Il Giovin Guerriero e la Jeune Fille d’Israele

E’ una cosa assai banale.

I guerrieri di oggi stanno a quelli di una volta, come il tecnico informatico di una macelleria industriale sta al cacciatore di mammut del Paleolitico.

Ed è normale che sia così. Infatti non le chiamano più "guerre": credo che una guerra dichiarata, con ambasciatori che consegnano Dichiarazioni e tutte quelle altre cose rituali tra forze più o meno pari, non si sia più fatta dal 1945 (accetto volentieri correzioni).

Comunque le si chiamino, si tratta da una parte di massacro tecnologico, dall’altra di ingegnosi trucchi per sopravvivere al massacro tecnologico.

La cosa interessante però è che si fa finta ancora che non sia così, perché il puro e semplice massacro tecnologico, per quanto eccitante per la generazione playstation, non basta. Ci vuole una parvenza di umanità.

Due anni fa, Israele ha bombardato dall’aria il Libano per trentatré giorni.

Solo negli ultimissimi giorni del massacro, ha mandato avanti una pattuglia di uomini, protetti da ogni diavoleria tecnologica esistente. Questa pattuglia ha incontrato un’inattesa resistenza, e Fiamma Nirenstein è corsa in ospedale per intervistare un ferito, Israel Fiedler. Che poi veniva dal Brasile, pensate un po’.

E su questo solitario ferito (beh, ce ne sono stati altri ventuno, di parte israeliana), Fiamma Nirenstein erige una costruzione familiare a chiunque conosca lo stile del giornalismo ufficiale ai tempi della guerra del ’15-’18.

"Duole? Figurarsi se un soldato dei Golani può dire che gli duole qualcosa. […] Era mercoledì , lui ha accettato di uscire dal teatro di guerra soltanto giovedì quando hanno ordinato alla compagnia di cessare il fuoco e tornare. […] : « Spero mi lascino tornare dai miei soldati subito. Non posso pensare che entrano e escono dal Libano senza di me; che combattano senza che io li guidi; so che mi vogliono vedere là davanti, io li conosco, ognuno dei ragazzi ha la sua storia, i suoi punti interrogativi» Le sue paure? « Domande, non paure. Durante la battaglia non hai mai paura. Semmai, prima e dopo. Ma non pensi a morire, pensi solo che non hai altra scelta e combatti. E i miei soldati – sorride Israel – sono coraggiosi» .

Solo che lo spirito da ardito va conciliato con lo spirito da centro commerciale del lettore medio di Fiamma Nirenstein.

Così, lei dice al Ferito Brasiliano:

"Ma Israel, voi israeliani siete giovani totalmente occidentali, che amano divertirsi, fare musica, stare con la propria ragazza, ridete di tutto e di tutti, vi opponete a ogni idea preconfezionata… Eppure sulla guerra, in particolare su questa, siete compatti, la combattete come fosse la cosa più naturale del mondo e anche da eroi."

Il massacro ai tempi moderni in realtà è una combinazione di immagine e tecnologia.

Prendiamo Maxim, che mi dicono sia una sorta di multinazionale della puttanomediaticità planetaria. Con base in Inghilterra, ma edizioni locali in mezzo mondo, Maxim sarebbe quella che chiamano una "rivista per uomini".

Non va confuso con il semplice giornalino pornografico. Maxim svolge tutt’altra funzione, presentandoci donne famose, giovani, belle e mezze nude.

Ricorderete la teoria della Jeune Fille: in un mondo realmente dominato dai maschi, Maxim fa vedere fanciulle grintose che sembra che stiano per dartela, ma non te la danno. Sia perché una volta data, perderebbero il loro potere di seduzione, sia perché sono entità talmente disumanizzate da essere eteriche: non sono altro che la propria immagine.

Nel 2007, i fotografi e giornalisti di Maxim si sono recati in Israele per fare un servizio sulle Jeune Fille dell’esercito israeliano.

Non fu affatto una scelta spontanea.

Maxim era stata coinvolta da David Saranga, console per i media e gli affari pubblici per Israele negli Stati Uniti, un signore che ha uno dei compiti più importanti del pianeta: curare l’immagine d’Israele negli Stati Uniti.

Il Jewish Chronicle lo definisce, “the man whose campaigns are rebranding Israel."

David Saranga ha lanciato Israele nel Web 2.0, tra i blog, su MySpace, YouTube [1], Facebook e Twitter.

Che il progetto Maxim fosse un’iniziativa politica, lo dichiara con candore il consolato israeliano a New York, in un’intervista all’International Herald Tribune:

"L’idea è nata nell’ufficio media del consolato israeliano a New York, perché le ricerche di mercato hanno mostrato che Israele significa poco per i giovani maschi americani.

"I maschi di quell’età non provano nulla nei confronti di Israele, né in un senso né nell’altro, e questo lo vediamo come un problema, e così abbiamo tirato fuori un’idea che pensavamo li avrebbe interessati", dice David Dorfman, consulente per i media del consolato".

Da notare come nel progetto per arrapare i giovani maschi americani, gli organizzatori siano tutti maschi. Le donne devono fornire solo l’esca.

