Gianfranco Fini a scuola dall’emiro e altre amenità islamofobiche

Gianfranco Fini è andato nel parco giochi di Abu Dhabi, dove ha parlato con Sua Maestà Mohammed Bin Zayed.

Sua Maestà gli ha spiegato che negli Emirati, esiste un apposito ufficio che sorveglia le prediche fatte nelle moschee, per essere sicuri che "non contengano istigazioni all’odio". Dove "odio" ovviamente significa esprimere dubbi su Sua Maestà Mohammed Bin Zayed.

Inoltre, l’emiro gli ha spiegato che sarebbe bene che nelle moschee in Italia si predicasse in lingua italiana, in modo da permettere ai pigri servizi italici di controllare in tempo reale ogni espressione di dissenso.

 

"Questa notazione – ribadisce il presidente della Camera – va tenuta presente soprattutto in Italia."

A Bologna la questura ha autorizzato una manifestazione a favore della Palestina per il 24 gennaio,

“individuando un percorso che non investa il centro cittadino al fine di evitare la concomitanza con altre iniziative programmate e lo svolgimento della stessa dinanzi ad alcuni dei luoghi maggiormente simbolici per la comunità cattolica bolognese”.

E ha esplicitamente vietato che si pregasse durante la manifestazione.

L’arcivescovo di Torino, Severino Poletto, ha generosamente detto che in Italia si possono costruire luoghi di preghiera islamici, ma senza minareti fin quando le città italiane “saranno abitate in grande prevalenza da cattolici”.

Il sindaco Sergio Chiamparino (nota autobiografica sul suo sito: "Con Fassino nella segreteria del PCI torinese, CGIL torinese, segretario del PDS torinese e piemontese, deputato ed infine Sindaco") si dichiara sostanzialmente d’accordo.

2009-01-16-spit

Vostre maestà…
vostre eccellenze….
pttuiii!

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13 Responses to Gianfranco Fini a scuola dall’emiro e altre amenità islamofobiche

  1. utente anonimo says:

    Indipendentemente dalla sottigliezze, rimane il fatto che la religione, di qualsiasi tipo, è un insulto alla dignità umana e quando l’uomo imparerà a farne a meno, avrà compiuto un gigantesco progresso…

  2. utente anonimo says:

    troppo indipendentemente dalle sottigliezze

    renna

  3. utente anonimo says:

    Miguel,

    in realtà la Questura di Bologna non ha “vietato” alcunché.

    Si è limitata ad invitare gli organizzatori “a tenere una manifestazione con forme diverse da quelle preannunciate, ovvero individuando un percorso che non investa il centro cittadino al fine di evitare la concomitanza con altre iniziative programmate e lo svolgimento della stessa dinanzi ad alcuni dei luoghi maggiormente simbolici per la comunità cattolica bolognese“.

    Vero è che di sabato non è così facile se vuoi manifestare e pregare in centro, anche perché in piazza VIII Agosto – una delle poche senza chiesa – c’è il mercato. Ma parlare di “divieti”, per ora, non mi pare corretto.

    Z.

  4. ALBERTOag says:

    capita a fagiolo….

    ndagato Rafia di “Sopra i ponti” per la manifestazione del 3 gennaio

    La Procura della Repubblica di Bologna, in seguito all’esposto del deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, ha aperto un procedimento penale contro il firmatario della notifica in Questura del percorso della manifestazione dello scorso 3 gennaio contro i massacri di Gaza.

    19 gennaio 2009

    E’ un articolo del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1931 (emanato in pieno periodo fascista) l’appiglio a cui il “fondamentalista cattolico” Fabio Garagnani si è attaccato per presentare un ulteriore esposto alla Procura della Repubblica di Bologna contro la preghiera islamica che avvenne in Piazza Maggiore al termine della manifestazione, organizzata dalla Comunità araba e palestinese, lo scorso 3 gennaio, per protestare contro i massacri perpetrati dall’esercito israeliano nella fascia di Gaza.

    La Procura ha aperto un fascicolo in cui risulta indagato Rafia della associazione “Sopra i ponti” e attivista del Coordinamento Migranti. La sua colpa è quella di aver notificato in Questura il percorso della manifestazione, senza aver scritto che si sarebbe tenuta una preghiera al termine della stessa.

    E’ evidente che questo provvedimento, a pochi giorni dalla manifestazione del 24 gennaio, dopo le prescrizioni della Questura dei giorni scorsi, risulta essere un ulteriore elemento di pressione e intimidazione nei confronti del variegato universo di realtà politiche e sociali che promuovono il corteo.

    E’ il tentativo, l’ennesimo, di oscurare i contenuti delle proteste contro l’aggressione di Gaza e i massacri della popolazione palestinese… E’ un piacere che viene fatto alle forze politiche di destra (Lega Nord, Forza Italia e Alleanza Nazionale) e al PD per limitare l’agibilità politica di tutti coloro che sono al di fuori del fronte bypartisan pro Israele.

    http://www.zic.it/zic/articles/art_3822.html

  5. kelebek says:

    Per Z n. 3

    Sull’articolo che ho linkato, c’è scritto

    “La Questura invita a tenere “distinti e scissi gli elementi religiosi dalle motivazioni poste alla base dell’iniziativa””

    Miguel Martinez

  6. utente anonimo says:

    Miguel,

    – Sull’articolo che ho linkato, c’è scritto

    “La Questura invita a tenere “distinti e scissi gli elementi religiosi dalle motivazioni poste alla base dell’iniziativa””..

