiglia, per impedirmi di muovermi o per radere al suolo la mia casa, comincerò a pensare male di tutta la storia.

Quindi per difendere il capitalismo, il dominio euroamericano e lo stato d’Israele occorre "combattere questa nuova cultura dell’odio [2] antiebraico, antisemita e antisionista".

E qui Giancarlo Elia Valori salta acrobaticamente dalla difesa della storicità della Shoah dal negazionismo, alla difesa delle ragioni dello stato d’Israele. Subito dopo aver detto che senza la cultura della Shoah non ci può essere Israele, ribatte ai "negazionisti" che non c’è un rapporto tra le due cose (esattamente come affermiamo noi):

"Non c’è collegamento diretto tra Shoah e presenza ebraica in Medio Oriente, essendo le comunità ebraiche già piuttosto diffuse durante l’Impero Ottomano e durante la sua dissoluzione alla fine della Prima Guerra Mondiale. C’è naturalmente un collegamento tra Olocausto e fuga da crimini immensi, ma il progetto sionista nasce prima del nazismo e del fascismo, con Theodor Herzl, giornalista viennese e ebreo, che presenzia al processo contro Dreyfus. E la serie di pogrom contro gli Ebrei in Palestina inizia ben prima della “soluzione finale”.

Seguono una serie di luoghi comuni sul conflitto israelo-palestinesi che vi risparmio.

E poi:

"Ma gli altri, gli Europei, che cosa possono fare contro questa “propaganda dell’odio” [2] e il negazionismo?

Molto. Intanto, le scuole e l’università possono chiarire la differenza tra la verità e la falsità, cosa che peraltro non accade molto spesso. Gli “intellettuali”, termine ormai consunto, devono essere in qualche modo costretti, da una sorta di versione filoebraica del politically correct, a non dire eccessive sciocchezze."

E via sulla necessità di creare uno scudo culturale attorno a Israele, anche mobilitando la "pop culture":

"La straordinaria importanza del discorso politico e delle relazioni internazionali nella cultura occidentale contemporanea dovrebbe fare in modo che i partiti politici e i mass-media organizzassero dei codici di comportamento nei quali, pur garantendo, naturalmente, la libertà delle più diverse opinioni, si garantisse peraltro la verità storica da manipolazioni tali da far impallidire il “Codice da Vinci”. […]

Poi, la pop culture e i mass-media che Susan Sontag definiva low brow dovrebbero produrre e ospitare segnali che permettano una politica di controinformazione forte e veritiera contro il negazionismo e l’antisemitismo. Si pensi cosa fu per la simpatia del grande pubblico verso Israele l’apparizione di un film come Exodus nel 1960. Ecco, invece di produrre un continuo flusso di autocritica, più o meno fondata storicamente, come è anche il caso del testo di Ariel Toaff su San Simonino da Trento, “Le Pasque di sangue”, avrebbe senso diffondere la cultura non della colpa immaginaria (si veda a questo proposito anche il film Munich di Spielberg del 2005) ma semmai la cultura della partecipazione ebraica alla modernizzazione del Medio Oriente e alla democrazia."

Per i più indomabili, Gianfranco Elia Valori ricorda che ci sono sempre il carcere e l’emarginazione sociale:

"Anche una maggiore percezione, senza creare vittimismi, che proclamare il negazionismo è un reato e, ancora peggio, una affermazione socialmente disdicevole e ridicola, sarebbe di grande aiuto."

Anche Giancarlo Elia Valori sottolinea l’importanza della creazione di quella che abbiamo chiamato la Moschea Patriottica Islamica – cioè la costruzione da parte dei ministeri degli interni europei di una sorta di chiesa islamica in cui ficcare i migranti:

"Inoltre, l’Occidente dovrebbe sostenere tutte quelle aree dell’Islam che, come spesso si legge nei media, non ne possono più dell’antisemitismo negazionista. Invece di mantenere bene alcuni teorici del jihad in Europa, e magari nominarli consulenti dei governi, sarebbe bene che l’Europa e i suoi governi meno distratti sostenessero e fornissero canali di diffusione alle idee degli Imam e degli sceicchi che non distorcono la tradizione islamica nella direzione della “guerra continua” contro Israele e del negazionismo paradossale, collegato alla sua esaltazione, della Shoah."

E poi si chiede:

"Ma la ricerca storica sull’Olocausto, come si può diffondere nei mass-media più popolari e
come può essere diffusa nel mondo islamico che ascolta e legge i media occidentali?"

