Marco Travaglio e il tradimento degli intellettuali

Una delle poche cose positive di una guerra è che fa emergere le vere differenze, che raramente rispecchiano quelle artificiali del teatrino politico.

Due grandi protagonisti dell’antiberlusconismo in Italia sono Daniele Luttazzi e Marco Travaglio.

Sul suo blog, Daniele Luttazzi pubblica un articolo che chiarisce molto bene la realtà di Gaza: un articolo ripreso dal New York Times, a dimostrazione della maggiore autonomia di cui i media cartacei godono nel cuore dell’Impero.

Marco Travaglio, invece, lancia proclami a sostegno di Israele.

Io sono abituato a leggere gli altri per le cose con cui sono d’accordo, e penso che Travaglio abbia fatto un eccellente lavoro di documentazione sui trasversali misfatti della politichetta italiana; e non mi preoccupo di ciò che lui pensa di altri temi.

Ma Paolo Barnard coglie molto bene il problema più generale posto dal tradimento degli intellettuali, che pure avrebbero gli strumenti per capire la situazione mediorientale.

Vi invito quindi a leggere l’ottimo articolo che Paolo Barnard dedica al tema.

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30 Responses to Marco Travaglio e il tradimento degli intellettuali

  1. utente anonimo says:

    Sinceramente non capisco la logica: se uno e’ pro palestinese allora e’ onesto se invece si esprime a favore di Israele diventa un traditore. Non tutti devono pensarla come te Miguel.

    Raffaele

  2. utente anonimo says:

    Perché scomodare la categoria staliniana del “tradimento”?

    Non sono un fan di nessuno degli autori citati da Barnard (né di Travaglio, né di Lerner, e men che meno di Colombo). Ma che tutti costoro supportino Israele in modo aprioristico e incondizionato non è certo cosa nuova o inusitata.

    Barnard, e non lui solo, farebbe bene a non confondere i propri desideri con la realtà.

    Z.

  3. utente anonimo says:

    Quanto a supporto incondizionato e “aprioristico” per i palestinesi neppure Barnard e molti altri non scherzano.

    Raffaele

  4. utente anonimo says:

    Travaglio è l’organo di stampa dell’Italia del Valori, ossia del partito unipersonale di Di Pietro.

    Come gia ti scrissi, Di Pietro è oramai il politico di riferimento dei cittadini che -indipendentemente dalle loro dichiarazioni di intenti- incarnano il modello del suddito di uno stato totalitarista, dove la semplice accusa (o meglio il semplice teorema accusatorio) equivale ad una condanna e, quindi, dove gli accusati non hanno diritto a difendersi.

    Una simile forma mentis coinvolge sia ex elettori di destra che di sinistra (PCI + URSS docent); ossia cittadini / sudditi che hanno bisogno di avere come punto di riferimento uno stato forte. Un’entità politica disposta anche a passare sui corpi degli oppositori pur di affermarsi.

    In questo momento la “forza e l’ordine” sono incarnati da Israele. Specifico: grazie al lavoro che l’ Iran ha fatto compiere ad Hamas, quel partito è riuscito alienarsi le simpatie dell’opinione pubblica occidentale e dei governi dell’area mediorientale

    Per chi aspira all’ordine imposto dall’alto, è assai facile -oggi- sostenere Israele come araldo di giustizia e baluardo del mondo civile contro le barbarie dell’integralismo.

    Se fossi un affigliato ad Hamas o anche un civile palestinese, comincerei ad interrogarmi sul gioco a cui sta giocando l’Iran sulla pelle del popolo palestinese. Ciò, ovviamente, presupporrebbe la capacità di sviluppae un pensiero aunomo.

  5. kelebek says:

    Per Raffaele,

    Lo so che tu la pensi in maniera opposta a me, non è un problema.

    Non ho detto che Travaglio sia disonesto, anzi in un certo senso l’ho difeso.

    Dico che la guerra porta una discriminante radicale.

    Una volta chiarita senza equivoci questa discriminante, non ho problemi a dialogare.

    Miguel Martinez

  6. kelebek says:

    Per n. 4

    Firmare sempre i propri commenti, anche con uno pseudonimo, grazie.