Come si sa, le donne in Israele devono fare il servizio militare, e quindi qualche fanciulla particolarmente appariscente ci sarà per forza. Proprio come ci saranno fanciulle dall’aspetto simpaticamente umano, e proprio per questo escluse dal mondo Maxim.

Soldatesse israeliane (foto di Rachel Papo)

E così nasce il grande servizio di Maxim sulle eccitanti donne con l’Uzi.

Al posto del Brasiliano Ferito e un po’ tonto di Fiamma Nirenstein, Maxim e Saranga ci presentano l’esercito israeliano con la classica formula del Troione Pericoloso (formula James Bond) che dice in trenta secondi qualche banalità. O meglio, dice esattamente ciò che ci si aspetta dalla Soldatessa Israeliana (sesso, spionaggio, sparatorie).

"Sono drop-dead gorgeous [così belle da farti cascare morto] e sanno smontare un Uzi in pochi secondi. Le donne delle Forze di Difesa Israeliane sono i soldati più sexy del mondo?

Gal
Esperta di fitness
"Ho insegnato ginnastica", dice questa ex-Miss Israel, assolutamente perfetta. "I soldati mi amavano perché curavo la loro forma fisica".

Yarden
Esperta di intelligence militare
Inviata nel nord di Israele per i suoi due anni di servizio con l’IDF. Yarden dice che la sua attività preferita è il tiro al bersaglio. "Adoro sparare con l’M-16", dice. "Ed ero brava a colpire i bersagli. Ma non ho più sparato a niente da quando ho lasciato l’esercito". E a nessuno, speriamo.

Nivit
Esperta di intelligence militare
"Il mio lavoro era top secret", dice questa ragazza di Tel Aviv, che abita ancora con i genitori. "Non posso dirvi altro, oltre al fatto che ho studiato un po’ di arabo".

Natalie
Esperta di telecomunicazioni navali
Questa intrigante bionda ricorda con precisione quello che le è piaciuto di più nel servire il proprio paese: "Ho incontrato mio marito. Il suo comandante cercava sempre di metterci insieme". Per sua fortuna, Natalie eseguiva gli ordini."

Il lancio della Jeune Fille tsahalica è stato seguito da un’intensa attività di ricerca di mercato.

"Con il sostegno di BIG, il Brand Israel Group – una coalizione di giovani ebrei professionisti di marketing che hanno messo le loro capacità, contatti e risorse tecniche a disposizione del consolato – si sono costituiti dei focus group in tutta l’America per registrare le percezioni che si avevano d’Israele e per valutare poi i cambiamenti nell’atteggiamento [in seguito all’articolo di Maxim]."

Il problema è che l’arma della Jeune Fille è a doppio taglio. Trattandosi infatti della forma suprema di narcisismo, si può ritorcere facilmente contro il sionismo.

Così la modella israeliana Bar Refaeli si vanta di essere scappata all’estero per non fare il servizio militare:

"Israele o Uganda, che differenza fa? A me non fa nessuna differenza. Perché è bene morire per la propria patria? Perché non è meglio vivere a New York?

Gli appassionati del genere possono trovare qui, sotto forma di domanda e risposta, quanto c’è da sapere a proposito della filosofia della signora Bar Refaeli.

Il Nulla, in fondo, incombe anche su Israele.

Nota:

[1] Saranga mette a disposizione viaggi-premio per due persone a Israele o a New York – a scelta – per chi posta i migliori video filoisraeliani su Youtube.

Intanto, sempre dal Jewish Chronicle, apprendiamo che

"si stanno costruendo focus group internazionali in 13 paesi coordinati dal Ministro degli Affari Esteri, Tzipi Livni. Si stanno collaudando tre messaggi potenziali, il risultato di un brainstorming da parte di un  gruppo di elite di esperti internazonali di branding, diplomatici israeliani e agenzie di pubbliche relazioni, per stabilire alla fine un unico messaggio globale per Israele.  I risultati della ricerca focalizzeranno gli sforzi di hasbara nei paesi considerati di massima importanza strategica e in cui  le opinioni negative su Israele sono più forti, in particolare in Europa. Si stanno conducendo attualmente ricerche per vedere come applicare questa strategia al Regno Unito".

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53 Responses to Il Giovin Guerriero e la Jeune Fille d’Israele

  1. “Maxim fa vedere fanciulle grintose che sembra che stiano per dartela, ma non te la danno.”

    ….E allora che cosa me ne faccio?

    Via via, a stirare! Alla conca!

    …E poi c’è da rigovernare, anche!

  2. utente anonimo says:

    ehm, il Nulla incombe anche su Israele.