Occorre ribadire la verità storica della Shoah, certo, ma anche che:

"Israele è il centro della difesa europea oggi, domani e per il prossimo prevedibile futuro, che Israele è al centro della difesa dell’Europa dal jihad e dai ricatti gasiero-petroliferi, che senza Israele la pressione dell’Islam in Europa diverrebbe presto intollerabile e porterebbe al collasso economico, ecologico e demografico, che Israele e gli Ebrei sono una delle parti essenziali della civiltà europea, e questo non a causa della Shoah, ma di quello che la Shoah ha dimostrato a tutti noi."

Nota:

[1] Su questo tema, a mio avviso decisivo, posso solo invitare di nuovo alla lettura del libro di Yitzhak Laor, Il nuovo filosemitismo europeo e il «campo della pace» in Israele.

[2] Eccola lì, la parolina!

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11 Responses to Giancarlo Elia Valori e l’uso politico del Giorno della Memoria

  1. Ulisse9 says:

    Ciao Miguelgli ultimi tuoi post trattano dello stesso problema, sia pure partendo da eventi differenti, per cui ti lascio un solo commento:

    La realtà è che il movimento massonico sionista ha preso come spunto la giornata del ricordo per una capagna mediatica volta a riabilitare, in qualunque modo e con qualunque bugia, lo Stato di Israele agli occhi della pubblica opinione occidentale e giustificare così i crimini commessi a Gaza.

    Ha mobilitato tutti i media asserviti (praticamente tutti uelli ufficiali), i quali si sono ben guardati dal comunicare le incursioni israeliane, dopo il cessate il fuoco, ma hanno enfatizzato “l’ attacco(?)” ad una pattuglia israeliana, pretesto e giustificazione per ulteriori raids.

    Hai, per caso, sentito parlare sui media degli arresti di palestinesi in cisgiordania? Oppure del trasferimento in località segrete di palestinesi “arrestati” a Gaza? O del divieto per la Croce Rossa Internazionale di verificare le condizioni in cui questi prigionieri sono tenuti? Io queste informazioni le ho trovate solo in rete (segnalo particolarmente INFOPAL e Arab Monitor, oltre che questo sito. mi scuso se ho dimenticato qualche altro sito).

    Si può informare il mondo dei crimini commessi dallo Stato di Israele? NO!

    Altrimenti si è antisemiti, e come tali da perseguire penalmente e da essere emarginati, come consiglia il “grande piccolo maestro” Elia Signori.

    Buona giornata

  2. PinoMamet says:

    Valori, in fondo, sarebbe un perfetto antisemita.

    “Perché ricordare oggi l’Olocausto? Perché ci fa comodo!

    Perché ci stanno sulle palle gli ebrei? Perché hanno i soldi!

    Perché dobbiamo aiutarli?

    Perché hanno i soldi!

    E poi perché tengono a bada gli arabi!”

    Ciao!

  3. kelebek says:

    Per Ulisse n. 9

    Tangenzialmente, non concordo con l’espressione “massonico sionista”.

    Certo, come due realtà non cattoliche in Italia, massoni ed ebrei si sono trovati a volte accomunati.

    I massoni sono poi storicamente dei liberali in senso lato, sostenitori del tipo di stato che nei fatti meglio dirige il traffico in un sistema capitalistico, per cui hanno un certo eurocentrismo, che di questi tempi può far propendere per il sionismo.

    Infine, il ceto sociale tipico della massoneria – quello dei professionisti – genera una certa identificazione occidentalista.

    Detto tutto questo, conosco diversi massoni che sono nettamente antisionisti.

    Compresi alcuni – vedete la complessità del mondo – che temono la coalizione tra sionisti, clericali italiani e fondamentalisti evangelici americani.

    Insomma, al di là delle esternazioni di singoli massoni, non credo che si possa parlare di una linea sionista nella massoneria.

    Miguel Martinez

  4. utente anonimo says:

    Mah, diceva Federico II di Prussia, lui stesso massone, che «la massoneria è un grande nulla». Ci si trova di tutto.

    P2 e robe varie a parte, quello che davvero mi scandalizza di tutto ciò è il rimescolamento globale che stanno facendo di storia, geografia, filosofia, teologia…

    E come se l’immaginario degli uomini vissuti solo qualche decennio prima di noi fosse completamente inesistente..