    Altrimenti, quando scrivi “come gia ti scrissi”, non so di chi stai parlando.

    Miguel Martinez

  7. utente anonimo says:

    Raffaele,

    – Quanto a supporto incondizionato e “aprioristico” per i palestinesi neppure Barnard e molti altri non scherzano. —

    In questo caso, chi chiamasse “traditore” Barnard per il suo sostegno alla causa palestinese sarebbe senza dubbio in errore, e faresti bene a difenderlo. Ma non sono certo di aver capito il senso del tuo commento…

    Z.

  8. utente anonimo says:

    Anonimo #4,

    – Travaglio è l’organo di stampa dell’Italia del Valori, ossia del partito unipersonale di Di Pietro. —

    Da che mi ricordi, Travaglio è sempre stato fortemente filoisraeliano. Che sia molto vicino a Di Pietro è indubbio, ma in questo non vedo motivo di dubitare che i suoi sentimenti siano sinceri.

    Peraltro, quando gli Stati Uniti aggredirono l’Iraq accusando Saddam di nascondere armi di distruzioni di massa, Travaglio non appoggiava né Bush, né le accuse, né l’invasione.

    Z.

  9. utente anonimo says:

    Ops, ilcommento # 4 è mio. Mi scuso per l’omissione involontaria

    Giuseppe

  10. utente anonimo says:

    Bellissimo articolo.

    La tesi dell’autore e’ chiarissima e condivisibile. I crimini di Israele, in qualita’ di paese colonialista, razzista e genocida, sono cosi’ oggettivi e stranoti che solo ignoranza o malafede possono portare a ribaltare (alla Travaglio) la realta’ storica…

    Per curare simile “miopia”, cosi’ come per porre fine all’oppressione terroristica israeliana, temo ci possa essere una unica soluzione: il terzo occhio… per crearlo non importa il calibro…

    Con Hamas e con la Palestina… morte ai nazisionisti e ai loro lacche’, OVUNQUE essi siano!!!

    Massimo

  11. Aramcheck says:

    Travaglio è di destra, lo dice lui stesso, e questo emerge soprattutto in politica internazionale (è favorevole allo scudo stellare di Bush, contro i missili Russi e quelli iraniani(?!)).

    Chiaramente questo non toglie nulla alle sue qualità giornalistiche e alla sua preparazione, che anch’io reputo eccellenti.

    Di Barnard lessi Perché ci odiano? (dedicato a spiegare la rabbia e la resistenza islamica, ma non solo, verso l’occidente), che dedicava un’ampia parte alle ragioni palestinesi e ai soprusi dell’esercito israeliano, anche e soprattutto in tempi di “pace” o di “tregua”, nella striscia e in cisgiordania. Lo trovai interessante e ben fatto, mi piacque molto. Ultimamente ha dedicato lunghi articoli e scritti su internet su come l’attività informativa e culturale in Italia sia ridotta anche nei casi migliori (controinformazione alla Grillo e sinistra compresa) ad una faida tra “parrocchiette” con totale disprezzo per i fatti e per un’analisi d’insieme dei processi di imbarbarimento in corso.

  12. utente anonimo says:

    Premetto che stimo il giornalista Travaglio, quindi potrei essere di parte.

    Ciò detto, io credo che Travaglio sbagli, sulla questione Israele-Palestina. Però, non capisco perchè non ci si debba limitare a esprimere il proprio dissenso verso questa sua opinione, senza con questo volerlo fare assurgere a simbolo di portavoce di chissà qualche ” impersonificazione della mistificazione giornalistica ” verso ISraele, ( che pure, c’é).

    IL medio Oriente non è il campo di Travaglio, perchè prendersela con lui se ne ha un’opinione che si ritiene errata ( e, amio parere anche giustamente )? Bisognerebbe prendersela con lui se scrivesse degli articoli giornalistici in cui questa sua scelta di campo dovesse risultare in cialtroneria o mistificazione, non se da ” privato cittadino ” esprime un’opnione, per quanto criticabile. Per quanto mi riguarda, io so che che se qualche islamico si trova nei guai legali , o ingiustamente detenuto, può trovare una sponda solidale in Travaglio, che infatti non ha mancato, in passato di denunciare casi di giustizia parziale solo perchè vi era implicato un islamico.