    Miguel, stai bene? un improvviso contatto con la realtà può essere molto pericoloso, ricordalo.

    e poi questa stessa considerazione l’aveva fatta anni fa Giuliano Ferrara, proprio parlando della stessa modella!

    ti ricordo quanti soldatini americani erano schierati sul campo (e sono morti) in Corea e in Vietnam, giusto per smentire la tesi del massacro a distanza.

    certo, tu preferisci guerre meno asimmetriche, tipo quella Iran-Iraq.

    sempre carnai

    ciao

    Francesco

  3. utente anonimo says:

    Due cose:

    “Comunque le si chiamino, si tratta da una parte di massacro tecnologico, dall’altra di ingegnosi trucchi per sopravvivere al massacro tecnologico”

    negli ultimi 15 anni *milioni* di persone in varie guerre in giro per il mondo sono state macellate a colpi di machete, tucidate a pistolettate, scannate all’arma bianca.

    la guerra tecnologica di cui parli

    1. non è la sola che esista, anche se le altre sono totalmente dimenticate visto che un tizio ammazzato da una alabarda spaziale, nell’immaginario di una parte dell’umanità, fa più impressione che 1000 negretti affettati a colpi di scure.

    2. la guerra tecnologica mi pare appena appena un po’ meno truculenta di tutto quello che si è visto in giro. certo capisco che se l’immaginario di qualcuno è colpito dai najoni con li stivali nel fango di una trincea, il soldatino che schiaccia un pulsantino della sua tremenda playstation non sembrerà un “vero guerriero”

    (segue)

    roberto

  4. utente anonimo says:

    e poi:

    mi rendo conto di aver già espresso questa critica, ma a me sembra un po’ semplice ed ingeneroso e soprattutto orrendamente moralista parlare di bar refaeli (o di qualsiasi altra donna che fa un lavoro diverso dall’ingegnere nucleare) come fai tu….

    magari la filosofia della signora è meglio racchiusa nella frase che riporti che da tutte le interviste insulse che avrà rilasciato

    roberto

    roberto

  5. falecius says:

    Francesco: in Vietnam sono morti cinquasettemila americani (non pochi, in effetti), ma OLTRE UN MILIONE di vietnamiti, a tenersi bassi. Fa circa uno a venti, come proporzione; Israele in Libano se l’è cavata meglio, ma grosso modo ci siamo.

    Per il resto del post, tendo a condividere l’osservazione di Roberto.

  6. utente anonimo says:

    Fal

    anche di più, sommando vietnamiti del Sud e del Nord, militare e civili

    peraltro hanno vinto i capoccia del Vietnam del Nord, ottenendo il potere su tutto il paese e offrendolo ai capitalisti perchè ci impiantassero fabbriche quando gli stipendi in Cina hanno iniziato a salire

    poi dice che uno trova la Resistenza futile e criminale!

    ciao

    Francesco

  7. falecius says:

    Francesco: ho usato la stima più bassa che conoscessi.

    Di solito ho sentito parlare di due-tre milioni.

    Quanto alla “vittoria” della leadership del Nord, credo che molti ex-Vietcong siano stati tra i più delusi, dopo.

    Però non me la sento di dire che la Resistenza sia stata futile. Sono stati aggrediti, ed hanno, in qualche maniera, vinta. Guidati da una leadership che si mostrerà, dopo la guerra, piuttosto ributtante, e uscendo da quella guerra (e da quella contro la Cina e gli Khmer Rossi, che mise in ginocchio ancor più il paese) assolutamente stremati. Sì, certo, col senno di poi potevano tenersi la dittatura fascista al Sud e la divisione imposta dall’esterno sul paese, e adesso magari il Vietnam del Sud starebbe come Taiwan, ma

    non potevano saperlo.

  8. kelebek says:

    Per roberto n. 3

    Un’obiezione la tua non priva di validità, a patto ovviamente che provenga da qualcuno che si occupa di quelle guerre “minori”.

    Io cerco di occuparmi, per quanto mi è possibile, della guerra in Somalia.

    Tu di quale guerra ti occupi?

    Miguel Martinez

  9. kelebek says:

    Per Falecius

    Non ho la citazione sotto mano… so che c’era una scrittrice vietnamita, ex-dirigente di partito e oggi assai critica, che sostiene che il partito cercava di nascondere la vera entità della strage, per non seminare disfattismo.

    Lei stimava che i morti vietnamiti fossero stati attorno ai dieci milioni.

    Non so quanto sia attendibile la sua stima, ovviamente.

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    Per roberto n. 4

    Le signore di cui si parla in questo post non sono esseri umani, ma icone mediatiche.

    Analizzo il loro non pensiero in quanto tali.

    Della loro (possibile) umanità residua, non so nulla e non me ne occupo.

    Sarebbe come occuparsi del Lato Umano di Bruno Vespa.

    Miguel Martinez

  11. PinoMamet says:

    Io l’avevo notato da un po’ di tempo:

    oltre ai servizi di Maxim, che per fortuna non “leggo” (credo ci sia pochino da leggere, per questo lo virgoletto) i miei soliti amici militari mi avevano fatto notare come certi forum di argomento militare internazionali fossero invasi da una miriade di foto di soldatesse israeliane, invariabilmente carine.

    Una frequenza e una quantità tale da far sospettare che non ci fosse solo l’iniziativa di un singolo (probabilmente il solito sistema della Hasbarà che mi incuriosisce per la sua peculiarità: l’iniziativa di singoli volenterosi guidata e plasmata dalle linee-guida di uno Stato).

