Un esercito di blogger a far hasbarà

A volte, certi blogger sionisti (non tutti) sembrano soldatini di latta.

Non è solo un’impressione. Alcuni lo sono davvero.

Il Ministero israeliano per l’Assorbimento (degli immigrati in Israele) ha annunciato la costituzione di un "esercito di blogger" costituito da israeliani che conoscono bene qualche lingua europea: il direttore generale del ministero, Erez Halfon, parla di "un serbatoio di oltre un milione di persone".

I blogger vengono arruolati dal Ministero per l’Assorbimento e poi passati all’ufficio media del Ministero degli Affari Esteri, che "indirizza i volontari ai siti web considerati problematici", evidentemente per intervenire nei forum e nei commenti.

Consiglio a tutti questo crash course dove è spiegato tutto quello che un buon sionista deve sapere.

Per i più bravi, c’è un secondo livello dedicato ai detti di Martin Luther King e ai Gay Palestinesi.

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10 Responses to Un esercito di blogger a far hasbarà

  1. è pensare che ci sono diversi blogger qui in italia che fanno tutto ciò assolutamente aggratis :-D

    NINO

  2. PinoMamet says:

    Gli autole-sionisti

    Credo che alla lunga sarà una strategia controproducente, per manifesta rottura di coglioni.

    Adesso siamo alla fase due, quella in cui tutti fanno finta di dirgli “sì, sì, va bene”, e dentro di sè pensano “ma questo, quando la smette?”

    Ciao!

  3. utente anonimo says:

    Propongo un titolo alternativo, un po’ meno raffinato:

    “Un esercito di blogger hasbarà cazzate”.

    Marcello Teofilatto

  4. PinoMamet says:

    :-)

    Voto per il titolo proposto da Marcello Teofilatto.

    Pino Abacucco Mamet

  5. utente anonimo says:

    …ho letto da qualche parte che lo scorso anno hamas ha fatto chiudere i 20 cyber café internet che esistevano a Gaza. vero o falso? ciao, ciao! jam

  6. Vedendola da un altro punto di vista, un pò più serio (belli i due titoli proposti comunque): se Israele sente necessità di organizzare una Web Army, è perchè nel Web sta perdendo posizioni, o meglio perchè il Web non è allineato come il grosso dei media occidentali. E questa è una buona notizia, anche se piccola.

    E chissà che qualcuno tra i BlogBuster israeliani, frequentando i blog “antizionistic”, non venga assalito dal tarlo del dubbio?

    NB: nell’articolo si parla di blog in “English, French, Spanish and German” e in “Russian and Portuguese”.

    Niente italiano, ovviamente. Se lo sa il Silvio si incazza con la Tipni.

  7. utente anonimo says:

    Pensa Miguel che e’ quello di cui sono stato accusato in un altro blog (reza per internderci) oltre ad essere un pericoloso agente del “mussad”. In definitiva sono stato bannato. Non potro’ piu’ fornire i miei preziosi contributi :(

    Raffaele

  8. utente anonimo says:

    minchia che cattivi i sionisti, vogliono dire la loro su Internet!

    dovrebbero prendere dei provvedimenti contro questa gente, direi proprio!

    Francesco

  9. PinoMamet says:

    Sinceramente a me non stupisce che vogliano dire la loro su Internet, cosa più che comprensibile;

    ma che lo facciano in maniera così standardizzata, uniforme, e, come ormai si sa, molte volte organizzata a tavolino.

    Manco il Pentagono si è mai messo a organizzare una propaganda di questo tipo, eppure di gente che parla le lingue europee, e pure extraeuropee, ne hanno a volontà.

    Credo per alcuni buoni motivi:

    - gli USA semplicemente sono abbastanza potenti per fregarsene;

    - fanno propaganda in altri modi (finanziando e aiutando l’industria cinematografica, ad esempio);

    - il sentimento antiamericano (grandemente cresciuto sotto l'”illuminata” amministrazione Bush) è percepito come meno pericoloso di quello anti-israeliano.

    Ovviamente la strada scelta dal governo di Israele, che ormai sembra aver perso il contatto con la realtà, è a mio avviso quella sbagliata.

    Israele è reso più simpatico da un solo Zohan (commediola stupida americana con Adam Sandler nei panni di un agente israeliano) che da mille hasbarini noiosi, ripetitivi e spesse volte ingiustificatamente aggressivi.

    Poi, che alla fine una mano gli USA a Israele la diano sempre, anche a livello di immagine, è un altro paio di maniche.

    Ciao!

  10. utente anonimo says:

    x Pino

    hai ragione, in effetti credo anch’io che Israele abbia una pessima immagine e stia puntando troppo sull’hard power, che non è il più adeguato per puntellare una situazione di grave svantaggio demografico ed economico, due fattori che alla lunga hanno sempre pesato in misura decisiva

    Francesco

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