    Io ritengo giusto criticare un Capuozzo ( uno dei più ipocriti , e quindi più subdoli ,della stampa nostrana ), un Sandro Viola ( anche se a volta riesce a scrivere qualche cosa giusta ), oppure, un Arturo Ferrari,, etc…Insomma, quelli che si occupano davvero di Medio Oriente.

    A.

  13. utente anonimo says:

    A.,

    – IL medio Oriente non è il campo di Travaglio, perchè prendersela con lui se ne ha un’opinione che si ritiene errata ( e, amio parere anche giustamente )? —

    Non vedo perché il fatto che Travaglio parli di argomenti “che non sono i suoi” (ossia, di cui verosimilmente conosce poco o nulla) dovrebbe esimerlo da critiche. Anzi, ciò dovrebbe valergli un’aggravante, se è vero una persona seria dovrebbe parlare solo di ciò che conosce bene.

    Quello che contesto è che si manifesti stupore e meraviglia, fino a giungere a riesumare odiose categorie dal sapore staliniano: “ma come, un giornalista così alacre a dar sui denti ai nostri nemici giurati, Berlusconi e D’Alema, ci ha tradito su Israele!”

    Z.

  14. utente anonimo says:

    ” Non vedo perché il fatto che Travaglio parli di argomenti “che non sono i suoi” (ossia, di cui verosimilmente conosce poco o nulla) dovrebbe esimerlo da critiche. Anzi, ciò dovrebbe valergli un’aggravante, se è vero una persona seria dovrebbe parlare solo di ciò che conosce bene. ”

    E chi ha detto che Travaglio dovrebbe essere esentato da critiche?

    Ho anzi scritto

    ” Però, non capisco perchè non ci si debba limitare a esprimere il proprio dissenso verso questa sua opinione,”

    Si può criticare, quindi, ma ciò che contesto è farlo assurgere quasi a simbolo di ciò che è sbagliato nell’informazione. Travaglio ha un’opinione errata sul MO, sbaglia, punto. Travglio NON è Gad Lerner, che avrebbe altri strumenti per capire bene la situazione in MO, così come è sbagliato accomunarlo a Colombo, etc…Travaglio è un cronista di giudiziaria. Si potrebbe sfidare Travaglio ad un confronto sulla questione palestinese, se volesse approfondire la questione, ma ritenerlo quasi un ” traditore” della causa giornalistica perchè su un dato argomento non la pensa in un certo modo è davvero sconcertante. Mi sembra quasi fare il paio con le critiche rivole a Carotenuto. Secondo me Carotenuto sbagliava, a mettere in mezzo Hamas in questo momento, ma era liberissimo di farlo e malissimo hanno fatto gli idioti che gli hanno mandato insulti o minacce.

    ( anzi, avrei voluto anche scrivergli solidarietà ma mi è mancato il tempo, ne approfitto per farlo ora, nel caso leggesse )

  15. kelebek says:

    Il problema, come spesso succede, è la divisione teatrale destra-sinistra, che poi significa da una parte la notevole personalità di Berlusconi, dall’altra, coloro che per vari motivi non lo sopportano.

    La (sacrosanta) non sopportazione di Berlusconi viene fatta coincidere, erratamente, con altre questioni.

    E quindi “sinistra” vuol dire seguire chi guida nella lotta contro Berlusconi: anche se Travaglio non è di sinistra, è in un certo senso la guida morale della sinistra realmente esistente.

    Ora, Berlusconi sta totalmente con Israele; e la “guida morale” della sinistra pure.

    Questa non è colpa di Travaglio, e non condivido tutto l’attacco che gli fa Barnard. Casomai, il problema è proprio l’identitarismo antiberlusconiano.

    Miguel Martinez

  16. utente anonimo says:

    Dico che la guerra porta una discriminante radicale.