    Fantastica l’intervista della Nirenstein:

    “occidentali” che ha completato il suo scivolamento di significato diventando un complimento (più o meno deve essere come “cortese” nei secoli scorsi);

    le stronzate sparate dal soldato, o reinterpretate dalla Nirenstein, totalmente credibili però in bocca a chi vive la guerra come un’esperienza “lampo”, di breve e tutto sommato protetta durata (“hai paura prima e dopo, non durante…” come le montagne russe);

    la leccata di culo finale (“eroi”), che già sarebbe stata tale riferita a un reduce delle trincee del Carso o della Carica della Light brigade, e risulta poi totalmente ridicola riferita a un ragazzo che, in definitiva, si è fatto male mentre si divertiva a spianare col carro armato la terra di qualcun altro.

    E il fiuto di Israele nel capire in anticipo la presa sul pubblico della Jeune Fille in versione “cazzuta” (in definitiva, cambiano gli accessori della Barbie, che per l’occasione pesca in quelli di G.I. Joe, ma la sostanza resta la stessa).

    Titillando contemporaneamente l’autocompiacimento occidentale:

    “voi le vostre donne le velate, noi siamo così avanti che la mandiamo a combattere e gli diciamo pure brave!”

  12. utente anonimo says:

    “Nel privato sono timida, ma in pubblico divento una vera esibisionista!”.

    Marcello Teofilatto

  13. PinoMamet says:

    Il progetto di Saranga & Co. però funziona perché pensato da e per i nerds:

    sono loro che si divertono con le Lara Croft e epigoni vari, dove possono sfogare l’aggressività repressa arrapandosi contemporaneamente;

    e sono gli stessi che ammirano incondizionatamente l’esercito più “figo”, quello con gli elicotteri i caccia i missili ecc. ecc.

    Qualcuno ha anche un blog dove grida di ammazzare tutti gli arabi.

  14. utente anonimo says:

    >> Sono stati aggrediti, ed hanno, in qualche maniera, vinta. Guidati da una leadership che si mostrerà, dopo la guerra, piuttosto ributtante, e uscendo da quella guerra (e da quella contro la Cina e gli Khmer Rossi, che mise in ginocchio ancor più il paese) assolutamente stremati. Sì, certo, col senno di poi potevano tenersi la dittatura fascista al Sud e la divisione imposta dall’esterno sul paese, e adesso magari il Vietnam del Sud starebbe come Taiwan, ma

    non potevano saperlo.

    senti, non per essere polemico, ma quelli erano il partito comunista vietnamita e sapevano sufficientemente bene quello che facevano

    un giorno lontano qualcuno scriverà di come hanno scientemente mandato al macello un paio di generazioni per il nobile scopo di avere in loro potere tutto il Vietnam

    sulle possibili evoluzioni del vietnam del sud, più che altro lo temevano, che potesse diventare come la corea del sud o taiwan o la germania ovest ….

    ciao

    Francesco

  15. PinoMamet says:

    Tutto sommato Israele assomiglia sempre di più all’antica Sparta

    (altro grande feticcio per nerds: “questa è Spartaaaa”…)

    stato di fatto fondato sull’oppressione di una maggioranza autoctona (e perciò anche più pericolosa) da parte di una minoranza importata, con la necessità perciò per la minoranza di dedicarsi in maniera quasi esclusiva alla guerra.

    Stessa decadenza generale del livello culturale, stesso appeal esercitato in compenso verso le elites dominanti dei paesi vicini, stessa relativa “liberazione” femminile, finalizzata però a esaltare lo spirito competitivo e “guerriero” dei maschi, stesso trattamento diversificato verso la minoranza oppressa (qualcuno più, qualcuno meno, qualcuno “naturalizzato” per necessità demografiche) e stesso rischio demografico incombente.

    occhio che Sparta, nel lungo periodo, non ha fatto una bella fine…

    Ciao!

  16. falecius says:

    Per Miguel n.9: onestamente questa mi sembra un po’ troppo alta per essere credibile. Dieci milioni di morti in undici anni nel solo Vietnam avrebbero voluto dire la disfatta. Se invece nel conto vengono messe le vittime della repressione da parte del regime sudvietnamita (non mi aspetto siano conteggiate quelle di repressioni nel Nord) dei bombardamenti in Laos e Cambogia, e il lasso di tempo viene ampliato a includere TUTTI gli atti di violenza avvenuti in Vietnam, Laos e Cambogia dopo il ritiro francese e prima della caduta di Saigon, potrebbe diventare plausibile. Vale la pena di notare che i Vietcong nel Sud combattevano non solo gli americani ma anche altri vietnamiti (talvolta esponenti di minoranze).

  17. falecius says:

    Francesco: negli anni Sessanta Taiwan e la Corea del Sud erano dittature militari povere.

  18. utente anonimo says:

    miguel,

    “Un’obiezione la tua non priva di validità, a patto ovviamente che provenga da qualcuno che si “occupa di quelle guerre “minori”.

    a parte il fatto che dovresti chiarirmi cosa vuoi dire con “occuparsi” , non capisco perché l’obbiezione perde valore se non mi sono mai occupato di “guerre minori”:

    critico la tua affermazione secondo la quale le guerre siano al giorno d’oggi “dei massacri tecnologici” sulla base di un elemento oggettivo (in congo, o in ruanda si sono scannati a colpi di machete per esempio….).

    se non sei d’accordo con la mia affermazione ne possiamo discutere, ma non vedo perché discutere di quello che faccio nel mio tempo libero (né tu nel tuo d’altronde)

    roberto

  19. utente anonimo says:

    sempre per miguel,

    preciso un punto che forse ha creato un malinteso.

    quando scrivevo:

    “certo capisco che se l’immaginario di qualcuno è colpito (….)”

    non mi riferivo in particolare al tuo immaginario, ma a quell’immaginario collettivo di chi dice (e non sono pochi):

    - “ohhhhh hanno le bombe termo-nucleo-spazioprotoniche!”