    … insomma, come se stessero cercando di dirmi: quelli che tu credevi fossero i tuoi nonni (morti da un pezzo), ecco, in realtà erano uomini di Neanderthal, un’altra razza, estinta da un pezzo…

    L’ufologia comincia a diventare quasi più verosimile…

    pgls

  5. PinoMamet says:

    Una domanda:

    chi pensa per Giancarlo Elia Valori?

    Voglio dire, uno così impegnato in infrociamenti e mani in pasta, con un piede in tutte le scarpe, presidente di questo e di quello, dove trova il tempo per scrivere e leggere anche Susan Sontag?

    Va bene che la maggior parte saranno sinecure;

    ma siamo sicuri che il pensiero di Valori sia proprio interamente pensato da Valori?

    Tutta farina del suo sacco?

    Non voglio essere così ingenuo da credere che un arcicialtrone, solo per essere modello ideale del perfetto cialtrone mani-in-pasta italico, debba per forza essere idiota, lungi da me;

    un idiota non sarebbe mai giunto a quel grado di potere.

    Ma ho come l’impressione che non sia da solo. Certo ci metterà del suo, ma qui siamo su tutt’un altro piano rispetto ai “paesaggi dipinti da Giotto”, ecco.

    Ciao!

  6. Ulisse9 says:

    Miguel,

    come dice gpls, nella massoneria c’è un pò di tutto: anche degli antisionisti. Però, secondo me, sono almeno 70 anni che gli interessi sionisti e di una gran parte della massoneria sono coincidenti.

    Ciò non significa che andranno sempre d’accordo, però per il momento…

    Ciao

  7. utente anonimo says:

    caro miguel,

    quella che tu chiami “minuziosa e noiosissima elencazione di documenti” non è altro che il vero lavoro dello storico. con che si fa la storia, se non con i documenti? quindi, seppure l’effetto non è quello voluto, la tua definizione della storiografia revisionista equivale a un vero complimento!

    detto questo considero OTTIMA la serie degli articoli che stai scrivendo su questo personaggio inquietante.

    andrea carancini

  8. utente anonimo says:

    conosco personalmente il vero autore di uno degli ultimi libri di GEV,mi chiedo quindi se non sia più corretto andar a caccia del gosth writer (o “negro”, come si diceva una volta) piuttosto che prendersela col povero Valori che dalla P2,ricordiamolo,fu espulso(perchè voleva far le scarpe a Gelli,ma è un’altra storia).

    mb

  9. utente anonimo says:

    Probabilmente Martinez conosce una mail sull’Olocausto che gira da mesi, ma che a me è arrivata solo oggi da una vecchia amica, per nulla sprovveduta, e proveniente da una fonte che sembrerebbe CGIL. L’amica me l’ha inoltrata credo senza leggerla (perlomeno attentamente) e di questo l’ho già rimproverata. Perché, al di là di mostrare vecchie e famose foto dei campi di sterminio (e questo naturalmente va benissimo) contiene un messaggio pieno di affermazioni false, razziste e manipolatorie della realtà storica.

    Qui sotto la parte del messaggio contenente (in maiuscolo) le affermazioni che ho così definite.

    QUESTA SETTIMANA, IL REGNO UNITO HA RIMOSSO L’OLOCAUSTO DAI PIANI DI STUDIO SCOLASTICI poichè “offendeva” LA POPOLAZIONE MUSULMANA, CHE AFFERMA CHE L’OLOCAUSTO NON È MAI ESISTITO…

    Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 MILIONI DI EBREI, 20 MILIONI DI RUSSI, 10 MILIONI DI CRISTIANI, E 1900 PRETI CATTOLICI che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, NEL MENTRE LA GERMANIA E LA RUSSIA VOLGEVANO LO SGUARDO IN ALTRE DIREZIONI.

    Non credo sia necessario spiegarlo a te, ma visto che persone in buona fede, per un riflesso condizionato di “olocaustismo”, si prestano a far girare queste cose, riporto quanto ho scritto alla mia amica:

    1) Non risulta in alcun modo che Il regno Unito abbia eliminato l’Olocausto ecc. “per non offendere i musulmani” (insinuazione “eurabica” che è il vero scopo della falsa notizia)

    2) dire “la popolazione musulmana, che afferma che l’Olocausto non è mai esistito” – è un linguaggio speculare a quello di chi dicesse: “gli ebrei, i quali fanno, affermano ecc.” cioè che attribuisce

    a una collettività indifferenziata e in modo assoluto una certa posizione.