    Puoi spiegarti? non capisco, ai miei orecchi se invece di “guerra” ci fosse “elezioni” o “derby” sarebbe lo stesso e quindi immagino di aver sbagliato a capire

    Francesco

  17. kelebek says:

    Per Francesco n. 16

    Non esattamente. Perché nelle elezioni e nel derby, si ribadiscono vecchie identità.

    Con la guerra, le cose cambiano.

    Prendi Mussolini nella Prima guerra mondiale, che fino a quel momento sembrava un “socialista come tutti gli altri”.

    Ma soprattutto le cose cambiano, quando c’è una guerra in un altro paese, dove la prospettiva è diversa dalla nostra.

    Miguel Martinez

  18. utente anonimo says:

    A parte che non trovo nulla di ottimo, anzi neppure di buono, nell’articolo del signor Barnard, temo di aver capito poco.

    Per te la guerra ha il ruolo di “cartina di tornasole” del mondo? il tifo in guerra diventa decisivo? e per che cosa?

    Francesco

  19. utente anonimo says:

    A.

    – Travglio NON è Gad Lerner, che avrebbe altri strumenti per capire bene la situazione in MO —

    E perché? Sono entrambi adulti, entrambi hanno studiato, ed entrambi possono permettersi libri e materiale di approfondimento.

    – Travaglio è un cronista di giudiziaria. —

    E allora si occupasse di giudiziaria – e magari imparasse (tra le altre cose) che un patteggiamento non è una condanna e che l’assoluzione dubitativa non esiste più da circa vent’anni. E magari che scrivere “reato penale” denota che lo scrivente è un ignorante che vuol fare l’esperto :-)

    – Si potrebbe sfidare Travaglio ad un confronto sulla questione palestinese, se volesse approfondire la questione —

    Non credo che sarebbe un dialogo fruttifero. Nell’unico scambio che ho avuto con Travaglio il buon Marco se l’è presa un po’ (giusto un po’) e sulla domanda che gli ho rivolto ha elegantemente glissato. Giudiziaria, eh, mica Vicino Oriente :-)

    – ma ritenerlo quasi un ” traditore” della causa giornalistica perchè su un dato argomento non la pensa in un certo modo è davvero sconcertante. —

    Né più né meno che per Lerner e Colombo, direi.

    Z.

  20. utente anonimo says:

    non capisco perchè Barnard tiri fuori adesso il sionismo di Travaglio e parli di tradimento, come se non sapesse già come la pensava sull’argomento. Gli ha scritto un paio di e-mail due anni fa che ha pure pubblicato sul suo sito:

    http://www.paolobarnard.info/info_travaglio.php

  21. Aramcheck says:

    >anche se Travaglio non è di sinistra, è in >un certo senso la guida morale della >sinistra realmente esistente.

    Specificavo che Travaglio e’ di destra (non perche’ questo gli dia o meno diritto di di sostenere questa o quella tesi) ma perche’ Barnard lo mette all’inizio dell’articolo tra gli “intellettuali di area progressista”, come lui non si definirebbe (direbbe al piu’ area liberale, credo). Effettivamente questo avviene perche’ l’ argomento-Berlusconi e’ catalizzante, in Italia. Non so se sia colpa dell’ identitarismo: chi percepisce Berlusconi come un pericolo per l’ “intero sistema democratico” (a torto o a ragione) tendera’ ad accettare alleanze tattiche “politicamente larghe” pur di batterlo. E’ un fenomeno frequente nella lotta politica ed in parte e’ lo stesso centro destra ad accusare in continuazione di estremismo chi li attacca in maniera decisa… e Travaglio (e a volte anche Sartori, Massimo Fini o lo stesso Di Pietro) viene percepito come cio’ che non e’.

  22. dantem says:

    Anche Travaglio ha i suoi idoli. Montanelli? Se sbaglio correggetemi!

    Purtroppo, per me dico, l’autorità che proietta in questa figura non gli permette di andare oltre. Non può cercare i fatti dove il suo lato emotivo non gli permette di rompere una breccia. Cosa invece pienamente consentita con il Berlusca in onore della ‘onestissima e antimafiosa’ destra storica. Ma guerra e miseria non lo toccano, sembra.