    - “ahhh non si puo’ usare l’alabarda spaziale!!!”

    - “nooooo, è fionda contro disintegratore fotonico!!!”.

    un colpo di machete ben assestato fa gli stessi danni (se non peggio) di un disintegratore fotonico…

    roberto

  20. utente anonimo says:

    ancora per miguel (10),

    non vorrei miguelizzare, ma non vorrai mica paragonarmi l’umanità di bruno vespa a quella di bar refaeli !?!

    :-)

    roberto

  21. kelebek says:

    Per roberto n. 20

    A parte il genere, che differenza vedi?

    Miguel Martinez

  22. utente anonimo says:

    alle lacrime.

    diego

  23. utente anonimo says:

    Miguel, non c’è molta differenza fra le femmine israeliane nell’esercito, e le femmine “alla guida delle manifestazioni pro-Gaza” che esalti tanto nei tuoi articoli, evidenziandone sempre il sesso in grassetto (“ragazza”), oppure alle femmine palestinesi che col bel visino e l’AK-47 posano per una foto dopo aver dirottato un aereo.

    Come vedi (se lo vedi, e con un pò di sincera introspezione non potrai negare questa realtà) anche tu -da “maschio” occidentale- hai il culto della “donna guerriero”. I maschi americani hanno quello della tettona israeliana col mitra in mano, tu quello della palestinese o algerina, meno troieggiante nei vestiti, ma sempre “empowered” con un mitra in mano come fosse una protesi, un surrogato di “pene metallico”.

    Anche tu, Miguel, sei seguace della Lara Croft che piace ai bestioni “maschi” americani. La loro è israeliana, la tua è palestinese o algerina. Poi puoi pure adornare la tua fissazione e adorazione per le femmine “al comando” con la retorica simil-poetica della “resistenza” e tutto quanto, ma la fonte di questa “ammirazione” ti accomuna in tutto per tutto agli homo poco-sapiens americani. Si potrebbe parlare, non di omosessualità latente, in quanto l’attrazione fisica verso le forme femminili rimane, ma di una psicologia non più totalmente etero ma in buona parte omosessuale.

    Nat.

  24. utente anonimo says:

    Miguel,

    l’una è carina, l’altro uno sgorbio.

    l’una fa un lavoro innocente, l’altro è il presidente della terza camera…

    roberto

  25. PinoMamet says:

    Oddio, Nat

    nel post di Miguel la sottolineatura di “ragazza” mi sebra, se posso dire la mia, più che altro intesa a smentire il luogo comune sui musulmani, anzi, “gli islamici” ferocemente anti-femminili.

    Però è vero che è difficile sfuggire al culto della donna-al-comando e della donna-che-fa-il-lavoro-degli-uomini-meglio-degli-uomini, inculcato fin dalle scuole elementari perlomeno dalla fine degli anni Settanta in poi.

    (Un mio amico mi faceva notare come nei telefilm degli anni Ottanta le donne sembrava avessero come obbligo contrattuale quello di seguire il lavoro maschile mostrando segni di ironica disapprovazione; dopodichè abbiamo avuoti Friends, dove l’esile Courtney Cox-Monica era mostrata come non solo più coraggiosa, ma anche più forte fisicamente del marito Mathhew Perry- Chandler, e un’infinità di altri esempi).

    Chi denuncia la natura di culto di questo culto viene immediatamente sommerso di fischi, retrogrado, maschilista e, più immotivato di tutti, “represso”

    (come se sbavare per la Lara di turno solo perché dotata di pene metallico non sia ancora più da repressi) e quindi sia la repressione del dissenso.

    ll tutto poi pare avere come fine non una società più liberata, come sarebbe per il femminismo, ma una società più aggressiva

    (le pubblicità in certi periodi hanno puntato a dare ad “aggressivo” un senso positivo attribuendolo al look di automobili, abiti ecc.)

    Ciao!

  26. PinoMamet says:

    Forse tutto ciò c’entra qualcosa pure con le foto di Abu Ghraib.

    Mi pare ne abbia scritto qualcosa Atzmon.

    Ciao!

  27. utente anonimo says:

    Francesco,

    – un giorno lontano qualcuno scriverà di come hanno scientemente mandato al macello un paio di generazioni per il nobile scopo di avere in loro potere tutto il Vietnam —

    Oh, chiunque può scrivere ciò che crede. Siamo in una democrazia liberale, mica in una sanguinaria dittatura comunista :-) Ma al di là di questa idea un po’ dirigista della storia, io direi piuttosto che un paio di generazioni sono andate scientemente al macello per difendere il loro Paese.

