USA e Israele, al di sopra di ogni legge

La legge si applica ai sudditi.Non si applica ai sovrani assoluti, che devono rendere conto solo a Dio.

Lo diceva Bossuet, teologo di corte di Luigi XIV, lo confermano gli Stati Uniti e Israele:

GAZA: CORTE AJA, NON PUÒ INDAGARE SU EVENTUALI CRIMINI (ANSA) – BRUXELLES, 14 GEN – La Corte internazionale di giustizia dell’Aja non ha alcun potere per indagare su eventuali crimini di guerra compiuti nella Striscia di Gaza. Lo afferma in una nota il procuratore della Corte, rispondendo così ad alcune associazioni per i diritti dei palestinesi che si sono appellate ai giudici dell’Aja denunciando in 19 giorni di guerra «l’uccisione e il ferimento di centinaia di palestinesi, inclusi donne e bambini». Il procuratore ha spiegato che la giurisdizione della Corte si limita ai crimini di guerra, ai crimini contro l’umanità e al crimine di genocidio eventualmente commessi sul territorio di uno Stato membro o da uno Stato membro. E Israele, come gli Usa, non sono tra i 108 Paesi che hanno firmato lo Statuto che nel 2000 ha dato vita alla Corte internazionale dell’Aja. Dunque, nessuna possibilità di indagare autonomamente al di fuori degli Stati membri. Ma il procuratore spiega, comunque, come i crimini commessi in altri Paesi potrebbero essere indagati dalla Corte solo se gli Stati non membri interessati dai fatti lo accettino volontariamente oppure in seguito a un preciso mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu. (ANSA).

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13 Responses to USA e Israele, al di sopra di ogni legge

  1. utente anonimo says:

    non vedo alcun rapporto tra l’introduzione e il testo

    il che annulla il valore che potrebbe avere il testo

    come spesso ti capita

    Francesco

  2. kelebek says:

    Per Francesco

    Il problema non sono io, sono i tuoi occhiali.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    Francesco,

    se il testo ha valore, ce lo ha a prescindere dall’introduzione, giusto?

    Su, dicevi che ti saresti impegnato…

    :-)

    Z.

  4. Peucezio says:

    Però ci sono i singoli stati.

    Visto che ormai si è fatto scempio del principio di territorialità, di non retroattività, di positività del diritto penale, per cui uno può essere condannato per un atto compiuto in un paese diverso da quello del tribunale che lo persegue, per una legge promulgata dopo tale atto e altrove, una volta tanto si potrebbe applicare tale arbitrio a chi di arbitri ne compie tanti.

    E visto che le responsabilità non sono dei militari, ma dei politici i cui ordini i militari eseguono, basterebbe che Olmert o qualcuno dei suoi atterrasse in un paese che decidesse di essere un po’ coraggioso e finirebbe dentro come è successo a Pinochet a Londra (con la differenza che Pinochet non era più nessuno, oltre ad essere un vecchio ultraottantenne, quando qualcuno decise di vendicarsi tardivamente).

    Il fatto però è che lì i governanti sono espressione della stragrande maggioranza di un popolo, che era a favore di questa guerra, come di tate altre atrocità. Quindi bisognerebbe processare qualche milion di persone.

    Alla fine il processo non lo farà nessuna corte, lo farà la storia prima o poi, quando gli israeliani non saranno più i più forti (nessuno rimane forte per sempre) e il più forte di allora restituirà loro il debito con tanto d’interessi.

  5. RitvanShehi says:

    >Alla fine il processo non lo farà nessuna corte, lo farà la storia prima o poi, quando gli israeliani non saranno più i più forti (nessuno rimane forte per sempre) e il più forte di allora restituirà loro il debito con tanto d’interessi.Peucezio< Vade retro blasfemo!:-) Non lo sai che gli interessi sono haram per Hamas?:-)

  6. RitvanShehi says:

    >non vedo alcun rapporto tra l’introduzione e il testo. il che annulla il valore che potrebbe avere il testo. come spesso ti capita.Francesco< Detesto prendere le difese di Miguel:-), ma visto che Z., fine leguleio, non ti chiarisce il nesso fra introduzione migueliana e testo dell’agenzia, mi tocca farlo io.
    Cito la chiosa finale dell’ANSA:

    “Ma il procuratore spiega, comunque, come i crimini commessi in altri Paesi potrebbero essere indagati dalla Corte solo se gli Stati non membri interessati dai fatti lo accettino volontariamente oppure in seguito a un preciso mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu.”