    Appunto: la Questura invita Non “obbliga”.

    In alternativa, la Questura suggerisce di concordare un percorso esterno al centro cittadino (cosicché i partecipanti possano pregare senza farlo davanti ad una chiesa).

    Insomma, al di là delle rozzezze mediatiche per cui un invito diventa un ordine tassativo, mi sembra le premesse per trovare una soluzione ragionevole ci siano: Mahdy è contento così, e credo che anche Parracino sarà disposto al dialogo. Che poi per i soliti riciclo-rottami degli anni ’70 sia null’altro che un’occasione per dare sui denti al PD – come ieri davano sui denti ai DS e al PDS, e l’altro ieri al PC – non mi sembra una notizia degna di nota.

    Z.

  7. utente anonimo says:

    Alberto,

    – E’ evidente che questo provvedimento [l’apertura di un fascicolo a seguito di una denuncia, ndr], a pochi giorni dalla manifestazione del 24 gennaio, dopo le prescrizioni della Questura dei giorni scorsi, risulta essere un ulteriore elemento di pressione e intimidazione nei confronti del variegato universo di realtà politiche e sociali che promuovono il corteo. —

    No, è evidente che la magistratura si appresta a verificare le ipotesi di reato segnalate all’autorità. Come del resto ha già fatto, senza peraltro drammatiche conseguenze nei confronti dei manifestanti:

    http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Corteo-islamico-la-Procura-archivia/1571124

    Ma è anche evidente che ogni occasione per dar sui denti al PCI-PDS-DS-PD – che ha notoriamente tradito la Gloriosa Rivoluzione Partigiana – non può e non deve andar sprecata ;-)

    Z.

    PS:

  8. ALBERTOag says:

    ovviamente penso (spero e credo) che la vicenda si risolverà nel nulla.

    avrei preferito un’articolo da qualche sito più equilibrato,ma sul momento avevo trovato quello.

    la cosa mi sembra però un inchiesta così per fare.

    per quanto riguarda il fatto nell’articolo da te citato è stato frutto di 3 ragazzi approssimativamente sui 16 anni per fare i fighi con ragazze.

    dopo la preghiera,mentre gli organizzatori stavano caricando striscioni e arnesi sul camioncino,il gruppetto dei 3 e rispettive donne si è spostato nella zona della piazza dietro il nettuno in direzione di via indipendenza (quindi erano “coperti”) e li hanno dato fuoco al disegno della bandiera israeliana.

    del fatto se ne sono accorti in pochi e io giusto per caso mentre stavo tornando verso la stazione.

    ciò non cambia di una virgola il gesto,che però secondo me era più da attribuire al desiderio di accoppiamento che altro.

  9. utente anonimo says:

    Alberto,

    anch’io penso che pure questa inchiesta finirà nel nulla.

    Però, politicizzate le sedicenni di oggi. Ai miei tempi (pressappoco quelli di Cavour) le ragazzine, absit iniuria verbis, se ne sciacquavano le palle di israeliani e palestinesi…

    Sigh, mi sento anch’io un relitto sulla scia del Valerione :-)

    Z.

  10. ALBERTOag says:

    io personalmente non politicizzo nessuno… nel senso che a quelle cose ci vado da solo e senza le ragazze dei 3…. ;))

    purtroppo mi dispiace che il messaggio di più di un migliaio tra arabi e italiani,mussulmani e non,quarantenni e sedicenni non sia passato per una nullità del genere.

    il lettore di giornale sapeva solo che “comunisti” e “mussulmani” pregavano in piazza bruciando bandiere israeliane.

    ovviamente essendo vicino a loro (per età) spero che se non altro si sia ben conclusa la serata dei 3! ;)

  11. ALBERTOag says:

    volevo dire che quei ragazzi mi sembravano li più che altro per “fare qualcosa”.

    probabilmente se ne fregavano di tutto e speravano in un pelo e se gli avessi chiesto cos’era la palestina di sicuro non lo sapevano :(

  12. utente anonimo says:

    invece secondo me questa è la solita zappa sui piedi che si danno:

    Mettiamo che gli imam siano costretti a leggere in italiano. Vedi mai che qualche italiano si converta all’islam sentendo di cosa parla il Corano….

    Scommettiamo che tra un pò non se ne parlerà più perchè la chiesa sarà intervenuta tacitando tutti a non dire cazzate? Qualche credente potrebbe passare dall’altra parte….

  13. utente anonimo says:

    Anonimo,

    nulla di male, per quanto mi riguarda, se qualche imam decide di predicare in italiano.

    Ma mi par di ricordare che secondo la loro religione l’arabo è proprio la lingua scelta da Dio, e quindi imporre loro un’altra lingua nell’esercizio del culto non pare, a maggior ragione, una scelta giustificabile.

    Detto questo di Islam capisco poco o nulla e se ho detto cazzate bastonatemi pure, mi scuso in anticipo…

    Z.

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