    Perché gli esempi – numerosi, diversi tra loro e a volte quasi incredibili – di abnegazione che i Vietcong hanno dimostrato nella guerra mai furono ottenuti in così gran copia tramite addestramento e disciplina soltanto.

    E men che meno si può spiegar tutto con la dedizione al Partito: se durante la II guerra mondiale Mao riscuoteva più consenso di Chiang tra i generali non è certo perché fossero tutti kommunisti (figurarsi). E’ perché per Mao la priorità era buttare i giapponesi fuori dal continente, mentre Chiang appariva disposto a collaborare con gli oppressori pur di eliminare gli oppositori interni (e l’elenco degli emuli di Chiang, recenti e non, è lungo assai).

    Insomma – credo che la politica, come divisione ideologica, c’entri poco o nulla. Poi si può discutere in lungo in largo se a vietnamiti e cinesi sia convenuto, se fossero consapevoli del futuro che li attendeva, su cosa sarebbe successo se e allora, etc.: un po’ di ucronìa non guasta mai :-)

    Z.

  28. utente anonimo says:

    Nat, ma a te Freud te fa ‘na pippa! :-)

    Rock & Troll

  29. GEOPARDY says:

    COMUNICAZIONE IMPORTANTE.

    Qui sotto la riprova che il rischio di involuzione democratica sia in agguato ed insito nel sistema stesso.

    Chi gestisce questa nostra apparente libertà di espressione?

    Chi ha il pusante del nostro esistere interattivo?

    Lo possono fare?

    Quali ritorsioni si possono operare, dal punto di vista legale, nei confronti di un’azione come quella che state per leggere nell’articolo sottostante?

    Anzi, esiste una legislazione in merito?

    Oppure possiamo soltanto fare un’azione di protesta come quella suggerita da INFOPAL?

    Abbiamo già assistito a simili episodi indirizzati ad altre realtà, compresa quella di you tube.

    Non ci facciamo illusioni, possono esluderci quando vogliono.

    Geopardy

    INFORMAZIONE IMBAVAGLIATA: FACEBOOK ha disattivato l’account di Infopal

    Scritto il 2009-01-21 in News

    Cari amici, colleghi, lettori,

    FACEBOOK ha disattivato l’account di Infopal. Evidentemente, davamo fastidio con i quasi 600 contatti, gruppi di pressione e discussione vari. Vi preghiamo di inviare email di protesta a warning@facebook.com chiedendo la riattivazione dell’account “Infopal”. Grazie. La redazione di Infopal.it

  30. controlL says:

    Beh, la maximina è rappresentata come una supereroessa e risente troppo della volontà di propaganda di chi la volle così. Molto di propaganda è anche la foto di sofia sul blog. Ma la bravura di kel è di dare anche contravveleni. Immaginate senza armi le soldatesse israeliane che puelleggiano e paragonatele alle foto che trovate sul slideshow che trovate sul sito, c’è il rimando, di sofia e guardate certe fotografie di lei e delle sue amiche, quelle più sbarazzine. Poi andate su youtube e pigliate foto scorrevoli d’amiche mentre una canzone zuccherosa fluisce. Questa per esempio: http://it.youtube.com/watch?v=N7tJn1qjo5I

    Non c’è anche qui qualche somiglianza?p

  31. PinoMamet says:

    Interessante quello che dice p!!

    Specialmente alla luce dell’intervista alla Papo trovata nel link sotto la sua foto di soldatesse israeliane.

    Prima di tutto, lei dice che le sue foto sono linkate da una serie inaspettata di siti: siti porno, anche, ma anche siti di argomento militare (probabilmente dagli hasbarini che se ne servono per mostrare il “lato umano” di Israele).

    Riceve da queste foto reazioni contrastanti.

    Però una scelta di immagine la fà: anche se, dice, non è che queste ragazze girino davvero per due anni col fucile a tracolla, lei le mostra quasi sempre col fucile.

    Naturalmente questo può scatenare due reazioni:

    “oo dai, che strano, una ragazzina così, con un fucilone, che roba!”

    che immagino sia la reazione che cerca lei

    (in effetti, è la stessa reazione che viene istintiva a me, vedendo le foto: più di un paio assomigliano a mie vecchie compagne di classe, e fa molto strano vederle andare in giro mimetiche e armate…)

    ma anche

    “wow, che carina, mi sono sempre piaciute le chicks with guns”.

    Entrambe queste reazioni si prestano a essere usate a scopo propagandistico, e di fatto lo sono, anche se questa non è certo la volontà della Papo.

    “Ammazza quanto siamo umani” oppure “ammazza quanto siamo fighi”.

    Il rischio di queste foto, col criterio con cui le fa

    (” think the ones with the guns have a stronger impact. Just like the girls who are more photogenic show a bigger contrast with the uniform”) è appunto di non vederle più come ragazze ma come simboli.

    Che credo sia l’opposto di quello che vuole lei.

    Perciò ben vengano i contravveleni, persino gli 883 :-)

    ciao!

  32. utente anonimo says:

    Geo,

    – Quali ritorsioni si possono operare, dal punto di vista legale, nei confronti di un’azione come quella che state per leggere nell’articolo sottostante? —

    Purtroppo la civilista del blog ci ha lasciato da molto tempo ormai, e so di non essere alla sua altezza.