    Infatti sembra più che altro che sia tanto acuto in patria quanto cieco come una talpa all’estero. Figuriamoci, è ancora di quelli che pensano di trovare esempi di democrazia e incorruttibilità abroad. Yikes! …in questo assomiglia in toto a ciccio Ferrara!

    Farebbe prima a cercare in qualche illuminata giunta comunale… avrebbe di certo più chance.

    Quindi un grande Intelletto non porta saggezza e neanche cultura.

    Saranno indigestioni di Darwinismo, sarà una figura paterna e autoritaria o una conseguenza del virus del Monoteismo, a creare quella coltre di convinzioni che non ci permette di vedere che è la cospirazione il cemento della storia, di tutte le guerre. Ma ahimè, oggi la chiamano politica.

    Detto questo continuerò a leggere tutti i libri di Travaglio :-) almeno che, disgraziatamente, pubblichi un saggio internazionale, o unilaterale.

  23. comictadpole says:

    Secondo me Travaglio in questo caso fa un errore simile a quello famigerato di Montanelli con la vicenda del Vajont_ Cioè si disinteressa effettivamente dei fatti e sposa per motivi ideologici, probabilmente anche coerenti con le sue idee centratamente liberal, una tesi, per poi difenderla stiracchiandola tutta anche oltre i confini della decenza logica_

    Non credo di condividere al 100% il taglio rude dell’articolo di Barnard e di quello di Said – ma non possiamo negare che in tutto l’Occidente l’argomento Israele sia un vero tabù psico-politico_ Difficile capirne tutti i perché – a volte per eccessiva protezione nei confronti di un popolo che in Europa abbiamo dilaniato, e scaricarci un po’ la coscienza – a volte perché magari davvero viene considerato un avamposto contro la barbarie, come il conte Vlad – a volte per antislamismo ideologico, la nuova moda dei quartieri chic globali – a volte perché lo vediamo come parte di noi e non riusciamo a pensare a noi stessi come aguzzini – oppure solo perché ci vendiamo per una betoniera di denari_ Ma ci possono essere mille altri motivi_

    Ma vorrei far presente, e in particolare a Raffaele (n.1), che per non farsi travolgere troppo dai dogmi bisognerebbe osservare i fatti_ Le idee e le opinioni sono sempre soggette al vaglio della relatività, e quindi opinabili, e quindi rispetto a loro si può anche assumere una posizione di equidistanza se lo vogliamo_ Anche l’interpretazione dei fatti, quando questi non sono chiari, deriva verso l’ambito delle idee e delle opinioni_ Ma a volte, quando sono chiari, diventa impossibile usarli per validare tesi opposte a quello che dicono_

    Esempi_ Io sono contrario alla guerra in Afghanistan, ma i fatti non mi danno tutti inequivocabilmente ragione_ Lo sono perché credo che non sia producente, che sia eccessiva, che segua troppo le orme di un percorso ‘imperialista’ che non accetto, ideologicamente_ Ma chi mi ribatte ha argomenti di un certo valore che io non posso smontare con dei fatti, al limite solo con argomentazioni più forti, se le trovo_ La guerra in Iraq invece, l’ultima, non ha nessun fatto che la renda legittima, solo delle scelte politiche ideologiche che per giunta hanno strabordato nella piena illegalità internazionale_

    Semplificazione estrema_ Se uno entra in casa tua e ti lega per derubarti, questo fatto difficilmente potrà essere interpretato in modo da definire il tuo ladro come vittima e te come colpevole_ Almeno non con le Leggi odierne – quando i ladri avranno una salda maggioranza democratica vedremo_ Si potrà interpretare il suo atto con varie inclinazioni: è un selvaggio incivile, è malato, aveva bisogno di dar da mangiare ai suoi 37 dolcissimi frugoletti innocenti_ Ma non si potrà mettere in galera te e dare a lui una medaglia_

    Ecco, anche uscendo dalla semplificazione, il caso di Israele è molto più simile a questo tipo di chiarezza che all’ambiguità di moltissima altra Storia_ Lo dicono i fatti_ E solo chi non li conosce o è schiavo di motivi ideologici può chiedere equidistanza o appoggiarlo incondizionatamente_

