Corrompere e dividere gli arabi

Da Obadiah Shoher, Samson Blinded: A Machiavellian Perspective on the Middle East Conflict:

“Corrompere gli opinion maker arabi. Invitarli nelle capitali del mondo, farli incontrare con funzionari di alto livello, concedere loro l’attenzione dei media, soprattutto bisognerebbe offrire buoni posti di lavoro in aziende israeliane, in patria e all’estero, a giovani attivisti e membri dell’intelighentsia palestinese dovrebbero. Questo ha funzionato per la maggior parte degli hippy americani e dovrebbe funzionare con i nazionalisti arabi. Venderebbero la propria patria per un po’ di fama.Israele dovrebbe dividere e corrompere gli arabi conferendo loro onorificenze, in apparenza senza rapporto con la politica. Fornire borse per lo studio all’estero, pubblicare le loro opere scientifiche tramite fondazioni israeliane e sostenere le loro associazioni benefiche. I premi dovrebbero essere concessi in modo arbitrario, in modo che tutti possano aspirare e che i perdenti sospettino che i vincitori siano collaborazionisti”.

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13 Responses to Corrompere e dividere gli arabi

  1. utente anonimo says:

    Mi pare che la miglior risposta al tuo post sia questo articolo.

    http://rosalucsemblog.blogspot.com/2009/01/il-comic-relief-di-martinez-kattivo-e.html

    francesco

  2. PinoMamet says:

    “Martinez è tanto cattivo e gli antisionisti sono antisemiti che leggono i protocolli dei savi di sion e odiano i carciofi alla giudia”

    Questa deve essere la parte obbligatoria.

    “Obadiah tal dei tali non esiste”

    questa è la parte poco convincente: magari non conterà un cazzo, ma mi pare sia citato perché esprime quella che, nei fatti, è la politica israeliana, mica perché la decida lui.

    “la teoria di Obadiah-come-minchia-si-chiama fa ridere”

    questo è falso, basta vedere Magdi Allam: ripeto, non sarà Obadia a deciderlo e non è detto che si faccia con coerenza tutto quello che dice, ma infiltrare e corrompere i potenziali avversari si fa da sempre, cosa c’è di strano?

    Magari Israele non è neppure abbastanza furbo per seguire regolarmente questa politica, ma la colpa è di Israele, mica di Obadia che gliela indica.

    Ciao

  3. PinoMamet says:

    Insomma, se fossi un filo-sionista, non sarebbe tanto strano che gridassi “dieci-cento-mille Magdi Allam!”

    Di tutte le teorie obadiache, questa forse è quella che Israele, nei fatti, segue meno, almeno mi pare.

  4. utente anonimo says:

    magari la parola “corrompere” è un po’ brutale, ma penso anch’io che sarebbe meglio se israele offrisse ai palestinesi borse di studio e posti di lavoro piuttosto che missili e bombe.

    roberto

  5. utente anonimo says:

    Miguel

    la cattiveria della causa israeliana emerge con tale chiarezza dal testo di questo tuo amico che non posso esimermi dal chiederti: lo hai inventato tu?

    L’assoluta certezza che solo la piena malafede è utile a Israele è tipica di MM & friends, direi quasi della peggiore propaganda araba riportata qui da qualche volenteroso.

    Però magari sono io a pensare male

    Ciao

    Francesco

  6. utente anonimo says:

    Cristo aveva detto a qualcuno che avevano come padre il diavolo : se non ricordo male la parola deriva dal greco diaballein che significa separare, dividere.

    Leo

  7. kelebek says:

    Per Francesco n. 6

    Sei tu che sei un moralista.

    Innanzitutto, Obadiah Shoher non rappresenta affatto la causa sionista, bensì alcune riflessioni personali sulla causa sionista.

    Secondo, a parte parlare in modo chiaro, non vedo cosa dica di peggio rispetto a ciò che è da sempre la politica.

    Ha in meno la fuffa e questo, moralmente, va a suo onore.

    Casomai, è utile per capire meglio il senso di determinate politiche israeliane, ma non è certo condannabile moralmente.

    Miguel Martinez

  8. utente anonimo says:

    Pino,

    – Magari Israele non è neppure abbastanza furbo per seguire regolarmente questa politica —

    O forse non intende farlo.

    Comunque, non ho ben capito: sto tizio è un politico o un intellettuale? il nome è in realtà uno pseudonimo o è il suo nome vero?

    Z.

  9. controlL says:

    È strano ma non troppo. Togliete la parte “machiavellica” a questa descrizione e consideratela come parte d’un memorandum interno d’una lobby palestinese in israele. Sarebbe la descrizione della lotta politica dentro l’“impossibile” stato binazionale. Avevamo già visto questo fantasma uscire con ben altro meraviglioso spirito nel rabbino ultraortodosso. Se si “delira”, s’esce dal seminato cioè, ci si può avvicinare, persino inconsapevolmente in questo in caso, all’intuizione che non è detto che si debba gettare sempre lo stesso seme.p

  10. kelebek says:

    Per Z. n. 8

    Lui dice di essere un avvocato e un politico. Per i suoi ammiratori, è l’erede del rabbino Kahane, altri criticano invece la sua sostanziale laicità.

    Per me potrebbe anche essere un qualunque anonimo blogger che non conta niente, ma riesce a esprimere in maniera sintetica dei concetti interessanti.

    E che non sono affatto immorali, ma solo e dichiaratamente amorali.

    Comunque, se conoscete l’inglese, leggete il suo libro – e anche il suo blog – direttamente:

    http://samsonblinded.org/

    Io ho tradotto solo qualche piccolo brano. Ovviamente dietro c’è tutto un ragionamento, peraltro ben svolto, sul rapporto tra etica e politica, che trovate nel suo libro.

    Miguel Martinez

  11. Peucezio says:

    Sì, gli hippy americani e i nazionalisti arabi sono quasi la stessa cosa, ciò che funziona con gli uni, automaticamente funziona anche con gli altri, come dubitarne?

  12. utente anonimo says:

    Miguel,

    grazie delle informazioni :-)

    Z.

  13. utente anonimo says:

    >> non vedo cosa dica di peggio rispetto a ciò che è da sempre la politica.

    quindi tu di cosa ti occupi? non vedo molta “politica” di questo genere nel tuo blog

    Francesco il Moralista (come suona bene, grazie)

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