    Ma mi sento ugualmente di risponderti: proprio nessuna.

    Del resto sei tu stesso a darti la risposta:

    – Non ci facciamo illusioni, possono esluderci quando vogliono. —

    Esattevolmente. E francamente mi stupisce che non l’avessero già fatto.

    Z.

  33. kelebek says:

    Per Nat n. 23

    La psicanalisi lasciamola ai laureati in psicanalisi, e dopo qualche decina di incontri solo per capire meglio i loro clienti :-)

    Qui siamo di fronte a questioni totalmente diverse.

    Io ho constatato, anche con mia sorpresa, come fossero delle donne a guidare i musulmani alla manifestazione per Gaza.

    La cosa mi fa anche piacere, però è chiaro che si tratta di persone che fanno qualcosa con forze proprie, perché ci credono.

    Su questo blog ho parlato spesso di donne straordinarie – Soha Basher, Malika Oum Obeyda, Sofia Baig, Rim Banna, Tamekia Cunningham…

    Alcune saranno belle secondo i criteri correnti, altre no; ma sono tutte persone che hanno fatto qualcosa di notevole nella vita e hanno espresso contenuti molto profondi.

    Qui invece siamo di fronte a un gruppo di maschi che per motivi politici inventano una bonazza immaginaria, che potrebbe essere indifferentemente umana o un fumetto.

    E che come contenuti propri esprime nulla – poi non so se oltre a questo, le bonazze in questione hanno anche qualcosa di umano, ma di sicuro non lo sapremo mai.

    Miguel Martinez

  34. PinoMamet says:

    Insomma, non è che si può sfruttare solo la modella bonazza, anche la ragazza della porta accanto fa brodo, a scopo di propaganda.

  35. utente anonimo says:

    Veramente belle le guerriere sioniste, ovviamente nemmeno paragonarle con quelle scimmie con il grembiule in capo che stanno dall’altra parte

  36. PinoMamet says:

    Ed ecco a voi il pollo che ci casca!

    Questo s’è comprato i coltelli dello chef Tony, ve lo dico io.

  37. utente anonimo says:

    Perbacco,

    ho sempre voluto comprarli anch’io i coltelli dello chef Tony, mi piace da morire quello spot!

    Z.

  38. falecius says:

    Miguel: dai per scontato che esistano persone (reali, I suppose) che *potrebbero* non avere nulla di *umano*.

    Lo intendi a livello retorico e come iperbole? In tal caso capisco e condivido. Se no resto perplesso.

    Francesco: Z. ha più o meno espresso il modo di vedere la cosa. preciso che, in Cina non so (o meglio, credo di saperlo ma non ne so abbastanza), ma in Vietnam l’appartenenza nazionale è qualcosa di decisamente molto importante, da vari secoli prima che Francia ed America andassero ad impelagarcisi.

    Osservo di sfuggita che il concetto di Stato nazionale è sorto autonomamente in almeno due parti del mondo: una è l’Europa Occidentale, e l’altra è l’Indocina. Non so se sia un caso che siano gli estremi opposti del continente eurasiatico (nord-occidentale e sud-orientale).

  39. GEOPARDY says:

    Magari, dopo la campagna per curare l’immagine, ci diranno che i musulmani ce l’hanno con Israele perchè le sue soldatesse seducono a vista offendendo l’islam.

    Sono sicuro che tanti sarebbero disposti a crederci.

    Magari Abu Mazen ha una passione senile per una soldatessa di Tsahal, l’unica magari che non gli abbia sparato ad un chek-point e gli abbia addirittura sorriso ed Hamas sarebbe disposto a tutto per impedire “l’impura” copula, quindi, la reazione di Abu Mazen sarebbe più che legittima, difenderebbe il suo amor proprio ( o proprio il suo amor?).

    Qui in Italia non siamo mica tanto lontani nel raggiungere questo livello della politica.

    Stiamo scendendo in un vuoto che, prima o poi, in qualche maniera, andrà riempito.

    Ciao

  40. kelebek says:

    Per Falecius n. 38

    A parte gli scherzi, dobbiamo separare il ruolo mediatico dalla persona umana.

    Più è centrale il ruolo mediatico, meno possiamo sapere se ciò che ci sembra umanità sia solo un elemento del ruolo.

    La Nivit che appare nella foto conoscerà forse qualche centinaio di persone; ma è conosciuta ormai da diversi milioni di lettori di Maxim e da altri.

    Per quello scarto, Nivit è esattamente come Lara Croft, un insieme di pixel prodotto da una ditta.

    Miguel Martinez

  41. utente anonimo says:

    . @ Nat..no, no, in questo caso non si tratta di omosessualità, ma di androginia primordiale…ciao, jam

  42. utente anonimo says:

    >> io direi piuttosto che un paio di generazioni sono andate scientemente al macello per difendere [???] il loro Paese.

    io mi limito a dubitarne fortissimamente, basandomi su quello che della coscrizione obbligatoria, del comunismo di guerra e della propaganda patriottica.

    e l’ironia della storia, con i dirigenti del PCV che inaugurano fabbriche di Coca Cola, non è ucronia.

    saluti ignoranti

    Francesco

  43. falecius says:

    Francesco, i Vietcong del sud non avevano coscrizione obbligatoria. A Nord naturalmente sì, ma solo nelle fasi finali del conflitto l’esercito del Nord agì in modo importante sul terreno. Ma soprattutto, furono gli USA ad aggredire il Vietnam del nord, non viceversa.