    Anche sorvolando su tutto quello che è successo dal ’48 al ’67, comunque per fare un’analisi seria non basterebbe un Terabyte, che oltre al solito comportamento criminale di Israele ha visto stupidaggini dei dirigenti arabi, e violenza anche solo burocratica, nella pratica colonialista, perfino di illuminati paesi europei – sicuramente dal ’67 in poi non è possibile negare che Israele sia entrato in un regime di totale e assoluta illegalità, che mantiene con una granitica volontà criminale e classiche metodologie di oppressione, appoggiato concretamente dai più potenti del pianeta, cioè noi_ Questo purtroppo è un fatto_

    L.M. (Leonardo Migliarini)

  24. comictadpole says:

    Per il n.4

    Ecco qui invece si potrebbe anche dire che si va più nel campo delle ‘interpretazioni’_

    Ma a me sinceramente non è mai sembrato che Travaglio mettesse in atto dinamiche tipiche di società totalitarie – non più di quanto si possa definire totalitaria l’Inghilterra – chiedere a Orwell, please_

    Mentre per esempio mi sembra abbastanza manifesto di volontà totalitaria sia il concentrare tutto il potere economico, in tutti i settori, di Napo IV detto Pirluscone, e poi correre per ottenere anche quello politico_ Sia il prevedere delle leggi ad hoc per avvantaggiare i miei interessi privati e salvaguardarmi da possibili grane_ Sia tutta l’isteria xenofoba e suprematista della Lega, che se non si fosse infognata in tali letamai di terrore e istinti animali avrei potuto perfino essere un suo attivista_

    Tanto per esempio_

    Travaglio invece mi ha sempre dato la netta impressione di volere che l’Italia si avvicinasse a quei paesi europei più civilizzati_ Anch’io vorrei che l’Italia fosse più civile, sarei felicissimo – e mi compete volerlo perché sono uno dei tanti componenti della sua società_ Ma non vorrei mai che Inghilterra, Francia e Germania mi bombardassero per portarmi la loro civiltà, come faceva Napo I detto Lu Tappinu a suo tempo – non è di loro competenza, e farebbe sicuramente più danni, anche soltanto sociali, di qualunque beneficio_

    L.M.

  25. Bernard scrive che le affermazioni di travaglio sono state diramate da chiarelettere, ma io non ne ho trovato traccia, qualcuno ha qualche link?

  26. utente anonimo says:

    per il n. 24

    Mi sono limitato a constatare e contestare il metodo di Travaglio: far passare per sentenze definitive le tesi dei pubblici ministeri.

    Conferire all’accusatore il monopoio della verità, senza concedere all’accusato la facoltà di difendersi è una condotta tipica del totalitarismo. Inoltre, se fossimo in GB Travaglio dovrebbe cercarsi un’altro mestiere. Laggiù il segreto istruttorio non è solo previsto dalla legge, ma funziona pure.

    Giuseppe

  27. utente anonimo says:

    Giuseppe,

    – Mi sono limitato a constatare e contestare il metodo di Travaglio: far passare per sentenze definitive le tesi dei pubblici ministeri. —

    Salvo che l’indagato si chiami Antonio Di Pietro ;-)

    A onor del vero bisogna dire che non è tutta colpa di Travaglio. In larga misura è frutto dell’inevitabile sensazionalismo mediatico, che viene necessariamente prima del rispetto della verità processuale (e spesso anche di quella storica).

    Z.