    3. L “6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati ecc.” Davvero singolare questa lista, che include 10 milioni di cristiani, non si sa bene calcolati

    in che modo, quando è noto che i nazisti non ammazzavano nessuno in quanto “genericamente” cristiano e e le loro armate avevano fior di cappellani e anche i 1900 preti cattolici furono uccisi non in quanto tali ma per quello che facevano.

    Ma è evidente che lo scopo di questo messaggio è appunto quello di accreditarsi presso un pubblico “genericamente” cristiano… e benpensante. Non a caso dalla lista con i fantomatici 10 milioni di cristiani sono invece spariti i due milioni e mezzo di comunisti, il milione di zingari e il mezzo milione di omosessuali, malati mentali ecc., UCCISI IN QUANTO TALI… ma che forse disturbavano nell’elenco.

    4. “nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni”. Qui davvero non si capisce cosa voglia dire questa frase che accomuna Germania e Russia in un volgere lo sguardo

    in altre direzioni. È semplice analfabetismo storico (visto che tra l’altro allora la Russia non esisteva) o peggio?

    tomar (non frequento molto i blog, ma dato che questo è il nick che ho usato su quello di georgiamada, uso lo stesso anche qui)

  10. utente anonimo says:

    Voglio porvi in attenzione un fatto grave che sta per succedere con tutti quanti e che non ho visto sul tuo sito. E mi scuso se hai parlato sul sito, ma non ho visto.

    Comunque, si tratta dei documenti elettronici.

    Da qualche mese, in Romania succedono cose strane per quello che riguardano le leggi imposte di nascosto per i documenti elettronici.

    Il primo appello ai rumeni di non riceverli, è stato fatto da un Prete da un Monastero, molto dedicato a Gesù e al popolo.

    Subito dopo hanno iniziato piano piano a svegliarsi i rumeni che non vorrebbero questi documenti. In Romania hanno fatto diverse manifestazioni per fermare questa legge. Abbiamo fatto diverse petizioni, siamo arrivati a cca 500.000 firme contro i microcip che il passaporto/patene contiene. Ma nulla è successo a favore dei rumeni. Anzi. la legge per il passaporto e la patente elettronico è stata proposta di nascosto, la legge poi è stata votata e in più, dal 2011 dobbiamo anche farci il documento d’identità con il microcip. Questo con tutte le manifestazioni e le firme. Adesso, l’unica cosa che si può fare è fare altre firme per un referendum. Che ovviamente scarteranno. Perchè il governo rumeno hanno ordini chiari da parte dell’Unione o America e nulla gli fermerà.

    So che anche a voi vogliono sostituire i vecchi documenti con quelli nuovi e che sono presentati come delle “salvagente” per la sicurezza contro il terrorismo e altre cavolate. Ma state attenti, per favore. Perchè sono tutte balle. Se sarebbe tutto vero, come mai i governatori di tutti stati e le loro famiglie non dovranno farsi questi documenti ?

    Adesso, ecco quali sono i nostri argomenti. Perchè non siamo daccordo :

    La nostra libertà non sarà più completa. Quelli che sorvegliano hanno accesso ai nostri dati e gli possono modificare dopo il loro buon gusto.

    I documenti elettronici aprono la strada di una nuova database attraverso il microcip contenente nei documenti, verso un controllo totalitario del tipo “Grande Fratello”

    Il Microcip- il dispositivo elletronico- di tipo RFID (radio frecquency identification) ritiene le informazioni del proprietario del documento che possono essere letti DA CHIUNQUE PERSONA se ha un dispositivo adatto: vedi i lettori che nei supermercati usano per leggere il codice di barre. Oppure anche quei dispositivi che sono messi all’entrata/uscita di un negozio per impedire che qualcuno ruba un prodotto.

    Il documento con il RFID incorporato, non lo potremo nascondere. Nel senso che può essere letto da una distanza di 7-10 metri e attraverso persino i muri, le nostre borse, zainetti, portamonete, etc. Quindi, ATTENZIONE !

    Le informazioni ritenute possono essere: nome completo, indirizzo, conto bancario, multe passate, antecedenti penali, antecedenti mediche, impronte digitali, lo stato di salute attuale, lo scan dell’occhio, etc. Informazioni che possono essere modificate secondo il desiderio di chi ha accesso al queste info. Se ho capito bene, il proprietario del documento non può modificare nulla.

    Argomenti legali:

    In Romania, ci sono alcuni articoli nella Costituzione rumena dove parla della libertà dell’individuo, sicurezza della persona, libertà di espressione, di informazione, il diritto alla libera circolazione.