    Il che non toglie che, almeno a me, faccia profondamente specie vedere i dirigenti del PCV inaugurare fabbriche di Coca Cola.

  44. utente anonimo says:

    Per Miguel, n. 40:

    > (…) Nivit è esattamente come Lara Croft, un insieme di pixel prodotto da una ditta.

    Con le braccia troppo magre, per giunta, IMHO :-)

    Marcello Teofilatto

  45. utente anonimo says:

    >> furono gli USA ad aggredire il Vietnam del nord, non viceversa.

    devo aver letto male il libro di storia, sai? credevo che il Vietnam del Nord avesse lottato per liberare il Vietnam del Sud dal governo del Vietnam del Sud e che gli USA si siano malvagemente opposti a questa liberazione, spedendo mezzo milione di soldati in Vietnam del Sud.

    anche perchè se li avessero spediti in Vietnam del Nord credo sarebbero arrivati al confine cinese in pochi mesi

    saluti

    Francesco

  46. utente anonimo says:

    Francesco,

    – io mi limito a dubitarne fortissimamente, basandomi su quello che della coscrizione obbligatoria, del comunismo di guerra e della propaganda patriottica. —

    La propaganda patriottica era il pane quotidiano della Wehrmacht in Russia. Ma i soldati tedeschi non si avvicinarono nemmeno all’eroismo dei soldati russi, figurarsi di quelli vietnamiti.

    Anche gli Italiani, all’epoca, erano soggetti a una propaganda niente male. Eppure sono ricordati in tutta Europa come quelli che se la davano a gambe.

    Per finire, non risulta che i Russi abbiano brillato per eroismo nella Guerra d’Inverno. Dove invece i Finlandesi hanno dato gran prova del loro coraggio.

    Viene il sospetto che la propaganda non sia sufficiente.

    Z.

  47. utente anonimo says:

    Francesco,

    – anche perchè se li avessero spediti in Vietnam del Nord credo sarebbero arrivati al confine cinese in pochi mesi —

    Effettivamente è quello che speravano: arrivare al confine cinese in pochi mesi.

    Ma ahiloro, le cose andarono diversamente.

    Z.

  48. utente anonimo says:

    Ah,

    naturalmente l’URSS non ha mai invaso l’Afghanistan.

    Ha semplicemente contribuito a sedare un’illegittima ribellione contro il legittimo governo, tutto qui :-)

    Z.

  49. utente anonimo says:

    Miguel, se anche tu mi vedi spegni.

    Non riesco piu’ a saltarne fuori.

    Davvero non è giusto.

    Non posso andare avanti così… Sono mesi e mesi che resisto in una guerra che non è mia.

    Ho solo cercato di fare il mio lavoro, compatibilmente alla bizzarra situazione che ho dovuto gestire.

    Mi sono fatta solo dei nemici, dei quali non conosco la faccia.

    Perchè?

    L’ho detto da tanto tempo che bastava così.

    Questa storia della Jeune Fille come la metti tu non mi convince affatto: se capiti da queste parti ci mangiamo una pizza o facciamo due passi, quello che vuoi ma per quanto mi riguarda sei completamente fuori strada.

    Privato-pubblico: chi lo decide? Chi si deve giustificare, ancora?

    Chi deve delle scuse giganti a chi?

    E se non delle scuse quando finisce?

    Non voglio diventare famosa.

    Non voglio far vedere la mia faccia.

    Penso che in molti se ne approfittino perchè tanto è un attimo girare la frittata… so fin troppo bene come funzionano queste cose e sarei (stata) solo carne da macello.

    Te l’ho anche già scritto.

    Ma come fai a non capirlo?

    Non dovevamo arrivare a questo punto.

    Il velo non mi piace per quel che rappresenta (potrei farti molti altri esempi tutti occidentali di demonizzazione del femminile) ma ho il massimo rispetto per chi lo porta volontariamente.

    Non io.

    Per il resto la mia vita è fatta di altro.

    Spegnimi

  50. utente anonimo says:

    Z.

    non sono proprio cresciuto a pane e John Rambo

    ma nè i Vietcong nè il Vietnam del Nord avrebbero potuto affrontare in campo aperto le forze armate americane e fermarle.

    mica per niente si chiama guerriglia …

    Francesco

  51. utente anonimo says:

    Francesco,

    – nè i Vietcong nè il Vietnam del Nord avrebbero potuto affrontare in campo aperto le forze armate americane e fermarle.

    mica per niente si chiama guerriglia … —

    Vero. Proprio grazie a questa guerriglia – chiamarla “guerriglia” è forse riduttivo, dato che le attività dei Viet andavano ben oltre lo scontro a fuoco – gli Yanquis sono stati fermati ben prima del confine cinese.

    Z.

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