    PS: A proposito – Travaglio non se n’è mai accorto, ma il segreto di indagine c’è anche in Italia, eh. Prova a chiedere al PM il fascicolo delle indagini preliminari in un procedimento dove tu sei indagato prima che queste siano chiuse, e stai a vedere quante volte te lo consegna. Sulle gengive, te lo consegna :-)

  28. utente anonimo says:

    Giuseppe

    sono contento di avere l’ennesima conferma che esistono paesi davvero più civili di noi, e dove quella civiltà, stabilità dalle regole di carta, funziona anche nella prassi_

    Al di là del servizio che professionale che mi dà, la sorte di Travaglio mi è indifferente, non sono suo cugggggino_

    Converrai con me che noi però, purtroppo, siamo piuttosto indietro_

    L.M. (unblogged – sorry)

  29. utente anonimo says:

    Z, secondo me stai polemizzando per polemizzare, o perchè ti sta sulle scatole Travaglio. Ma si vede che lo fai giusto per fare, perchè argomenti ne hai pochini, oppure fai finta di non capire ciò che dicono gli altri.

    ” Travglio NON è Gad Lerner, che avrebbe altri strumenti per capire bene la situazione in MO —

    E perché? Sono entrambi adulti, entrambi hanno studiato, ed entrambi possono permettersi libri e materiale di approfondimento.

    Devo ripetere che la differenza è che Travaglio ha espresso un parere personale, senza volergli dare dignità di ” pezzo” giornalistico. A quanto pare, si tratterebbe anche di un parere espresso in forma privata in un email. Se non riesci a capire la differenza tra giudizio personale ( pure sbagliato ) espresso in privato, con l’onestà intellettuale e la scrupolosità che si chiederebbe ad un giornalista riguardo alle questioni inerenti il suo lavoro, con un pare espresso in privato ( e apre anche in forma di email e con pubblicazione non autrizzata )non so che dirti. PEr dire, Lerner e Colombo, etc, scrivono spesso articoli sul MedioOriente, Colombo, poi, incorrendo in intemerate difese di Israele.

    ” PS: A proposito – Travaglio non se n’è mai accorto, ma il segreto di indagine c’è anche in Italia, eh.”

    Se critichi Travaglio, almeno fallo a ragion veduta e non alla ca** di cane, senza nemmeno sapere di che parli. Travaglio sostiene da TEMPO, che in Italia c’è il segreto sulle indagini. Però lui, correttamente, dice che, appunto, trattasi di segreto investigativo, non segreto istruttorio. Ovvero, il PM può decidere, a SUA DISCREZIONE, se pubblicare o meno un fascicolo. Per protezione dell’indagine, più che dell’indagato.Questo è quello che scrive Travaglio.

    A.

  30. utente anonimo says:

    A.,

    – Z, secondo me stai polemizzando per polemizzare, o perchè ti sta sulle scatole Travaglio. —

    Allo stesso modo, qualcun altro accuserebbe te di polemizzare in nome del motto “Nessuno Tocchi Travaglio”. Io invece dico: se non presumiamo la reciproca buona fede, che discutiamo a fare? mica ci pagano ;-)

    – Devo ripetere che la differenza è che Travaglio ha espresso un parere personale, senza volergli dare dignità di ” pezzo” giornalistico. —

    Travaglio ha scritto più volte articoli molto accesi in difesa di Israele, in modo più aggressivo di Colombo e molto più aggressivo di Lerner. Anche su l’Unità, per esempio – mica solo in privato. Che si occupi prevalentemente di altro non vedo come possa cambiare le cose. Certamente inappropriato, a mio modo di vedere, è invece ripristinare categorie di “tradimento” più consone agli anni ’40 del secolo passato.

    – Travaglio sostiene da TEMPO, che in Italia c’è il segreto sulle indagini. Però lui, correttamente, dice che, appunto, trattasi di segreto investigativo, non segreto istruttorio. —

    Quando vedi che il Corsera ha accesso al tuo fascicolo prima di te, perché non essendo le indagini chiuse non ne hai potuto estrarre copia integrale, il fatto di sapere che in Italia esiste il segreto d’indagine e non il segreto istruttorio immagino sia di grande consolazione :-)

    Z.

    PS: Per la cronaca, Travaglio non mi è affatto antipatico. E’ una persona civile ed educata, che ascolta l’interlocutore senza interromperlo: una qualità rara nei dibattiti televisivi in Italia, che purtroppo lo rende vittima di contraddittori prepotenti e aggressivi. Ma trovare simpatico qualcuno non significa necessariamente condividere sempre ciò che dice o scrive.

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