    Allora, che Israele accetti “volontariamente” di sottoporsi al giudizio dell’Aia è fuori questione (anche se io preferirei che Israele lo facesse, poiché molto probabilmente e se la Corte fosse imparziale verrebbe assolto).

    L’introduzione di Miguel, invece, è molto attinente alla situazione in cui qualcuno chiedesse un “mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu” per portare Israele davanti alla Corte dell’Aia. Dici che il sullodato CS ONU lo concederebbe? E se no, indovina un po’ per il veto di chi? Appunto:-). Come diceva Bossuet….:-)

  7. utente anonimo says:

    Scusate ma se USA e Israele non sono nel club (club in cui si entra per scelta volontaria) dove sta lo scandalo se non accettano le regole del club?

    E appunto perchè è un club a ingresso libero, le sue regole non possono essere considerate leggi (corigetimi si sbaglio, grazie)

    Francesco

  8. PinoMamet says:

    …”(anche se io preferirei che Israele lo facesse, poiché molto probabilmente e se la Corte fosse imparziale verrebbe assolto)…

    Ritvan Shehi”

    Io penso che non verrebbe assolto manco per niente, invece; e evidentemente il governo israeliano la pensa come me :-)

    Sennò, vorresti mettere che colpaccio di immagine? Mi presento volontariamente e vengo pure assolto. Io lo farei subito!

    Ah già: la Corte non è imparziale, immagino sia la tua obiezione. Perché, che ha la Corte di Aia per fartelo pensare? è presieduta da notori antisemiti?

    Goebbels, Eichmann, o, Dio non voglia, Blondet in persona?

    O lo diciamo, che è prevenuta e non imparziale, così, in via preventiva?

    ;-)

    Ciao!

  9. PinoMamet says:

    Francesco,

    io non sono un giurista, ma a occhio ti do ragione: eh già, Israele e USA non sono nel club.

    Non ci pensano manco per sbaglio, di entrare nel club dei pezzenti!

    Quella corte lì va bene per giudicare gli altri, mica loro.

    Ciao!

  10. utente anonimo says:

    Assolto, condannato… bisognerebbe conoscere bene le leggi sostanziali applicabili e la relativa procedura per effettuare una previsione ragionevole.

    Il fatto che Israele rifiuti di divenire parte del “club” – e dunque di essere giudicato – non lascia però presumere la sua fiducia in una pronuncia favorevole.

    Vedremo che farà Obama sulla questione del “club”, che a suo tempo già causò qualche attrito col Canada se non ricordo male.

    Z.

  11. utente anonimo says:

    Pino

    ma USA e Israele hanno denunciato qualcuno a quella corte?

    allora li si potrebbe accusare di incorerenza e di voler essere al di sopra di una legge che altrimenti applicano

    Francesco

  12. RitvanShehi says:

    >Io penso che non verrebbe assolto manco per niente, invece; e evidentemente il governo israeliano la pensa come me :-) Pino Mamet<
    Mah, nel dubbio se ne astiene, credo:-)

    >Sennò, vorresti mettere che colpaccio di immagine? Mi presento volontariamente e vengo pure assolto. Io lo farei subito!<
    Sì, ma tu non sei Israele:-)

    >Ah già: la Corte non è imparziale, immagino sia la tua obiezione. Perché, che ha la Corte di Aia per fartelo pensare? è presieduta da notori antisemiti?

    Goebbels, Eichmann, o, Dio non voglia, Blondet in persona?

    O lo diciamo, che è prevenuta e non imparziale, così, in via preventiva? ;-)<
    Mah, magari il Mossad ha assunto le dovute informazioni sull’amore per gli ebreucci che alberga nei cuori dei giudici dell’Aia……

    Ciao!

  13. zialaura says:

    La politica sostiene Israele …

    [..] …. mentre nelle piazze si manifesta contro i massacri di Gaza E così Froman toglieva di mezzo le due grandi barriere psicologiche a un accordo: il rifiuto palestinese di riconoscere il proprio esproprio e la paura ebraica di essere cacciati. [..]

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