    Non si tiene conto dell’articolo 7,8,10 dal libro dell’Unione Europea riguardo alla libertà e il rispetto per la vita privata della persona, la protezione dei dati con il carattere personale, la libertà di pensare, la libertà religiosa.

    La monitorizzazione attraverso i Microcip può trasformare l’intera umanità in un prigione invisibile, dove tutti quanti saremo sotto il sospetto di essere dei potenziali criminali o terroristi.

    Argomenti tecnici:

    I Microcip, a causa della loro vulnerabilità davanti agli hackers, sono un “regalo” per i terroristi (se esistono davvero) e anche per quelli del crimine organizzato.

    Argomenti medicali:

    La possibilità di modificare i dati medicali (il gruppo sanguino, oppure altri parametri fisiologici dell’organismo).

    Per i microcip impiantati

    Possono essere indotti fenomeni di illusione, aggressività, letargia,

    Possono modificare i livelli ormonali, secondo il piacimento di chi ha accesso.

    Possono produrre sterilità e impotenza.

    Possono produrre cancro nei tessuti vicini al microcip.

    La possibilità di discrimanazione sui basi raziali e di ADN.

    Argomenti religiosi.

    Il microcip non è altro che il marchio dell’anticristo (vedi l’Apocalissi 13, quella non modificata) ed è fatta sotto l’identità e il viso della persona, che la accettiamo con la nostra firma.

    Noi, al Santo Battesimo, siamo stati battezzati nel nome di Dio, con lo Spirito Santo e il nostro nome è passato nel santo Libro della Vita di Dio, se noi accettiamo questo marchio dell’anticristo rinunciamo allo Sprito Santo, che Dio, con tanto amore ce L’ha dato. Ed è un peccato che Dio non può perdonare.

    Fino adesso, abbiamo ricevuto delle card e altri simili per farci abituare con l’idea.Alcuni hanno già ricevuto questi documenti con il microcip, passaporto, documento d’identità, la patente. E il passo seguente sarà l’unificazione di tutti questi documenti in uno solo: il microcip impiantato con la scusa che così non si può rubare, o se qualcuno ha un emergenza medicale e non può parlare, all’ospedale, scannerizando il microcip, si potrà vedere a quali medicine è allergico e così via. Il Microcip – il marchio di cui la Bibbia ci ha parlato 2000 anni fa. In America hanno già iniziato a impiantare la gente.

    Se noi accettiamo adesso i documenti elettronici, sarà difficile scappare dai microcip impiantati. Perchè già loro avranno abbastanza informazioni su di noi, sufficienti per beccarci e per ricattarci .

    Io sono stupita che qui, pochissima gente fa qualcosa, quando in Grecia, Serbia, America, i soldati d’Inghilterra lottano per rifiutarli.

    Lo dobbiamo fare, dobbiamo lottare per non accettare che questi documenti siano obbligatori. E’ il nostro dovere. Abbiamo il dovere di lottare per i nostri popoli, per i nostri bambini. Per le future generazioni che ci giudicheranno in base alle scelte di oggi.

    Sai, se vuoi materiale per parlarne sul tuo sito, vedi Katherine Albrecht che ha fatto studi sul sistema RFID, ha trovato documenti che attestano che le elite vogliono seguirci dappertutto, inserendo dei lettori RFID nei muri, nei bagni pubblici, nei ristoranti, etc, così da seguire ogni movimento nostro. Lo vogliono inserire persino su ogni prodotto che noi compriamo, così da vedere le nostre abitudini. Insomma, se voi volete fare qualcosa, per far sapere alla gente italiana, io vi aiuto volentieri con quello che io so e con quello che mi è possibile fare. Resta a voi la decisione di promuovere questo apello, di informare la gente su quanto è pericoloso lasciare gli altri che pensino per noi. Loro nn hanno nessun diritto. Prima di finire la mia mail, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato leggendo questa mail e mi scuso per gli eventuali errori. Spero, inoltre di sentire notizie da te.Cordialmente,Cristina

  11. utente anonimo says:

    Prima di pubblicare una notizia dovreste verificarne la veridicità.
    Mi riferisco alla seguente: Il Regno Unito ha rimosso l’Olocausto  dai piani di studio scolastico.
    Notizia smentita anche dalla RSI Rete TRE – CH
    E’ vergognoso speculare su un evento come quello dello sterminio di milioni di persone.

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